6) City of Crime

Il biglietto da acquistare per “City of crime” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“City of Crime” è un film di Brian Kirk. Con Chadwick Boseman, Sienna Miller, J.K. Simmons, Stephan James, Taylor Kitsch. Azione, 99′. USA 2019

Sinossi:

Una notte a New York una coppia di criminali entra in un ristorante per rubare un carico di cocaina, ma ne trova molta più del previsto, inoltre arrivano sul posto molti agenti di polizia, che i due ladri sono costretti ad abbattere divenendo così il pericolo pubblico numero uno. I due sono Ray Jackson, reduce delle guerre in Medio Oriente, e Michael Trujillo, congedato invece con disonore, per ragioni però con cui è facile empatizzare. Viene incaricato di catturarli il detective Andre Davis, che ha la fama di avere il grilletto facile, ed è affiancato da un’agente della narcotici, Frankie Burns. Andre, che è figlio di un poliziotto ucciso in servizio, prende la vicenda molto a cuore e ottiene di isolare l’intera isola di Manhattan bloccando ponti e tunnel per alcune ore notturne. Inizia così una caccia all’uomo che è anche una corsa contro il tempo, dove Andre dimostra di voler arrivare alla verità anziché fare giustizia sommaria.

Recensione:

Chi, se non un Avenger, è in grado di garantire l’ordine e la sicurezza nella corrotta New York? Chi, se non l’affascinante re di uno stato immaginario e iper-tecnologico, può indossare i panni di un moderno giustiziere della notte?

I fratelli Russo non hanno avuto dubbi nel consegnare a Chadwick Boseman, star di “Black Panther”, il ruolo di protagonista in “City of crime”, poliziesco da loro prodotto, nella chiara speranza di attirare al cinema non solo i fan del genere, ultimamente abbastanza sottotono, ma anche quelli del franchise Marvel.

“City of crime” di Brian Kirk è un film dalla struttura classica, lineare, essenziale. A partire dal prologo, dove assistiamo al funerale del padre di Andre, poliziotto ucciso in servizio. Questo evento condizionerà inevitabilmente la vita del giovane.

La storia si sviluppa secondo le aspettative dello spettatore, tra sparatorie, inseguimenti, uccisioni e colpi di scena che si inseriscono in una cornice drammaturgica collaudata quanto puntuale.

Gli sceneggiatori hanno evitato, saggiamente, di inserire storyline secondarie poco funzionali eppure allo script mancano anche la verve e la freschezza giuste per renderlo davvero godibile. “City of crime”, paradossalmente, è un film “vecchio”, nonostante il dispendioso e imponente sforzo produttivo. continua su

“City of crime”: una serrata caccia all’uomo sull’isola di Manhattan

114) Deadpool 2

Il biglietto da acquistare per “Deadpool 2” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre.

“Deadpool 2” è un film di David Leitch. Con Ryan Reynolds, Josh Brolin, Zazie Beetz, Julian Dennison, Morena Baccarin. Azione, 119′. USA, 2018

Sinossi:

Il mercenario malato di cancro e trasformato in un essere pressoché immortale, capace di rigenerarsi da ogni ferita, si gode finalmente la vita insieme alla compagna Vanessa. Ma ad accettare irresponsabilmente, com’è nel suo stile, missioni da sicario in giro per il mondo si finisce per farsi dei nemici e arriva presto per Deadpool il momento di pagare il conto. Una batosta tale da ritrovarsi a casa degli X-Men, con Colosso che ancora una volta gli dà la possibilità di essere un eroe e lo porta con sé in una missione per calmare un giovanissimo e potente mutante. Prevedibilmente le cose non vanno a finir bene e Deadpool si ritrova nei guai insieme al ragazzino a cui però si sta affezionando tanto che, quando dal futuro giungerà un letale guerriero deciso a ucciderlo, il loquace ex mercenario farà tutto il possibile per proteggere il giovane.

Recensione:

Quando due anni fa fece il suo debutto al cinema Deadpool, eroe scorretto, egoista, volgare e vanesio, furono in molti a rimare spiazzati e allo stesso tempo piacevolmente sorpresi dal suo stile e dal suo linguaggio, così distanti da quelli classici dei personaggi Marvel.

La performance di Ryan Reynolds conquistò persino i critici, portando l’attore americano – e il film – a un passo dal Golden Globe. Un vero stravolgimento delle regole, quello messo in atto da David Leitch e dal suo protagonista!

Alla fine del primo episodio avevamo lasciato Deadpool pronto a godersi la vita insieme alla sua bella, la ex prostituta Vanessa (Baccarin). Il sequel – voglio subito tranquillizzare i fan – riesce nella non semplice impresa di non rovinare quanto di buono fatto in passato.

“Deadpool 2”, infatti, è ricco di colpi di scena, intenso, divertente, coinvolgente. E segna una svolta inaspettata per il protagonista, una svolta intimistica e profonda.

La struttura del film e lo stile registico spiazzano ancora una volta, alternando con naturalezza e buona efficacia momenti da commedia pura ad altri insolitamente drammatici e commoventi. Il tutto restando però fedeli al principio numero uno del franchise: mai prendersi completamente sul serio. continua su

http://paroleacolori.com/deadpool-2-se-il-sequel-non-supera-originale-ma-almeno-non-sfigura/

250) Doctor Strange

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Il biglietto d’acquistare per “Doctor Strange” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) di pomeriggio 4) Ridotto (Con Riserva) 5) Sempre.

“Doctor Strange” è un film del 2016 diretto da Scott Derrickson, scritto da Thomas Dean Donnelly,Joshua Oppenheimer, Jon Spaihts, con : Benedict Cumberbatch, Rachel McAdams, Tilda Swinton, Mads Mikkelsen,Chiwetel Ejiofor, Michael Stuhlbarg, Benedict Wong, Benjamin Bratt, Scott Adkins.

Cari adepti delle discipline orientali e praticanti di joga e affini.
Sì, è soprattutto ai quest’ultimi che rivolgo questa mia recensione: uomini e donne che ogni si sforzano d’entrare in contatto con il mondo spirituale ed esoterico tra una telefonata e un aperitivo nel più glamour e caotico locale del momento.
È finalmente arrivato il film che può permettervi di mischiarvi ai rudi e rumorosi fan della Marvel senza apparire fuori posto.
Doctor Strange è la risposta per chi spera di poter coniugare misticismo e azione senza risultare commerciale e grossolano.
Chi è dunque Strange?
Doctor Strange racconta la storia del neurochirurgo di fama mondiale Stephen Strange (Benedict Cumberbatch), la cui vita cambia per sempre dopo che un terribile incidente automobilistico lo priva dell’uso delle mani. Quando la medicina tradizionale si dimostra incapace di guarirlo, Strange è costretto cercare una cura in un luogo inaspettato: una misteriosa enclave nota come Kamar-Taj in cui vive L’Antico(Swinton), figura mistica e spirituale, che diventerà il maestro di Strange nell’apprendere che la vera conoscenza consiste nell’aprire la mente da ogni pregiudizio e limite.
Strange scoprirà presto che non si tratta soltanto di un luogo di guarigione ma della prima linea di una battaglia contro invisibili forze oscure decise a distruggere la nostra realtà.
Strange è un uomo intelligente, egocentrico, arrogante, affascinante, un medico che ha giurato di salvare vite umane, ma il destino ha in serbo per lui altri modi per tenere fede al suo giuramento.
Doctor Strange rappresenta una nuova e diversa pagina dell’Universo Marvel in cui rispetto al passato prevalgono le parole e l’interiorità sull’azione e sullo scontro fisico. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-doctor-strange/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

https://www.amazon.it/Ninni-mio-padre-Roberto-Sapienza-ebook/dp/B01H85DF8S/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1477432131&sr=1-1&keywords=ninni+mio+padre

118) X-Men – Apocalisse

X Men apocalisse

Il biglietto da acquistare per “X-Men- Apocalisse” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“X-Men-Apocalisse” è un film del 2016 diretto da Bryan Singer, scritto da Michael Dougherty, Dan Harris, Simon Kinberg, Bryan Singer, con: Jennifer Lawrence, James McAvoy, Michael Fassbender, Oscar Isaac, Evan Peters, Hugh Jackman, Sophie Turner, Channing Tatum, Nicholas Hoult, Olivia Munn, Rose Byrne,Tye Sheridan, Stan Lee, Kodi Smit-McPhee, Lucas Till, Josh Helman.

Un fatto è assodato: qualsiasi spettatore che decida di avvicinarsi al mondo degli X-Men vedendo l’ultimo capitolo della saga, è opportuno, oltre che necessario, che faccia prima i compiti a casa guardando con cura gli episodi precedenti.

L’ignoranza mai come in questo caso non è ammessa, se non si vuole correre il rischio di farsi travolgere dai continui richiami inseriti lungo le due ore e passa della proiezione, e perdendosi momenti importanti dal punto di vista narrativi e come suspense. Se poi come il sottoscritto ha avuto l’opportunità di vedere il film in anteprima, in lingua originale senza sottotitoli, la sfida è diventata ancora più complessa. Se poi aggiungente il minaccioso monito di Emma Di Lorenzo, caporedattore e soprattutto accanita fan della saga, “Se fai spoiler, ti uccido”, allora comprenderete con quale spirito e ansia mi accingo a scrivere questa recensione.
Non volendo svelare la trama rispettando i trepidanti fan e soprattutto essendo, reo confesso, che qualche passaggio cruciale della trama mi sia stato di difficile comprensione, cercherò di darvi pochi e spero chiari punti fissi per comprendere e affrontare il film.

1) Lo spazio temporale, che gli autori hanno scelto ambientare il complesso intreccio narrativo, parte dall’antico Egitto, nel prologo, dove lo spettatore scopre dell’esistenza già degli X-Men e in particolare del misterioso e potente Faraone Apocalisse (Isaac) capace di rincarnasi in altri mutanti e di poter acquisire nuovi e straordinari poteri.
In seguito la macchina del tempo trasporta lo spettatore esattamente dieci anni dopo l’epilogo del precedente e convincente “X-Men- Giorni di Futuro Passato”.

2) Il “villain” interpretato dal talentuoso astro nascente di Hollywood Oscar Isaac è di grande impatto, incisivo, carismatico, capace di tenere il centro della scena con personalità e catturare l’attenzione dello spettatore.

3) La regia di Bryan Singer è ancora una volta un punto fermo. Il suo stile è bello, creativo, affascinante, incalzante, preciso. Il regista americano, si conferma dotato di quel tocco magico, che solo i veri talenti della Settima Arte possiedono, e capace di far fare il salto di qualità al film. continua su

https://www.mygenerationweb.it/201605143095/articoli/palcoscenico/cinema/3095-x-men-una-epopea-straordinariamente-apocalittica

The ticket to buy for “X-Men- Revelation” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always.

“X-Men-Revelation” is a 2016 film directed by Bryan Singer, written by Michael Dougherty, Dan Harris, Simon Kinberg, Bryan Singer, with Jennifer Lawrence, James McAvoy, Michael Fassbender, Oscar Isaac, Evan Peters, Hugh Jackman , Sophie Turner, Channing Tatum, Nicholas Hoult, Olivia Munn, Rose Byrne, Tye Sheridan, Stan Lee, Kodi Smit-McPhee, Lucas Till, Josh Helman.

A fact is a fact: any viewer who decides to approach the world of the X-Men seeing the last chapter of the saga, it is appropriate, as well as necessary, to do your homework before watching carefully the previous episodes.

The ignorance never as in this case is not allowed, if you do not want to run the risk of being overwhelmed by the constant references inserted along the two hours and passes the screening, and losing important moments in terms of narrative and how suspense. And if like me has had the opportunity to see the film premiered, in the original language without subtitles, the challenge is even more complex. If then adding the ominous warning of Emma Di Lorenzo, editor and especially fierce fans of the saga, “If you do spoilers, I’ll kill you”, then you will understand the spirit in which anxiety and I am going to write this review.
Not wanting to reveal the plot respecting the anxious fans and especially being, self-confessed, that a few crucial passage of the plot I was difficult to understand, I try to give you hope and a few fixed points clear understanding and tackling the film.

1) The space-time, that the authors chose acclimatise the storyline complex, part of ancient Egypt, in the prologue, where the viewer already knows about the X-Men, and in particular the mysterious and powerful Pharaoh Revelation (Isaac) capable of rincarnasi other mutants and to acquire new and extraordinary powers.
Following the time machine transports the viewer exactly ten years after the ending of the previous and convincing “X-Men- Days of Future Past”.

2) The “villain” played by the talented rising star of Hollywood Oscar Isaac is of great impact, incisive, charismatic, able to hold center stage with personality and capture the viewer’s attention.

3) Directed by Bryan Singer has once again stalled. His style is beautiful, creative, charming, relentless, accurate. The American director, confirms with that magic touch that only the true talents of the Seventh Art have, and able to make the leap to film. continues on
https://www.mygenerationweb.it/201605143095/articoli/palcoscenico/cinema/3095-x-men-una-epopea-straordinariamente-apocalittica

45) Lo chiamavano Jeeg Robot

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Il biglietto d’acquistare per “Lo chiamavano Jeeg Robot” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Gabriele Mainetti. Con Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Stefano Ambrogi, Ilenia Pastorelli, Maurizio Tesei. Fantascienza, 112′. 2015

I film di supereroi sono quasi sempre ambientati negli Stati Uniti, come vuole mamma Marvel. I cartoni animati, invece, sono una cosa tutta giapponese (parliamo di manga e serie adattate per la tv). Fino a oggi queste erano due basi solide, in campo cinematografico.

Fino a oggi, dico, perché poi Gabriele Mainetti, con coraggio e ironia, ha deciso di mischiare le carte in tavola e presentarci la sua personale idea di storia di supereroe, ambientandola a Roma, più precisamente nel quartiere Tor Bellamonaca.

Lo spettatore è preparato fin da subito a vedere un film particolare (il titolo in questo gioca un ruolo non da poco), ma ciò che non si aspetta è di calarsi in una storia a metà strada tra la commedia e il noir, una storia che finisce per diventare una favola moderna.

Enzo Ceccotti (Santamaria) è uno sbandato, un ladruncolo senza futuro che vediamo, all’inizio della pellicola, scappare dalla polizia. Per cercare di mettersi in salvo Enzo decide di buttarsi nel Tevere, ma si sa, il fiume può essere pericoloso… Venuto a contatto in acqua con delle sostanze radioattive, l’uomo acquisisce una forza sovrumana. Dopo l’iniziale stupore, Enzo decide di sfruttare al massimo questa inaspettata capacità, per rapinare bancomat, comprarsi una Tv come si deve, film porno e yogurt.

Ma come ha spiegato bene la frase mantra dell’Uomo ragno, “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, ed Enzo, nonostante non voglia guai e sia senza amici, si trova a doversi occupare della bella Alessia (Pastorelli), fissata con il cartone animato giapponese “Jeeg Robot”. La ragazza, dopo aver perso il padre Sergio a causa di una rapina finita male, si aggrappa a Enzo, considerandolo una sorta di versione umana di Hiroshi Shiba, l’eroe protagonista del fumetto.

Che film eroico sarebbe, senza un villain che si rispetti? Nel nostro caso l’antagonista ha le sembianze del coatto e sanguinario Fabio (Marinelli), che stanco di fare solo rapine decide di allargare il suo giro e di iniziare a contrabbandare droga con l’aiuto della camorra.

Fabio è determinato a diventare famoso e a imporre la sua leadership e per questo non esista a sacrificare gli amici e a compiere stragi di innocenti. Solo Enzo è in grado di fermalo – non prima che anche Fabio sia entrato in contatto con le stesse sostanza radioattive e sia diventato a sua volta superdotato.

Un film originale, coraggioso, divertente, che si appoggia a una sceneggiatura essenziale ma efficace. Gli autori non puntano a costruire un intreccio sofisticato, semmai dimostrano che talvolta è la semplicità l’arma vincente.

La storia, ben strutturata, scorre fluida dall’inizio alla fine ed è capace di regalare perfetti tempi comici e, insieme, attraverso le scene d’azione, di evocare i film polizieschi italiani degli anni ’70.

I dialoghi sono freschi e costruiti con maestria. I personaggi e i loro caratteri sono ben delineati, risultando così credibili e godibili per il pubblico.

La regia di Gabriele Mainetti è asciutta, senza fronzoli e di taglio televisivo, eppure nel suo essere per certi versi elementare ti colpisce e riesce a trascinarti nel suo mondo e farti vivere quest’avventura con il sorriso.

Regia e sceneggiatura a parte, “Lo chiamavano Jeej Robot” deve molta della sua forza a un cast azzeccato e di grande talento. Claudio Santamaria si cala perfettamente nel ruolo dell’eroe per caso di stampo romano, ombroso e in parte pasticcione. continua su

Al cinema: Lo chiamavano Jeeg Robot

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “They Call Jeeg” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

A film by Gabriele Mainetti. With Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Stefano Ambrogi, Ilenia Pastorelli, Maurizio Tesei. Sci, 112 ‘. 2015

The films of superheroes are almost always ambientati in the United States, as a mother wants Marvel. The cartoons, however, have one thing all Japanese (talk about manga series and adapted for television). Until now, these were two solid bases, in the field of cinema.

Until now, I say, because then Gabriele Mainetti, with courage and humor, decided to shuffle the cards on the table and introduce his personal idea of ​​the superhero story, setting it in Rome, more precisely in the district Tor Bellamonaca.

The viewer is prepared immediately to see a particular movie (the title in this plays a role not recently), but that he does not expect you to dive into a story halfway between comedy and noir, a story that ends up as a modern fairy tale.

Enzo Ceccotti (Santamaria) is a drifter, a petty thief with no future that we see at the beginning of the film, run from the police. To try to reach safety Enzo decides to throw himself into the Tiber, but you know, the river can be dangerous … Come into contact with the radioactive substances into the water, the man acquires superhuman strength. After the initial amazement, Enzo decided to make the most of this unexpected capacity for robbing ATMs, buy a TV as they should, porn movies and yogurt.

But as he explained well the phrase mantra Spider Man, “with great power comes great responsibility”, and Enzo, despite not want trouble and has no friends, he is having to deal with the beautiful Alessia (Pastorelli), fixed with the carton Japanese animated “Jeeg”. The girl, after losing his father Sergio because of a robbery gone bad, clings to Enzo, considering it a kind of human version of Hiroshi Shiba, the hero protagonist of the comic.

That heroic film would, without a villain worthy of respect? In our case, the antagonist has the appearance of forced and bloody Fabio (Marinelli), who tired of just doing robberies decides to expand on his lap and started to smuggle drugs with the help of the Camorra.

Fabio is determined to become famous and to impose his leadership and for this there is no sacrifice to make friends and massacres of innocent people. Only Enzo is able to stop it – not before Fabio also came into contact with the same radioactive substance and has become in turn superdotato.

An original film, brave, funny, leaning to one essential script yet effective. The authors do not point to build a sophisticated plot, if anything, shows that sometimes simplicity is the trump card.

The story, well-structured, flowing smoothly from beginning to end and is capable of giving perfect comic timing and, together, through the action scenes, to evoke the Italian detective films of the ’70s.

The dialogue is fresh and made with skill. The characters and their characters are well defined, thus being credible and enjoyable for the audience.

Directed by Gabriele Mainetti is dry, with no frills and television cut, but in its being in some elementary verses hits you and manages to drag you into his world and make you live this adventure with a smile.

Director and screenplay aside, “They called Jeej Robot” owes much of its force to a spot on the cast and very talented. Claudio Santamaria goes down well in the hero’s role in the case of Roman-style, shady and partly bungler. continues on

Al cinema: Lo chiamavano Jeeg Robot

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

43) DeadPool

Deadpool

Il biglietto d’acquistare per “DeadPool” è:1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“DeadPool” è un film del 2016 di, Tim Miller scritto da, con : Rhett Reese, Paul Wernick, con: Ryan Reynolds, Morena Baccarin,T.J. Miller, Gina Carano, Ed Skrein, Brianna Hildebrand, Andre Tricoteux

Chi sono gli eroi? Uomini e donne che a un certo punto delle loro vite sono chiamate a scegliere tra continuare a soddisfare il proprio egoismo o mettere se stessi al servizio dell’umanità. Se poi la persona è dotata di qualche potere allora le responsabilità aumentano perché essere un super eroe è davvero un lavoraccio.

La Marvel nel corso degli anni ci ha raccontato storie di persone normali che a un certo punto della vita si sono trovate investite da un dono unico costringendoli a un travaglio personale per comprendere il loro spazio nel mondo.

I classici super eroi dopo un’esistenza negativa trovano grazie ai nuovi poteri l’opportunità di riscatto salvando il più delle volte l’umanità.

Siamo sicuri che un super eroe debba essere sempre educato, buono, giusto e compassionevole?

Questa domanda se le è posta il geniaccio di Stan Lee quando scelse di creare il fumetto di Deadpool, immaginando e disegnando Wade Wilson, un vero mascalzone, ex militare congedato con disonore e soprattutto sboccato e maleducato ovvero l’esatta nemesi di un eroe Marvel. Ciò nonostante i lettori di fumetti hanno adottato questo personaggio al punto da spingere Hollywood a farne un film.

Chi è dunque Wade Wilson (Reynolds)? E’ lui stesso che si racconta allo spettatore fin dalla prima scena della pellicola parlando direttamente in macchina mentre si trova su un taxi in fase di preparazione della sua agognata vendetta.

Sì, avete capito bene, Deadpool è una storia di vendetta e d’amore, in cui non c’è spazio per il buonismo e compassione.

Wade, che per sopravvivere ha accettato di punire gli stalker e chiunque si mostri cattivo con il prossimo, è diventato Deadpool ovvero un immortale mutante, dopo essersi sottoposto volontariamente, per sconfiggere un mortale cancro, a un pericoloso e doloroso esperimento genetico creato da un misterioso e spregevole Francis Freema (Skein).

Wade è innamorato della bella prostituta Vanessa (Baccarin) è disposto a tutto pur di stare con lei, ma vuole tornare dall’amata perché ha il volto sfigurato dall’intervento.

Deadpool non vuole essere un supereroe, né gli interessa salvare il mondo, rivuole la sua vecchia vita e uccidere Francis dopo che lo avrà fatto tornare normale.

È un film Marvel diverso rispetto a quelli che i fan hanno ammirato finora. Le parolacce e il politicamente scorretto sono il mantra del protagonista, il quale uccide senza porsi nessun problema etico.

Eppure il suo agire senza regole piace e diverte il pubblico mostrando un super eroe molto umano e vicino ai sentimenti comuni dell’uomo della strada.

Il testo è semplice, agile, volutamente provocatorio, irriverente e canzonatorio e ironico. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-deadpool/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “Deadpool” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“Deadpool” is a, Tim Miller the 2016 film written by, with: Rhett Reese, Paul Wernick, with Ryan Reynolds, Morena Baccarin, T.J. Miller, Gina Carano, ed skrein, Brianna Hildebrand, Andre Tricoteux

Who are the heroes? Men and women who at some point in their lives are called to choose between continuing to meet their own selfishness or put yourself at the service of humanity. And if the person has some power then the responsibilities increase because being a superhero is really a big job.

Marvel over the years has told us stories of ordinary people who at some point in life have found themselves hit by a unique gift forcing them to a personal labor to understand their place in the world.

The classic super heroes after negative life are thanks to the new powers the opportunity for redemption by saving most of the time humanity.

We are sure that a super hero should always be polite, good, fair and compassionate?

This question if you post the wizards Stan Lee when he chose to create the comic Deadpool, imagining and drawing Wade Wilson, a real scoundrel, a former soldier dishonorably discharged and especially foul-mouthed and rude which is the nemesis of a Marvel hero exact. Nevertheless, the comic readers have adopted this character enough to push Hollywood to make a movie.

Who then is Wade Wilson (Reynolds)? And ‘he who tells the viewer from the very first scene of the film speaking directly into the camera as he stands on a taxi in preparation of his longed-for revenge.

Yes, you read right, Deadpool is a story of revenge and love, where there is no room for doing good and compassion.

Wade, that to survive agreed to punish stalkers and anyone is bad monsters with others, it has become an immortal mutant Deadpool ie, after undergoing voluntarily, to defeat a deadly cancer, a dangerous and painful genetic experiment created by a mysterious and despicable Francis Freema (Skein).

Wade is in love with the beautiful prostitute Vanessa (Baccarin) is willing to do anything to be with her, but because he wants to return from the beloved’s face disfigured by the intervention.

Deadpool does not want to be a superhero, nor interested in saving the world, wants his old life and killing Francis after the fact will return to normal.

It’s a Marvel movie different than those that fans have admired so far. Swear words and politically incorrect is the mantra of the protagonist, who kills without posing any ethical problem.

Yet his act without rules like and entertains the audience showing a very human hero and super close to the common man’s feelings of the road.

The text is simple, agile, deliberately provocative, irreverent and mocking and ironic. continues on

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-deadpool/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

171) I Fantastici Quattro

fantastici

Il biglietto d’acquistare per “Fantastic 4 – I fantastici quattro” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Josh Trank. Con Kate Mara, Miles Teller, Michael B. Jordan, Jamie Bell, Toby Kebbell. Azione, 100′. 2015

Sbagliare è umano, preservare è diabolico – un proverbio che ci accompagna spesso nella vita di tutti i giorni, e che tendiamo a ripeterci soprattutto per ricordare a noi stessi di non cadere mille volte negli stessi errori. Eppure sembra proprio che, in campo cinematografico, il concetto non sia ancora stato interiorizzato a dovere, soprattutto sull’altra sponda dell’Atlantico.

Gli americani non sanno proprio resistere alla tentazione di tornare ancora e ancora sulle stesse storie, modernizzandole, rinfrescandole, modificandole a seconda dei tempi, come si trattasse di una vecchia casa.

In alcuni casi il restyling funziona alla grande – pensate solo alla trilogia del Cavaliere Oscuro firmata da Christopher Nolan, che ha dato alla figura di Batman nuova vita e nuovo spessore -, in altri non convince del tutto, come con Spiderman. Poi ci sono i fiaschi completi, come Fantastic 4.

Visti i molti successi, forse la Marvel non riesce a rassegnarsi all’idea che qualcuno dei suoi super-eroi non sia un campione di incassi al botteghino e quindi si incaponisce, quasi peggio del sottoscritto.

Personalmente mi sono sempre piaciuti i Fantastici Quattro, soprattutto per quello che hanno rappresentato nei decenni, ovvero la diversità tra gli essere umani. Quell’esigenza di vivere una vita normale nonostante i poteri mi ha sempre affascinato.

Nonostante la forza del messaggio e il dispiegamento di mezzi ed effetti speciali, le precedenti versione cinematografiche della storia (le ultime, in ordine di tempo, datate 2005 e 2007) hanno deluso le aspettative dei fan, tanto che in molti credevano che sui personaggi fosse calato il sipario.

E invece, come un’araba fenice che risorge sempre dalle sue ceneri, la Marvel ha deciso di sparigliare le carte in tavola, proponendo un nuovo inizio per i Fantastici Quattro, con un cast giovane e di talento capace di attirare in sala nuove generazioni di spettatori.

Avete capito bene: la storia, nota ai più, non cambia. Di diverso, nella nuova pellicola, c’è solo l’età dei protagonisti.

Reed Richards (Teller), genio in campo scientifico, ci viene mostrato sin da bambino con notevoli potenzialità e con l’idea “visionaria” di costruire il teletrasporto, spalleggiato nel progetto dall’amico Ben (Bell). I due finiscono per farsi notare, durante una fiera scolastica, dal professor Franklin e dalla figlia adottiva Sue (Mara), impegnati anche loro nella realizzazione del viaggio intergalattico.

In seguito a questo episodio, Reed entra a far parte di un gruppo formato da menti giovani e brillanti che ha il compito di rendere possibile l’impossibile. Ne fanno parte, tra gli altri, l’oscuro e ambizioso Victor (Kebbell) e Johnny, il figlio naturale di Franklin.

Una volta realizzato il teletrasporto, i giovani scienziati, per non essere scavalcati dalla Nasa e dai militari come primi esploratori del nuovo mondo, decidono di bruciare le tappe e di organizzare una spedizione segreta, andando però incontro a un tragico incidente spaziale.

Incidente che trasformerà i ragazzi, poi rientrati sulla Terra, in uomini dotati di poteri straordinari e di conseguenza di grande interesse per le forze armate. Reed, spaventato, tenta la fuga, ma dopo un anno di latitanza viene preso e costretto, suo malgrado, a guidare gli amici in una missione disperata per salvare la Terra da un pericoloso quanto inaspettato nemico. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-fantastic-4-i-fantastici-quattro/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “Fantastic 4 – The Fantastic Four” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Low; 5) Always.

Directed by Josh Trank. Kate Mara, Miles Teller, Michael B. Jordan, Jamie Bell, Toby Kebbell. Action, 100 ‘. 2015

To err is human, to preserve is diabolical – a proverb that often accompanies us in everyday life, and that we tend to repeat especially to remind ourselves not to fall a thousand times the same mistakes. Yet it seems that, in the film, the concept has not yet been properly internalized, especially across the Atlantic.

Americans do not know their own to resist the temptation to return again and again on the same stories, modernizzandole, rinfrescandole, modifying them according to the times, as it was an old house.

In some cases the restyling works great – just think of the trilogy Dark Knight signed by Christopher Nolan, who gave the figure of Batman new life and depth – in other not entirely convincing, as with Spiderman. Then there are the complete fiascos, such as Fantastic 4.

Given the many successes, perhaps Marvel can not resign ourselves to the idea that some of his super-heroes is not a blockbuster at the box office and then peg away, almost worse than myself.

Personally I’ve always liked the Fantastic Four, especially for what they represented in decades, ie the difference between human beings. That need to live a normal life despite the powers has always fascinated me.

Despite the strength of the message and the input of resources and special effects, the previous film version of the story (the latest, in time order, dated 2005 and 2007) have disappointed the expectations of fans, so much so that many thought that the characters were the curtain fell.

But, like a phoenix that rises again from its ashes, Marvel decided to sparigliare cards on the table, proposing a new beginning for the Fantastic Four, with a cast of young talent able to draw in new generations of room spectators.

You got it: history, known to most people, it does not change. Different, in the new film, there is only the age of the protagonists.

Reed Richards (Teller), a genius in science, there is shown as a child with great potential and with the idea “visionary” to build the transporter, backed the project by his friend Ben (Bell). The two end up getting noticed, during a trade school, Professor Franklin and adopted daughter Sue (Mara), they also engaged in the creation of intergalactic travel.

Following this episode, Reed joins a group of bright young people who have the task of making the impossible possible. These include, among others, the dark and ambitious Victor (Kebbell) and Johnny, the natural son of Franklin.

Once achieved teleportation, young scientists, not to be overtaken by NASA and by the military as early explorers of the new world, they decided to forge ahead and to organize a secret expedition, however, going to meet a tragic accident space.

Incident that will transform the boys, then returned to Earth, in men endowed with extraordinary powers and therefore of great interest to the armed forces. Reed, frightened, tried to escape, but after a year of inaction is taken and forced, reluctantly, to lead friends in a desperate mission to save the Earth from a dangerous and unexpected enemy. continues on

http://paroleacolori.com/al-cinema-fantastic-4-i-fantastici-quattro/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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155) Ant-Man

Ant-Man

Il biglietto d’acquistare per “Ant-Man” è : 1) Neanche Regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

· “Ant-Man” è un film del 2015 diretto da Peyton Reed, scritto da : Edgar Wright & Joe Cornish eAdam McKay & Paul Rudd con: Paul Rudd, Michael Douglas, Evangeline Lilly,Corey Stoll, Bobby Cannavale, Michael Peña.

Le favole ci raccontano che i principi azzurri sono belli, giovani,magri e abili con la spada e i giornali ci ricordano che gli eroi sono oltre tutto questo anche senza macchia e paura.

Gli eroi targati Marvel possiedono il marchio di fabbrica del riscatto sociale e ideale del protagonista grazie a imprese uniche e straordinarie come salvare il mondo ad esempio.

Eroi che fanno della forza fisica, della potenza, dell’intraprendenza e dell’ardore in battaglia il proprio marchio di fabbrica.

Ebbene Stan Lee, genio creativo, probabilmente un giorno si sarà reso conto che anche i piccoli di statura possono compiere azioni mirabolanti ed erigersi ad eroe.

Se poi oltre essere piccolo, se magari un ex galeotto e divorziato allora ecco emergere la figura di Ant-Man, il nostro eroe di turno.

Un eroe forse meno appariscente e rumoroso rispetto agli Avengers, ma di grande rilievo e importanza nella Galassia Marvel?

Chi è dunque Ant-Man? E’ Scott Lang(Rudd), un master in elettronica in tasca e un pedina penale sporcata da crimini informatici e un padre incapace di rendere orgogliosa la propria figlia.

Insomma il perfetto “nerd” che agli occhi dello scienziato Hank Pym(Douglas) può indossare degnamente la sua tuta.

Una tuta capace di renderti piccolo come una formica, ma forte come 100 uomini se non di più. Pym temendo che la sua invenzione potesse cadere in mani sbagliate per anni si è nascosto al mondo. Ma quando il suo ex avido e talentuoso ex allievo Darren Cross(Stoll) riesce a replicare la formula e vendere la tuta da “Calabrone” ad Hydra, per Pym è tempo di agire con l’aiuto della bella figlia Hope( Lilly), sebbene i rapporti tra di loro siano assai conflittuali da quando la moglie di Pym è venuto misteriosamente a mancare.

Così Scott Lang viene addestrato da Pym e figlia per diventare il nuovo Ant-Man e soprattutto comandare telepaticamente l’esercito di formiche formato dal brillante scienziato.

Come dicono gli personaggi durante il film “Gli Avengers salvano il mondo, Ant-Man deve occuparsi di piccole grandi cose”.
Perché dunque vedere Ant-Man?

Sicuramente perché se si è fan del mondo Marvel non si può non conoscere anche questo personaggio che nel complesso non sfigura tra “i giganti” della saga.

Ant-Man è umano come noi, con i suoi pregi e difetti e ha una famiglia da mantenere. E’ si un eroe, ma i suoi poteri dipendono da una tuta che tutti noi potremmo indossare e le sue battaglie per quanto frenetiche,intense e spettacolari sono a portata di microscopio.

Il purista Marvel in America ha un po’ storto la bocca all’uscita del film non decretandone un vero successo,eppure visto dalla prospettiva italiana non ce la sentiamo di bocciarlo in toto

Ant-Man piace, ma non incanta. . In definitiva gli manca il quid necessario per trasformarlo in un film cult sebbene la regia sia nel complesso attenta, precisa e brava nell’alternare i toni e i generi garantendo un buon ritmo.

Il testo convince e fila nella prima parte alternando con saggezza commedia e azione con spruzzata di efficace ironia per poi diventare più scontata e prevedibile nella seconda parte dove le scene di” micro”e “macro” battaglie non sono sufficienti a rendere avvolgente e soprattutto avvincente l’intreccio narrativo..continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante Tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “Ant-Man” is: 1) Not Gifted 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

· “Ant-Man” is a film of 2015 directed by Peyton Reed, written by Edgar Wright & Joe Cornish eadam McKay & Paul Rudd Paul Rudd, Michael Douglas, Evangeline Lilly, Corey Stoll, Bobby Cannavale, Michael Peña.

The tales they tell us that the Prince Charming are beautiful, young, lean and skilled with the sword and newspapers remind us that heroes are beyond that also spotless and fear.

Targati Marvel heroes have the trademark of social redemption and ideal for his performance in companies unique and extraordinary as saving the world for example.

Heroes that make the physical strength, power, enterprise and ardor in battle his trademark.

Well Stan Lee, the creative genius, perhaps one day you will realize that even small stature can do things amazing and set itself up to hero.

If in addition to be little, if perhaps an ex-con and divorced then there emerges the figure of Ant-Man, our hero of the day.

A hero perhaps less flashy and noisy than the Avengers, but of great significance and importance in the Galaxy Marvel?

Who then is Ant-Man? And ‘Scott Lang (Rudd), a master’s degree in electronics in your pocket and a pawn criminal fouled by cyber crime and unable to make a father proud of his daughter.

In short, the perfect “nerd” in the eyes of the scientist Hank Pym (Douglas) can wear worthily his suit.

A suit able to make as small as an ant, but as strong as 100 men if not more. Pym fearing that his invention could fall into the wrong hands for years was hidden from the world. But when his former greedy and talented alumnus Darren Cross (Stoll) can replicate the formula and sell the suit “Hornet” to Hydra, to Pym is time to act with the help of the beautiful daughter Hope (Lilly), although the relationships between them are quite conflicting since his wife Pym came mysteriously missing.

So Scott Lang is transformed by Pym and daughter to become the new Ant-Man and especially telepathically commanding the army of ants formed by the brilliant scientist.

As they say the characters in the film “The Avengers save the world, Ant-Man has to deal with small but important things.”
Why then see Ant-Man?

Surely because if you are fans of the Marvel world, one can not even know this character that overall looks good among the “giants” of the saga.

Ant-Man is human like us, with its strengths and weaknesses and have a family to support. It ‘is a hero, but his powers are dependent on a suit that we could all wear and her struggles as frantic, intense and spectacular are at microscope.

The purist Marvel in America has a little ‘crooked mouth with the film not decreeing a real success, but from the perspective of Italian do not feel fully Rejection

Ant-Man like, but not charming. . Ultimately lacks the necessary quid to turn it into a cult film directed although both overall careful, accurate and good in alternating tones and genres ensuring a good pace.

The text convinces row and in the first part alternating wisely comedy and action with splash of irony effective and then become more obvious and predictable in the second half where scenes of “micro” and “macro” battles are not enough to make wrap and especially compelling the interweaving of narrativo..continua

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