192) New York Academy

new york

Il biglietto da acquistare per “New York Academy” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Michael Damian. Con Keenan Kampa, Nicholas Galitzine, Sonoya Mizuno, Jane Seymour, Paul Freman. Drammatico, 97′. 20116.

Diventare cantanti, ballerini o musicisti è sempre stato uno dei sogni più diffusi tra i giovani. Oggi, anche sull’onda del successo di programmi tv e talent, la strada sembra essere meno accidentata, ma in realtà quello dell’artista è un mestiere estremamente complicato, che è difficile pensare di intraprendere senza una solida preparazione alle spalle. Per questo esistono in tutto il mondo scuole e accademie, alcune anche molto prestigiose.

Il cinema e la televisione hanno dimostrato di saper cogliere le potenzialità della commedia/dramma artistico. In origine fu la serie “Fame – Saranno famosi”, adesso c’è solo l’imbarazzo della scelta. Di film che raccontano sogni, speranze e delusioni di ragazzi talentuosi ne sono usciti parecchi – da “Save the last dance” con Julia Stiles ai vari “Step up”.

“New York Academy” di Michael Damian è l’ultimo nato della categoria, una sorta di favola moderna con protagonista Ruby (Kampa), talentuosa danzatrice che arriva a New York per coronare il sogno di una vita: entrare in una prestigiosa accademia di danza. Tra una lezione e l’altra Ruby avrà modo di farsi degli amici e anche di iniziare una storia d’amore con il violinista inglese Johnnie (Galitzine), artista di talento con un passato difficile.

I due uniranno le forze per realizzare i propri sogni, partecipando insieme a un concorso di musica e danza dove presenteranno uno show molto creativo, insieme ad alcuni danzatori di strada. continua su

Al cinema: New York Academy

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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224) Rock The Kasbah

billy murray

Il biglietto d’acquistare per “Rock Thw Kasbah” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Rock The Kabash” è un film del 2015 diretto da Barry Levinson, scritto da Mitch Glazer, con Bill Murray, Kate Hudson, Bruce Willis, Leem Lubany, Zoey Deschanel.

Nella vita esistono pochi vincoli sacri: uno di questi è quello tra manager e artista, almeno cosi la pensa Richie Lanz (Bill Murray), agente musicale caduta in disgrazia che cerca di sopravvivere con mille espedienti. Per lui contano solo due cose: le sue orecchie e i contratti che sigla solo con una stretta di mano. Richie ha una sola assistita, l’insofferente cantante Deschanel. Ai due viene offerta la possibilità di effettuare un tour in Afghanistan per le truppe americane. Richie, bisognoso di soldi per dare gli alimenti all’amata figlia, convince la restia cantante a volare a Kabul.
Una volta arrivati, lo scenario da guerra civile permanente spaventa Zoe al punto di scappare di nascosto, lasciando Richie senza soldi e passaporto. Così lo stralunato manager si trova a vivere e confrontrarsi con la realtà afghana post telabana fatta da prostitute europee, come Kate Hudson, alla ricerca di soldi facili e di mercenari bizzari come Bruce Willis.
Una sera Richie, ospite in un villaggio pastun, ascolta la bellissima voce di Salima (Lubany) e ne coglie il talento e le potenzialità. Decidendo di sfidare le tradizioni e la religione dei pastun, il manager fa partecipare la ragazza alla trasmissione televisiva “Afgha Star”, l’American Idol afghano.
Il film “Rock the Kasbah” si presenta come una commedia, ma poi vira sull’attualità e punta il dito sulla politica estera americana. Tratto da una storia vera, il film possiede delle potenzialità narrative e un buon cast, ma lo sviluppo e la messa in scena deludono le aspettative, non riuscendo a trovare una propria dimensione, né come commedia né come dramma. Rappresenta dunque una via di mezzo che porta con sè limiti strutturali e criticità a livello drammaturgico, registico e recitativo. Un film che procede a scatti senza possedere un filo rosso. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201511082754/articoli/palcoscenico/cinema/2754-rock-the-kasbah-commedia-rock-con-bill-murray-e-kate-hudson

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “Rock the Kasbah Thw” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Rock The Kabash” is a film of 2015 directed by Barry Levinson, written by Mitch Glazer, Billy Murray, Kate Hudson, Bruce Willis, Leem Lubany, Zoey Deschanel.

In life there are few sacred bonds: one of these is that between manager and artist, or so thinks Richie Lanz (Bill Murray), music agent disgrace trying to survive with a thousand tricks. For him count only two things: his ears and contracts initials only a handshake. Richie has only one assist, the impatient singer Deschanel. The two are given the opportunity to make a tour in Afghanistan for US troops. Richie, in need of money to give food to his beloved daughter, convinces the reluctant singer to fly to Kabul.
Once there, the civil war scenario permanent scares Zoe to the point of running away secretly, leaving Richie no money and passport. So the bewildered manager is living and confrontrarsi with reality Afghan post telabana made by European prostitutes, like Kate Hudson, looking for easy money and mercenaries bizarre as Bruce Willis.
One evening Richie, guest in a Pashtun village, listening to the beautiful voice of Salima (Lubany) and captures the talent and potential. Deciding to challenge the traditions and religion of the Pashtun, the manager involves the girl in the TV show “Afgha Star”, the American Idol Afghanistan.
The film “Rock the Kasbah” is presented as a comedy, but then turns on current and points the finger at American foreign policy. Based on a true story, the film has the potential narrative and a good cast, but the development and staging disappoint expectations, failing to find their own dimension, either as comedy or as drama. Therefore it represents a middle ground that brings structural limits and criticality level dramaturgical, directorial and recitative. A film that is jerky without owning a red thread. continues on

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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70) La Famiglia Belier

famiglia belier

Il biglietto d’acquistare per “La famiglia Belier” è : 1)Neanche regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre

“La Famiglia Belier” è un film del 2015 diretto da Eric Lartigau, scritto da Stanislas Carre’ De Malberg, con : Karin Viard, François Damiens, Eric Elmosnino, Roxane Duran, Louane Emera, Ilian Bergala, Mar Sodupe

Confesso di avere più di un pregiudizio sui film francesi, detesto il buonismo al cinema e i talet show mi fanno venire l’orticaria.
Eppure dopo aver visto “La Famiglia Belier”posso dire in sincerità che a volte i cugini d’OltreAlpe riescono ancora a stupirmi.
Se volete cogliere davvero l’essenza di questo film dovete prima vedere il magnifico e crudo “Whiplash” e rispolverare nella memoria la memorabile serie Tv “La casa nella prateria”.
Già perché i Belier sono una via di mezzo tra questi due generi.
Abbiamo di fronte musica e vita campagnola con una spruzzata di sociale e diversità ambienta nella Francia radical chic.
Un mix riuscito che regala sorrisi, commozione e soprattutto fa cantare lo spettatore in sala.
Non ci si può non affezionare alla famiglia Belier, famiglia di agricoltori e soprattutto di sordumti ad eccezione della bella e dolce Paula(Emera) che di fatto è il collegamento tra la famiglia e il mondo esterno. Una ragazza con una voce talentuosa ,scoperta dal frustrato e nostalgico professore di musica della scuola Sig. Thomasson (Elmosnino) che vorrebbe valorizzare ,facendola studiare in una prestigiosa scuola di canto di Parigi.garantendole un futuro diverso E da questo momento lo spettatore osserva le dinamiche interne della famiglia Belier in cui la vera sordità rischia di essere l’impedire alla figlia di costruirsi un futuro lontano dall’azienda agricola.
Ridiamo con i simpatici e innamorati genitori di Paula: Gigi(Viard) e Rodophle(Damiens) felici e realizzati con le loro vite e che paradossalmente trovano più “anormale” le ambizioni di Paula.
Un testo che racconta con semplicità, freschezza e ironia la vita dei sordomuti senza cadere nel qualunquismo e retorico,ma bensì regalando credibili e vivaci momenti di vita vissuta.
I personaggi , sebbene poco approfonditi sul piano psicologico, emergono comunque nello loro diverse personalità evidenziando le differenti prospettive della società tra chi ha la fortuna di sentire e chi no e chi invece è comunque sordo ad ogni novità.
I rari dialoghi anche prevedibili e forse un po’ melensi risultano fluidi e toccanti anche perché ben interpretati. Un film dove la parola ha un ruolo minore rispetto alla fisicità, ai gesti e soprattutto alla forza della musica che detta con efficacia i tempi della storia scandendone ritmo e pathos.
Non si non può applaudire la bella e convincente prestazione dell’esordiente Louane Emera che colpisce non solo per l’intensa e toccante voce,ma anche per una recitazione pulita, diretta e calda capace di relazionarsi con il resto del cast e in particolare con i personaggi della sua famiglia in maniera credibile con la lingua dei segni(In Italia precisamente è Lingua dei Segni Italiana, LIS, in Francia LSF, Langue des Signes Française)
I componenti della Famiglia Belier non parlano, ma comunque ti comunicano tante emozioni e sorrisi grazie a una solida e esperta prova d’attore.
La regia è semplice, puntuale, forse di taglio più televisivo,ma centra l’obiettivo di comunicare le emozioni allo spettatore anche senza l’uso delle parole, riuscendo a coinvolgerlo con la storia.
Una storia magari semplice, scontata e che un cinico direbbe carica di buonismo, eppure con il suo finale convince e commuove in cui lo spettatore non può non supportare la giovane protagonista nel suo desiderio di volare via.

Vittorio De Agrò presenta”Amiamoci, nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “The family Belier” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“The Family Belier” is a film of 2015 directed by Eric Lartigau, written by Stanislas Carre ‘De Malberg, with: Karin Viard, François Damiens, Eric Elmosnino, Roxane Duran, Louane Emera, Ilian Bergala, Mar Sodupe

I confess to having more than one injury on French films, I hate doing good to the movies and show talet make me hives.
Yet after watching “The Family Belier” I can honestly say that sometimes cousins ​​OltreAlpe still manage to amaze me.
If you want to really grasp the essence of this film, you must first see the magnificent and raw “Whiplash” and brush up in memory the memorable TV series “Little House on the Prairie”.
Yes, because the Belier are a cross between these two genres.
We face the music and country life with a dash of social diversity and Ambienta in France radical chic.
A successful mix that gives smiles, emotion and above all does sing the audience in the hall.
You just can not attach to the family Belier, family farmers and especially sordumti except the beautiful and sweet Paula (Emera) which in fact is the connection between the family and the outside world. A girl with a voice talented, discovered by frustrated and nostalgic music teacher of the school Mr Thomasson (Elmosnino) who would like to enhance, making her study at a prestigious school of singing Parigi.garantendole a different future and by this time the viewer observes the Belier internal dynamics of the family in which the true deafness is likely to be the daughter to prevent build a future away from the farm.
We laugh with the friendly and loving parents Paula: Gigi (Viard) and Rodophle (Damiens) happy and fulfilled with their lives and that, paradoxically, are more “abnormal” the ambitions of Paula.
A text that tells with simplicity, freshness and irony the lives of deaf without falling into indifference and rhetoric, but rather giving credible and vivid moments of life lived.
The characters, though only superficially on a psychological level, however, emerge in their different personalities highlighting the different perspectives of society between those who have the good fortune to hear and who is not and who is still deaf to all news.
The rare dialogues also predictable and perhaps a little ‘dull as flowing and touching because well interpreted. A film where the word has a minor role compared to the physicality, gestures and especially the power of music that this effectively the times of history scandendone rhythm and pathos.
Do not you can not applaud the beautiful and convincing performance debutant Louane Emera affecting not only for the intense and touching voice, but also for a recitation clean, direct and warm able to relate to the rest of the cast and in particular with the characters of his family in a credible manner with sign language.
The components of the Family Belier not speak, but you communicate many emotions and smiles thanks to a solid and experienced test of an actor.
The direction is simple, accurate, perhaps cutting more television, but serves the goal of communicating the emotions to the viewer even without the use of words, managing to involve him with the story.
A story perhaps simple, obvious, and a cynic would say post of doing good, yet with his final convinces and moves in which the viewer can not not support the young protagonist in his desire to fly away.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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36) Whiplash

whiplash

Il biglietto d’acquistare per “Whiplash” è: 1)Neanche regalato 2)Omaggio 3) di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre

“Whiplash” è un film del 2015 scritto e diretto da Damien Chazelle, con : Miles Teller, J.K. Simmons e Paul Reiser.
Solo chi è di animo gentile, sensibile e candido può cogliere la vera essenza della musica e suonarla.
Il musicista è un uomo creativo, buono, educato e dotato di buoni sentimenti.
Ascoltare musica scalda il cuore e scriverne ti fa essere un uomo migliore.
Chi insegna musica è un persona colta, garbata e profonda.
E’ una vita che ascolto queste tipi di frasi da chi ha fatto della musica una seconda pelle o di chi va più spesso ai concerti che dal dottore.

Ebbene dopo aver visto “Whiplash” dimenticate questi concetti e i “verginelli” della musica ripongano nel cassetto i bei ideali e i buoni propositi. Chi vuole fare della musica la sua professione deve sudare, sacrificasi, versare lacrime e sangue. Essere musicista significa trascorrere la maggior parte della propria vita in simbiosi con lo strumento e dimenticarti una vita sociale e di ogni affetto. Essere musicista è come vivere dentro una bolla fatta di esercizi ossessivi e assoluta dedizione alla causa. “Whiplash” è la storia del giovane e talentuoso batterista Andrew Newman (Teller) selezionato dall’insegnate Terence Fletcher(Simmons) per far parte dell’orchestra jazz di uno di più importanti conservatori degli Stati Uniti. Per il protagonista dovrebbe essere l’inizio di una splendida carriera e soprattutto l’opportunità di crescita artistica e di realizzare il suo unico sogno per il quale è disposto a rinunciare ad ogni cosa e vivere solo per esercitarsi con la sua batteria. Ma fa parte dell’orchestra di Fletcher significa in vero entrare in un girone dantesco, essere in una caserma della Folgore e se volete prigionieri di un sadico. Mentre scorrevano le immagini sullo schermo la mia mente ricordava altri film come “Amadeus” di Milos Forman, Full metal “Jacket “di Kubrick e Karate Kid, generi diversi eppure accumunati da una forza emotiva, una violenza visiva e da una passione che conquistarono milioni di fan . “Whiplash” riunisce in qualche modo lo spirito di questi tre film accentuando e se possibile esaltandone ancora di più le loro virtù ed elementi significati.Fletcher è un insegnante terribile, brutale,odioso, maniacale, ossessivo e rigoroso come il sergente di Full Metal Jacket e nello stesso tempo ha la sensibilità del maestro Niaghi nel cogliere l’essenza più profonda della musica e come il maestro Salieri vive solo ed esclusivamente per lei e spingendo e sprona ndooltre modo a dare il massimo i i suoi allievi portandoli quasi alla follia come fece il maestro italiano con Mozart.

Si instaura cosi un rapporto di amore, odio e competizione tra maestro e allievo basato solo ed esclusivamente su talento musicale e sulla voglia e determinazione dimostralo.
La bellezza del jazz e la magia e la poetica delle sue note si contrappongono al sudore e al sangue che letteralmente Andrew versa in ogni scena sulla batteria durante le prove inveito e bastonato anche non solo verbalmente da Fletcher.
Un film adrenalinico crudo, spietato e nello stesso tempo carico di emotività purezza e calore che solo la musica può darti.
Fletcher e Andrew sono maestro e allievo, a volte amici e spesso antagonisti,ma soprattutto entrambi sono determinati a vincere e a far bella musica e rimanere nella storia.
Una sceneggiatura vivace, intensa, ben scritta che ti avvolge, ti scuote, ti fa riflettere creandoti insieme angoscia ed estasi mentre ti fai rapire dalla musica. I dialoghi sono serrati, scarni, violenti e magistralmente interpretati.
Un testo che alterna con efficacia e incisività momenti di stasi ed dinamismo puro riuscendo a mantenere alto e forte il pathos narrativo travolgendo e avvolgendo lo spettatore.
La regia di Chazelle, nonostante la giovane età, è davvero notevole e si nota oltre il talento e la creatività, tiene un occhio e mano esperta nel saper saggiare e distribuire i momenti topici lungo i film dando alla storia se possibile una marcia in più.
Conoscevo “ televisivamente” J.K Simmons per la serie “The Closer” apprezzandone la solidità e asciuttezza della recitazione, ma con il suo Fletcher sublima il suo talento e suoi cavalli d battaglia dando vita a una interpretazione che con merito gli consegnerà l’Oscar e a mio avviso resterà negli annali del cinema per qualità e intensitaà
Preciso, rigoroso senza mai eccedere nel mostrare il suo personaggio fuori contesto o sopra le righe.
Forma con il giovane attore Miles Teller una perfetta e riuscita coppia creando una toccante e profonda alchimia e generando empatia con il pubblico.
Teller dona il proprio corpo alla causa per rendere vero, reale e avvincente un duello personale, musicale e soprattutto di vita tra i due personaggi.
Il finale bello, epico e potente fatto solo di musica e sguardi non solo colpisce ed emoziona lo spettatore inchiodandolo fino alla fine e oltre alla poltrona, ma soprattutto lo sprona e invita ad andare sempre e comunque oltre i suoi limiti per realizzare i propri sogni.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci ,nonostante tutto”

Youcanprint: http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/amiamoci-nonostante-tutto-ebook.html
Bookrepublic: https://www.bookrepublic.it/book/9788891176837-amiamoci-nonostante-tutto/

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore International presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “Whiplash” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“Whiplash” is a 2015 film written and directed by Damien Chazelle, with: Miles Teller, JK Simmons and Paul Reiser.
Only someone who is kind-hearted, sensitive and candid can capture the true essence of the music and play it.
The musician is a creative man, good, polite and with good feelings.
Listen to music warms the heart and makes you write be a better man.
Who teaches music is an educated person, gentle and deep.
It ‘a life that listening these types of phrases by those who have made music a second skin or those who go to concerts more often than the doctor.

Well after seeing “Whiplash” forget these concepts and “Verginelli” music ripongano in the drawer the good ideals and good intentions. Who wants to make music his profession must sweat, sacrificasi, shed tears and blood. Being a musician means to spend most of their lives in symbiosis with the instrument and forget a social life and every affection. Being a musician is like living inside a bubble made of exercises obsessive and absolute dedication to the cause. “Whiplash” is the story of the young and talented drummer Andrew Newman (Teller) selected by the teacher Terence Fletcher (Simmons) to join the orchestra of one of the most important jazz conservatories in the United States. For the protagonist should be the beginning of a beautiful career and especially the opportunity to artistic growth and to realize his dream for which only one is willing to give up everything and live only for practicing his drums. But it is part of the orchestra of Fletcher means in real enter a Dante’s circle, being in a barracks of the Thunderbolt and if you want to prisoners of a sadist. While ran pictures on the screen my mind remembered other films like “Amadeus” by Milos Forman, Full metal “Jacket” Kubrick and Karate Kid, different genres yet toghether a emotional force, a visual violence and a passion that conquered millions of fans. “Whiplash” brings together somehow the spirit of these three films accentuating and if possible even more exalting their virtues and elements significati.Fletcher is a terrible teacher, brutal, hateful, manic, obsessive and rigorous as the sergeant in Full Metal Jacket and at the same time has the sensitivity of the master Niaghi in capturing the deepest essence of the music and how the teacher Salieri lives exclusively for her and pushing and spurs ndooltre way to give maximum ii his students bringing them almost to madness as did Italian master with Mozart.This establishes a relationship of love, hate and competition between teacher and student based solely on musical talent and the desire and determination prove it.
The beauty of jazz and the magic and the poetry of his notes are opposed to the sweat and blood that literally Andrew versa in every scene on the battery during rehearsals railed and clubbed also not only verbally by Fletcher.
A film adrenaline raw, ruthless and yet emotive purity and warmth that only music can give you.
Fletcher and Andrew are master and pupil, sometimes friends and often antagonistic, but especially both are determined to win and make beautiful music and stay in history.
A screenplay lively, intense, well-written that envelops you, shakes you, makes you reflect together creating you anguish and ecstasy while you make kidnap music. The dialogues are tight, skinny, violent and masterfully interpreted.
A text that alternates with effectiveness and impact moments of stasis and dynamism pure managing to maintain a high and strong pathos sweeping narrative and enveloping the viewer.
Directed by Chazelle, despite his young age, is truly remarkable and is known beyond the talent and creativity, keeps an eye and expert hand in being able to test and deploy the important moments along the film giving the story if possible a higher gear.
Knew “televised” JK Simmons for the series “The Closer” appreciating the solidity and dryness of the acting, but with his Fletcher sublimates his talent and his horses d battle creating an interpretation that with about the hand over the Oscar and my notice will remain in the annals of cinema for quality and intensitaà
Precise, rigorous never exceeded in showing his character out of context or over the top.
Form with the young actor Miles Teller perfect and successful couple creating a touching and profound alchemy and generating empathy with the audience.
Teller gives his body to the cause to make true, real and compelling a personal duel, music and life experience between the two characters.
The final beautiful, epic and powerful made only of music and looks not only affects and excites the viewer nailing it to the end and in addition to the chair, but above all the spurs and invites to go always beyond its limits to achieve their dreams.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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