173) La vera storia di Olli Maki

Il biglietto da acquistare per “The happiest day in the life of Olli Mäki” -“La vera storia di Olli Maki” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio (con riserva); 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Il giudizio di critici e addetti ai lavori è molto spesso in netto contrasto con quello che pensa lo spettatore medio. Questa affermazione è quanto mai vera quando si parla delle pellicole presentate – e magari premiate – ai festival cinematografici.

Recensire “The happiest day in the life of Olli Mäki” del regista finlandese Juho Kuosmanen, vincitore della sezione “Un Certain Regard” di Cannes è molto difficile, per me, essendo il mio pensiero estremamente diverso da quello della giuria che lo ha premiato.

Sebbene non abbia seguito molto questa sezione – articolata in ben 18 pellicole -, ho avuto modo di vedere “Captain Fantastic ” di Matt Ross (premiato come migliore regista), rimanendo piacevolmente colpito.

Ma bando alle ciance, torniamo al vincitore. Chi è mai questo Olli Mäki? Non è altro che il Rocky Balboa di Finlandia, che nel 1962 sfidò il campione del mondo di pugilato, lo statunitense Davey Moore.

Il film, girato in bianco e nero, è pensato per far seguire allo spettatore la dura preparazione fisica di Olli (Lahti) in vista della grande sfida. Una scelta narrativa ben precisa, che però convince poco, sia dal punto di vista del coinvolgimento che del ritmo.

È un Rocky senza pathos e passione, però, quello scandinavo, che ha in comune con l’eroe americano più l’amore per una donna che quello per la boxe. L’Adriana di Olli si chiama Raija (Oona) e mentre tutto il Paese conta su di lui per ottenere quell’importante successo sportivo internazionale, lui sogna solo di sposare l’amata. continua su

http://paroleacolori.com/festival-di-cannes-film-premiati-happiest-day-life-olli-maki/