5) Storia delle Parolacce

“Storia delle Parolacce” è una serie diretta da Christopher D’Elia. Con Nicolas Cage, Sarah Silverman, Nick Offerman, Nikki Glaser, Patti Harrison. Commedia, docufiction.

Recensione:

Con l’arrivo del nuovo anno mi sono ripromesso di cambiare vita, di avere un approccio diverso nei confronti dei problemi e di relazionarmi in modo meno formale con il mondo.

Basta essere accusato di essere vecchio, bigotto, paternalistico! È tempo di dare un taglio al vecchio me. E magari di lasciarmi andare a qualche turpiloquio… motivato.

La docuserie Netflix “Storia delle parolacce” è uscita solo il 5 gennaio ma ha già mandato in visibilio il pubblico di tutto il mondo. Perché è irriverente e goliardica ma propone degli approfondimenti stranamente seri.

Nei sei episodi – Fuck, Shit, Bitch, Dick, Pussy, Damn – della durata di 20′ ciascuno, Nicolas Cage, con la collaborazione di comici, professori, studiosi, storici, lessicografi ci porta alla scoperta delle origini, dell’evoluzione e degli usi attuali delle parolacce inglesi in questione. continua su

165) Io, Dio e Bin Laden

“Io, Dio e Bin Laden” è un film di Larry Charles. Con Nicolas Cage, Russell Brand, Wendi McLendon-Covey, Amer Chadha-Patel, Denis O’Hare. Avventura, 92′. USA 2016

Sinossi:

Gary Faulkner è disoccupato, ha alle spalle qualche condanna per reati minori e davanti a sé forse qualche birra di troppo, quando riceve la “chiamata” divina per una missione a cui non può sottrarsi: partire per il Pakistan e catturare Osama Bin Laden. Armato di una spada da samurai comprata tramite una televendita e della convinzione, risalente all’infanzia, di dover fare qualcosa di grande, Faulkner, malato di reni ma psichiatricamente dichiarato sano, lascia la donna che lo ama e lo sopporta per inseguire il suo destino.

Recensione:

Nella storia recente poche date hanno assunto l’importanza dell’11 settembre 2001. Quel giorno gli americani vennero colpiti al cuore, in casa loro, come non era mai successo prima. Quel giorno scoprirono di non essere invincibili.

Il nemico venne identificato in Osama Bin Laden, leader di Al Qaeda. La caccia all’uomo condotta dalla CIA e dagli altri servizi segreti occidentali è andata avanti per dieci anni, tra fallimenti e depistaggi, tanto da diventare una sorta di mito – Bin Laden stesso sembrava un fantasma, un’ombra.

Almeno fino alla sera del 2 maggio 2011 quando il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama annunciò in diretta tv che Bin Laden era stato ucciso nel corso della cosiddetta Operation Neptune Spear.

Ma perché è stato necessario tanto tempo per portare a termine l’operazione? Dove si nascondeva Bin Laden? Certo un intervento divino avrebbe semplificato le cose… In effetti proprio un’apparizione spinse Gary Faulkner, eccentrico disoccupato americano, a partire per il Pakistan e mettersi sulle tracce del ricercato numero uno al mondo.

Non è uno scherzo, la storia è vera, per quanto stravagante, e raccontata in un articolo del 2010 a firma di Chris Heath che ha dato il là al film di Larry Charles “Io, Dio e Bin Laden” con protagonista Nicolas Cage.

Potremmo considerare la pellicola come una sorta di rilettura ironica, grottesca e surreale del “Don Chisciotte” di Miguel Cervantes, con una differenza: Faulkner non è stato dichiarato pazzo da nessuna perizia psichiatra a cui è stato sottoposto.

Lo spettatore è trascinato dentro una storia costantemente in bilico tra realtà e follia, una follia divertente, però, che non mette a disagio, ma piuttosto genera pathos. Merito del protagonista, un uomo buono, gentile, altruista, per quanto pieno di sé.

Nicolas Cage sfodera senza dubbio la miglior performance degli ultimi dieci anni. Il suo Gary è autentico, istrionico, sensibile, soprattutto mai caricaturale. Non sembra azzardato il paragone con il personaggio di James Franco nella commedia de “The disaster artist” (qui la recensione) che valse all’attore un meritato Golden Globe. continua su

http://paroleacolori.com/io-dio-e-bin-laden-don-chisciotte-moderno/

166) USS Indianapolis

Il biglietto da acquistare per “USS Indianapolis” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“USS Indianapolis ” è un film di Mario Van Peebles. Con Nicolas Cage, Tom Sizemore, Thomas Jane, Matt Lanter, Weronika Rosati, Brian Presley. Azione, 128′. USA, 2016

Ci sono verità che, per ragioni di Stato, non possono essere divulgate anche a costo di passare sopra così facendo a morti, diritto e buon senso.

Sul progetto Manhattan, la corsa all’atomica che vide contrapposti Stati Uniti e Germania nazista e la fine della seconda guerra mondiale con le due bombe americana sganciate sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki sappiamo molto.

Un capitolo della storia che fino a oggi, invece, ci era ignoto è la vicenda della nave militare USS Indianapolis e del suo equipaggio.

Durante la guerra la USS si distingue come uno degli incrociatori più veloci e temuti della marina americana e sotto il comando del valoroso ammiraglio Charles Butler McVay (Nicolas Cage) combatte le più importanti battaglie sul fronte del Pacifico.

Nel luglio 1945 a McVay e ai suoi marinai viene affidata una missione top secret: trasportare una delle due bombe atomiche che metteranno fine alla guerra a Tinian. Durante il viaggio di ritorno verso le Filippine, però, la nave viene attaccata da un sommergibile giapponese e affondata.

Vista la segretezza della missione, l’equipaggio della USS viene abbandonato nel mare infestato di squali. Dei 1197 uomini a bordo solo 317 vengono ritrovati ancora in vita.

Per nascondere le proprie colpe agli occhi dell’opinione pubblica, qualche mese dopo il disastro il Governo degli Stati Uniti processa McVay davanti alla Corte Marziale.

La sinossi parla chiaro: la storia dell’USS Indianapolis, se non fosse che è tragicamente vera, sarebbe stata perfetta come materiale narrativo per un film o un romanzo, tra guerra, coraggio e segreti.

Purtroppo si tratta della realtà, e questo non può non colpire chi guarda, spingendolo a riflettere ancora una volta sul numero di vite che furono necessarie per mettere fine alla guerra. continua su

http://paroleacolori.com/uss-indianapolis-un-war-disaster-movie-poco-riuscito-e-retorico/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

164) Cane mangia Cane

Il biglietto da acquistare per “Cane mangia cane”:
Neanche regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Cane mangia Cane” è un film di Paul Schrader. Con Nicolas Cage, Willem Dafoe, Christopher Matthew Cook, Omar J. Dorsey, Louisa Krause. Azione, 93′. USA, 2016
Basato sul romanzo omonimo di Edward Bunker.

Il carcere ha una funzione rieducativa, oltre che punitiva, nei confronti di chi commette un crimine? La pena è utile per cambiare l’indole di un individuo, per riportarlo “sulla retta via”? E gli ex galeotti hanno diritto, scontata la pena, a una seconda possibilità?

Da tempo in Italia e nel mondo su questi complessi temi si fronteggiano due schieramenti non solo politicamente diversi – conservatori da una parte, progressisti dall’altra -, ma anche ideologicamente e culturalmente agli antipodi.

Dopo aver visto “Cane mangia cane”, il nuovo film di Paul Schrader, basato sul romanzo omonimo di Edward Bunker, ex galeotto divenuto uno scrittore di successo mentre scontava una pena in un carcere americano, non potremo che essere scettici a riguardo.

Presentato al Festival di Cannes 2016 nella sezione Quinzaine, la pellicola susciterà emozioni contrastanti nello spettatore, che sarà tentato di definirlo un cult oppure non vedrà l’ora di dimenticarlo.

Un film che è allo stesso tempo psichedelico, visionario, pulp, crudo, violento, con spunti di macabra ironia comunque incisivi e divertenti.

Mad Dog (Defoe) e gli amici Troy (Cage) e Diesel (Cook), da poco usciti di prigione, vorrebbero filare dritto e vivere una vita tranquilla, ma la loro indole criminale è più forte di ogni buona intenzione.

Desiderosi di svoltare, i tre accettano di rapire un bambino di pochi mesi per conto di un boss locale. Ben lungi da prendere la piega desiderata, il loro destino subirà una tragica svolta.

“Cane mangia cane” può essere visto come una sorta di versione moderna di “Le iene” di Quentin Tarantino. continua su

http://paroleacolori.com/cane-mangia-cane-un-noir-ipnotico-e-cupo-con-willem-defoe/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”