59) Colpevole di Amnesia ( Pierdante Piccioni – Pierangelo Sapegno)

“Colpevole Amnesia” è un romanzo scritto da Pierdante Piccioni e Pierangelo e pubblicato il 12 Maggio da Mondadori Editore.

Sinossi:
Cosa accade quando un uomo che ha perso la memoria deve difendersi da un’accusa che arriva dal passato, per un fatto che non è in grado di ricordare?
Pierdante Piccioni è il dottor Amnesia, il primario di pronto soccorso che nel 2013, dopo un incidente d’auto e il coma, si è risvegliato con un buco nero di memoria che gli ha inghiottito dodici anni di vita, riportandolo al 2001. Ha lottato contro tutto e tutti, rifiutando il proprio destino, ed è tornato al suo posto: lo hanno chiamato in televisione, ha scritto due libri sulla sua incredibile storia, è diventato un caso nazionale. Ed è lui il protagonista della vicenda che in queste pagine prende la forma del giallo, in un gioco letterario in cui realtà e fantasia s’intrecciano fino a confondersi l’una nell’altra.
Convocato come testimone per un’inchiesta su un duplice omicidio avvenuto nel pieno del suo vuoto di memoria, Piccioni scopre di essere in realtà il principale indagato: c’è un video che lo ritrae con le due vittime – una giovane dottoressa che aveva assunto come assistente e un fornitore di apparecchiature mediche con cui aveva trattato per una gara d’appalto – mentre litigano animatamente poco prima che i due scompaiano. Peccato che Pierdante non solo non ricorda di averli conosciuti, ma non è neppure in grado di ribattere alle accuse.
Il suo diventa un incubo senza fine: per trovare le risposte che cerca deve affidarsi ai ricordi degli altri, che possono essere non solo confusi o parziali, ma anche molto interessati. E mentre la verità giudiziaria sembra prendere forma, il dottor Amnesia è chiamato a condurre la propria personale indagine, alla ricerca della persona che è stata e di cui non serba memoria. Troverà attorno a sé altri personaggi, pronti a dargli una mano o ad approfittarsi della situazione: un poliziotto in carriera, un pubblico ministero inflessibile, un giornalista alcolizzato alla disperata ricerca dello scoop, un amico avvocato che non sembra avergli raccontato tutto. Ognuno con un proprio archivio di memorie, ognuno chiamato a definire una piccola parte della verità. Perché in realtà è la memoria la protagonista principale di questa folle storia: la memoria del tempo, la memoria parziale e dolente del cuore, la memoria arida e cinica degli altri. E quel che resta del ricordo è la sola verità possibile.

Recensione:
Avevamo lasciato il Dott Pierdante Picconi determinato a “rivoluzionare” umanamente e professionale la propria esistenza mettendo al servizio dei pazienti la sua unica e sofferta esperienza come medico /paziente
Pierdante Piccioni è il Dotto “Amnesia” ovvero l’uomo che ha “perso” 12 anni di ricordi e soprattutto emozioni dopo essere sopravvissuto ad un incidente automobilistico.
I due precedenti romanzi firmati da Piccioni e Sapegno ci avevano fatto conoscere, apprezzare le qualità e virtù dell’uomo Piccioni prima ancora del medico, rimanendone emotivamente coinvolti e stupiti dalla forza di reazione del protagonista.
Pierdante Picconi ha “rimparato” ad essere un padre, un marito ed infine un medico dovendo “compensare” 12 anni di vuoto dentro la sua memoria, mente e cuore.
Una complessa e gravosa sfida esistenziale divenuta straordinaria sul piano editoriale e recentemente anche televisivamente
Ma se scrivere di sé, financo romanzare qualche passaggio medico e/o privato può sembrare “semplice” o comunque poco tangibile come prova autoriale agli occhi di un esigente lettore.
Ecco che con questo terzo romanzo “Colpevole di Amnesia” Pierdante Piccioni compie il definitivo e convincente salto nella esclusiva cerchia di scrittori giallisti.
“Colpevole di amnesia” è un thriller atipico ispirandosi ancora una volta alla sfera personale del Piccioni, ma con quest’ultima stavolta utilizzata o se preferite “maneggiata” fin subito con l’intento di creare il personaggio letterario Piccioni e rendendolo “autonomo” da quello reale.
Il Piccioni del libro parla, si relaziona e soprattutto reagisce agli eventi che gli si riversano conto attingendo sì al carattere, indole del suo autore, ma facendo però emergere la propria identità e sensibilità.
L’amnesia può essere giudicata dalla giustizia come una “alibi” per difendersi dall’accusa di omicidio?
Il Piccioni post Amnesia è responsabile di quanto detto e fatto dal Picconi pre Amnesia?
Ed ancora Il nuovo Piccioni può e deve ancora fidarsi delle parole dei vecchi amici e collaboratori?
Sono alcuni dei dubbi/domande che il lettore si ripete continuamente procedendo nella lettura di una storia avvincente, spiazzante, carica di pathos e piena di colpi di scena.
“Colpevole di Amnesia” si muove drammaturgicamente da una parte omaggiando i celebri paradossi giudiziari di Franz Kafka e dall’altra seguendo la struttura narrativa dell’inchiesta investigativa del giallo di stampo americano.
“Colpevole di Amnesia” è un romanzo ben scritto e sviluppato con un intreccio credibile quanto razionale in modo da conquistare l’attenzione e curiosità del lettore fino all’ultima pagina.
Il lettore dovrà attendere il finale per conoscere l’attesa quanto controversa verità su caso dove spesso e volentieri si è portati a cambiare idea e giudizio su Picconi e sugli altri protagonisti della storia.
Piccioni e Sapegno hanno brillantemente mescolato realtà e finzione dando vita ad un impianto narrativo efficace, funzionale e coinvolgente in ogni aspetto.
“Colpevole di Amnesia” si candida, a nostro modesto parere, a diventare presto un progetto di richiamo per il piccolo o grande schermo perché la memoria era e rimane il dono più prezioso di ogni individuo.

127) Ippocrate

Il biglietto da acquistare per “Ippocrate” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Ippocrate” è Un film di Thomas Lilti. Con Vincent Lacoste, Jacques Gamblin, Reda Kateb, Marianne Denicourt, Félix Moati. Commedia drammatica, 102′. Francia 2014

Sinossi:

Benjamin diventerà un grande medico, ne è certo. Ma la sua prima esperienza come interno nel reparto ospedaliero dove suo padre lavora non va come previsto. La pratica si rivela più dura della teoria. La responsabilità è opprimente, suo padre è sempre assente e il suo compagno di servizio, Abdel, è un medico straniero molto più esperto di lui. Benjamin si confronterà brutalmente con i suoi limiti, le sue paure, quelle dei suoi pazienti, delle famiglie, dei medici e del personale. La sua iniziazione comincia.

Recensione:

Il giuramento di Ippocrate, pronunciato dai medici al momento dell’iscrizione all’ordine, dovrebbe essere il faro che guida nell’esercizio di questa, nobile, professione. Purtroppo, oggi sempre più spesso, la salute e il benessere del paziente sono diventanti secondari, soppiantati da ragioni di business.

E se per uno studente di medicina il sogno di indossare il camice bianco coincide ancora con quello di mettersi al servizio degli altri, l’ingresso nel mondo del lavoro significa spesso fare i conti con la realtà delle cose, molto meno poetica.

Per distanziarsi dai tanti medical dramma proposti in tv, “Ippocrate” sposa il punto di vista di un giovane internista in ospedale, convinto di essere in possesso di tutti gli strumenti per adempiere con successo al suo primo incarico…“Ippocrate” di Thomas Lilti è un coraggioso quanto onesto affresco di questa amara realtà, condivisa da molti paesi europei (in questo caso la storia è ambientata a Parigi), che include una forte componente autobiografica.

Il film propone due tipologie di medici, antitetiche. Benjamin (Lacoste) ha intrapreso questa strada per seguire le orme paterne e ha ben presenti le dinamiche all’interno di un ospedale – dove non necessariamente la salute dei pazienti viene messa al primo posto. Abdel (Kateb), invece, scrupoloso, coscienzioso e preparato, ha lasciato il suo Paese per inseguire un sogno e si rifiuta di allinearsi a politiche che non condivide. continua su

http://paroleacolori.com/ippocrate-un-racconto-di-formazione-in-corsia/

35) 150 milligrammi

150-milligrammi

Il biglietto da acquistare per “150 milligrammi” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Di Emmanuelle Bercot. Con Sidse Babett Knudsen, Benoît Magimel, Charlotte Laemmel, Isabelle de Hertogh, Lara Neumann. Drammatico, 128’. 2016

Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per tutti gli dei e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto. […]

Così si apre il giuramento di Ippocrate, che ogni medico è chiamato a pronunciare prima d’iniziare l’esercizio della sua professione. Una formula di fedeltà alla medicina, ma soprattutto un impegno nei confronti dei pazienti, da mettere al di sopra di tutto.

Leggendo le cronache quotidiane saremmo purtroppo portati a pensare che molti professionisti dimenticano in fretta quanto promesso, inseguendo i propri interessi più che il bene pubblico.

Fortunatamente esistono ancora persone moralmente oneste, che vogliamo credere siano la maggioranza, che credono in questa professione, vedendola come una sorta di vocazione laica.

“150 milligrammi” di Emmanuelle Bercot da modo allo spettatore di conoscere la storia vera di Irène Frachon, pneumologo dell’ospedale universitario di Brest, che nel 2009 scoprì un legame fra l’assunzione del farmaco Mediator e il decesso di alcuni suoi pazienti.

Dopo aver sottoposto la scoperta al gruppo di ricerca farmacologico della struttura, la dottoressa Frachon decise di chiedere all’Agenzia francese del farmaco di ritirarlo dal commercio. Iniziò così una guerra fra il piccolo team bretone, il Ministero della Salute e il colosso farmaceutico.

Irène Frachon è interpretata dall’intensa Sidse Babett Knudsen che mette in scena con forza e personalità una donna, prima ancora che un medico, che come una novella Don Chisciotte combatte senza paura, nonostante le minacce e la solitudine, per la salute dei pazienti. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-150-milligrammi/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”