10) Il Commissario Montalbano -Il Metodo Catalanotti

“Il Metodo Catalanotti” è un film di Alberto Sironi, Luca Zingaretti. Con Luca Zingaretti, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Antonia Truppo, Greta Scarano, Sonia Bergamasco. Commedia, drammatico, 117′. Italia 2021

Sinossi:

Il commissario e i suoi uomini sono chiamati a fare luce sull’omicidio di un uomo, ucciso con una coltellata al petto. Tutto parrebbe condurre al giro dell’usura, ma troppe cose non tornano. Per venire a capo della matassa di indizi e assicurare alla giustizia il colpevole, Salvo dovrà andare oltre le apparenze e indagare nelle pieghe della vita del defunto e nelle sue “ossessioni” per il teatro e l’arte tragica. Intanto l’arrivo di una nuova giovane collega, Anna, scuote profondamente Montalbano.

Recensione:

Quando, due anni fa, terminai la lettura di “Il metodo Catalanotti”, la mia prima esclamazione fu un secco: “Minchia, Maestro!”. Espressione colorita, lo so, ma legittima davanti a un finale inaspettato e sconvolgente. Perché voglio premetterlo, questa storia ha rappresentato un vero terremoto per i lettori.

Ho incominciato fin dal quel giorno a immaginare quali sarebbero state le decisioni della Rai e di Palomar riguardo agli attori che avrebbe composto il cast dell’inevitabile, futuro adattamento.

Poi il destino, nel giro di pochi mesi tra luglio e agosto del 2019, ci ha privati prima del maestro Camilleri, subito dopo del regista Alberto Sironi. Al terremoto letterario si è sommato lo shock emozionale per produzione e attori, portando a una lunga riflessione. continua su

32) Salvo amato, Livia mia – Il Commissario Montalbano

“Salvo amato, Livia Mia” è un film di Alberto Sironi, Luca Zingaretti. Con Luca Zingaretti, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Rosario Lisma, Angelo Russo. Drammatico, 110′. Italia 2020

Sinossi:

Agata, una giovane archivista, viene trovata morta a Vigata, uccisa da innumerevoli colpi alla testa con un oggetto contundente. Agata è figlia della parrucchiera di Livia, e l’eterna compagna del commissario Montalbano ne era diventata amica quando la giovane archivista si era trasferita a Genova per lavoro. Dunque Livia torna a Vigata per abbracciare i genitori della defunta, e Salvo avvia un’indagine che si rivelerà molto complessa e svelerà i segreti più nascosti di alcuni abitanti del paese.

Recensione:

Dal 9 marzo torna su Rai 1 il commissario Montalbano, con due nuovi episodi della serie, “Salvo amato, Livia mia” e “La rete di protezione”.

Prima che in tv è stato possibile godere al cinema del primo dei due, in un evento di tre giorni inteso anche come un omaggio allo scrittore Andrea Camilleri e al regista Alberto Sironi, scomparsi rispettivamente a luglio e ad agosto 2019.

“È inutile girarci intorno – ha dichiarato un commosso Luca Zingaretti in conferenza stampa -, il successo di Montalbano si basava e si basa su tre pilastri: la scrittura di Andrea, il talento di Alberto nel curare gli adattamenti tv dei romanzi e l’alchimia che negli anni si è creata tra i membri del cast. Nel giro di pochi mesi sono venuti a mancare due su tre di questi pilastri”.

A Zingaretti è toccato il compito arduo di raccogliere l’eredità registica di Sironi, supportato dalla Palomar, dai colleghi e dai tecnici, e mettersi dietro la macchina da presa e non solo davanti. Due episodi da intendere come un tributo, un saluto, prima del possibile gran finale.

Perché l’estate scorsa è stato girato un terzo episodio, “Il metodo Catalanotti”, che presenta un finale aperto quanto clamoroso per la vita sentimentale del nostro commissario. Ma questo lo vedremo solamente nel 2021, una scelta produttiva molto probabilmente concordata con Sellerio. continua su

“Salvo amato, Livia mia”: dal 9 marzo torna il commissario Montalbano

20) Il commissario Montalbano – L’altro Capo del Filo

Buon ventesimo anniversario, Commissario Montalbano! Era il 1999 quando su Rai 2 furono trasmessi i primi due episodi della serie (Il ladro di meredine, La voce del violino) con protagonista il personaggio ideato dal maestro Andrea Camilleri, dando così inizio a un “ventennio” di crescente e forse inaspettato successo, anche internazionale.

Pensate che “Il ladro di merendine” venne addirittura candidato per i prestigiosi Emmy Awards, e oggi Montalbano è la serie italiana più apprezzata al mondo – con le repliche dei 32 episodi che continuano a stabilire record di ascolti (in 20 anni, in Italia, si è superata un miliardo di spettatori).

Numeri che da soli dovrebbero impedire anche il solo pensiero di criticare, strumentalizzare o peggio ancora mettere in discussione uno dei pochi, veri gioielli della nostra balbettante industria radiotelevisiva.

Invece essendo l’Italia un Paese specializzato nelle polemiche inutili quanto dannose, la celebrazione del 20esimo anniversario del Commissario più amato del piccolo schermo sarà ricordata per le polemiche nate alla presentazione del primo episodio della nuova serie, “L’altro capo del filo”, che vedremo in onda l’11 febbraio.

Polemiche motivate dal fatto che, nella parte iniziale dell’episodio, si vede l’intervento di Montalbano e della sua squadra in un’operazione di salvataggio di migranti sulle coste della Sicilia. In barba alla linea ufficiale del Governo.

Ma chi sostiene e diffonde la tesi di una Rai “sovranista”, in difficoltà con questo Montalbano pro-migranti, compie, a nostro modesto parere, un duplice errore di valutazione.

Da una parte consolida l’opinione – pericolissima – che la tv di stato debba essere una mera emanazione del Governo in carica, con la conseguente censura di qualunque voce fuori dal coro. Dall’altra, ancor più importante, dimentica che il libro di Camilleri da cui è tratto l’episodio è stato scritto e pubblicato nel 2016, quando non c’era ancora sentore di governo gialloverde. continua su

http://paroleacolori.com/il-commissario-montalbano-recensione/

125) La Terra dell’Abbastanza

Il biglietto d’acquistare per “La Terra dell’Abbastanza” è : Sempre

“La Terra dell’Abbastanza” è un film del 2018 scritto e diretto da Damiano e Fabio D’Innocenzo, con : Andrea Carpenzano, Matteo Olivetti, Milena Mancini, Max Tortora, Luca Zingaretti.

Sinossi:
Il film racconta di Mirko e Manolo due bravi ragazzi della periferia di Roma, fino al momento in cui guidando a tarda notte investono un uomo e decidono di scappare. La tragedia si trasforma in un apparente colpo di fortuna: l’uomo che hanno ucciso è un pentito di un clan criminale di zona e facendolo fuori i due giovani si sono guadagnati un ruolo, il rispetto e il denaro che non hanno mai avuto. Fabio e Damiano D’Innocenzo hanno voluto raccontare com’è facile assuefarsi al male: “I due ragazzi protagonisti uccidono involontariamente un uomo e scelgono la via più facile, quella del silenzio, ma i fantasmi di quest’evento non gli lasciano tregua – hanno spiegato i registi, alla loro prima esperienza cinematografica -. Così cominciano a corazzarsi dai sensi di colpa. Credono sia più facile accumulare ulteriore carico di disumanizzazione invece che ripulirsi da quanto è accaduto. Al punto da non sentire più niente, coscienza compresa”.

Recensione:
Sono le scelte che prendiamo, quotidianamente, a definirci come persona ?
Od è l’ambiente in cui siamo nati e dove magari siamo costretti a vivere che non ci lascia spazio e modo per una libera e responsabile scelta?
Il libero arbitrio è un dono (divino per chi è credente) o non è altro la prova più dura e difficile che ogni uomo deve essere capace di superare e vincere per definirsi una persona perbene?
Quanto è abbastanza per potersi sentire realizzati e felici nella vita? E’ giusto farci “imporre” i parametri dell’abbastanza e condizionare l’esistenza da questa controversa e malsana società ?
No, caro lettore, non mi sono svegliato stamani nella “modalità nichilista” o peggio ancora pessimista, ma queste domande rappresentano la mia personale reazione/riflessione e probabilmente la tua al termine della proiezione del film “La Terra dell’abbastanza” dei fratelli D’Innocenzo.
“La Terra dell’Abbastanza” degli assoluti esordienti Damiano e Fabio D’Innocenzo è un accecante ed inaspettato lampo di luce creativa, drammaturgica e registica nello sterile e monotono panorama cinematografico italiano.
Arriva finalmente nelle sale italiane ,grazie all’Adler Distribuzione ed al coraggioso e lungimirante intuito della Pepito Produzioni , la pellicola dei due fratelli romani che ha conquistato il pubblico ed i favori della critica internazionale all’ultimo Festival di Berlino.
“La Terra dell’Abbastanza” non è, come potrebbe apparire, come “la solita” ed ormai” classica” storia di violenza e perdizione della periferia romana. Quanto piuttosto la storia “universale” di una generazione che nella smania d’ottenere “tutto e subito, il più delle volte sceglie la strada più breve e fatalmente sbagliata.
“La Terra dell’Abbastanza” potrebbe in parte rievocare nello spettatore dal punto di vista ambientale e narrativo  altri due celebri film di genere :“Non Essere Cattivo” ed il primo “Trainspotting”.
“La Terra dell’Abbastanza” è la storia di due ragazzi romani Manolo ( Carperzano) e Mirko( Olivetti) , amici fraterni e studenti svogliati dell’Istituto Alberghiero, che si trovano irresponsabilmente a vivere una versione tragica e dark del celebre film inglese “Sliding Doors”, ambientata nel quartiere Tor di Nona di Roma. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-65/

28) La Giostra Degli Scambi

“La Giostra Degli Scambi” è un film di Alberto Sironi. Con Luca Zingaretti, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Sebastiano Lo Monaco, Angelo Russo, Roberto Nobile, Giovanni Guardiano, Desirée Noferini, Fabrizio Bentivoglio, Sonia Bergamasco. Giallo, 110′. Italia, 2018

Rieccolo! Sta per tornare su Rai 1 con due nuovi casi (“La giostra degli scambi” e “Amore”), tratti dai libri di Andrea Camilleri, il Commissario Montalbano interpretato da Luca Zingaretti. Appuntamento in prima serata lunedì 12 e lunedì 19 febbraio.

Il fil rouge che accomuna i due episodi, che escono a cavallo di San Valentino, manco a dirlo, è l’amore. Lo ha sottolineato anche Alberto Sironi nelle sue note alla regia. “Chi più di Camilleri ha saputo raccontare le mille anime del sentimento? Dal frenetico impulso degli innamoramenti giovanili, con quel desiderio ardente di bruciarsi nel piacere, alla quiete dell’amore coniugale fino agli amori senili dove il desiderio si trasforma in tenerezza”.

E anche il protagonista, Zingaretti, ha voluto ribadirlo in conferenza stampa: “Quando ho avuto modo di rivederle, sono rimasto colpito dalla bellezza e dalla profondità di queste due storie. Viviamo in uno stato di crisi economica perenne, la paura – del terrorismo, del futuro – è diventata una compagna costante delle nostre giornate. Ma forse proprio l’amore è l’unico antidoto a quest’epoca di incertezza”.

A chi gli chiede fino a quando presterà il volto all’amatissimo Commissario, Zingaretti risponde in modo onesto: “Continuerò a interpretare questo ruolo finché proverò piacere a farlo. Ogni anno mi ritrovo per qualche mese in compagnia di vecchi amici, più che colleghi, e sono sempre emozioni diverse e sincere”.

La “storia d’amore” tra Montalbano e la Rai dura ormai da quasi vent’anni. Sono 32, infatti, gli episodi trasmessi dalla tv di Stato dal 1999, quando andò in onda “Il ladro di merendine”, a oggi – con oltre 140 repliche, e ascolti record.

Cosa dunque dobbiamo aspettarci di nuovo da “La giostra degli scambi” e “Amore”? Niente, se mai la conferma di un ingranaggio narrativo e recitativo che non sembra accusare stanchezza o passaggi a vuoto. Uno dei valori aggiunti della serie, a nostro modo di vedere, è l’introduzione di anno in anno di nuovi personaggi, attori e attrici di talento che contribuiscono a rendere Montalbano un evergreen.

LA GIOSTRA DEGLI SCAMBI: DUE CASI, UN SOLO COLPEVOLE
Nell’approcciarsi al primo dei due nuovi casi, in onda oggi, lunedì 12 febbraio, siete invitati a non essere precipitosi nel giudicare i fatti. Le apparenze, infatti, il più delle volte ingannano.

La quiete di Vigata è scossa da una serie di inspiegabili rapimenti di ragazze per mano di un misterioso uomo incappucciato. L’unico punto di contatto tra le vittime: sono tutte cassiere in banca. continua su

http://paroleacolori.com/il-commissario-montalbano-amore-protagonista-nei-due-nuovi-casi/

58) Il Commissario Montalbano – Un Covo di Vipere

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Sembra ieri quando per la prima volta sentimmo la voce di Luca Zingaretti dire al telefono “Montalbano, sono!”. Invece sono già trascorsi diciotto anni. Correva l’anno 1999, su Rai 2 andò in onda “Il ladro di merendine”, primo episodio della fortunata saga dedicata al commissario immaginato da Andrea Camilleri.

Il consenso di pubblico e di critica si è consolidato anno dopo anno, arrivando nel 2016 a concretizzarsi in un 40% di share, con oltre 10 milioni di spettatori. “Il Commissario Montalbano” è la fiction più amata e seguita non solamente in Italia, ma in oltre 60 paesi nel mondo.

Una vera istituzione non solo cinematografica, ma anche turistica per i comuni siciliani di Scicli, Modica e Ragusa dove abitualmente si svolgono le riprese. Ogni anno, infatti, migliaia di turisti stranieri si riversano in massa in città per ammirare dal vivo le bellezze naturali e non che da vent’anni fanno da sfondo alla fiction.

Il 27 febbraio e il 6 marzo andranno in onda, in prima visione assoluta su Rai 1, due nuovi episodi, “Un covo di vipere” e “Come voleva la prassi”, portando il numero totale a trenta.

“Il successo di Montalbano – ha dichiarato Luca Zingaretti in conferenza stampa – nasce prima di tutto dalla solidità e incisività dei romanzi di Camilleri, che offrono ogni volta agli sceneggiatori terreno fertile da cui attingere per scrivere storie intese, umane e profonde”.

“Un covo di vipere” è probabilmente il romanzo più feroce, cupo e amaro tra quelli scritti dallo scrittore siciliano.

Una mattina l’imprenditore sessantenne Cosimo Barletta (Marcello Mazzarella) viene trovato morto nella sua casa al mare. È stato ucciso con un colpo di arma da fuoco, mentre era seduto in cucina a bersi un caffè. Non ci sono segni di effrazione, quindi a compiere il crimine è stato qualcuno che lo conosceva.

Quando il medico legale Pasquano (Perracchio) rivela a Montalbano (Zingaretti) che Barletta non è stato ucciso da un colpo di pistola bensì da un potente veleno, il commissario e la sua squadra devono trovare non uno ma due assassini.

Il caso assume presto tinte fosche, quando Montalbano scopre, anche grazie alla collaborazione dei figli della vittima, che Barletta era tutt’altro che una persona integerrima: uomo freddo, crudele, donnaiolo impenitente, strozzino. Inoltre aveva l’hobby di fotografare di nascosto le donne con cui si accompagnava, per poi ricattarle.

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Sulla carta, insomma, i nemici non gli mancavano e l’indagine si rivela insidiosa, soprattutto quando, scavando nei segreti della famiglia, il commissario si rende conto che uno dei figli è pieno di debiti e disoccupato, e neppure la figlia Giovanna (Valentina Lodovini), apparentemente anima candida, è senza peccato…

Gli sceneggiatori, con abilità e sensibilità, mettono in scena una tragedia familiare moderna, mostrando i lati più oscuri e terribili di tutti i suoi componenti. continua su

http://paroleacolori.com/film-tv-il-commissario-montalbano-un-covo-di-vipere/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

77) Tempo instabile con probabili schiarite

pontecorvo
Il biglietto d’acquistare per “Tempo instabile con probabili schiarite” è :1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Tempo instabile con probabili schiarite” è un film del 2015 diretto da Marco Pontecorvo, scritto da Marco Pontecorvo e Roberto Tiraboschi, con: Luca Zingaretti, John Turturro, Carolina Crescentini, Lorenza Indovina, Lillo Petrolo.

Cosa sogna oggi l’italiano comune? Avere il posto fisso? Poter avere una pensione? Diventare imprenditore? Cambiare vita con il superenalotto? Vincere un realty o talent show?
Dalle Alpi alla Sicilia è comune il desiderio di avere la botta piena e la moglie ubriaca,perché non si vive di soli ideali e si sa la furbizia alla fine paga sempre.
Siamo un Paese contraddittorio invochiamo una legge anti corruzione eppure cerchiamo se possibile la raccomandazione dell’amico potente.
Il petrolio è l’oro nero e da esso dipende la ricchezza e la povertà di un popolo determinando gli equilibri mondiali.
Marco Pontercorvo con il suo secondo film da regista ci racconta l’Italia di oggi fatta di uomini e donne che reclamano equità sociale, giustizia e legalità, ma nello stesso tempo bramano un posto al sole. Cosa succederebbe se per caso venisse scoperto un giacimento petrolifero nel terreno vicino alla fabbrica frutto del sacrificio degli operai?
Succede che due vecchi e cari amici come Giacomo (Zingaretti) ed Ermano(Lillo) si possano dividere e trovare l’uno contro l’altro su come gestire la fortuna scoperta. Entrambi ufficialmente di sinistra, soci di una cooperativa dedita alla costruzione di divani , ma il primo ha l’anima da imprenditore garibaldino e invece il secondo è ingenuamente puro e duro sognando di condividere la ricchezza e i vantaggi economici con la comunità di Sant’Ugo
Due visioni diverse che si scontrano,mettendo in risalto la cinica realtà da una parte e dall’altra l’illusione che ci possa essere ancora spazio in questa società per l’onestà e il bene comune
Un film che parte come commedia ma che ben presto assume i connotati sociali e di critica nei confronti di una società ormai avida e impegnata solo a fare business senza farsi troppi scrupoli.
La scelta di ambientarla storia in un piccolo paesino delle Marche risulta felice nel descrivere in maniera più efficace la mentalità italica eternamente divisa tra fare le barricate e accordarsi con il potere sottobanco.
E’ interessante l’idea di legare i manga con i personaggi reali per raccontare il conflittuale rapporto padre- figlio, anche se a tratti in maniera confusionaria
Il limite maggiore del film risiede però proprio in una sceneggiatura potenzialmente ambiziosa e interessante che poi nello sviluppo perde di slancio e freschezza e soprattutto di mordente. La struttura narrativa non appare lineare e coerente sfaldandosi nel corso del film facendo così perdere allo spettatore il filo rosso della storia. Si ha la sensazione di una lentezza e prevedibilità limitando almeno in parte l’attenzione e l’interesse del pubblico.
La regia di Pontecorvo è pulita, attenta, scrupolosa sebbene sia più di taglio televisivo, dimostrando di conoscere il mestiere e di saper condurre con talento gli attori sulla scena. Manca forse il guizzo narrativo che permetta di dare maggiore ritmo e vivacità al racconto.
L’inedita coppia Lillo-Zingaretti si rivela azzeccata ,affiata e talentuosa regalando con i giusti tempi i momenti comici e quelli di riflessione. Lillo è nella coppia il personaggio che piace e convince di più sorprendendo per essere stato capace di uscire dai suoi soliti ruoli dimostrandosi credibile e incisivo nel ruolo creando empatia con il pubblico
Zingaretti è come sempre una garanzia con una recitazione asciutta, fisica e di personalità.
Il resto del cast invece seppure professionale non incanta e scalda la platea apparendo di contorno nella storia.
Il finale, seppure caratterizzato dal un prevedibile lieto fine, non si può non rilevre soprattutto un tocco di cinismo che spinge lo spettatore a sorridere amaro su come funzioni e ci debba muovere nel nostro Paese.

Vittorio De Agro presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.amazon.it/Amiamoci-nonostante-tutto-Vittorio-Agr%C3%B2-ebook/dp/B00TJEWLZU/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1428405370&sr=1-1&keywords=amiamoci+nonostante+tutto

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere melvin ”

http://www.cavinatoeditore.com

The ticket purchase for “volatile weather with sunny intervals likely” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Volatile weather with sunny intervals likely” is a film of 2015 directed by Marco Pontecorvo, written by Marco Pontecorvo and Roberto Tiraboschi, with: Luca Zingaretti, John Turturro, Carolina Crescentini, Lorenza Guess, Lillo Petrolo.

What dreams today the Italian municipality? Having the permanent position? To have a pension? Become an entrepreneur? Changing lives with the lottery? Winning a realty or talent show?
From the Alps to Sicily is common to want to have the full whack and eat it too, because you do not live only ideals and you know the cunning always pays in the end.
We are a country contradictory invoke an anti corruption and yet we try if possible to the recommendation of his friend powerful.
Oil is the black gold and it depends on the wealth and poverty of the people leading the world balance.
Marco Pontercorvo with his second film as director tells Italy today made up of men and women who believe that social equity, justice and legality, but at the same time crave a place in the sun. What if by chance was discovered an oil field in the ground near the factory the fruit of the sacrifice of the workers?
It happens that two old and dear friends as Giacomo (Zingaretti) and Ermano (Lillo) you can divide and find each other on how to handle the luck discovery. Both officially left, members of a cooperative dedicated to the construction of sofas, but the former has the soul of an entrepreneur instead of Garibaldi and the second is pure and hard naively dreaming of sharing the wealth and the economic benefits to the community of Saint Hugh
Two different visions that clash, highlighting the cynical reality from side to side the illusion that there may be still room in this society for the honesty and the common good
A film that starts as a comedy but soon takes the form of social and critical of a society now eager and committed only to do business without getting too many scruples.
The choice of ambientarla story in a small village in the Marche is happy to describe more effectively mentality Italic eternally divided between the barricades and make arrangements with the power under the table.
It ‘s interesting the idea of ​​tying the manga with real characters to tell the conflictual relationship father-son, though sometimes in a confusing
The major limitation of the film, however, lies precisely in a script that then potentially ambitious and interesting development loses momentum and freshness and especially biting. The narrative structure is not linear and consistent flaking throughout the film thus making the viewer lose the thread of the story. One has the feeling of a slow and predictable at least in part by limiting the attention and interest of the public.
Directed by Pontecorvo is clean, careful, scrupulous although most cutting television, proving to know the job and know how to lead with talented actors on the scene. Perhaps lack the narrative twist that allows to give more rhythm and liveliness to the story.
The unusual pair Lillo-Zingaretti it worked well, affiata talented and giving with the right timing and the comic moments of reflection. Lillo is the couple that likes the character and convinces more surprising for being able to get out from his usual roles proving credible and decisive role in creating empathy with the public
Zingaretti is as always a guarantee with a dry recitation, physical and personality.
The rest of the cast instead although not professional enchants and warms the audience appearing contour in history.
The final, albeit characterized by a predictable happy ending, one can not rilevre especially a touch of cynicism that pushes the viewer to smile bitter about how functions and we must move in our country.

181. Perez

perez

Il biglietto d’acquistare per “Perez” è :1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di Pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“Perez” è un film del 2014 di Edoardo De Angelis, scritto da Edoardo De Angelis e Filippo Gravino , con:Luca Zingaretti, Marco D’Amore, Simona Tabasco, Massimo Gallo.
Per Dante l’ignavo non era neanche degno dell’Inferno. “Non ti curar di loro guarda e passa” diceva Virgilio sua guida nell’infernale discesa
Per amore di un figlio un genitore è disposto a fare di tutto.
Napoli è la città del Sole, del mare e del sorriso, ma anche della camorra.
A volte basta una parola, un gesto a trasformare un pavido in un eroe o comunque a riscattarne l’esistenza.
Demetrio Perez (Zingaretti) è l’ultimo degli avvocati nella catena delle “sanguisughe”. Difende l’indifendibile e nonostante tutto non è stimato dagli stessi clienti.
Vive e lavora a Napoli, una città simile al carattere del protagonista, triste e priva di colre.
Perez è un uomo malinconico, solo, incapace di sognare, uno zombie che si trascina nella quotidianità.
Abbandonato dalla moglie e considerato un inetto dalla figlia Tea(Tabasco), Perez si trova coinvolto in un caso giudiziario che li cambierà la vita.
Il noto boss Buglione (Gallo) decide di pentirsi per salvarsi la vita e lo nomina suo difensore d’ufficio.
Durante gli interrogatori Buglione propone all’avvocato di recuperarli dei preziosi diamanti nascosti dentro lo stomaco di un toro in cambio di uno scellerato patto.
Perez, riluttante. accetta pur di liberarsi di Corvino(D’Amore) fidanzato camorrista della figlia,un legame che tanto lo preoccupa.
Un film che ha l’ambizione d’essere un noir con una spruzzata di azione e soprattutto di forte impatto introspettivo.
Ambizione che solo in parte viene soddisfatta e ripagata nella struttura e sviluppo del film.
Il film ha un buon ritmo nella prima parte grazie buon pathos narrativo ed emotivo che riesce a catturare l’attenzione dello spettatore,ma rallenta e perde d’incisività e forza nella seconda parte.
La sceneggiatura è asciutta, spartana, semplice nell’idea e nello sviluppo. Se i personaggi sono ben delineati e descritti è l’intreccio che nel complesso resta debole e non completamente avvolgente. I pochi dialoghi non contribuiscono ad alzare la qualità del prodotto.
La regia per quanto equilibrata, precisa e attenta ad esaltare il cast è di taglio televisivo, senza aver il guizzo necessario per dare al il film il quid in più. Sembra di vedere una buona fiction, ma pur sempre fiction rimane.
Zingaretti si conferma attore dotato di una fisicità unica e intensa capace di trasformare sguardi ed espressioni facciali in efficaci momenti artistici. È’ convincente la sua simbiosi con il personaggio Perez, esaltando il ruolo del non eroe costretto dai fatti a diventarlo.
Altrettanta positiva l’interpretazione di Simona Tabasco nel ruolo della figlia Tea. Personalmente non la conoscevo, ma oltre essere una bella ragazza dà prova di essere una talentuosa e intensa interprete capace di profondità e anima al suo personaggio divisa tra l’amore filiale e quello di una giovane donna.
Meritevole di menzione è anche l’interpretazione di Massimo Gallo, un cattivo a tutto tondo e con un’umanità feroce e particolare.
Senza lode e infamia è la partecipazione di D’Amore.
Il Finale volutamente statico è abbastanza convincente grazie alla forza espressiva silenziosa dei protagonisti dove lo spettatore non può cogliere l’ulteriore conferma che l’amore tra padre e figlia supera e vince ogni altro tipo d’amore e diventa ancora più forte nelle difficoltà.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”:http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

buy ticket for “Perez” is: 1) gave Manco 2) Tribute 3) Afternoon 4) Reduced 5) Always
“Perez” is a film in 2014 by Edoardo De Angelis, written by Edoardo De Angelis and Filippo Gravino, with: Luca Zingaretti, Marco D’Amore, Simona Tabasco, Massimo Gallo.
For Dante the indolent character was not even worthy of Hell. “Do not mind them look and go,” said Virgil his guide in the infernal descent
For the love of a child a parent is willing to do anything.
Naples is the city of the sun, the sea and the smile, but also of the Camorra.
Sometimes just a word, a gesture to turn a coward into a hero or otherwise redeem its existence.
Demetrio Perez (Zingaretti) is the last of the lawyers in the chain of “leeches”. He defends the indefensible and in spite of everything it is estimated by the same customers.
Lives and works in Naples, a city similar to the character of the protagonist, sad and free of colre.
Perez is a melancholy man, alone, unable to dream, a zombie that has dragged on in everyday life.
Abandoned by his wife and considered inept by his daughter Tea (Tabasco), Perez finds himself involved in a court case that will change your life.
The well-known boss Bouillon (Gallo) decides to repent for his life and his public defender appointed him.
During interrogations Bouillon lawyer proposes to recover the precious diamonds hidden inside the stomach of a bull in exchange for a wicked deal.
Perez, reluctantly. accept just to get rid of Corvino (D’Amore) racketeer boyfriend of her daughter, a bond that bothers him so much.
A film that has the ambition to be a noir with a dash of action and especially impactful introspective.
Ambition that only in part is satisfied and rewarded in the structure and development of the film.
The film has a good pace in the first half thanks to good pathos and emotional narrative that manages to capture the viewer’s attention, but it slows down and looses sharpness and strength in the second half.
The screenplay is dry, basic, simple idea and development. If the characters are well defined and described the plot is that the whole remains weak and not completely enveloping. The few dialogues do not help to raise the quality of the product.
The direction for balanced, accurate and attentive to enhance the cast is cutting television without the flicker is necessary to give the film the quid more. It seems to do a good dramas, but still remains fiction.
Zingaretti confirms actor with a unique and intense physicality that can transform the looks and facial expressions in effective artistic moments. It is’ convincing its symbiosis with the character Perez, enhancing the role of the hero is not compelled by the facts to become one.
Equally positive interpretation of Simona Tabasco in the role of the daughter Tea. I personally did not know her, but beyond being a beautiful girl proves to be a talented and intense performer capable of depth and soul to his character torn between filial love and that of a young woman.
Worthy of mention is also the interpretation of Max Gallo, a villain in the round and with humanity and particularly fierce.
Infamy and without praise is the participation of D’Amore.
The Final deliberately static is quite convincing thanks to the expressive power of silent protagonists where the viewer can not take this further confirms that the love between father and daughter and wins than any other kind of love, and becomes even harder in difficulty.