222)Conta su di me

Il biglietto da acquistare per “Conta su di me”:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre

“Conta su Di Me ” è un film di Marc Rothemund. Con Elyas M’Barek, Philip Schwarz, Nadine Wrietz, Uwe Preuss, Lisa Bitter. Commedia, 104′. Germania 2017

Sinossi:

Lenny, il figlio trentenne di un cardiochirurgo viene costretto dal padre, dopo l’ennesima trasgressione, ad occuparsi di David, un adolescente affetto da una malattia che gli lascia poco tempo da vivere. Non mancando di mezzi economici dovrà fargli stendere una lista dei desideri ed esaudirli tutti. Alcuni potranno essere soddisfatti con il denaro ma altri hanno bisogno di molto di più.

Recensione:

Lvita è sacra, dicono i credenti con convinzione. No è un dono da sfruttare fino all’ultimo respiro perché dopo c’è il nulla, ribattono gli atei. La vita è una sola e sarebbe assai stupido non godersela pensando a cose come il lavoro e le responsabilità, sostengono gli eterni Peter Pan e gli egoisti. E poi ci sono quelli che scambierebbero la loro con una normale, banale, ma da persone sane…

Chi ha ragione? Probabilmente nessuno e allo stesso tempo tutti. Quel che è certo è che basta davvero poco, talvolta, per cambiarla, una vita. Come ad esempio essere costretti a frequentare qualcuno di totalmente diverso da noi…

“Conta su di me” di Marc Rothemund, presentato in concorso al Giffoni Film Festival e premiato con il Gryphon Award nella sezione Generator +13, è il racconto della sincera e fraterna amicizia nata il trentenne viziato e scapestrato Lenny (M’Barek) e il quindicenne David (Schwarz) che fin dalla nascita lotta contro una grave malattia.

Lenny è egoista, viziato, nullafacente. Danny è un ragazzo ubbidiente, gentile e affettuoso, che vuole solo provare le esperienze tipiche dell’adolescenza. Pur essendo uno la nemesi dell’altro tra i due si instaurerà un legame sincero e profondo, che consentirà aa entrambi un decisivo cambiamento esistenziale ed emotivo. continua su

http://paroleacolori.com/conta-su-di-me-recensione-film-marc-rothemund/

211) Otzi e Il Mistero del Tempo

“Otzi e Il Mistero del Tempo ” è un film di Gabriele Pignotta. Con Michael Smiley, Diego Delpiano, Alessandra Mastronardi, Amelia Bradley, Judah Cousin. Avventura, 90′. Italia 2018

Sinossi:

Kip ha undici anni e ha da poco perso la mamma, archeologa con una grande passione per i misteri del passato. Il padre ha deciso di voltare pagina e trasferirsi con il figlio a Dublino, ma Kip non vuole lasciare il Sud Tirolo dove è cresciuto e dove vivono i suoi due migliori amici, Elmer ed Anna, che si autodefiniscono “cacciatori di tesori”. E il passato verrà inaspettatamente in suo soccorso: la mummia Ötzi, custodita nel Museo Archeologico dell’Alto Adige di Bolzano, viene rubata da una strega dai capelli bianchi, Gelica, che vuole resuscitarla per carpirne un importante segreto. E poiché la mamma di Kip ha comunicato a suo figlio la passione per Ötzi e il suo mistero, sarà proprio il ragazzino il primo ad accorgersi che la mummia è tornata in vita e a comunicare con lei.

Recensione:

Manuela Cacciamani della One More Pictures, nelle note di produzione, mostra di avere le idee chiare: per lei “Ötzi e il mistero del tempo” è un esperimento riuscito, che unisce elemento fantasy, avventura e storia per famiglie.

Pur apprezzando il suo entusiasmo imprenditoriale, devo dissentire per ciò che riguarda il risultato. Nonostante l’impegno e la passione profusi dalla produzione, dalla crew e dal cast, il progetto risulta nel complesso deludente e poco riuscito.

La sceneggiatura è stiracchiata, forzata, piuttosto povera nel presentare e poi approfondire i diversi personaggi. I tre autori si sforzano – invano – di unire fantasy e avventura, ma il risultato è un intreccio “arlecchinesco”, dove tanti spunti e idee non si fondono mai per dar vita a qualcosa di coerente. Lo spettatore si trova così coinvolto solamente a tratti.

I tre giovani interpreti (Diego Delpiano, Amelia Bradley e Judah Cousin) hanno buone potenzialità recitative e in futuro, se vorranno, potranno dimostrare tutto il loro valore, ma in questo caso sono una mezza delusione. Così come lo è l’inglese Michael Smiley che ce la mette tutta per dare profondità al suo Ötzi scontrandosi però con una sceneggiatura deficitaria.

Insomma, una debacle da evitare? Ebbene caro lettore sto per stupirti: ci sono ben tre buoni motivi per andare a vedere “Ötzi e il mistero del tempo” al cinema! continua su

http://paroleacolori.com/otzi-e-il-mistero-del-tempo-tra-fantasy-e-avventura-vince-la-natura/