77) E’ Stata la Mano di Dio

Il biglietto da acquistare per “È stata la mano di Dio” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre (con riserva)

“E’ Stata la Mano di Dio” è un film di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Filippo Scotti, Teresa Saponangelo, Marlon Joubert, Luisa Ranieri. Drammatico, 130′. Italia 2021

Sinossi:

Napoli, anni ’80. Il diciassettenne Fabietto Schisa è un ragazzo goffo che lotta per trovare il suo posto nel mondo, sorretto da una famiglia straordinaria e amante della vita. Fino a quando alcuni eventi cambiano tutto. Uno è l’arrivo a Napoli di una leggenda dello sport simile a un dio: l’idolo del calcio Maradona, che suscita in Fabietto, e nell’intera città, un orgoglio che un tempo sembrava impossibile. L’altro è un drammatico incidente che farà toccare a Fabietto il fondo, indicandogli la strada per il suo futuro.

Recensione:

C’era grande attesa e curiosità da parte degli addetti ai lavori e del pubblico per il nuovo film di Paolo Sorrentino, “È stata la mano di Dio”, prodotto da Netflix e presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia.

Fin dalla scelta del titolo era abbastanza chiaro che il regista premio Oscar nel 2014 per “La grande bellezza” ci avrebbe svelato il motivo più intimo e profondo che l’ha portato a legarsi alla figura di Diego Armando Maradona.

Lo fa in quello che è a mio avviso, nonostante le smentite ufficiali, da un lato il film più intimo, sincero e toccante da lui realizzato fino a questo momento, dall’altro una summa estetica e stilistica del suo cinema.

Al centro della storia – e della sceneggiatura – ci sono tre elementi: Napoli, Maradona e il tragico destino familiare del protagonista, il diciassettenne Fabietto Schisa (Scotti).

Nell’estate del 1984 si susseguivano i rumor su un possibile arrivo del campione argentino in serie A. La città partenopea era divisa tra incredulità e speranza, scetticismo e voglia di sognare per quel trasferimento che sembrava impossibile.

Napoli era bloccata, sospesa nella vibrante attesa di quell’uomo del destino, che avrebbe poi cambiato la storia e segnato la vita di intere generazioni. E Paolo Sorrentino decide di inserire in questo contesto memorabile dal punto di vista storico e sportivo la vicenda di Fabietto. continua su

76) Qui rido io

Il biglietto da acquistare per “Qui rido io” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Qui rido io ” è un film di Mario Martone. Con Toni Servillo, Maria Nazionale, Cristiana Dell’Anna, Antonia Truppo, Eduardo Scarpetta. Drammatico, 133′. Italia 2021

Sinossi:

Agli inizi del Novecento, nella Napoli della Belle Époque, splendono i teatri e il cinematografo. Il grande attore comico Eduardo Scarpetta è il re del botteghino. Di umili origini, si è affermato grazie alle sue commedie e alla maschera di Felice Sciosciammocca. Il teatro è la sua vita e attorno a questo gravita anche tutta la sua singolare famiglia, composta da mogli, compagne, amanti, figli legittimi e illegittimi, tra cui Titina, Eduardo e Peppino De Filippo. Nel 1904, al culmine del successo, Scarpetta si concede un pericoloso azzardo: realizza la parodia de La figlia di Iorio, tragedia del più grande poeta italiano del tempo, Gabriele D’Annunzio. La sera del debutto in teatro si scatena un putiferio: la commedia viene interrotta tra urla e fischi e Scarpetta finisce con l’essere denunciato per plagio dallo stesso D’Annunzio. Inizia così la prima storica causa sul diritto d’autore in Italia.

Recensione:

Mario Martone, uomo di cinema e di teatro, sembra averci preso gusto e dopo la convincente versione di “Il sindaco del rione Sanità” (2019) ha deciso di rinnovare la sua ambiziosa sfida creativa e narrativa, raccontando una delle famiglie più affollate e disfunzionali che ha calcato le scene in Italia, quella capeggiata dal comico Eduardo Scarpetta (padre di Eduardo De Filippo, tra gli altri)

Non era semplice raccontare un personaggio così grande e complesso evitando cadute di stile o derive diversamente “gossippare” e mettendone invece in luce la sfera più intima e personale. E personalmente ero piuttosto scettico sulla riuscita dell’operazione.

Adattare un testo teatrale per il cinema non è mai facile. Ma far appassionare il pubblico al “dietro le quinte”, alle controverse dinamiche emotive e psicologiche dei componenti di una famiglia allargata ante litteram, nella Napoli del primo Novecento, sembrava semplicemente impossibile.

Va invece dato merito a Mario Martone di aver costruito un intreccio nel complesso equilibrato, vivace, intenso, alternando momenti di puro teatro ad altri di vita vissuta. Il pubblico resta spiazzato davanti alla naturalezza con cui Scarpetta sapeva destreggiarsi tra le sue tre donne e i numerosi figli, legittimi e non, facendoli convivere in modo sereno, per quanto bizzarro, all’interno della compagnia teatrale. continua su

7) La tentazione di essere felici (Lorenzo Marone)

“La tentazione di essere felici” è un romanzo scritto da Lorenzo Marone e pubblicato da Longanesi nel Gennaio 2015.

Sinossi:
Cesare Annunziata potrebbe essere definito senza troppi giri di parole un vecchio e cinico rompiscatole. Settantasette anni, vedovo da cinque e con due figli, Cesare è un uomo che ha deciso di fregarsene degli altri e dei molti sogni cui ha chiuso la porta in faccia. Con la vita intrattiene pochi bilanci, perlopiù improntati a una feroce ironia, forse per il timore che non tornino. Una vita che potrebbe scorrere così per la sua china, fino al suo prevedibile e universale esito, tra un bicchiere di vino con Marino, il vecchietto nevrotico del secondo piano, le poche chiacchiere scambiate malvolentieri con Eleonora, la gattara del condominio, e i guizzi di passione carnale con Rossana, la matura infermiera che arrotonda le entrate con attenzioni a pagamento per i vedovi del quartiere. Ma un giorno, nel condominio, arriva la giovane ed enigmatica Emma, sposata a un losco individuo che così poco le somiglia. Cesare capisce subito che in quella coppia c’è qualcosa che non va, e non vorrebbe certo impicciarsi, se non fosse per la muta richiesta d’aiuto negli occhi tristi di Emma…
I segreti che Cesare scoprirà sulla sua vicina di casa, ma soprattutto su sé stesso, sono la scintillante materia di questo formidabile romanzo, capace di disegnare un personaggio in cui convivono, con felice paradosso, il più feroce cinismo e la più profonda umanità.
Recensione:
Ci hanno raccontato che l’uomo invecchiando diventi saggio, sereno, meno egoista e paziente.
Abbiamo la romantica idea di un nonno disponibile, gentile, generoso con i nipoti.
Crediamo che gli anziani non abbiamo più alcun desiderio sessuale e desiderino solamente un po’ di compagnia.
Ebbene, caro lettore, queste certezze esistenziali e temporali sono l’antitesi del nostro caro e brontolone Cesare Annunziata.
Lorenzo Marone ci regala la sua personale, ironica ed a tratti malinconica versione di Ebenezer Scrooge ambientata a Napoli.
Cesare Annunziata ribalta tutti i cliché e luoghi comuni sulla terza età, dimostrando una vivacità, istrionismo ed inaspettato cinismo misto a cattiveria che spiazza e conquista il lettore.
Lorenzo Marone firma una storia intensa, carica di umanità, sensibilità imperniata su un personaggio che fa del “politicamente scorretto” il suo tratto principale.
Cesare Annunziata vuole apparire antipatico, indolente, sprezzante, ma dietro questa maschera si nasconde un uomo corroso dai rimpianti matrimoniali e non che lo hanno portato a dare una svolta radicale all’ultima parte della sua vita terrena.
“La tentazione di essere felici” si rivela una lettura appassionante, divertente, emozionante e fianco commovente dove racchiuse le diverse sfumature dell’animo umano e raccontante le opposte declinazioni dell’amore.
Il lettore imparerà ad amare il modus operandi e pensiero di Cesare Annunziata, ritrovandosi inaspettatamente vicino alle sue posizioni.
Cesare Annunziata è un vecchio burbero dal cuore d’oro e come il celebre personaggio dickensiano Ebenezer Scrooge comprenderà l’importanza d’amare e farsi amare nel momento più difficile. Per Cesare sarà dover assistere impotente al tragico epilogo di femminicidio di Emma, la giovane e bella vicina di casa.
Lorenzo Marone si conferma un autore talentuoso, creativo e capace di scrivere storia davvero uniche quanto indimenticabili.
Dopo aver letto “La Tentazione di essere felici”, il lettore sarà felice d’inserire il nome di Cesare Annunziata nell’esclusivo pantheon degli Scrooge da amare e ricordare con affetto.

4) Marco Quintili raddoppia a Roma e si prepara alla conquista di Napoli

Il maestro pizzaiolo Marco Quintili apre la sua seconda sede a Via Eurialo lunedì prossimo, a settembre arriverà invece a Napoli lungo la riviera di Chiaia.

Marco Quintili lo aveva promesso e, nonostante il lockdown appena superato, è stato di parola: a via Eurilo, quartiere Furio Camillo, apre la sua seconda sede dopo quella storica di Tor Bella Monaca. Dopo aver contribuito a riqualificare uno dei quartieri più difficili della Capitale portando ogni sera quasi 200 persone a mangiare la sua contemporanea napoletana ora il maestro punta ad un quartiere più centrale.

“Era da tanto che volevamo fare questo passo, formalmente siamo riusciti a sistemare le ultime formalità e lunedì 13 luglio apriremo finalmente la nuova sede a Furio Camillo. Contiamo di replicare il successo di Tor Bella Monaca e punteremo tantissimo come sempre su un servizio di qualità superiore”, le parole del maestro Marco Quintili. Sarà possibile dunque gustare anche nel locale adiacente la via Appia la sua straordinaria cucina che va dalle crocchette gourmet fino alle frittatine di pasta della tradizione, fino ad arrivare alle pizze più esclusive come la Carbonara e la scenografica Gricia in fiamme.

La Pizzeria IQuintili è una di quelle che sono ripartite meglio dopo l’emergenza coronavirus, con la clientela che si è dimostrata molto fedele e subito pronta a prendere d’assalto il locale: “Sin da subito abbiamo rivisto i nostri clienti affezionati e siamo costretti a dire di no a tante persone: nonostante abbiamo disponibilità di quasi 200 coperti sui nostri classici due turni spesso non sono sufficienti. Questo mi commuove e fa capire come abbiamo fatto in pochi anni un lavoro straordinario con tutto il mio team”.

Marco Quintili però è romano d’adozione, ma campano di nascita e la vera notizia è l’annuncio di un nuovo locale a Napoli lungo la riviera di Chiaia dal prossimo mese di settembre: “Abbiamo ricevuto importanti riconoscimenti in pochi anni a Roma, come la premiazione nelle guide di Repubblica come miglior pizzeria emergente del Lazio lo scorso anno alla Terrazza Civita. La pizza però è nata a Napoli, è lì che si gioca il vero campionato mondiale e voglio portare il mio prodotto di qualità superiore ai campani”.

Un ritorno a casa da numero uno dunque quello di Marco Quintili, che ora raddoppia e a settembre triplica. Oltre alle sue pizzerie poi il maestro panificatore è sempre molto attivo con l’Associazione Tecnicamente Pizza nel Mondo, di cui partiranno a breve i primi corsi di eccellenza. Tutto con il coraggio di un imprenditore lungimirante, che dimostra come un lavoro di qualità non teme neppure il nemico invisibile del coronavirus. L’appuntamento intanto è a via Eurilo lunedì prossimo con Marco Quintili ed il suo team pronti ad accogliere clienti vecchi e nuovi.

17) Quattro chiacchiere con Alessandro Condurro -La pizza è pizza (Davide Ippolito)

“Quattro chiacchiere con Alessandro Condurro – La Pizza è Pizza” è un saggio -intervista di Davide Ippolito pubblicato da Book4Business.com

Sinossi:
Un libro che partendo dalle origini della Pizza,ne racconta l’evoluzione, il suo sviluppo nel mondo con un focus sull’Antica Pizzeria da Michele, il primo Brand Italiano di Pizza riconosciuto in tutto il mondo. Quella dei Condurro e dell’Antica Pizzeria da Michele è una storia ultracentenaria. Una storia che si interseca irrimediabilmente con le sorti di una città e di una passione che esiste da ben cinque generazioni. In questo libro proviamo ad analizzare la storia della Pizza e il segreto che si nasconde dietro il successo di Michele in the world, la società che ha portato il brand “Antica Pizzeria da Michele” nel mondo.

Recensione:
Molti di voi trovandosi tra le mani questo libro, ingenuamente, si chiederebbero come la pizza possa essere argomento meritevole di visibilità ed approfondimento letterario.
Altri ancora resterebbero stupiti nell’apprendere che la pizza oltre assurto a vero business economico e sociale nel nostro Paese , sia diventati un “fenomeno” da analizzare, studiare a livello finanziario , analitico alla stregua di famosi marchi di moda , tecnologici ed affini.
Tranquilli, i vostri dubbi, perplessità e stupore sono stati i miei prima di “divorare” quest’interessante saggio di Davide Ippolito.
Non spaventatevi alla parola “saggio”, perché questo testo è tutt’altro che noioso, criptico e/o magari comprensibile esclusivamente agli addetti ai lavori.
L’azzeccato titolo rende perfettamente l’idea dell’impianto drammaturgico scelto dall’autore nello spiegare con efficacia e semplicità la genesi , radicamento e soprattutto sviluppo di una delle più importanti pizzerie di Napoli .
“Quattro chiacchiere con Alessandro Condurro” è un viaggio piacevole, avvolgente ed entusiasmante nella storia della famiglia Condurro in cui è descritto come il “patriarca” Michele diede origine alla buonissima pizza da “Michele” per poi trasformarsi, dal 2011, grazie alla passione e capacità imprenditoriale di Alessandro insieme a sua cugina in un marchio vincente.
Il saggio opportunamente strutturato in tre parti consente al lettore d’avere preziose quanto approfondite informazioni , curiosità sull’origine etimologica e storica della pizza, di scoprire la faticosa quanto meritata “escalation” sociale e professionale della figura del pizzaiolo e come la pizza da “cibo povero” sia diventato nei decenni un settore su cui investire ingenti investimenti da parte di fondi e multinazionali.
Infine nella terza ed ultima parte inizia la vera e propria “chiacchierata” tra l’autore ed Alessandro Condurro in cui percepiamo nitidamente come il secondo sia stato capace di unire magistralmente tradizione e modernità nel proprio lavoro rendendo “L’antica pizzeria da Michele” un marchio pieno di umanità, genuità oltre che di infinità bontà.

149) Nozze (Maurizio De Giovanni)

“Nozze” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato da Einaudi nel dicembre 2019.
Sinossi:
Una ragazza, nuda, in una grotta che affaccia su una spiaggia appartata della città; l’hanno uccisa con una coltellata al cuore. Un abito da sposa che galleggia sull’acqua. In un febbraio gelido che sembra ricacciare indietro nell’anima i sentimenti, impedendogli di uscire alla luce del sole, Lojacono e i Bastardi si trovano a indagare su un omicidio che non ha alcuna spiegazione evidente. O forse ne ha troppe. Ognuno con il proprio segreto, ognuno con il proprio sogno ben nascosto, i poliziotti di Pizzofalcone ce la metteranno tutta per risolvere il mistero: la ragazza della grotta lo esige. Perché non solo qualcuno le ha tolto il futuro, ma lo ha fatto un attimo prima di un giorno speciale. Quello che doveva essere il più bello della sua vita.
Recensione:
Se agli occhi di una giovane coppia il giorno del matrimonio continua a rappresentare il giorno più bello da vivere, sognare
È altrettanto vero che per i futuri sposi i preparativi possono trasformarsi in vere tragedie emotive ed esistenziali.
Litigi, ripensamenti e rotture sono all’ordine del giorno alla viglia di un matrimonio,
Tutto è possibile il giorno prima delle nozze, tranne che ritrovarsi con il brutale quanto misterioso omicidio della sposa.
Parte invece da questo efferato scenario e presupposto narrativo la nuova indagine dei Bastardi di PizzoFalcone.
Maurizio De Giovanni stupisce ancora una volta il lettore con un’indagine apparentemente semplice e scontata, ma che nel suo svilupparsi si dimostra capace di riservare sorprese e colpi di scena.
Aprendo altresì nuovi scenari di racconto e risvolti psicologici e rapporti interpersonali riguardo i vecchi e nuovi personaggi di quest’apprezzata saga.
“Nozze” è un giallo al femminile in cui sono le donne ad assumere il centro della scena dettando le file del racconto, i cambi di passo nel ritmo e l’aumento del pathos.
“Nozze” parta con struttura narrativa tradizionale, precisa quanto avvincente per poi mutare in un ‘indagine basata sull’introspezione psicologica e sentimentale dandogli maggiore slancio e vivacità
Un cambiamento strutturale che coinvolge il lettore dentro un’indagine in cui le apparenze ed i pregiudizi rischiano d’ indurre gli stessi Bastardi a frettolose ed inesatte conclusioni.
“Nozze” è un romanzo di rottura rispetto ai precedenti della serie, in cui si percepisce la volontà autoriale e soprattutto creatività di De Giovanni nel voler esplorare nuovi orizzonti narrativi e strutturali
“Nozze” è un romanzo al femminile perché emergono le qualità tipiche della donna moderna: intuito, abilità, attenzione, spirito d’osservazione, scrupolo professionale.
Grazie a queste doti che le donne di Pizzo Falcone riusciranno a risolvere il caso relegando gli uomini al ruolo di comprimari /spettatori, con quest’ultimi sicuri d’aver trovato già l’assassino ed il movente.
“Nozze” racconta come la gelosia possa scatenare in ognuno di noi le reazioni più imprevedibili, pericolose financo tragiche.
Maurizio De Giovanni rinnova con efficacia e lungimiranza la “vita” professionale e privata dei Bastardi garantendo al proprio pubblico un futuro ricco di storie e d’indagini che si prospettano sempre più interessanti, vere e profonde.
“Nozze” non è altro che l’inizio di una nuova e luminosa fase per i Bastardi con le donne, ovviamente, sempre più al comando

128) Il Sindaco del Rione Sanità

Il biglietto da acquistare per “Il sindaco del Rione Sanità” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre.

“Il Sindaco del Rione Sanità” è un film di Mario Martone. Con Francesco Di Leva, Roberto De Francesco, Massimiliano Gallo, Adriano Pantaleo, Daniela Ioia. Drammatico, 118′. Italia 2019

Sinossi:

Antonio Barracano, uomo d’onore che sa distinguere tra gente per bene e gente carogna, è “Il Sindaco” del Rione Sanità. Con la sua carismatica influenza e l’aiuto dell’amico medico amministra la giustizia secondo suoi personali criteri, al di fuori dello Stato e al di sopra delle parti. Chi ‘tiene santi’ va in Paradiso e chi non ne ha va da Don Antonio, questa è la regola. Quando gli si presenta disperato Rafiluccio Santaniello, il figlio del fornaio, deciso a uccidere il padre, Don Antonio riconosce nel giovane lo stesso sentimento di vendetta che da ragazzo lo aveva ossessionato e poi cambiato per sempre. Il Sindaco decide di intervenire per riconciliare padre e figlio e salvarli entrambi.

Recensione:

Quando nel 1960 Eduardo De Filippo scrisse la drammaturgia del “Sindaco del Rione Sanità” e lo mise poi in scena non poteva ovviamente neanche immaginare che sarebbero state realizzate serie televisive e film amate da milioni i telespettatori con mafiosi e criminali come protagonisti.

Prima di “Gomorra” e affini, il Maestro aveva messo mano a un testo potente, crudo, realistico, che non perde la sua carica di attualità anche a distanza di decenni dalla sua composizione e continua a raccontare Napoli, i quartieri dove ieri come oggi regna la “legge della giungla”.

Mario Martone, dopo aver ottenuto un grande successo di pubblico e critica con lo spettacolo teatrale, ha deciso di realizzare anche un film, utilizzando lo stesso cast. Ma questo nuovo “Sindaco del Rione Sanità” ha anche le sue peculiarità, a cominciare dallo stile registico, di grande impatto.

Nonostante gli sforzi del regista di rendere questo adattamento cinematografico il meno teatrale possibile, l’impostazione originale permane sia nella messa in scena che nella recitazione dei bravissimi interpreti, talentuosi ed esperti. Possiamo parlare di film teatrale, complessivamente riuscito e avvolgente. continua su

“Il sindaco del Rione Sanità”: dal teatro di De Filippo alla Napoli di oggi

124) Diego Maradona

Il biglietto da acquistare per “Diego Maradona” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Diego Maradona” è Un film di Asif Kapadia. Con Diego Armando Maradona. Documentario, 130′. Gran Bretagna 2019

Sinossi:

Carriera, trionfi, vizi e caduta di Diego Armando Maradona, uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, arrivato dal Barcellona al Napoli il 5 luglio 1984. I sei anni che Maradona passa in Italia lo trasformeranno in una figura leggendaria, inarrestabile sul campo (dove vincerà due scudetti, una Coppa Italia, una Coppa Uefa, oltre naturalmente la Coppa del mondo in Messico nel 1986 con l’Argentina), idolatrato da un popolo, distrutto dai legami con la camorra e dalla dipendenza dalla cocaina.

Recensione:

Meglio Maradona o Pelé? A chi ama il calcio sarà capitato di rispondere almeno una volta a questa domanda, di prendere posizione. Perché sembra quasi impossibile pensare a un mondo del pallone senza dicotomie e “duelli” tra grandi – Lionel Messi e Cristiano Ronaldo vi dicono qualcosa?

Diego Armando Maradona, però, non è stato soltanto un campione sul campo da gioco ma anche un personaggio la cui fama, le cui cadute e i cui eccessi hanno spesso travalicato l’ambito sportivo. Fino al drammatico epilogo.

“Diego Maradona” è complessivamente un documentario godibile, avvincente quanto nostalgico, ma manca di qualsiasi guizzo o peculiarità. Il regista Asif Kapadia, dopo l’Oscar e il successo ottenuti nel 2015 con “Amy”, ripropone lo stesso impianto e lo stesso stile avvicinandosi alla biografia di un altro personaggio controverso.

Consapevole che di Maradona, anche in campo cinematografico, si è già parlato in lungo e in largo, Kapadia illude lo spettatore di aver realizzato qualcosa di inedito e nuovo grazie all’uso di materiale privato ed esclusivo che riguardano il calciatore. Purtroppo si tratta solo di un bluff. continua su

“Diego Maradona”: storia di un mito, di un campione, di un eroe caduto

195) I Bastardi di Pizzofalcone -Seconda Stagione

“I bastardi di PizzoFalcone 2” è una serie diretta da Alessandro D’Alatri, Carlo Carlei. Con Alessandro Gassmann, Carolina Crescentini, Tosca d’Aquino, Antonio Folletto, Gianfelice Imparato, Simona Tabasco, Gennaro Silvestro, Gioia Spaziani, Serena Iansiti. Italia. 2017-in produzione

Recensione:

Tornano a partire da questa sera, lunedì 8 ottobre, in prima serata su Rai 1 i bravi quanto reietti protagonisti de “I bastardi di Pizzofalcone”, con l’attesa seconda stagione della serie tv, composta da sei episodi.

La libera trasposizione dei romanzi di Maurizio De Giovanni, editi da Einaudi, ha conquistato critica e pubblico, facendo breccia anche per il suo modo accattivante e innovativo di raccontare Napoli. La città in cui i Bastardi si muovono, indagano e vivono, infatti, ha un volto molto diverso da quello presentato da serie come “Gomorra”.

Eppure anche in questa Napoli bella e gaudente è presente un’anima nera e malvagia, che si materializza in omicidi, efferatezze e crimini vari su cui è chiamata a indagare la squadra di outsider capitanata dall’ispettore Lojacono (Gassman).

Ma cosa dobbiamo aspettarci da questa seconda stagione della serie? Quanto di buono visto lo scorso anno verrà confermato? Dopo aver visto in anteprima su Raiplay il primo episodio, “Cuccioli” , posso fugare ogni dubbio su un possibile calo qualitativo. I Bastardi si confermano serie di spessore, ben strutturata, girata e interpretata.

Non volendo rovinarvi la visione con incauti spoiler mi limiterà a qualche considerazione generale. “Cuccioli” rappresenta indubbiamente un inizio col botto. Il caso di puntata è l’uccisione di una giovane ucraina e dell’abbandono della sua bambina di fronte al commissariato, che nel corso dell’indagine assumerà i contorni di una storia di egoismo e cinismo con protagonista la cosiddetta società civile cittadina. continua su

http://paroleacolori.com/i-bastardi-di-pizzofalcone-al-via-su-rai-1-la-seconda-stagione/

87) Un Ragazzo Normale (Lorenzo Marone)

“Un Ragazzo Normale” è un romanzo scritto da Lorenzo Marone e pubblicato da Feltrinelli Editore nel febbraio 2018.
Sinossi:
Mimì, dodici anni, occhiali, parlantina da sapientone e la fissa per i fumetti, gli astronauti e Karate Kid, abita in uno stabile del Vomero, a Napoli, dove suo padre lavora come portiere.
Passa le giornate sul marciapiede insieme al suo migliore amico Sasà, un piccolo scugnizzo, o nel bilocale che condivide con i genitori, la sorella adolescente e i nonni.
Nel 1985, l’anno in cui tutto cambia, Mimì si sta esercitando nella trasmissione del pensiero, architetta piani per riuscire a comprarsi un costume da Spiderman e cerca il modo di attaccare bottone con Viola convincendola a portare da mangiare a Morla, la tartaruga che vive sul grande balcone all’ultimo piano. Ma, soprattutto, conosce Giancarlo, il suo supereroe. Che, al posto della Batmobile, ha una Mehari verde. Che non vola né sposta montagne, ma scrive. E che come armi ha un’agenda e una biro, con cui si batte per sconfiggere il male.
Giancarlo è Giancarlo Siani, il giornalista de “Il Mattino” che cadrà vittima della camorra proprio quell’anno e davanti a quel palazzo.
Nei mesi precedenti al 23 settembre, il giorno in cui il giovane giornalista verrà ucciso, e nel piccolo mondo circoscritto dello stabile del Vomero (trenta piastrelle di portineria che proteggono e soffocano al tempo stesso), Mimì diventa grande. E scopre l’importanza dell’amicizia e dei legami veri, i palpiti del primo amore, il valore salvifico delle storie e delle parole.
Perché i supereroi forse non esistono, ma il ricordo delle persone speciali e le loro piccole grandi azioni restano.

Recensione;
Chi sono i supereroi? Che cosa significa essere un supereroe?
Quali dovrebbero essere i veri modelli di riferimento per le generazioni d’oggi?
Viviamo un ‘ epoca storica in cui un ragazzo concepisce l’eroismo solo tramite la visione di un film della Marvel oppure nella vita reale applaudendo le gesta o le parole di un calciatore od al massimo d’un improvvisato YouTubers.

Probabilmente siamo stati noi stessi ad aver contribuito a generare questo perverso cortocircuito simbolico oltre che linguistico sulla vera essenza e forma di un eroe.
Siamo un Paese dove un giovane aspirante giornalista di 25 anni, diventa tragicamente un eroe, solamente perché nell’iniziare la propria carriera decide di scrivere scomodi quanti efficaci articoli sulla camorra.
Un ‘onesta intellettuale e professionale, quella di Giancarlo Siani, pagata con la propria vita.
Giancarlo Siani cosi chiamava, un ragazzo come tanti, che scriveva articoli per il Mattino di Napoli sperando, un giorno, di diventare un giornalista professionista.
Il 23 settembre del 1985 Giancarlo fu vittima di un vile agguato a pochi metri da casa sua, “colpevole” agli occhi della camorra d’aver scritto dei fastidiosi articoli sulle loro attività criminali
Lorenzo Marone ha voluto ricordare ed omaggiare la figura di Giancarlo Siani, decidendo però di costruire il suo nuovo romanzo “Un Ragazzo Normale”, “mescolando” realtà e finzione.
Un escamotage drammaturgico, in vero non originale, avendolo già utilizzato solamente qualche anno fa Alessandro D’Avenia con il suo libro “Ciò che Inferno non è ”, con il medesimo scopo di ricordare un’altra vittima di mafia: Don Pino Puglisi.
“Un Ragazzo Normale” è narrativamente e strutturalmente impostata e raccontata al lettore da una parte come una sorta “Stand by me” e dall’altra nella modalità di “coming age” ambientato nel 1985 a Napoli, con protagonista l’adolescente Domenico, detto “Mimi”. Un ragazzo atipico rispetto ai suoi coetanei, desideroso di leggere libri, di conoscere nuove e diverse parole e con l’ambizione di migliorare studiando la propria condizione sociale e culturale,
Mimi utilizza già linguaggio forbito sbalordendo i suoi coetanei e soprattutto la sua umile quanto dignitosa famiglia che vive in un alloggio destinato al portiere.
Mimi avverte dentro di sé la voglia oltre il desiderio d’andare oltre il proprio destino familiare e di compiere atti straordinari nella propria vita, come gli eroi dei suoi amati fumetti,
Mimi cerca altresì un modello, un mentore a cui ispirarsi per intraprendere la sua personale formazione da eroe, decidendo così “d’investire” di questo delicato incarico nientemeno che Giancarlo Siani, suo vicino di casa.
“Un Ragazzo Normale” diventa così la storia di una breve, toccante e divertente amicizia tra Mimi e Giancarlo, con il secondo, dapprima riluttante e poi divertito, nell’assumersi anche “la responsabilità” di spiegare il senso della vita al nostro giovane protagonista.
“Le cose, Mimì, possono cambiarle solo gli uomini. Il Male viene dagli uomini e solo gli uomini possono combatterlo. Più che Eroi, c’è bisogno di gente che ci creda, persone che aspirino a cambiare le cose in meglio”
E poi come riuscire a conquistare l’attenzione e poi il cuore dell’amata ed inarrivabile Viola
“L’Amore è l’unica cosa che ci permette di vincere la morte…”
Ispirando a Mimi, la dedica forse più bella che si possa scrivere nel donare a Viola una cassetta di Vasco Rossi
“Se fossi un supereroe, la mia unica missione sarebbe proteggerti”.
“Un Ragazzo Normale” racconta al lettore la bellezza e l’orrore della vita nell’arco di pochi caratterizzata purtroppo dalla conclusione dell’età dell’innocenza da parte di Mimì nella parte finale del romanzo.
Mimi diventa adulto assistendo impotente all’assassinio del suo supereroe Giancarlo, e nello stesso tempo sarà questo luttuoso evento ad indicargli il suo percorso di vita, ispirato dalle parole e dalla frequentazione di Giancarlo.
“Perché un supereroe è tale non tanto per i suoi straordinari talenti quanto nella capacità d’ascoltare veramente il prossimo e d’essergli vicino nei momenti decisivi della vita”. Parole semplici quanto potenti dette da un ragazzo normale quanto unico: Giancarlo Siani.