17) La notte delle Ninfee, come si malgoverna un’epidemia (Luca Ricolfi) -All’Inferno e Ritorno per la nostra rinascita sociale ed economica (Carlo Cottarelli)

“La notte delle ninfee, come si mal governa un’epidemia” è un saggio scritto da Luca Ricolfi e pubblicato nel Gennaio 2021 da “La nave di Teseo”

Sinossi:
Luca Ricolfi, dal suo osservatorio della Fondazione Hume, fin dallo scorso febbraio sta studiando i dati relativi alla pandemia e alla sua gestione. Analisi non circoscritta alla sola Italia, bensì allargata sempre all’insieme delle società avanzate, a partire dai paesi europei. Sulla base dei dati – che sono il faro della sua attività – raccolti in questo libro in modo sintetico, ordinato e leggibilissimo, Ricolfi smaschera gli errori italiani nella gestione della pandemia e le conseguenti bugie, volte a nasconderli, di governanti, politici e amministratori. E giunge a conclusioni che in pochi hanno avuto finora l’attenzione di cogliere: la seconda ondata era evitabile, tanto è vero che più di un terzo delle società avanzate l’ha evitata; le omissioni, i ritardi e le incertezze dei governanti ci sono costati decine di migliaia di morti, e decine di miliardi di PIL; se non facciamo subito quel che avremmo dovuto fare da tempo, altre ondate saranno inevitabili, e il disastro economico completo e difficilmente reversibile. Luca Ricolfi, libero da ogni ideologia, non guarda in faccia nessuno, uscendo fuori dalla assurda e ideologica alternativa fra negazionisti e rigoristi, fra aperturisti e paladini dei lockdown. L’arrivo del virus e la tragedia che ci ha colpito avrebbero meritato ben altra gestione e Ricolfi, implacabilmente, dimostra che questo era possibile, e altrove è stato fatto. “Come andranno le cose? L’ottimismo della volontà mi fa sperare che, finalmente, si cambierà strada, e si guarderà con più attenzione al modello dei paesi che hanno avuto successo nella lotta al virus. Ma il pessimismo della ragione mi avverte: l’attesa messianica del vaccino avvolgerà tutto e tutti, quasi niente cambierà davvero, nessuno sarà chiamato a rispondere delle sue azioni. Né ora né mai”.

“All’Inferno e ritorno per la nostra rinascita sociale ed economica” è un saggio scritto da Carlo Cottarelli e pubblicato da Feltrinelli nel marzo 2021.
Sinossi:
Il mondo sta affrontando la peggiore crisi economica dalla Seconda guerra mondiale. Il virus sta facendo danni più gravi di Lehman Brothers. E l’Italia? Bisogna tornare al 1945 per trovare un dato peggiore di caduta del Pil. La crisi ha messo in luce le nostre debolezze, certo, ma anche i nostri punti di forza, compresa la capacità di rispondere bene in condizioni di emergenza. Ma affrontare l’emergenza non basta, e non basta tornare a dove eravamo nel 2019: ora abbiamo davanti a noi la responsabilità della ricostruzione. Carlo Cottarelli si pone al confine tra il mondo che crolla e il mondo che verrà dopo. E, mentre ci accompagna nel labirinto delle possibilità economiche oggi a nostra disposizione, ci mostra come l’Italia abbia bisogno di tornare a crescere in modo sostenibile da un punto di vista sociale, finanziario e ambientale. Dobbiamo salvare la nostra economia, ma per farlo abbiamo bisogno di più uguaglianza, soprattutto nelle opportunità che vengono fornite alle nuove generazioni. Per questo ci vuole la politica, e infatti questo è un libro (anche) politico. Perché parla di come la società italiana dovrebbe funzionare sulla base di un principio ideale: la possibilità per tutti di avere un futuro nella vita, indipendentemente dalle condizioni in cui si è nati. È importante che le agende politiche partano da una chiara enunciazione della società che si vorrebbe realizzare. Altrimenti, la politica diventa personalismo, opportunismo e cinismo.
Riflessioni:
Caro Covid -19 ti scrivo
Inizio questa mia riflessione con una citazione musicale di Lucio Dalla
Fino ad oggi mi ero ripromesso di non scrivere, parlare direttamente del virus che ci ha letteralmente sconvolto la nostra esistenza.
Un silenzio basato su due semplici quanto banali motivi:
1) Non posseggo le opportune competenze scientifico -sanitarie
2) Ho valutato il silenzio come una necessaria e doverosa barriera al frastuono scaturito dal moltiplicarsi di saccenti opinionisti , approssimativi giudizi pronunciati negli ultimi 15 mesi.
Come tutti voi, anch’io ho maturato una mia personale idea sulla gestione italica del Covid -19, ma visto il clamore mi son ben guardato dal molestarvi ulteriormente.
Poi qualche giorno durante il mio ultimo giro compulsivo in libreria prima delle nuove e discusse chiusure, ho notato due saggi in bella evidenza firmati da Luca Ricolfi e Carlo Cottarelli.
Chi segue il blog, sa che ho già scritto di questi due “autori”, apprezzandone conoscenza, onestà intellettuale oltre ad essere accomunati dall’avere uno stile narrativo semplice, chiaro quanto incisivo.
Ho “divorato” uno dopo l’altro “La Notte delle Ninfee” di Luca Ricolfi e poi “All’inferno e ritorno” di Carlo Cottarelli ritrovando nelle loro analisi, valutazioni e soprattutto “j’accuse” nei riguardi del governo, gran parte dei miei personali ed umili ragionamenti.
Personalmente credo che non ci dovrebbe essere “alcun color politico” nell’affrontare la guerra al virus, dovendo rapidamente trovare adeguate ed efficaci strumenti di difesa, contenimento e risoluzione della pandemia.
Invece nel nostro Paese, dopo l’iniziale unità nazionale manifestatasi con i canti sui balconi, ci siamo divisi su tutto come sovente ci capita di fare.
Ma stavolta dividendoci, abbiamo concesso spazio e tempo al virus di prendersi “le nostre vite”, portandoci via più di centomila connazionali tra la prima e seconda ondata.


Luca Ricolfi ci mostra in modo chiaro, diretto, lineare quali potevano essere valide alternative sanitarie rispetto al disperato, costoso e fuori tempo lockdown deciso un anno fa dal governo Conte, trasmettendoci un senso di sconfortante rabbia.
Moduli e Schemi alternativi sono stati applicati in modo rigoroso dai Paesi Orientali (Giappone, Corea del Sud e Taiwan) e dai Paesi del Nord Europa evitando il disastro in numero di morti e in chiave economica che invece l’Italia sta continuando a pagare.
Il tempismo e lungimiranza dovrebbero essere alla base di qualunque decisione governativa nel contrastare con successo qualsiasi pandemia.
La vittoria sulla pandemia si fonda sulla semplice idea di “agire d’anticipo” chiudendo quando i casi di contagi sono pochi e delimitati.
Agire quando in apparenza tutto sembra calmo, evitando che le “ninfee/contagio” ricoprano tutto il lago
L’Italia, tragicamente e testardamente, si è invece “distinta” nella politica del rinvio, attendismo, e miopia.
Ricolfi elenca con lucidità e rigore scientifico tutti gli errori fatti e ripetuti da Conte e dalle istituzioni sanitarie fin dal febbraio 2020.
Il lettore si prepari a spuntare un elenco lungo, impietoso e dettagliato: pochi temponi, zero tracciamento, nefasta quante errata comunicazione sull’utilizzo delle mascherine e come una volta terminato il Lockdown di Maggio scorso, il governo non abbia fatto nulla per difenderci da una seconda ondata, non frutto del crudele Destino, ma bensì conseguenza di negligenza, incapacità e ingiustificata vana gloria.
Ricolfi ha scritto questo saggio convinto dalla necessità di ribaltare false certezze ed inesattezze scientifici ormai radicati non solo nell’opinione pubblica ma anche tra studiosi ed addetti ai lavori.
“La notte delle ninfee” è stato “dato alle stampe” con gli ultimi dati del 13 dicembre, quando ormai era stato deciso la chiusura del Paese per le festività natalizie.
Ricolfi chiude il suo lavoro con un’amara ed ancora lungimirante “previsione”:
“Come andranno le cose? L’ottimismo della volontà mi fa sperare che, finalmente, si cambierà strada…Ma il pessimismo della ragione mi avverte: l’attesa messianica del vaccino avvolgerà tutto e tutti, quasi niente cambierà davvero, nessuno sarà chiamato a rispondere delle proprie sue azioni.
Né ora né mai”.
Preso atto del disastro sanitario e di prevenzione di salute pubblica, potevo non interrogarmi se l’Italia sia in grado d’uscire dalla pandemia economica.
Una richiesta di chiarimenti, spiegazioni e speranza di cambiamento sociale ed economico sono la base dell’interessante saggio di Carlo Cottarelli, anche lui come Ricolfi restio a scrivere di Covid 19.

Cottarelli e la battuta choc: "La Padania, c'è riuscito il coronavirus!" |  Il Primato Nazionale


Carlo Cottarelli ha deciso di scrivere “All’inferno e ritorno” per spiegarci da una parte come la cattiva ed egoista UE, dopo l’iniziale indifferenza alla tragedia in corso incarnata dalle incaute parole pronunciate nel marzo 2020 da Christine Lagarde, abbia totalmente cambiato registro.
La Bce ha immediatamente iniziato un piano straordinario d’acquisizione di titoli nazionali (soprattutto i nostri) proteggendo e tranquillizzando i mercati nell’ora più buia. Invece la Commissione Europea su sollecitazione italiana (va riconosciuta all’ex premier Conte) è riuscita a convincere i i capi di Stato e di governo della necessità di varare un piano “Marshall” 3.0. Così la scorsa estate è stato “partorito” Il Next Generation Eu.
Carlo Cottarelli nel suo scritto evidenzia più volte con forza come il nostro Paese non possa non debba sperare di tornare alla “normalità” pre Covid 19.
L’Italia era infatti un Paese fermo, piegato su stesso sul piano economico, industriale e sociale.
Il Covid 19 ci ha spinto lo scorso marzo ad un passo dall’inferno finanziario, salvati per fortuna dal “generoso e costante” soccorso della BCE.
Il salvataggio della Bce ed il Next Generation Eu, secondo Cottarelli, devono rappresentare l’opportunità decisiva nel cambiare radicalmente la nostra attitudine alla meritocrazia, al fare impesa impresa e preparazione scolastica e universitaria.
Carlo Cottarelli “vede” la pandemia come ultimo tram di cambiamento strutturalmente e sociale dell’Italia basata sull’uguaglianza sociale e d’opportunità.
È tempo di applicare, scrive Cottarelli, correttamente e concretamente l’articolo 3 della Costituzione
“E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impedisce il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”
Il Covid 19 deve rappresentare lo stimolo per un vero e significativo processo di trasformazione, crescita e stile di vita.
La lettura di questi due saggi è assolutamente consigliata in questi dolorosi e sofferti giorni di chiusura, perché ti consentiranno una diversa, nuova, interessante prospettiva sulla pandemia, sulla crisi sociale ed economica che stiamo vivendo da più di un anno.
È uno sguardo alternativo, incisivo, una critica garbata quanto pungente, quanto mai indispensabile in questo decisivo passaggio storico.

139) La società signorile di massa (Luca Ricolfi)

“La società signorile di massa” è un saggio scritto da Luca Ricolfi e pubblicato nell’ottobre 2019 da “La Nave di Teseo”

Sinossi:
Come può una società signorile essere anche di massa? Con questa paradossale definizione, Luca Ricolfi introduce una nuova, forse definitiva, categoria interpretativa, che scardina le idee correnti sulla società in cui viviamo. Oggi, per la prima volta nella storia d’Italia, ricorrono insieme tre condizioni: il numero di cittadini che non lavorano ha superato ampiamente il numero di cittadini che lavorano; l’accesso ai consumi opulenti ha raggiunto una larga parte della popolazione; l’economia è entrata in stagnazione e la produttività è ferma da vent’anni. Questi tre fatti, forse sorprendenti ma documentabili dati alla mano, hanno aperto la strada all’affermazione di un tipo nuovo di organizzazione sociale, che si regge su tre pilastri: la ricchezza accumulata dai padri, la distruzione di scuola e università, un’infrastruttura di stampo para-schiavistico. Luca Ricolfi compone un ritratto senza alcun giudizio morale, per nulla ideologico ma chiaro e spietato. Un libro che pone alcune domande essenziali: l’Italia è un caso unico o anticipa quanto accadrà su larga scala in Occidente? E, soprattutto, qual è il futuro di una società in cui molti consumano e pochi producono?
Recensione:
“Signori si nasce non si diventa” recita un popolare proverbio.
Il grande Totò lo rese celebre con la consueta ironia “. ed io modestamente lo nacqui”.
Saggezza popolare ed ironia purtroppo non sono sufficienti a nascondere il preoccupante impatto sociologico, culturale, economico derivante dalla lettura del nuovo saggio del prof Luca Ricolfi.
“La società signorile di massa” fin dall’efficace quanto furbo titolo spinge il lettore ad immergersi in un testo tecnico, complesso quando scritto in modo chiaro, esaustivo e pieno di dati scientifici. considerazioni filosofiche, antropologiche e culturali.
“L’Italia è ferma”, “il nostro è un Paese a crescita zero”, “L’Italia è un paese vecchio e senza futuro”. Sono queste alcune delle frasi o se vogliamo “slogan” che sovente sentiamo pronunciate dal politico di turno nei talk show per accreditare la propria tesi denunciando le malefatte dell’avversario.
Ma al netto della propaganda politica, quanto di queste frasi sono vere. Siamo veramente un Paese fermo?
Luca Ricolfi conduce un ‘analisi rigorosa, approfondita e soprattutto scevra da qualsiasi interesse politico sull’involuzione sociale, arretramento culturale e decrescita economica che sta spingendo la nostra società verso il baratro economico e sociale.
“La società signorile di massa” è un arguto ossimoro nell’evidenziare come le nuove generazioni vivano erodendo “il tesoretto” accumulato dai nonni e padri senza preoccuparsi di produrre una fonte di reddito alternativa.
Ricolfi fotografa un Paese in cui i disoccupati sono in maggioranza rispetto ai lavoratori e con i primi che spendono e spandono in beni di lusso, vacanze e benefit incompatibili con il loro attuale status.
Viviamo un’insostenibile condizione da “giovin signore” sfruttando la manodopera straniera soprattutto d’origine extracomunitaria affidandogli le mansioni più umili e massacranti oltre che mal pagati.
“La società signorile di massa” è un preciso, ponderato, motivato j’accuse fondato sui numeri, elaborazioni statiche e confronti con altre nazioni europee.
Ricolfi con intelligenza, maestria e professionalità ci spiega, illustra, certifica come da tanti decenni ormai “Re sia nudo” nella totale incoscienza collettiva.
Impegnati esclusivamente a soddisfare il proprio egoismo e badi bene non individualismo perché in tal caso potrebbero, almeno, emergere dei talenti, personalità capaci di distinguersi e magari di produrre reddito e crescita.
Paradossalmente, chiosa Ricolfi, di fronte all’avanzare indiscriminato di questa società signorile di massa, i “veri “ricchi tendono a ritirarsi, a scomparire volendo evitare qualsiasi contatto con questa società fastidiosa e sovraesposta.
L’Italia è destinata ad affondare come il Titanic continuando su questo insano stile di vita e d’erosione del capitale primario. Ma anziché ascoltare le note di una malinconica orchestra su un ponte, al massimo dovremmo accontentarci di una suoneria di un costoso cellulare d’ultima generazione.