136) La Belle Epoque

Il biglietto da acquistare per “La belle époque” è:
Neanche regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre (con riserva).

“La Belle Epoque” è Un film di Nicolas Bedos. Con Daniel Auteuil, Guillaume Canet, Doria Tillier, Fanny Ardant, Pierre Arditi. Commedia, 110′. Francia 2019

Sinossi:

Victor e Marianne sono sposati e “inversi”: lui vorrebbe ritornare al passato, lei andare avanti. Disegnatore disoccupato che rifiuta il presente e il digitale, Victor è costretto a lasciare il tetto coniugale. A cacciarlo è Marianne, psicanalista dispotica che ha bisogno di stimoli e ne trova di erotici in François, il migliore amico di Victor. Vecchio e disilluso, Victor accetta l’invito della Time Traveller, una curiosa agenzia che mette in scena il passato. A dirigerla con scrupolo maniacale è Antoine, che regala ai suoi clienti la possibilità di vivere nell’epoca prediletta grazie a sontuose scenografie e a un gruppo di attori rodati. Tutto è possibile, bere un bicchiere con Hemingway o sparare sull’aristocrazia del XVIII secolo. Victor sceglie di rivivere il suo incontro con Marianne, una sera di maggio del 1974 in un café di Lione (“La belle époque”). Sedotto dal fascino dell’attrice che interpreta la sua consorte a vent’anni, Victor col passato trova il futuro.

Recensione :

L’amore è eterno, finché dura. Il matrimonio è la tomba dell’amore, e l’unica guerra in cui dormi col nemico. Potremmo continuare a scrivere ovvietà e luoghi comuni sulla vita coniugale e su quanto questa venga sempre più guardata con diffidenza mista a vero e proprio terrore.

Eppure ci sono ancora persone convinte che sia possibile amare e sopportare “finché morte non ci separi” il proprio partner. Uno di questi è il regista francese Nicolas Bedos che due anni dopo il brillante esordio “Un amore sopra le righe”, torna a scavare nei sentimenti, nelle dinamiche e negli alti e bassi di una coppia sposata da lungo tempo in “La belle époque”, presentato alla Festa del cinema di Roma nella sezione Tutti ne parlano.

Il film è un divertente, spassoso, graffiante, sincero quanto sensibile e delicato omaggio alla vita coniugale, a quella scommessa che è l’amore, una scommessa che si rinnova giorno dopo giorno. E al contempo, anche un ritratto dei tempi che cambiano, perché oggi la crisi matrimoniale non è detto arrivi solo dopo pochi anni, ma può colpire anche coppie “storiche”.

“La belle époque” è una storia di tradimenti, separazioni, riappacificazioni e rinnamoramenti, un mix originale tra “Ritorno al futuro”, “Se mi lasci ti cancello” e “The Truman Show” che commuove e diverte lo spettatore.

Merito di una sceneggiatura intensa e credibile che inizialmente si concentra sulla crisi coniugale di Victor (Auteuil) e Marianne (Ardant) per poi allargarsi, con furbizia, anche a quella di Antoine (Canet) e Margot (Tiller). continua su

“La belle époque”: un gioiellino registico, narrativo e interpretativo

120) Grandi bugie tra amici

Il biglietto da acquistare per “Grandi bugie tra amici” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Grandi bugie tra amici” è un film di Guillaume Canet. Con François Cluzet, Marion Cotillard, Gilles Lellouche, Laurent Lafitte, Benoît Magimel. Commedia, 131′. Francia 2019

Sinossi:

Sfiancato dalle scadenze e da una situazione economica assai poco rosea, Max si trasferisce nella casa al mare per riflettere. Lì, senza preavviso, lo raggiunge il suo gruppo di amici storici, che non vede da oltre tre anni, per festeggiare il suo compleanno. La sorpresa è certamente riuscita ma l’accoglienza lascia a desiderare. Max non finge neppure di essere felice. Anzi, fa di tutto per non mettere a proprio agio gli (ex?) amici. Una situazione che metterà il gruppo in una situazione ancora una volta imprevedibile.

Recensione:

L’amicizia è davvero l’unico legame capace di resistere alla prova del tempo e all’instabilità emotiva dell’uomo? Una compagnia di amici può restare insieme per trent’anni, senza farsi sconvolgere dagli imprevisti professionali, privati, finanziari e sentimentali di ciascun componente?

A distanza di otto anni da “Piccole bugie tra amici”, grande successo di critica e pubblico, Guillaume Canet decide di riprendere la storia dei suoi personaggi, nell’atteso “Grandi bugie tra amici”.

Ma avevamo davvero bisogno di questo sequel? Di sapere come e quanto sono cambiati i protagonisti con l’età, magari in peggio? Lo spettatore se lo chiede all’inizio del film, con la sensazione di assistere a una rimpatriata narrativamente debole e prolissa, per quanto ben recitata.

“Grandi bugie tra amici” risulta privo di appeal, mordente e incisività per colpa di una sceneggiatura lenta, dispersiva e a tratti confusionaria, che mescola troppi spunti diversi. continua su

“Grandi bugie tra amici”: un sequel atteso che non graffia come dovrebbe

236) 7 Uomini a Mollo

Il biglietto da acquistare per “7 uomini a mollo” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre.

“7 uomini a mollo ” è un film di Gilles Lellouche. Con Guillaume Canet, Leïla Bekhti, Mathieu Amalric, Virginie Efira, Jean-Hugues Anglade. Commedia, 122′. Francia 2018

Sinossi:

Bertrand è depresso, non lavora da due anni e si consuma sul divano. Poi un giorno si tuffa in piscina e il mondo finalmente gli sorride. Come Delphine che lo arruola nella sua équipe di uomini sull’orlo di una crisi di nervi. Ex campionessa di nuoto sincronizzato a coppia, Delphine allena una squadra maschile per passare il tempo e chiudere col passato: una carriera interrotta bruscamente dall’incidente della sua partner. I suoi allievi non stanno molto meglio: Bertrand è rassegnato, Laurent è adirato, Marcus indebitato, Simon complessato, Thierry stonato. Ma insieme si sentono finalmente liberi e utili. Partecipare a una gara di nuoto sincronizzato in Norvegia diventa il loro obiettivo.

Recensione:

La settima arte ha racconto nel corso degli anni, in svariati modi, la fatidica “crisi di mezza età” che quasi tutti gli uomini affrontano giunti a un certo punto della vita. Oggi, tra i motivi più importanti che possono spingere una persona nel baratro, c’è sicuramente il problema dell’occupazione.

Un uomo senza un lavoro e per questo non rispettato dai propri cari è una persona senza futuro. Quanti film incentrati su variazioni su questo tema abbiamo già visto? tanti, oserei dire persino troppi.

Gilles Lellouche, rendendosi conto di questo abuso drammaturgico e creativo, ha voluto nella sua opera prima ribaltare, con coraggio e furbizia, la prospettiva, usando i toni della commedia per avvicinarsi all’argomento, ma non per questo sminunendo l’importanza della storia.

“7 uomi a mollo”, presentato fuori concorso al Festival di Cannes, va considerato, con le dovute differenze, la risposta francese a “Full monty”. I protagonisti, infatti, ciascuno con le sue traversie professionali e personali, trovano un inaspettato luogo d’incontro in un corso di nuoto sincronizzato.

Il film, nonostante all’apparenza leggero e ironico, è una commedia introspettiva che non scade mai nel melenso o nel buonismo. Lellouche, all’esordio, dimostra di avere già un’idea molto chiara di cosa vuol fare dietro la macchina da presa. continua su

http://paroleacolori.com/7-uomini-a-mollo-una-commedia-di-gilles-lellouche/

188) Mio Figlio

Il biglietto d’acquistare per “Mio Figlio” è: Di pomeriggio (Con Riserva)
Sinossi:
Julien e Marie hanno divorziato da qualche tempo, e in questo pesa il fatto che lui fosse sempre lontano per lavoro e lei non potesse contarci, né come marito né come padre di Mathys, che ora ha sette anni. La notizia della sparizione del bambino, durante la notte, dalla tenda dove dormiva insieme ai compagni di un campo invernale, richiama però immediatamente Julien sulle Alpi. E per ritrovare suo figlio, l’uomo si mostra disposto a tutto.
Recensione:
“Mio Figlio” è un film del 2017 diretto da Christian Carion, scritto da Christian Carion e Philippe Boëffard, con : Guillaume Canet, Mélanie Laurent, Olivier de Benoist, Antoine Hamel, Mohamed Brikat, Lino Papa.
Sono due i maggiori incubi per un genitore: dover assistere al funerale del proprio figlio o non aver avuto la possibilità di proteggerlo da un grave pericolo.
Due avvenimenti, che anche solamente immaginati, producono brividi di vero terrore e dolore nell’animo e cuore di qualsiasi genitore.
Se il genitore in questione è il padre che, a causa un sofferto divorzio si trova fisicamente lontano nel ricevere telefonicamente tale infausta notizia dall’ex moglie, ecco che l’incubo, se possibile. diventa ancora più spaventoso e devastante.
Parte da questa scioccante ed angosciante sequenza al telefono, la madre di tutti gli incubi per Julien (Canet) di professione geologo, richiamato d’urgenza in Francia dall’ex moglie Marie (Laurent) poiché Mathys, il loro unico figlio di 7 anni, è misteriosamente scomparso mentre si trovava in campeggio per la 1 volta
Lo spettatore sa poco e nulla dei motivi che hanno portato alla rottura del matrimonio di Julien e Maurice e perché il primo abbia deciso d’avere pochi e saltuari rapporti con suo figlio.
Ciò nonostante il pubblico si ritrova immerso in una storia misteriosa ed ambigua in pieno stile Twin Peaks, ambientata in una bella vallata di montagna innevata nel pieno dell’inverno.
Mathys sembra essere scomparso nel nulla e nonostante l’impegno della polizia non sembrano esserci tracce o speranze concrete per poterlo salvare.
Non ci sono né sospetti o indagati all’interno della comunità eppure Julien percepisce che qualcosa di sinistro all’interno di questa serena e pacifica comunità.
L’uomo inizia così una frenetica e concitata indagine personale che in alcuni momenti risulti sfociare in una disperata e folle individuazione di un colpevole a tutti i costi.
“Mio Figlio” è drammaturgicamente ideato e costruito intorno al personaggio di Julien ed alle sue improvvise reazioni emotive ed evoluzioni psicofisiche sempre a limite di un crollo.
Una scelta autoriale che si rivela vincente riuscendo fin da subito a creare un solido e sincero ponte emozionale con lo spettatore disposto a seguire e sostenere il protagonista nella sua rabbiosa, soffocante, angosciante e confusa indagine per capire che cosa sia accaduto al figlio. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-69/