183) Spotlight

spotlight

Il biglietto d’acquistare per “Spotlight” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Thomas McCarthy. Con Rachel McAdams, Mark Ruffalo, Michael Keaton, Stanley Tucci, Liev Schreiber, Billy Crudup. Thriller, 123′. 2015

Se esiste un crimine peggiore dell’abuso su un bambino aiutatemi a trovarlo, perché al momento io non ci riesco. Immaginate poi che il pedofilo in questione indossi l’abito talare. Lo sconcerto e la rabbia che si provano diventano, se possibile, ancora maggiori.

Mentre scorrevano i titoli di coda di “Spotlight” al cinema, tra pochi, timidi applausi e un rumorosissimo silenzio a fare da sottofondo, riflettevo su come scrivere questa recensione e anche sul modo in cui il film potrà essere accolto in un paese come il nostro.

Personalmente mi definisco un credente non praticante, eppure di fronte a questa pellicola ho sentito, da un lato, la mia fede farsi più forte, dall’altro ho provato ira e disgusto verso chi agisce in modo deviato in nome di questa stessa fede.

Il film racconta in maniera cruda e diretta la storia di quattro giornalisti del Boston Globe, che si uniscono in un gruppo, chiamato “Spotlight”, specializzato nel realizzare inchieste accurate e rigorose.

Nell’estate del 2001, su richiesta del nuovo direttore, di fede ebraica, Marty Baron (Schreiber), il gruppo inizia a indagare su alcuni casi di abusi su minori, attribuiti a sacerdoti di Boston e insabbiati dalle alte sfere ecclesiastiche.

Robby Robinson (Ketaton), direttore dello Spotlight, inizialmente scettico, insieme alla sua squadra – composta da Michael Rezendenes (Ruffalo), Sacha Pfeiffer e Ben Bradlle (Slattery) – arriva a scoprire che la portata dell’orrore è molto più ampia di quanto creduto all’inizio. I casi di pedofilia a Boston coinvolgono infatti 92 preti e bambini di differenti parrocchie.

Il team, nella sua ricerca di verità, viene aiutato non solo dalle vittime, costrette per anni al silenzio e raccolte in una piccola associazione, ma soprattutto dal battagliero avvocato Mitchell Garabedian (Tucci), che rappresenta gli abusati nella battaglia contro la Chiesa.

L’indagine porta allo scoperto l’esistenza di una sorta di “mafia bianca” a Boston, che da decenni copre le colpe dei prelati, riducendo le vittime al silenzio grazie a un piccolo indennizzo in cambio di riservatezza, e lascia i carnefici impuniti limitandosi ad attuare solo la politica del trasferimento di parrocchia.

Si potrebbe essere tentati di vedere la pellicola come una crociata contro il Cattolicesimo e i cattolici in generale: in realtà si tratta di una presa di posizione contro la parte “malata” del clero e delle alte sfere. Contro chi ha approfittato di bambini indifesi, cresciuti tra povertà e ignoranza; contro chi ha permesso che questo accadesse e ha insabbiato la cosa, pur di preservare una pulizia di facciata. continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostate tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano ” Essere Melvin”

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The ticket purchase for “Spotlight” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Low; 5) Always.

A film by Thomas McCarthy. With Rachel McAdams, Mark Ruffalo, Michael Keaton, Stanley Tucci, Liev Schreiber, Billy Crudup. Thriller, 123 ‘. 2015

If there is a worse crime of abuse of a child help me to find it, because at the moment I can not. Imagine then that a pedophile in question wears the cassock. The shock and anger you feel become, if anything, even more.

While flowing the credits of “Spotlight” to the movies, in a few, tentative applause and a loud silence to do the background, I thought about writing this review and also on the way in which the film will be received in a country like ours .

Personally myself a practicing believer, yet faced with this film I felt, on the one hand, my faith getting stronger, on the other hand I felt anger and disgust towards those who act so diverted in the name of this same faith.

The film tells in a raw and direct the story of four journalists of the Boston Globe, coming together in a group called “Spotlight”, which specializes in making inquiries accurate and rigorous.

In the summer of 2001 at the request of the new Director of the Jewish faith, Marty Baron (Schreiber), the group began to investigate some cases of child abuse, attributed to priests in Boston and covered up by the high ecclesiastical spheres.

Robby Robinson (Ketaton), director of Spotlight, initially skeptical, and his team – composed by Michael Rezendenes (Ruffalo), Sacha Pfeiffer and Ben Bradlle (Slattery) – come to find that the extent of the horror is much wider than first believed. The cases of pedophilia in Boston involving priests and children in fact 92 different parishes.

The team, in its search for truth, is helped not only by the victims, forced for years to silence and gathered in a small association, but especially by the combative attorney Mitchell Garabedian (Tucci), who is the abused in the battle against the Church.

The survey brings out the existence of a kind of “white mafia” in Boston, which for decades covering the sins of priests, reducing the victims to silence thanks to a small compensation in exchange for confidentiality, and leaves perpetrators unpunished limited only to implement the policy of transfer of the parish.

You might be tempted to see the film as a crusade against Catholicism and Catholics in general: in fact it is a stand against the “sick” of the clergy and of the upper echelons. Against those who took advantage of helpless children, grew up in poverty and ignorance; against those who allowed this to happen and he buried it, in order to preserve a clean facade. continues on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, nonostate everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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131) Teneramente Folle

folle

Il biglietto d’acquistare per “Teneramente Folle” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre

“Teneramente Folle” è un film del 2015 scritto e diretto da Maya Forbes , con : Mark Ruffalo, Zoe Saldana, Imogene Wolodarsky, Ashley Aufderheide.
Esistono diversi tipi di disturbi mentali e differenti casi , ma senza dubbio il disturbo bipolare sia esso di 1 o 2 grado è una delle malattie più rognose e difficili non solo da curare, ma soprattutto da gestire per i familiari del malato.
Il malato bipolare è come una pallina di un flipper può muoversi a grande velocità o rimanere incastrata all’angolo.
Nel corso degli anni la psichiatra ha fatto passi da giganti per comprendere questo disturbo e soprattutto come affrontarlo dal punto di vista farmacologico.
Eppure tra gli anni 60 e 70 nella sviluppata e avanzata America tutto era ancora incerto e sconosciuto sul bipolarismo e di fatto chi ne soffriva era una cavia da laboratorio perché oltre il “litio” usato come fosse un’ aspirina, c’era ben poco da usare.
“Teneramente folle” è di per sé un tenero e dolce omaggio d’amore di una figlia nei confronti del padre affetto da tale disturbo, ma sul piano narrativo e divulgativo è decisamente un ‘occasione sprecata.
Lo spettatore conosce si la storia di Cameron Forbes( Ruffalo), uomo buono e affettuoso a cui alla fine degli anni sessanta viene diagnosticato il disturbo bipolare e di come ciò non gli impedisce di innamorarsi della bella afro americana Maggie(Saldana) e di sposarsi creando cosi una bella famiglia con le due simpatiche figlie Amelia( Wolodarsky) e Faith(Aufderheide).
Cam è ricco di famiglia, ma di fatto è disoccupato e vive quasi alla soglia della povertà con la sua famiglia e il suo disturbo alla lunga fa implodere la stessa costringendo Maggie a lasciarlo per tutelare le figlie.
Cameron ama la sua famiglia, ma è incapace di tenersi un lavoro e trascorre le sue giornate a fumare e bere dopo aver subito un ricovero coatto per una brutta crisi maniacale. Cam accetta di occuparsi delle figlie per diciotto mesi per sostenere Maggie, determinata a ottenere un diploma di laurea per poter migliorare la qualità della sua vita e delle figlie.
Una storia vista attraverso gli occhi ingenui e d’amore paterno delle figlie di fatto edulcorando molto il disagio mentale, omettendo la fase più brutta e buia della malattia, lasciando sullo sfondo farmaci e inevitabili conseguenze sulla famiglia degli stati violenti e eccesivi del protagonista.
Maya Forbes preferisce descrivere e raccontare ,con una regia di taglio televisivo e con stile quasi documentaristico , Cam come fosse più un uomo eccentrico che malato e alla fine questa scelta fa perdere potenza e incisività narrativa al film facendolo diventare una commedia sentimentale se non proprio un melò in cui l’amore vince su tutto, negando però cosi allo spettatore l’opportunità di capire cosa significhi avere un padre bipolare e come sia duro conviverci.
Max Ruffalo è attore che personalmente amo molto e anche in questo caso regala una performance iintensa e di cuore, ma non basta a dare spessore al suo personaggio e soprattutto non cogliendo fino in fondo le molteplici sfumature di questa complessa malattia, forse perché poco imbeccato dal testo.
Zoe Saldana è dolce, simpatica oltre che bella nel ruolo di mamma tenace e amorevole, ma come nel caso di Ruffalo non può bastare solo l’impegno e il talento se ci sono limiti evidenti nella struttura e intreccio narrativo.
Menzione speciale per le due giovani attrici che nel ruolo di figlie si comportano come due veterane superando in freschezza, naturalezza e briosità i più esperti e quotati colleghi.
Il finale scontato e buonista non suscita particolari e profonde emozioni, ma comunque piace pensare che nonostante la malattia e le difficoltà economiche Cam sia stato per le figlie un padre migliore di molti uomini ufficialmente “sani” e “normali”.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “Tenderly Crowds” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Tenderly Crowds” is a 2015 film written and directed by Maya Forbes, with: Mark Ruffalo, Zoe Saldana, Imogene Wolodarsky, Ashley Aufderheide.
There are different types of mental disorders and different cases, but no doubt bipolar disorder be it 1 or 2 degree is one of the diseases most mangy and difficult not only to cure, but also to manage for the family of the patient.
The bipolar sufferer is like a ball of a pinball machine can move at great speed or get stuck on the corner.
Over the years the psychiatrist has made great strides in understanding this disorder and especially how to deal with the pharmacological point of view.
Yet between the years 60 and 70 in the developed and advanced all America was still uncertain and unknown on bipolarity and made those who suffered was a lab rat because besides the “Lithium” was used as an ‘aspirin, there was little to use.
“Tenderly crowds” itself is a tender and sweet gift of love of a daughter for her father suffering from this disorder, but in terms of narrative and popular is definitely a ‘missed opportunity.
The viewer knows is the story of Cameron Forbes (Ruffalo), good and loving man who in the late sixties is diagnosed with bipolar disorder and how this does not prevent him from falling in love with beautiful African American Maggie (Saldana) and creating marry so a nice family with two little daughters Amelia (Wolodarsky) and Faith (Aufderheide).
Cam is rich family, but in fact is unemployed and lives almost on the threshold of poverty with his family and his trouble in the long run implode the same forcing Maggie to leave to protect his daughters.
Cameron loves his family, but is unable to keep a job and spends his days smoking and drinking after suffering a forced hospitalization for a bad manic crisis. Cam agrees to take care of their daughters for eighteen months to support Maggie, she determined to get a bachelor’s degree in order to improve the quality of his life and of his daughters.
A story seen through the innocent eyes and loving father of daughters actually sweetening much mental distress, omitting the worst phase of the disease and dark, leaving the background drugs and inevitable consequences on the family of states and violent eccesivi of the protagonist.
Maya Forbes prefers to describe and tell, with a direction of cutting the TV and almost documentary style, Cam was more like an eccentric man who ill and eventually this choice does lose power and incisive narrative film making it a romantic comedy if not a melodrama in which love conquers all, but denied so the viewer the opportunity to understand what it means to be a father and how hard it is to live with bipolar.
Max Ruffalo is an actor that I personally love very much and again gives a performance iintensa and heart, but not enough to give depth to his character and above all not taking the way down the many nuances of this complex disease, perhaps because they are not primed by text.
Zoe Saldana is sweet, nice as well as beautiful in the role of strong and loving mother, but as in the case of Ruffalo is not enough only the commitment and talent if there are obvious limitations in the structure and storyline.
Special mention for the two young actresses in the role of daughters acting like two veteran surpassing freshness, naturalness and liveliness of the most quoted experts and colleagues.
The final obvious and not-good arouses particular emotions and deep, but still like to think that in spite of the disease and economic hardship Cam was for daughters a better father than many men officially “healthy” and “normal”.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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191. Tutto può cambiare

tutto puo cambiare Il biglietto d’acquistare per “Tutto può cambiare” è :1)manco regalato 2)Omaggio 3)di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre “Tutto può cambiare” è un film del 2013 scritto e diretto da John Carney con :Mark Ruffalo e Keira Knightley e Catherine Keener, Adam Levine Non ho un orecchio musicale lo confesso. Sono stato solo una volta in vita mia a un concerto. Non ho il senso del ritmo e quando ballo ho l’elasticità di un robot. Accendo la radio le rare volte che faccio tapis roulant e la musica di qualsiasi tipo accompagna il mio lento faticare. L’uomo emette suoni da una vita. Fischia, canticchia, rumoreggia. La nostra vita senza musica è come un film in bianco e nero. I musical non mi fanno impazzire, ma spesso alla fine mi ritrovo a cantare con i protagonisti. La musica come la scrittura può essere catartica e darti l’opportunità di cambiare e d’essere diverso. “Tutto può cambiare” è una ballata sulla vita, sull’amore e su come basta avere un progetto per tornare a essere vivo e magari felice. Carney ci racconta come New York sia la città dei sogni, delle opportunità e anche delle solitudini, ma dove due persone deluse e triste per motivi diversi si possono incontrare in un pub e trovare insieme a forza per ricominciare. Questa è la storia di Dan(Ruffal) produttore musicale in declino e con vita familiare complicata e di Greta(Knightley) giovane donna inglese che ha seguito Dave(Levine) il fidanzato musicista a New York sperando di realizzarsi in amore e come autrice musicale, ma rimanendo delusa da entrambi. Due apparenti “sfigati” uniscono le forze grazie all’amore comune per la musica. Dan è un produttore geniale e bizzarro che decide di realizzare il disco di Greta per le strade di New York mettendo su una band sui generis. Greta è una musicista idealista e soprattutto con il cuore spezzato. Una coppia che si trova e si forza a vicenda riuscendo a tirare fuori il meglio da ognuno. La musica e New York sono i veri protagonisti della storia che invadono lo schermo e coinvolgono lo spettatore. La storia in sé è semplice, delicata anche se già vista in altri contesti. La sceneggiatura e i dialoghi esaltano e delineano la musica come Musa ispiratrice dei protagonisti e scandendo i tempi della storia con un buon ritmo. Convince la coppia Ruffalo-Knightley. Riescono a essere credibili e appassionati nei rispettivi. Forse Ruffalo con la sua fisicità e sguardo malinconico riesce a dare maggiore peso e intensità alla storia. La Knightley si rivela una discreta cantante e con la sua voce monocorde comunque emoziona . La regia è di buona fattura . Esalta con merito e talento la cornice naturale di New York abbinandola alla scelta di buona musica, creando buone suggestioni al pubblico. Forse nella parte finale il ritmo cale e la storia diventa più compassata, ma restando comunque gradevole. Una storia d’amore musicale e sulle emozioni che si provano vivendola. La musica aiuta a cambiare e i protagonisti lo fanno anche in maniera sorprendente rispetto alle attese del pubblico. Non andate via ai titoli di coda, c’è un secondo finale che vi aspetta, se possibile, meno melò e più divertente, dove emerge forte il messaggio in cui godere della bellezza di ogni forma d’Arte è un diritto del pubblico piuttosto che un guadagno da ottenere da parte ad ogni costo dei produttori.

Buy the ticket for “Anything can change” is: 1) not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always “Everything can change” is a 2013 film written and directed by John Carney with Mark Ruffalo and Keira Knightley and Catherine Keener. Adam Levine I do not have a musical ear, I confess. I’ve only been once in my life at a concert. I have no sense of rhythm and dance when I have the flexibility of a robot. I turn on the radio on the rare occasions I ch treadmill and the music of any kind accompanies my slow slog. The man makes sounds for a lifetime. Whistles, hums, roars. Our life without music is like a movie in black and white. The musical does not make me crazy, but often I end up singing with the protagonists. Music as writing can be cathartic and give you the opportunity to change and to be different. “Everything can change” is a ballad about life, love and how it is enough to have a plan to return to live and be happy maybe. Carney tells us how New York is the city of dreams, opportunities and also of solitude, but where two people disappointed and sad for different reasons you may encounter in a pub and find together in force to start over. This is the story of Dan (Ruffal) music producer in decline and with complicated family life and Greta (Knightley), a young English woman who has followed Dave (Levine) boyfriend musician in New York hoping to be realized in love and as a composer of music, but remains disappointed by both. Two apparent “losers” are joining forces with the common love for music. Dan is a brilliant and eccentric producer who decides to make the disk Greta on the streets of New York putting on a band sui generis. Greta is a musician and above all an idealist with a broken heart. A couple lies and force each other managing to pull out the best in everyone. Music and New York are the true protagonists of the story that invade the screen and involve the viewer. The story itself is simple, delicate though already seen in other contexts. The screenplay and dialogues enhance and delineate music as Muse of the protagonists and chanting the timing of the story with a good rhythm. Convinces the couple Ruffalo-Knightley. They manage to be credible and passionate in their respective. Maybe Ruffalo with his physicality and melancholy look manages to give greater weight and intensity to the story. Knightley proves to be a good singer and his monotone voice, however, excited. The director is of good quality. Enhances merit and talent with the natural setting of New York by combining it with the choice of good music, creating good suggestions to the public. Perhaps in the end the pace coves and the story becomes more staid, but prejudice still pleasant. A musical love story and the emotions that you feel living it. The music helps to change and the players do as well in a surprising manner with respect to the expectations of the public. Do not go off the end credits, there is a second end that awaits you, if possible, less melodrama and more fun, where strong message emerges in which to enjoy the beauty of any art form is a right of the public rather than a gain to be obtained by at any cost for the manufacturer.