44) Bolle Di Sapone (Marco Malvadi)

Bolle di sapone - Marco Malvaldi - MilanoNera

“Bolle di Sapone” è un romanzo scritto da Marco Malvadi e pubblicato da Sellerio Editore nel settembre 2021

Sinossi:
Protagonisti della fortunata serie TV Sky «I delitti del BarLume», attesissimi, finalmente di nuovo in azione i vecchietti e il barista Massimo con un intrigo dai risvolti inattesi. Marco Malvaldi non delude i suoi lettori abituati alla formula che unisce umorismo e suspense. Eppure sorprende con questo romanzo che tocca assai da vicino i temi drammatici del momento, dalla pandemia ai risvolti socioeconomici che hanno travolto le vite degli italiani. Tanto che dopo essersi gustati il ben congegnato giallo comico la commozione subentra inaspettata.
Recensione:
Era inevitabile che la pandemia, il Covid e soprattutto il drammatico Lockdown del 2020 venissero utilizzati creativamente come spunto drammaturgico da scrittori e sceneggiatori nel realizzare i loro futuri progetti.
Era meno scontato invece che queste tematiche potessero essere “declinate” in toni ironici e gustosi all’interno di una commedia.
Va dato merito a Marco Malvadi d’ aver scritto “Bolle di Sapone” strappando più di un sorriso al lettore.
“Bolle di Sapone” ci racconta come i vecchietti terribili del Bar Lume affrontano l’isolamento imposto dalla pandemia.
Si è tanto scritto, discusso come il distanziamento sociale abbia provocato dolore, sofferenza, depressione oltre che un disastro economico.
Tanti, troppi anziani sono stati costretti all’isolamento, separati dall’affetto di figli e nipoti.
L’emergenza sanitaria ha generato quella psicologica ed esistenziale, le cui conseguenze sono ancora incalcolabili.
“Bolle di sapone” si è rivelato una lettura piacevole, divertente, ironica e soprattutto inaspettata sul piano narrativo commuovendo il lettore.
Malvadi costruisce apparentemente un classico “caso” da Bar Lume ambientato nella primavera 2020 e sviluppato sull’asse Pineta-Calabria dove si ritrova “confinata” Alice, la vicequestora e fidanzata di Massimo.
L’intreccio narrativo si muove fluido sugli abituali schemi della saga alternando la parte investigativa a quella più da commedia in cui ascoltiamo i battibecchi verbali tra i vecchietti e Massimo.
Il Covid 19 impedisce al gruppo di riunirsi al bar e così le riunioni avvengono in streaming tramite la piattaforma Zoom facendoci rivivere i mesi più difficili della pandemia.
Un duplice omicidio di una coppia di ristoratori a distanza di poche ore avendo il figlio come unico indiziato sembra essere il “giusto tonico” per tenere arzilli e partecipativi i vecchietti distraendoli dai tragici bollettini della pandemia.
I vecchietti e Massimo inizieranno la loro consueta indagine parallela rivelandosi ancora una volta determinanti nella soluzione del caso.
Ma proprio quando tutto sembra risolto, ecco che Malvadi con maestria e malizia fa scoppiare la” bolla narrativa” abilmente costruita, a cui si era dato credito.
Il finale di “Bolle Di Sapone” non solo ribalta ogni giudizio, convinzione acquisita, ma soprattutto “obbliga” il lettore a rivalutare l’intero romanzo da una diversa quanto tenera prospettiva.
“Bolle di Sapone” è quindi in ultima analisi un inedito e riuscito manifesto sull’amicizia, sull’importanza di tenere impegnati i nostri anziani, risorsa insostituibile per Il Bar Lume, per la letteratura e financo per il nostro Paese.

21) Una Giornata di Nebbia a Milano (Carlo Vanzina)

“Una giornata di nebbia a Milano” è un romanzo scritto da Carlo Vanzina, pubblicato da HarperCollins Italia nel febbraio 2021

Sinossi:
È una giornata di nebbia a Milano, una di quelle che sembravano non esistere più, come se fosse uscita da un romanzo di un altro tempo, da una ballata di giorni lontani. Luca Restelli sta andando al giornale per cui lavora, alle pagine di “cultura”, quelle che non considera nessuno. Non ha ancora quarant’anni, e anche i suoi gusti sono “passati”, come la nebbia di quella mattina: vive di riferimenti letterari e cinematografici, tra insicurezze e un po’ di superbo disprezzo per il mondo indolente e arrivista che lo circonda. All’improvviso arriva una notizia, un omicidio in Corso Vercelli, un uomo è stato ucciso nella nebbia con un colpo di pistola, è stata arrestata una donna. La redazione tace sonnolenta, Restelli si fa avanti, la cronaca nera gli è sempre piaciuta. Il servizio è suo. Ma resta di sasso quando scopre il nome della vittima. Giovanni Restelli. Suo padre. Nascerà un’indagine, in cui Luca deciderà di muoversi parallelamente alle forze dell’ordine per scoprire chi ha ucciso il genitore. Per farlo chiederà aiuto a Giorgio Finnekens, geniale scrittore che passa la vita tra libri, fidanzate e qualche bicchiere di troppo. Dopo aver messo in scena la “città eterna” nel suo “La sera a Roma”, Enrico Vanzina racconta l’altra capitale italiana.
Recensione:
Chi vi scrive è un sincero fan “terrone” di Carlo Vanzina come cineasta e sceneggiatore.
Ho visto, apprezzato “quasi” tutta la filmografia dei fratelli Vanzina, contestando negli anni chi ha voluto dare retta e linfa alla critica radical oltre che piena di pregiudizi sui film realizzati dai figli di Steno
Ho voluto fare questa breve premessa doverosa, per poter esprimere la mia delusione letteraria con altrettanta sincerità.
“Una giornata di nebbia a Milano” è un romanzo giallo complessivamente debole, dispersivo, deludente sul piano drammaturgico e creativo.
Mi sarei aspettato qualcosa di più incisivo, forte, originale dalla talentuosa, esperta penna “romana” di Carlo Vanzina.
Invece l’impianto narrativo ambientata a Milano appare forzata, stiracchiata e soprattutto infarcita di cliché e luoghi comuni.
Un thriller alla milanese dove l’omicidio si consuma durante un’improvvisa nebbia sconvolgendo l’esistenza del protagonista e della sua famiglia.
“Una giornata di nebbia a Miliano” appare come una sceneggiatura cinematografica mal adatta alle esigenze e tempi letterari, puntando più sulla forza delle immagini e suggestioni piuttosto sulla coerenza e linearità della parola.
Vanzina cerca inutilmente di dare vita ad “un thriller sporco” in cui alternano passaggi malinconici a quelli più da commedia.
Il continuo evocare frasi e/o spezzoni di celebri film o romanzi da parte del protagonista e degli altri personaggi alla lunga appare stucchevole oltre che fuorviante per la fluidità della storia.
Solamente un finale intenso, potente e convincente sul piano delle parole salva il romanzo da una completa e totale bocciatura.
Il consiglio “affettuoso” che ci sentiamo di dare al Maestro Vanzina di scrivere sicuramente altri romanzi, ma evitando d’uscire dal Grande Raccordo Anulare di Roma.

59) Colpevole di Amnesia ( Pierdante Piccioni – Pierangelo Sapegno)

“Colpevole Amnesia” è un romanzo scritto da Pierdante Piccioni e Pierangelo e pubblicato il 12 Maggio da Mondadori Editore.

Sinossi:
Cosa accade quando un uomo che ha perso la memoria deve difendersi da un’accusa che arriva dal passato, per un fatto che non è in grado di ricordare?
Pierdante Piccioni è il dottor Amnesia, il primario di pronto soccorso che nel 2013, dopo un incidente d’auto e il coma, si è risvegliato con un buco nero di memoria che gli ha inghiottito dodici anni di vita, riportandolo al 2001. Ha lottato contro tutto e tutti, rifiutando il proprio destino, ed è tornato al suo posto: lo hanno chiamato in televisione, ha scritto due libri sulla sua incredibile storia, è diventato un caso nazionale. Ed è lui il protagonista della vicenda che in queste pagine prende la forma del giallo, in un gioco letterario in cui realtà e fantasia s’intrecciano fino a confondersi l’una nell’altra.
Convocato come testimone per un’inchiesta su un duplice omicidio avvenuto nel pieno del suo vuoto di memoria, Piccioni scopre di essere in realtà il principale indagato: c’è un video che lo ritrae con le due vittime – una giovane dottoressa che aveva assunto come assistente e un fornitore di apparecchiature mediche con cui aveva trattato per una gara d’appalto – mentre litigano animatamente poco prima che i due scompaiano. Peccato che Pierdante non solo non ricorda di averli conosciuti, ma non è neppure in grado di ribattere alle accuse.
Il suo diventa un incubo senza fine: per trovare le risposte che cerca deve affidarsi ai ricordi degli altri, che possono essere non solo confusi o parziali, ma anche molto interessati. E mentre la verità giudiziaria sembra prendere forma, il dottor Amnesia è chiamato a condurre la propria personale indagine, alla ricerca della persona che è stata e di cui non serba memoria. Troverà attorno a sé altri personaggi, pronti a dargli una mano o ad approfittarsi della situazione: un poliziotto in carriera, un pubblico ministero inflessibile, un giornalista alcolizzato alla disperata ricerca dello scoop, un amico avvocato che non sembra avergli raccontato tutto. Ognuno con un proprio archivio di memorie, ognuno chiamato a definire una piccola parte della verità. Perché in realtà è la memoria la protagonista principale di questa folle storia: la memoria del tempo, la memoria parziale e dolente del cuore, la memoria arida e cinica degli altri. E quel che resta del ricordo è la sola verità possibile.

Recensione:
Avevamo lasciato il Dott Pierdante Picconi determinato a “rivoluzionare” umanamente e professionale la propria esistenza mettendo al servizio dei pazienti la sua unica e sofferta esperienza come medico /paziente
Pierdante Piccioni è il Dotto “Amnesia” ovvero l’uomo che ha “perso” 12 anni di ricordi e soprattutto emozioni dopo essere sopravvissuto ad un incidente automobilistico.
I due precedenti romanzi firmati da Piccioni e Sapegno ci avevano fatto conoscere, apprezzare le qualità e virtù dell’uomo Piccioni prima ancora del medico, rimanendone emotivamente coinvolti e stupiti dalla forza di reazione del protagonista.
Pierdante Picconi ha “rimparato” ad essere un padre, un marito ed infine un medico dovendo “compensare” 12 anni di vuoto dentro la sua memoria, mente e cuore.
Una complessa e gravosa sfida esistenziale divenuta straordinaria sul piano editoriale e recentemente anche televisivamente
Ma se scrivere di sé, financo romanzare qualche passaggio medico e/o privato può sembrare “semplice” o comunque poco tangibile come prova autoriale agli occhi di un esigente lettore.
Ecco che con questo terzo romanzo “Colpevole di Amnesia” Pierdante Piccioni compie il definitivo e convincente salto nella esclusiva cerchia di scrittori giallisti.
“Colpevole di amnesia” è un thriller atipico ispirandosi ancora una volta alla sfera personale del Piccioni, ma con quest’ultima stavolta utilizzata o se preferite “maneggiata” fin subito con l’intento di creare il personaggio letterario Piccioni e rendendolo “autonomo” da quello reale.
Il Piccioni del libro parla, si relaziona e soprattutto reagisce agli eventi che gli si riversano conto attingendo sì al carattere, indole del suo autore, ma facendo però emergere la propria identità e sensibilità.
L’amnesia può essere giudicata dalla giustizia come una “alibi” per difendersi dall’accusa di omicidio?
Il Piccioni post Amnesia è responsabile di quanto detto e fatto dal Picconi pre Amnesia?
Ed ancora Il nuovo Piccioni può e deve ancora fidarsi delle parole dei vecchi amici e collaboratori?
Sono alcuni dei dubbi/domande che il lettore si ripete continuamente procedendo nella lettura di una storia avvincente, spiazzante, carica di pathos e piena di colpi di scena.
“Colpevole di Amnesia” si muove drammaturgicamente da una parte omaggiando i celebri paradossi giudiziari di Franz Kafka e dall’altra seguendo la struttura narrativa dell’inchiesta investigativa del giallo di stampo americano.
“Colpevole di Amnesia” è un romanzo ben scritto e sviluppato con un intreccio credibile quanto razionale in modo da conquistare l’attenzione e curiosità del lettore fino all’ultima pagina.
Il lettore dovrà attendere il finale per conoscere l’attesa quanto controversa verità su caso dove spesso e volentieri si è portati a cambiare idea e giudizio su Picconi e sugli altri protagonisti della storia.
Piccioni e Sapegno hanno brillantemente mescolato realtà e finzione dando vita ad un impianto narrativo efficace, funzionale e coinvolgente in ogni aspetto.
“Colpevole di Amnesia” si candida, a nostro modesto parere, a diventare presto un progetto di richiamo per il piccolo o grande schermo perché la memoria era e rimane il dono più prezioso di ogni individuo.

47) Intrigo Bretone ( Jean-Luc Bannalec)

“Intrigo bretone” è un romanzo scritto da Jean-Luc Bannalec e pubblicato da Beat edizioni il 16 Gennaio 2020.

Sinossi:
È primo mattino a Concarneau, la maestosa «città blu» gioiello della Bretagna. Il commissario Georges Dupin, come d’abitudine, siede ai tavoli dello storico ristorante Amiral con il giornale spiegato davanti a sé e il primo caffè della giornata. Da quando, in seguito a «certe controversie», è stato trasferito da Parigi alla remota provincia, la lettura dei quotidiani locali è un rigoroso rituale con cui si propone di penetrare i misteri dell’anima bretone e gli insoliti costumi di quella gente «ai confini del mondo». Quel giorno, tuttavia, a disturbare la sua lettura è l’insistente squillo del cellulare. All’altro capo, l’insopportabile voce di Kadeg, il più zelante dei suoi ispettori, lo informa di un fatto straordinario: un brutale omicidio ha sconvolto l’idilliaco Pont-Aven, un pittoresco villaggio divenuto celebre alla fine dell’Ottocento per la sua colonia di artisti, tra cui Paul Gauguin. La vittima è Pierre-Louis Pennec, novantunenne proprietario dell’Hotel Central, trovato morto nel suo ristorante: un albergatore leggendario, un’istituzione, proprio come lo erano stati suo padre e, prima di lui, sua nonna, Marie-Jeanne, fondatrice del Central e amica di tutti gli artisti che lo frequentavano. Chi ha potuto fare una cosa simile? Georges Dupin sa che il caso va risolto alla svelta: l’omicidio di un personaggio come Pierre-Louis Pennec ha colpito i bretoni al cuore e le pressioni delle autorità locali non tarderanno a farsi sentire. Per di più è alta stagione, un periodo in cui nessuno vuole vedere un assassino andarsene in giro a piede libero. Costretto a districarsi tra l’ostinato silenzio dei bretoni e il loro stile di vita, del tutto inconcepibile per un parigino doc come lui, il commissario Dupin non tarderà a rendersi conto che la vita apparentemente irreprensibile di Pierre-Louis Pennec nascondeva in realtà uno straordinario segreto.

Recensione:
In un’epoca culturale dove i generi letterari appaiano forzatamente “contaminati”, stravolti, modificati e dalle esigenze e smanie commerciali degli editori
E dove lo stesso lettore sembra aver “smarrito” il gusto, l’esigenza di leggere un testo classico, lineare quanto ben strutturato.
Ci piace sottolineare con questa recensione pasquale come sia ancora possibile leggere un romanzo giallo “tradizionale” apprezzando le doti creative e stilistiche di un autore privo di smanie da “nuovismo letterario ”.
“Intrigo bretone” può infatti definirsi un giallo “d’antan” a livello narrativo, strutturale e stilistico lasciando nel lettore una sensazione più che positiva
Jean -Luc Bannalec saggiamente ha evitato di seguire la moda del momento: inventarsi un nuovo sottogenere e/o “sporcare” quello già esistente.
L’autore nel costruire il “intrigo bretone” si rifà alla classica quanto solida tradizione gallista francese evitando rovinose quanto inutili fughe autoriali, o peggio ancora depauperando l’identità e vis narrativa del suo romanzo.
“Intrigo bretone” è una storia ben scritta, fluida, avvolgente per quanto sia drammaturgicamente prevedibile nello sviluppo.
Ma la suddetta “prevedibilità” non comporta noia o calo d’attenzione durante la lettura, anzi.
L’intreccio di “Intrigo bretone” riserva diversi quanto inaspettati colpi di scena, introdotti sempre con pazienza e cura dall’autore, facendo così salire costantemente l’interesse e curiosità sull’indagine.
Un’indagine su un duplice omicidio condotta dal bravo quanto burbero commissario Dupin che pagina dopo pagina ci appare il convincente trait d’union di tre celebri figure di poliziotto l’investigatore Nero Wolfe, il commissario Maigret ed il tenente Colombo.
“Intrigo bretone” è un piacevole “ritorno” alla tradizione di genere facendo riscoprire il piacere di leggere un gustoso romanzo giallo sia ai vecchi quanto nuovi lettori.

81) Sabbia Nera ( Cristina Cassar Scalia)


“Sabbia Nera” è un romanzo scritto da Cristina Cassar Scalia e pubblicato da Einaudi editore nel Maggio 2018.

Sinossi:
Mentre Catania è avvolta da una pioggia di ceneri dell’Etna, nell’ala abbandonata di una villa signorile alle pendici del vulcano viene ritrovato un corpo di donna ormai mummificato dal tempo. Del caso è incaricato il vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina, trentanovenne palermitana trasferita alla Mobile di Catania. La casa è pressoché abbandonata dal 1959, solo Alfio Burrano, nipote del vecchio proprietario, ne occupa saltuariamente qualche stanza. Risalire all’identità del cadavere è complicato, e per riuscirci a Vanina servirà l’aiuto del commissario in pensione Biagio Patanè. I ricordi del vecchio poliziotto la costringeranno a indagare nel passato, conducendola al luogo dove l’intera vicenda ha avuto inizio: un rinomato bordello degli anni Cinquanta conosciuto come «il Valentino». Districandosi tra le ragnatele del tempo, il vicequestore svelerà una storia di avidità e risentimento che tutti credevano ormai sepolta per sempre, e che invece trascinerà con sé una striscia di sangue fino ai giorni nostri.
Recensione:
La mia amata Sicilia continua a regalarmi piacevoli ed interessanti scoperte letterarie.
Dopo Barbara Bellomo, è il turno della Dott.ssa Cristina Cassar Scalia a farmi rimpiangere la tardiva lettura.
“Sabbia nera” si rivela fin dalle prime pagine una storia intrigante, avvolgente, piena di colpi di scena scandito da un incalzante e crescente ritmo narrativo.
“Sabbia nera” ci piace definirlo come un riuscito ibrido tra thriller e noir contenendo il meglio dei due generi, magistralmente mescolati dalla creativa autrice.
“Sabbia nera” certifica la nascita di una nuova stella letteraria destinata, senza dubbio, a conquistare nei prossimi anni l’interesse e curiosità dei lettori.
Mi riferisco ovviamente al vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina.
Vanina è una donna forte, intelligente, capace nel proprio lavoro, ma costretta a con convivere con un passato doloroso mai sopito.
Il lettore più attento e scrupoloso potrebbe cogliere nella personalità e soprattutto nelle dure spigolature caratteriali della protagonista più di un’assonanza narrativa con i più famosi “colleghi” Montalbano e Schiavone.
Ma seppure queste comparazioni siano corrette oltre che legittime, sarebbe altresì errato credere che la Scalia si sia limitata ad adattare uno script valido in chiave femminile.
“Sabbia Nera” è molto di più potendo contare su altri personaggi dal notevole potenziale drammaturgico . Già in questo primo episodio appaiono preziosi nel dare brio e profondità all’intreccio.
L’altra protagonista di “Sabbia Nera” è la città di Catania raccontata e descritta dall’autrice con sincerità e passione senza dover ricorrere ad inutili cliché e stereotipi.
“Sabbia nera” permette al lettore di conoscere una Catania in bianco e nero in cui vizi e tradimenti erano paradossalmente tollerati fino a quando non venissero meno la facciata pubblica o peggio ancora gli interessi economici individuali.
Già perché l’avidità scatenava e scatena tutt’oggi i peggiori istinti criminali dell’uomo o di una donna.

215) Il Ragazzo Più Felice del Mondo

Il biglietto da acquistare per “Il ragazzo più felice del mondo” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Il Ragazzo Più Felice del Mondo” è un film di Gianni Pacinotti. Con Gianni Pacinotti, Davide Barbafiera, Gero Arnone, Francesco Daniele. Commedia, 90′. Italia 2018

Sinossi:

Da qualche parte in Italia c’è un ragazzo che ama il fumetto e scrive da anni la stessa lettera ai suoi autori del cuore. Ha sempre quindici anni e lo stesso desiderio a forma di nuvola: ricevere l’autografo del suo disegnatore preferito. Messo da parte il progetto balzano di declinare al maschile “La vita di Adèle” e di convincere Domenico Procacci a produrlo, Gipi si mette sulle tracce di Francesco, il fan adolescente che vent’anni prima gli chiese un disegno autografato e oggi manifesta lo stesso amore per ogni destinatario chiedendo a tutti la medesima cosa. Un fonico improvvisato sempre in campo, un grillo parlante che grida alla sua coscienza e un gaio tuttofare col vizio della t-shirt personalizzata sono sufficienti per intraprendere un viaggio che li conduce dove non ci aspettiamo e dove nemmeno loro pensavano di arrivare.

Recensione:

Piacevole sorpresa alla Mostra del cinema di Venezia 2018, dove è stato presentato nella sezione Sconfini, arriva nelle sale “Il ragazzo più felice del mondo” scritto e diretto dal vignettista Gipi, al secolo Gianni Pacinotti.

Si tratta di una pellicola scanzonata, ironica, volutamente parodistica e in alcuni passaggi diversamente provocatoria che regala allo spettatore un’ora e mezza frizzante, godibile e leggera.

Lo scoppiettante e spassoso prologo è sicuramente uno dei momenti più riuscito del film, splendidamente scritto, diretto e interpretato dallo stesso Pacinotti e dal suo produttore, Domenico Procacci, presente in un cameo nel ruolo di se stesso.

“Il ragazzo più felice del mondo” viene presentato come una storia realmente accaduta ma poi modificata nei nomi e nei luoghi per motivi legali oltre che di privacy (e lo spettatore si domande spesso se sia vero oppure no), un curioso quanto intrigante noir all’interno del mondo del fumetto.

Un progetto semplice, lineare, a tratti originale e sarcastico, che ha comunque dei limiti strutturali, delle debolezze narrative e delle criticità registiche che lo rendono forse più adatto a una collocazione televisiva che cinematografica. continua su

http://paroleacolori.com/il-ragazzo-piu-felice-del-mondo-recensione/

141) Viaggiare in giallo ( Gimenez -Bartlett, Malvadi, Manzini, Recami, Robecchi, Savattieri)

“Viaggiare in giallo” è una raccolta di racconti scritta da Gimenez-Barlett, Malvaldi, Manzini, Recami, Robecchi, Savatteri, pubblicata da Sellerio nel maggio 2017.
Viaggiare è, probabilmente, uno dei modi più belli ed incisivi per poter allargare i propri orizzonti culturali, emotivi e d’accumulare esperienza e ricordi.
C’è chi invece , come il sottoscritto, pigro ed indolente senza sé e ma, che ritiene il viaggiare una noia oltre che una pratica anche ad alto rischio, visti i tempi tragici che stiamo vivendo.
Sono due modi diametralmente opposti e differenti di pensare e d’affrontare la vita.
La cara Sellerio, sempre pronta e sensibile alla pace, quanto meno letteraria, tra i suoi lettori, decide con questa nuova raccolta di racconti di mostrare come un viaggio possa essere lo spunto drammaturgico ideale per alcuni dei suoi talentuosi autori nello scrivere dei racconti capaci di divertire, emozionare e coinvolgere il lettore, pur rimanendo seduto comodamente sul divano di casa.
Sorridiamo amaramente con Rocco Schiavone, nel racconto “Senza fermate Intermedie” di Manzini, dove il nostro amato e scorbutico vicequestore pur di fuggire da un noiooa impegno ufficiale ad Aosta, preferisce prendere un treno per partecipare a una riunione di condominio a Roma.
Peccato che durante il viaggio, una donna muoia d’infarto, dopo aver scoperto il furto di un prezioso gioiello.
Manzini riscrive, con ironia e creatività, la propria versione del romanzo cult” Assassinio sull’Orient Express” di Agatha Christie, in cui Schiavone si rivela essere un Poirot in salsa romana altrettanto esilarante ed efficace.
Ci commoviamo leggendo “Il Testimone” di Francesco Recami, il quale trova con abilità e sensibilità la capacità di unire l’ingenuità e candore di Carlo, bambino alla scoperta dei treni ad alta velocità e dei traghetti alla tragicomica condizione del buon Consonni di dover fingere morto per nascondersi al mondo, perché prezioso testimone oculare della polizia in un processo sulla criminalità organizzata.
Con i racconti di Marco Malvadi (in crociera con il cinghiale) e di Gaetano Savattieri (La Segreta Alchimia), si ha la divertente ed originale conferma, che anche in vacanza il crimine è pronto a colpire, rovinando qualsiasi sogno di relax e svago.
Infine Alessandro Robecchi(Killer) e Alicia Gimenez Barlet (un vero e proprio viaggio) con i loro due racconti ci mostrano come il sentimento amoroso sia esso passionale o quello di genitore per un figlio possono avere dei risvolti negativi ed avere delle conseguenze imbarazzanti o addirittura tragiche.
“Viaggiare in giallo” è una raccolta di racconti che si conferma una lettura piacevole, fresca e stimolante nella tradizione di genere della Sellerio.
I sei racconti sono ben scritti, lineari, garbati ed ironici che si lasciano leggere in poche ore, riuscendo a trasmettere anche al lettore più risolutamente pantofolaio, almeno in parte la voglia di viaggiare con almeno uno dei protagonisti di queste spassose storie.

46) Sei Casi per Petra Delicado (Alicia Gimènez-Barlett)

delicado

“ Sei casi per Petra Delicado” è una raccolta di racconti scritti da Alicia-Gimènez-Bartlett, pubblicata nell’ottobre 2015 da Sellerio Editore.
Sostengo ormai da qualche tempo che la donna sia più brava di noi maschietti in qualunque attività sia essa ludica o di lavoro. Hanno una marcia in più e al massimo possiamo ambire a essere dei devoti partner.
Quando qualche anno fa la mia amica Agata mi consigliò di leggere i romanzi della Bartlett non immaginavo però che mi sarei innamorato dell’ispettore Petra Delicado. Una donna unica nel suo genere. A metà della sua esistenza e dopo due matrimoni falliti, decide di reinventarsi ispettore di polizia e di mettere al servizio del prossimo la sua intelligenza, sagacia e ironia.
Petra Delicado è un via dimezzo tra Sherlock Holmes e Poirot, solo che quest’ultima vive a Barcellona e ha come compagno di lavoro il pacioso e goloso Garzon, formando con esso una versione moderna e divertente della coppia di Don Chisciotte e Sancho Panza.
Petra Delicado è una femminista convinta eppure ancora pronta ad amare al punto di sposarsi una terza volta con il fascinoso architetto Marcos e di fare da matrigna ai suoi tre figli avuti da matrimoni precedenti.
Questa raccolta di racconti è dunque l’occasione per i vecchi fan e soprattutto per i nuovi di scoprire come la tenace e caparbia ispettrice riesca a risolvere i casi anche più intricati e nello stesso tempo buffi e paradossali tutti accomunati da un’umanità e sensibilità che toccano il cuore e l’animo del lettore.
Il lettore segue con curiosità e interesse i sei casi di Petra costretta a dare la caccia all’assassinio di turno anche a Natale o Carnevale o tornare a scuola e scoprire come il bullismo sia anche in Spagna una piaga dolorosa e viva.
Alcuni di questi racconti, avevo avuto modo di leggerli in precedenti raccolte della Sellerio, ma ciò nonostante rileggendoli, sono comunque vivaci, intensi e sono ben scritti e avvolgenti come pathos e ritmo narrativo.
Petra Delicado è una donna cui non si può voler bene e il suo cinismo di facciata nasconde in vero, sensibilità e compassione ,rendendola un personaggio interessante e particolare.
Una lettura consigliata a chi crede al potere e alla forza delle donne in ogni situazione e modalità.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

“Six cases for Petra Delicado” is a collection of stories written by Alicia-Giménez-Bartlett, published in October 2015 by Sellerio Publisher.
Support for some time that women are better at it than us boys in any activity whether it be recreational or work. They have one more gear and at most we can aspire to be devotees of the partners.
When a few years ago my friend Agata advised me to read the novels of Bartlett did not imagine, however, that I would love Inspector Petra Delicado. A single woman in her genre. In the middle of his life, and after two failed marriages, he decides to reinvent police inspector and to put to the service of his intelligence, wit and irony.
Petra Delicado is a way halved between Sherlock Holmes and Poirot, only that he or she lives in Barcelona and has as workmate pacioso and gluttonous Garzon, forming with it a modern and fun version of the pair of Don Quixote and Sancho Panza.
Petra Delicado is a feminist convinced yet ready to love to the point of getting married a third time with the fascinating architect Marcos and act as a stepmother to his three children by previous marriages.
This collection of stories is therefore an opportunity for the old fans, and especially for new to find out how the tenacious and stubborn inspector is able to solve even the most intricate cases and at the same time funny and paradoxical all share a humanity and sensitivity touch the heart and soul of the reader.
The reader follows with curiosity and interest in the six cases of Petra forced to give the murder hunt on duty even at Christmas or Carnival or go back to school and find out how bullying is also in Spain and live a painful wound.
Some of these stories, I got to read in previous collections of Sellerio, but nonetheless re-evaluates them, are still vivid, intense and are well written and enveloping as pathos and narrative rhythm.
Petra Delicado is a woman that can not be loving and his cynical facade conceals true, sensitivity and compassion, making it an interesting character and detail.
We recommended reading for those who believe in the power and strength of women in all situations and modes.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

158) La Ragazza del Treno di (Paula Hawkins)

la ragazza del treno

Molti anni fa, prima di scoprire il piacere di camminare, ero solito prendere l’autobus per andare a scuola. Ogni giorno, per tre anni, alle 7.45 prendevo il 53 che mi avrebbe portato in centro. Con il tempo i volti dei passeggeri divennero familiari. Con alcuni addirittura nacque un’amicizia. Guardavo fuori dal finestrino e osservavo le case, i negozi che si aprivano e i bar popolarsi di gente e immaginavo le vite degli estranei che mi passavano davanti agli occhi. Ero affezionato ai miei “estranei” e, quando per un motivo o un altro non li vedevo, sentivo la loro mancanza.

Spesso guardiamo fuori dalla finestra per osservare la vita degli altri perché la nostra è vuota e triste.

La vita degli altri, vista da fuori, può sembrare bella, felice e spensierata eppure basta cambiare prospettiva per capire che può nascondere anche terribili segreti.

Nel 1954 il Maestro Alfred Hitchcock ci mostrò, con il bel film “La finestra sul cortile”, come basti poco a una persona per entrare nella vita degli altri e rischiare di esserne travolto.
Con questo romanzo Paula Hawkins propone una sua personale rielaborazione del genere, presentando al lettore la vita di Rachel, in apparenza tranquilla e anonima, una giovane donna con le giornate scandite dai viaggi in treno per andare al lavoro e tornare a casa.
Ben presto scopriamo che Rachel è disoccupata, divorziata e ha problemi di alcoolismo e trova confronto nell’osservare le azioni di una coppia sconosciuta, Scott e Megan, e nel fantasticare sulla loro vite.
Un romanzo a più voci o, sarebbe meglio dire, al femminile perché leggiamo i pensieri, le vite e, soprattutto, le solitudini di due donne: Anna e Megan.

In totale, tre donne diverse, complesse, eppure legate da un filo rosso comune che emergerà lentamente e in maniera imprevedibile nel corso del libro.
Il lettore segue da tre punti di vista la storia che assume, nel corso della lettura, le sembianze di un giallo psicologico che non può non evocare nel lettore un altro celebre film, “I Soliti Sospetti”. L’intreccio narrativo, ben costruito e avvolgente, regala continue sorprese lasciando fino all’ultimo più di un dubbio in chi legge.

Seppure si tratti un romanzo “al femminile”, emergono anche le figure maschili (Scott, il marito di Megan e Tom marito di Anna) che, anche se dallo sfondo, incidono non poco sulle protagoniste, dimostrando come il lato oscuro venga spesso mascherato. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201508232606/articoli/biblioteca/libri/2606-la-ragazza-sul-treno-le-curiose-vite-degli-altri-sul-convoglio-di-ogni-esistenza

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

Many years ago, before discovering the pleasure of walking, I used to take the bus to go to school. Every day, for three years, at 7.45 I took the 53 that would take me downtown. By the time the faces of the passengers became familiar. With some even formed a friendship. I looked out the window and watched the houses, the shops that opened and bars populated by people and imagine the lives of strangers that I passed in front of the eyes. I was fond of my “foreign” and, when for one reason or another did not see them, feel their absence.

Often we look out the window to observe the lives of others because ours is empty and sad.

The lives of others, from the outside, may seem beautiful, happy and carefree but just change the perspective to realize that it can also hide terrible secrets.

In 1954 the Master Alfred Hitchcock showed us, with a beautiful film “Rear Window” as a person just enough to enter the lives of others and to risk being overwhelmed.
With this novel Paula Hawkins offers a personal reworking of the genre, presenting the reader the life of Rachel, apparently quiet and anonymous, a young woman with days marked by train travel to get to work and back home.
Soon we discover that Rachel is unemployed, divorced and has problems of alcoholism and is compared to observe the actions of an unknown couple, Scott and Megan, and fantasize about their lives.
A novel of many voices, or, I should say, the female because we read the thoughts, lives, and, above all, the loneliness of two women: Anna and Megan.

In total, three different women, complex, yet linked by a common thread that will emerge slowly and unpredictably throughout the book.
The reader follows three points of view that the story takes, during the reading, the appearance of a psychological thriller that can not fail to evoke in the reader a more famous film, “The Usual Suspects”. The storyline, well built and enveloping, offering continual surprises leaving last more than a doubt in the reader.

Although it is a novel, “female”, also emerge male figures (Scott, Megan’s husband Tom and Anna’s husband) who, although from the background, affecting not just the protagonists, showing that the dark side is often masked. continues on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher “Being Melvin”

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151) Il Segreto degli Angeli (Camilla Lackberg)

il segreto degli angeli
“Il Segreto degli Angeli” è un romanzo scritto da Camilla Lackberg e pubblicato nelmaggio 2015 in Italia dalla Marsilio.

Perché un lettore dovrebbe leggere l’ottavo libro della saga ideata dalla scrittrice svedese?
Perché continuare a seguire le vicende private e lavorative della coppia Patrick-Erica?
Perché tornare in Svezia e scoprire i nuovi misteri che il piccolo paesino di Fjallbacka sembra sfornare senza sosta neanche fosse la mamma di Twin Peaks?

Perché Camilla Lackberg è un ‘ottima scrittrice di romanzi gialli conoscendo e sapendo maneggiare il genere e nonostante da tempo usi la stessa struttura narrativa continua a stupire il lettore con dei colpi di scienza spiazzanti anche se forse un po’ forzati.

Il lettore ha fame di storie che uniscano passato e presente capaci di regalare emozioni, suspense e pathos.
“Il Segreto degli Angeli” potrebbe essere definito “un usato sicuro” dal punto di letterario per come l’autrice svedese presenta al lettore i personaggi e la storia o sarebbe meglio le tre storie divise tra trapassato prossimo, passato e presente che attraversano un secolo e più di storia non potendo non incuriosire. Mai come in questo romanzo, Camilla Lackberg mostra la propria abilità giallistica nel seminare sul campo i vari pezzi del puzzle in apparenza in maniera confusa per il lettore per poi fargli trovare con maestria e talento il filo rosso per fargli mettere in ordine.
Una storia orribile di bimbi uccisi compiuta ai primi del novecento, una misteriosa scomparsa di una famiglia a Pasqua del 1974 e un tentativo di omicidio nel 2015 ai danni di Ebba unica superstite alla tragedia del 74.
Tre storia lontane e in apparenza diverse che con lo scorrere della lettura si sfiorano per poi mescolarsi nel sorprendente e caotico finale che svelerà cosa o chi tiene unite le tre storie.
Il filo rosso narrativa fatica ad individuarsi fino a metà del romanzo in parte per merito della capacità della scrittrice di tenere coperte le carte , ma anche perché la prima parte della storia risulta forse troppo articolata non dondola sensazione di fluidità e semplicità
Nella seconda parte invece sale il ritmo e con esso il pathos narrativo riuscendo a dare al lettore la spinta necessaria per “divorare” le pagine restanti con curiosità e interesse..continua su
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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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“The Secret of the Angels” is a novel written by Camilla Lackberg nelmaggio 2015 and published in Italian by Marsilio.

Why a reader should read the eighth book in the series created by the Swedish writer?
Why continue to follow the private lives and work of the couple Patrick-Erica?
Why go back to Sweden and discover new mysteries that the small village of Fjallbacka seems churn relentlessly even had the mother of Twin Peaks?

Why Camilla Lackberg is a ‘great writer of detective novels by knowing and knowing to handle the kind of time and in spite of using the same narrative structure continues to impress the reader with the blows of science unsettling though perhaps a little’ forced.

The reader hungry for stories that combine past and present able to give emotions, suspense and pathos.
“The Secret of the Angels” could be called “a used safe” from the point of literary as the Swedish author introduces the reader to the characters and the story, or it would be better divided between the three stories past perfect, past and present through a century and most of the history can not not intrigue. Never as in this novel, Camilla Lackberg giallistica show their skills in the field sow the various pieces of the puzzle seemingly dimly to the reader and then let him find with skill and talent the thread for him to put in order.
A horrible story of children killed accomplished the early twentieth century, a mysterious disappearance of a family at Easter 1974 and an assassination attempt in 2015 against Ebba only survivor of the tragedy of 74.
Three story far and apparently different that with the passing of skim reading and then mix in surprising and chaotic final that will reveal what or who holds together the three stories.
The narrative thread hard to be identified until the middle of the novel in part thanks to the ability of the writer to keep covered the cards, but also because the first part of the story is perhaps not too articulated swing feeling of fluidity and simplicity
The second part of the meeting pace and with it the narrative pathos managing to give the reader the necessary push to “devour” the remaining pages with curiosity and interesse..continua on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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