74) La Mia Banda Suona Il Pop

Il Biglietto d’acquistare per “La mia Banda suona il Pop” è: Omaggio (Con Riserva)

“La mia Banda suona il Pop” è un film del 2020 diretto da Fausto Brizzi , scritto da Fausto Brizzi, Marco Martani, Edoardo Falcone, Alessandro Bardani, con : Christian De Sica, Diego Abatantuono, Massimo Ghini, Angela Finocchiaro, Rinat Khismatouline, Giulio Base, Paolo Rossi, Natasha Stefanenko, Tiberio Timperi.

Sinossi:
La mia banda suona il pop, film diretto da Fausto Brizzi, racconta la storia della burrascosa reunion dei Popcorn, un famosissimo gruppo pop degli anni ’80, formato da Tony (Christian De Sica), Jerry (Paolo Rossi), Lucky (Massimo Ghini) e Micky (Angela Finocchiaro). È un importante magnate di Pietroburgo, Vladimir Ivanov (Rinat Khismatouline), a voler vedere ancora una volta insieme la sua band preferita per un’ultima emozionante esibizione. Franco (Diego Abatantuono), infido manager dei Popcorn, viene contattato da Olga (Natasha Stefanenko) per conto di Ivanov, ma l’agente non è molto d’accordo con l’idea del magnate e decide di proporgli alteri talenti italiani, disposti a esibirsi in Russia. Ivanov, però, non accetta un no come risposta, lui vuole i Popcorn. A Franco quindi rimane l’arduo compito di riunirli, ma i membri del gruppo non acconsentono a nessuna condizione di rivedersi e suonare di nuovo insieme. Eppure, complice il destino e forse anche la brama di denaro, i quattro si ritrovano costretti ad accettare la proposta dell’oligarca.
Mentre cercano di ritornare all’antico splendore e di sopportarsi tra un soundcheck e l’altro, i quattro Popcorn scoprono che la loro avventura russa è solamente un capro espiatorio; in verità, Olga li ha ingaggiati per poter derubare Ivanov senza essere scoperta. La loro colorata esibizione si tinge così dei scuri toni del thriller, ma la band vede nel piano di Olga un modo per ridare slancio alle loro miserie vite. Come? Rapinando loro Ivanov.

Recensione:
La nostalgia, l’amarcord in assenza di nuove e forti idee sono diventante fonte di possibili guadagni per produttori e di spunti narrativi per sceneggiatori in crisi creativa spingendo a rivalutare il trash e quella parte degli anni 80 che in altri momenti artistici sarebbero bollati come “orribili”.
Ma in un’epoca in cui le “reunion” siano esse musicali, televisivi o cinematografiche conquistano le prime pagine dei giornali, fanno impazzire i social network, era pressoché inevitabile per Fausto Brizzi e i suoi sceneggiatori scrivere una storia partendo da questa folle quanto nostalgica moda.
“La mia banda suona il pop” è una commedia agrodolce in cui lo spettatore sarà chiamato a conoscere, ascoltare e soprattutto cantare i pezzi del gruppo “Popcorn”, “fulgido esempio” di meteora musicale degli anni 80 scioltasi per insanabili divisioni personali.
“La mia banda suona il pop” se da una parte evidenzia la fase nostalgica che sta vivendo il nostro Paese, dall’altra ironicamente sottolinea come i gusti musicali nella Russia di Putin e degli oligarchi si sia fermata agli anni 80.
La Russia è diventata una sorta di “El Dorado” per le vecchie glorie della nostra canzone ormai dimenticati dal nostro Paese.
“La mia Band suona il Pop” strutturalmente va suddiviso in due parti: la prima mostra con brio, ironia e soprattutto con la giusta dose di malinconia in che modo i 4 componenti della band siano “sopravvissuti” allo scioglimento: Chi arrabattandosi con umili e desolanti lavori, chi diventando un triste ed ipocondriaco impiegato di un ferramenta o chi un’alcoolista.
Un’amara quanto credibile rappresentazione di quanto sia effimero il successo e come tanti “pseudo artisti” si siano ritrovati in poco tempo dalle stelle alle stalle e privi di un qualsiasi progetto alternativo per il futuro
La seconda parte invece vira invece, a mio modesto parere, in modo grossolano e poco lineare in una sorta di action movie in cui gli ultimi della classe trovano il modo, opportunità di prendersi una seconda chance trasformandosi in ladri.
“La mia Banda suona il Pop” si regge sulla bravura, esperienza e soprattutto sull’alchimia nata sul set tra i protagonisti del film.
Christian De Sica, Massimo Ghini e soprattutto l’ex coppia di coniugi composta da Angela Finocchiaro Rossi rappresentano il salutare quid in più alla visione dando spessore, vitalità e credibilità ai rispettivi personaggi, trascinando cosi il film nei passaggi narrativi meno riusciti ed inverosimili sul piano stilistico e registico.
Merita una menzione speciale la “rediviva” e splendida Natasha Stefanenko nel ruolo di Olga, spietata nonché doppiogiochista addetto alla sicurezza dell’eccentrico oligarca russo Vladimir Ivanov.
“La mia Banda suona il Pop” sebbene sia una commedia riuscita solamente a metà e con grosse lacune narrative e limiti strutturali nella seconda parte rimane comunque una visione godibile ed artisticamente dignitosa lasciando alla fine sorridente lo spettatore e forse curioso di vedere le nuove gesta dei Pop Corn visto l’avventuroso, esotico e soprattutto aperto finale.

99) La Coppia dei Campioni

La coppia dei campioni

Il biglietto d’acquistare per “La Coppia dei Campioni” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre.

“La Coppia dei Campioni” è un film del 2016 scritto e diretto da Giulio Base, con: Massimo Boldi, Max Tortora e Anna Maria Barbera.
Gentili Massimo Boldi e Max Tortora,
Chi vi scrive è un vostro semplice e affezionato fan. Sono cresciuto guardando vostri film al cinema e in televisione. Avete reso la mia esistenza più allegra e colorata permettendomi il lusso di qualche sorriso nonostante la realtà fosse spesso brutta e ostile.
Non è per nulla facile scrivere queste poche righe su questo film perché non solo perche non mi considero un critico cinematografico, ma soprattutto perché sono un estimatore del vostro talento e ammiro la Vostra carriera e professionalità.
Siete due grandi artisti e riuscire a far ridere, lo ritengo davvero un’arte per pochi.
Ciò premesso non posso non evidenziare, a malincuore, che la Vostra ultima fatica cinematografica, la prima come coppia artisica, sia davvero deludente.
Lo dico con rispetto e con la viva delusione di un fan accanito che stamattina con curiosità e desiderio ho scelto di vedere in anteprima il film.
Eppure ho rispetto nei confronti dei miei due lettori e tradirei il patto di fiducia e lealtà che ci lega, negando le evidenti criticità narrative e strutturali della pellicola.
Ho avuto modo di vedere apprezzare i precedenti lavori di Giulio Base e confesso di essere in imbarazzo nel dover sottolineare come in quest’occasione abbia sbagliato quasi tutto.
Mi dispiace ma il film non funziona nè come commedia né quantomeno come opera melanconica o di costume.
La sceneggiatura è piena di luoghi comuni, scialba, prevedibile e in alcuni parti risulta eccessiva e volgare. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/cinema-lettera-aperta-al-duo-boldi-tortora-coppia-dei-campioni/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “The Champions Couple” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always.

“The Couple of Champions” is a 2016 film written and directed by Giulio Base, with Massimo Boldi, Max Tortora and Anna Maria Barbera.
Dear Massimo Boldi and Max Tortora,
This writer is your simple and affectionate fans. I grew up watching your movies in film and television. You made my life more cheerful and colorful allowing me the luxury of a smile despite the reality was often ugly and hostile.
It is not at all easy to write these few lines on this movie because it not only because do not consider myself a film critic, but above all because I am an admirer of your talent and I admire your career and professionalism.
You’re both great artists and to be able to make people laugh, I think it really an art for the few.
That said, I can not highlight, reluctantly, that your latest film, the first as artisica couple, is really disappointing.
I say this with respect and with lively disappointment of an avid fan this morning with curiosity and desire I chose to preview the movie.
Yet I respect my two readers and betray the covenant of trust and loyalty that binds us, denying the obvious narrative and structural problems of the film.
I got to see it to appreciate the previous work of Giulio Base and confess to being embarrassed in having to emphasize that on this occasion was wrong about everything.
I’m sorry but the film does not work either as a comedy or at least as a melancholic work or costume.
The script is full of clichés, dull, predictable and in some parts it is excessive and vulgar. continues on

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/cinema-lettera-aperta-al-duo-boldi-tortora-coppia-dei-campioni/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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217. Mio papà

giulio base

Il biglietto d’acquistare per “Mio papà” è:1)Neanche Regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“Mio Papà”è un film del 2014 diretto da Giulio Base, scritto da Giulio Base, Giorgio Pasotti, Alessandro Pondi, Paolo Logli, Mauro Graiani, Riccardo Irrera, prodotto da Movie e Rai Cinema con il contributo di MiBACT, con:Giorgio Pasotti, Donatella Finocchiaro, Niccolò Calvagna, Ninetto Davoli e Fabio Troiano.
Qualche mese fa è uscito nelle nostre sale un bellissimo film giapponese “Father and son” , aihme, poco amato dal pubblico in cui si chiedeva, se fosse più importante per un genitore per amare il proprio figlio, vederlo crescere ed educarlo ogni giorno o contasse di più comunque il legame di sangue.
Il concetto di famiglia è cambiato nel corso degli anni. Papà, mamma e figlio sono ormai una delle possibili tipologie di famiglie:allargata, omosessuale, eterosessuale.
Difficile stabilire quale sia la formula più giusta per un minore, la legge cerca sempre di tutelarlo, ma non sempre i diritti sono in linea con i sentimenti.
“Mio Papà”, che aveva già riscosso ottimi consensi all’ultimo Festival di Roma, è la semplice e toccante storia di Lorenzo(Pasotti) giovane e single sommozzatore di San Benedetto del Tronto che dopo essere lasciato dalla fidanzata, perché non desideroso di diventare padre, trascorre le sue notti divertendosi con donne diverse in compagnia del suo amico e compagno di lavoro Roberto (Troiano).
Una sera come tante in un locale Lorenzo conosce Claudia (Finocchiaro) con cui ha una notte di passione. Ma la notte diventano più notti e da lì a poco si trasforma in una relazione a tre perché Claudia è madre del bambino Matteo(Calvagna).
Il rapporto tra Lorenzo e Matteo non parte bene, entrambi poco propensi a conoscersi e insofferenti l’un dell’altro.
La barriera che li divide però lentamente si sgretola per l’amore che entrambi nutrono per Claudia, e quando quest’ultima per motivi di lavoro è costretta in un viaggio in Germania, i due sono costretti alla coabitazione e soprattutto ad aprirsi, imparando a volersi bene.
Lorenzo si ritrova ,senza rendersene conto,. travolto dall’amore per Matteo e diventando per il bambino di fatto la vera figura paterna che tanto gli manca. Un rapporto tra i due protagonisti basato sulle piccole cose ,sulla complicità maschile, ma anche come insegnante di vita e educazione che porterà il bambino a vedere Lorenzo come l’ideale compagno per la madre formando così una vera famiglia.
Una sceneggiatura semplice, chiara, fluida,ma nello stesso tempo ricca di contenuti e carica di emozioni che non lascia indifferente lo spettatore. Una storia d’amore che abbatte i meri legami di sangue, invitando a conoscere e soprattutto a riflettere quali sono i veri gesti e parole che fanno di un uomo un padre per un bambino e cosa significhi essere veramente una famiglia. Il pathos narrativo risulta struggente,ma nello stesso tempo realistico e attuale.
La regia di Base è di valore, pulita, delicata, capace di raccogliere le varie sfumature del racconto, riuscendo a mettere in evidenza i mutamenti dei sentimenti dei protagonisti senza farli mai cadere nel retorico e nel melò
Bella e toccante è la colonna sonora e degna di menzione è anche la fotografia.
Confesso di non essere un fan accanito di Giorgio Pasotti, ma in questo film stupisce per la sua intensa e commovente interpretazione. E’ davvero meritevole di menzione la capacità in cui riesce ad indossare i panni di Lorenzo, forse ispirato dalla propria esperienza personale, riuscendo a dargli corpo e anima in maniera efficace e convincente.
Niccolò Cavagna si muove sulla scena come se fosse un veterano. I suoi occhi e le sue espressioni raccontano prima delle parole lo stato d’animo del suo personaggio. Formano una coppia perfetta con Pasotti, creando così una simbiosi empatica che proiettano interamente al pubblico in sala.
Donatella Finocchiaro ci mostra con intensità e talento le varie facce di una donna: madre, amante, lavoratrice, dando ad ognuna di loro spessore e forza e formando con Calvagna e Pasotti un trio davvero di riguardo.

Il finale, anche se drammatico, è ben costruito e regala forti emozioni e lascia nello spettatore la bella convinzione che per quanto contino i legami di sangue e la legge li tuteli, niente e nessuno può stabilire chi amare come se fossi un vero padre.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore International presentano :”Essere Melvin”

http://www.cavinatoeditore.com/

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “My Dad” is: 1) Not even Gifted 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“My Dad” is a film of 2014 directed by Giulio Base, written by Giulio Base, Giorgio Pasotti, Alessandro Pondi, Paul Logli, Mauro Graiani, Riccardo Irrera, produced by Movie and Rai Cinema with the contribution of MiBACT with: Giorgio Pasotti Donatella Finocchiaro, Niccolò Calvagna, Ninetto Davoli and Fabio Troiano.
A few months ago came out in our rooms a beautiful Japanese film “Father and son”, Aihm, unloved by the public which asked, if it was more important for a parent to love their child, and brought him growing every day or counted however, most of the blood relationship.
The concept of family has changed over the years. Father, mother and son are now one of the possible types of families: enlarged, homosexual, heterosexual.
Difficult to determine which is the right formula for a minor, the law always tries to protect him, but not always the rights are in line with the feelings.
“My Dad”, which had already met with great acclaim last Rome Film Festival, is the simple and touching story of Lorenzo (Pasotti) young and single diver of San Benedetto del Tronto that after being dumped by his girlfriend, why not eager to become father, spends his nights with different women having fun in the company of his friend and business partner Roberto (Troiano).
One evening, as many in a local Lorenzo knows Claudia (Finocchiaro) which has a night of passion. But the night become more nights and would soon turns into a three-way relationship because Claudia is the mother of the child Matthew (Calvagna).
The relationship between Lorenzo and Matteo does not start well, both unwilling and impatient to know each other.
The barrier that divides them but slowly crumbles to the love that both have for Claudia, and when the latter for work is forced on a journey to Germany, the two are forced to cohabitation and especially to open up, learning to want well.
Lorenzo finds himself without realizing,. overwhelmed by love for Matthew and becoming for the child in fact the true father figure that both missing. A relationship between the two protagonists based on the little things, the male complicity, but also as a teacher of life and education that will bring the child to see Lorenzo as the ideal companion for the mother thus forming a real family.
A screenplay simple, clear, smooth, but at the same time rich in content and full of emotions that leaves the viewer indifferent. A love story that breaks down the mere blood ties, inviting to know and above all to reflect what the real gestures and words that make a man a father to a child, and what it means to truly be a family. The narrative is poignant pathos, but at the same time realistic and current.
Directed by Base is of value, clean, delicate, able to collect the various nuances of the story, managing to highlight the changes of feelings of the characters without them ever becoming rhetorical and melodrama
Beautiful and touching is the soundtrack and worthy of mention is the photography.
I confess to not being an avid fan of Giorgio Pasotti, but in this film is astonishing for its intense and moving interpretation. It ‘really worthy of mention the capacity in which manages to step into the shoes of Lorenzo, perhaps inspired by his own personal experience, being able to give it body and soul in an effective and convincing.
Niccolò Cavagna moves on the scene like a veteran. His eyes and his expressions before the words tell the mood of his character. They form a perfect match with Pasotti, thus creating a symbiotic empathy that project entirely to the audience.
Donatella Finocchiaro with intensity and talent shows us the different faces of a woman, mother, lover, worker, giving each of their thickness and strength and forming a trio with Calvagna and Pasotti really about.

The final, although dramatic, is well built and is exciting and leaves the viewer the beautiful belief that count as blood ties and the law to protect them, nothing and no one can decide who to love like I was a real father.

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher International present: “Being Melvin”

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