60)The Twin -L’altro volto del Male

Il biglietto d’acquistare per “The Twin -L’altro Volto del Male” è : di pomeriggio

“The Twin -L’altro Volto del Male” è un film del 2022 diretto da Taneli Mustonen, scritto da Aleksi Hyvärinen, Taneli Mustonen, con : Teresa Palmer, Tristan Ruggeri, Toni Tikkanen, Steven Cree, Barbara Marten.

Sinossi:

The Twin – L’altro volto del male, film diretto da Taneli Mustonen, racconta la storia di Rachel e Anthony (Teresa Palmer e Steven Cree), una coppia che ha perso uno dei figli gemelli a causa di un tragico incidente. I due decidono di trasferirsi molto lontano, dall’altra parte del mondo, e dedicarsi unicamente al figlio sopravvissuto, Elliot (Tristan Ruggeri), sperando così di elaborare il lutto e ricostruirsi una nuova vita. Nella campagna scandinava, dove vivono ora, le giornate sembrano inizialmente trascorrere tranquille e l’isolamento nella natura sembra fare davvero bene alla famiglia, favorendo la loro guarigione.

Questa pace ritrovata, però, rischia di essere minacciata dallo stesso Elliot, che sembra essere posseduto da un’entità malvagia, intenzionata a impadronirsi della sua anima. Rachel cerca di combattere contro queste oscure forze, che sostengono di non essere altro che il figlio morto, ma è così che la donna scoprirà un’orribile verità sul gemello sopravvissuto…

Recensione:

L’incubo peggiore di un genitore è  dover seppellire il proprio  figlio.

Quando un incidente, una disgrazia inverte l’ordine naturale delle cose,  costringendo una madre a piangere la morte di figlio, nulla sarà come prima.

Se poi l’incidente è stato provocato dalla stessa donna, il senso di colpa misto all’immane dolore può devastare anche la  mente più forte e sana.

Taneil Mustonen insieme con l’altro sceneggiatore Hyvarinen   aprono  il loro  script, raccontandoci  l’orrore più grande: lo straziante dolore  di una madre magistralmente incarnato da Teresa Palmer.

Il regista pone una serie di domande esistenziali  allo spettatore  dando spazio alle  immagini rispetto alla parola, conferendo così  maggiore gravità, angoscia e crudezza al travaglio interiore vissuto dai protagonisti

 Una madre può resistere al dolore, al senso di colpa? Una madre può avere la forza d’andare avanti per amore del figlio sopravvissuto?

Trasferendosi dall’altra parte del mondo, in tranquilla ed apparente accogliente cittadina della Finlandia, una famiglia può ritrovare un senso, un equilibrio, la serenità perduta?

“The Twin” presentato come un horror, si rivela ben presto qualcosa di diverso, più vicino ad un thriller psicologico avendo anche una  componente religiosa

L’intreccio si sviluppa per tre quarti del film su tre principali tematiche : elaborazione del lutto, presenza maligna ed apparente  ostilità della comunità.

Tre elementi narrativi che gli autori hanno mescolato ed alternato nella scrittura dando vita ad una storia magari originale , mai banale e noiosa. 

Ma nonostante l’apprezzabile sforzo creativo, il film scivola via  sequenza dopo sequenza all’interno di una cornice di racconto già ampiamente vista.

I fan dell’ horror potrebbero  provare un senso di delusione  di fronte ad una visione  più introspettiva che sovrannaturale.

Teresa Palmer si carica sulle spalle l’intero peso del film, dimostrando talento, presenza scenica e personalità  nell’indossare i panni di una madre  sospesa tra dolore e paura.

Il personaggio di Rachel  è la chiave di volta per comprendere, scoprire quale sia la mission finale degli autori.

Rachel è pazza di dolore o davvero l’altro suo figlio è  in grave pericolo?

La mente umana è un filo sottile e   se da una parte  basta poco per spezzarsi , dall’altra per proteggerti  da dolore può  spingerti dentro una bolla altrettanto pericolosa alla lunga.

“TheTwin” è un film che viaggia sui ritmi piuttosto blandi, per poi accelerare improvvisamente nel finale imponendo allo spettatore  un radicale quanto inaspettato cambio di prospettiva sull’intera storia e come  la perdita un figlio sia ancora più terribile di una presenza maligna.

92) Doppio Amore

Il biglietto da acquistare per “Doppio amore” è:
Neanche regalato (con riserva). Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Doppio Amore ” è un film di François Ozon. Con Jacqueline Bisset, Marine Vacth, Jérémie Renier. Thriller, 110’. Francia, 2017

Sinossi:

Chloé ha un dolore che non passa. Giovane donna fragile, somatizza un segreto che custodisce nel ventre e affronta in terapia. Paul, lo psichiatra, la ascolta senza dire niente fino al giorno in cui decide di mettere fine alle sedute. La seduzione che Chloé esercita su di lui è incompatibile con la deontologia professionale. Ma Chloé ricambia il sentimento di Paul e trasloca la sua vita (e il suo gatto) nel suo appartamento. Tutto sembra volgere al meglio, quando scopre che il compagno le nasconde la sua parte oscura: Louis, gemello monozigote che svolge la stessa professione in un altro quartiere di Parigi. Intrigata, prende un appuntamento. L’attrazione è fatale. Chloé li ama entrambi, uno con dolcezza, l’altro con bestialità. Alienata e divisa, scende progressivamente all’inferno.

Recensione:

Non lo sapremo mai con assoluta certezza, ma la sensazione diffusa tra i giornalisti al termine dell’anteprima stampa dell’ultimo film di François Ozon, è che il regista francese abbia cercato di realizzare in un colpo solo due sogni erotici diffusi: avere una relazione con due gemelle e innamorarsi della propria terapista.

Proprio su questi due elementi si basa l’intero architrave drammaturgico di “Doppio amore” (L’amant double), presentato in concorso al Festival di Cannes 2017

Lo spettatore fa da subito una conoscenza assai intima di Chloe (Vatch), giovane e bella protagonista della nostra storia, grazie all’inusuale scelta di Ozon d’aprire il film entrando letteralmente dentro la donna, mentre è in visita dal ginecologo.

La donna soffre di bruciori di stomaco da qualche tempo e dopo aver fatto tutti gli accertamenti possibili decide di consultare anche uno psichiatra, per capire se l’origine del dolore sia di natura psicosomatica più che fisica.

Chloe inizia così un percorso terapeutico con il fascinoso Paul (Renier), che viene fatalmente sedotto dalla bellezza malinconica di lei, realizzando il più classico dei transfer, ma in senso inverso.

I due, innamorati e felici, decidono di andare a convivere per coronare questa favola d’amore… favola che però ben presto assume tinte oscure, quando Chloe scopre che Paul le ha tenuta segreta l’esistenza di un fratello gemello, Louis, anche lui psichiatra ma caratterialmente opposto, irruente, vanesio e sicuro di sé.

Chloe ne rimane attratta, tanto da iniziare con lui un’appassionata relazione clandestina e dando vita così a un fatale quanto travolgente triangolo.

Un triangolo in cui si fatica a comprendere dove finisca la realtà e abbia inizio l’onirico, tanto che chi guarda spesso di perde in questa sorta di ginepraio drammaturgico costruito da Ozon, infarcito anche di citazioni ed omaggi cinematografici continua su

http://paroleacolori.com/doppio-amore-una-donna-si-innamora-fatalmente-di-due-gemelli/

208) Legend

legend

Ultimo giorno della Decima Festa del cinema Roma e, nonostante siamo quasi ai titoli di coda, il direttore Monda è riuscito ancora a far uscire dal suo cilindro un buon film come “Legend”, scritto e diretto da Brian Helgeland e con uno straordinario Tom Hardy.
“Legend” è la risposta inglese a “Black Mass” di Johnny Deep. Un’altra storia criminale portata sul grande schermo e ancora una volta la conferma che, in questo momento storico, il fascino del male attira il pubblico e incuriosisce scoprire il lato più “umano” e intimo di efferati assassini.
Ma se “Black Mass” ci aveva lasciati abbastanza tiepidi, pur essendo da apprezzare la discreta perfomance di Deep, “Legend” è tutta altra musica. Si sente fin dall’inizio un’energia diversa e più ritmo, brillano talento e carisma di Tom Hardy. Catapultato negli anni cinquanta, a Londra, lo spettatore fa conoscenza con i due fratelli gemelli Kray: Ronald e Reginald. Il primo è schizofrenico, gay e violento, il secondo è la mente, più “freddo” ed equilibrato. Hardy porta in scena entrambi i fratelli riuscendo a “sdoppiarsi” e a dare ai personaggi credibilità, forza e carattere. Un vero camaleonte della scena e una prova di poliedricità e fisicità che, a nostro avviso, l’anno prossimo non potrà non valergli una nomination agli Oscar. Un film costruito come un “one man show” che lascia solo le briciole al resto del cast, seppure di buon livello, ma di fatto rendendo l’intreccio narrativo troppo esile e povero di contenuti. La telecamera è più attenta ad esaltare le differenze di personalità tra i gemelli ed evidenziare le loro azioni e reazioni, tralasciando di costruire una struttura narrativa di spessore.
Hardy ha la forza di caricarsi sulle spalle il film e di dargli un’anima e la capacità di tenere incollato allo schermo lo spettatore quasi per tutto il tempo. Ma, da solo, non può bastare a giustificare l’eccessiva lunghezza e calo del ritmo narrativo nella seconda parte. Nel complesso rimane costante il pathos narrativo, soprattutto caratterizzato nel definire l’aspetto psicologico dei due protagonisti.
La regia è di buon livello, pulita, essenziale e capace di creare un ideale palcoscenico alla notevole performance di Hardy. Probabilmente, Helgeland avrebbe dovuto mettere maggiore impegno nel costruire una cornice più forte intorno all’attore per rendere il film interessante e avvincente fino in fondo. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201510242724/articoli/palcoscenico/cinema/2724-anteprima-festa-del-cinema-di-roma-legend-con-tom-hardy-e-considerazioni-finali

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Last day of the Tenth Festival of Cinema and Rome, although we are almost to the end credits, the director Monda still managed to get out of its cylinder a good movie like “Legend”, written and directed by Brian Helgeland and with an outstanding Tom Hardy .
“Legend” is the English response to “Black Mass” Johnny Deep. Another criminal history brought to the big screen and once again confirms that, at this historic moment, the fascination of evil attracts the audience and curious to find out the side more “human” and intimate heinous murderers.
But if “Black Mass” had left us quite warm, although to appreciate the decent performance of the Deep, “Legend” is all other music. She feels a different energy from the beginning and more rhythm, shine talent and charisma of Tom Hardy. Catapulted in the fifties, in London, the viewer gets to know the two brothers Kray twins Ronald and Reginald. The first is schizophrenic, gay and violent, the second is the mind, the most “cold” and balanced. Hardy brings to the stage both brothers managed to “doubling” and give the characters credibility, strength and character. A true chameleon of the scene and a test of versatility and physicality that, in our opinion, next year will not extending to him an Oscar nomination. A movie built as a “one man show” that leaves only crumbs to the rest of the cast, although of good quality, but in fact making the storyline too thin and lacking in content. The camera is more attentive to enhance the personality differences between the twins and highlight their actions and reactions, failing to build a narrative structure thickness.
Hardy has the strength to shoulder the film and give it a soul and the ability to keep the audience glued to the screen almost all the time. But, by itself, is not sufficient to justify the excessive length and decrease of narrative rhythm in the second half. Overall it remains constant pathos narrative, mainly characterized in defining the psychological aspect of the two protagonists.
The direction is good, clean, basic and capable of creating an ideal stage to the remarkable performance of Hardy. Probably, Helgeland would have to put more effort in building a stronger frame around the actor to make the film interesting and compelling to the end. continues on

http://www.mygenerationweb.it/201510242724/articoli/palcoscenico/cinema/2724-anteprima-festa-del-cinema-di-roma-legend-con-tom-hardy-e-considerazioni-finali

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html