29) Hustle

Il biglietto d’acquistare per “Hustle” è : Di pomeriggio

“Hustle” è un film del 2022 diretto da Jeremiah Zagar, scritto da Will Fetters, Taylor Materne

Attori e Personaggi:

  • Adam Sandler: Stanley Sugarman
  • Queen Latifah: Teresa Sugarman
  • Ben Foster: Vince Merrick
  • Robert Duvall: Rex Merrick
  • Juan Hernangómez: Bo Cruz
  • María Botto: Paola Cruz.
  • Sinossi:
  • Stanley Sugarman è un ex giocatore di pallacanestro, oggi importante osservatore per i Philadelphia 76ers che che sta vivendo una fase difficile della propria vita e della propria carriera. Con la scoperta di un talento tedesco, finalmente raggiunge il posto di coach, ma con l’improvvisa morte del Presidente della squadra, l’unica persona che lo stimasse veramente, viene messo all’angolo dalla nuova dirigenza presieduta dal figlio Vince Merrick (Ben Foster) che lo manda ancora alla ricerca di nuovi talenti. In Spagna, casualmente, viene a conoscenza di Bo Cruz, un ragazzo dal passato difficile, nel quale lui intravede un talento cristallino. Deciderà di scommettere tutto su di lui, tagliando i ponti con i 76ers per diventare il suo allenatore e procuratore personale. Lo scopo che Stanley si prefigge è allo stesso tempo ambizioso e arduo: farlo arrivare nell’NBA.
  • Recensione:
  • Gli sportivi, i tifosi e soprattutto i fan amano vedere, applaudire, “venerare” il proprio campione.
  • In qualunque sport  esistono pochi fuoriclasse, alcuni campioni e poi c’è il resto che fa contorno.
  • Ma pochi sanno che il campione ammirato è sovente il  frutto di un lungo, faticoso lavoro di osservazione compiuto da una figura fondamentale quanto  discreta al grande pubblico: il talent scout o se preferite osservatore.

L’osservatore  ha un solo compito: girare il mondo alla ricerca del nuovo Pelè o Maradona se vogliamo rimanere in termini calcistici.

Ma se nel calcio, questo tipo d’attività viene fatto  specialmente dai grandi club.

In  America dove lo sport professionistico macina miliardi di dollari, ogni squadra ha il proprio “team” di osservatori.

L’Nba, il Gotha del basket mondiale, fonda gran parte delle proprie fortune sullo scouting continuo e febbrile da parte di questi uomini praticamente tutto l’anno  in viaggio.

Negli ultimi vent’anni Il cinema americano ha approfondito il proprio interesse nei riguardi nel mondo del Nba, creando un vero e proprio genere.

Ricordiamo : Space Jam “con Micheal Jordan, la commedia romantica “Forget Paris”  con protagonista Billy Crystal  innamorato oltre che arbitro professionista  e  documentari come quello sui Chicago Bulls andato in onda 2 anni fa su Netflix.

Visto il grande successo ottenuto, il gigante dello streaming ha voluto produrre una nuova pellicola sportiva, dando stavolta visibilità al ruolo dell’osservatore.

Adam Sandler ha dimostrato nuovamente d’essere un attore completo,  versatile oltre che credibile in ruoli ben lontani da quelli abituali da commedie demenziali.

“Hustle” ci racconta il mondo del basket americano da una insolita prospettiva, quella di Stanley che viaggia , annota, guarda centinaia di partite seguendo il proprio istinto e passione.

Per Stanley non esistono ferie, feste o vacanze con l’amata famiglia. Tutta la sua esistenza ruota intorno al proprio lavoro di scouting e nel realizzare il sogno di  diventare un giorno allenatore capo

Fare l’osservatore è una missione, un lavoro duro sebbene si  possa contare sulle stanze più belle negli alberghi a 5 stelle.

L’osservatore è spinto dall’amore per questo sport e soprattutto deve avere il fiuto e visione del futuro.

Stanley Sugarman  possiede tutte queste caratteristiche e lo spettatore ne percepisce anche l’umanità e bontà  d’animo  mischiata alla sua ossessione professionale.

Stanley mentre si trova in Spagna per un tour di scouting scopre Bo Cruz in un campetto di periferia ed intuendone  le straordinarie potenzialità lo prende sotto la propria ala protettiva.

“Hustle” è il racconto di un rapporto sportivo, di un’amicizia, di un  legame tra mentore ed allievo, ma soprattutto del riscatto e consacrazione di due uomini che unendo le forze troveranno il modo di realizzare i rispettivi sogni.

“Hustle” ci racconta una nuova versione del “sogno americano” in chiave Nba, facendoci vivere un’esperienza  sportiva partendo dal basso.

Juan Hernangómez è fisicamente straripante, magnetico quando è in “azione”, quanto risulta abbastanza “bloccato” quando si tratta di recitare il ruolo del Cenerentolo sportivo.

Nonostante ciò,  è stato abile nel “seguire” l’esperto compagno di scena, adattandosi ai tempi e toni di Sandler.

“Hustle”  presenta un intreccio narrativo essenziale, lineare, a tratti  forse prevedibile e buonista, eppure  riesce comunque nell’obiettivo di conquistare l’attenzione ed interesse dello spettatore per tutto il film.

“Hustle” strizza l’occhio per un verso alla saga di Rocky e per un altro al genere “nascita di una stella”.

“Hustle” pur  essendo stato  pensato  e costruito  per il   pubblico americano maggiormente  addentro e coinvolto alle dinamiche tecniche /sportive del mondo Nba,  rimane un prodotto interessante e godibile anche quello “ignaro” o quasi di questo sport  miliardario , ma ancora capace d’emozionarti con piccole grandi storie di campioni degne del sogno americano.