80) La ragazza di Stillwater

Il biglietto da acquistare per “La ragazza di Stillwater” è:
 Omaggio (con riserva)

“La ragazza di Stillwater” è un film di Tom McCarthy. Con Abigail Breslin, Matt Damon, Camille Cottin, Deanna Dunagan, Robert Peters. Titolo originale: Stillwater Drammatico, 140′. USA 2021

Sinossi:

Bill Baker, operaio petrolifero dell’Oklahoma, arriva a Marsiglia per stare vicino alla figlia Allison, da cinque anni in carcere dopo la condanna per un omicidio che dice di non aver commesso. Nel tentativo di dimostrare l’innocenza della figlia, Bill, frenato dalle incomprensioni linguistiche e culturali, s’imbatte nell’attrice Virginie, dalla quale si fa aiutare per traduzioni e ricerche. Poco alla volta l’uomo ritrova il rapporto con Allison, alla quale fa spesso visita in carcere, e avvia una relazione con Virginie e la figlia Maya, nella quale vede l’occasione per redimersi dalle sue mancanze di padre. L’ossessione per il destino della figlia, però, rischia di mettere a repentaglio la sua nuova vita

Recensione:

Un mix tra celebri saghe cinematografiche – “Il Giustiziere della notte” e “Token” -, legal drama e romanticismo. La regia di un premio Oscar come Tom McCarthy. La première ufficiale nella patria del glamour, il Festival di Cannes. Basta questo per decretare il successo di un film?

“La ragazza di Stillwater” è un film complessivamente godibile, intenso, emozionante, ma anche lungo e dispersivo in alcuni passaggi. Oltre due ore di durata sono oggettivamente troppe, la storia sarebbe potuta essere raccontata in molto meno tempo.

Più che un thriller, la pellicola di McCarthy è la dolorosa parabola esistenziale del protagonista, Bill Baker, classico americano di mezza età, taciturno, religioso, dal passato burrascoso. A mandarlo avanti è la volontà di dimostrare l’innocenza della figlia Allison, condannata al carcere in Francia per un omicidio che dice di non avere commesso.

“La ragazza di Stillwater” porta avanti il classico motivo del padre costretto a vestire i panni dell’investigatore/giustiziere di fronte a un sistema giudiziario inerte. L’elemento originale è che Bill va “in trasferta”, non parla francese, e per questo si muove con goffaggine. Un americano a Marsiglia, per parafrasare il titolo del celebre film di Minnelli. continua su

18) Downsizing

Il biglietto da acquistare per “Downsizing” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Downsizing” è un film di Alexander Payne. Con Matt Damon, Jason Sudeikis, Christoph Waltz, Hong Chau, Kristen Wiig, Alec Baldwin, Neil Patrick Harris. Commedia, 140’. USA, 2017

Le dimensioni contano… anche per salvare il mondo dal disastro ambientale ed ecologico.

Non cominciate a sorridere maliziosi, cari lettori, ma sono i centimetri a dominare la scena in “Downsizing” di Alexander Payne, film d’apertura di Venezia74.

Il mondo sta morendo, lo gridano rabbiosi gli ambientalisti, lo sostengono inascoltati gli scienziati Le scellerate politiche dei governi, il sovraffollamento, la diminuzione delle risorse potrebbero rivelarsi legatali per l’umanità.

Ma ci sono speranze per fermare questo suicidio collettivo? Tanti i progetti e i buoni propositi, pochissime le azioni concrete.

Alexander Payne insieme all’altro sceneggiatore Jim Taylor hanno deciso, con ironia e creatività, di affrontare questa delicata questione scrivendo una favola moderna che mescola fantasia e amara realtà.

In un futuro non molto lontano uno scienziato norvegese, dopo lunghi studi, ha scoperto la formula per rimpicciolire gli esseri viventi. Una scoperta che potrebbe salvare la Terra dal disastro, se l’umanità – posta di fronte al bivio se rimanere un gigante nel mondo morente oppure diventare un nano, ma in un mondo florido – decidesse di sottoporsi al trattamento in tempi rapidi.

Per convincere la comunità scientifica della bontà ed efficacia della propria invenzione lo scienziato si presenta davanti ai colleghi rimpicciolito, insieme a un gruppo di uomini e donne felici di essere le prime cavie umane.

Tra questi c’è Paul Safranek (Damon), che nella vita ha sempre anteposto il dovere ai propri sogni. Stanco di un quotidiano fatto di ristrettezze economiche e rimpianti professionali, l’uomo decide insieme alla moglie Audrey (Wiig) di sottoporsi al trattamento di riduzione.

All’ultimo momento, però, Audrey cambia idea e abbandona il “piccolo” Paul, che anche nella nuova comunità finisce per sentirsi quasi come un corpo estraneo.

Quando, dopo un anno circa, Paul accetta l’invito del vicino Dusan (Waltz), la sua esistenza subisce una svolta. Scoprirà infatti che anche nel mondo dorato dei piccoli esistono ingiustizie sociali e povertà da combattere.

“Downsizing” lascia allo spettatore l’amara sensazione che gli sceneggiatori, nel tentativo di dire troppo, abbiano finito per scrivere una storia prolissa, caotica, incisiva solo in parte. continua su

http://paroleacolori.com/downsizing-un-matt-damon-piccolo-piccolo-contro-disastri-ambientali/

256) Suburbicon

Il biglietto da acquistare per “Suburbicon” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Suburbicon” è un film di George Clooney. Con Matt Damon, Julianne Moore, Noah Jupe, Oscar Isaac, Josh Brolin, Woody Harrelson, Glenn Fleshler. Commedia, 104’. USA, 2017
Data di uscita italiana: 14 dicembre 2017

Gli Stati Uniti sono il paese della libertà, delle opportunità, della democrazia. No, non sono un alieno appena giunto sulla Terra, so che Donald Trump è l’attuale presidente.

Eppure è George Clooney con la sua ultima fatica da regista, “Suburbicon”, presentato in concorso a Venezia 74, a ricordarci come l’America di oggi non sia poi tanto diversa da quella degli anni ‘50, rimpianta da molti per il benessere che la contraddistinse.

Simbolo di questo quadro idilliaco è la cittadina di Suburbicon, dove nel 1957 vive una perfetta comunità periferica di famiglie giovani e sorridenti.

Quando però i nuovi vicini sono persone di colore, la comunità si mobilita, passando dall’ostilità alla violenza.

Quando pensate già di trovarvi davanti solo all’ennesimo film sui diritti civili, ecco che i fratelli Coen, autori della sceneggiatura, inseriscono un elemento crime, mostrando l’irruzione notturna nella casa dei Lodge – Garden (Damon), la moglie paraplegica Rose (Moore), la sorella di lei Maggie (Moore) e il figlio della coppia Nicky – che finisce in tragedia.

Il film si articola quindi in due filoni narrativi distinti: quello razziale, che acquista via via intensità, e quello che ha come protagonista il piccolo Nicky, sempre più allo sbando.

Non volendo svelare i numerosi colpi di scena che si susseguono nella seconda parte della pellicola, sicuramente più riuscita e interessante della prima, ci limitiamo a evidenziare come la presenza dei fratelli Coen si senta, non solo nella sceneggiatura ma anche nelle scelte registiche. Clooney, sempre più sicuro dietro la macchina da presa, ha infatti attinto a piene mani dallo stile e dalla sensibilità dei due. continua su

http://paroleacolori.com/suburbicon-bugie-adulteri-e-crimini-sconvolgono-il-giardino-damerica/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

55) The Great Wall

Il biglietto da acquistare per “The Great Wall” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Zhang Yimou. Con Matt Damon, Andy Lau, Willem Dafoe, Pedro Pascal, Tian Jing, Eddie Peng, Lu Han. Storico, 104′. 2016.

Muri, recinzioni, steccati, quante volte abbiamo sentito pronunciare queste parole nelle ultime settimane e mesi?

Donald Trump ha praticamente vinto le presidenziali americane annunciando la volontà di creare una barriera tra gli Stati Uniti e il Messico.

Si alzano muri quando si avverte il bisogno di proteggere qualcosa d’importante o per paura. Ma i muri sono visti oggi come qualcosa di negativo, retaggio del passato, poco umanitario nei confronti delle migliaia di profughi che ogni giorno scappano dalla guerra e dalla miseria.

La Cina è stata la prima nazione nella storia a difendere i propri confini innalzandone uno, la Grande Muraglia.

Come ci ricorda Wikipedia, fu costruita a partire dal 215 a.C. circa per volere dell’imperatore Qin Shi Huang. La sua lunghezza è stata stimata intorno ai 6.350 chilometri, con altezze variabili, fino a pochi anni fa. Dalle misurazioni effettuate nel 2009, invece, risulterebbe lunga 8.851 chilometri, circa 2.500 in più di quelli stimati in precedenza.

È stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità nel 1987 e inserita nel 2007 fra le sette meraviglie del mondo.

Perché mai i cinesi decisero di costruire quest’imponente strumento di difesa? Da chi o da che cosa avevano esigenza di difendersi?

“The Great Wall” di Zhang Yimou offre una possibile e intrigante risposta. E se La Grande Muraglia fosse nata per difendersi dai nemici, sì, ma non di questo pianeta? Il film, inaspettatamente, mescola alla pellicola storica, bellica, in costume, elementi fantasy. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-the-great-wall/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

200) Jason Bourne

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Il biglietto d’acquistare per “Jason Bourne” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“Jason Bourne” è un film del 2016 diretto da Paul Greengrass, scritto da Matt  Damon,Paul Greengrass,Christopher Rouse , con: Matt Damon,Alicia Vikander,Julia Stiles,Tommy Lee Jones,Vincent Cassel.

L’estate cinematografica 2016 è segnata dal ritorno sul grande schermo di alcune delle saghe più amate e seguite degli ultimi decenni. Non poteva mancare il quinto episodio della saga di Jason Bourne, interpretato da Matt Damon, ovvero la versione 3.0 dello Smemorato di Collegno.
Solo che, in questo, lo Smemorato, per lo spettatore poco addentro alla saga, è un killer spietato e super addestrato dalla Cia per combattere il pericolo terrorismo.
La prima domanda spontanea che suscita la visione di Jason Bourne è – era necessario un nuovo episodio? -.
Probabilmente no, ma è chiaro che i fan, e soprattutto i produttori pensando ai lauti incassi, siano di parere contrario.
Jason Bourne non presenta nuovi e interessanti approfondimenti della trama e non regala veri colpi di scena riguardo al passato del protagonista. Semmai, mette a fuoco alcuni particolari della vita privata dello Smemorato e di come sia diventato tale e per mano di chi.
Jason Bourne è il film ideale per chi ama il genere in prevalgono le scene d’inseguimento forsennato in auto e i combattimenti corpo a corpo. continua su

https://mygenerationweb.it/201607283257/articoli/palcoscenico/cinema/3257-anteprima-jason-bourne-e-tornato-ancora-una-volta

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

https://www.amazon.it/Ninni-mio-padre-Roberto-Sapienza-ebook/dp/B01H85DF8S/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1472395883&sr=1-1&keywords=ninni+mio+padre

192) The Martian – Sopravvissuto

 

marteIl biglietto d’acquistare per “The Martian” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film diretto da Ridley Scott. Con Matt Damon, Jessica Chastain, Kate Mara, Kristen Wiig, Sebastian Stan, Michael Peña, Sean Bean, Mackenzie Davis, Chiwetel Ejiofor, Donald Glover, Jeff Daniels, Aksel Hennie. Fantascienza, 130′. 2015

Tratto dal romanzo “L’uomo di Marte” di Andy Weir

La Terra è diventata troppo piccola per il genere umano. A ben vedere, su questo pianeta abbiamo fatto e visto accadere praticamente di tutto. Il cinema da parte sua cerca di tenere il passo con le nuove prospettive, aprendo all’universo per scrivere soggetti nuovi.

Così, un anno dopo “Interstellar” di Christopher Nolan, arriva sui nostri schermi “The Martian”, pellicola che sulla carta poteva apparire come il cugino povero del primo, ma come direbbe il ct Giovanni Trapattoni, mai dire gatto se non c’è l’hai nel sacco.

Dopo due flop epici come “Il procuratore” ed “Exodus Dei e Re” per Ridley Scott lo spazio poteva trasformarsi in una tomba artistica; invece il vecchio leone ha ruggito con forza.

In un futuro non troppo lontano l’uomo passeggia su Marte come ha già fatto sulla Luna e la Nasa organizza missioni stellari, alla ricerca di luoghi alternativi per vivere. Nel corso di una di queste missioni sul pianeta rossa, l’equipaggio di Ares 3, guidato dal comandante Lewis (Chastain), viene sorpreso da una terribile tempesta che lo obbliga a un precipitoso rientro sulla Terra.

Durante l’affannosa manovra per lasciare il pianeta, uno dei componenti della spedizione, il botanico Mark Watney (Damon), viene colpito da dei detriti che lo scaraventano lontano dall’astronave, facendolo ritenere morto ai compagni e alla Nasa.

Mark invece è sopravvissuto miracolosamente all’incidente e dopo lo sgomento inizia il suo personale ed epico “Survivor” su Marte. L’uomo è ingegnoso oltre che combattivo, e sfruttando le sue conoscenze riesce persino a realizzare un orto di patate, in modo da garantirsi la sopravvivenza fino alla missione successiva, che arriverà solo dopo quattro anni.

Mark riesce anche a ripristinare un contatto con gli stupiti vertici della Nasa sulla Terra, che insieme ai cinesi, mai come in questo caso solidali, cercheranno in ogni modo di riportarlo a casa.

Alcuni critici hanno definito “The Martian” la versione spaziale di “Salvate il Soldato Ryan”, per la presenza di Matt Damon e per alcuni elementi comuni nelle trame (il finale con Lewis e compagni chiamati all’eroica missione di recupero richiama a suo modo il film di Spielberg), ma l’ultimo arrivato ha delle peculiarità interessanti e assolutamente positive.

Sono forse uno dei pochi che lo scorso anno non ha gridato al capolavoro davanti a “Interstellar”, una pellicola che ho trovato troppo perfetta e quindi fredda dal punto di vista emozionale.

Il testo di “The Martian” sarà più povero di contenuti rispetto a quello del film di Nolan, eppure è più diretto, interessante e avvolgente. Ben scritto, fluido, semplice, ha dalla sua anche il fatto di evitare collegamenti complicati tra fisica e metafisica… continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-sopravvissuto-the-martian/

 

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “The Martian” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Low; 5) Always.

A film directed by Ridley Scott. With Matt Damon, Jessica Chastain, Kate Mara, Kristen Wiig, Sebastian Stan, Michael Peña, Sean Bean, Mackenzie Davis, Chiwetel Ejiofor, Donald Glover, Jeff Daniels, Aksel Hennie. Sci, 130 ‘. 2015

Based on the novel “The man from Mars” by Andy Weir

The Earth has become too small for the human race. A closer look, on this planet have done and seen it happen just about anything. The cinema by his attempts to keep up with new perspectives, opening to the universe to write new subjects.

So, one year after “Interstellar” by Christopher Nolan, arrives on our screens “The Martian”, the film that on paper might seem like the poor cousin of the first, but how would the coach Giovanni Trapattoni, never say cat if there is you have in the bag.

After two epic flop as “Attorney” and “Exodus Gods and Kings” by Ridley Scott space could become a tomb art; instead the old lion roared vigorously.

In a not too distant future man he is walking on Mars as it did on the moon and NASA organizes star missions, looking for alternative places to live. During one of these missions on the red planet, the crew of Ares 3, led by Commander Lewis (Chastain), is caught in a terrible storm that obliges him to a hasty return to Earth.

During the frantic maneuver to leave the planet, one of the members of the expedition, the botanist Mark Watney (Damon), is hit by debris that fling away from the ship, making him feel dead comrades and to NASA.

Mark instead miraculously survived the accident and after the shock began his personal and epic “Survivor” on Mars. The man is clever as well as fighting and using his knowledge even manages to make a garden of potatoes, to ensure its survival until the next mission, which will come only after four years.

Mark is also able to restore contact with the top amazed NASA on Earth, which together with the Chinese, never like this solidarity, will attempt to bring him home.

Some critics have called “The Martian” the spatial version of “Saving Private Ryan,” for the presence of Matt Damon and some common elements in the plots (the final with Lewis and his companions called the heroic rescue mission recalls in his way Spielberg’s film), but the newcomer has some interesting features and absolutely positive.

Are perhaps one of the few that last year did not cry in front of the masterpiece “Interstellar,” a film that I found it too perfect and then cold from emotionally.

The text of “The Martian” will be poorer in content than that of Nolan’s film, yet it is more direct, interesting and fascinating. Well written, fluid, simple, its also has the avoidance of complicated connections between physics and metaphysics … read on

http://paroleacolori.com/al-cinema-sopravvissuto-the-martian/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.htm