27) Hunters

“Hunters” è una serie ideata da David Weil. Con Al Pacino, Josh Radnor, Logan Lerman, Lena Olin, Jerrika Hinton, Carol Kane, Saul Rubinek, Tiffany Boone, Louis Ozawa Changchien, Greg Austin, Dylan Baker.
Drammatico. USA. 2020-in produzione

Sinossi

Basata su eventi storici realmente accaduti, la serie di concentra su un gruppo variegato di cacciatori di nazisti nella New York City del 1977. I Cacciatori (The Hunters), così vengono chiamati da tutti, hanno scoperto che centinaia di ufficiali nazisti di alto rango si nascondono tra le persone comuni, cospirando per creare il quarto Reich negli Stati Uniti. L’eclettico team si avventura in una sanguinosa ricerca per assicurarli alla giustizia.

Recensione:

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche del maresciallo Ivan Konev arrivarono per prime presso la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz), scoprendo il vicino campo di concentramento e liberandone i superstiti. Il 7 maggio 1945 la Germania nazista firmò la resa senza condizioni.

Con “processo di Norimberga” ci si riferisce a due distinti gruppi di processi ai nazisti coinvolti nella seconda guerra mondiale e nella Shoah, tenutisi in Germania dal 20 novembre 1945 al 1º ottobre 1946.

Occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, scottatura per scottatura, ferita per ferita, contusione per contusione. Se uno colpisce l’occhio del suo schiavo o l’occhio della sua schiava e glielo fa perdere, li lascerà andare liberi in compenso dell’occhio perduto. Se fa cadere un dente al suo schiavo o un dente alla sua schiava, li lascerà andare liberi in compenso del dente perduto.
[Vecchio Testamento]

Questo piccolo “promemoria” composto da date, fatti e citazioni, caro spettatore, è propedeutico e quasi indispensabile prima di affrontare la visione di “Hunters”, la nuova serie targata Amazon Prime, disponibile dal 21 febbraio, nonostante già il titolo, traducibile come “Cacciatori”, dica molto del cuore narrativo e della mission del progetto. continua su

“Hunters”: caccia agli ufficiali nazisti nell’America degli anni ’70

105) Midsommar – Il Villaggio dei dannati

Il biglietto da acquistare per “Midsommar – Il villaggio dei dannati” è:
Neanche regalato (con riserva). Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Midssomae- il Villaggio dei Dannati” è Un film di Ari Aster. Con Florence Pugh, Jack Reynor, William Jackson Harper, Will Poulter, Vilhelm Blomgren. Drammatico, horror, 140′. USA 2019

Sinossi:

Dani e Christian, giovane coppia americana in crisi, partono insieme ad alcuni amici per un viaggio per una remoto regione svedese, Hälsingland, per festeggiare Midsommar, il tradizionale solstizio d’estate. Ma la festa assumerà presto dei contorni disturbanti e inquietanti, legati al culto pagano praticato in quelle zone.

Recensione:

Non ce ne vogliano il promettente regista Aris Aster e il suo maggiore fan e sponsor, il premio Oscar Jordan Peele, ma terminata la lunga (quasi due ore e mezza) ed estenuante visione di “Midsommar – Il villaggio dei dannati” il primo impulso era quello di emulare i protagonisti nel finale, nonostante la minaccia di “dannazione morale” e le possibili conseguenze legali del gesto.

Il mio giudizio potrebbe risultare impopolare – capita, qualche volta – ma personalmente ho percepito questo film come una vera e propria “bufala” cinematografica, un caso montato a tavolino, senza basi, dalla stampa americana e internazionale.

Il pubblico entra in sala convinto, dalla critica, di trovarsi davanti un capolavoro del genere horror, una riscrittura moderna del genere, dove per una volta tutto si svolge alla luce del sole, e invece…

La sceneggiatura è confusa, approssimativa, dispersiva, incapace di realizzare questo progetto, sulla carta, innovativo e originale. Anche l’ambizione drammaturgica di Aster si rivela eccessiva, ridondante e autoreferenziale, alla fine esasperante e monocorde persino nella messa in scena.continua su

“Midsommar – Il villaggio dei dannati”: un horror su cui non tramonta mai il sole

57) US / Noi

 

 

 

 

 

“US/ Noi” è Un film di Jordan Peele. Con Lupita Nyong’o, Winston Duke, Elisabeth Moss, Tim Heidecker, Yahya Abdul-Mateen II. Horror, thriller, 116′. USA 2019

Sinossi:

In Tv uno spot pubblicizza l’iniziativa di beneficenza “Hands Across America”. Siamo nel 1986, quando sei milioni e mezzo di americani si tennero per mano e fecero donazioni per combattere fame e miseria. Un’immagine che colpisce la piccola Adelaide e che colpirà anche il suo doppio, incontrato una notte in una casa degli specchi in un Luna Park. Ai giorni nostri Adelaide è cresciuta, ha più o meno superato il trauma, e ha una famiglia, ma di nuovo una vacanza alla spiaggia scatena minacciosi doppi e questa volta non solo suoi, bensì di tutta la sua famiglia.

Recensione:

Dice Dante a Virgilio nel XXIX canto dell’Inferno: “credo ch’un spirto del mio sangue pianga la colpa che là giù cotanto costa”, riferendosi ai seminatori di discordia, che popolano le Malebolge. E la saggezza popolare gli fa eco con il detto: chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Non avremo mai la certezza che il buon Jordan Peele abbia letto il Sommo Poeta o sentito il proverbio sopracitato, ma ci piace pensare che il regista americano nello scrivere la sceneggiatura del suo secondo, atteso film “Noi”, dopo il clamoroso successo riscosso da “Scappa – Get out”, sia stato in qualche modo ispirato da queste parole.

Questa storia, così come la precedente, è destinata a far parlare di sé non solo per quanto riguarda l’ambito artistico, ma per le implicazioni politiche e sociali. “Noi”, infatti, non è un “semplice” horror, ma una vera e propria pellicola d’autore.

Con la sua ricca sceneggiatura, e le molteplici chiavi di lettura, la pellicola rappresenta una critica progressista alla – discutibile – politica americana degli ultimi trent’anni. A differenza di tanti colleghi, infatti, Peele amplia lo spettro di osservazione, non limitandosi alla tanto criticata america di Trump ma tornando indietro nel tempo fino al 1986.

“Noi” è un film politico travestito da film di genere, che mantiene sempre viva la sua anima e la sua identità. Ma lasciando a ognuno il compito di fare le proprie riflessioni politiche e sociali, voglio limitarmi a parlare del film in quanto tale. continua su

http://paroleacolori.com/noi-un-horror-politico-intelligente-e-teso-ironico-e-stratificato/