57) Una lettera per Sara (Maurizio De Giovanni)

“Una lettera per Sara” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato il 19 Maggio da Rizzoli Editore.

Sinossi:
Mentre una timida primavera si affaccia sulla città, i fantasmi del passato tornano a regolare conti rimasti in sospeso, come colpi di coda di un inverno ostinato. Che aprile sia il più crudele dei mesi, l’ispettore Davide Pardo, a cui non ne va bene una, lo scopre una mattina al bancone del solito bar, trovandosi davanti il vicecommissario Angelo Fusco. Afflitto e fiaccato nel fisico, il vecchio superiore di Davide assomiglia proprio a uno spettro. È riapparso dall’ombra di giorni lontani perché vuole un favore. Antonino Lombardo, un detenuto che sta morendo, ha chiesto di incontrarlo e lui deve ottenere un colloquio. La procedura non è per niente ortodossa, il rito del caffè delle undici è andato in malora: così ci sono tutti gli estremi per tergiversare. E infatti Pardo esita. Esita, sbaglia, e succede un disastro. Per riparare al danno, il poliziotto si rivolge a Sara Morozzi, la donna invisibile che legge le labbra e interpreta il linguaggio del corpo, ex agente della più segreta unità dei Servizi. Dopo tanta sofferenza, nella vita di Sara è arrivata una stagione serena, ora che Viola, la compagna del figlio morto, le ha regalato un nipotino. Il nome di Lombardo, però, è il soffio di un vento gelido che colpisce a tradimento nel tepore di aprile, e lascia affiorare ricordi che sarebbe meglio dimenticare In un viaggio a ritroso nel tempo, Maurizio de Giovanni dipana il filo dell’indagine più pericolosa, quella che scivola nei territori insidiosi della memoria collettiva e criminale di un intero Paese, per sciogliere il mistero di chi crediamo d’essere, e scoprire chi siamo davvero.

Recensione:

“Una lettera per Sara” è, a nostro modesto avviso, uno dei migliori romanzi scritti da Maurizio de Giovanni.
“Una lettera per Sara” è un thriller della memoria che si muove drammaturgicamente, emotivamente oltre che temporalmente tra passato e presente.
“Lettera per Sara” ci piace immaginarlo come una rielaborazione del mito greco del vaso di Pandora.
Una rielaborazione che parte dall’ improvvisa quanto decisa richiesta fatta da un amico morente all’ispettore Pardo d’ incontrare un detenuto in carcere.
Un vaso pieno d’ inconfessabili segreti, capaci di condizionare e sconvolgere l’esistenza dei protagonisti di questo romanzo.
Il lettore si appassiona ad un’indagine sviluppata su un doppio binario: privato ed istituzionale.
Maurizio De Giovanni stupisce ancora una volta il lettore costruendo una storia avvincente, incalzante ed allo stesso tempo carica di dolorosa e vivida umanità.
Una storia di ricatti, omissioni e morte che lentamente quanto dolorosamente faranno venire meno le poche certezze affettive di Sara Morozzi.
Un terremoto esistenziale che Sara avrebbe volentieri evitato, dopo aver finalmente assaporato la gioia d’essere nonna.
“Una lettera per Sara” ci emoziona con l’unicità dell’amore rappresentato da quello fraterno e quello disperato di un ragazzo disposto a tutto pur di salvare la vita dell’amante gravemente malata.
“Una lettera per Sara” segna una decisiva svolta creativa e narrativa di questa saga facendo presagire interessanti sviluppi e sorprese grazie ad un finale “sospeso” tra dramma e romanticismo.

38) Dodici rose a Settembre (Maurizio de Giovanni)

“Dodici rose a Settembre” è un romanzo scritto da Maurizio de Giovanni e pubblicato il 29 Agosto 2019 da Sellerio Editore.

Sinossi:
Una nuova detective, Mina Settembre: l’assistente sociale che indaga nei Quartieri Spagnoli di Napoli affronterà il misterioso Assassino delle Rose.

Recensione:
Maurizio de Giovanni rilancia il suo ambizioso progetto autoriale d’ampliare, diversificare il thriller italiano iniziando una nuova serie con un’altra donna come protagonista assoluta.
Dopo Sara Marozzi, invisibile quanto malinconica “profiler”, è arrivato il turno di Mina Settembre.
Dopo la pubblicazione di due racconti, de Giovanni si è deciso al “gran passo” realizzando un intero romanzo su questo nuovo personaggio femminile destinato, ne siamo certi, a conquistare le simpatie ed il cuore del lettore.
Mina è un’assistente sociale napoletana dotata di sensibilità ed umanità, costretta però a dover “convivere” con due grandi problemi:
1) Sopravvivere alla forzosa convivenza con la cinica e pizzuta madre Concetta
2) Possedere un seno notevole.
Mina, dopo il divorzio, si è buttata con anima e cuore nel proprio lavoro in uno dei quartieri più desolati e difficili di Napoli.
Una missione resa però più “piacevole” dalla presenza nello stesso studio del bellissimo quanto gentile ginecologo Domenico. Con quest’ultimo che se da una parte turba la quiete emotiva della nostra protagonista dall’altra ne provoca la gelosia vedendolo sempre circondato da “adoranti pazienti”
“12 rose a Settembre” è un giallo “atipico”  strutturato su due filoni narrativi apparentemente paralleli e lontano tra loro, trovando però un’inaspettata convergenza emozionale e logica nel riuscito finale.
I due filoni narrativi alternandosi  sulla scena dando vita ad un intreccio avvolgente, incalzante e financo divertente in alcuni passaggi.
Il lettore segue contemporaneamente l’indagine su una serie di misteriosi omicidi in cui i il segno distintivo del serial killer è lasciare una rosa accanto al corpo e la faticosa quando buffa operazione di “salvataggio” messa in atto da Mina in favore di una giovane donna peruviana e della figlia vittime di violenza domestica.
“Dodici rose a Settembre” si dimostra una lettura intensa, godibile, piena di colpi di scena e densa di vivacità l raccontandoci come il dolore e la rabbia possano covare per anni dentro l’animo di una persona spingendolo a compiere azioni tragiche.
“Dodici rose a Settembre” è da una parte una storia di vendetta, sofferenza e dall’altra è l’inizio probabilmente di una storia d’amore tra Mina e il bel Mimmo che inevitabilmente farà sognare e sorridere il lettore nei successivi romanzi.
Mina Settembre pur apparendo come una via di mezzo narrativa tra “L’Allieva” e “ I diari di Bridget Jones” , riesce  con merito ad imporsi all’ attenzione del lettore grazie al proprio carisma e peculiarità caratteriali evitando così l’omologazione creativa e drammaturgica.
Mina Settembre ed i suoi due Problemi ci faranno sorridere , allentando magari un po’ la tensione che viviamo in questo difficile momento del nostro Paese.
I problemi di Mina dovrebbero essere gli unici problemi da leggere, sentire e ci auguriamo presto da vedere in TV.

149) Nozze (Maurizio De Giovanni)

“Nozze” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato da Einaudi nel dicembre 2019.
Sinossi:
Una ragazza, nuda, in una grotta che affaccia su una spiaggia appartata della città; l’hanno uccisa con una coltellata al cuore. Un abito da sposa che galleggia sull’acqua. In un febbraio gelido che sembra ricacciare indietro nell’anima i sentimenti, impedendogli di uscire alla luce del sole, Lojacono e i Bastardi si trovano a indagare su un omicidio che non ha alcuna spiegazione evidente. O forse ne ha troppe. Ognuno con il proprio segreto, ognuno con il proprio sogno ben nascosto, i poliziotti di Pizzofalcone ce la metteranno tutta per risolvere il mistero: la ragazza della grotta lo esige. Perché non solo qualcuno le ha tolto il futuro, ma lo ha fatto un attimo prima di un giorno speciale. Quello che doveva essere il più bello della sua vita.
Recensione:
Se agli occhi di una giovane coppia il giorno del matrimonio continua a rappresentare il giorno più bello da vivere, sognare
È altrettanto vero che per i futuri sposi i preparativi possono trasformarsi in vere tragedie emotive ed esistenziali.
Litigi, ripensamenti e rotture sono all’ordine del giorno alla viglia di un matrimonio,
Tutto è possibile il giorno prima delle nozze, tranne che ritrovarsi con il brutale quanto misterioso omicidio della sposa.
Parte invece da questo efferato scenario e presupposto narrativo la nuova indagine dei Bastardi di PizzoFalcone.
Maurizio De Giovanni stupisce ancora una volta il lettore con un’indagine apparentemente semplice e scontata, ma che nel suo svilupparsi si dimostra capace di riservare sorprese e colpi di scena.
Aprendo altresì nuovi scenari di racconto e risvolti psicologici e rapporti interpersonali riguardo i vecchi e nuovi personaggi di quest’apprezzata saga.
“Nozze” è un giallo al femminile in cui sono le donne ad assumere il centro della scena dettando le file del racconto, i cambi di passo nel ritmo e l’aumento del pathos.
“Nozze” parta con struttura narrativa tradizionale, precisa quanto avvincente per poi mutare in un ‘indagine basata sull’introspezione psicologica e sentimentale dandogli maggiore slancio e vivacità
Un cambiamento strutturale che coinvolge il lettore dentro un’indagine in cui le apparenze ed i pregiudizi rischiano d’ indurre gli stessi Bastardi a frettolose ed inesatte conclusioni.
“Nozze” è un romanzo di rottura rispetto ai precedenti della serie, in cui si percepisce la volontà autoriale e soprattutto creatività di De Giovanni nel voler esplorare nuovi orizzonti narrativi e strutturali
“Nozze” è un romanzo al femminile perché emergono le qualità tipiche della donna moderna: intuito, abilità, attenzione, spirito d’osservazione, scrupolo professionale.
Grazie a queste doti che le donne di Pizzo Falcone riusciranno a risolvere il caso relegando gli uomini al ruolo di comprimari /spettatori, con quest’ultimi sicuri d’aver trovato già l’assassino ed il movente.
“Nozze” racconta come la gelosia possa scatenare in ognuno di noi le reazioni più imprevedibili, pericolose financo tragiche.
Maurizio De Giovanni rinnova con efficacia e lungimiranza la “vita” professionale e privata dei Bastardi garantendo al proprio pubblico un futuro ricco di storie e d’indagini che si prospettano sempre più interessanti, vere e profonde.
“Nozze” non è altro che l’inizio di una nuova e luminosa fase per i Bastardi con le donne, ovviamente, sempre più al comando

49) Le Parole di Sara (Maurizio De Giovanni)

“Le parole di Sara” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato da Rizzoli nel Marzo 2019

Sinossi:
Due donne si parlano con gli occhi. Conoscono il linguaggio del corpo e per loro la verità è scritta sulle facce degli altri. Entrambe hanno imparato a non sottovalutare le conseguenze dell’amore. Sara Morozzi l’ha capito molto presto, Teresa Pandolfi troppo tardi. Diverse come il giorno e la notte, sono cresciute insieme: colleghe, amiche, avversarie leali presso una delle più segrete unità dei Servizi. Per amore, Sara ha rinunciato a tutto, abbandonando un marito e un figlio che ha rivisto soltanto sul tavolo di un obitorio. Per non privarsi di nulla, Teresa ha rinunciato all’amore. Trent’anni dopo, Sara prova a uscire dalla solitudine in cui è sprofondata dalla scomparsa del suo compagno, mentre Teresa ha conquistato i vertici dell’unità. Ma questa volta ha commesso un errore: si è fatta ammaliare dagli occhi di Sergio, un giovane e fascinoso ricercatore. Così, quando il ragazzo sparisce senza lasciare traccia, non le resta che chiedere aiuto all’amica di un tempo. E Sara, la donna invisibile, torna sul campo. Insieme a lei ci sono il goffo ispettore Davide Pardo e Viola, ultima compagna del figlio, che da poco l’ha resa nonna, regalandole una nuova speranza.
Recensione :
“…“Sara al Tramonto” segna probabilmente l’inizio di una nuova serie di successo con una donna protagonista, caso raro nel panorama editoriale italiano, capace di trasmettere emozioni, colpi scena e riflessioni sulle conseguenze di una scelta amorosa coraggiosa quanto difficile e come sia possibile rialzarsi grazie all’aiuto inaspettato ed efficace di una nuora e di un poliziotto scorbutico quanto romantico.”
Con queste parole concludevo un anno fa la mia recensione sul primo romanzo dedicato al personaggio di Sara Morozzi, nata dalla creativa e sensibile penna di Maurizio De Giovanni.
Neanche un anno dopo mi ritrovo davanti al mio foglio word cercando di trovare nuove ed originali parole per raccontarvi il mio gradimento letterario e soprattutto trasmettervi le emozioni provate durante la lettura de “Le parole di Sara”.
E’ l’Amore, anche stavolta, il vero motore della storia trasferendo forza, pathos ed intensità all’intreccio narrativo ideato da De Giovanni e soprattutto donando una profondità esistenziale ed autenticità emotiva ad ogni personaggio.
Il lettore osserva, sente, partecipa, si emoziona con le diverse ed intense “declinazioni amorose” che investono vecchi e nuovi personaggi.
E’ un Amore travolgente quanto inatteso a far capitolare la vorace ed ambiziosa “lupa” Teresa al punto di farle sognare un futuro insieme con il suo ultimo giovane amante .
Un sogno brutalmente spezzato quando l’uomo viene ritrovato ucciso pochi giorni dopo la sua misteriosa scomparsa.
Teresa disperata e desiderosa di risposte chiederà aiuto alla sua unica e fidata amica: Sara, la Mora.
Sara che mai avrebbe mai immaginato una simile richiesta dalla Bionda accetta il caso, percependo la sincera disperazione e solitudine della donna
“Le parole di Sara” racconta la potenza e unicità del sentimento amoroso e quanto esso possa cambiare, stravolgere l’esistenza di un individuo mettendolo in contrapposizione alla brutalità, avidità e malvagità che possono albergare in egual modo nell’animo umano.
De Giovanni racconta con uno stile impeccabile , incalzante questa sofferta alternanza d’orrore e bellezza costruendo un thriller con una valenza più intimistica ed etica piuttosto che concretamente investigativa.
“Le parole di Sara” è una lettura potente, avvolgente, incisiva , tesa eppure capace di regalare dei passaggi molto teneri e leggeri legati all’evidente , crescente quanto buffa attrazione tra Viola ed l’ispettore Pardo.
Osserviamo attraverso gli occhi tristi e malinconici di Sara lo svolgimento della vicenda , i cambiamenti caratteriali degli altri personaggi ed i tanti colpi di scena. Lasciando però al lettore la sensazione che la donna , nonostante nella sua vita siano entrati Viola, un nipote e il brontolone Pardo, sia ancora restia a lasciarsi andare completamente ad questa seconda chance di famiglia e felicità.

Sara è apparentemente fredda, invisibile, silente quanto in vero appassionata, determinata e rabbiosa dentro di sé.
Sara guarda, osserva ed analizza tutto ciò che le ruota intorno come fosse un freddo computer, ma di fronte ad un ‘ingiustizia od un crimine non esita a colpire con ferocia quasi animalesca .
Sara incarna perfettamente l’espressione di “ira fredda” o se preferire del saggio proverbio “la vendetta è un piatto che si serve freddo”.
Un convincimento, una sensazione a cui il lettore potrà avere piena e drammatica conferma non soltanto dal finale “giustizialista” del caso, ma soprattutto rimanendo colpito e scosso dal secondo breve racconto “Sara che aspetta”.
“Sara che aspetta” è una lettura angosciante, terribile quanto mestamente catartica nella sua conclusione.
Il lettore scopre la verità sulla morte di Giorgio, unico figlio di Sara, ed in quali tragiche circostanze la donna faccia la conoscenza di Viola.
Sara investigando sull’incidente e riscostruendo quanto realmente accaduto, cerca, a suo modo, di elaborare il lutto e soprattutto di farsi perdonare tardivamente dal figlio.
“Le parole di Sara” rappresenta un ulteriore salto qualitativo da parte di Maurizio De Giovanni a livello letterario e soprattutto innalza definitivamente la sua protagonista come amata beniamina dei suoi numerosi fan.

241)Vuoto per I Bastardi di PizzoFalcone (Maurizio De Giovanni)

“Vuoto per I Bastardi di PizzoFalcone” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato nel Novembre 2018 da Einaudi Editore.

Sinossi;
Una professoressa di Lettere di un istituto tecnico scompare nel nulla. E se non fosse per una collega, nessuno se ne preoccuperebbe. Il marito, un ricco industriale, sostiene che la donna se ne sia andata di propria volontà, e non esistono prove del contrario. Approfittando di un momento di tregua nel lavoro, gli uomini di Palma, cui si è aggiunto un elemento per coprire l’assenza forzata di Pisanelli, decidono di cominciare un’indagine in modo informale. Scopriranno che anche le vite più piene possono nascondere un vuoto incolmabile. Un vuoto che ha innumerevoli colori: uno per ogni paura, uno per ogni orrore.

I BASTARDI DI PIZZOFALCONE

Luigi Palma, detto Gigi: vicequestore.
Vuoto di potere.
Giorgio Pisanelli, detto il Presidente: sostituto commissario.
Vuoto di forze.
Elsa Martini, detta la Rossa: vicecommissaria.
Vuota di passato.
Giuseppe Lojacono, detto il Cinese: ispettore.
Vuoto di futuro.
Francesco Romano, detto Hulk: assistente capo.
Vuoto di decisioni.
Ottavia Calabrese, detta Mammina: vice sovrintendente.
Vuota di certezze.
Alessandra Di Nardo, detta Alex: agente assistente.
Vuota di coraggio.
Marco Aragona, vorrebbe essere detto Serpico: agente scelto.
Vuoto a perdere.
Recensione:
“Tanto fumo poco arrosto” recita un vecchio e saggio proverbio.
“Vuoto a perdere “canta magnificamente la brava Noemi.
Quando una persona attraversa un momento difficile sul piano psicologico /esistenziale spesso utilizza la parola “Vuoto” per manifestare al mondo il proprio disagio interiore.
Ma che cosa è esattamente il Vuoto?
Una parola, un’espressione, uno stato d’animo, la dichiarazione di una momentanea povertà materiale?
Maurizio De Giovanni utilizzando il suo efficace quanto poetico stile e soprattutto facendo leva sulla propria sensibilità ed umanità porta il lettore a conoscere le diverse sfumature di “Vuoto” che ha avvolto gli amati quanto maledetti Bastardi di Pizzo Falcone.
“Vuoto” è un romanzo atipico, sfuggente, malinconico ed apparentemente “povero” narrativamente.
Il lettore distratto potrebbe avvertire la sensazione di leggere una storia priva di pathos, lenta e soprattutto lontana dalle abituali e solide caratteristiche dei precedenti romanzi della saga.
Ma superando questa prima ed errata sensazione si può invece cogliere il delicato e profondo lavoro compiuto da Maurizio di De Giovanni nel costruire stavolta un ‘indagine esistenziale ed emotiva piuttosto che visiva e concreta.
“Vuoto” è un romanzo di “transizione”, di passaggio che getta le basi ad un cambiamento radicale e per alcuni versi opportuno dell’impianto drammaturgico e strutturale dell’amata saga.
L’ingresso nella squadra della bella quanto rude vice commissario Elisa Martini in sostituzione del malato Pisanelli è l’ideale escamotage per raccontare e mostrare al lettore le ferite dell’animo che hanno reso. improvvisamente, i nostri protagonisti fragili quanto insicuri: le indecisioni sentimentali di Francesco Romano, la paura d’essere di Alex. i timori familiari di Lojacono, le angosce e dubbi di Palma e Ottavia e l’imprevista maturazione dello scapestrato Aragona.

“Vuoto” è un romanzo che si prende i suoi tempi, modi e spazi per conquistare ed avvolgere il lettore dentro la storia. Dopo una partenza lenta ed una prima parte quasi sonnacchiosa, cambia ritmo nella parte finale e soprattutto emozionando e commuovendo il lettore spiazzato da questa magistrale e toccante evoluzione firmata da De Giovanni.
“Vuoto” è un romanzo introspettivo, riflessivo, intimo, tenero e ciò nonostante rimane un crime ricco di sorprese ed avvenimenti.
“Vuoto” è una lettura consigliata soprattutto in questi giorni di festa, tradizionalmente momento di bilanci e rimpianti, perché mai come in questo caso la soluzione del caso si trova dentro il cuore ed anima dei personaggi.

195) I Bastardi di Pizzofalcone -Seconda Stagione

“I bastardi di PizzoFalcone 2” è una serie diretta da Alessandro D’Alatri, Carlo Carlei. Con Alessandro Gassmann, Carolina Crescentini, Tosca d’Aquino, Antonio Folletto, Gianfelice Imparato, Simona Tabasco, Gennaro Silvestro, Gioia Spaziani, Serena Iansiti. Italia. 2017-in produzione

Recensione:

Tornano a partire da questa sera, lunedì 8 ottobre, in prima serata su Rai 1 i bravi quanto reietti protagonisti de “I bastardi di Pizzofalcone”, con l’attesa seconda stagione della serie tv, composta da sei episodi.

La libera trasposizione dei romanzi di Maurizio De Giovanni, editi da Einaudi, ha conquistato critica e pubblico, facendo breccia anche per il suo modo accattivante e innovativo di raccontare Napoli. La città in cui i Bastardi si muovono, indagano e vivono, infatti, ha un volto molto diverso da quello presentato da serie come “Gomorra”.

Eppure anche in questa Napoli bella e gaudente è presente un’anima nera e malvagia, che si materializza in omicidi, efferatezze e crimini vari su cui è chiamata a indagare la squadra di outsider capitanata dall’ispettore Lojacono (Gassman).

Ma cosa dobbiamo aspettarci da questa seconda stagione della serie? Quanto di buono visto lo scorso anno verrà confermato? Dopo aver visto in anteprima su Raiplay il primo episodio, “Cuccioli” , posso fugare ogni dubbio su un possibile calo qualitativo. I Bastardi si confermano serie di spessore, ben strutturata, girata e interpretata.

Non volendo rovinarvi la visione con incauti spoiler mi limiterà a qualche considerazione generale. “Cuccioli” rappresenta indubbiamente un inizio col botto. Il caso di puntata è l’uccisione di una giovane ucraina e dell’abbandono della sua bambina di fronte al commissariato, che nel corso dell’indagine assumerà i contorni di una storia di egoismo e cinismo con protagonista la cosiddetta società civile cittadina. continua su

http://paroleacolori.com/i-bastardi-di-pizzofalcone-al-via-su-rai-1-la-seconda-stagione/

102) Sara al Tramonto (Maurizio De Giovanni)

“Sara al Tramonto” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato da Rizzoli Editore nell’Aprile 2018.

Sinossi:
Sara non vuole esistere. Il suo dono è l’invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall’anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l’unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un’unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra – fin quasi i pensieri – della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla. Maurizio de Giovanni ha dato vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.
Recensione:
Esistono dei rari e precisi momenti che possono cambiare, sconvolgere, resettare la vita di una persona.
Tali eventi possono essere positivi o negativi, ma in ogni caso niente sarà più come prima.
Un amore unico, travolgente, intenso ha cambiato l’esistenza di Sara Morozzi, all’epoca giovane e brillante agente e felice moglie e madre di un bambino piccolo, facendole compiere una scelta dolorosa e rischiosa, di cui non si è mai pentita.
Così è successo a Sara, quando si innamorò perdutamente , al primo sguardo di Massimiliano, suo superiore.
Sara abbandonò bruscamente la famiglia, rimanendo accanto all’amato Massimiliano fino alla sua tragica morte, avvenuta dopo una lunga e dolorosa malattia.
La morte di Massimiliano ha devastato emotivamente e fisicamente Sara, facendola diventare, apparentemente una malinconica ed anonima pensionata.
La donna trascorre le proprie giornate al parco in attesa di combattere, nelle notti insonni, il lacerante dolore per la sua perdita.
Sara però ha ancora un motivo per rimanere ancorata alla vita: Viola, una giovane e bella fotografa incinta di suo figlio Giorgio, mai più visto dalla donna  e deceduto improvvisamente.
Le due donne si incontrano ogni giorno al tramonto in un parco di Napoli, cercando in quest’inedita e forzata amicizia, la forza per guardare con più ottimismo al futuro.
Sara ha un talento unico nell’osservare e decifrare da lontano le persone studiandone la postura, i gesti ed i labiali.
Un talento che Sara aveva giurato di non utilizzare più, fino a quando Teresa Pandolfi detta “La Bionda”, sua vecchia ed ex collega le chiede di tornare “in servizio” per un caso asso delicato e controverso: salvare la vita di una bambina, figlia di un’assassina, reo confessa del proprio padre.
“Sara al Tramonto” è un romanzo psicologico, intimistico, catartico piuttosto che un giallo.

L’indagine poliziesca è utilizzatà solamente come cornice o pretesto narrativo,  paradossalmente risultando la parte meno convincente della storia.
Maurizio De Giovanni con la consueta sensibilità, umanità e talento crea il nuovo personaggio di Sara ,che in qualche modo potremmo definire l’alter ego femminile del Commissario Ricciardi, con un ‘importante e sostanziale differenza .
Sara ha conosciuto l’amore profondo e totale e solamente nell’impossibilità d’elaborare lutto , la sua vita è scandita dalla malinconia e solitudine.
Sara Marozzi è una donna coraggiosa, forte, determinata che non ha mai rimpianto le proprie scelte. Conoscendo e poi amando Massimiliano è rinata emotivamente e come donna. Il lettore imparerà ad apprezzare i silenzi, gli sguardi di Sara ,condividendone il travaglio esistenziale e la capacità amare senza sé e senza ma.
“Sara al Tramonto” segna probabilmente l’inizio di una nuova serie di successo con una donna protagonista, caso raro nel panorama editoriale italiano, capace di trasmettere emozioni, colpi scena e riflessioni sulle conseguenze di una scelta amorosa coraggiosa quanto difficile e come sia possibile rialzarsi grazie all’aiuto inaspettato ed efficace di una nuora e di un poliziotto scorbutico quanto romantico.

32) Il Senso del Dolore -L’Inverno Del Commissario Ricciardi (Maurizio De Giovanni)

“Il senso del dolore -l’inverno del Commissario Ricciardi” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni, pubblicato da Einaudi Editore nel 2012.

Sinossi:
Napoli, 1931. Marzo sta per finire, ma della primavera ancora nessuna traccia. La città è scossa dal vento gelido e da una notizia: il grande tenore Arnaldo Vezzi – voce sublime, artista di fama mondiale, amico del Duce – viene trovato cadavere nel suo camerino al Real Teatro di San Carlo prima della rappresentazione di Pagliacci. La gola squarciata da un frammento acuminato dello specchio andato in pezzi. A risolvere il caso è chiamato il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, in forza alla Squadra Mobile della Regia Questura di Napoli. Investigatore anomalo, mal sopportato dai superiori per la sua insofferenza agli ordini ed evitato dai sottoposti per il carattere introverso, Ricciardi coltiva nell’animo tormentato un segreto inconfessabile: fin da bambino vede i morti nel loro ultimo attimo di vita e ne sente il dolore del distacco. Mentre i giorni passano e il vicequestore incalza, timoroso dell’impazienza del regime che da Roma chiede chiarezza ed esige che i colpevoli siano consegnati alla giustizia, la città freme sotto un alone cupo e livido, il risentimento cova nei vicoli e nei bassi, i raggi del sole illuminano a squarci le facciate degli antichi palazzi. Attento alle esigenze dei più deboli, il commissario segue il suo senso di giustizia per dare un nome all’assassino. Cominciano con l’inverno le stagioni di Ricciardi: il cammino al confine tra due mondi di un uomo condannato a guardare e amare da una finestra, interprete del disagio di un luogo sospeso tra luce e ombra.

Recensione:
Che cosa può provare un bambino a possedere il “dono” di vedere le anime delle persone uccise in modo violento?
Come la vita di un bambino può essere per sempre condizionata?
Il bambino divenuto finalmente adulto come deciderà tale dono?
Mi sono poste queste ed altri quesiti mentre leggevo questo romanzo, uno dei primi della saga del Commissario Ricciardi creato dalla straordinaria penna di Maurizio De Giovanni.
In altri libri, altri film, ho avuto modo di conoscere protagonisti capaci di vedere fantasmi e parlare con l’al di là, ma nel caso del Commissario Ricciardi il tutto diventa più angosciante, cupo, soffocante, stringente.
Luigi Alfredo Ricciardi di nobili origini avrebbe potuto vivere una vita d’ozio e di lusso, eppure al momento di scegliere la facoltà a cui iscriversi opto per Giurisprudenza.
Ricciardi “nasconde” a tutti le proprie origini, indossando i panni di un commissario schivo, riservato, rispetto quanto invidiato e temuto dai superiori
Ricciardi vive e lavora a Napoli nel pieno del regime fascista, ma è un uomo libero ed indipendente. Risponde solamente alla propria coscienza ed al dovere impellente e costante di dare pace alle vittime trovando ed arrestando i propri carnefici.
“Il senso del dolore -l’inverno del Commissario Ricciardi” rappresenta una sorta di magnifico, toccante, lacerante manifesto della vita personale e professionale di Ricciardi, dove non c’è spazio per alcuna forma d’amore, felicità, serenità.
Ricciardi lotta contro i propri demoni interiori e l’orrore quotidiano generato dall’uomo.
Un orrore che può nascere da un amore sbagliato, da un lampo di gelosia, dalla vanità.
Tutti sentimenti che trovano nel teatro la loro massima rappresentazione.
Ed infatti il teatro il luogo dove si consuma l’orrendo delitto e si svolgono le indagini.
Il lettore insieme con Ricciardi alza il sipario su una storia fatta di miseria, povertà e frustrazione, in cui viene meno ogni bellezza e magia del teatro.
Maurizio De Giovanni creando il personaggio di Ricciardi ha dato vita ad un originale ed atipico genere giallo sospeso lo storico e il soprannaturale, ma con quest’ultimo magistralmente adattato e costruito sui silenzi e sguardi colmi di tristezza del nostro protagonista.
Ricciardi conosce bene il senso del dolore, l’ha provato sulla propria pelle e lo vede ogni giorno nella bella quanta pericolosa Napoli.
Ricciardi è un novello Caronte per queste povere anime, consapevole che questo terribile “dono” debba essere almeno utile per le vittime oltre che per i loro cari.
Leggere “Il senso del dolore” è anche l’opportunità per poter assistere all’atteso ed inedito incontro, ovviamente al Caffè Gambrinus di Napoli, tra lo scrittore e il suo celebre personaggio, constatando come realtà e finzione possano per qualche istante incontrarsi regalando emozioni e sorrisi.

23) L’Ultimo passo di Tango (Maurizio De Giovanni)

“L’ultimo passo di tango” è una raccolta di racconti scritti da Maurizio De Giovanni e pubblicata da Bur Rizzoli nel settembre 2017.

Sinossi:
La Napoli romantica e ambigua degli anni Trenta a cui fa da contrappunto la voce dei protagonisti della città, che arricchisce i noir di Maurizio de Giovanni del sapore partenopeo più verace e autentico; le originali rivisitazioni di episodi di cronaca che hanno sconvolto l’Italia; i fantasmi tristi e poetici che riempiono le storie del commissario Ricciardi, il protagonista dei gialli più appassionanti e intensi dell’autore, un personaggio unico, malinconico come la sua terra, condannato a vedere i morti ammazzati negli ultimi attimi di vita. Una scrittura limpida che infonde a tutte le storie di questo libro il passo lieve di chi si accosta all’esistenza con occhi che sanno osservarne la bellezza ma anche la disperata deformità. Una raccolta in cui ritrovare tutti i racconti di de Giovanni, e il meglio della sua scrittura, ricca di mistero e fascino.
Recensione:
Ho un personale e probabilmente inadeguato strumento letterario per valutare pienamente il talento, creatività e poliedricità di uno scrittore.
Ovvero leggere sempre con grande attenzione e curiosità, quando ne capita l’opportunità, un racconto breve o una raccolta pubblicata da un autore più o meno celebre, certo che dopo questa lettura potrò stabilire se l’artista merita davvero la mia fiducia letteraria.
Sebbene una raccolta di racconti non sia considerata una scelta commercialmente poco vincente e generalmente poco gradita dai lettori, è proprio in questa forma di scrittura che emergono le vere potenzialità di uno scrittore.
Emozionare, coinvolgere, spingere alla riflessione un lettore tramite un racconto è un’impresa davvero difficile da raggiungere.
Come cantava il buon Gianni Morandi “Uno su mille ce la fa”.
Come ben sapete, cari amici del blog, ho “scoperto” con grave ritardo il talento e creatività di Maurizio De Giovanni, innamorandomi delle storie ed indagini dei suoi “Bastardi di Pizzo Falcone”.
Mi ero ripromesso di colmare rapidamente le mie lacune sulla notevole e prolifica attività letteraria dell’autore napoletano.
Così quando ho visto in libreria questa raccolta di racconti, mi è sembrata una splendida opportunità da sfruttare.
“L’ultimo passo di tango” è sicuramente una preziosa raccolta di racconti per chi da poco tempo ha apprezzato e conosciuto lo stile narrativo di Maurizio De Giovanni.
Infatti i fan duri e puri dell’autore hanno espresso sul web più o meno esplicitamente la loro personale delusione su questa raccolta, definendola più un’operazione commerciale piuttosto che una vera ed interessante proposta letteraria.
Una delusione frutto dell’ammirazione e stima dei lettori nei confronti di Maurizio De Giovanni, essendo i primi ormai abituati a divorare ogni romanzo dell’autore.
Personalmente la lettura de “L’ultimo passo di tango” ha confermato l’assoluta necessità di “conoscere” quanto prima ed in modo approfondito le storie e la vita del “Commissario Riccardi”, un personaggio capace di conquistare cuore, mente e fantasia del lettore.
La prima parte della raccolta è infatti dedicata al celebre e malinconico Commissario ed al suo “dono” di vedere le anime vittime di omicidi violenti e come quest’ultimo abbia condizionato la sua esistenza fin da bambino.
Dodici racconti che spingono il lettore dentro il mondo di Ricciardi, respirandone le emozioni, le paure, il dolore e l’umanità e soprattutto desiderando avere più informazioni e curiosità.
Altresì “L’ultimo passo di tango” conferma ancora una volta l’amore viscerale, profondo che lega De Giovanni alla città di Napoli.
È un amore vero, intenso eppure scevro da sentimentalismi o da un ottuso miopia tipica dell’innamorato, lasciando la libertà e forza all’autore di raccontare Napoli con obiettività e sincerità nelle sue numerose meravigliose bellezze e purtroppo ancora segnata dalla desolante povertà sociale e culturale.
Ogni artista osserva, prende spunto, rielabora la realtà ed i fatti di cronaca attraverso la propria creatività e sensibilità, senza voler necessariamente esprimere un giudizio definitivo.
Nell’ultima parte della raccolta, precisamente “Nove volte per Amore”, Maurizio De Giovanni riscrive fatti e storie di cronaca nera che hanno scosso e diviso l’opinione pubblica, raccontando il punto di vista del “mostro” di turno.
9 racconti per descrivere lo stato d’animo di uomini e donne, in apparenza normali, che accecati da un amore malato, patologico, si sono trasformati in efferati criminali.
Le scelte narrative di Maurizio De Giovanni possono anche non essere condivisibili o piacere, ma restano comunque degli scritti capaci di suscitare nel singolo lettore contrastanti ed intense emozioni e riflessioni.
“L’ultimo passo di tango” forse non è l’opera più riuscita di Maurizio De Giovanni, ma sicuramente la lettura di questi raccolti non lascia indifferenti.

12) Souvenir – Per I Bastardi di Pizzo Falcone (Maurizio De Giovanni)

“Souvenir- Per i Bastardi di PizzoFalcone” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni, pubblicato da Einaudi nel dicembre 2017.

Sinossi:
A ottobre il tempo è ancora indeciso. Un giorno fa caldo, quello dopo il freddo e l’umidità ridestano la gente dall’illusione di una vacanza perenne e la riportano alla realtà. Anche il crimine, però, si risveglia. Un uomo viene trovato in un cantiere della metropolitana privo di documenti e di cellulare; qualcuno lo ha aggredito e percosso con violenza. Trasportato in ospedale, entra in coma senza che nessuno sia riuscito a parlargli. Di far luce sull’episodio sono incaricati i Bastardi, che identificano la vittima: è un americano in villeggiatura a Sorrento con la sorella e la madre, un’ex diva di Hollywood ora affetta da Alzheimer. Recandosi a più riprese nella cittadina del golfo, vestita fuori stagione di un fascino malinconico, i poliziotti si convincono che la chiave del caso sia da ricercare in fatti accaduti là molti anni prima. Incrociando il presente con un passato che hanno conosciuto solo al cinema, i poliziotti di Pizzofalcone, ciascuno sempre alle prese con le proprie vicende personali, porteranno alla luce un segreto custodito con cura per cinquant’anni, una storia d’amore e di sacrificio indimenticabile come un vecchio film.
Recensione:
Si può davvero rinunciare , senza rimpianti, all’Amore, quello vero, unico, capace di cambiare e sconvolgere un’intera esistenza?
“Lontano dagli occhi lontano dal cuore”, “Il tempo guarisce ogni ferita” recitano due saggi e condivisibili proverbi. Ciò nonostante una coppia d’amanti, saranno sempre uniti da un legame forte e profondo immune a qualsiasi evento esterno.
Amare, scegliere una persona significa anche accettare, nel bene e male, qualsiasi conseguenza derivante da questa scelta.
Non si può scappare dal passato, figurarsi dall’amore della vita.
Maurizio De Giovanni stupisce i suoi lettori e in parte la critica, firmando una nuova indagine della popolare saga de “I Bastardi di Pizzo Falcone”, avendo come cuore pulsante e vitale dell’intero intreccio narrativo, una bella, struggente quanto clandestina storia d’amore iniziata negli anni 50, e tornata alla luce ai giorni nostri dopo la vile aggressione a un turista americano nel quartiere di Pizzo Falcone
Una scelta drammaturgia, per alcuni versi sorprendente, quella decisa dall’autore ma che riflettendo con più calma ed attenzione, non dovrebbe suscitare stupore e soprattutto delusioni tra i fan più accaniti, come invece sta accadendo leggendo sul web alcuni giudizi dei fan sul nuovo romanzo.
“Souvenir”, a nostro modesto parere, rientra perfettamente nella cornice narrativa ed umana costruita nel tempo da Maurizio De Giovanni per I Bastardi di PizzoFalcone
Anche in “Souvenir” emergono il talento e soprattutto sensibilità dell’autore nel delineare, descrivere rappresentare i profili umani, caratteriali psicologici dei nuovi personaggi armoniosamente mescolati con i vecchi e amati Bastardi.
L’autore offre al lettore gli ideali presupposti per tuffarsi dentro una storia avvolgente, drammatica, carica di passione e di mistero, non facendo venire meno il pathos per l’aspetto poliziesco e una crescente curiosità per una positiva risoluzione dell’indagine.
“Souvenir” racconta e mostra al lettore come nessuna persona possa ritenersi immune al sentimento amoroso e come una persona per amore sia disposta a qualunque sacrificio e trovando altresì il coraggio e la forza di sfidare anche l’ira della criminalità organizzata.
Nessuna ricchezza, nessuna popolarità e successo professionale possono essere paragonati ed equiparati alla bellezza e gioia, seppure breve, d’aver conosciuto e vissuto un vero e sincero amore
In una società dove imperversano brutalità, ferocia e malvagità, ci piace pensare che siano ancora possibili atti di generosità e speranza, come quelli magistralmente raccontati nel segnale, un doveroso e sentito “souvenir” a meravigliose storie d’amore ,oggi , difficilmente ripetibili.