9) Fiori : Per i Bastardi di Pizzofalcone (Maurizio De Giovanni)

“Fiori per I Bastardi di Pizzofalcone” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato nel dicembre 2020 da Einaudi.

Sinossi:
Savio Niola, proprietario di uno storico chiosco di fiori, è stato ammazzato. Un delitto che sconvolge Pizzofalcone, perché l’anziano era amato da tutti nel quartiere. Lo consideravano una specie di «nonno civico», che non avendo una famiglia propria si prodigava per quelle degli altri. Aiutava i giovani spingendoli a studiare, cercando di tenerli lontani da strade senza ritorno; chiunque si rivolgesse a lui poteva contare su una parola gentile, su un po’ di attenzione, se necessario su un sostegno materiale. Eppure è stato letteralmente massacrato. Chi può avere tanto odio, tanta rabbia in corpo da compiere un gesto simile? Poco tempo prima l’uomo si era esposto contro il racket che taglieggia i commercianti della zona, ma la pista della criminalità organizzata non convince i Bastardi, ancora una volta alle prese con un caso difficile da cui, forse, dipendono le sorti del commissariato. Un commissariato che, per loro, è ormai molto più di un luogo di lavoro. Come per Savio era il suo chiosco.

Recensione:
La primavera rappresenta molto più del semplice passaggio ad una stagione più calda, piacevole, in cui le giornate si allungano permettendoci d’indossare qualche indumento più leggero e comodo.
La primavera evoca il risveglio della natura, delle passioni, dei sentimenti, il desiderio d’amarsi, stringersi e magari di manifestare tramite un fiore il proprio livello d’amore e coinvolgimento.
“Dillo con i fiori” recita un vecchio proverbio.
L’amore è un sentimento capace di farti sopportare tutto, accettare sacrifici e rinunce.
Si può amare in silenzio e da lontano, ma alla lunga il desiderio di vivere anche l’ultima parte di vita insieme con l’amato è più forte di qualsiasi codice, legge e norme imposte dalla società.
“Fiori” è forse il meno riuscito drammaturgicamente sul versante thriller della saga de “I Bastardi di Pizzo Falcone” presentando un intreccio narrativo complessivamente fiacco e prevedibile.
Nonostante De Giovanni inizi con la descrizione di un omicidio orribile, sanguinario quanto inspiegabile che ha sconvolto la serenità della comunità e del commissariato di Pizzo Falcone.
Perché tanta ferocia nell’uccidere un gentile fioraio?
Lo sbocciare della Primavera ha riaperto vecchie ferite, ricordi e soprattutto messo in crisi le certezze o se preferite minato il precario equilibrio delle vite private e sentimentali della squadra dei Bastardi.
“Fiori” più che un romanzo giallo ci appare andando avanti nella lettura come un noir esistenziale determinando un decisivo e travagliato passaggio emotivo di una saga costruita sulla diversità caratteriale, umana e psicologica del singolo personaggio.
“Fiori” risulta, come di consueto, una lettura come piacevole, godibile, briosa caratterizzata da uno stile preciso, attento e abile nel raccontare, mostrare le fragilità, limiti bellezza dell’amore “proibito”.
Eppure “Fiori” prende “quota” nell’ultima parte /finale chiarendo le reali intenzioni narrative di De Giovanni offrendo così una diversa e commovente prospettiva al lettore su una storia finora abbastanza fredda nei toni e lenta nello sviluppo.
Uno stravolgimento esistenziale, emotivo, culturale che eleva qualitativamente il testo dando forza e profondità alla creativa che ha ispirato De Giovanni nella scrittura.
“Fiori” è da una parte una struggente storia d’amore senza tempo e dall’altra ci insegna a non sciupare il tempo ed occasione di vivere con l’anima gemella perché non si deve mai provare vergogna dei propri sentimenti sfidando sciocchi pregiudizi e categorie di genere.