215) Origin (Dan Brown)

“Origin” è un romanzo scritto da Dan Brown e pubblicato nell’ottobre 2017 da Mondadori Editore.

Sinossi: Robert Langdon, professore di simbologia e iconologia religiosa a Harvard, è stato invitato all’avveniristico museo Guggenheim di Bilbao per assistere a un evento unico: la rivelazione che cambierà per sempre la storia dell’umanità e rimetterà in discussione dogmi e principi dati ormai come acquisiti, aprendo la via a un futuro tanto imminente quanto inimmaginabile. Protagonista della serata è Edmond Kirsch, quarantenne miliardario e futurologo, famoso in tutto il mondo per le sbalorditive invenzioni high-tech, le audaci previsioni e l’ateismo corrosivo. Kirsch, che è stato uno dei primi studenti di Langdon e ha con lui un’amicizia ormai ventennale, sta per svelare una stupefacente scoperta che risponderà alle due fondamentali domande: da dove veniamo? E, soprattutto, dove andiamo? Mentre Langdon e centinaia di altri ospiti sono ipnotizzati dall’eclatante e spregiudicata presentazione del futurologo, all’improvviso la serata sfocia nel caos. La preziosa scoperta di Kirsch, prima ancora di essere rivelata, rischia di andare perduta per sempre. Scosso e incalzato da una minaccia incombente, Langdon è costretto a un disperato tentativo di fuga da Bilbao con Ambra Vidal, l’affascinante direttrice del museo che ha collaborato con Kirsch alla preparazione del provocatorio evento. In gioco non ci sono solo le loro vite, ma anche l’inestimabile patrimonio di conoscenza a cui il futurologo ha dedicato tutte le sue energie, ora sull’orlo di un oblio irreversibile. Percorrendo i corridoi più oscuri della storia e della religione, tra forze occulte, crimini mai sepolti e fanatismi incontrollabili, Langdon e Vidal devono sfuggire a un nemico letale il cui onnisciente potere pare emanare dal Palazzo reale di Spagna, e che non si fermerà davanti a nulla pur di ridurre al silenzio Edmond Kirsch. In una corsa mozzafiato contro il tempo, i due protagonisti decifrano gli indizi che li porteranno faccia a faccia con la scioccante scoperta di Kirsch… e con la sconvolgente verità che da sempre ci sfugge.

Recensione
A cura di Roberto Sapienza
Caro Dan,
Spero che non ti offenda se mi permetto di scriverti in questo modo informale, sebbene tu sia uno degli scrittori più apprezzati e letti al mondo, mentre il sottoscritto è invece uno sconosciuto blogger e soprattutto un lettore diversamente ignorante.
Ma trovo il coraggio di scriverti questa lettera aperta, essendo diventato un tuo grande fan, dopo aver letto anni fa il tuo best seller “Il Codice da Vinci,” grazie al prezioso consiglio del mio caro amico Giovanni.
I tuoi romanzi hanno sempre provocato polemiche, critiche e dividendo storici, cattolici e semplici lettori.
Personalmente ritengo che, se uno scrittore o un ‘artista in generale ,con il proprio lavoro suscita una qualsiasi reazione o emozione nel pubblico, ha comunque vinto la sua personale scommessa.
L’Artista ha il compito di scuotere la società dall’apatia e dall’immobilismo intellettuale e morale mai come oggi dilagante e soffocante.
Tu, Dan, con i tuoi precedenti romanzi hai assolto pienamente a questa missione oltre che a conquistare con merito, a mio modesto avviso, gli elogi dei critici letterari per la qualità, profondità, incisività dei tuoi testi.
Ma stavolta con “Origin, caro Dan, onestamente non ho compreso fino in fondo quale fosse il tuo messaggio.
Il cuore drammaturgico, filosofico e soprattutto spirituale della tua ultima fatica è rappresentata dal personaggio di Edmond Kirsch, quarantenne miliardario e futurologo, che prima d’essere brutalmente ucciso si apprestava ad affrontare la madre di tutte le sfide per uno scienziato: dimostrare l’inutilità della religione.
Kirch si chiede e soprattutto domanda ai suoi illustri invitati, tra cui il suo ex professore ed ora caro amico Robert Langdon, e soprattutto ai milioni di utenti collegati nel mondo “Da Dove Veniamo? E dove stiamo andando?”
“Origin” ruota intorno a queste due semplici e straordinarie domande e come, durante una lunga e ansiogena notte, Langdon e la sua ultima compagna d’avventura la bella Ambra, futura Regina di Spagna, possano darvi risposta onorando la memoria del comune amico Edmond.

Dan non hai voluto rischiare nulla confermando o se preferisci ripetendo lo stesso impianto e intreccio narrativo dei tuoi ultimi lavori.
Ti sei voluto affidare all’”usato sicuro”, forse anche per pigrizia creativa, e mi duole scriverlo finendo per rivelarsi un grave errore.

Hai voluto affrontare il delicato e complesso conflitto tra scienza e fede utilizzando il genere thriller che ben presto appare inadeguato e povero per contenere il pathos e la profondità etica e spirituale di una contesa antica quanto moderna.
Chi ti scrive è un credente pigro, distratto, fortemente convinto che la scienza possa davvero migliorare ed aiutare la qualità di vita dell’umanità, ma più mi addentravo nella lettura del tuo romanzo, più sentivo crescere dentro di me un forte e crescente sentimento di opposizione alla tua idea di mondo migliore e più giusto.
L’uomo può e deve credere ai progressi della scienza, della tecnologia, ma in egual modo non può e non deve sentirsi “arretrato” nel credere, sperare in un’entità, Dio, chiamala come preferisci, a cui affidarsi nei momenti di sconforto, paura ed attesa che possono verificarsi nell’arco di una vita.
“Origin” è un ottimo romanzo, caro Dan, come sempre il tuo stile è semplice, lineare quanto incalzante, avvolgente. Ancora una volta hai confermato il tuo talento nel costruire una storia capace d’incuriosire il lettore “costringendolo” a divorare le pagine del libro per arrivare all’atteso finale.
Ma almeno per me, “Origin” è una delusione sul piano creativo, ideale ed esistenziale.
Nonostante tutto, caro Dan, continuerò a credere …ed a ritenerti un brillante autore, perché in fondo la fede sia essa religiosa o letteraria può vacillare, ma mai venire meno.
Con stima ed affetto
Roberto