3) Sotto Il Sole della KaliFormia (Ludovica Ottaviani)

SOTTO IL SOLE DELLA KALIFORMIA”: dal 7 giugno nelle librerie e negli store  online la raccolta di racconti pulp di Ludovica Ottaviani - Thinkmovies

“Sotto il Sole della KaliFormia” è una raccolta di racconti scritta da Ludovica Ottaviani e pubblicata da Haiku il 7 giugno 2021.
Sinossi:
Sei storie, sei avventure di genere che spaziano dal 1967 al 1974 con un unico sfondo: la Riviera di Ulisse, nel Basso Lazio. Una lingua di costa che lambisce il Mar Tirreno e che ospita le vicende di eccentrici personaggi tra cowboy dell’Agro-Pontino, pin up, truffatori, piccoli criminali da strapazzo, It-Girls, stranieri in trasferta, marinai dal cuore strabico, sosia di Elvis e giornalisti ficcanaso. Un campionario di pittoresca umanità che riflette, in chiave pulp, la complessità babelica della “commedia umana” proiettandola nei ruggenti anni ’60 del Boom economico, per lanciarsi in un’ultima cavalcata selvaggia nel cuore dell’Era dell’Acquario, tratteggiandone ascesa e caduta.
Recensione:
Non è semplice commentare, valutare questa raccolta di racconti firmata dall’amica nonché collega Ludovica Ottaviani.
Una difficoltà frutto della stima che da tempo nutro nei riguardi della poliedrica autrice.
Ludovica Ottaviani è un vulcano di idee, passione, cultura che si manifesta con forza ed incisività in qualsiasi sfera artistica e creatività in cui si cimenti.
“Sotto il Sole della KaliFormia” sono 6 racconti folli, spiazzanti, divertenti, pieni di citazioni cinematografiche e letterarie.
Il lettore sarà trascinato dentro un mondo solamente in apparenza caotico , ma che in vero mantiene sempre un chiaro filo rosso identitario e solidità drammaturgica.
Una raccolta che ci piace definire come il manifesto poetico-letterario di Ludovica nell’aver mescolato insieme con intelligenza e ironia tutte le sue passioni: dal teatro al cinema fino alla drammaturgia.
6 racconti, 6 storie che vanno immaginate, vissute senza inseguire una ratio strutturale, una linearità di scrittura, ma piuttosto assaporando l’essenza letteraria, il simbolismo e financo la valenza teatrale.
“Sotto il Sole della KaliFormia” è una lettura avvolgente, pazza, magari no sense in alcuni passaggi, ma capace di incantarti fino all’ultima pagina.
Una magia che solo i veri scrittori sono capaci di compiere.
Ludovica Ottaviani entra con merito in questa elitaria categoria.

217 )Sympatia per il Diavolo

“Sympatia per Il Diavolo” è uno spettacolo teatrale scritto, diretto ed interpretato da Ludovica Ottaviani, e con: Stefano De Santis, Carlotta Guido e Marco Mazzullo.
Aiuto Regia: Clara Giannini, Scenografia e Costumista: Loredana Ivagnes, truccatrice Simona Paolantoni.
“Sympatia per il Diavolo” è in scena al Teatro “Le Sedie” al Labaro fino al 22 ottobre.

Sinossi: Lu (Ottaviani)-Il Diavolo in persona- è stanco, frustato e annoiato; decide così di scommettere con Dio(Guido) le anime dei Rolling Stones. Il prescelto della scommessa è Eli (De Santis), uno psichiatra londinese dalla vita apparentemente perfetta, che Lu è pronto a rovinare fino a spingerlo alla bestemmia. A patto di non toccarlo mai in prima persona, il Diavolo scende sulla terra pronto a vincere la sua scommessa, barattando – dopo una partita a carte- l’anima del turbolento fratello di Eli, Adam (Mazzullo), e costringendo “l’uomo serio” che ha scelto a perire sotto i colpi della sua bizzosa volontà.
Questo almeno finché non irrompe Zelda(Guido), una donna che metterà in crisi le certezze dei due uomini e che dimostrerà di saperne… una più del Diavolo stesso.

Recensione:
A cura di Roberto Sapienza

Gli antichi non so se fossero davvero saggi e lungimiranti come appaiono, ma sicuramente avendo vissuto momenti e situazioni particolari ed intensi prima di noi, hanno voluto tramandarci dei proverbi e delle massime che ancora oggi risultano calzanti ed universali.
Mentre ieri sera osservavo con attenzione e divertimento la brillante commedia di Ludovica Ottaviani, ripensavo ad alcuni di questi preziosi lasciti
“La donna ne sa uno più del Diavolo”
“Un vero giocatore i conti li fa in ascensore”
“il diavolo fa la pentola ma non il coperchio”
Anche se Ludovica Ottaviani, come ci tiene a precisare nelle sue note di regia, “All’origine di #Sympatya” c’è un’immagine: una foto in bianco e nero che ritraeva il Diavolo come un distinto gentiluomo in frac, protagonista della commedia di Ferenc Molnar. Da lì un lampo di genio: cosa succederebbe se il Diavolo, castigatore dei costumi come nella tradizione della commedy of manners britannica, si ritrovasse oggi sulla Terra per vincere ad ogni costo una scommessa?”

Ludovica dimostra d’essere un’attenta osservatrice della nostra società cogliendone tutte le contraddizioni, limiti e soprattutto evidenziandone il degrado morale ed intellettuale oltre che spirituale.
La Ottaviani si rivela una penna brillante, ironica, pungente, garbata e soprattutto intelligente, evitando con talento e furbizia di costruire una storia dai toni duri, critici tipici di Catone il Censore.
Invece, come nelle migliori tradizioni delle commedie inglesi, “Sympatia per il diavolo” ribalta la prospettiva, avendo come protagonista il Diavolo e come egli stesso si ritrovi in difficolta nel relazionarsi con i “diabolici” umani.
Lo spettatore osserva divertito le disavventure del “povero” Diavolo convinto di poter ancora manipolare, assoggettare, tentare l’uomo come ai bei tempi. Invece si renderà conto come l’uomo per quanto imperfetto sia capace di vincerlo in furbizia.
“Sympatia” è una commedia frizzante, allegra, musicale, che regala allo spettatore vere e sincere risate ed altrettanti spunti di riflessione per merito di una drammaturgia calibrata ed attenta nel dosare battute e provocazioni in modo elegante ed appropriato. Gli stessi dialoghi sono stati pensati, scritti ed infine interpretati con abilità, credibilità ed incisività.
Ludovica Ottaviani è “diabolicamente” brava nella triplice vesti di autrice, regista e soprattutto come autentica mattatrice sulla scena con il personaggio di Lou.
Il suo Lu è sornione quanto pericoloso, fascinoso quanto furbo ciò nonostante lo spettatore quasi si augura che possa vincere la scommessa con l’Altissimo.
Se la figura di Lu diverte, affascina e conquista è anche per merito degli altri personaggi drammaturgicamente ben costruiti anche sul piano psicologico e poi ben interpretati e resi autentici nelle loro rispettive imperfezioni e peccati dai validi e bravi componenti del cast.
“Sympatia per il diavolo” è uno spettacolo da vedere, gustare fino alla fine non solamente per trascorrere una piacevole serata, ma per ricordarci sorridendo quanto la natura umana possa essere anche molto perfida al punto da mettere in difficoltà anche il Re delle Tenebre.

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