69) Watcher

Il biglietto d’acquistare per “Watcher” è : Omaggio (Con Riserva)

“Watcher” è un film del 2022 diretto da Chloe Okuno , con : Maika Monroe, Karl Glusman, Burn Gorman, Tudor Petrut, Gabriela Butuc, Madalina Anea, Cristina Deleanu.

Sinossi:

Watcher, il film diretto da Chloe Okuno, racconta la storia di una giovane donna americana, Julia (Maika Monroe), che insieme al marito Francis (Karl Glusman) si trasferisce a Bucarest. Lei ha abbandonato la carriera di attrice per seguire Francis, che si è dovuto spostare in Romania per lavoro, ma nella sua nuova casa Julia è spesso da sola, annoiata e depressa.

Una notte nota che dal condominio di fonte, dall’altra parte della strada, qualcuno sembra intento a osservarla. Ben presto la donna capisce che l’atteggiamento del suo vicino di casa non è stato solo un caso; infatti, Julia si rende conto che lo sconosciuto la spia attentamente, come se volesse tenerla d’occhio. È così che la giovane, spaventata, inizia a sospettare che l’uomo possa essere un serial killer del posto, noto come “Il ragno”, che è solito decapitare le donne…

Recensione:

Trasferirsi è sempre difficile.

Cambiare città non è mai facile.

Lasciare gli Stati Uniti e raggiungere il proprio marito in Romania , senza avere un lavoro  né conoscere una parola di rumeno è una vera sfida oltre che una grande prova d’amore per qualsiasi donna

“Watcher” è un film pensato, scritto e messo in scena con lo scopo di creare, trasmettere allo spettatore un senso di solitudine, angoscia, smarrimento trovando una connessione emotiva e soprattutto psicologica con Julia, la giovane moglie americana nonché protagonista di questo thriller con lievi sfumature horror.

“Watcher” si muove drammaturgicamente per un verso ispirandosi alla celebre pellicola “La finestra sul cortile” di Alfred Hitchock e per l’altro verso attingendo al genere esistenziale / psicologico in cui il protagonista nell’affrontare  la spinosa questione è in bilico tra ragione e follia.

“Watcher” pur non distinguendosi per uno script particolarmente originale  risulta   una visione risulta  godibile, discretamente avvincente  sul piano del pathos e costante sul piano del ritmo giocando sull’ambiguità della storia e  cupezza  delle location.

Maika Monroe  incarna con buona  credibilità e naturalezza e discreto talento il personaggio di Julie: una donna mai doma e convinta  del pericolo imminente nonostante il marito e le autorità  la voglio far  apparire, sentire esagerata se non addirittura paranoica.

Julie si sente straniera in un città , in un condominio, in un Paese profondamente lontani e diversi dagli Stati Uniti.

Una donna  sola ed insoddisfatta che durante tutto il giorno , non può far altro che osservare fuori dalla finestra diventando contemporaneamente  osservatrice ed oggetto di bramose e pericolosi sguardi.

Burn Gorman rappresenta l’antitesi di Julie, indossando i panni dell’ambiguo vicino, facendo leva sulla propria fisicità e sguardo che più delle parole trasmettono inquietudine e dubbi nello spettatore.

“Watcher” esce  dalla proprio “confort zone” cinematografica  piuttosto monocorde ed a tratti prevedibile, con un finale vibrante quanto scioccante magistralmente reso sulla scena dalla coppia Monroe -Gorman.

“L’apparenza inganna” recita la saggezza popolare e  “A pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca” sosteneva l’ex premier democristiano Giulio Andreotti.

Lo spettatore troverà l’incredibile quanto perfetta sintesi di questi due pensieri  vedendo “Watcher” e sicuramente dopo avrà un approccio diverso quando dovrà trasferirsi in un’altra città.

63) Nope

Il biglietto d’acquistare per “Nope” è : Neanche regalato (Con Riserva)

“Nope” è un film di Jordan Peele. Con Daniel Kaluuya, Keke Palmer, Steven Yeun, Michael Wincott, Brandon Perea. Horror, 130′. USA 2022

Sinossi:

OJ e Emerald Haywood, fratello e sorella, hanno ereditato un ranch ad Agua Dolce, non lontano da Hollywood, dopo la morte del padre Otis sr., avvenuta in circostanze difficili da spiegare scientificamente. L’attività di famiglia riguarda l’addestramento di cavalli selvaggi per l’industria del cinema, ma gli Haywood vantano origini ben più nobili e sostengono di discendere dal fantino bahamense immortalato da Eadweard Muybridge nella sequenza di fotografie del 1878, nota come la prima successione di immagini in movimento (in sostanza il primo film) mai girata. Mentre OJ cerca di vendere i propri cavalli a Jupiter, ex attore divenuto proprietario di un parco dei divertimenti western ad Agua Dolce, avvengono fatti sempre più strani e inspiegabili al ranch degli Haywood, tanto da far pensare a una presenza extraterrestre e ostile.

Recensione:

La nuova stagione televisiva e cinematografica non è ancora iniziata ufficialmente, ma già vediamo il ritorno di un motivo ricorrente: Vittorio De Agro contro il fior fiore della critica internazionale!

Neanche il tempo di riprendere fiato, sperando di concedermi qualche giorno di meritato riposo prima del tour de force veneziano, che il Premio Oscar Jordan Peele mi ha lanciato contro l’indigesto “Nope”.

Indigesto secondo me, perché manco a dirlo la stampa di tutto il mondo sta facendo a gara nello scrivere recensioni entusiastiche, scovando letture e interpretazioni della pellicola, e arrivando a scomodare mostri sacri come Steven Spielberg. continua su

61) Shark Bait

“Shark Bait” è un film di James Nunn. Con Holly Earl, Manuel Cauchi. Thriller, 87′. Gran Bretagna 2022

Sinossi:

Un gruppo di amici – Nat e il fidanzato Tom, Milly, Tyler e Greg – sta trascorrendo una vacanza in una località marittima. Per divertirsi dopo una notte di baldoria, si impossessano di due moto d’acqua per una gita in mare aperto. Dopo essere sfrecciati lontano dalla riva, i giovani non trovano di meglio, per spassarsela, che puntare le moto d’acqua una contro l’altra a tutta velocità con la conseguenza di causare un incidente nel quale Greg si ferisce e l’unica moto rimasta a galla comunque non riparte. E se la situazione sembra brutta, peggiora quando compare sulla scena un famelico squalo bianco.

Recensione:

Gioca coi fanti ma lascia stare i santi, recita il detto. Che riadattato in chiave cinematografica potrebbe diventare: alcuni capolavori è meglio che restino unici, senza tentativi (spesso mediocri) di recupero in chiave moderna.

51) Black Phone

Il biglietto d’acquistare per “Black Phone” è : Ridotto

“Black Phone” è un film del 2022 diretto da Scott Derrickson, scritto da Scott Derrickson e C. Robert Cargill , con : Ethan HawkeMason ThamesJeremy DaviesJames RansoneMadeleine McGraw (Gwen Shaw), E. Roger MitchellRon Blake.

Sinossi:

Black Phone, il film diretto da Scott Derrickson, vede protagonista il giovane Finney Shaw (Mason Thames), un timido ma intelligente ragazzo di 13 anni, che viene rapito da un sadico assassino (Ethan Hawke) che lo rinchiude in un seminterrato insonorizzato, dove le urla servono a poco.
Quando un telefono disconnesso inizia a squillare sul muro, Finney scopre di poter sentire le voci delle precedenti vittime dell’assassino. E sono decisi a fare in modo che ciò che è successo a loro non accada a Finney.

Recensione:

 Ricordate il  celebre slogan “una telefonata allunga la vita” della pubblicità Telecom avente cme protagonista Massimo Lopez ?

Tutti concordiamo nel sostenere come  la scuola sia un momento cruciale per la crescita e socialità di ogni ragazzo.

 Ma può   anche trasformarsi in un vero “inferno” se sei vittima di scherzi e violenze da parte dei tuoi coetanei.

Il bullismo oggi viene giustamente condannato .

E’ un fenomeno sociale, culturale conosciuto, analizzato, studiato.

Se oggi  il bullismo è  al centro dell’attenzione, prima era  tristemente accettato tra gli studenti, quasi fosse uno scotto inevitabile da pagare

Infine i nostri genitori ci hanno insegnato, ammonito severamente di non dare confidenza agli estranei e d’evitare di tornare a casa da solo al tramonto.

Unite insieme lo slogan , il bullismo e gli avvertimenti genitoriali ed avrete davanti la sceneggiatura di Black Phone  con un’ ambientazione anni 70 in America con l’intelligente dose di sovrannaturale.

“Black Phone” spinge molto sulla tematica del bullismo nei licei americani dell’epoca, facendo emergere come la violenza giovanile  e la legge del più forte  siano  stati i principali segni distintivi di quell’epoca anche a livello scolastico.

Gli sceneggiatori Scott Derrickson e C. Robert Cargill  partendo  da questo contesto sociale e culturale , hanno ampliato  il concetto di brutalità e follia umana scrivendo la storia di un rapitore di ragazzi  chiamato il Rapace che da mesi sta terrorizzando  l’intera comunità.

5 ragazzi   sono scomparsi nel nulla e con  la polizia   incapace di trovare uno straccio di prove o d’ individuare sospettato.

Scott Derrickon ci fa tornare indietro nel tempo fino agli anni 70, facendoci rivivere gli anni del liceo  dalla prospettiva di un loser o se  preferite di un bullizzato.

Finney è un ragazzo gentile, timido , affettuoso con la sorella più piccola.

E’ la “preda”  perfetta agli occhi dei coetanei e soprattutto del Rapace.

Una “preda”  che invece si rivelerà più forte e scaltro del previsto, vincendo la sfida più difficile: uscire vivo dallo scantinato segreto del Rapace.

Finney potrà contare sull’aiuto del “Black Phone” formalmente inattivo nello scantinato, ma animato dalle voci delle vittime desiderose di vendetta.

L’aiuto delle anime sospese o brutalmente uccise non è una novità nel genere horror sovrannaturale, ma in questo  gli autori sono stati  creativamente efficaci nell’inserirlo  come elemento decisivo non soltanto per la liberazione del protagonista, ma anche come passaggio spartiacque  all’età adulta

“Black Phone” è infatti un horror che possiamo anche leggere come una sorta di “coming age” cruento, spietato in cui vittime, bulli e bullizzati si uniscono per sconfiggere  il cattivo più grande.

Ethan Hawke  conferma  il proprio talento, personalità e versatilità  indossando i panni del Rapace in modo assolutamente credibile.

 L’attore americano  si sta specializzando  di recente  e con successo   in ruoli estremi al cinema con The Northman di Robert Eggers o   nelle vesti di villain sanguinario per la serie Marvel (The Moon Knight ) su Disney Plus

Il Rapace  incute timore alternando  momenti di follia ad altri in cui appare impacciato e perso.

Hawke svolge  il ruolo di spalla al vero protagonista del film, il giovane e bravo Mason Thames, formando una coppia antitetica nei ruoli e caratteri, ma perfettamente complementari sul piano psicologico .

Gli autori hanno  cercato  di battere anche la strada della preveggenza affidando  questo  controverso passaggio al personaggio di Gwen interpretato dalla tosta e disinvolta Madeleine McGraw .

Ma proprio questo parte della scrittura risulta più debole, dispersiva, poco chiara rispetto
In questa cornice narrativa  la figura di Gwen è fuori coro, muovendosi su un altro binario legato alla figura materna ed al tragico passato della sua famiglia 

Un personaggio, a nostro avviso, che avrebbe meritato maggiore cura ed approfondimento in questo script e che magari troverà   in eventuali sequel.

“Una telefonata allunga la vita”, ma dopo aver visto “Black Phone” potremo aggiungere  e fai giustizia per tutti.

170) Antebellum

Il biglietto da acquistare per “Antebellum” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Antebellum” è un film di Gerard Bush, Christopher Renz. Con Jena Malone, Kiersey Clemons, Janelle Monáe, Jack Huston, Eric Lange, Gabourey Sidibe. Horror, 105′. USA 2020

Sinossi:

In una piantagione di cotone confiscata dall’esercito confederato, i militari comandano con fare spietato mandando a morte gli schiavi di colore che non obbediscono alle regole ferree. La giovane Eden aveva tentato di fuggire, perciò il comandante della guarnigione la punisce e la marchia a fuoco ingiungendole di non riprovarci. Nuovi schiavi arrivano e vengono destinati al lavoro forzato. Tra loro, Julia che cerca sponda in Eden per una ribellione o una fuga. Eden sa che non è facile e le dice di aspettare, ma la situazione si fa sempre peggiore e le sofferenze più crudeli. Eden si sveglia: ha avuto un brutto sogno. Lei in realtà si chiama Veronica, ha un marito e una figlia adorabili, è una scrittrice e ricercatrice di successo, si occupa proprio della questione razziale, con particolare riferimento alle donne di colore. Tutto sembra perfetto, ma qualcosa non torna.

Recensione:

La questione razziale negli Stati Uniti ha un origine lontana nel tempo, e molto radicata. La schiavitù ha diviso l’America provocando, tra le altre cose, una sanguinaria guerra civile tra stati del Nord (abolizionisti) e stati del Sud (schiavisti).

Ecco, guardando l’inizio di “Antebellum” di Gerard Bush e Christopher Renz, lo spettatore ha la sensazione di trovarsi davanti un film storico piuttosto che un horror. A metà Ottocento, la bella schiava Eden (Monáe) è vittima di abusi e sevizie nella piantagione del crudele Capitano Jasper (Huston) e della moglie Elizabeth (Malone).

Quando sembra di essersi calati in questo drammatico contesto, la scena cambia, e ci si ritrova nel presente. Qui Veronica Henley (Monáe), una scrittrice di successo, è impegnata in prima persona nelle lotte civili contro la disuguaglianza negli Stati Uniti. continua su

117) Letto n 6

Il biglietto da acquistare per “Letto n. 6” è:
Neanche regalato (con riserva). Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Letto n 6” è un film di Milena Cocozza. Con Carolina Crescentini, Andrea Lattanzi, Pier Giorgio Bellocchio, Roberto Citran. Thriller, 117′. Italia 2020

Sinossi:

Roma, oggi. La dottoressa Bianca Valentino prende servizio nella clinica infantile privata gestita da religiose e diretta da Padre Severo. È lui a informarla del fatto che la pediatra a cui lei sta subentrando si è suicidata lanciandosi dalla finestra della stanza in cui anche a lei toccano le guardie notturne. Per prudenza Bianca non ha rivelato al suo datore di lavoro di essere incinta, ma non è questa la ragione degli incubi e delle inquietudini che iniziano ad agitare le sue notti. Sono i richiami lamentosi di Michele, un bambino, che nell’oscurità occupa il letto numero 6 per poi smaterializzarsi misteriosamente. Un infante rancoroso che, oltre a toglierle il sonno, si accanisce anche nei confronti degli altri piccoli pazienti. Bianca ne denuncia la presenza, ma per motivi diversi né suo marito Ettore né Padre Severo le credono. Ma poco a poco emergeranno dal passato le ragioni e responsabilità di chi ha interesse a tenere nascosto Michele.

Recensione:

 

Non ho idea se i precedenti cinque letti immaginati dagli sceneggiatori avessero la loro ragione di esistere, ma sta di fatto che il “Letto n.6” è narrativamente debole, poco incisivo, mancante di pathos e ritmo.

Presentato in autunno nella sezione After Hours del TFF, esordio alla regia di Milena Cocozza, il film è un classico horror psicologico costruito sui sensi di colpa e sui timori della protagonista, una pediatra in dolce attesa che prende servizio in una clinica privata, interpretata da una volenterosa quanto incerta Carolina Crescentini.

“Letto n. 6” presenta una struttura narrativa piuttosto prevedibile nello sviluppo e scontata nei colpi di scena, fallendo nell’obiettivo di trascinare il pubblico dentro una storia sospeso tra follia e soprannaturale. continua su

“Letto n. 6”: un thriller soprannaturale che spaventa poco e inquieta meno

117) Il Signor Diavolo

Il biglietto da acquistare per “Il Signor Diavolo” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Il Signor Diavolo ” è un film di Pupi Avati. Con Filippo Franchini, Lino Capolicchio, Cesare Cremonini, Gabriel Lo Giudice, Massimo Bonetti. Drammatico, 86′. Italia 2019

Sinossi:

Roma, 1952. Il giovane funzionario ministeriale Furio Momenté viene convocato dal suo superiore per una questione delicatissima. In Veneto, un minore ha ucciso un coetaneo convinto di uccidere il diavolo. Per motivi elettorali la questione va trattata in modo da evitare scandali. La madre della vittima è molto potente e, da sostenitrice della causa della maggioranza politica, ha cambiato opinione assumendo una posizione assai critica nei confronti della Chiesa e di chi politicamente la supporta. Il compito di Momenté è quindi quello di evitare un coinvolgimento di esponenti del clero nel procedimento penale in corso. Durante il lungo viaggio in treno, Momenté legge i verbali degli interrogatori condotti dal giudice istruttore, a partire da quello del piccolo assassino, Carlo. La realtà che comincia a dispiegarglisi davanti è complessa e sinistra, ma le cose, una volta che si troverà sul posto, si dimostreranno ben peggiori.

Recensione:

Fin dalla notte dei tempi le forze del bene e quelle del male si sono contese il controllo sull’animo umano. I miti, la letteratura, la storia ci insegnano che nessuno è immune dalla tentazione del Diavolo, sommo mistificatore.

Dopo sei anni di assenza, Pupi Avati torna al cinema riprendendo in mano con esperienza e bravura l’amato genere horror/gotico. “Il Signor Diavolo”, trasposizione spiazzante dell’omonimo romanzo, è ambientato a Roma negli anni ’50.

Il film, più che paura, trasmette inquietudine, timore e senso di oppressione nell’osservare come molti temi caldi di oggi siano simili a quelli dell’Italia del dopoguerra, impegnata nella ricostruzione. Il “diverso”, in questo caso, è il giovane Emilio (Salvatori), marchiato come figlio del demonio, considerato pericoloso e cattivo.

Scena dopo scena, attraverso atmosfere splendidamente ricostruire e contraddizioni di una società bigotta, ci si rende conto che l’epoca raccontata da Avati, con il suo inconfondibile marchio, è lontana da noi soltanto sulla carta. continua su

“Il Signor Diavolo”: Pupi Avati riscrive il suo romanzo, tra horror e storia

64 ) La Llorona -le lacrime del male

Il biglietto da acquistare per “La Llorona – Le lacrime del male” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“La Llorona -Le Lacrime del Male” è un film di Michael Chaves. Con Linda Cardellini, Raymond Cruz, Patricia Velasquez, Marisol Ramirez, Sean Patrick Thomas. Horror, 93′. USA 2019

Sinossi:

Negli anni ’70 a Los Angeles, la Llorona si aggira nella notte alla ricerca di bambini. Un’assistente sociale non prende sul serio l’inquietante avvertimento di una madre sospettata di aver compiuto violenze sui figli, e presto sarà proprio lei, insieme ai suoi bambini, ad essere risucchiata in uno spaventoso regno soprannaturale. L’unica speranza di sopravvivere all’ira mortale della Llorona potrebbe essere un prete disilluso e la mistica che pratica per scacciare il male, dove la paura e la fede si incontrano.

Recensione:

C’era una volta la Llorona (che in italiano potremmo tradurre come “la piangente”)… No, non credo che sia giusto iniziare così la recensione del film di Michael Chaves per rendere l’idea di cosa rappreseti, nell’immaginario collettivo sudamericano, questa figura terrificante. Riproviamo.

C’era una volta, in Messico, una donna che tradita dal marito decise di vendicarsi, annegando i propri figli in un lago. Resasi conto delle sue azioni, la donna si tolse la vita. Da quel momento il suo spirito vaga sulla Terra, terrorizzando e uccidendo i bambini, nella speranza di ritrovare i propri.

Chaves, partendo dalla tradizione e dall’enorme potenziale narrativo di questa figura, decide di ambientare la storia nell’America degli anni ‘70, sperando di costruire un horror in cui coesistano fede, maternità e leggenda popolare. Il progetto, ambizioso, risulta però riuscito solo in parte.

“La Llorona – Le lacrime del male”, pur rientrando strutturalmente all’interno della saga “The Conjuring”, si sforza di avere una propria identità narrativa e forza attrattiva particolare, inserendo la leggenda popolare all’interno di un contesto “contemporaneo” – che si materializza in tematiche come le difficoltà, per un genitore single, di crescere dei figli.

Fin dalle prime scene, però, si ha la netta sensazione di trovarsi davanti agli occhi qualcosa di già visto, e l’idea non cambia nel proseguo della pellicola, dato l’intreccio abbastanza prevedibile e scontato. Un peccato, visto il notevole potenziale del personaggio. continua su

“La Llorona – Le lacrime del male”: un horror riuscito solo a tratti

179) Amityville- Il Risveglio

Il biglietto da acquistare per “Amityville – Il risveglio” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre

“Amityville – il Risveglio” è un film di Franck Khalfoun. Con Jennifer Jason Leigh, Bella Thorne, Cameron Monaghan, Taylor Spreitler, Thomas Mann. Horror, 85’. USA, 2017

È la cronaca il più delle volte a fornire lo spunto agli sceneggiatori per scrivere storie per il cinema, in particolare la cronaca nera. Se poi il film in questione riscuote un buon seguito, le possibilità di vedere anche uno o più sequel sono alte.

Uno degli esempi di questa tendenza è la saga iniziata nel 1979 con ”Amityville Horror” di Stuart Rosenberg, proseguita poi negli anni con una serie di pellicole più o meno apprezzabili, e di cui esce adesso al cinema un nuovo capitolo, “Il risveglio”, diretto da Franck Khalfoun.

La cittadina del nord-est degli Stati Uniti è diventata tristemente famosa nel 1974, quando è stata scenario di un sanguinoso pluriomicidio.

Ronald De Feo e la moglie si trasferirono al 112 di Ocean Avenue con i cinque figli nel 1965. La villetta è il coronamento di una vita di sacrifici, per questo la famiglia decide di ribattezzarla High hopes (grandi speranze).

La favola diventa incubo alle 3.15 del 13 novembre ‘74, quando i vicini sentono dei colpi di fucile. I coniugi De Feo e quattro dei cinque figli vengono trovati morti il giorno successivo. Il 23enne Ronnie, unico sopravvissuto alla strage, viene prelevato dalla polizia per un interrogatorio. Confesserà i delitti dei familiari e sarà poi condannato a sei ergastoli.

Ma che cosa ha spinto il giovane a compiere questo terribile crimine? Nonostante le accurate indagini la polizia non riesce a trovare un vero movente, e Ronnie, durante il processo, sostiene di essere stato posseduto da forze maligne presenti nella casa.

Per la stampa e per la giuria si tratta solo di un tentativo maldestro di evitare il carcere invocando l’infermità mentale, ma quando la famiglia Lutz si trasferisce nella casa e dopo poco tempo la abbandona sostenendo che è infestata il caso torna a scuotere l’opinione pubblica.

Amityville ha attratto da allora la curiosità di scrittori, registi e produttori. Sui misteriosi eventi sono stati scritti libri e realizzati film.

Che cosa dobbiamo aspettarci di nuovo dalla pellicola diretta da Khalfoun? Purtroppo, assolutamente niente. Non si tratta di un remake né di un reboot né di un prequel, semmai di un ibrido tra un sequel e un omaggio, molto rimaneggiato, alla storia vera e alla saga cinematografica.

Belle (Thorne) si trasferisce al numero 112 di Ocean Avenue, nella cittadina costiera di Amityville, con la madre Joan (Leigh), la sorellina Juliet (Mckenna Grace) e il fratello James (Monaghan), in coma e con un costante bisogno di cure mediche.

Presa in giro dai compagni di scuola per la casa dove vive, viene a sapere della storia terribile che la magione ha alle spalle. Così, quando inizia ad avvertire strane presenze, vorrebbe andarsene, ma la madre, ossessionata dalla ricerca di una cura per il figlio, si rifiuta di farlo.

Quando, improvvisamente e in modo inspiegabile, James esce dal coma e comincia a comunicare con la famiglia per la madre e la piccola Juliet è un momento felice, ma per Belle invece è solo la conferma che in casa ci siano effettivamente presenze demoniache. Teoria confermata da quanto succederà una notte, alle 3.14 precise…

L’impianto drammaturgico, sulla carta, presentava alcuni spunti interessanti, peccato però che nella messa in scena questi siano andati persi.

La parte storica doveva essere sfruttata meglio e sviluppata in modo più approfondito, invece di essere ridotta solo a un mero collegamento con quella horror, banale, scontata e prevedibile.

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http://paroleacolori.com/amityville-il-risveglio-continua-la-celebre-serie-horror-con-risultati-scarsi/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

170) Annabelle 2- Creation

Il biglietto da acquistare per “Annabelle 2 – Creation” è:
Neanche regalato (con riserva). Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Annabelle 2 – Creation” è un film del 2017 diretto da David F. Sandberg. Con Alicia Vela-Bailey, Miranda Otto, Stephanie Sigman, Anthony LaPaglia, Talitha Bateman.

La figura del critico cinematografico, oggi, ha ancora ragione di esistere? Una recensione, per quanto di qualità, può indirizzare i gusti del pubblico?

Se su questi punti siamo dubbiosi, figuriamoci il valore che possano avere i giudizi e le parole di uno come me, che non ha nemmeno il titolo di professionista doc.

Il 13 ottobre 2014 scrissi un pezzo su “Annabelle” di John R. Leonetti, augurandomi che sulla bambola indemoniata potesse calare il sipario.

Tre anni dopo, eccomi di nuovo sconsolato davanti al pc, senza riuscire a trovare un mezzo spunto per scrivere qualcosa di utile su “Annabelle 2 – Creation” di David F. Sandberg, presentato in anteprima mondiale al Giffoni Film Festival.

Obiettivo del film è spiegare l’origine della bambola, portando quindi lo spettatore indietro nel tempo.

I Mullins sono una famiglia felice e serena, composta da Samuel (LaPaglia), abile costruttore di bambole, dalla moglie Esther (Otto) e dalla figlia Annabelle. Un incidente d’auto cambia per sempre le loro vite…

La storia vera e propria inizia 12 anni dopo la tragedia. Un gruppo di orfanelle accompagnate da sorella Charlotte (Sigman), costrette a lasciare il proprio istituto distrutto, viene accolto nella casa coloniale dei Mullins.

Le bambine, entusiaste, iniziano a esplorare la dimora. Tra i segreti che nasconde, la camera della figlia defunta dei coniugi e un vano segreto che custodisce la bambola Annabelle.

Una delle giovani ospiti, Jeanice (Bateman), diventa oggetto delle attenzioni di un’entità maligna, che sembra essere collegata alla morte dei Mullins. Ma anche la coppia non sembra essere esente da colpe…

“Annabelle 2” è un horror che non presenta alcuno spunto originale. Lo sceneggiatore ha attinto a piene mani ad altre pellicole di genere (come non cogliere i riferimenti e gli omaggi a “L’esorcista”?), finendo però per scrivere una storia prevedibile, scontata e a tratti davvero noiosa.

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http://paroleacolori.com/annabelle-2-sequel-noioso-e-prevedibile-per-le-vicende-della-bambola-demoniaca/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”