19) Ambulance

Per lo spettatore “comune” , il biglietto d’acquistare per “ambulance” è : Omaggio
Per un fan della cinematografia di Michael Bay è : Di pomeriggio (Con riserva)

“Ambulance” è un film del 2022 diretto da Michael Bay, scritto da Chris Fedak, con :
Jake Gyllenhaal, Yahya Abdul-Mateen II, Eiza González, Garret Dillahunt, Adolfo Martinez, Keir O’Donnell, Moses Ingram, Jose Pablo Cantillo, Colin Woodell, Jesse Garcia, Victor Gojcaj, Jackson White, Brendan Miller, Jamie McBride, Devan Chandler Long.
Sinossi:
Ambulance, film diretto da Michael Bay, racconta la storia di Will (Yahya Abdul-Mateen II) e Danny (Jake Gyllenhaal), due fratelli molto diversi tra loro. Il primo è un veterano di guerra, che ha bisogno di 231.000 dollari per pagare un importante intervento a sua moglie; il secondo, invece, è un criminale affermato. Quando Will chiede aiuto economico a Danny, quest’ultimo non gli propone un prestito, ma una rapina, la più grande mai fatta alla banca di Los Angeles, che permetterebbe loro di tornare a casa con 32 milioni di dollari. Will si convince ad accettare, soprattutto perché non ha altre alternative per pagare le spese mediche della moglie.
Durante il colpo, qualcosa va storto. Un ufficiale di polizia, infatti, arriva nella banca per questioni personali, mandando all’aria il piano. Il poliziotto viene gravemente ferito e Will e Danny non hanno altre scelta se non la fuga col bottino. Quando s’imbattono in un’ambulanza, i due ne prendono il controllo, non immaginando che al suo interno ci sia un’infermiera, Cam Thompson (Eiza González) con un poliziotto ferito, che ha bisogno di andare in ospedale. La fuga ad alta velocità tra le strade di Los Angeles si fa sempre più rocambolesca e le forze dell’ordine si spargono per tutta la città. Mentre Will cerca di aiutare Cam a mantenere in vita il ferito, Danny crede che i poliziotti non spareranno a un’ambulanza con all’interno uno di loro..
Recensione:
Inutile girarci intorno: la cinematografia di Michael Bay o si ama o lo la si detesta in modo netto quanto repentorio.
Nel corso degli anni abbiamo compreso come per Michael Bay non esistano mezze misure in campo narrativo, creativo, registico.
Bay ha una visione del cinema in cui credibilità, senso logico e verosimiglianza sono bandite in ogni ambito.
Non chiedete a Michael Bay di fare film impegnati, profondi, simbolici.
Michael Bay conosce ed ama realizzare quel tipo di cinema d’evasione in cui grandiosità, spettacolarità e sospensione della ragione rappresentano l’essenza del film stesso.
Esistono i film alla Michael Bay. Bay è un marchio commerciale, se vogliamo anche un genere autoriale.
Michael Bay ha dato una propria impronta, filosofia ai blockbuster.
Se lo spettatore è pronto ad accettare tutte queste considerazioni, riflessioni, allora può immergersi con gioia e financo esaltazione nel nuovo “parco giochi” creato da Michael Bay.

Ambulance è il remake di un film danese Ambulancen (2005), dove la donna bisognosa di cure, però, è la madre dei due rapinatori, mentre in questo è la moglie di uno dei due rapinatori.
“Ambulance” incarna la perfetta summa del pensiero cinematografico bayano :inseguimenti , sparatorie, senso della famiglia, giustizia, bene contro male.
Le due ore e 16 minuti di Ambulance sono un frullatore di emozioni, sangue, follia, pathos e frenetici e spettacolari inseguimenti in un Los Angeles tirata a lucido.
Bay partendo da una sceneggiatura esile quanto pasticciata su personaggi e tematiche, innesca subito la “quarta” con una drammatica scena di un incidente stradale dove la bella quanto tosta paramedica Cam mostra tutto il proprio valore.
Ma Bay poteva ”accontentarsi “ di raccontare solamente le vicende umane e professionali di un paramedico?
Ovviamente no, caro spettatore.
La scena successiva ci mostra come un ex militare pluridecorato non si possa permettere con l’assicurazione l’operazione necessaria per la moglie malata , costringendolo ad accettare l’offerta criminosa del fratellastro.

Jake Gyllenhaal eYahya Abdul-Mateen II formano una coppia inedita, opposta nei colori, nella fisicità oltre che nella personalità.
Il primo ha scelto di seguire la carriera criminale del padre affinandone gli strumenti e strategia, il secondo invece ha servito il proprio Paese.
“Ambulance” è anche una storia di fratellanza intensa, autentica, virile quanto profonda.
Gyllenhaal è spirato, folle quanto elegante e carismatico nell’incarnare il fratello cattivo della coppia.
“Ambulance” vive d’eccessi, di continui rilanci visivi “fregandosene” dei buchi e contraddizioni della sceneggiatura puntando tutto sull’aspetto adrenalinico delle scene.
Eiza González sulla carta avrebbe con il personaggio di Cam un ruolo pieno di spunti e potenzialità, ma sfortunatamente ne esce fuori una performance piuttosto banale, stereotipata e raramente incisiva e tosta.
“Ambulance” non si fa mancare nulla: morte, tradimenti, doppio gioco e redenzione del cattivo.
Un film che racchiude tutto ed il suo contrario che vista l’attualità angosciante e tragica, potrebbe rivelarsi un felice momento di pausa ed eccitante visione.
Michael Bay ci regala un costoso scacciapensieri non esente da limiti e criticità, ma assolutamente godibile per gli amanti di questo genere.
Dopo aver visto “Ambulance”, vedrete con occhi diversi le nostre ambulanze.

237) Bumblebee

Il biglietto da acquistare per “Bumblebee” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre (con riserva).

“Bumblebee” è un film di Travis Knight. Con Hailee Steinfeld, Pamela Adlon, John Cena, Stephen Schneider, Jorge Lendeborg Jr. Azione, 113′. USA 2018

Sinossi:

Nel 1987, in una cittadina balneare della California, la giovane Charlie Watson sta per compiere 18 anni. In un momento di solitudine decide di mettere in pratica la sua passione per la meccanica nella discarica automobilistica e qui trova un maggiolino tutto scassato ma decisamente speciale. Si tratta infatti dell’autobot Bumblebee, rimasto ferito in battaglia.

Recensione:

Fan e critica sono stati insolitamente compatti nell’esprimere perplessità e pregiudizi all’annuncio del produttore e regista della celebre saga dei “Transformers” Michael Bay di voler realizzare uno spin-off incentrato sul personaggio di Bumblebee.

Al timone del progetto è stato messo Travis Knight, che ha esordito con il film d’animazione “Kubo e la spada magica”, nominato agli Oscar nel 2017.

Personalmente avevo dei dubbi che Knight sarebbe stato in grado di coniugare la propria sensibilità e delicatezza autoriale con l’esagerato e rumoroso parco giochi costruito negli anni da Bay. Ebbene, devo ammettere che “Bumblebee” si è rivelato un piccolo quanto sorprendente miracolo cinematografico.

La sceneggiatrice Christina Hodson prima, il regista poi sono stati capaci di snaturare positivamente il marchio Transformers dando solidità, delicatezza e profondità alla storia, limitando l’aspetto fantasy e centellinando l’utilizzo degli effetti speciali. Con una sola frase potremmo dire che a un giocattolo è stata data un’anima. continua su

http://paroleacolori.com/bumblebee-uno-spin-off-atipico-che-snatura-positivamente-il-franchise/

156) Transformers -L’ultimo Cavaliere

Il biglietto da acquistare per “Transformers – L’ultimo cavaliere” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Transformes -L’ultimo Cavaliere” è un film di Michael Bay. Con Mark Wahlberg, Anthony Hopkins, Laura Haddock, Stanley Tucci, Josh Duhamel, John Turturro, Gil Birmingham. Azione, 148’. USA, 2017

Avviso ai professori e più in generale agli amanti della storia: se decidete di vedere “Transformers – L’ultimo cavaliere”, magari accompagnando un parente o un amico entusiasta, fate un bel respiro e prendete un Malox prima di entrare in sala, perché potreste avere degli scompensi durante la proiezione.

Michael Bay e gli altri sceneggiatori, infatti, mai come in questo quinto episodio della saga giocano, irridono e riscrivono il passato, mescolando leggenda, mito e fantasy per realizzare un prodotto che divertirà i fan ma farà probabilmente storcere il naso ai critici e al pubblico meno di parte.

Chi scrive è stato, secoli fa, un bambino che amava giocare con i Transformers, i giocattoli trasformabili Hasbro che hanno ispirato i film. Ne “L’ultimo cavaliere” preparatevi perché la preda diventa eroe, gli eroi diventano i cattivi.

Gli Autobot, guidati dall’irreprensibile Optimus Prime, hanno difeso negli anni la Terra da invasioni aliene a ripetizione. I Decepticon di Megratron e gli antichissimi Creatori hanno dovuto battere in ritirata, sconfitti da Bumblebee e compagni.

Ma da dove arrivano i Transformers? La leggenda millenaria della loro esistenza, tramandata in segreto per proteggere il pianeta, sta per tornare alla luce a causa di una nuova minaccia che incombe sull’umanità.

Alla fine del quarto episodio avevamo lasciato Optimus Prime determinato a incontrare i suoi Creatori e disperso nello spazio. Intanto, sulla Terra, gli Autobot e Cade Yeager (Wahlberg) hanno alle calcagna la TRF, Transformers Reaction Force.

 

Quando un gruppo di ragazzini entra nell’area proibita di Chicago, dove ci fu una grande battaglia nel terzo capitolo della serie, Cade interviene a salvarli e riceve da un Transformer vecchissimo e moribondo un antico talismano, che gli si attacca addosso.

Yaeger e la giovanissima Izabella (Moner) sfuggono all’arresto e si rifugiano in una grande discarica di automobili, dove vivono diversi Autobot. Il governo sa che sta arrivando dallo spazio qualcosa di enorme e per fermarlo i suoi funzionari sono disposti a venire a patti con Megatron, liberando alcuni dei suoi più pericolosi Decepticon.

Questi danno la caccia a Yaeger, che viene però salvato dal robot maggiordomo Cogman, al servizio di Sir Edmound Burton (Hopkins) che intende svelare a Yaeger la storia segreta dei Transformers. Nel suo castello viene convocata anche la professoressa di storia e letteratura Vivian Wembley (Haddock), la cui dinastia è legata al mistero.

Nel mentre Optimus Prime, sul pianeta Cybertron, è stato soggiogato dalla divinità aliena Quintessa, i cui piani per la Terra sono semplicemente apocalittici.

Vi ricordavate una storia un tantino diversa? Il nostro consiglio è di non riflettere troppo sui singoli passaggi di questa sceneggiatura sicuramente bizzarra e caotica, rischiereste di perdervi il piacere di guardare un film memorabile nel suo genere. continua su

http://paroleacolori.com/transformers-l-ultimo-cavaliere-immagini-maestose-e-intrecci-improbabili/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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