131) Il meglio deve ancora venire

Il biglietto da acquistare per “Il meglio deve ancora venire” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Il meglio deve ancora venire” è un film di Alexandre de La Patellière, Matthieu Delaporte. Con Fabrice Luchini, Patrick Bruel, Zineb Triki, Pascale Arbillot, Marie Narbonne. Commedia, 117′. Francia 2019

Sinossi:

Arthur e César sono amici da quando entrambi frequentavano controvoglia lo stesso severissimo collegio. Ma non potrebbero essere più diversi: Arthur è un ricercatore medico puntiglioso e ossessionato dal rispetto delle regole; César è un guascone imprudente e trasgressivo che è appena stato sfrattato da casa in seguito alla propria bancarotta. E se Arthur, divorziato con figlia, sta ancora aspettando pazientemente che l’ex moglie torni a casa, César colleziona avventure senza legarsi a nessuna. Per un equivoco, Arthur viene a conoscenza della gravissima condizione medica di César, e César si convince che sia Arthur a trovarsi in punto di morte. Da quel momento i due faranno a gara per realizzare i desideri finali l’uno dell’altro, anche quelli più lontani dal proprio gusto personale, e questo li porterà a sbloccare lo stallo esistenziale in cui si trovavano entrambi.

Recensione:

 

L’amore finisce. I legami familiari si spezzano. I contratti sono disattesi. In una società in cui sembra quasi impossibile non litigare o finire per allontanarsi, appare come un piccolo, grande miracolo che l’amicizia sia ancora un sentimento possibile, capace di sostenere nei momenti di difficoltà.

Negli ultimi anni sono usciti diversi film sul tema dell’amicizia, e possiamo dire che le storie con protagonisti due o più uomini e connotate da sfumature drammatiche hanno dato il là a un vero e proprio sotto-genere.

In questo si inserisce anche “Il meglio deve ancora venire” di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte, presentato in concorso alla Festa del cinema di Roma 2019, che si mette in mostra positivamente per almeno tre motivi.

I talentuosi registi hanno raccontato il lungo addio tra due cari amici utilizzando una struttura narrativa da commedia degli equivoci, ironica e leggera nella prima parte, intimistica e amara nella seconda, ma sempre sobria. L’alternanza tra i toni risulta riuscita, equilibrata. continua su

“Il meglio deve ancora venire”: toccante e delicata storia sull’amicizia

31 ) Inventario di un cuore in allarme (Lorenzo Marone)

“Inventario di un cuore in allarme” è un romanzo scritto da Lorenzo Marone pubblicato da Einaudi nel febbraio 2020.

Sinossi:
Per un ipocondriaco che vuole smettere di tormentare chi gli sta accanto con le proprie ossessioni, trovare una valvola di sfogo è una questione vitale. Ma come si impara ad affrontare la paura da soli? Forse raccontandosi. È quello che fa Lorenzo Marone, senza timore di mostrarsi vulnerabile, con una voce che all’ansia preferisce lo stupore e il divertimento. Scorrendo l’inventario delle sue fobie ognuno può incontrare un pezzo di sé e partecipare all’affannosa, autoironica ricerca di una via di fuga in discipline e pratiche disparate: dalla medicina alla fisica all’astronomia, dalla psicologia alla religione, dai tarocchi all’astrologia. Alla fine, se esorcizzare del tutto l’angoscia resta un miraggio, possiamo comunque reagire alla fragilità ammettendola. E magari accogliere, con un po’ di leggerezza, le imperfezioni che ci rendono unici. Le confessioni comiche, poetiche, paradossali di un «cuore in allarme». Che prende in giro sé stesso mettendo in scena quello che, da Molière a Woody Allen, è sempre stato il più irresistibile dei personaggi tragici.
Recensione:
È davvero “singolare” aver letto il nuovo romanzo di Lorenzo Marone pochi giorni prima dello scoppio dello psicodramma italiano sul “corona virus.
E’ buffo scriverne una breve recensione non immaginando la faccia , sentimenti e pensieri di Lorenzo Marone sul corona virus
E’ stato sorprendente scoprire che Lorenzo Marone sia un ipocondriaco e come questa “patologia” ne abbia condizionato l’esistenza.
“Inventario di un cuore in allarme” non è un romanzo quanto piuttosto una divertente, sincera e profonda confessione pubblica dell’uomo Marone.
Lorenzo Marone si mette “a nudo” rivelando le proprie fragilità, debolezze ed insicurezze utilizzando il proprio talento e sensibilità di scrittore.
Se la parola “confessione” non vi piace, allora immaginatelo come una sorta di diario condiviso in cui l’autore racconta con autoironia, puntualità e soprattutto in modo divertente la sua vita da ipocondriaco.
Un racconto scandito da aneddoti, ricordi e tentativi medici e non d’arginare inutilmente le proprie fobie, ossessioni dimostrando di possedere verve e spirito critico.
“Inventario di un cuore in allarme” seppure racconti l’ipocondria di Lorenzo Marone in realtà evidenzia come molti di noi abbiano un certo propensione all’allarmismo ed alle fobie.
Le drammatiche cronache di questi ultimi giorni ne sono un clamoroso esempio.
“Inventario di un cuore in allarme” è una lettura intensa, piacevole, paradossalmente rilassante e tonificante per lo spirito oltre che per il corpo.
Lorenzo Marone scrivendo di sé e delle proprie debolezze consegna al lettore un messaggio di forza e speranza: la vera paura è quella di rimanere prigionieri della paura stessa. Smettendo di vivere, di crescere individualmente o rinunciando all’idea di costruire una famiglia.
Nei giorni, settimane del coronavirus, il libro di Lorenzo Marone è altamente consigliato sul piano emozionale e psicologico oltre che i giusti e convincenti meriti letterari.

156) Ogni giorno come il primo giorno ( Giorgia Penzo)


“Ogni giorno come il primo giorno” è un romanzo scritto da Giorgia Penzo e pubblicato nel 2018 da Casa Editrice Nord.

Sinossi:
Ogni giorno Petra vorrebbe poter tornare indietro. Vorrebbe poter schiacciare il tasto rewind, vorrebbe poter riavvolgere il nastro, riportare tutto a com’era prima.
Prima di quella lezione di guida.
Adesso sua sorella Cloe non c’è più. E ogni giorno è così maledettamente difficile andare a scuola, sentir ridere gli altri, vedere la sua famiglia cadere a pezzi e sentire tutto il mondo urlarle in faccia che è colpa sua se Cloe è morta in un incidente d’auto.
Adesso Petra è sola. Sola con un diario che inizia a riempire con pezzi di se stessa, dei suoi giorni senza Cloe, dei suoi problemi a scuola, della musica che le suona in testa, della mancanza che sente e della sua voglia di vivere anche per la sorella.
Piano piano la rabbia si trasforma in voglia di cambiare, di far valere quella vita che le sembra fatta di nulla e renderla degna di essere vissuta anche per lei che non può più farlo, per Cloe.
Niente feste sfrenate, niente più alcol o brutti voti a scuola, Petra vuole ricominciare a vivere.
Sulla sua strada Petra incontra Lore che le fa riscoprire l’amicizia, quella vera inossidabile che vince su tutto, e Dario.
Dario le fa capire che cos’è l’amore, la voglia di stare insieme e non lasciarsi mai, anche se tutto ripiomba nell’oscurità quando il passato del ragazzo rischia di mettere in discussione tutto quello che Petra ha costruito per tornare a vivere.

La scuola, l’amore, i problemi con i genitori, le delusioni, i traguardi e le conquiste. Un diario per ricominciare, per permettere a Petra di ritrovare il suo posto nel mondo e per far sì che ogni giorno sia come il primo giorno della sua nuova vita.
Il romanzo di Giorgia Penzo arriva dritto al cuore di chi ha perso qualcosa e crede di essere sbagliato, di chi cerca il suo posto nel mondo e di chi si aggrappa alla speranza di riuscire a trovarlo. Per vivere la vita a pieno in tutta la sua straordinaria e bellissima complicatezza, ogni giorno come il primo giorno.

Recensione:
Sono tre anni e sei mesi che il sottoscritto e Giorgia Penzo ci “seguiamo” sui rispettivi blog sulla piattaforma WordPress.
Sono tre anni e sei mesi che leggo gli interessanti articoli di Giorgia Penza sul suo bellissimo blog, ma fino a una settimana fa non mi era mai sfiorata l’idea di leggere un suo romanzo.
Sono tre anni e sei mesi che leggo tanti  brutti libri  senza rendermi conto di “conoscere” una valente scrittrice oltre che una brava blogger.
Meglio tardi che mai, mi direte.
Forse sì, ma resta evidente che il mio stato di stordimento è decisamente aumentato negli ultimi tre anni e sei mesi.
Il lettore bigotto e conservatore che alberga in me non può che rendere Onore e fare i più sinceri complimenti a Giorgia Penzo per aver scritto un romanzo “Young Adult” con protagonista la ribelle e confusa liceale Petra, senza dover inserire nella trama forzate ed inutili scene di sesso del genere 50 Sfumature.
“Ogni giorno come il primo giorno” è un romanzo toccante, malinconico, autentico, intimo che fin dalle prime pagine colpisce, conquista ed emoziona il lettore.

Quest’ultimo avverte l’urgenza emotiva d’affrontare insieme alla protagonista l’ultimo anno di liceo e soprattutto di sostenerla nella prova più difficile e straziante della sua giovane vita: elaborare il lutto dell’amata sorella Cloe evitando che la sua anima e cuore siano definitivamente devastate dai sensi di colpa.
Petra deve vincere una battaglia difficile quanto dolorosa: Salvare sé stessa e riprendere in mano la propria vita.
Seguiamo con grande partecipazione e commozione il sofferto e faticoso viaggio esistenziale ed emotivo intrapreso dalla protagonista, scandito da nuove amicizie, nuovi amori, quanto litigi, tensioni e rotture all’interno del nucleo famigliare.

Durante la rapida e coinvolgente lettura di “Ogni giorno come il primo giorno” mi è venuto spontaneo paragonare il romanzo di Giorgia Penzo allo struggente quanto bellissimo film “La Stanza del figlio” di Nanni Moretti, vincitore della Palma d’oro a Cannes nel 2001.
La morte di un figlio distrugge l’equilibrio di una famiglia, provocando dolorosi ed impensabili cambiamenti in ogni singolo componente.
“Ogni giorno come il primo giorno” è un romanzo ricco d’emozioni, sentimenti magistralmente raccontante, descritte senza mai cadere nel facile tranello del pietismo, retorica o buonismo di facciata.
Giorgia Penzo si è rivelata una scrittrice talentuosa, creativa, acuta, ma soprattutto una donna dotata di grande sensibilità, umanità, coraggio e nobiltà d’animo che le hanno consentito di creare dei personaggi credibili, forti e subito amati dal lettore.
“Ogni giorno come il primo giorno” è un romanzo che scalda cuore ed anima oltre a donare al lettore la calda speranza che alla fine del proprio tunnel più buio ed angosciante è possibile ritrovare il sorriso e soprattutto l’amore di una persona pronta a tenerti la mano per sempre.

168) Dentro l’acqua ( Paula Hawkins)

“Dentro l’acqua” è un romanzo scritto da Paula Hawkins e pubblicato a maggio 2017 in Italia da Piemme.
Se avete problemi con l’acqua, se avete conti in sospeso con un fratello, se credete che il maschilismo non sia un difetto e se soprattutto avete letto ed amato “La ragazza del Treno”, l’esordio folgorante di Paula Hawkins, allora questo è il vostro romanzo per l’estate.
Se invece non appartenete a nessuno di queste categorie, allora forse è il caso di utilizzare MasterCard per trascorrere qualche ora piacevole sotto l’ombrellone.

Paula Hawkins è tornata ed ancora una volta dividendo in due opposti e feroci schieramenti, tra chi la considera un’autrice dalle grandi potenzialità e chi invece una perfetta e grandiosa operazione di marketing su grande scala.
Chi vi scrive, due anni fa spinto dalla curiosità lesse il suo primo romanzo, trovandola gradevole, nel complesso ben scritto, ma non facendomi gridare al capolavoro letterario.
“Dentro l’acqua” conferma il mio modesto giudizio sul talento e creatività di Paula Hawkins, evidenziando quanto l’autrice inglese abbia a cuore l’universo femminile e desiderando di raccontarlo scandagliando le diverse e intime sfumature dell’anima e mente. “Dentro l’acqua” ricalca in qualche modo l’impianto drammaturgico de “La Ragazza del treno” portando il lettore dentro la storia dalla prospettiva di una delle protagoniste, nel nostro caso è Julies Abbot , quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, costringendo Julies a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julies adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.
Oltre Julies, a piangere ed interrogarsi sulla misteriosa morte di Nel, c’è anche la figlia Lena, un’adolescente arrabbiata, ferita e decisa a scoprire la verità sulle ultime ore di vita della madre.
Beckord non è affatto una tranquilla cittadina, anzi più si procede nella lettura più lo spettatore non può trovare similitudini con l’atmosfera, i toni e soprattutto con i segreti inconfessabili dei personaggi che hanno reso celebre la cittadina di Twin Peaks ideata da David Linch.
Ogni personaggio di questa storia porta dentro di sé un lutto, un dolore e un segreto che lo fa apparire come possibile sospettato, non solo dell’omicidio di Nel ma di altre donne trovate morte in passato nel maledetto e misterioso fiume. Allo stesso tempo il comune travagliato passato unisce tutti i protagonisti diventano il filo rosso narrativo principale
Paula Hawkins, ispiratasi alla scrittrice svedese Camilla Lackberg che nello scrivere i suoi romanzi gialli alterna efficacemente il presente dell’indagine con flashback del passato, ripropone questo schema vincente nel costruire il proprio impianto. Confermando inoltre la propria peculiarità narrativa di cambiare la prospettiva ad ogni capitolo, dando voce ai pensieri e sentimenti dei diversi e contradditori personaggi.
“Dentro l’acqua” è un romanzo giallo solamente in apparenza, avendo piuttosto un taglio più introspettivo ed esistenziale sulla condizione delle donne in una piccola cittadina.
Il lettore fatica almeno nelle prime due parti su quattro ad entrare in empatia con la storia e i personaggi, essendo la prima troppo dispersiva e i secondi abbastanza stereotipati e già letti. Il romanzo diventa più interessante ed avvolgente nella terza e quarta parte trovando un buon ritmo e pathos incuriosendo il lettore nella lettura fino allo spiazzante e angosciante finale.
“Dentro l’acqua” merita sicuramente d’essere inserito tra le vostre letture estive, magari quando sarete lontani dall’acqua, per essere sani e salvi da qualsiasi tentativo d’emulazione.

151) Ma Ma tutto andrà bene

cruz

Il biglietto da acquistare per “Ma Ma –Tutto andrà bene” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio (con riserva); 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Julio Medem. Con Penelope Cruz, Luis Tosar, Asier Etxeandia, Teo Planell, Anna Jiménez. Drammatico, 111′. 2015

A Hollywood negli ultimi tempi va molto di moda tra le attrici famose interpretare donne sofferenti, magari malate terminali. Pensiamo a Julianne Morre in “Still Alice” (leggi la recensione), oppure a Hilary Swank in “Qualcosa di buono” (leggi il pezzo di presentazione).

Se così facendo le possibilità di vincere un Premio Oscar aumentano, per rendere credibile un corpo straziato dalla malattia non servono solo talento e bravura, ma anche una grande sensibilità e la capacità di immedesimarsi in situazioni difficili da comprendere se non le si sono vissute in prima persona.

Sembra che la tendenza abbia varcato l’Oceano, contagiando anche le star europee. Nel film “Ma Ma – Tutto andrà bene” di Julio Medem, Penelope Cruz veste i panni di Magda, madre quarantenne fresca di separazione a cui viene diagnosticato un cancro al seno. Lo spettatore assiste al lento dramma vissuto dalla donna, chiamata prima a sottoporsi ai cicli di chemioterapia, a cui seguono gli inevitabili dimagrimento e caduta dei capelli, poi all’intervento.

Il dramma si tinge però di rosa quando Magda incontra, a una patita di calcio del figlio, Arturo (Tosar), talent scout del Real Madrid. Non fatevi ingannare da questa apparente nota lieta: il regista non ha voluto spingere troppo sulla felicità, in questa pellicola. Anche Arturo, infatti, non si può definire un uomo baciato dalla buona sorte; la moglie e la figlia sono infatti decedute in un incidente d’auto. Nonostante tutto, Magda e Arturo intraprendono una relazione, cercando un po’ d’amore e di conforto l’uno tra le braccia dell’altra.

Ha inizio così un melodramma tragico, nel corso del quale lo spettatore assiste a scene romantiche davvero acute frammiste ad altre da vera e propria tragedia greca – come ad esempio quella in cui il bell’oncologo (Etxeandia) con una voce degna di The Voice comunica a Magda che la sfortuna la perseguita, e che il cancro è tornato. continua su

Al cinema: Ma Ma – Tutto andrà bene

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

11) La Corrispondenza

La corrispondenza

Il biglietto d’acquistare per “La corrispondenza” è :1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre

“La corrispondenza” è un film del 2016 scritto e diretto da Giuseppe Tornatore, colonna sonora di Ennio Morricone con: Jeremy Irons, Olga Kurylenko.

Un tempo non esistevano i social network, gli sms, whats up né il telefono, e l’unica forma di comunicazione possibile era scrivere lettere.

Si affidavano alla carta e alla penna le emozioni del proprio cuore, attendendo con ansia l’arrivo del postino.

Oggi è tutto cambiato. In qualunque momento e in qualsiasi luogo possiamo essere raggiunti da un messaggio, da una parola d’affetto o se volete essere sempre controllati.

Giuseppe Tornatore con il suo nuovo film ha scelto di vedere la tecnologia come un’opportunità in più per la coppia d’innamorati composta da Ed (Irons) e Amy (Kurylenko) di ritrovarsi, sfiorarsi ed essere connessi, almeno nello spirito. Infatti, Ed è un brillante e fascinoso astronomo che, nonostante abbia una famiglia, ama da sei anni la più giovane e bella Amy, studentessa fuori corso e soprattutto una coraggiosa stuntman. Vivono una storia d’amore quasi clandestina, sebbene accettata dalla famiglia dell’uomo, fatta d’incontri nelle camere d’albergo.

Ed e Amy sono due anime gemelle,convinti ,che il loro amore sia capace di valicare lo spazio e il tempo. Infatti per Ed. scienziato delle stelle esistono negli universi altri dieci coppie di Ed e Amy che si amano allo stesso appassionato modo e di conseguenza il loro amore non potrà mai avere fine.

Che cosa lo spettatore deve prepararsi a vedere? Un polpettone romantico? Una commedia che diventa dramma che a sua volta muta in un film di carattere onirico e poetico? Sì, a tutte queste definizioni che probabilmente vi porterà a scuotere la testa e non comprendere fino in fondo la trama del film.

Essendo obbligato a non poter rivelare la trama, se vi dicessi che Ed potrebbe essere paragonato a una sorta di “stalker romantico e che Amy in qualche mondo ricorda la Demi Moore di “Ghost può aiutarvi?

Tornatore ha il pregio di scrivere un testo abbastanza originale, ammiccante che non può suscitare commozione e negli animi più sensibili magari facendo scendere una lacrima. Purtroppo esiste anche la persona cinica come il sottoscritto che quando il testo entra in una melensa e stucchevole palude sentimentale è colto da una forte orticaria.

L’autore siciliano pecca di sensibilità esasperando i toni e l’atmosfera di una storia d’amore di per sé delicata e non leggera. Una struttura narrativa che se da una parte è intrigante tenendo lo spettatore attento e coinvolto fino alla fine dall’altra risente di un ritmo lento e piuttosto statico e d’impronta quasi teatrale.

La regia di Tornatore è di taglio televisivo anche se di discreto livello, non riuscendo però a graffiare e stupire il pubblico. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-la-corrispondenza/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “Correspondence” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Correspondence” is a 2016 film written and directed by Giuseppe Tornatore, the soundtrack by Ennio Morricone with Jeremy Irons, Olga Kurylenko.

At one time there were no social networks, text messages, or whats up the phone, and the only form of communication was possible to write letters.

They relied on paper and pen to the emotions of his heart, anxiously awaiting the arrival of the postman.

Today everything has changed. At any time and in any place we can be reached by a message, a word of affection or if you want to be guarded.

Giuseppe Tornatore with his new film, chose to see the technology as an additional opportunity for the pair of lovers composed by Ed (Irons) and Amy (Kurylenko) to find himself, brushing against and be connected, at least in spirit. In fact, It is a brilliant and fascinating astronomer who, despite having a family, love six years younger and beautiful Amy, a student out over and above a courageous stuntman. Live a love story almost clandestine, although accepted by the family of the man, made of meetings in hotel rooms.

Ed and Amy are kindred spirits, convinced that their love is able to transcend space and time. In fact for Ed. Scientist of stars exist in other universes ten pairs of Ed and Amy who love the same passionate way and as a result their love will never have an end.

What the viewer must prepare to see? A meatloaf romantic? A comedy that becomes drama which in turn changes into a film of a dreamlike and poetic? Yes, all these definitions that will likely take you to shake your head and do not fully understand the plot of the film.

They bind themselves not to reveal the plot, if I told you that Ed could be compared to a sort of “romantic stalker and Amy in some world remembers the Demi Moore of” Ghost can help you?

Tornatore has the advantage of writing a text quite original, alluring it can not arouse emotion and the more sensitive souls by bringing down maybe a tear. Unfortunately there is also a cynical person like myself that when the text comes into a gooey and sentimental cloying bog is caught by a strong hives.

The Sicilian author flaw sensitivity exaggerating the tone and atmosphere of a love story in itself delicate and light. A narrative structure that if one side is intriguing taking the viewer attentive and involved until the end of the other suffers from a slow and rather static and almost theatrical impression.

Directed by Tornatore is cutting television although reasonable level, but unable to scratch and amaze the audience. continues on

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-la-corrispondenza/

231) Glitch

glitch

Non offendete la memoria dei morti, lasciate riposare in pace i defunti. La religione Cristiana ci insegna che alla fine del mondo essi si risveglieranno e usciranno dalle tombe per essere giudicati insieme ai vivi.

Già, cosi recita il Cristianesimo, ma per gli autori televisivi i morti sono diventati un tema interessante e soprattutto protagonisti di molti show di successo come The Walking Dead in America e Les Revenants in Francia. La morte infatti è sempre stata un tema misterioso, affascinante e pieno di contenuti filosofici e religiosi che in ogni parte del mondo ha un suo culto. Personalmente non amo gli zombies e questo genere di show, eppure stasera ho visto con piacere e curiosità la puntata pilota della serie australiana Glitch che ricorda molto lo show francese.

In un piccolo e tranquillo paesino australiano, durante una notte come tante altre, il cimitero diventa un luogo improvvisamente affollato e rumoroso, quando sei persone decidono di uscire nudi e disorientati dalla tomba. James Hayes, capo della polizia locale, accorso sul posto pensa sulle prime a uno scherzo o agli effetti di abuso di droghe, ma decide di chiamare la Dottoressa Elishia McKellar, responsabile del pronto soccorso, affinché visiti questi bizzarri e misteriosi individui. Ben presto però la bizzarria cede il passo al’incredulità quando James riconosce in una delle sei persone la moglie Kate, deceduta due anni prima per un cancro.

Kate e gli altri “ritornanti” sembrano in ottima salute e lentamente cominciano a ricordare la loro vita e i loro affetti; James, seppure sconvolto, decide di indagare in segreto su questo incredibile fenomeno e soprattutto di capire quale nesso ci sia tra quelle sei persone vissute in epoche diverse e con storie differenti. Una struttura narrativa agile, fluida e ben costruita che invoglia e incuriosisce lo spettatore; un intreccio narrativo che, anche se non originale, riesce a catturare l’attenzione stimolando l’interesse e facendo scattare un buon pathos emotivo e psicologico anche grazie a un ritmo che nel complesso risulta incisivo e avvolgente. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201511132764/articoli/nerdzone/serie-tv/2764-dopo-the-walking-dead-e-les-revenants-dall-australia-arriva-glitch

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Do not offend the memory of the dead, let the dead rest in peace. The Christian religion teaches us that at the end of the world they will wake up and come out of their graves to be judged along with the living.

Yeah, so says Christianity, but for the dead TV writers have become an interesting topic and especially the protagonists of many hit shows like The Walking Dead in America and in France Les Revenants. Death, in fact has always been a theme mysterious, fascinating and meaningful philosophical and religious in the world has its own cult. Personally I do not like zombies, and this kind of show, but tonight I have seen with pleasure and curiosity the pilot episode of the series Australian Glitch that resembles the show French.

In a small, quiet village of Australia, during a night like so many others, the cemetery becomes a place suddenly crowded and noisy, when six people decide to go out naked and disoriented from the grave. James Hayes, head of the local police, who rushed to the place at first thought it was a joke or to the effects of drug abuse, but decided to call Dr. Elishia McKellar, director of emergency, to visit these bizarre and mysterious individuals. But soon the novelty gives way al’incredulità when James acknowledges in one of six people wife Kate, who died two years ago from cancer.

Kate and the other “returnees” seem in very good health and slowly begin to remember their lives and their suffering; James, although shocked, decides to investigate secret of this incredible phenomenon, and above all to understand what connection there is between those six people lived at different times and with different stories. A narrative agile, fluid and well built that invites and intrigues the viewer; a storyline that, although not original, it captures the attention stimulating interest and snapping a good psychological and emotional pathos thanks to a pace that was decisive in the complex and enveloping. continues on

http://www.mygenerationweb.it/201511132764/articoli/nerdzone/serie-tv/2764-dopo-the-walking-dead-e-les-revenants-dall-australia-arriva-glitch

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

182) Amy – The Girl Behind the Name

amy

Il biglietto d’acquistare per “Amy – The Girl Behind the Name” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto  5) Sempre

“Amy -The Girl Behind the Name” è un documentario scritto e diretto da Asif Kapadia.

Il documentario prende vita attraverso le varie voci guida che raccontano la cantante. Le voci sono quelle di persone a lei vicine e si accompagnano spesso a filmati amatoriali.
Si vede una giovanissima Emy appena diciottenne sul trampolino di lancio verso il successo e la distruzione. Non che l’uno abbia portato all’altro. Anzi. Mia personale opinione è che l’epilogo sarebbe stato poco differente se Amy fosse stata una qualsiasi sconosciuta.
Ad ogni modo. Si vede una Amy che, come tutti già sapevamo, ha avuto un gran successo ma con molti fantasmi nell’armadio. L’abuso di alcool. La propensione all’uso di sostanze stupefacenti. La propensione a relazioni sentimentali connotate da dinamiche di “dipendenza”. La sregolatezza e, forse, un fondo depressivo nel suo carattere. I seri problemi alimentari.
Da apprezzare, per gli amanti del genere e della musica, il modo in cui il regista valorizza l’enorme e indiscusso talento della cantante mettendo molti brani musicali e alcune toccanti interpretazioni.
Ciò detto la vita della cantante, a parte gli eccessi, non suscita moltissimo interesse e sembra che il regista ci porti su strade inquinate da un giudizio di fondo che spicca da subito: la povera Emy vittima del papà cattivo, indifferente, solo interessato al guadagno economico. La povera Emy vittima del ragazzo tossicodipendente anch’egli interessato solo al denaro. ( Ricordo a tal proposito che Blake tentò il suicidio il giorno del primo anniversario della sua morte). O ancora la povera Emy vittima del mondo mediatico e del “the show must go on tritatutto”.
Vero, il padre di fatto è andato via di casa quando lei era bambina. Vero, il mondo dello spettacolo sa essere spietato. Esser famosi espone e spesso rende vulnerabili. E vero, il suo boyfriend era un tossicodipendente e l’ha “iniziata” all’eroina.
Ma. Quale necessità spinge il regista a dover per forza trovare il colpevole e a cercarlo a tutti i costi al di fuori di Amy? Cosa ne è allora del documentario e della sua doverosa neutralità, obbiettività? Perché si indirizza lo spettatore verso queste direzioni in modo così palese ed esplicito?
Del mondo interiore della cantante si coglie poco. Forse il materiale a disposizione non era molto, o forse la Amy in fondo non era poi così colma di “contenuti”.
Ma sopratutto non si prende in considerazione (come si evince da una delle frasi finali del film: “siamo tutti colpevoli della sua morte”) il fatto che possa esserci una personale responsabilità sulle scelte fatte e le strade intraprese .
Non credo nelle vittime a 360 gradi. Questa è la mia critica al documentario.
C’è sempre una libera scelta. Una subdola intenzione di fondo. Propria, intima e personale. La vera carnefice della Winehouse è stata semmai la Winehouse, purtroppo.

A cura di Remì

 

The ticket purchase for “Amy – The Girl Behind the Name” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Amy -The Girl Behind the Name” is a documentary written and directed by Asif Kapadia.

The film comes to life through the various items that help tell the singer. The voices are those of people close to her and are often associated with home movies.
We see a young Emy just eighteen on the springboard to success and destruction. Not the one that has led to another. On the contrary. My personal opinion is that the ending would have been little different if Amy had been any unknown.
Anyway. You see a Amy, as everyone already knew, he has been very successful but with many ghosts in the closet. Alcohol abuse. The propensity to use drugs. The propensity to romantic relationships connoted by the dynamics of “addiction”. The recklessness and, perhaps, a fund in his depressive character. The serious food problems.
To appreciate, for fans of the genre and the music, the way the director highlights the enormous and undisputed talent of the singer putting many songs and some touching interpretations.
That said the singer’s life, apart from the excesses, does not raise a lot of interest and it seems that the director takes us on roads polluted by a judgment of fund that stands out immediately: the poor victim Emy Father’s bad, indifferent, only interested in the profit statement. The poor victim Emy boy addict also only interested in money. (I note in this regard that Blake tried to commit suicide on the day of the first anniversary of his death). Or the poor Emy victim of the world media and “the show must go on chopper.”
True, the father of fact is left home when she was a child. True, the world of entertainment known to be ruthless. It is famous exhibits and often makes them vulnerable. True, her boyfriend was a drug addict and has “begun” to heroin.
But. What need drives the director to needing to find the culprit and to look at all costs outside of Amy? What is then the documentary and his dutiful neutrality, objectivity? Because it directs the viewer to these directions so clear and explicit?
The inner world of the singer takes little. Perhaps the available material was not much, or maybe Amy at the bottom was not so full of “content”.
But most do not take into account (as can be seen from one of the movie’s final sentences: “We are all guilty of his death”) the fact that there may be a personal responsibility on the choices made and roads taken.
I do not believe in the victims to 360 degrees. That is my criticism of the documentary.
There is always a choice. A devious plan to fund. Own, intimate and personal. The real perpetrator of Winehouse was rather Winehouse, unfortunately.

107) Il libro della vita

il libro della vita

Il biglietto d’acquistare per “Il libro della vita” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Il libro della vita” è un film del 2015 di Jorge R. Gutierrez, scritto da Jorge R. Gutierrez, Douglas Langdale

La morte è solo un capitolo nel libro della nostra vita. Ciò che facciamo e costruiamo nel corso del passaggio sulla terra ci permette di non essere dimenticati dai nostri parenti e amici.

I vivi rendono omaggio ai loro defunti ogni 2 Novembre facendola diventare un festa dell’Amore e soprattutto rinverdendo il legame con il passato.

Un passato che spesso pesa sulle nuove generazioni che rifiutano di seguire le tradizioni di famiglia.

Amore, morte e tradizione sono i tre temi portanti di questo film d’animazione che porta lo spettatore in Messico, centro di tutto, dove fa la conoscenza di tre ragazzi: Manolo, Maria e Joaquin uniti da forte amicizia. Manolo e Joaquin amano Maria e sognano vite diverse da quelle imposte da rispettivi padri. Manolo vorrebbe suonare la sua amata chitarra e invece la tradizione di famiglia lo spinge a diventare un torero. Un torero “animalista” perché si rifiuta di uccidere i tori, Joaquin è invece chiamato ad essere l’eroe della città come fu un tempo suo padre. Maria è mandata dal padre in Spagna a studiare per diventare poi un giorno una promessa sposa per qualche ricco signore.

Tre destini che suscitano la curiosità della Muerte Regina delle Anime Ricordate e di Xibalba suo Sposo- Rivale, Signore del Regno delle Anime Dimenticate , pronti a scommettere i rispettivi regni su chi tra i due ragazzi riuscirà a sposare la bella Maria.

Una favola che strizza da una parte l’occhio alla mito di Morfeo e Euridice e dall’altra pesca a piene mani nelle tradizioni e leggende popolari sull’importanza del culto dei defunti e di come oggi un ragazzo per diventare adulto debba prima prendere le distanze dal padre magari litigandoci pure… continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/?p=9720

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “The Book of Life” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“The Book of Life” is a film of 2015 by Jorge R. Gutierrez, written by Jorge R. Gutierrez, Douglas Langdale

Death is only a chapter in the book of our lives. What we do and build during the passage on earth we can not be forgotten by our family and friends.

The living pay homage to their departed every November 2 by turning it into a celebration of love and above all reviving the link with the past.

A past that often weighs on the new generations who refuse to follow the family tradition.

Love, death and tradition are the three main themes of this animated film that takes the viewer in Mexico, the center of everything, where he met three boys: Manolo, Maria and Joaquin joined by strong friendship. Manolo and Maria Joaquin love and dream lives than those imposed by their fathers. Manolo would play his beloved guitar and instead the family tradition led him to become a bullfighter. A bullfighter “animal rights” because he refuses to kill the bulls, Joaquin is instead called to be the hero of the city as was once his father. Maria is sent by her father to study in Spain and later became one day a bride for a rich man.

Three destinies that arouse the curiosity of the Queen of Anime Remember Muerte and Xibalba Sposo- his rival, Lord of the Kingdom of Souls Forget, ready to bet their kingdoms on who the two guys will be able to marry the beautiful Maria.

A story that casts one hand to the eye and Euridice myth of Morpheus and other fishing with both hands in the traditions and popular legends about the importance of the cult of the dead and how today a boy to become adult must first distance themselves father maybe litigandoci well … read on

http://www.nuoveedizionibohemien.it/?p=9720

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

 

94) Cake

cake

Il biglietto d’acquistare per “Cake” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre

Ci sono vari modi per elaborare un lutto. C’è chi si chiude in casa a piangere, isolandosi da tutto e tutti, chi si ubriaca, chi mangia, chi si droga, chi diventa volutamente “stronzo” e acido. È vero che le ferite dell’anima non si vedono, ma fanno male quanto – se non di più – di quelle fisiche.

Immaginate un Dr House in versione femminile e avrete Claire Simmons (Aniston). Chi è Claire? Un avvocato brillante e soprattutto una donna arrabbiata e dolorante, nel fisico e nello spirito.

Lo spettatore la inquadra fin da subito, quando, nella prima scena del film, viene mostrata durante l’incontro di un gruppo femminile di sostegno a persone in depressione, che commenta con cattiveria e cinismo il suicido di una paziente, la giovane mamma Nina (Kendrick).

Claire è cosi perché soffre a causa di incidente occorsole da più di un anno che le ha devastato il fisico, lasciandole sul corpo e sul viso terribili cicatrici e causandole atroci dolori che solo l’abuso di antidolorifici riescano a placare.

Dorme poco, ha allucinazioni e ha eretto un muro nei confronti del mondo mettendo al bando ogni tipo di emozione. Solo la dolce e premurosa colf messicana Silvana (Barraza) riesce a rompere il suo isolamento emotivo, facendole anche da autista nei suoi viaggi tra le varie farmacie alla ricerca delle indispensabili pillole.

L’incidente ha stravolto in maniera tragica e drammatica l’esistenza di Claire, spingendola ad allontanare il marito e ad avere istinti suicidi a causa della perdita del figlio. Nel corso del film, però, a questo istinto di morte si sostituisce la curiosità di conoscere la famiglia di Nina, la madre suicida: l’inizio dell’amicizia con il marito di lei, Roy (Worthington), e la conoscenza del figlio della coppia diventano una forma alternativa di antidolorifico. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-cake/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.amazon.it/Amiamoci-nonostante-tutto-Vittorio-Agr%C3%B2-ebook/dp/8891182028/ref=sr_1_1_twi_2_pap?s=books&ie=UTF8&qid=1431081203&sr=1-1&keywords=amiamoci+nonostante+tutto

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano: “Essere Melvin”

http://www.cavinatoeditore.com

 

The ticket purchase for “Cake” is: 1) Even given; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always

There are several ways to grieve. There are those who stay at home crying, isolating himself from everything and everyone, who gets drunk, who eats, who take drugs, who becomes deliberately “asshole” and acid. It is true that the wounds of the soul can not be seen, but they hurt as – if not more – than the physical.

Imagine a Dr House in the female version and you’ll have Claire Simmons (Aniston). Who is Claire? A brilliant lawyer, and especially a woman angry and in pain, physically and spiritually.

The viewer the shot right away, when, in the first scene of the film, is shown during the meeting of a group of female support to people in depression, commenting with malice and cynicism the suicide of a patient, the young mother Nina ( Kendrick).

Claire is so because he suffers due to accident occorsole for more than a year that devastated the physical, leaving them on the body and face terrible scars and causing her excruciating pain that only the abuse of painkillers fail to appease.

Sleeps little, has hallucinations and has built a wall against the world by banning any type of emotion. Only the sweet and caring maid Mexican Silvana (Barraza) manages to break his emotional isolation, making them even chauffeur in his travels among the various pharmacies in search of the necessary pills.

The incident has upset a tragic and dramatic existence of Claire, pushing her to remove her husband and to have suicidal thoughts because of the loss of his son. During the film, however, this death instinct replacing the curiosity to know the family of Nina, her mother commits suicide: the beginning of friendship with her husband, Roy (Worthington), and knowledge of the child couple become an alternative form of painkiller. continues on

http://paroleacolori.com/al-cinema-cake/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.amazon.it/Amiamoci-nonostante-tutto-Vittorio-Agr%C3%B2-ebook/dp/8891182028/ref=sr_1_1_twi_2_pap?s=books&ie=UTF8&qid=1431081203&sr=1-1&keywords=amiamoci+nonostante+tutto

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher are: “Being Melvin”

http://www.cavinatoeditore.com