22) Un Volo per Sara (Maurizio De Giovanni)

“Un Volo per Sara” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato da Rizzoli il 24 Maggio 2022.

Sinossi:

Un piccolo aeroplano turistico diretto in Sardegna si schianta nel mar Tirreno con a bordo diverse persone. Tra loro, un noto imprenditore che ha rilasciato la sua ultima intervista poco prima del decollo, con il vociare degli altri passeggeri sullo sfondo, tutti tranquilli e sorridenti, ignari dell’imminente tragedia. Quando l’agente dei Servizi in pensione Andrea Catapano sente le voci delle vittime – lui che non vede ma sa ascoltare meglio di chiunque altro – un ricordo nitido riaffiora. Così decide di chiamare l’ex collega Teresa Pandolfi, ora a capo dell’Unità investigativa. Il disastro potrebbe celare un mistero che risale agli anni di Tangentopoli. E se la caduta del velivolo non fosse stata un incidente, ma il nesso tra una vicenda degli anni Novanta e il nostro presente? L’unica che può scoprire la verità è la donna invisibile, Sara Morozzi. Affiancata dall’ispettore Davide Pardo e da Viola, Mora si trova a investigare su personalità pubbliche intoccabili, scavando dentro gli ingranaggi del potere d’Italia a suo rischio e pericolo, senza paracadute.

Recensione:

Si può definire un romanzo “anonimo”?

È corretto definire l’opera di un bravo e stimato autore come una “furbata commerciale”?

Ai tempi della scuola la mia insegnate di lettere assegnandomi l’ennesima insufficienza al tema d’italiano scriveva nelle note “ le idee ci sono anche, ma forma e costruzione sono carenti”.

Non me ne  voglia il caro Maurizio De Giovanni, ma sono costretto ad applicare questo giudizio scolastico alla nuova indagine di Sara.

“Un volo per Sara” appare come una bozza di sceneggiatura televisiva più che un testo letterario.

Come è stato per il personaggio di “Mina Settembre”, anche per Sara, la pubblicazione appare  preparatoria al “salto” televisivo.

L’intreccio  svela poco o nulla rispetto ai precedenti della saga.

De Giovanni stavolta ha utilizzato “il pilota automatico “ nello scrivere questa storia facendo muovere la protagonista e gli altri personaggi su binari già consolidati.

“ Un volo per Sara” è un romanzo lineare quanto prevedibile negli sviluppi se ci eccettua il finale aperto e misterioso.

Una storia di passaggio o se volete preparatoria ad una svolta esistenziale e chissà sentimentale dell’invisibile “Mora”.

La costruzione fondata sull’alternanza tra  presente e passato stavolta risulta poco efficace e meno attrattiva.

Il lettore è meno coinvolto  sotto ogni aspetto.

“Un Volo per Sara” è complessivamente una “battuta d’arresto” agli occhi dei fan della prima ora, invece al neofita lascia la sensazione di uno scritto incompiuto.

Maurizio De Giovanni è “rinviato “ alla sessione di settembre , augurandoci che il volo creativo riprenda quota.

10) L’Equazione del cuore (Maurizio De Giovanni)

“L’equazione del cuore” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato da Mondadori editore nel Febbraio 2022
Sinossi:
Dopo la morte della moglie, Massimo, professore di matematica in pensione, vive, introverso e taciturno, in una casa appartata su un’isola del golfo di Napoli. Pesca con metodo e maestria e si limita a scambiare rare e convenzionali telefonate con la figlia Cristina, che vive in una piccola città della ricca provincia padana. A interrompere il ritmo di tanto abitudinaria esistenza la notizia di un grave incidente stradale: la figlia e il genero sono morti, il piccolo Checco è in coma. Massimo deve assolvere i suoi doveri. Crede, una volta celebrata la cerimonia funebre, di poter tornare nella sua isola, e lasciare quel luogo freddo e inospitale. Non può. I sanitari lo vogliono presente accanto al ragazzino che giace incosciente. Controvoglia, il professore si dispone a raccontare al nipote, come può e come sa, la “sua” matematica, la fascinosa armonia dei numeri. Fuori dall’ospedale si sente addosso gli occhi della città, dove lo si addita, in quanto unico parente, come tutore del minore, potenziale erede di una impresa da cui dipende il benessere di molti. Da lì in poi quanto mistero è necessario attraversare? Quanto umano dolore bisogna patire? Per arrivare dove?
Maurizio de Giovanni scrive una delle storie che ha sempre sognato di raccontare. E ci consegna a un personaggio, tormentato e meravigliosamente umano, messo dinanzi al mistero del cuore.
Recensione:
Ci si può realmente isolare dalla vita, dagli affetti, dalle responsabilità?
La perdita dell’amato coniuge può giustificare una vita da eremita, rifiutandosi di parlare con la propria figlia e nipote?
Esiste un’equazione per calcolare il dolore, la sofferenza?
Invece l’amore si può definire, inserire in uno schema, quantificarlo?
L’Amore è folle, totale , destabilizzante da rendere impossibile un’analisi razionale o se preferite una rigorosa interpretazione matematica
Ho comprato il nuovo romanzo di Maurizio De Giovanni sulla “fiducia”, non avendo idea di che cosa aspettarmi dalla lettura .
Il titolo del romanzo “l’equazione del cuore” sicuramente ha rappresentato un motivo di curiosità, volendo capire il “nesso” narrativo tra la matematica e la tragedia familiare annunciata dalla sinossi.
Altresì confesso che i primi capitoli del romanzo mi avevano lasciato piuttosto freddo , perplesso non comprendendo il filo rosso, l’idea di fondo decisa da De Giovanni.
La mia è stata una “lettura a vista” fino a metà del testo, temendo di dover scrivere un giudizio negativo sull’ultima opera di De Giovanni.
Fortunatamente da sincero fan, la svolta narrativa o mi piace definirla “illuminazione letteraria” è giunta negli ultimi capitoli consentendomi di rivalutare la parte iniziale e soprattutto apprezzare l’anima di un romanzo sospeso tra il genere noir emotivo e thriller psicologico in cui il cuore svolge il duplice ruolo di protagonista e carnefice.
L’amore muove e cambia il mondo si dice ed in questo caso Massimo, un nonno riluttante, chiuso , schivo sarà costretto da un tragico destino a riscoprire i propri doveri ed affetti “indagando” da matematico sulla morte della figlia.
“L’equazione del cuore” è una storia sull’amore, sulla paura d’amare e come senza amore non si possa né voglia vivere nonostante si goda di una condizione economica privilegiata.
Massimo ha scelto l’isolamento su unì isola dopo la morte della moglie. Massimo vive da eremita.
Il suo cuore è congelato alle emozioni, ma quando il Destino lo costringe a ritornare sulla “terraferma” della vita, dovrà scegliere tra il coraggio d’essere un nonno presente o fuggire via dalle responsabilità
La verità inseguita e trovata sull’incidente che ha provocato la morte della figlia e del genero segnerà per sempre il protagonista, rendendosi conto d’essere stato un padre assente ed anaffettivo.
“L’equazione del cuore” è una lettura stratificata, va sedimentata, meditata per coglierne la bellezza e lo struggente messaggio finale.
Un romanzo delicato, amaro, intenso con un inaspettato ed aperto finale come solamente l’amore può essere.

51) Angeli (Maurizio De Giovanni)

“Angeli” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato nell’ ottobre 2021 da Einaudi Editore

Sinossi:

Angeli. Angeli che aiutano, angeli che proteggono. Angeli che assistono, angeli che perdonano. Angeli che vendicano. Aveva mani magiche, Nando Iaccarino, capaci di mettere a punto qualsiasi motore. Fuori della sua officina, pulita e ordinata più di una stanza d’ospedale, facevano la fila gli appassionati di auto e moto d’epoca, perché quello che gli altri avrebbero buttato, lui lo riparava, sempre. Sapeva prendersi cura delle cose, Iaccarino. Ora lo hanno ucciso, e tocca ai Bastardi di Pizzofalcone scoprire chi è stato. Anche se ciascuno di loro sta vivendo un momento difficile, anche se ognuno ha le sue angosce, i suoi dolori, i suoi segreti. Anche se i grandi capi della questura, che proprio non li sopportano, sperano ancora di vederli cadere. Come succede perfino agli angeli.

Recensione:

Il Bene ed il Male possono coesistere? Il Bene può esistere il senza il male?

Gli Angeli come  i Diavoli fanno parte di un più grande piano divino?

Satana alias Lucifero, l’angelo preferito di Dio, perché  l’ha tradito diventandone la  nemesi?

Un Angelo può amare quanto odiare allo stesso tempo ?

Tranquillo, caro lettore, non hai sbagliato recensione né click, ma questi interrogativi emergono dall’inaspettato incipit del romanzo quando ci gustiamo l’ intenso confronto durante l’ora di religione  tra uno studente e la sua insegnante sull’esistenza delle creature celesti e sulla loro funzione nel mondo.

Maurizio De Giovanni  è riuscito nuovamente nella  talentuosa impresa di sorprendere il lettore firmando un intreccio delicato,  profondo , originale sul piano narrativo quanto emozionante  come pathos ed avvolgente nel ritmo.

La disputa “teologica”  incarnata dal tenace bambino  è funzionale per De Giovanni per poter  declinare la propria  creativa e poetica visione del bene e quanto il sentimento amoroso possa trasformare, cambiare una persona.

“Angeli” ci  svela un De Giovanni più intimistico, spirituale rispetto ai precedenti romanzi sviluppando una storia in cui anima e materia si scontrano, si alternano sulla scena.

Il lettore entra in una storia in cui è difficile stabilire con certezza chi siano buoni e chi i cattivi.

“Angeli” rinnova    la “condanna” per  i  Bastardi  nel dover  dimostrare il proprio valore,  avendo sempre viva la minaccia  di chiusura del commissariato.

Ma stavolta le indagini si giocano sulle sensazioni, emozioni, intuizioni piuttosto che sulle prove scientifiche.

“Angeli” è un giallo “spirituale” in cui la sottile linea tra bene e male, tra istinto di protezione ed egoismo  è superata più volte dai personaggi provocando dolorose quanto inevitabili conseguenze.

“Angeli” racconta la vastità  dell’animo umano in cui convivono bellezza ed orrore, amore gelosia,  segreti e tradimenti.

Una persona può essere un angelo se elevato dall’amore verso il prossimo o come in questo  caso mosso dal proprio tornaconto personale.

 Probabilmente gli Angeli veramente ci proteggono, osservano seguendo il volere divino.

 Ma è altresì vero che se non ci fossero persone nel mondo  come i “Bastardi” di  Pizzo Falcone sempre pronti ad intervenire, i diavoli travestiti da angeli avrebbero sicuramente una vita più  agevole.

Gli Angeli possono assume varie forme, ma come ci  insegna De Giovanni,  alla fine conta  proteggere gli indifesi  anche a costo d’essere scambiati  per supereroi stile Marvel.

33) I Bastardi di Pizzofalcone 3

“I Bastardi di PizzoFalcone” è una serie di Monica Vullo. Con Alessandro Gassmann, Carolina Crescentini, Antonio Folletto,
Tosca d’Aquino, Massimiliano Gallo, Gianfelice Imparato, Simona Tabasco,
Gennaro Silvestro, Gioia Spaziani, Francesco Guzzo.
Poliziesco. Italia. 2017-in produzione

Recensione:

Ha preso il via ieri su Rai1 la terza stagione della serie “I Bastardi di Pizzofalcone”, ispirata ai romanzi di Maurizio De Giovanni. “Fuochi” è il primo dei sei nuovi episodi, che vedremo in onda ogni lunedì. 

La seconda stagione si era chiusa con la drammatica esplosione del ristorante Letizia, all’interno del quale i nostri anti-eroi erano intenti a festeggiare la riuscita missione sotto copertura dell’ispettore Lojacono (Gassman). Un boato e le fiamme avevano lasciato il pubblico incredulo e spiazzato, senza sapere cosa ne era stato dei protagonisti.

L’attesa si è conclusa ieri. I Bastardi sono vivi! Feriti, scossi e soprattutto arrabbiati perché sono caduti in un’imboscata ordita da un misterioso mandante, ma comunque vivi. Ma chi è che li vuole morti, e soprattutto perché?

Parte da qui la nuova stagione, che comunque non cambia lo status di “indesiderati” dai piani alti che accompagna da sempre i nostri eroi. Persino il loro status di vittime viene messo in discussione dai superiori, con l’avvio di un’inchiesta interna per accertare eventuali responsabilità.

“Fuochi” gira intorno al desiderio di giustizia dei Bastardi, che sebbene ufficialmente inoperosi perché sotto inchiesta, danno vita a un’indagine parallela scandita da colpi di scena e pathos. Ma tutti devono anche affrontare le conseguenze emotive e psicologiche di ciò che è successo, e le crisi e le difficoltà nella vita privata che ne sono conseguite. continua su

39) Una Sirena a Settembre (Maurizio De Giovanni)

Una Sirena a Settembre - Maurizio de Giovanni - Recensione libro

“Una Sirena a Settembre” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato da Einaudi nel luglio 2021

Sinossi:
Nella città della Sirena le cose non sono mai come sembrano. Una doppia sfida per Mina Settembre, l’irresistibile assistente sociale del Consultorio Quartieri Spagnoli Ovest. Accadono due fatti. Due fatti che appaiono chiari, eppure a Mina i conti non tornano. Un’anziana viene scippata, cade e finisce in coma. Sin qui nulla di strano, purtroppo; è la soluzione del caso, il modo in cui arriva, a non convincere. E convince poco pure il secondo episodio, una scena di povertà estrema mandata in onda da una televisione locale: un bambino che si contende del cibo con un cane fra montagne di spazzatura. No, a Mina i conti non tornano proprio. Così, con l’aiuto dell’innamoratissimo Mimmo Gammardella, il ginecologo più bello dell’universo, e a dispetto del suo caustico ex marito, il magistrato Claudio De Carolis, decide di indagare. Solo che deve stare attenta, perché di mezzo, in questa vicenda, ci sono parecchie sirene, e le sirene, si sa, incantano. Per fortuna, a far da guida tra inganni e malintesi, c’è la Signora, straordinario personaggio che attraversa tutto il romanzo, una delle invenzioni più poetiche nate dalla fantasia di Maurizio de Giovanni.
Recensione:
Meno di un anno fa nello scrivere la mia entusiastica recensione sul romanzo “Troppo Freddo per Settembre” sottolineavo come fossi curioso di vederne l’adattamento televisivo con protagonista la brava e bella attrice Serena Rossi.
Una scelta ritenuta perfetta considerando le qualità fisica e recitative dell’attrice napoletana preventivando così un grande successo di pubblico.
Un anno dopo mi ritrovo da una parte ad autocelebrarmi per azzeccato pienamente le previsioni Auditel su Mina Settembre, ma dall’altra parte rivendicando un mix di amarezza e denuncia letteraria nei riguardi del Maestro De Giovanni.
Inutile girarci intorno c’è un abisso narrativo, stilistico, identitario tra la Mina Settembre in versione letteraria e quella televisiva incarnata con bravura dalla Rossi.
Il Maestro De Giovanni ha “compiuto” un personale quanto autoriale tradimento rispetto alle altre due saghe.
Con gli altri due adattamenti televisivi de “ I Bastardi di Pizzo Falcone” e Il Commissario Ricciardi” abbiamo apprezzato il rispetto dell’impianto drammaturgico, dei personaggi , dei loro caratteri e personalità e soprattutto si è mantenuta una linea e coerenza di racconto rispetto allo spirito dei romanzi.
Invece con Mina Settembre abbiamo presto atto ad una sorta di “scissione”- “contrapposizione” tra i due personaggi a 360 gradi.
Mi ha divertito vedere la Mina televisiva, ma quella letteraria rimane di un altro livello qualitativo, stilistici e narrativo.
Il lettore che ha scoperto, amato prima il personaggio letterario è rimasto spiazzato dalla versione televisiva se non in parte deluso.
Nutriamo il massimo rispetto e stima per Maurizio De Giovanni, ma fatichiamo nel capire i motivi di questa duplice ed opposta Mina Settembre.
“I punti di forza” della Mina Settembre letteraria sono quasi silenziati per non dire annullati nella versione televisiva.
L’elemento romance che nei romanzi era appena accennato, nell’adattamento televisivo è diventato centrale, svilendo, a nostro modesto parere, i personaggi del bello quanto ingenuo ginecologo Mimmo e soprattutto quello di Paolo, il cinico e formale PM nonché ex marito di Mina.
Ancora peggiore è stata “la sorte” del portiere Trapanese che dal divertente e mai sguaiato “machista” si è trasformato nel formato televisivo come il nonno della porta accanto.
“Una Sirena a settembre” è complessivamente un romanzo piacevole, ironico da leggere avendo però la giusta dose di malinconica e sapore agrodolce , tipiche della saga di Settembre, ma sfortunatamente il lettore sente, percepisce come il testo sia “sporcato” da passaggi più televisivi che letterari.
Maurizio De Giovanni si è ritrovato a dover gestire le due Mine cercando una difficile e forzosa coabitazione dentro la storia, ottenendo così un depotenziamento della storia e dei personaggi.
“Una Sirena a Settembre” resta una lettura estiva consigliata, avvincente e ricca di colpi di scena ben costruiti, ma allo stesso ci permettiamo di lanciare un “affettuoso consiglio” al Maestro De Giovanni: Faccia chiarezza come autore su quale delle due Mina Settembre debba sopravvivere.
Continuando con il doppio filone rischia di trasformare una brillante saga in uno stillicidio creativo e subito dopo in un cortocircuito narrativo ed artistico.
Mina Settembre merita chiarezza, liberta ed i lettori /spettatori d’amarla una ed una sola.

26) Gli Occhi di Sara (Maurizio De Giovanni)

“Gli occhi di Sara” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato da Rizzoli Editore il 30 Marzo 2021

Sinossi:
A volte un incontro inatteso spalanca le porte del passato. Succede a Sara mentre sta lottando per salvare la vita del piccolo Massimiliano, il nipotino colpito da una grave malattia. Due occhi riappaiono dalla nebbia di giorni lontani, Sara li conosce bene. Sono gli stessi che tanti anni prima aveva cercato in ogni modo di dimenticare. La donna invisibile è catapultata indietro nel tempo: Napoli, 1990.
È caduto il muro di Berlino, gli stati satelliti dell’URSS sono in crisi e in Italia sono esplosi i movimenti studenteschi. Il mondo di prima si sta sgretolando, ma i preparativi fervono e la città si veste a festa per la visita di Papa Giovanni Paolo II. Sara Morozzi, detta Mora, è membro attivo della più segreta unità dei Servizi. A lei e a Bionda, la collega Teresa Pandolfi, viene affidata la missione più importante e delicata della loro carriera. Proprio in quei giorni, Sara incrocia quello sguardo. Occhi a cui è impossibile restare indifferenti.
Così, mentre il tempo scorre all’indietro, la Sara di oggi deve fare i conti con le passioni e i tradimenti di ieri.In un intreccio che si dipana al pari di un perfetto meccanismo a orologeria, Maurizio de Giovanni scava tra le pieghe della nostra Storia recente e racconta gli inconfessabili segreti di Sara, come non l’abbiamo mai vista. Perché, per la prima volta, gli occhi della donna impenetrabile tradiscono un dolore misterioso e svelano la sua più sincera umanità.
Recensione:
“Una lettera per Sara” è, a nostro modesto avviso, uno dei migliori romanzi scritti da Maurizio de Giovanni.
… un thriller della memoria che si muove drammaturgicamente, emotivamente oltre che temporalmente tra passato e presente.”
Un anno fa con queste parole iniziavo la mia recensione sul romanzo “Una Lettera per Sara”, convinto di trovarmi di fronte al punto più alto della saga firmata da Maurizio De Giovanni.
Faccio pubblica ammenda. Maurizio De Giovanni è riuscito nuovamente nell’impresa di stupirmi ed emozionarmi con il nuovo e bellissimo episodio della vita di Sara.
“Gli occhi di Sara” presenta struttura narrativa e temporale similare al precedente romanzo, ponendosi così come sequel letterario amplificandone e migliorandone potenzialità narrative, ritmo e coinvolgimento emotivo.
“Gli Occhi di Sara” è da una parte il tragico, angosciante racconto dell’impotenza vissuta da Sara come nonna nell’ assistere alla lenta agonia del nipote.
Una morte che distruggerebbe quella agognata seconda chance di felicità e di famiglia che Sara ha avuto negli ultimi mesi
Un raro cancro sta uccidendo il piccolo Massimiliano, un dolore che Sara non può non vuole accettare.
Cosi quando Sara grazie alle sue “doti” scruta negli occhi dell’oncologa la possibilità di cura per il nipote non esita ad inseguire un fantasma che emergerà dolorosamente dal proprio passato
“Dall’altra parte Gli occhi di Sara” si rivela infatti un inaspettato e scioccante viaggio nel passato catapultando il lettore all’inizio degli anni 90 quando Sara da neoassunta nell’unità speciale dell’amato Massimo, si rifiutò d’accettare un cinico ordine dei suoi superiori.
Un atto di ribellione che sì impedì una strage di innocenti, ma che distrusse la vita di due giovani innamorati nonché brillanti medici rumeni.
Una fine tragica che qualcuno non solo non ha dimenticato, ma ne ha attribuito la responsabilità a Sara, rea di aver tradito i patti.
Il destino così, a distanza di trent’anni, riserva un drammatico ribaltamento dei ruoli tra Sara ed il “fantasma” che può salvare la vita di Massimiliano
“Gli occhi di Sara” è una corsa contro il tempo in cui si alternano diversi ed apposti sentimenti incarnati dai protagonisti, che in misura diversa furono pedine in un gioco più grande di loro.
Il lettore divora le pagine del romanzo volendo sapere se a prevalere sarà il desiderio di vendetta o piuttosto il giuramento di Ippocrate che un geniale chirurgo fece all’inizio della sua travagliata carriera.
“Gli occhi di Sara” si muove con agilità e armonia tra passato e presente avendo trovando il giusto equilibro drammaturgico tra spy story e dramma familiare.
“Gli occhi di Sara” è l’ulteriore conferma come il personaggio di Sara Morozzi sia ormai pronta per il “salto televisivo” diventando una figura carismatica e unica come lo è ormai in campo letterario.

119) Le Classifiche 2020 dello Spettatore Pagante

Ve l’avevamo solennemente promesso che la pandemia non avrebbe mai fermato il nostro lavoro. In   qualsiasi modalità possibile avremmo continuato a scrivere condividendo le nostre riflessioni e critiche con voi tutti.

Il 3 agosto scrivemmo che, salvo imprevisti, non saremmo stati a Venezia 77, poi il direttore Alberto Barbera spaventato dalla nostra assenza convocò d’urgenza il rigoroso capo ufficio stampa per fargli cambiare idea

Il Covid 19, dopo le meritate vacanze estive, è sì presentato puntuale in autunno ballando felice al ritmo di

ripetendo sornione

L’autunno e questo inizio d’inverno è stato scandito da un irrazionale quanto inutile:

La Festa di Roma in presenza, Il Torino Film Festival invece on line. trasformando l’inviato festivaliero al perfetto   ruolo di:

Ma basta piangerci addosso, siamo giornalai seri, noi!

Il duro e rigoroso lavoro paga sempre e nonostante le difficoltà di questo terribile 2020 abbiamo sfornato numeri notevoli:

Film: 136, Libri: 64, TV: 27, Corti :2

Anche nella seconda parte dell’anno abbiamo sentito gridare al “Capolavoro” da tanti, troppi colleghi. Rinnoviamo l’invito alla prudenza nell’utilizzare certe parole. Perché si corre il rischio di

Eccoci finalmente arrivati alle Classifiche Finali dello Spettatore Pagante

Cinema:

1) Memorie di un Assassino di Bong Joon – Ho

“Memorie di un assassino”: un poliziesco incalzante e sconvolgente

2) Ex equo

“Nomadland” di Chloé Zhao,

“50 (or two whales meet at the beach) di Jorge Cuchi

3) Ex equo
Odio L’Estate di Massimo Venier

“Odio l’estate”: un racconto sincero e spontaneo sull’amicizia e la famiglia

Ema di Pablo Larrain (In uscita a settembre nelle nostre sale)
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2020/08/02/112-ema/

Premio Speciale dello Spettatore Pagante:

“Nel Bagno delle donne” di Marco Castaldi

E “Il Grande Passo” di Antonio Padovan

Libri:

  1. Meno Dodici e Pronto Soccorso di PierDante Piccioni con Pierangelo Sapegno
    https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2020/05/09/52-meno-dodici-pronto-soccorso-pierdante-piccioni-con-pierangelo-sapegno/
    2) La Salita dei Saponari di Cristina Cassar Scalia

https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2020/08/16/118-la-salita-dei-saponari-cristina-cassar-scalia/

Ex equo con

Una lettera per Sara di Maurizio De Giovanni
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2020/05/23/57-una-lettera-per-sara-maurizio-de-giovanni/

  • Troppo Freddo per Settembre di Maurizio de Giovanni

https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2020/09/24/135-troppo-freddo-per-settembre-maurizio-de-giovanni/


e
L’Avversario di Emmanuel Carrère
https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2020/01/30/16-lavversario-emmanuel-carrere/

TV:

TV:
1) Cobra Kai

2) La Regina degli Scacchi

ex equo

Hunters

“Hunters”: caccia agli ufficiali nazisti nell’America degli anni ’70

3) Il Cacciatore 2

“Il cacciatore”: Francesco Montanari riprende la caccia nella 2° stagione

Ex equo con

Stalk

Avete Letto? Non siete per nulla d’accordo?

Rinnoviamo l’invito alla sana e rigorosa prudenza

Vi auguriamo un Felice 2021

Ps: per non dimenticare.

135) Troppo Freddo Per Settembre (Maurizio De Giovanni)

“Troppo freddo per Settembre” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato da Einaudi nel settembre 2020

Sinossi:
Cacciarsi nei guai, poi, quando tutto sembra perduto, risolvere la situazione con un colpo di genio e una buona dose di follia: non fa altro Gelsomina Settembre, detta Mina, tanto coscienziosa quanto incantevole – e suo malgrado provocante – assistente sociale presso il Consultorio Quartieri Spagnoli Ovest (per inciso, del Consultorio Est non c’è traccia). Sempre per una buona causa, però, per correre in aiuto di chi è stato meno fortunato di lei, cresciuta fra gli agi dell’alta borghesia, senza problemi a parte una madre e un fisico «ingombranti». Poco importa se, come accade in questo freddo gennaio, ciò significa mettersi contro una famiglia dal nome pesante, di quelle che nei vicoli della città vecchia decidono ogni cosa. Mina non si tira indietro, anzi, trascina con sé – in una missione di soccorso che corre parallela alle indagini della magistratura, condotte da una sua vecchia conoscenza – le amiche più care. E due uomini resi temerari solo dall’adorazione che hanno per lei.

Recensione:
Secondo appuntamento letterario in pochi mesi per l’assistente sociale Mina Settembre e possiamo già dire con grande convinzione come Maurizio De Giovanni abbia fatto “centro” anche questa volta.
Mina Settembre è già un personaggio letterario amato dai lettori e presto lo sarà anche dai telespettatori grazie all’attrice Serena Rossi.
Mai come in questo la scelta dell’attrice è stata davvero perfetta. Mentre leggevo questo secondo romanzo, immaginavo infatti l’attrice napoletana muoversi sulla scena regalando anima e soprattutto “sostanza” alle parole scritte da De Giovanni.
“Troppo freddo per Settembre” è, a mio modesto parere, uno dei migliori romanzi scritti da De Giovanni, capace nel coniugare magistralmente ironia e dramma in un intreccio narrativo mai banale, incalzante quanto intenso.
“Troppo Freddo per Settembre” costruito inizialmente come un classico giallo, nel corso dell’indagine si rivelerà come bellissima e commovente storia d’amore tra un nonno e la sua adorata nipote
Un nonno disposto al più grande sacrificio pur di garantire un futuro diverso alla propria nipote.
Mina Settembre combatterà la sua personale battaglia contro il pregiudizio sfidando altresì l’omertà del quartiere in nome della giustizia e della verità.
Un romanzo ben scritto, intenso, carico d’umanità che cattura il lettore fin dalle prime pagine, caratterizzato da un crescente ritmo e pathos.
“Troppo Freddo per Settembre” è anche il racconto di una ribellione ad un destino criminale già scritto ed anche in questo caso partito dalla coraggiosa azione di una madre oltre che nonna nel consentire al proprio figlio ed alla sua famiglia di vivere una vita nella legalità.
Amore, pregiudizio e un tocco di buffo romanticismo con le simpatiche schermaglie tra Mina ed il bello quanto impacciato ginecologo Mimmo rappresentano un avvincente e convincente mix drammaturgico ed emozionale di una bella storia originale.
Da una parte Il lettore non potrà non commuoversi con un finale inaspettato e catartico e dall’altro sognare con probabile svolta romantica per Mina.

119) Il Concerto dei destini fragili (Maurizio De Giovanni)

“Il concerto dei destini fragili” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato da Solferino Editore il 6 Agosto 2020.

Sinossi:
Il dottorino, l’avvocato, la donna dell’Est che fa la domestica. Tre persone che potrebbero non incontrarsi mai, non hanno nulla in comune.
L’avvocato è immerso in una vita da privilegiato e nel rimpianto di un unico amore perduto. La donna lotta per la sopravvivenza e per offrire un futuro migliore a sua figlia. Il dottorino vive per il lavoro, una vocazione che gli è costata il sogno di una famiglia. Fino a che la realtà non si capovolge e queste tre persone qualcosa in comune ce l’hanno. Una cosa piccolissima, invisibile. Che cambia le carte in tavola per ciascuno in modo diverso, portando in superficie la trasgressione, la disperazione, il coraggio.

Questa è la storia dell’intreccio dei loro destini ma è anche molto di più: è una profonda ricognizione nel mistero della mente messa a confronto con l’amore e la paura, con la responsabilità e la morte.
Il romanzo di Maurizio de Giovanni sorprende e commuove per la sua intensità letteraria e umana. Perché le vite di questi tre personaggi sono le nostre e questa storia parla di noi. Dei dilemmi che segnano ciò che siamo, dei fantasmi che abbiamo dentro, della forza di cui siamo capaci quando decidiamo di affrontarli.

Recensione:
Speravamo davvero che tutto andasse bene.
Ci siamo illusi che da questa pandemia saremmo usciti come persone migliori.
Abbiamo promesso che nulla sarebbe stato come prima.
Abbiamo applaudito i nostri medici ed infermieri. Li abbiamo definiti “eroi”
Un’illusione caduta con l’arrivo dell’estate.
Un’Estate 20020 dove gli italiani ballano ripetendo il grottesco mantra mondelliano “Non c’è né Covid”, dando vita ad una tragicomica forma di rimozione collettiva.
Un ‘immagine sconfortante dell’Italia e dell’italiano che il sottoscritto fatica a comprendere ed accettare.
Fortunatamente Maurizio De Giovanni mi ha regalato con “Il Concerto dei destini fragili” una toccante interruzione da questa triste quotidianità.
De Giovanni non lo nomina mai il Covid 19, è sufficiente definirlo il maledetto virus per riportare il lettore nei difficili ed estenuanti mesi del “lockdown”.
“Il Concerto dei destini fragili” è il racconto del nostro lockdown visto, vissuto e provato da tre diverse prospettive.
Tre storie di solitudine, determinazione professionale ed amore che inizialmente appaiono distanti e lontani tra loro, ma che piano piano quanto tragicamente si toccheranno fino a mescolarsi sul piano narrativo e soprattutto emozionale .
Il virus, e le nefaste conseguenze del lockdown sono rappresentate, incarnate dal Dottore, l’Avvocato e Svetlana.
Tre personaggi magistralmente tratteggiati da De Giovanni, mostrandoci le diverse sfumature dell’animo umano.
La nobiltà d’animo risplende nel buio, ma ancora di più vengono fuori le miserie, l’egoismo e l’avidità del singolo individuo.
Il “dottorino” così sopranominato dai colleghi dell’ospedale, non tanto per la sua giovane età quanto piuttosto per la sua indole gentile e premurosa.
Un giovane medico che sta lottando da settimane contro un nemico invisibile rifiutandosi di dover “scegliere” quale paziente intubare e chi no.
L’ ‘avvocato ricco ed ambizioso, ma incapace di sopportare la fine di un amore.
Così “complice” il virus completerà il suo personale quanto insensato percorso autodistruttivo.
Il virus ha accentuato le differenze sociali amplificando le difficoltà economiche di chi lotta ogni giorno per sbarcare il lunario.
La storia Svetlana è quella più straziante, drammatica, dolorosa che lascerà il lettore attonito e soprattutto commosso nello scoprire il coraggio e dignità di una madre ai tempi di una pandemia.
“Il Concerto dei destini fragili” è una lettura potente, coinvolgente, dolorosa, incalzante che consigliamo di fare come indispensabile vaccino contro le stupidaggini dilaganti nell’estate del “Non c’è né Covid”.

116 ) Tre Passi per un Delitto ( Cassar Scalia – De Cataldo – De Giovanni)

“Tre passi per un delitto” è un romanzo scritto da Cristina Cassar Scalia, Maurizio De Giovanni e Giancarlo De Cataldo e pubblicato il 14 Luglio 2020 da Einaudi Editore.

Sinossi:
Una giovane bellissima, che lavora nel mondo dell’arte, viene uccisa nel proprio appartamento a Roma. Tre personaggi coinvolti per ragioni diverse nell’omicidio forniscono la loro interpretazione dei fatti. Chi nasconde la verità. Chi la manipola. Chi sembra non curarsene. Il commissario Davide Brandi è un poliziotto molto abile, e molto ambizioso. È lui che conduce le indagini. A dargli la parola è GIANCARLO DE CATALDO.

Marco Valerio Guerra è l’amante della vittima. Un uomo d’affari ricchissimo, potente, odiato. A dargli la parola è MAURIZIO DE GIOVANNI.

Anna Carla Santucci è la moglie di Guerra. Scoprire il tradimento del marito non l’ha stupita affatto. A darle la parola è CRISTINA CASSAR SCALIA.

Le loro versioni non concordano. Ma tutte rappresentano un piccolo passo per arrivare alla soluzione del caso.

Recensione:
Nella mia breve e modesta carriera di lettore di romanzi gialli ho avuto modo di scoprire, apprezzare diversi quanto originali modi di raccontare, descrivere un omicidio.
Ho conosciuto il punto di vista della vittima, dell’ispettore, dello stesso assassino o financo dell’investigatore privato incaricato di scoprire la verità.
Tutti validi, interessanti o quanto meno degni d’essere letti per via dello stile, creatività messe in campo dallo scrittore di turno.
Mi è capitato anche di leggere romanzi scritti a quattro mani, riscontrando però in questo caso, magari per mio demerito, più delusioni che convincenti opere letterarie
È difficile sapere trovare la “quadra”, il giusto equilibrio narrativo e creativo tra due scrittori desiderosi per indole nel voler imporre il proprio stile sull’altro collega.
Un buon romanzo si poggia su un intreccio solido, su dei personaggi credibili e soprattutto nei libri gialli nella capacità di tenere alta l’attenzione del lettore e costante il pathos fino all’ultima pagina.
Scrivere romanzi gialli di successo è un talento riservato a pochi, realizzare un successo commerciale ingaggiando tre celebri giallisti è invece un altro discorso.
“Tre passi per un delitto” rientra purtroppo nella seconda opzione, dimostrando come mettere insieme tre campioni non significa, anche in campo letterario, ottenere dei grandi risultati.
“Tre passi per un delitto” è il racconto a tre voci sull’omicidio di una giovane gallerista, che ben presto si rivela solamente il pretesto narrativo per raccontare, descrivere le personalità e soprattutto moralità dei tre protagonisti.
“Tre passi per delitto” è un giallo pensato, costruito, voluto “in laboratorio” dalla Einaudi, rivelatosi si ben scritto ma sostanzialmente freddo e prevedibile nello sviluppo.
Maurizio De Giovanni, Giancarlo De Cataldo e Cristina Cassar Scalia hanno confermato ancora una volta il proprio talento, creatività, ma nonostante l’impegno e professionalità messi in campo hanno complessivamente fallito nel compito di trasmettere anima, brio e profondità ai rispettivi personaggi.
I tre punti di vista “letti” singolarmente sono anche piacevoli, incalzanti e scorrevoli, ma se visti nell’insieme della storia emerge chiara l’assenza di una visione comune, un filo rosso capace d’unire e mescolare efficacemente i tre diversi stili di racconto.
Einaudi aveva scommesso commercialmente su romanzo scritto a sei mani sperando cosi d’incuriosire un numero maggiore di lettori e fan, ma omettendo di “comprare” il necessario amalgama letteraria.
La storia funziona solo a tratti e solamente nella parte conclusiva il lettore è davvero coinvolto emotivamente e curioso di capire fino a che punto l’orgoglio ferito e l’ambizione personale possano condizione e stravolgere l’esistenza di una persona.
“Tre passi per un delitto” difficilmente passerà alla storia del genere “thriller”, quanto piuttosto sarà ricordato per questa prima collaborazione a tre, che ci auguriamo possa ripetersi con esiti più positivi in futuro.