128) Il Sindaco del Rione Sanità

Il biglietto da acquistare per “Il sindaco del Rione Sanità” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre.

“Il Sindaco del Rione Sanità” è un film di Mario Martone. Con Francesco Di Leva, Roberto De Francesco, Massimiliano Gallo, Adriano Pantaleo, Daniela Ioia. Drammatico, 118′. Italia 2019

Sinossi:

Antonio Barracano, uomo d’onore che sa distinguere tra gente per bene e gente carogna, è “Il Sindaco” del Rione Sanità. Con la sua carismatica influenza e l’aiuto dell’amico medico amministra la giustizia secondo suoi personali criteri, al di fuori dello Stato e al di sopra delle parti. Chi ‘tiene santi’ va in Paradiso e chi non ne ha va da Don Antonio, questa è la regola. Quando gli si presenta disperato Rafiluccio Santaniello, il figlio del fornaio, deciso a uccidere il padre, Don Antonio riconosce nel giovane lo stesso sentimento di vendetta che da ragazzo lo aveva ossessionato e poi cambiato per sempre. Il Sindaco decide di intervenire per riconciliare padre e figlio e salvarli entrambi.

Recensione:

Quando nel 1960 Eduardo De Filippo scrisse la drammaturgia del “Sindaco del Rione Sanità” e lo mise poi in scena non poteva ovviamente neanche immaginare che sarebbero state realizzate serie televisive e film amate da milioni i telespettatori con mafiosi e criminali come protagonisti.

Prima di “Gomorra” e affini, il Maestro aveva messo mano a un testo potente, crudo, realistico, che non perde la sua carica di attualità anche a distanza di decenni dalla sua composizione e continua a raccontare Napoli, i quartieri dove ieri come oggi regna la “legge della giungla”.

Mario Martone, dopo aver ottenuto un grande successo di pubblico e critica con lo spettacolo teatrale, ha deciso di realizzare anche un film, utilizzando lo stesso cast. Ma questo nuovo “Sindaco del Rione Sanità” ha anche le sue peculiarità, a cominciare dallo stile registico, di grande impatto.

Nonostante gli sforzi del regista di rendere questo adattamento cinematografico il meno teatrale possibile, l’impostazione originale permane sia nella messa in scena che nella recitazione dei bravissimi interpreti, talentuosi ed esperti. Possiamo parlare di film teatrale, complessivamente riuscito e avvolgente. continua su

“Il sindaco del Rione Sanità”: dal teatro di De Filippo alla Napoli di oggi

102. Gomorra la Serie

gomorra
Raccontare la criminalità organizzata è sempre un argomento rischioso e spesso porta con sé polemiche e critiche.
Negli anni Ottanta la Rai con la “Piovra” fu la prima rete nazionale a produrre una fiction su un tema cosi scottante. Le indagini del commissario Cattani(Placido) inchiodarono per anni gli italiani davanti alla TV. Con il passare degli anni i produttori e gli sceneggiatori hanno capito che le mafie potevano essere una “gallina dalle uova d’oro” per creare personaggi di successo. Sono proliferate fiction e film di successo. Alcune di dubbio gusto, altre degne d’attenzione e interessanti.
Quando Roberto Saviano con Gomorra svelò quanto la camorra fosse forte e inserita nel tessuto sociale non solo della Campania, prima il resto dell’Italia e poi il mondo ne furono amaramente sconvolti e diventò presto un bestseller. Fu “inevitabile” che il cinema mettesse gli occhi su questo libro e nel 2008 Garrone realizzò la versione cinematografica, diventando un cult e nello stesso tempo evidenziando ancora di più quanto fossero forti e pericolosi i tentacoli della camorra.
Forti di questi successi, Sky ha deciso di rilanciare e di produrre anche la serie televisiva. Un importante e dispendioso investimento produttivo ed economico. Ancora prima della messa in onda della fiction, si sono scatenate polemiche e critiche. Girando per Napoli nei giorni scorsi, si potevano leggere manifesti di cittadini indignati e preoccupati di come l’immagine della città e dei suoi abitanti potesse uscire negativamente dalla storia.
La campagna pubblicitaria è stata impotente e incessante in Tv e sui social network.
C’era grande attesa ieri sera per la prima puntata. Se Roberto Saviano ha contribuito alla stesura del soggetto,garantendo il “bollino blu” di qualità, la regia è stata affidata a Stefano Sollima, già acclamato da pubblico e critica per la serie “Romanzo Criminale”.
Lo spettatore segue le vicende di Ciro(Marco D’Amore) giovane e ambizioso soldato del clan Savastano che si presenta appiccando un incendio alla villa di un boss rivale, Salvatore Conte.
Conosciamo il potente e spietato Don Pietro Savastano(Fortunato Cellino) che “governa” il suo quartiere” sfidando apertamente le autorità e lottando ferocemente con i clan avversari.
Ma Savastano oltre essere un boss è anche marito e padre, così i riflettori si concentrano anche sulla sua famiglia: la moglie annoiata ma solidale con il marito Imma(Maria Pia Calzone) e il figlio scapestrato Genny(Salvatore Esposito) non idoneo a succedere al padre alla guida del clan.
Gli attori recitano in dialetto napoletano per dare una maggiore veridicità e intensità alla storia.
Una scelta per alcuni versi discutibile, non necessariamente la forza e coerenza narrativa aumentano con una eccessiva voglia di realismo degli autori
Sicuramente la fotografia è uno dei punti di forza della serie. Davvero magistrale e coinvolgente. Napoli è vista in versione cupa e dark portando lo spettatore a fare paragoni con la “Gotham City” di Batman, ma non cadendo però in una realtà fumettistica.
La sceneggiatura scritta in maniera asciutta e diretta come giusto che sia in questo contesto, regala comunque ritmo e pathos.
Gli attori “sconosciuti” al grande pubblico, si dimostrano adeguati e convincenti anche se rispetto a”Romanzo Criminale” dove fin da subito spiccarono le individualità, qui funzionano più come collettivo.
Lo Stato rimane solo sullo sfondo, quasi spettatore passivo delle criminali vicende e ciò non può che indurre a un amara riflessione lo spettatore.
Sollima si conferma regista di talento,capace di raccontare con vigore e passione le vicende più cupe e violente di questo Paese.
Leggendo i commenti del giorno dopo sui social network e sul web “Gomorra” ha convinto pubblico e critica. “Il fascino del male”, come spesso accade, incuriosisce e colpisce l’attenzione, ma resta nello spettatore alla fine un senso di disagio e d’impotenza per una realtà che, aihmè, è anche peggiore.
“Gomorra la Serie” su Sky Atlantic ogni martedì alle 21:10
Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”
http://www.lulu.com/spotlight/melvin2