233) La Resa dei Conti (John Grisham)

La resa dei conti è un romanzo scritto da John Grisham e pubblicato da Mondadori Editore nel novembre 2018.

Sinossi:
Ottobre 1946, Mississippi. Pete Banning, cittadino modello di Clanton, reduce di guerra pluridecorato, patriarca di una nota famiglia locale proprietaria di campi di cotone, amato padre di famiglia e fedele membro della locale comunità metodista, in una fresca giornata di ottobre si alza presto, sale in macchina e si dirige verso la chiesa. Entra nello studio del pastore, il suo amico reverendo Dexter Bell, e con calma e determinazione gli spara e lo uccide.
Da quel momento, l’unica cosa che Pete ripete a tutti, familiari, avvocati, uomini di giustizia, è “non ho niente da dire”. Qualunque sia stato il motivo del suo inconcepibile gesto non verrà svelato. Pete non ha paura della morte e viene giustiziato portando il suo segreto nella tomba, lasciando incredula l’intera comunità di Clanton.
Ma perché l’ha fatto?
In questo intenso romanzo, John Grisham accompagna il lettore in un incredibile viaggio colmo di suspense alla scoperta della sua verità, dagli Stati del Sud alla giungla delle Filippine durante la guerra degli americani contro i giapponesi, a un claustrofobico manicomio pieno di segreti fino all’aula del tribunale dove l’avvocato del protagonista cerca invano di salvarlo senza la sua collaborazione, mostrando gli effetti che può avere a lungo termine un crimine terribile e inspiegabile.

Recensione:
“La verità vi farà liberi” recitano le Sacre Scritture.
“Tutti mentono “ripeteva convintamente il Dr House.
Non voglio essere accusato di blasfemia, ma dopo aver terminato la lettura del nuovo romanzo del Maestro Grisham, mi è venuto amaramente spontaneo ripensare a queste due opposte quanto validi frasi.
Ed ancora mi sono interrogato se l’errore, un momento di debolezza di uno dei coniugi debba comportare come conseguenza la distruzione ed il futuro dell’intera famiglia.
John Grisham si rivela, ancora una volta, un attento osservatore della nostra società e sensibile indagatore dell’animo umano tematiche utilizzando un vecchio caso di cronaca come spunto narrativo per raccontare una tragica storia di vendetta amorosa.
“La resa dei conti” può essere ancje letta come una rilettura dell’Otello da parte dell’autore americano e di come la gelosia possa trasformare anche il più mite dell’uomo in una persona vendicativa e spietata.
“La resa dei conti” strutturata in tre atti ribalta l’abituale schema narrativo di un thriller o se preferite del dramma shakespeariano, portando il lettore subito nel climax più alto e violento della storia in cui accompagna il protagonista nella sua lucida e fredda missione d’uccidere l’amante di sua moglie.
Almeno questo sembra essere l’unico motivo plausibile per indurre un eroe di guerra a trasformarsi in feroce assassino.
Peccato che Pete Banning, dopo aver commesso l’efferato crimine, si rifiuti categoricamente di fornire qualsiasi motivazione o simil giustificazione e negando testardamente l’infermità mentale suggerita dai propri legali, come unica speranza, per evitare la condanna alla pena capitale.
Il lettore osserva sgomento la ferrea volontà di Bannig di farsi processare e condannare rimanendo fedele al suo ostinato ed orgoglioso silenzio .
Una scelta che inevitabilmente sconvolge la tranquillità della comunità e soprattutto getta i suoi due figli Joel e Stella, brillanti studenti universitari, nell’assoluto sconforto ed incredulità
Joel e Stella sono trascinati, loro malgrado, dentro un incubo ad occhi aperti, da dove è impossibile svegliarsi.
Infatti mentre il loro padre è in procinto d’essere ucciso mediante la sedia elettrica, la madre Liza è letteralmente rinchiusa in un ospedale psichiatrico, a seguito di un misterioso esaurimento nervoso, per preciso volere dello stesso Pete.
Cosa è successo tra Liza e Pete?
Cosa o chi ha spezzato il profondo legame che univa questa coppia innamorata e desiderosa di formarsi una numerosa famiglia sfidando nonostante il parere contrario delle rispettive famiglie d’origine

Il lettore pur intuendo nell’infedeltà coniugale di Liza come unico movente possibile accetta di seguire Grisham nella sua inusuale ricostruzione dei fatti e soprattutto nelle controverse condizioni emotive e psiche che colpirono i personaggi determinandone le fatali scelte.
Una ricostruzione contraddistinta prima dal racconto del primo incontro e successivo innamoramento dei giovani Pete e Liza e culminata dalla comune decisione stabilirsi, dopo il matrimonio, nella citta natia dell’uomo, nonostante entrambi avessero differenti ambizioni professionali.
Sarà l’entrata in guerra degli Stati Uniti nel secondo conflitto mondiale a sconvolgere la quiete e prosperità della famiglia Banning.
Costringendo da una parte Pete a vivere tre anni terribili e disumani nelle Filippine prima come prigioniero nelle mani dei giapponesi e poi da coraggioso combattente nella giungla e dall’altra allo stesso tempo imponendo Liza ed i suoi figli a doversi tragicamente rassegnare all’idea della sua precoce morte come caduto di guerra.
Grisham racconta volutamente con accurati e crudi dettagli i tre anni vissuti da Pete al fronte affinché il lettore possa sentire, provare ed infine condividere l’indicibile sofferenza fisica e psicologica patita dal protagonista e magari capirne meglio il carattere e soprattutto l’aspetto più rigoroso e tenace della propria indole.
Nel secondo atto Grisham trascinando il lettore dentro l’’orrore della guerra, facendogli rivivere la crudeltà e ferocia dei giapponesi contro gli inermi e provati prigionieri americani e filippini non soltanto compie un meritorio quanto interessante lavoro storico ma getta le basi per un finale, se possibile, ancora più tragico quanto sconvolgente: aprire “il vaso di Pandora” della famiglia Bannig.
L’ultimo atto de “La resa dei conti” svela i segreti, le bugie e soprattutto le debolezze e limiti, che di fatto, hanno caratterizzato la vita coniugale di Pete e Liza Banning e come soprattutto la paura e lo stolto orgoglio abbia minato una bella e solida storia d’amore.
Facendo altresì cadere ingiustamente “le colpe” materiali anche sugli amati ed innocenti figli.
“La resa dei conti” è un romanzo tosto, cupo, angosciante e purtroppo senza alcun riscatto finale, ma ciò nonostante liberatorio almeno per Joel e Stella, finalmente, forti e determinati nel lasciarsi alle spalle il passato e gli errori dei propri genitori.
Un insegnamento oltre che un monito rinnovato magistralmente dal Maestro Grisham.