108) Riccardino ( Andrea Camilleri)

“Riccardino” è un romanzo scritto da Andrea Camilleri e pubblicato il 16 luglio 2020 da Sellerio Editore.

Sinossi:
L’ultima avventura del commissario Montalbano di Andrea Camilleri.
Anno 2005: Camilleri ha appena pubblicato La luna di carta. Sta lavorando alla successiva avventura della serie, ma in estate consegna a Elvira Sellerio un altro romanzo con protagonista il commissario Montalbano. Si intitola Riccardino. L’accordo è che verrà pubblicato poi, un domani indefinito, si sa solo che sarà l’ultimo romanzo della saga Montalbano.
Anno 2016. Sono passati 11 anni durante i quali sono usciti 15 libri di Montalbano. Andrea Camilleri sente l’urgenza di riprendere quel romanzo, che è venuta l’ora di «sistemarlo». Nulla cambia nella trama ma solo nella lingua che nel frattempo si è evoluta. Né muta il titolo che allora considerava provvisorio ma al quale ormai si è affezionato e che nel 2016 decide essere definitivo. Un titolo così diverso da quelli essenziali ed evocativi e pieni di significato ai quali siamo abituati, in cui risuonano echi letterari: La forma dell’acqua, Il giro di boa, Il ladro di merendine, L’altro capo del filo. Ma Riccardino segna quasi una cesura, una fine, ed è giusto marcare la differenza sin dal titolo.
Ma come è nata l’idea, e soprattutto perché.
Racconta Andrea Camilleri in una vecchia intervista che a un certo punto si era posto il problema della «serialità» dei suoi romanzi, dilemma comune a molti scrittori di noir, che aveva risolto decidendo di fare invecchiare il suo commissario insieme al calendario, con tutti i mutamenti che ciò avrebbe comportato, del personaggio e dei tempi che man mano avrebbe vissuto. Ma poi, aggiunge, «mi sono pure posto un problema scaramantico». I suoi due amici scrittori di gialli, Izzo e Manuel Vázquez Montálban, che volevano liberarsi dei loro personaggi, alla fine erano morti prima di loro. Allora «mi sono fatto venire un’altra idea trovando in un certo senso la soluzione».
Ecco: la soluzione la scopriranno i suoi tantissimi affezionati lettori di questo Riccardino che pubblichiamo ricordando Andrea Camilleri con grande gratitudine.

Recensione:
L’uscita di “Riccardino” è stata vissuta dai fan del commissario Salvo Montalbano come fosse una finale mondiale con l’Italia in campo.
L’”ultima indagine del commissario più amato d’Italia è stata accompagnata per anni da rumors, leggende, aneddoti e false piste messe in giro dallo stesso divertito Maestro Camilleri.
L’attesa è stata spasmodica, la curiosità infinità mista al timore nel dover scoprire come Andrea Camilleri avesse deciso, anni prima, di mettere la parola fine al suo amato/odiato personaggio.
Già “l’odiato Montalbano, perché il personaggio televisivo aveva preso il sopravvento non solo sul Montalbano letterario, ma costretto “L’Autore” ad una faticosa convivenza creativa.
Quando nel giugno del 2018 uscì “Il Metodo Catalanotti”, probabilmente, sono stato uno dei pochi a difendere la “svolta” sentimentale “del commissario Montalbano.
Vedendo in questa svolta non soltanto delle potenzialità narrative, ma soprattutto avvertendo in Camilleri l’esigenza creativa di voler “sparigliare” rinnovando struttura e personaggi della saga.
Il finale aperto del romanzo, una vera rarità per Camilleri, mi aveva fatto credere, sperare che nei successivi romanzi il personaggio di Antonia sarebbe diventata centrale o quanto meno ci saremmo gustati un Montalbano alle prese con una relazione molto diversa quanto tosta rispetto a quella avuta con Livia.
Ebbene, le mie personale e modeste aspettative sono state nettamente disattese e le mie previsioni editoriali, narrative si sono rivelati decisamente errate.
“Riccardino” si è dimostrato un romanzo assestante rispetto ai 15 romanzi scritti successivamente dal Maestro.
“Riccardino” non presenta alcun collegamento diretto o quanto meno indiretto con il “Metodo Catalanotti””, lasciando così “incompiuta” la neo storia tra il commissario ed Antonia.
“Riccardino” può essere considerato, sul piano narrativo e stilistico, come una “tradizionale” indagine, se non fosse per il fatto che il lettore assiste a dei divertenti “intermezzi” telefonici e scritti tra il commissario e lo stesso Camilleri.
Intermezzi in cui possiamo apprezzare nuovamente il talento, ironia e soprattutto la formazione teatrale di Camilleri.
Il Montalbano letterario si lamenta come il personaggio televisivo gli abbia rovinato l’esistenza e carriera, mentre l’Autore rimprovera al primo di non seguire più le regole del giallo rendendogli così quasi impossibile poter scrivere una storia coerente e convincente.
Questa continua triangolazione tra Camilleri ed i due Montalbano rappresenta l’unica e rilevante novità di un romanzo che di per sé sarebbe stato privo di particolari guizzi creativi e stilistici.
Dispiace scriverlo ma “Riccardino” è una deludente conclusione di questa straordinaria cavalcata letteraria.
“Riccardino” stona con le scelte editoriali compiute dalla Sellerio dal 2005 fino al 2018 sul commissario Montalbano.
Paradossalmente, a mio modesto parere, avrebbe avuto più senso considerare “Il Metodo Catalanotti” come epilogo piuttosto che “Riccardino”.
È difficile d’accettare che il Maestro volesse davvero questo tipo di conclusione.
La “prematura” scomparsa di Camilleri inevitabilmente avrà stravolto i piani originali di rinnovamento della serie, provocando questi infelici risultati.
Salvo Montalbano meritava una diversa uscita di scena, degna della sua fama e storia.
Seguirò solo in parte l’idea di Camilleri: “Riccardino” scomparirà lentamente quanto inesorabilmente dalla mia memoria e cuore.
“Riccardino” non è mai esistito.
L’ultimo romanzo su Montalbano è ancora custodito dentro la cassaforte di Elvira Sellerio.