30) Spiderhead

Il biglietto d’acquistare per “Spiderhead” è : Omaggio (Con Riserva)

“SpiderHead” è un film del 2022 diretto da Joseph Kosinski, scritto da Joseph Kosinski,  Rhett Reese e Paul Wernick, basato sul racconto breve dispotico “Escape from Spiderhead” by George Saunders. E’ disponibile dal 17 giugno su Netflix.

Cast artistico:

TRAMA SPIDERHEAD

Spiderhead, film diretto da Joseph Kosinski, ambientato in un futuro prossimo, nel quale ai detenuti viene data la possibilità di fare del volontariato, prestandosi come soggetti medici e vedendo così la loro pena abbreviata. Due carcerati (Miles Teller e Jurnee Smollett) accettano di sottoporsi al trattamento del dottor Steve Abnesti (Chris Hemsworth), uno scienziato visionario che ha fondato il penitenziario dove si trovano al momento.
Abnesti inietta loro, durante la terapia sperimentale, un nuovo farmaco in grado di alterare la loro mente così da poterli manipolare e ottenere da loro risultati specifici. Nonostante nessuno sia costretto a prede parte alla “cura”, il dottore ha il totale controllo sulle loro menti, fino a quando uno dei detenuti non inizia a mettere in discussione ogni sua emozione, incerto se sia reale o meno.

  • Recensione:
  • Esiste un limite oltre che il quale la scienza non dovrebbe spingersi?
  • Uno scienziato, un medico che sfida le leggi della Natura  è un folle o un geniale visionario?
  • Ed ancora è eticamente ammissibile sottoporre a  detenuti a dei trial medici sperimentali come pena alternativa al carcere?
  • Negli ultimi due anni causa  il Covid-19 l’opinione pubblica ha “riscoperto” l’urgenza quanto importanza della ricerca medica al fine di salvare vite umane.
  • La ricerca medica è altresì costosa, lunga ed oggetto di roventi polemiche.
  • L’arte in generale ha dedicato molti spazio al sottile  confine tra scienza e morale ed al ruolo dello scienziato diversamente pazzo disposto a tutto pur di sovvertire l’ordine delle cose.
  • Film, libri, serie tv hanno creato un ampio genere di riferimento dando voce ad due opposti schieramenti: i sostenitori della scienza e dall’altra i complottisti duri e puri.
  • In questo quadro storico , sociologico e financo filosofico è inevitabile inserire e valutare “Spiderhead” di Joseph Kosinski come un tentativo complessivamente malriuscito di rinnovare il genere ed ampliare lo potenziale narrativo puntando sul tema dei farmaci come strumento commerciale e non curativo ed affidando.il ruolo dello “scienziato cinico quanto folle” a Chris Hemsworth  bellissimo quanto in questo caso monocorde a livello recitativo e credibilità del personaggio.
  • Lo script di “Spiderhead” partiva da alcune idee sulla carta molto interessanti : il controllo delle emozioni tramite farmaci e lo sfruttamento  del senso di colpa dei detenuti al fine di renderle docili e perfette cavie da laboratorio.
  • Si potevano prendere diverse strade narrative, decidendo quale aspetto approfondire rispetto ad altri, ma mantenendo un taglio introspettivo molto forte.
  • Invece gli sceneggiatori rinunciano quasi subito a quest’impostazione di racconto, optando per un’intreccio  piuttosto stereotipato e retorico e limitandosi  ad abbozzare caratterialmente e psicologicamente i personaggi.
  • “Spiderhead” si dimostra un grande incompiuta cinematografica sotto ogni aspetto, limitandosi all’intrattenimento dello spettatore specialmente femminile con il duo di bellocci  composto da Hemsworth e Teller
  • Non potendosi definire ne opera utopica tout court e ne una seria ed efficace critica  sul pericoloso cortocircuito tra medicina e business.
  • Le emozioni regolano e sovrastano la mente umana e finché questo potere sarà “libero”, per l’uomo  c’è speranza di redenzione e di provare sincero amore

20) Fedeltà (Marco Missiroli)

“Fedeltà” è un romanzo scritto da Marco Missiroli e pubblicato da Einaudi nel Febbraio 2019.

Sinossi:

«Il malinteso», cosí Carlo e Margherita chiamano il dubbio che ha incrinato la superficie del loro matrimonio. Carlo è stato visto nel bagno dell’università insieme a una studentessa: «si è sentita male, l’ho soccorsa», racconta al rettore, ai colleghi, alla moglie, e Sofia conferma la sua versione.
Margherita e Carlo non sono una coppia in crisi, la loro intesa è tenace, la confidenza il gioco pericoloso tra le lenzuola. Le parole fra loro ardono ancora, così come i gesti. Si definirebbero felici. Ma quel presunto tradimento per lui si trasforma in un’ossessione, e diventa un alibi potente per le fantasie di sua moglie. La verità è che Sofia ha la giovinezza, la libertà, e forse anche il talento che Carlo insegue per sé. Lui vorrebbe scrivere, non ci è mai riuscito, e il posto da professore l’ha ottenuto grazie all’influenza del padre.
La porta dell’ambizione, invece, Margherita l’ha chiusa scambiando la carriera di architetto con la stabilità di un’agenzia immobiliare. Per lei tutto si complica una mattina qualunque, durante una seduta di fisioterapia. Andrea è la leggerezza che la distoglie dai suoi progetti familiari e che innesca l’interrogativo di questa storia: se siamo fedeli a noi stessi quanto siamo infedeli agli altri? La risposta si insinua nella forza quieta dei legami, tenuti insieme in queste pagine da Anna, la madre di Margherita, il faro illuminante del romanzo, uno di quei personaggi capaci di trasmettere il senso dell’esistenza.
In una Milano vivissima, tra le vecchie vie raccontate da Buzzati e i nuovi grattacieli che tagliano l’orizzonte, e una Rimini in cui sopravvive il sentimento poetico dei nostri tempi, il racconto si fa talmente intimo da non lasciare scampo.
Con una scrittura ampia, carsica, avvolgente, Marco Missiroli apre le stanze e le strade, i pensieri e i desideri inconfessabili, fa risuonare dialoghi e silenzi con la naturalezza dei grandi narratori.

Recensione:

Cosa è la fedeltà: Una parola? Un simbolo? Una richiesta? Una predisposizione d’animo? Una condizione morale?

Abbiamo un disperato bisogno di fedeltà.

La pretendiamo in ogni rapporto che costruiamo nella nostra vita.

Rimanere fedeli ad un’ idea, all’amicizia, alla parola data e soprattutto alla persona amata è forse una delle prove più difficili ed impegnative da sostenere.

Quando iniziamo una relazione sentimentale giuriamo “amore eterno” e soprattutto di rimanere fedeli.

Il tradimento è l’antitesi della fedeltà,  eppure nessuno dei due avrebbero ragion d’essere senza l’altro.

Si può rimanere comunque fedeli tradendo?

Sono alcune delle domande  e soprattutto riflessioni che Marco Missiroli  spinge a farci attraverso il suo romanzo “Fedeltà”.

“Fedeltà” è stato  acclamato dalla critica e dai lettori divenendo un  bestseller fin dalla prima pubblicazione e che il sottoscritto ha “recuperato” solamente ora dopo aver visto tre episodi della deludente  serie Tv targata Netflix.

Devo ammettere che la lettura del romanzo mi ha lasciato piuttosto “tiepido”.

Non ho compreso come questo romanzo abbia potuto scatenare l’entusiasmo generale , fare vincere premi allo scrittore e spingere Netflix alla produzione della serie.

“Fedeltà” si è rivelato complessivamente una lettura banale, piena di stereotipi sul matrimonio e sulla vita di coppia.

L’intreccio narrativo mostra rari passaggi originali e/o particolarmente intensi  sul piano introspettivo ed emozionale.

Missiroli  fa entrare il lettore dentro la vita di Carlo e Margherita,  una giovane coppia milanese apparentemente felice  quanto innamorata , ma che in vero si rivelerà fragile e pronta a cedere alla tentazione.

Entriamo dentro la testa dei due protagonisti e dei loro amanti,  sentiamo i loro dubbi, incertezze esistenziali, ma solo in parte abbiamo una sentita partecipazione con i personaggi.

“Fedeltà” vorrebbe raccontare una storia di sentimenti, di scelte, d’amore , ma poi tutto rimane freddo quanto auto referenziale in scrittura.

Milano è la vera protagonista del romanzo, quella che cambia e pulsa  davvero negli anni del racconto.

 La casa della “Concordia” inseguita, bramata ed infine acquistata con furbizia da Margherita, incarna   l’essenza del libro, ovvero il desiderio impossibile ma alla fine raggiunto insieme da una coppia.

Il matrimonio in quanto tale vive di alti e bassi.

Una coppia si può tradire, litigare, allontanarsi, ma alla fine ritrovarsi  per un figlio, per un’affinità elettiva o più  banalmente per dover pagare un mutuo monstre di una casa.

“Fedeltà” è un romanzo dal taglio elitario, dall’animo radical  chic, ma almeno conserva nel finale quel calore popolare ed universale che solamente l’unità familiare può dare specialmente nei momenti difficili come l’addio ad una persona cara.

27) I segreti di Marilyn Monroe – Nastri Inediti

Il biglietto d’acquistare per “ I segreti di Marilyn Monroe – Nastri Inediti” è : Di pomeriggio

“I segreti di Marilyn Monroe – Nastri Inediti” è un documentario diretto da Emma Cooper e disponibile su Netflix dal 27 Aprile.
Recensione:
Essere un attore ricco, famoso, popolare può rivelarsi una trappola mortale.
Per qualsiasi attrice divenire un’ icona di bellezza, una star amata da milioni di uomini è un sogno professionale, ma sovente la vita privata non si rivela altrettanta rosea.
Una morte inaspettata quanto tragica trasforma la persona in leggenda se non addirittura in un mito.
Ed ancora di solito il personaggio pubblico rischia di soffocare l’uomo /donna che c’è dietro.
Tutto questo e molto altro è stata Marilyn Monroe in vita e nella sua tragica morte. L’attrice americana fu trovata suicida nel proprio letto il 4 agosto del 1962.
Ufficialmente morta per abuso di psicofarmaci
Ancora oggi nell’immaginario collettivo la Mornoe incarna la più alta forma di bellezza, fascino, seduzione e carisma come attrice.
Mariyln Monroe sedusse Hollywood e poi il mondo partendo da umili origini, conquistando con merito il ruolo di Diva.
Una “favola felice” che però nascondeva evidenti segni di tragedia inevitabile.
La morte di Mariyln Monroe lasciò sconvolti, scatenando sospetti ed illazioni di ogni tipo fino all’ipotesi dell’omicidio ordinato dai fratelli Kennedy.
Nel 1985 fu riaperto il caso ed instituito una commissione parlamentare per valutare le responsabilità del FBI e della Casa Bianca.
La commissione dopo lunghe ed accurate indagini concluse il suo lavoro validando la teoria del suicidio. Ciò nonostante tanti, troppi misteri , evidenti depistaggi ed omissioni aleggiano sulle ultime ore dell’attrice ed in più generale sulla sua burrascosa quanto complessa vita privata e sentimentale.
Emma Cooper desiderosa di fare chiarezza su uno dei casi più tragici di Hollywood, ha realizzato questo documentario partendo dal lavoro del giornalista Anthony Summers (autore del libro del 1985 Goddess: The Secret Lives of Marilyn Monroe.
Summers è stato un importante reporter investigativo e nel 1985 fu incaricato dal suo giornale di seguire i lavori della commissione.
Doveva essere un “servizio di routine” con un impegno massimo di due settimane.
Ma il fiuto e soprattutto la tenacia del reporter l’hanno trascinato dentro il mistero di Mariyln per ben tre anni.
Summers ha intervistato chiunque potesse dargli un parere, ricordo e soprattutto un pezzo di verità sulla donna , sul suo fragile equilibrio ed amori infelici.
Summers si è ritrovato così migliaia di registrazioni fino ad oggi inedite. La ricerca della verità, smontare le falsità diventò per il reporter una vera e propria ossessione giornalistica.
Emma Cooper le ha rese pubbliche , consentendo allo spettatore d’ascoltare dalla voce reale degli intervistati una diversa , intima e soprattutto sofferente versione della Monroe.
“I segreti di Mariyln Monroe” ricostruisce con delicatezza , sensibilità ed allo stesso tempo con approccio da indagine poliziesca i passaggi cruciali dell’esistenza della Monroe : dall’umile e difficile infanzia da “trovatella” quella da donna copertina sulle più importanti riviste degli Stati Uniti.
La Monroe era una donna bellissima , desiderata, determinata, un’attrice talentuosa e sulla cresta dell’onda, ma dietro quel sorriso magnetico si celava un’infelicità e solitudine senza fine.
Amori infelici, tradimenti, violenze private hanno segnato la vita privata dell’attrice minandone sempre la sua psiche.
Un declino psicologico che con gli anni è diventata una drammatica dipendenza dagli psico farmaci.
L’incontro e poi frequentazione con i fratelli Kennedy rappresentò l’inizio della fine per la donna.
La Monroe si rivelò una presenza troppa scomoda quanto ingombrante per la celebre coppia di fratelli incapaci di contenere e capire i turbamenti della donna.
Le registrazioni fanno emergere le fragilità e contradizioni di Mariyln.
Una ragazza venuta dal nulla , desiderosa di conoscere ed imparare il mestiere dell’attrice, ma quanto ingenua ed irrequieta
Lasciata sola nel momento più buio della sua esistenza ed una morte scritta seguendo un copione per evitare imbarazzo e clamore alla Casa Bianca.
Per chi ha amato Mariyln Monroe, apprezzato i suoi film o semplicemente ne ricorda la voce, eleganza non potrà non vedere questo documentario , provando alla fine un senso di amarezza, di commozione e dolcezza nei confronti di una piccola “trovatella “amata da tanti, ma mai veramente protetta da sé stessa.

26) Russian Doll 2 – Seconda Stagione

“Russian Doll 2” è una serie tv composta da 7 episodi e   disponibile su Netflix. Ideata, scritta diretta ed interpretata da Natasha Lyonne.

Personaggi ed interpreti:

Nadia Vulvokov (Natasha Lyonne)

Alan Zaveri (Charlie Barnett)

Ruth Brenner (Elizabeth Ashley)

Nora (Chloë Sevigny)

Maxine (Greta Lee)

Lizzy (Rebecca Henderson)

Chezare (Sharlto Copley)

Annie Murphy (Ruth da giovane)

Sinossi:

Ambientata quattro anni dopo che Nadia (Natasha Lyonne) e Alan (Charlie Barnett) sono scampati insieme al loop temporale della mortalità, la seconda stagione di Russian Doll continua a esplorare tematiche esistenziali attraverso una lente fantascientifica e spesso umoristica. Rivelando un destino ancora peggiore della morte infinita, in questa stagione Nadia e Alan si addentrano ancora più a fondo nei loro passati attraverso un insolito portale temporale collocato in uno dei luoghi più famosi di Manhattan. In un primo momento vivono questa esperienza come un’avventura intergenerazionale in continua espansione che attraversa vari periodi, ma presto scoprono che lo straordinario evento ha in serbo più di quanto si aspettassero e insieme dovranno cercare una via d’uscita.

Recensione:

Tre anni fa  Natasha Lyvonne stravolgeva, ribaltava tutte le certezze acquisite, consolidate dallo spettatore medio sul tema del loop temporale e sul genere “giorno della Marmotta”.

Lyonne si inventò brillantemente il personaggio di Nadia Vulvokov, la più scorretta, sboccata, impertinente giovane donna bloccata  a rivivere il  proprio compleanno schivando la morte.

“Russian Doll “ si impose  per freschezza,  originalità e linguaggio crudo ed politicamente scorretto.

Il personaggio di Nadia fumava, imprecava, era disinibita.

Nonostante tutto Nadia rimase “coerente” durante l’arco della prima stagione anche quando comprese che per interrompere il loop temporale doveva cambiare  sè stessa.

“Russian Doll”  dimostrò in modo efficace e chiaro che esisteva un diverso approccio al viaggio nel tempo: quello di Nadia

La chioma rossa  più “boccaccesca” del mondo Netflix è tornata dopo tre anni,  confermando tutte le proprie qualità e carisma.

Non si scherza con il tempo dicono gli esperti, avvertendoci con fermezza di non modificare nulla del passato donde evitare disastrose conseguenze del futuro.

Dalla celebre trilogia cinematografica “Ritorno al futuro” alle serie televisive divertenti come “Quantum Leap” o più serie come “Stargate SG 1”, il mantra comune era “maneggiare con cura “.

Ovviamente prudenza ed altruismo sono parole completamente sconosciute per Nadia . La quale  alla viglia del suo quarantesimo,  si ritrova nuovamente impelagata nel tempo, ma stavolta potendo modificare il destino della propria famiglia e di conseguenza il proprio non esito un solo istante a “scherzare  con il fuoco” alias effetto farfalla.

La metropolitana numero 662 di New York diventa il “portale” per accedere a diverse epoche storiche dalla seconda guerra mondiale agli anni 60 ed 80, dall’Ungheria alla Berlino della Germania Est.

Nadia così entra nel corpo e anima alternativamente della madre bipolare (Sevigny)  e della nonna ebrea di  origine ungherese sopravvissuta ai campi di concentramento.

Nadia si sforza di cambiare il passato, convinta che soltanto così la sua vita , soprattutto infanzia ed adolescenza sarebbe stata meno problematica.

Questa seconda stagione assume un taglio più introspettivo, simbolico raccontando le origini e passaggi decisivi di Nadia e della sua famiglia.

Non vogliamo svelarvi altro per non rovinarvi la sorpresa.

La svolta intimistica e personale voluta dall’autrice /attrice convince parzialmente . Era difficile mantenere la stessa irriverenza  narrativa e linguistica della prima stagione affrontando temi così delicati e privati.

Natasha Lyonne ci ha provato in tutti modi a “piegare” ancora una volta tempo e storia all’egoismo di Nadia, ma stavolta la ciambella  è uscita “senza buco”.

“Russian Doll 2” si incarta creativamente e soprattutto stilisticamente su sè stessa.

La storia con la protagonista  fa un giro tortuoso quanto noioso per giungere al punto essenziale di questo viaggio-

Nadia è cosi determinata nel suo tentativo di “correzione”  del passato, da perdere di vista il presente e soprattutto nel riconoscere con  colpevole ritardo  quali siano le priorità  e punti fermi  della sua vita  come  la bizzarra Ruth (bravissime le due attrici che portano sulla scena le due  Ruth di età differenti, ma entrambe  dotate d’istinto materno e istinto  protettivo)

“Russian Doll 2”  rimane una serie spumeggiante, dissacrante per merito dell’istrionico talento e carisma  della protagonista, ma rispetto alla prima stagione risulta meno efficace e convincente sul piano narrativo e strutturale.

Il destino è nelle nostre mani, ma non è possibile tornare indietro.  È sbagliato quanto rischioso volgere l’attenzione all’indietro.  A

alla fine anche  Nadia ha dovuto  accettare, almeno, questa regola  del tempo oltre che di vita.

25) Clark

“Clark” è Una miniserie di Jonas Åkerlund. Con Bill Skarsgård, Alicia Agneson, Vilhelm Blomgren, Sandra Ilar, Hanna Björn. Azione. Svezia. 2022

Recensione:

Il crimine non paga, recita il detto. Ma se solitamente la saggezza popolare si è dimostrata fonte di ottimi consigli e spunti, per scrivere le mie recensioni, nel caso della miniserie “Clark”, disponibile su Netflix dal 5 maggio, ho qualche difficoltà ad applicarla.

Manco a dirlo, non conoscevo le imprese del rapinatore Clark Olofsson, vera star del crimine in Svezia, capace di delinquere felicemente quanto impunemente per oltre trent’anni. E non sapevo nemmeno che la famigerata sindrome di Stoccolma dovesse il suo nome a un episodio a lui legato.

Ma andiamo con ordine, perché mai come in questo caso le apparenze ingannano e la verità è difficile da distinguere dalle menzogne. continua su

11) Against The Ice

Il biglietto d’acquistare per “Against The Ice” é : Di pomeriggio

Against The Ice è un film di Peter Flinth. Con Nikolaj Coster-Waldau, Joe Cole, Heida Reed, Charles Dance, Ed Speleers. Avventura, 103′. Islanda, Danimarca 2022

Sinossi:

Nel 1909, la spedizione danese Alabama guidata dal capitano Ejnar Mikkelsen ha tentato di impedire la presa degli Stati Uniti sulla Groenlandia nord-orientale, un’affermazione che era radicata nell’idea che la Groenlandia fosse divisa in due diversi pezzi di terra. Lasciando il suo equipaggio con la nave, Mikkelsen decide di spostarsi via ghiaccio con l’inesperto Iver Iversen. I due uomini riescono a trovare la prova che la Groenlandia è un’isola, ma tornare alla nave richiede più tempo del previsto. Dovranno così affrontare la fame estrema, la stanchezza e l’attacco di un orso polare prima di arrivare finalmente alla nave e trovarla schiacciata nel ghiaccio.

Recensione:

Negli ultimi giorni, a corredo delle terribili immagini della guerra in Ucraina, abbiamo ascoltato diversi esperti militari fare sinistri riferimenti alla teoria di Vico su “corsi e ricorsi della storia”. La “pretesa storica” di Putin – ovvero considerare l’Ucraina parte della Russia per legittimare l’intervento armato – sta aprendo impensabili scenari di conflitto mondiale.

Ma purtroppo, quando un territorio è conteso tra due Paesi, l’opzione bellica diventa quasi sempre l’unica possibile. Il “quasi” è legato all’abilità diplomatica delle parti in causa e/o alla folle e coraggiosa determinazione di qualcuno.

“Against the ice” di Peter Flinth, disponibile su Netflix, racconta l’incredibile quanto eroica spedizione compiuta dal capitano Ejnar Mikkelsen (Coster-Waldau) per salvare l’integrità territoriale della Groenlandia dalle mire espansionistiche degli Stati Uniti. continua su

6) Monaco -sull’orlo della Guerra

Il biglietto d’acquistare su “Monaco sull’orlo della Guerra” è : Di pomeriggio (Con Riserva)

“Monaco sull’orlo della Guerra” è Un film di Christian Schwochow. Con George MacKay, Jeremy Irons, Robert Bathurst, Jannis Niewöhner, Jessica Brown Findlay. Drammatico, 123′. Gran Bretagna 2021

Sinossi:

Autunno 1938: l’Europa è sull’orlo della guerra, Adolf Hitler si prepara a invadere la Cecoslovacchia e il governo di Neville Chamberlain è alla disperata ricerca di una soluzione pacifica. Il funzionario pubblico britannico Hugh Legat e il diplomatico tedesco Paul von Hartmann si recano a Monaco per una conferenza convocata d’urgenza, mentre la pressione si fa sempre più schiacciante. L’inizio delle negoziazioni vede i due vecchi amici in serio pericolo e al centro di una rete di sotterfugi politici. Gli occhi del mondo sono tutti puntati sulla conferenza, ma la guerra potrà essere evitata? E se sì, a quale costo?

Recensione:

La storia è sempre scritta dai vincitori. Quando due culture si scontrano, chi perde viene cancellato e il vincitore scrive i libri di storia, libri che sostengono la sua causa e condannano quella del nemico sconfitto.

Ho voluto iniziare la mia recensione del film “Monaco – Sull’orlo della guerra”, disponibile su Netflix, riportando il pensiero dello scrittore americano Dan Brown per evidenziare come qualsiasi evento storico, di grande o piccola portata, possa essere manipolato, a seconda dal punto di vista da cui viene raccontato.

Gli storici hanno sostenuto per anni che la conferenza di Monaco del settembre 1938, nel corso della quale si incontrarono Neville Chamberlain, Édouard Daladier, Adolf Hitler e Benito Mussolini cercando di scongiurare il conflitto, certificò l’inadeguatezza e la debolezza politica dei leader di Regno Unito e Francia, incapaci di pensiero critico davanti alla pericolosità del “nemico”.

4) Brazen

Il biglietto d’acquistare per “Brazen” è : Neanche regalato

“Brazen” è un film di Monika Mitchell. Con Alyssa Milano, Sam Page, Colleen Wheeler, Lossen Chambers, Malachi Weir. Thriller, 94′. USA 2022

Sinossi:

L’autrice di gialli Grace Miller si precipita alla casa di famiglia a Washington su invito della sorella, con la quale aveva perso i contatti. Quando quest’ultima viene uccisa e la sua doppia vita di performer sul web viene alla luce, Grace ignora gli avvertimenti del posato detective Ed e si fa coinvolgere nelle indagini. Ma questa non è finzione, è la vita e le persone muoiono davvero…

Recensione:

Il 2022 è iniziato da solo sedici giorni, eppure “Brazen” di Monika Mitchell, disponibile su Netflix dal 13 gennaio, ha già portato a casa la poco invidiabile nomination di film più sconclusionato, inverosimile e in ultima analisi inutile dell’anno.

“Brazen” è l’opposto di come andrebbe scritto, diretto e interpretato un thriller. L’idea sarebbe quella di affrontare la delicata tematica della pornografia e in generale del mercato del sesso online in modo serio. Il risultato, purtroppo, è parodistico se non comico.

Gli sceneggiatori si sono ispirati al romanzo di Nora Roberts “Il desiderio corre sul filo”. Non ho letto il libro in questione, quindi non voglio né posso giudicare il valore dell’opera, ma se fossi nei panni dell’autrice penserei di procedere contro gli sceneggiatori per lo scempio che hanno prodotto. continua su

3) Incastrati

“Incastrati” è una serie di Ficarra e Picone. Con Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Marianna Di Martino, Anna Favella, Leo Gullotta. Commedia. Italia, 2022-in produzione

Sinossi:

Palermo. Due sfortunati tecnici della TV si ritrovano per caso sulla scena di un delitto e per evitare di essere sospettati finiscono per mettersi sempre più nei guai. Il crescendo di eventi e situazioni improbabili li porterà persino a fare i conti con la mafia.

Recensione:

La critica italiana e il pubblico sono rimasti positivamente colpiti da “Incastrati”, la prima serie tv firmata dal duo Ficarra e Picone, disponibile dal 1 gennaio su Netflix, riservandole parole entusiaste e grandi elogi.

Mi spiace ricoprire molto spesso nelle mie recensioni il ruolo di bastian contrario, buttando acqua sul fuoco degli entusiasmi. Anche in questo caso mi sento di condividere solo in parte l’entusiasmo generale. “Incastrati” è un progetto discreto, ma da qui alla decantata perfezione…

Ficarra e Picone confermano una verve comica efficace e incisiva nell’evidenziare limiti e contraddizioni della società siciliana e del “siciliano medio” attraverso una storia sospesa tra il grottesco e il surreale. E non è una novità assoluta, visto che già la commedia del 2017 “L’ora legale” aveva sorpreso il pubblico in positivo in questo senso. continua su :

2) 4 metà

Il biglietto d’acquistare per “4 metà” è : Neanche regalato (Con Riserva)

“4 Metà” è un film di Alessio Maria Federici. Con Matteo Martari, Matilde Gioli, Giuseppe Maggio, Ilenia Pastorelli, Elmano Sancho. Commedia, 101′. Italia 2022

Sinossi:

Per confutare la tesi dell’esistenza dell’anima gemella, e al tempo stesso ammettere che, sì, in effetti è possibile trovare l’amore con la persona ideale, una coppia sposata racconta la storia di quattro loro amici conosciutisi durante una cena in terrazza: Chiara, medico anestesista, passionale e sognatrice; Giulia, impiegata nell’alta finanza, razionale e sicura di sé; Dario, avvocato sciupafemmine; Matteo, collaboratore di una casa editrice, intellettuale affettuoso e sempre ironico. Chi si innamorerà di chi? E quale storia d’amore durerà di più? E, ancora, quale sarà il destino di ciascun personaggio, che nelle duplici alternative del racconto vedrà la propria vita intrecciarsi a quella degli altri?

Recensione:

Per scoprire il segreto della fantomatica anima gemella e di come trovarla abbiamo letto romanzi, visto film e serie televisive, ci siamo affidati a guru e oroscopi. Viviamo in una società profondamente egoista e cinica eppure non possiamo fare a meno di inseguire l’amore, quello vero. Non pensate anche voi che sia il colmo dell’ironia?

Immagino già le vostre reazioni indignate e i vostri commenti. Può darsi che io sia solo un “vecchio” cinico incorreggibile, ma la visione del film “4 metà”, disponibile dal 5 gennaio su Netflix, non è bastato a mitigare le mie posizioni in materia di rapporti di coppia e pie illusioni.

Alessio Maria Federici, insieme all’altro sceneggiatore Martino Coli, ha cercato di modernizzare e attualizzare l’idea narrativa vincente del film “Sliding doors” (1998), unendo romanticismo e fiaba. Il risultato, però, è pasticciato e nel complesso deludente. continua su