11) Il Ritratto del Duca

Il biglietto d’acquistare per “Il Ritratto del Duca” è : Ridotto (Con Riserva)

“Il Ritratto del Duca” è un film del 2020 di Roger Michell. Con Helen Mirren, Jim Broadbent, Fionn Whitehead, Aimee Kelly,  Craig Conway, Simon Hubbard. Commedia, 96′. Gran Bretagna 2020

Sinossi:

Newcastle, 1961. Kempton Bunton ha sessant’anni e qualcosa da dire, sempre. Contro il governo, contro la stupidità, contro l’ingiustizia sociale soprattutto, che combatte come Robin Hood nella Contea di Nottinghamshire. Ma la battaglia più strenua è quella domiciliare con Mrs. Bunton, la consorte inasprita dalla vita e dalla morte prematura della loro figlia. Kempton scrive drammi che nessuno leggerà e si batte con la BBC per abolire il canone agli anziani e ai veterani di guerra. Metà del tempo lo passa a opporsi, il resto a cercare un lavoro. Per contribuire all’economia familiare, il figlio minore ruba alla National Gallery il ritratto del Duca di Wellington. Rimproverato il suo ragazzo per il gesto, Kempton ne diventa complice chiedendo un riscatto al governo inglese da reinvestire in opere di bene. L’imprevisto, però, è dietro l’angolo…

Recensione:

La cronaca è spesso foriera di notizie che abili sceneggiatori o sagaci produttori sono poi capaci di trasformarli in progetti cinematografici di successo. Ci sono storie che, abilmente romanzate, diventano film briosi, brillanti e spumeggianti, capaci di conquistare il pubblico e anche la critica.

È il caso, pronostichiamo, di “Il ritratto del duca” (The Duke) di Roger Michell, già regista del cult “Notting Hill”, presentato fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2020 e candidato a diventarne una delle pellicole più amate.

Protagonista della storia un sessantenne inglese, Kempton Bunton, la cui massima aspirazione è scrivere drammi teatrali, restio alle responsabilità del lavoro e felice che la moglie paghi le bollette. Un gentile mascalzone che però porta avanti anche battaglie socialmente utili come quella per l’abolizione del canone della BBC per gli over65. E che si troverà suo malgrado coinvolto nel furto di un celebre quadro conservato alla National Gallery di Londra, il ritratto del Duca di Wellington…continua su

71) Fast & Furious 9

Il biglietto d’acquistare per “Fast & Furious 9” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Fast & Furious 9” è un film di Justin Lin. Con Vin Diesel, John Cena, Lucas Black, Tyrese Gibson, Charlize Theron, Helen Mirren, Finn Cole. Azione, 145′. USA 2021

Sinossi:

Dominic Toretto è profondamente cambiato, e trascorre una vita serena e rilassata lontano da pericoli e inseguimenti, insieme a Letty e a suo figlio Brian. Ma le cose sono destinate a cambiare quando fa ritorno sulla scena suo fratello minore Jakob, alleato con Cipher. L’hacker era stata arrestata da Mr. Nobody e sta per essere trasferita tramite aereo in prigione, ma viene liberata dal dirottamento messo in atto da Jakob e da Otto, decisi a impossessarsi del Progetto Aries, un programma di armi che, una volta riunificato, consente di controllare tutti i computer del mondo e i sistemi più avanzati. Jakob oltre a essere un audace pilota, è uno scaltro assassino e un ladro che sta organizzando un complotto a livello mondiale. Dom dovrà riunire ancora una volta la sua squadra e fare i conti con il proprio passato, finora lasciato in sospeso. Riuscirà a fermare i piani di suo fratello e mettere al sicuro le persone che ama?

Recensione:

Le saghe cinematografiche e le longeve serie televisive prima o poi devono tutte confrontarsi con il medesimo dubbio amletico: smettere, non rischiando di diventare la caricatura di se stesse, o spingersi oltre qualsiasi limite narrativo e senso della misura, mettendo alla prova anche il fan più sfegatato?

Fast & Furious ha ormai da tempo imboccato la seconda strada, dando vita a una Saga che, episodio dopo episodio, ha alzato sempre di più l’asticella dell’inverosimile.

Personalmente pensavo di aver già visto tutto nel precedente film, invece Justin Lin, che torna dietro la macchina da presa dopo aver diretto i capitoli 3, 4, 5 e 6, ha minato le mie poche certezze, portando agli estremi il mix tra melodramma familiare e spy story caotica. continua su

146) L’inganno perfetto

Il biglietto da acquistare per “L’inganno perfetto” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“L’inganno perfetto” è un film di Bill Condon. Con Helen Mirren, Ian McKellen, Russell Tovey, Jóhannes Haukur Jóhannesson, Jim Carter. Drammatico, 109′. USA 2019

Sinossi:

Roy e Betty, ottuagenari, si incontrano grazie a un sito di appuntamenti per la terza età. Tra i due scatta immediatamente un’intesa, che li porta a confessare l’uno all’altra di aver fatto ricorso a qualche bugia. Ma ad essere svelata è solo la punta di un iceberg: Roy vive infatti di raggiri e truffe ai danni di facoltosi e sprovveduti investitori e non rivela niente di tutto questo a Betty. Anzi, continua a mentirle sistematicamente per potersi avvicinare ulteriormente a lei.

Recensione:

Le apparenze ingannano. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. La vendetta è donna. Potrebbero bastare questi tre saggi proverbi per riassumere efficacemente l’essenza de “L’inganno perfetto” di Bill Condon.

Presentato al 37° Torino Film Festival, il film non è altro che una sofisticata, elegante e appassionante gara di furbizia, seduzione e trasformismo messa in scena da due mostri sacri del cinema e soprattutto del teatro inglese, Helen Mirren e Ian McKellen.

Lo spettatore si prepari ad assistere a una disfida d’altri tempi, se volete anche spietata, dove però sono le parole e la persuasione le armi utilizzate, e non gli effetti speciali come spesso accade.

Nonostante la sceneggiatura non sia perfetta, con alcuni passaggi frettolosi soprattutto sul finale, “L’inganno perfetto” è una visione piacevole e sorprendente, dall’inizio alla fine. Merito soprattutto di McKellen e della Mirren, che regalano al pubblico una prova magistrale.

Forti di una convincente alchimia interpretativa e umana, i due conferiscono un quid in più ai rispettivi personaggi, Roy e Betty, catturando l’attenzione e la curiosità del pubblico. Dall’inizio alla fine non si fa che domandarsi chi siano realmente i due, chi stia ingannando chi, chi sia innocente e chi no. continua su

“L’inganno perfetto”: Ian McKellen ed Helen Mirren coppia d’assi del film

36) La Vedova Winchester

Il biglietto d’acquistare per “La Vedova Winchester” è : Omaggio (Con Riserva)

“La Vedova Winchester” è un film del 2018 diretto da Michael e Peter Spierig, scritto da Michael e Peter Spierig, Tom Vaughan, con : Helen Mirren, Jason Clarke, Sarak Snook, Angus Sampson.

Sinossi:
500 stanze, spiriti, demoni, entità misteriose, apparizioni, ombre: sono gli ingredienti del film diretto da Michael Spierig e Peter Spierig La Vedova Winchester, thriller soprannaturale che vede protagonista Helen Mirren.

Il film, basato su fatti realmente accaduti, racconta la storia di Sarah Winchester ereditiera della celebre industria delle armi Winchester. La donna convinta di essere perseguitata dalle anime uccise dai fucili dell’azienda di famiglia, dopo la morte improvvisa di suo marito e di suo figlio, dedica giorno e notte alla costruzione di una enorme magione progettata per tenere a bada gli spiriti maligni. Ma quando lo scettico psichiatra Eric Price, (Jason Clarke), viene inviato nella tenuta per valutare il suo stato mentale, scopre che la sua ossessione non è poi così folle.
L’imponente edificio – che si trova a San Jose, in California – è una dimora senza fine: edificato per decenni, settimana dopo settimana, 24 ore al giorno, è alto sette piani e contiene centinaia di stanze. Quello che può a prima vista sembrare come il mostruoso monumento della follia di una ricca donna disturbata però, altro non è che una prigione e un rifugio per centinaia di spettri vendicativi, alcuni dei quali particolarmente interessati a perseguitare la sua famiglia.
Recensione:
Qual è il modo più gusto per espiare una colpa?
E’ giusto usufruire di una grande ricchezza se realizzata con il sangue di tanti innocenti?
Una vita spezzata in modo violento e tragico ha diritto alla vendetta?
Esistono davvero i fantasmi, mondi paralleli ?
Sono questi alcuni dei quesiti a cui l’uomo cerca di dare una risposta dalle notte dei tempi , chi attraverso la fede, chi con lo studio, chi invece preferisce trovare un dannoso conforto nell’abuso di alcool e droga .
Chi possiede il dono della fede è convinto che la morte sia solo un passaggio per la vita terrena, l’ateo ,temendo comunque la morte, cerca conforto e chiarimenti nelle attività esoteriche.
“La Vedova Winchester” dei fratelli Spierig prende spunto dalla storia realmente accaduta di Sarah Winchester, ricchissima e misteriosa vedova di William Wirt Winchester famoso industriale di fucili, la quale dopo la tragica e duplice morte prima dell’amata figlia Anne e poi del consorte, decise di ritirarsi dalla società dedicando il resto della propria esistenza alla costruzione ossessiva e costante di una gigantesca casa.
I lavori della Winchester House, situata a San Josè, in California, iniziarono nel 1884 e sotto la costante guida di Sarah Winchester, vennero eseguiti quotidianamente, 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno per ben 38 anni, fino al 5 settembre 1922, giorno della morte per cause naturali di Sarah.
Che cosa spinse questa ricca vedova ad intraprendere quest’ incredibile opera?
Nacquero tante leggende sulle reali motivazioni della Vedova , una in particolare acquisì forza e vigore nel tempo: La Vedova Winchester su suggerimento di una medium, iniziò a costruire la casa per superare e convivere con il senso di colpa per la ricchezza accumulata dal defunto marito attraverso la vendita indiscriminata delle armi . La donna sembrava volesse donare la pace a tutte le persone vittime di morte violenza per colpa delle armi Winchester
Oppure semplicemente la Vedova Winchester era semplicemente impazzita di dolore?

“La Vedova Winchester” non è un film horror, come ha voluto sottolineare la stessa Helen Mirren in conferenza stampa, bensì è una storia di fantasmi che trova radici nella vita reale.
Noi vogliamo aggiungere che il vero cuore narrativo del film è una spietata e lucida critica sull’utilizzo ed abuso delle armi da fuoco e quanto quest’ultime abbiano provocato morte, dolore e distruzione.
Ogni personaggio di questa storia ha avuto la propria esistenza devastata dal nefasto utilizzo delle armi.
La Vedova Winchester è convinta che la sua famiglia sia oggetto di una perfida maledizione.
Il suo unico nipote Henry è posseduto dall’anima di un giovane soldato desideroso di vendetta perché ritiene la Famiglia Winchester e i suoi fucili responsabili della morte dei suoi due amati fratelli minori.
Lo psichiatra Eric Price (Jason Clarke) incaricato di stilare la perizia psichiatrica sulla donna, è diventato un disperato cocainomane dopo aver perso l’amata moglie, morta suicida, perchè preda di turbe mentali.
“La Vedova Winchester” è un film sull’Espiazione, sulla necessità di pacificazione con il proprio passato e con i propri errori, mescolato al genere horror ed al culto esoterico. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-43/

11) Ella & John

Il biglietto da acquistare per “The Leisure Seeker” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre (con riserva)

“Ella & Johm” è un film di Paolo Virzì. Con Helen Mirren, Donald Sutherland, Kirsty Mitchell, Robert Walker Branchaud, Joshua Mikel. Drammatico, 112′. Italia, Francia, 2017

Data di uscita italiana: 25 gennaio 2018

Liberamente ispirato al romanzo “In viaggio contromano” di Michael Zadoorian

L’’istituzione del matrimonio è in crisi. Oggi infatti i giovani non si sposano più, preferendo la convivenza.

In realtà sposarsi in sé per sé è molto semplice; il difficile per una coppia arriva dal giorno dopo la cerimonia, quando i parenti e gli amici se ne tornano a casa loro e si è chiamati a costruire una vita insieme, rinunciando a un po’ del proprio egoismo per far sì che il rapporto funzioni.

Paolo Virzì è evidentemente ancora innamorato di sua moglie (Micaela Ramazzotti, ndr) e nonostante non sia più un ragazzino conserva un animo romantico, credendo alle promesse pronunciate quel giorno: nella buona e nella cattiva sorte, in ricchezza e in povertà, ecc., ecc.

Il regista toscano decide, nel suo primo film americano e in lingua inglese, di mostrare al mondo il suo manifesto dell’amore e della vita coniugale.

Se volessi vestire i panni del colto critico cinematografico, dovrei scrivere che “The Leisure Seeker” non è altro che la risposta nostrana – con le debite differenze – all’osannato “Amour” di Michael Haneke, miglior film straniero agli Oscar del 2012.

Se invece volessi cedere alla pignoleria, potrei dire che il film è una magistrale, intensa, tenera lectio magistralis sull’arte della recitazione che Donald Sutherland ed Helen Mirren hanno voluto donare a tutti gli amanti del cinema di oggi, e a quelli che verranno.

Ella (Mirren) e John (Sutherland) hanno commosso e conquistato Venezia 74 e penso che nei prossimi mesi scuoteranno anche i giurati dell’Academy. continua su

http://paroleacolori.com/leisure-seeker-quando-il-cinema-si-fa-vita/

3) Collateral Beauty

collateral-beauty

Il biglietto d’acquistare per “Collateral Beauty” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“Collateral Beauty” è un film del 2016 diretto da David Frankel, scritto da Allan Loeb, con: Will Smith, Kate Winslet, Edward Norton, Helen Mirren, Michael Pena, Naimi Harris, Keira Knightley.

Tutti almeno una volta hanno amato, desiderato più Tempo e pensato e temuto la Morte, essendo i tre elementi portanti dell’esistenza di ogni individuo.
Amore, Tempo, Morte, croce e delizia dell’uomo che ci accompagno, ci osservano e per lo più sono giudici silenti, invisibili e insensibili alle nostre richieste e desiderio e infine suppliche.
Che cosa faremo se avessimo la possibilità di averli davanti a noi?
Come reagiremo dopo aver subito un lutto tragico privandoci di un nostro caro e magari di un figlio piccolo?
Può la nostra vita andare avanti dopo un lutto di tale portata?
A seguito della morte per un tumore della figlia di sei anni, Howard Inlet (Smith) importante e brillante dirigente pubblicitario di New York decide di vivere la sua vita senza più l’entusiasmo di una volta. A quel punto, i suoi amici e soprattutto soci Whit(Norton) Claire(Winslet) e Simon (Pena) preoccupati per il futuro dell’azienda escogitano un piano drastico per evitare il fallimento e sperando di scuotere l’amico. Dopo aver assunta un’investigatrice privata che gli rivela che Howard trascorre le sue giornate in solitudine e scrivendo lettere al Tempo, all’Amore e alla morte sfogando così la sua rabbia e dolore. I tre amici per dimostrare l’instabilità mentale di Howard assumono tre attori di teatro: Brigitte(Mirren), Amy(Knightley) e Raffi (Latimore) facendoli interpretare le tre entità invocate da Howard. Un piano curioso e originale per spingere l’amico al limite, costringendolo a confrontarsi con la realtà e quanto invece sia chiuso nel suo mondo di dolore e isolamento.

L’idea drammaturgica di partenza del film, sebbene non sia originale, è sicuramente interessante e forte nel rappresentare e mostrare quanto un dolore, un lutto possa annullare una persona anche di successo e tramutarlo in un automa rabbioso e sofferente sordo a qualsiasi tentativo d’aiuto da parte di amici e parenti. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-collateral-beauty/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

https://www.amazon.it/Amiamoci-nonostante-tutto-Vittorio-Agr%C3%B2-ebook/dp/B00TJEWLZU/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1483362070&sr=1-1&keywords=amiamoci+nonostante+tutto

198) Diritto di uccidere

diritto

Il biglietto da acquistare per “Diritto di uccidere” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Gavin Hood. Con Helen Mirren, Aaron Paul, Alan Rickman, Iain Glen, Barkhad Abdi. Drammatico, 102’. 2015.

Fino a che punto sono tollerabili i cosiddetti “danni collaterali”, ad esempio l’uccisione di donne e bambini durante un attacco preventivo contro una cellula terroristica? La morte di un innocente siriano o iracheno è un prezzo accettabile, se questo significa salvare centinaia di persone in Europa?

Sono domande a cui è difficile dare una risposta senza rischiare di risultare cinici e amorali. Eppure, dopo l’11 settembre, il concetto stesso di guerra è cambiato, così come il “nemico”, che non si identifica più con un singolo Stato. Oggi si combatte raramente con l’esercito di terra tradizionale, e si preferisce affidarsi ai droni e alle armi tecnologiche.

La pellicola “Good Kill” con Ethan Hawke (leggi la recensione), uscita qualche mesa fa, raccontava la storia di un pilota di droni, evidenziando come i traumi e lo stress siano possibili anche se si combatte lontano migliaia di chilometri dal fronte.

“Diritto di uccidere” ricalca in parte la struttura del film americano, anche se stavolta la prospettiva è inglese. Al posto di comando troviamo il colonnello Katherine Powell (Mirren), impegnata a guidare un’operazione internazionale congiunta tra Gran Bretagna e Stati Uniti volta a fermare una pericolosa cellula terroristica.

La novità interessante nella sceneggiatura si trova nella seconda parte del film, quando lo spettatore si trova davanti a un kafkiano dibattito etico-legale sull’asse Londra-Washington. Ogni azione militare deve infatti avere una copertura giuridica adeguata, affinché Ministri e uomini politici possano difendere con sicurezza davanti all’opinione pubblica la scelta che hanno preso. continua su

Al cinema: Il diritto di uccidere

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

https://www.amazon.it/Ninni-mio-padre-Roberto-Sapienza-ebook/dp/8892613278/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1472238006&sr=1-1&keywords=ninni+mio+padre

37) L’ultima parola -la vera storia di Dalton Trumbo

trumbo

Il biglietto da acquistare per “L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Jay Roach. Con Bryan Cranston, Diane Lane, Helen Mirren, John Goodman, Elle Fanning, Michael Stulbarg, Louis C.K. Biografico, 124′. 2015

L’arte e la politica dovrebbero rimanere mondi separati e distinti. Sfortunatamente i politici amano le luci della ribalta e s’illudono di poter sfruttare la visibilità connessa a certi ambienti a proprio vantaggio. I due mondi separati entrano così in contatto, e il più delle volte si genera un vero e proprio cortocircuito.

Un drammatico esempio di ciò che questo comporto avvenne negli Stati Uniti, patria dello show business, alla fine degli anni Quaranta, dopo lo scoppio della guerra fredda tra Usa e Urss. Le sue super-potenze si contrapponevano sia sul versante politico e militare, sia su quello ideologico. In quegli anni comunista, in America, era sinonimo di antipatriota e traditore. Anche battersi in difesa delle fasce più deboli della popolazione e chiedere un’equa contribuzione salariale era considerato dalla maggior parte dell’opinione pubblica un atto sovversivo da comunisti.

Questo stato di cose non fermò però l’azione politica e sociale di Dalton Trumbo (Cranston), brillante sceneggiatore considerato tra i migliori dell’epoca, che con coraggio si batteva per i diritti degli operai e dei tecnici cinematografici contro gli avidi Studios. Una battaglia di principi che portò Dalton e altri nove colleghi a deporre davanti al Congresso, interrogati anche sulla loro ideologia politica. Dalton si rifiutò di rispondere e fu condannato per oltraggio alla corte a una pena detentiva come un qualsiasi criminale.

Sembra paradossale, in un paese come gli Stati Uniti dove libertà d’espressione e democrazia sono elementi fondamentali, eppure la caccia alle streghe (in questo caso ai comunisti) iniziata dal governo e in particolare dalla commissione guidata dal senatore McCarthy fu spietata. Le vite private di milioni di americani furono passate al setaccio e persino il sospetto di avere “simpatie” comuniste si traduceva nella morte civile della persona.

Dalton Trumbo, pur di restare fedele ai suoi ideali, scontò con dignità la sua pena, subendo l’ostracismo degli Studios. Nonostante ci fossero contratti attivi, infatti, il suo nome fu messo al bando in quanto sospettato di essere filo-sovietico. Contro Trumbo si batté soprattutto Hedda Hopper (Mirren), una giornalista di gossip. La donna guidava con fermezza la sua crociata contro i comunisti, screditando la persona dal punto di vista sociale e umana.

Una volta uscito di prigione Dalton iniziò quindi a scrivere sotto falso nome, lavorando per tredici anni insieme a Frank King (Goodman), un produttore di film a basso costo. Per l’uomo e la famiglia furono anni difficili, di sacrifici e isolamento. Il talento e la creatività di Dalton, però, si rivelarono più forti di qualunque lista nera e lo sceneggiatore conquistò, sotto falso nome, due Oscar, per “Vacanze Romane” e “Il buio dell’anima”, ridicolizzando, di fatto, gli inquisitori.

Quella di Dalton Trumbo è una tipica storia americana, da cui emergono il coraggio e l’onesta di un uomo che mai piegò la testa di fronte all’ottusità del governo e di chi pretendeva di far passare il pensiero unico. Dalton Trumbo fu sì un comunista, ma soprattutto una persona attenta ai diritti dei lavoratori.

La sceneggiatura del film di Jay Roach è ben scritta, curata, ma probabilmente più adatta a toccare le corde intime del pubblico americano che di quello italiano. Sicuramente la pellicola mette in luce una delle più grandi contraddizioni della società a stelle e strisce, che se da una parte si eleva a paladina globale di libertà praticamente dall’inizio del Novecento, dall’altra non è estranea a deprivazioni sui diritti dei suoi stessi cittadini. continua su

Al cinema: L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket to buy for “The Last Word – The true story of Dalton Trumbo” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

A Jay Roach film. Bryan Cranston, Diane Lane, Helen Mirren, John Goodman, Elle Fanning, Michael Stulbarg, Louis C.k. Biographical, 124 ‘. 2015

The art and politics should remain separate and distinct worlds. Unfortunately politicians love the limelight and delude themselves to exploit the visibility related to certain environments to their advantage. The two separate worlds thus enter into contact, and most of the time it generates a real short circuit.

A dramatic example of what this behave happened in the United States, home of show business, at the end of the forties, after the outbreak of the Cold War between the US and USSR. Her super-powers were opposed both the political and the military side, and on that ideology. In those communist years, in America, it was synonymous with antipatriota and traitor. Also fighting in defense of the weakest sectors of the population and ask fair wages contribution was considered by most of the public a subversive act by communists.

This state of affairs did not stop, however, the political and social action of Dalton Trumbo (Cranston), brilliant writer considered among the best of the time, who courageously fought for the rights of the workers and film technicians against greedy Studios. A battle of principles that led Dalton and nine other colleagues to testify before Congress, also asked about their political ideology. Dalton refused to answer and was sentenced for contempt of court to a prison term as any criminal.

It seems paradoxical, in a country like the United States where freedom of expression and democracy are fundamental elements, but the witch hunt (in this case the communists) started by the government and in particular by the commission headed by Senator McCarthy was ruthless. The private lives of millions of Americans were sifted and even the suspicion of having “sympathy” communist resulted in the person’s civil death.

Dalton Trumbo, in order to remain faithful to his ideals, he served his sentence with dignity, suffering ostracism of Studios. Although there were active contracts, in fact, his name was banned on suspicion of being pro-Soviet. Trumbo fought mainly against Hedda Hopper (Mirren), a gossip reporter. The woman drove firmly his crusade against the Communists, by discrediting the person from the social point of view and human.

Once out of prison Dalton then he began writing under a false name, working for thirteen years with Frank King (Goodman), a producer of low-budget films. For man and the family were difficult years of sacrifice and isolation. The talent and creativity of Dalton, however, proved stronger than any blacklisted screenwriter and conquered, under a false name, two Academy Awards, for “Roman Holiday” and “The Brave One”, ridiculing, in fact, the inquisitors.

That of Dalton Trumbo’s a typical American story, from which emerge the courage and honesty of a man who never bent his head in front of obtuseness of the government and of those who claimed to pass the single thought. Dalton Trumbo was indeed a communist, but also a careful person to workers’ rights.

The screenplay by Jay Roach film is well written, edited, but probably more suited to touch the inner feelings of the American public that the Italian one. Certainly the film highlights one of the great contradictions of the Stars and Stripes company, which on one hand is raised at a global champion of freedom almost from the beginning of the twentieth century, is no stranger to the other deprivations on the rights of its own citizens. continues on

Al cinema: L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

185. Amore, cucina e curry

cibo

Il biglietto d’acquistare per “Amore, cucina e curry” è : 1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“Amore, cucina e curry” è un film del 2014 diretto da Lasse Hallström ,scritto da Steven Knight, prodotto da Steven Spielberg e Oprah Winfrey.
Il film è un adattamento cinematografico del romanzo Madame Mallory e il piccolo chef indiano scritto da Richard C. Morais. Con: Helen Mirren, Om Puri, Manish Dayal e Charlotte Le Bon.
Un tempo si diceva fate l’amore non la guerra. Oggi finita l’epoca dei figli dei fiori potremmo dire cucinate e non disturbate il mondo.
Il cibo è la nuova frontiera della globalizzazione, gli chef sono le nuovo star, le cucine sono diventate l’ombelico del mondo. Ottenere una stella Michelin vale più di qualsiasi oggetto prezioso
Personalmente il piano cottura è un inutile soprammobile e della cucina frequento solo l’armadietto con i biscotti e il frigo per l’acqua.
Le rivalità tra nazioni non si combattono più con la cultura, tradizioni e potenza militare, ma con le attrattive culinarie. Sorgono più ristoranti che negozi d’abbigliamento nelle città.
Cucinare non è solo una necessità per sfamarsi, ma anche un modo per affermare il proprio io.
Il regista Hallstrom dopo il successo di Chocolat torna a raccontarci il mondo degli odori, dell’incanto e della magia legato alla cucina.
Potremmo definirla una favola moderna intrisa oltre che d’amore anche dei temi razziali, etnici e culturali.
Immaginate che Hallstrom vi prepari questa pietanza delicata, dolce, ricca di spezie e vi porti a conoscere la variopinta e chiassosa famiglia Kaddam composta da Papa Kadam(Om Puri) e dai suoi figli in cui spicca il talentuoso cuoco Hassan(Daval). I Kaddam sono stati costretti a lasciare l’India a causa di una sanguinosa rivolta popolare dove gestivano un fiorente ristorante grazie all’abilità come cuoca della defunta madre di Hassan. Inizia così il faticoso pellegrinaggio della nostra famiglia per l’Europa alla ricerca di una nuova casa che troveranno per colpa di un banale incidente automobilistico in un piccolo paesino della Francia. Qui Papa Kadam decide d’aprire un nuovo ristorante, nonostante le forti perplessità della famiglia essendoci già in paese un importante ristorante, già stella Michelin, gestita dalla rigida e scorbutica Madame Mallory (Mirren).
Tra i due i ristoranti inizia un duello senza esclusioni di colpi per rubarsi a vicenda i clienti e per primeggiare sul’altro con la qualità della propria cucina. Una sfida franco-indiana incentrata sugli odori e tradizioni culinarie. La tensione si placa dopo un vile attentato al ristorante dei Kaddam. Madame Mallory accortasi del talento come chef di Hassan gli propone di lavorare nel suo ristorante per ottenere la tanta agognata seconda stella Michelin. I risultati non tardano ad arrivare per Hassan che in un solo anno conquista onore e popolarità riuscendo ad attrarre su di sé le attenzioni dei più importanti e glamour ristoranti di Parigi.
Hassan lascia la sua famiglia e soprattutto l’incantevole collega Marguerite con cui stava nascendo un delicato flirt per diventare il chef numero uno e conquistare nuove stelle Michelin.
Una favola ben scritta e sviluppata nel complesso che coniuga nelle giuste dosi romanticismo e commedia nonostante non sia particolarmente originale e in alcuni momenti sia prevedibile.
Convince e piace come lo sceneggiatore abbia raccontato le diversità culturali e non solo tra due mondi attraverso la cucina e la descrizione dei vari personaggi. Lo spettatore si diverte con i frizzanti dialoghi per non dire battibecchi tra Papa Kaddam e Madame Mallory, le parti migliori sicuramente del film.
Il film ha un buon ritmo nella prima parte evidenziando freschezza e soprattutto evocando sapori e odori al palato dello spettatore affamato, ma nella seconda parte il film rallenta diventando meno evocativo e suggestivo e più freddo e statico nonostante sia più introspettivo.
La regia seppure sia di qualità e versatile si rivela mancante nel dare continuità al pathos narrativo perdendosi nel finale.
Il premio Oscar Helen Mirren si conferma “reale” anche come donna francese. Stile, portamento, sguardi sono adeguati e in tono con il personaggio.
Funziona l’alchimia con Om Puri formando una coppia divertente e credibile in una forma di burbero romanticismo.
Meno intensa e coinvolgente la coppia formata da Haji e Lebon. Un amore tra chef dove è mancata la giusta miscela d’ingredienti per rendere la pietanza saporita.
Il finale a lieto fine anche se forse può provocare qualche carie allo spettatore non può non confermare che in fondo anche la cucina ci rappresenta e gli odori sono la nostra storia.

The ticket purchase for “Love, cuisine and curry” is: 1) gave Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Love, cuisine and curry is a 2014 film directed by Lasse Hallström, written by Steven Knight, produced by Steven Spielberg and Oprah Winfrey.
The movie is a film adaptation of the novel Madame Mallory and the small Indian chef written by Richard C. Morais. With: Helen Mirren, Om Puri, Manish Dayal and Charlotte Le Bon.
People used to say make love not war. Today the era of flower children could say cooked and not disturb the world.
The food is the new frontier of globalization, the chefs are the new star, kitchens have become the center of the world. Get a Michelin star is worth more than any precious object
Personally, the hob is a useless ornament and attend only the kitchen cabinet with cookies and the fridge for water.
The rivalry between nations do not fight more with the culture, traditions and military power, but with the things culinary. Arise most restaurants clothing stores in the city.
Cooking is not only a necessity to feed themselves, but also a way to assert one’s self.
The director Hallstrom after the success of Chocolat back to tell the world of smells, enchantment and magic tied to the kitchen.
We could call it a modern fairy tale steeped in addition to love even the themes of racial, ethnic and cultural.
Imagine that Hallstrom you prepare this dish a delicate, sweet, rich spices and bring you to know the colorful and boisterous family Kaddam composed by Pope Kadam (Om Puri) and his sons which features the talented chef Hassan (Daval). I Kaddam were forced to leave India because of a bloody uprising where they ran a thriving restaurant as a cook thanks to the ability of the deceased mother of Hassan. Thus began the arduous pilgrimage of our family to Europe in search of a new home will find that because of a minor traffic accident in a small town in France. Here Kadam Pope decides to open a new restaurant, despite the serious concerns of the family as there already an important restaurant in the country, already Michelin Star, run by the rigid and cantankerous Madame Mallory (Mirren).
Between the two restaurants will start a duel with no holds barred for stealing each other’s customers and to excel sul’altro with the quality of their cuisine. A challenge focused on the French and Indian herbs and culinary traditions. The tension subsides after a cowardly attack at the restaurant of Kaddam. Madame Mallory noticing talent as a chef Hassan asks him to work in his restaurant to get the much coveted second Michelin star. The results will soon be given to Hassan that in just one year achievement honor popularity and being able to attract upon himself the care of the most important and glamorous restaurants in Paris.
Hassan leaves his family and especially the lovely Marguerite colleague with whom he was born a mild flirtation to become the number one chef and win new Michelin stars.
A tale well written and developed in the complex that combines romance and comedy in the right doses although it is not particularly original, and at times can be expected.
Convince and love how the writer has told the cultural diversity not only between two worlds through the kitchen and the description of the various characters. The viewer has fun with the sparkling dialogue to say the bickering between Pope Kaddam and Madame Mallory, definitely the best parts of the film.
The film has a good pace in the first part highlighting especially evoking freshness and flavors and odors to the palate of the viewer hungry, but in the second part of the film slows becoming less evocative and atmospheric and static despite being colder and more introspective.
The director even though both quality and versatile reveals missing in giving continuity to the narrative pathos lost in the final.
Oscar winner Helen Mirren confirms “real” as the French woman. Style, poise, looks are appropriate and in keeping with the character.
It works alchemy with Om Puri forming a pair fun and believable in the form of a gruff romance.
Less intense and involving the couple formed by Haji and Lebon. A love between where chef is not the right mix of ingredients to make the dish flavorful.
The happy ending though perhaps some may cause caries the viewer can not confirm that at the bottom there is the kitchen and the smells are our history.