19) Io sono il Potere -Confessioni di Capo di Gabinetto

“Io sono il Potere – Confessioni di un Capo di Gabinetto” è un romanzo anonimo, pubblicato da Feltrinelli Editore nel marzo 2020.

Sinossi:
“Io sono un’ombra. L’ombra del potere. Talvolta più potente del potere. Io sono il capo di gabinetto.”

Chi muove i fili della politica italiana? Quali scambi si fanno, ogni giorno, nei ministeri? Su quali soluzioni al limite della legge si fonda la ragion di Stato? Per la prima volta un capo di gabinetto svela dall’interno le regole non dette e i segreti inconfessati dei palazzi del potere.

In Italia la selezione dei capi di gabinetto avviene attraverso canali diversi di cooptazione. Ci sono i magistrati del Consiglio di Stato. Quelli della Corte dei conti. I professori universitari. I funzionari parlamentari. I burocrati di carriera, che agivano per decenni nelle pubbliche amministrazioni. Ciascuna categoria ha un suo codice di comportamento, regole di affiliazione, baronie, gelosie, ritualità, scandali, ricatti, mele marce, figure leggendarie.

Ogni stagione segna una diversa forma di convivenza tra politica e burocrazia. Dalla Prima Repubblica a Berlusconi, da Renzi ai grillini. La connivenza e la lusinga si alternano alle epurazioni e alle minacce. Ma questo accade sulla scena pubblica. Sotto traccia va in scena uno spettacolo diverso. Fatto di relazioni, alleanze, trasversalismi, compromessi. E continuità.

Questo libro raccoglie sotto forma di diario-confessione la testimonianza di un grand commis che ha lavorato per diversi ministri di diverso colore politico. Le sue parole sono molto più esplosive di qualsiasi tweet, perché violano la regola aurea del potere: essere libero di agire all’ombra di sé stesso.
Recensione:
Chi vi scrive fin da bambino ha seguito le vicende politiche con passione, interesse e attenzione.
Alcune parole sono entrate di prepotenza nel mio immaginario in chiave negativa: burocrazia, burocrati, poteri forti, grand commis, il grande vecchio, lobby
Il leader di qualsiasi colore politico una volta giunto a Palazzo Chigi ha promesso di cambiare l’Italia, modernizzarla e soprattutto d’estirpare il cancro della burocrazia affinchè la pubblica amministrazione potesse essere finalmente efficace e snella.
Tutti hanno promesso e tutti amaramente hanno fallito.
La burocrazia è una sorta di Medusa, un breve sguardo, anche solo un breve interlocuzione con essa può pietrificare, condizionare per sempre la vita di un povero cristo!
Inutile girarci intorno, i governi, i politicanti passano, ma i veri potenti d’Italia rimangono saldamente al loro posto.
Chi sono allora i poteri forti? In una parola: il capo di gabinetto
Il capo di gabinetto è un ‘entità pressoché sconosciuta alla massa, invisibile anche alla maggioranza di parlamentari, addetti ai lavori, quanto temuta ed ossequiata da ministri e financo da Palazzo Chigi.
È il capo di gabinetto che governa, gestisce, imprime l’azione di un ministero eseguendo gli ordini per lo più “folli” “insensati” e propagandistici del ministro di turno.
“Io sono il potere” è l’incredibile, brillante, tragicomico affresco del vero potere romano e governativo raccontato e soprattutto incarnato da un anonimo quanto potente capo di gabinetto.
Un uomo “sopravvissuto” alle “tre” Repubbliche grazie al proprio talento, professionalità e capacità d’adattarsi con naturalezza e furbizia al momento storico -politico vissuto dal nostro Paese.
“Io sono il potere” può essere meritoriamente definito come la versione italiana del britannico “House of Cards” scritto da Michael Dobbs.
“Io sono il potere” squarcia il velo sull’ipocrisia populista oggi, ieri riformista/renziana, di come l’annunciato e strombazzato cambiamento/rottamazione poi nella sostanza si rivelato vacuo o minimale non avendo stretto le giuste alleanze all’interno dei palazzi e soprattutto scelto i giusti e bravi capigabinetto.
“Io sono il potere” è scritto con uno stile semplice, diretto e colloquiale creando così le condizioni ideali per spingerti rapidamente e con crescente curiosità alla lettura del testo.
“Il capo di gabinetto” è il nostro Virgilio della politica ci racconta aneddoti, trame, alleanze, miserie umane prima ancora che politiche, evidenziando con ferocia ironia e cinismo l’impreparazione culturale, giuridica delle classi politiche che si sono alternate al governo del Paese.
“Io sono il potere” è una lettura consigliata per chi volesse comprendere da una diversa quanto privilegiata prospettiva i motivi che decretato il declino morale, economico e sociale dell’Italia.

11 ) Il Giorno dei Lord (Michael Dobbs)

“Il Giorno dei Lord” è un romanzo scritto da Michael Dobbs e pubblicato nel Giugno 2018 da Fazi Editore.

Sinossi:
Una volta all’anno, le persone più importanti d’Inghilterra si riuniscono tutte insieme in una stanza. La regina Elisabetta e il principe ereditario Carlo, il primo ministro, giudici, vescovi, leader spirituali e temporali. Non mancano le nuove generazioni: sono presenti il figlio del primo ministro britannico e il figlio della presidente USA. L’occasione è quella della cerimonia d’apertura del Parlamento, la cerimonia di Stato più importante dell’anno, un evento «strappato alle fornaci della storia britannica». Quattrocento anni prima, nella stessa occasione, Guy Fawkes aveva cercato di far saltare in aria tutti quanti. Ora tocca a un nuovo gruppo di congiurati, stavolta stranieri, prendere d’assalto la Camera dei Lord. Per un giorno, ventiquattr’ore di pura tensione in cui le crisi politico-diplomatiche si mischiano a quelle personali, verranno tutti presi in ostaggio: i terroristi terranno sotto scacco una nazione e il mondo intero, il tutto in diretta TV. Ma dovranno vedersela con Harry Jones, parlamentare ed ex militare pluridecorato in piena crisi matrimoniale, noto sia per il suo coraggio che per la sua capacità di indisporre i superiori per eccesso di intraprendenza. La parabola angosciante di uno scenario spaventosamente verosimile, che si conclude con uno sbalorditivo colpo di scena.
Recensione:
“Dio Salvi La Regina” …soprattutto se si dovesse verificare un attacco terroristico nel momento più formale e solenne della politica inglese ovvero il discorso annuale tenuto dalla sovrana Elisabetta II alla Camera dei Lord.
Che cosa accadrebbe se in questo tradizionale quanto formale appuntamento politico un gruppo di estremisti islamici riuscisse a sequestrare in un solo colpo le massime autorità istituzionali e governative inglesi, leader stranieri e drammaticamente anche il figlio unico della prima donna presidente degli Stati Uniti, minacciando una mattanza in diretta TV?
La storica e solida alleanza anglo americana sarebbe capace di reggere a questa sciagurata ipotesi?
È forse eccessivo ritenere che il terrorismo islamico si sia tragicamente diffuso anche e soprattutto per le responsabilità dei governi occidentali “guidati” dalla brama egemone degli Usa?
Michael Dobbs ritorna, dopo il successo letterario e poi televisivo di “House of Cards”, a stupire ed inquietare il lettore con “il Giorno dei Lord”, avendo l’ambizione letteraria, editoriale che sia il primo di una serie con protagonista Harry Jones, ex militare e politico inglese. Sperando di farne una figura alternativa , credibile ed amata al pari di James Bond creato dalla magistrale penna di Ian Fleming.
Michael Dobbs si lancia coraggiosamente nella riscrittura del genere spy story cercando d’unire la propria esperienza e cinismo di ex politico al talento dello scrittore.
“Il Giorno dei Lord” si colloca narrativamente a metà strada tra “House Of Cards” ed i romanzi di Ian Fleming, ma riuscendo, solamente in parte, ad avere una propria identità, forza e fascino rispetto alle due prestigiose fonti d’ispirazione.
“Il Giorno dei Lord” piace, intriga convince quando Dobbs “gioca” nel proprio abituale campo ovvero quello segreto e pericoloso della politica, rendendo il lettore testimone delle infuocate riunioni d’emergenza della task force presiedute dall’ambiziosa Tricia Willcocks, ministra degli interni e premier “pro tempore.
Osserviamo la cinica e subdola battaglia di potere in corso tra le parti, dove la ministra tenterà d’ottenere il massimo vantaggio politico dalla grave crisi scaricando sull’intelligence, militari e financo sugli americani le responsabilità del mancato salvataggio della Regina e degli altri ostaggi.
Ma a differenza di “House of Cards”, i protagonisti politici di questa storia pur apparendo forti e determinati, si dimostrano deboli quanto impotenti sul versante familiare e come i figli o la loro assenza possano rappresentarne “il tallone d’Achille”
“Il Giorno dei Lord” è altresì un romanzo prevedibile ed a tratti inverosimile nella parte più “action” e “spionistica” dove si evidenziano i limiti o se preferite la presunzione autoriale di Dobbs di poter gestire e raccontare in egual modo un genere finora mai utilizzato nei suoi precedenti scritti.
Harry Jones incarna pienamente il bello e brutto di questa storia, rivelandosi un personaggio funzionale, preciso, vincente quando “lavora” d’ esperienza, carisma e furbizia sfidando sfacciatamente la ministra Willcocks sul piano politico e decisionale , invece apparendo caricaturale nel ruolo d’eroe coraggioso con annessi problemi matrimoniali nell’atto d’entrare in azione nella Camera dei Lord.
Dobbs si dimostra acuto, sensibile quanto geniale nell’inserire alcuni teneri e toccanti dialoghi tra Elisabetta II ed il principe Carlo durante il comune sequestro terroristico, mettendo in luce il complesso e sofferto rapporto madre -figlio e quanto i loro rispettivi ed istituzionali ruoli gli abbiano reso difficile un vero e sincero rapporto d’affetto e reciproco sostegno.
“Il Giorno dei Lord” pur presentando alcune criticità strutturali e debolezze narrative rimane complessivamente una lettura gustosa, avvincente, piena di sorprese oltre a fornire riflessioni umane e considerazioni politiche universali.
Tematiche e spunti che solamente un valente ed autorevole autore Michael Dobbs è capace di maneggiare e domare scatenando il desidero del lettore di leggere quanto prima il sequel.

67) House of Cards 3, Atto Finale di Michael Dobbs

House of Cards 3 Atto Finale
“ House of Cards 3, Atto Finale” è un libro scritto da Michael Dobbs nel 1995 e pubblicato in Italia nel Marzo 2015 da Fazi Editore.

Tutti noi sogniamo l’eternità. Tutti bramano un posto nei libri di storia. Tutti cercano la popolarità e l’affermazione personale. Siamo un po’ tutti vanesi e i politici se possibile anche di più.
Nessun politico si rassegna con facilità a perdere il potere una volta ottenuto.
Un leader politico pur di rimanere attaccato alla poltrona sarebbe disposto a tutto.
Alzi la mano chi pensa che un politico italiano possa rassegnare le dimissioni per spirito di patria e decoro e non perché travolto dagli scandali e dai propri enormi e imbarazzanti scheletri nell’armadio.
Francois Urquhart è ormai al potere da dieci anni e punta ad essere il premier più longevo della storia dell’Inghilterra. Vuole superare e oscurare la leggenda di Margaret Thatcher e come sempre per ottenere il suo scopo non esita a bramare nell’ombra, a manipolare e usare il potere e le istituzioni a suo piacimento.
Muove come marionette i suoi ministri, fa e disfa governi per tenere sulla corda amici e nemici. Eppure i vecchio stratega è stanco, logoro, sente il peso di tante battaglie e di tanti anni di dominio incontrastato che lo hanno portato a farsi tanti nemici all’interno del partito.
Se Urquhart si sforza di guardare ancora al futuro, deve però guardarsi dal suo passato nelle forme di Cipro all’epoca conflitto cipriotta-inglese degli anni 50 in cui non mancò di mostrare già allora da giovane ufficiale cinismo e abilità politica al punto di compiere gravi atti criminali pur di ottenere successo e prestigio.
In questo terzo e ultimo libro della serie Michael Dobbs ancora una volta porta il lettore per mano nel dietro le quinte delle istituzioni inglesi mostrandoci senza censura e crudezza come pensano e come agiscano i politici mossi dall’avidità e dal desiderio di primeggiare.
Il lettore segue così due storie apparentemente divise e separate come la crisi internazionale e diplomatica cipriota dove da secoli tra greci e turchi per ottenere il dominio dell’isola e dall’altra le manovre , gli inganni,le alleanze che si creano in Parlamento e soprattutto nella sfida creatasi tra lo stesso Urquhart e il suo ex ministro degli Esteri Makepeace idealista e pura, determinato porre fine al suo “regno” creando dal nulla un terzo partito tra conservatori e laburisti.
Un romanzo politico che diventa anche spy story e in qualche modo una versione moderna del Giulio Cesare di shakespeariana memoria, in cui Bruto e i congiurati sono, loro malgrado, attori non protagonisti della storia.
Perche il nostro “Urquhart Giulio Cesare” non intende mollare e abdicare così facilmente e fino al’ultimo nonostante la sconfitta imminente da prova del suo diabolico talento politico e capacità di leader carismatico.
Dobbs incanta e inchioda il lettore alla lettura per tutto il corso del romanzo facendogli trattenere il respiro e tenendo alta e costante l’attenzione e l’interesse riuscendo con maestria a rendere la politica qualcosa di intenso e vibrante.
Uno stile secco, diretto, lineare che non può non essere definito ormai un marchio di fabbrica dell’autore che rende il lettore nello stesso tempo osservatore e cospiratore delle vicende tramite occhi del nostro Francois.
Il finale è nello stesso tempo: melanconico, decadente e drammatico riuscendo a spiazzare e commuovere il lettore con la forza di un personaggio di Francois Urquhart che, sebbene non sia assolutamente un eroe positivo , riesce a catturare l’attenzione di tutti e soprattutto facendolo rimpiangere, come se invece lo fosse davvero.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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House of Cards 3, Final Act” is a book written by Michael Dobbs in 1995 and published in Italy in March 2015 by Fazi Editore.

We all dream of eternity. All yearn for a place in the history books. All seek popularity and personal affirmation. We are a bit ‘all vain and politicians if possible even more.
No politician resigned easy to lose power once obtained.
A political leader in order to remain attached to the chair would be willing to do anything.
Hands up those who think that an Italian politician to resign for national pride and dignity and not because it engulfed by scandals and by its huge and embarrassing skeletons in the closet.
Francois Urquhart is now in power for ten years and aims to be the longest-serving prime minister in the history of England. He wants to overcome and obscure the legend of Margaret Thatcher and as always to achieve its purpose does not hesitate to long shadows, to manipulate and use the power and institutions at will.
Moves like puppets his ministers, makes and breaks governments to hold on the rope friends and enemies. Yet the old strategist is tired, worn out, he feels the weight of so many battles and many years of unchallenged rule that led him to make many enemies within the party.
If Urquhart strives to look again to the future, must beware of his past in the form of Cyprus at the time conflict cipriotta English-50s in which he did not fail to show even then as a young officer cynicism and political skill to the point of making serious criminal acts in order to achieve success and prestige.
In this third and final book in the series Michael Dobbs once again takes the reader by the hand behind the scenes of the English institutions showing uncensored crudeness and how they think and act like politicians motivated by greed and the desire to excel.
The reader follows two stories seem so divided and separated as the international crisis and diplomatic Cyprus where for centuries between Greeks and Turks to gain control of the island and other maneuvers, the deceptions, the alliances that are created in Parliament and especially in the challenge created between the same Urquhart and his former foreign minister Makepeace idealistic and pure, determined to end his “kingdom” creating from nothing a third party between Conservatives and Labour.
A political novel that becomes even spy story and somehow a modern version of Shakespeare’s Julius Caesar, in which Brutus and the conspirators are, despite themselves, supporting actors in history.
Because our “Urquhart Julius Caesar” does not intend to give up so easily and up and abdicate AM on the last despite the imminent defeat as proof of his diabolical political talent and ability of the charismatic leader.
Dobbs enchants and nails the reader to read throughout the course of the novel, making him hold his breath and holding high and constant attention and interest in succeeding with mastery to make the policy something intense and vibrant.
A dry style, direct, linear and can not be defined now a trademark of the author makes the reader at the same time observer and conspirator of the events through the eyes of our Francois.
The finish is at the same time: melancholic, decadent and dramatic managing to displace and move the reader with the strength of a character of Francois Urquhart that, although it is not absolutely a positive hero, manages to capture the attention of everyone and especially doing regret , as if instead it were real.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

http://www.cavinatoeditore.com

137. House of Cards (Michael Dobbs)

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“House of Cards” è un libro scritto da Michael Dobbs e pubblicato in Italia da Fazi Editore.
I drogati ,spesso, vanno in crisi d’astinenza quando non posso prendere almeno una piccola dose. Anche i teledipendenti ne soffrono, specialmente d’estate,   quando gli amati i serial Tv finiscono. Quando due settimane fa si è conclusa su Sky Atlantic la prima serie di “House of Cards” con Kevin Space e Robin Wright, ho avuto la mia personale crisi. Mi mancava il feroce cinismo di Frank Underwood. Così per cercare di colmare il vuoto, ho deciso di leggere il libro di Michael Dobbs da dove tutto è partito. Le critiche letterarie erano entusiaste e così con una buona predisposizione d’animo ho affrontato questa lettura. Ebbene raramente mi è capitato di non saper dire se sia migliore la versione cartacea o la trasposizione televisiva. Sono entrambi due prodotti straordinari e sconvolgenti per pathos narrativa e capacità d’inchiodare l’attenzione del lettore/spettatore. Michael Dobbs, capogruppo del Partito Conservatore inglese durante l’era della Thatcher, con il suo romanzo d’esordio ci racconta la politica inglese e suoi lati oscuri come fosse un thriller adrenalinico e cupo, lasciando il lettore senza fiato ad ogni pagina.
Ambientato a Londra, il lettore è catapultato nella frenetica e caotica giornata delle elezioni politiche segue il testa a testa tra conservatori e laburisti dopo la caduta della Lady di Ferro. Dopo una campagna elettorale opaca e incerta, vince di misura il premer uscente conservatore Henry Collindridge. Con un ritmo diretto e incalzante conosciamo i vari personaggi della storia:la giovane e ambiziosa giornalista Mattie Storin, Charles Collindrige, l’ubriacone fratello del premier , il presidente del Partito Conservatore Lord Williams e soprattutto Francis Ewan Urquhart, cinico e calcolatore capogruppo del Partito Conservatore e l’algida moglie Mortima. Francis nutre grandi ambizioni politiche per il dopo elezioni che vengono però gelate dal premier che per garantirsi la precaria maggioranza decide di non cambiare la squadra di governo, chiedendogli di restare capogruppo. Urquhart ufficialmente accetta senza fiatare la decisione, ma in realtà inizia una partita sotterranea e spietata per distruggere il premier e sconvolgere gli equilibri politici del Paese. Urquhart conosce i punti deboli e soprattutto i vizi dei suoi “amici” conservatori e non esita a sfruttarli. Incastra il fratello del premier con una finta speculazione borsistica, convince con l’inganno e false lusinghe O’Neil responsabile delle comunicazioni del partito,cocainomane senza speranza , a collaborare al suo diabolico piano. Il capogruppo si muove con intelligenza senza lasciare tracce e uno dopo l’altro cadono i suoi avversari e la strada per diventare premier è spianata anche grazie all’’appoggio dell’avido magnate televisivo Landless.
Lo stile fluido e secco di Dobbs spinge il lettore a divorare ogni singola pagina con crescente curiosità. Il lettore, durante la lettura, scopre i retroscena, segreti e soprattutto debolezze dei politici tra scandali sessuali e sfrenata avidità. Dobbs ci presenta una realtà se vogliamo , cupa e cinica, ma fondamentalmente vera e credibile.
Ogni capitolo inizia con breve e incisiva riflessione sulla politica e sulla vita, pillole sagge e amare. Il lettore si chiede chi sia veramente Urquhart , quale etichetta darli: Cattivo, Anti eroe? Assassinio? Politico cinico e senza scrupoli? Probabilmente è tutto questo, specie è contrapposto alla figura di Mattie, forse , coscienza civile di Dobbs e di noi tutti. Il drammatico e intenso finale racconta appieno l’essenza di House of Cards, dove il confine tra giusto e sbagliato è davvero sottile, specie nella politica. Il lettore italiano alla fine del libro se da una parte ha la curiosità di sapere se Urquhart ,momentaneo trionfatore della partita,riuscirà a sfuggire alle sue malefatte, dall’altra con un amara e rapida riflessione prenda atto che nessun politico italiano attuale è all’altezza, comunque, del nostro “caro” protagonista.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”

http://www.lulu.com/spotlight/melvin2