48) Marcel !

“Marcel !” è Un film di Jasmine Trinca. Con Alba Rohrwacher, Maayane Conti, Giovanna Ralli, Umberto Orsini, Dario Cantarelli. Drammatico, 93′. Italia 2022

Sinossi:

Una madre e una figlia e un cane. La madre è un’artista di strada che mette in scena con successo il suo stretto rapporto con l’animale fatto di timore della perdita unito a grande sensibilità reciproca. La figlia osserva sentendosi non altrettanto considerata. Vive con i nonni anziani e, suonando il sax, cerca di ottenere la tanto agognata approvazione materna.

Recensione:

Non me ne voglia la brava e simpatica Jasmine Trinca, ma sono in sincera difficoltà nello scrivere la recensione del suo primo film da regista, “Marcel!”, presentato al Festival del cinema di Cannes.

La sensazione è che il risultato finale, quello che il pubblico si trova davanti, sia ben lontano da ciò che l’attrice romana aveva in mente.

Personalmente ho percepito “Marcel!” come il doloroso e sofferto racconto delle difficoltà incontrate da una figlia nel rapporto con l’eccentrica madre. Oggi il passato non fa più male, ma ha comunque condizionato la sua esistenza. Invece quella figlia, oggi divenuta una regista esordiente, ha dichiarato alla stampa che il film è un modo per dire grazie alla madre. continua

12) Supereroi (Paolo Genovese)

“Supereroi” è un romanzo scritto da Paolo Genovese e pubblicato da Einaudi nel Novembre 2020.

Sinossi:
Quante possibilità ci sono che le esistenze di due persone, sfioratesi appena in un giorno di pioggia, si incrocino per caso una seconda volta? Così poche da essere statisticamente irrilevanti, direbbe la scienza. Eppure ad Anna e Marco questo accade e riaccade. Ed entrambi si chiedono se a riavvicinarli di continuo sia un algoritmo, il destino o invece un sentimento tanto forte da resistere alle fughe improvvise, agli scontri, alla routine, alle incomprensioni e al dolore.
Spostandosi avanti e indietro sulla linea delle loro esistenze, Paolo Genovese racconta gli istanti perfetti e i drammi di una storia d’amore bellissima, che sfida il tempo, fa riflettere e infine commuove. Una storia d’amore che solo due supereroi possono vivere.

  • Ventitré secondi.
  • Cosa?
  • Siamo stati in silenzio ventitré secondi.
    Marco ride e beve ancora.
  • Di solito questi calcoli li faccio io.
  • Dopo quanti secondi è crisi? – chiede Anna, diretta.
  • Dipende.
  • Da cosa?
  • Dipende dal tipo di silenzio. C’è il silenzio della routine, quello della calma, quello della noia, quello complice.
  • Il nostro qual è? – domanda lei a bruciapelo.
  • A te quale spaventa?
    Recensione:
    Amarsi rimanendo reciprocamente fedeli nel tempo appare oggi una sfida quasi impossibile.
    Una sfida che, forse, solo una coppia di supereroi sarebbe in grado d’assolvere
    È facile, semplice innamorarsi, godersi le prime settimane, mesi di passione e sesso con il nuovo partner, il difficile viene dopo.
    Ovvero tenere alta e costante la fiamma dell’amore negli anni resistendo all’istinto di mollare tutto all’aria.
    Se il colpo di fulmine è un passaggio narrativo, visivo, emozionale bramato da tutti e che qualsiasi regista e/o scrittore cerca d’inserire nella sua storia, raramente leggiamo o vediamo il declinare dell’amore di coppia nel tempo e nello spazio.
    “Supereroi” è il secondo romanzo di Paolo Genovese che ho avuto il piacere di leggere, lasciandomi però opposte sensazioni.
    Da una parte ho apprezzato la sensibilità umana del regista nel raccontare dapprima la genesi di un amore e poi il talento nel descrivere con grazia, empatia e soprattutto credibilità l’evoluzione del rapporto nel corso del tempo.
    Osserviamo come l’amore tra Marco e Anna sia “elastico” segnato da alti e bassi come capita in qualsiasi coppia, alternando nel racconto il punto di vista dei due protagonisti “disegnati” da Anna come supereroi dell’amore.
    Dall’altra però il lettore avverte come anche questo romanzo sia stato pensato e scritto originalmente come una sceneggiatura cinematografica.
    “Supereroi” è si una lettura agevole, piacevole, a tratti avvolgente ed incalzante, ma vive d’immagini, sensazioni e momenti funzionali ad una messa in scena piuttosto che ad un plot letterario.
    “Supereroi” ricorda per molti aspetti strutturali e stilistici il romanzo bestseller “Un giorno” di David Nicholls.
    Hanno la medesima struttura drammaturgica caratterizzata da flash back temporali in cui si muove la coppia, ripercorrendo le fasi del loro amore , evidenziando i passaggi più romantici e quelli più drammatici.
    “Supereroi” racconta in modo efficace, naturale la complessità e difficoltà dell’amore quotidiano in una coppia.
    Un amore da coltivare e proteggere resistendo ai rispettivi cambiamenti, egoismi ed istinti di fuga.
    “Supereroi” regala sincere e forti emozioni, commuove ed allo stesso tempo può essere visto come un utile manuale di “sopravvivenza” utile alla neo e magari ingenua coppia innamorata.

133) Guida romantica ai posti perduti

Il biglietto da acquistare per “Guida romantica a posti perduti” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Guida romantica ai posti perduti” è un film di Giorgia Farina. Con Clive Owen, Jasmine Trinca, Irène Jacob, Andrea Carpenzano, Teco Celio, Edoardo Gabbriellini. Drammatico, 106′. Italia 2020

Sinossi:

Benno e Allegra: lui ha superato i cinquanta, è inglese e beve come un dannato; lei, vent’anni di meno, è una blogger di viaggi, con molta fantasia. Entrambi vivono mentendo e non hanno alcuna intenzione di cambiare. Vicini di casa senza essersi mai conosciuti, tutto cambia il giorno in cui lui sbaglia pianerottolo. Il caso porta la strana coppia in una fuga verso posti perduti o dimenticati dove, sostenendosi a vicenda, si riscoprono l’una grazie all’altro.

Recensione:

Quando il nostro equilibrio mentale viene meno, facendoci scoprire deboli, fragili, soli, molto spesso reagiamo chiudendoci, anche fisicamente, al mondo. Lo sanno bene Benno e Allegra, i protagonisti di “Guida romantica a posti perduti” di Giorgia Farina, evento speciale delle Giornate degli autori a Venezia.

I protagonisti del film sono due persone infelici, che non si conoscono nonostante siano vicini di casa da sei anni. Un incontro casuale dà il là a un road movie alla ricerca di luoghi sconosciuti e unici in giro per l’Italia e l’Europa.

La storia è intrisa di sofferenza, dolore e abbandono ma ha anche elementi freschi e briosi e un tocco favolistico che non guasta. La sceneggiatura firmata da Giorgia Farina e Carlo Salsa è piuttosto classica nella struttura e lineare nello sviluppo, ma contiene anche quel tocco umanità e malinconia che permettono allo spettatore di apprezzare ciò che vede. continua su

“Guida romantica a posti perduti”: un viaggio catartico per due anime sole

202) Euforia

Il biglietto da acquistare per “Euforia” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Euforia” è Un film di Valeria Golino. Con Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea, Isabella Ferrari, Valentina Cervi, Jasmine Trinca. Drammatico. Italia, 2018

Sinossi:

Matteo (Scamarcio) è un giovane imprenditore di successo, spregiudicato, affascinante e dinamico. Suo fratello Ettore (Mastandrea) vive ancora nella piccola cittadina di provincia dove entrambi sono nati e dove insegna alle scuole medie. È un uomo cauto, integro, che per non sbagliare si è sempre tenuto un passo indietro, nell’ombra. La scoperta di una malattia grave che ha colpito Ettore (della quale lo si vuole tenere all’oscuro) spinge Matteo a tornare a frequentarlo e ad occuparsi di lui.

Recensione :

La morte fa parte del ciclo naturale della vita, eppure nessun momento dell’esistenza spaventa tanto l’uomo come quest’ultima. Sarà che la morte non guarda in faccia nessuno, non tratta, non concede condoni, rinvii o scorciatoie.

Se è vero che più si va avanti con l’età e più il pensiero diventa angosciante, quasi ossessivo, cosa preferireste, voi, potendo scegliere: una fine improvvisa, inaspettata, oppure annunciata (sotto forma di un male incurabile)?

Nel secondo caso, almeno, si ha modo di separarsi a dovere dalle persone amate – e per loro di dire addio… Si concentra su questa tematiche delicatissima Valeria Golino nel suo “Euforia”, presentato a Cannes 2018, opera seconda dopo il felice esordio di “Miele”, cinque anni fa.

Protagonisti due fratelli estremamente diversi: Matteo (Scamarcio), imprenditore brillante e libertino, ed Ettore, pacato professore di matematica. La malattia del secondo – che il primo non vuole rivelargli – sarà l’occasione per riavvicinarsi.

Alle parti drammatiche e intimistiche se ne alternano altre più divertenti e ironiche – che coincidono spesso con la presenza in scena degli eccentrici amici di Matteo.

Allo spettatore più attento certi passaggi potrebbero ricordare due film italiani del 2007 – “Saturno contro” di Ferzan Ozpetek e “Mio fratello è figlio unico” di Daniele Lucchetti -, ma Valeria Golino e le altre due sceneggiatrici sono brave a costruire una storia tutto sommato originale. continua su

http://paroleacolori.com/euforia-valeria-golino/

181) Sulla mia Pelle

Il biglietto da acquistare per “Sulla mia pelle” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Sulla Mia Pelle ” è un film di Alessio Cremonini. Con Alessandro Borghi, Jasmine Trinca, Max Tortora, Milvia Marigliano. Drammatico, 100′. Italia 2018

Sinossi:

L’ultima settimana nella vita di Stefano Cucchi è un’odissea fra caserme dei carabinieri e ospedali, un incubo in cui un giovane uomo di 31 anni entra sulle sue gambe ed esce come uno straccio sporco abbandonato su un tavolo di marmo. Alessio Cremonini ha scelto di raccontare una delle vicende più discusse dell’Italia contemporanea come una discesa agli inferi cui lo stesso Cucchi ha partecipato con quieta rassegnazione, sapendo bene che alzare la voce e raccontare la verità, all’interno di istituzioni talvolta più concentrate sulla propria autodifesa che sulla tutela dei diritti dei cittadini, sarebbe stato inutile e forse anche pericoloso.

Recensione:

Chi era Stefano Cucchi? Perché lo spettatore medio dovrebbe interessarsi alle cause della morte di un giovane detenuto, avvenuta il 22 ottobre 2009 nel reparto di medicina separata dell’Ospedale Pertini di Roma? E perché tanto clamore e attenzione mediatica hanno circondato le aule di tribunale dove si sono svolti i processi inerenti alla vicenda?

Perché, fino a prova contraria, l’Italia è uno Stato democratico oltre che di diritto e in quanto tale è sconcertante che un cittadino muoia “inspiegabilmente”, mentre si trova sotto tutela legale e giudiziaria.

Nel 2009 Stefano Cucchi è un 31enne con un diploma di geometra e una vita già segnata dalla tossicodipendenza. Probabilmente non l’immagine del bravo ragazzo da presentare ai parenti il giorno di Natale, eppure sta cercando di riprendere in mano la propria vita e lasciarsi alle spalle la droga.

La sera del 15 ottobre, viene fermato da una pattuglia dei carabinieri per sospetto spaccio di droga. Morirà in ospedale il 22 ottobre, vittima del sistema giudiziario ma anche delle sue reticenze, della mancata denuncia di quanto avvenuto sotto custodia.

“Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini, che ha aperto la sezione Orizzonti alla Mostra del cinema di Venezia 2018, non è un film di denuncia fine a se stessa o di manichea distinzione tra buoni e cattivi, come temevo, piuttosto un disperato e accorato appello morale, sociale e creativo del regista affinché emerga in modo chiaro quanto successo a Cucchi quel giorno.

Il film traspone oltre 10.000 pagine di verbali, studiati, assimilati e vissuti emotivamente prima ancora che drammaturgicamente da Cremonini e Lisa Nur Sultan. La loro sceneggiatura è essenziale, semplice, diretta, ogni parola, gesto, movimento del corpo di ogni attore sulla scena è stato preparato prima a livello umano ed emotivo e solamente poi sul piano recitativo. continua su

http://paroleacolori.com/sulla-mia-pelle-la-storia-di-stefano-cucchi-una-discesa-agli-inferi/

78) Slam tutto per una ragazza

Il biglietto da acquistare per “Slam – Tutto per una ragazza” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio (con riserva); 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Andrea Molaioli. Con Ludovico Tersigni, Barbara Ramella, Jasmine Trinca, Luca Marinelli, Pietro Ragusa, Fiorenza Tessari, Lidia Vitale, Fausto Sciarappa, Gianluca Broccatelli, Tony Hawk. Drammatico, 100′. 2016

Tratto dal romanzo omonimo di Nick Hornby.

Mi piace lavorare con il caporedattore Roberta Turilazzi. Pur non avendo avuto, dopo tre anni di collaborazione, modo di conoscerci di persona è nata tra noi una bella e proficua intesa lavorativa e, spero, anche un’amicizia.

Roberta ha un difetto però: non ha ancora compreso fino in fondo quanto io sia diversamente ignorante e quanti pochi libri abbia letto. E così, in maniera indefessa, mi manda in giro per festival e non a recensire film tratti da romanzi che immagino lei abbia amato.

Conosco lo scrittore Nick Hornby e, udite udite, ho anche letto alcuni suoi lavori, ma non “Tutto per una ragazza”, da cui il regista Andrea Molaioli ha preso spunto per l’adattamento cinematografico.

Evito per questo motivo di addentrarmi in paragoni tra il romanzo e il film, e di sviscerare le differenze tra i due format, se ce ne sono.

La prima cosa che mi sento di evidenziare è che proponendo al pubblico italiano un romanzo dell’inglese Hornby se ne snatura in parte la forza e lo spirito narrativo.

La sensazione che si ha mentre si susseguono le scene e conosciamo storia e personaggi è che ci sia una certa forzatura nella loro costruzione e nella resa stessa della struttura narrativa.

Samuele (Tersigni) ha sedici anni e una grande passione per lo skateboard. Passa le sue giornate con gli amici tra salti, evoluzioni e cadute, e coltiva un’amicizia tutta immaginaria con il suo eroe, Tony Hawk, il più grande skater di tutti i tempi. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-slam-tutto-per-una-ragazza/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”