263) Dickens-L’uomo che inventò il Natale

Il biglietto da acquistare per “Dickens – L’uomo che inventò il Natale” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Dickens -l’Uomo che inventò il Natale”Un film di Bharat Nalluri. Con Dan Stevens, Jonathan Pryce, Christopher Plummer, Simon Callow, Bill Paterson. Biografico, 104’. Irlanda, Canada, 2017

 

Sinossi:

Sei mesi dopo una trionfale tournée americana, Charles Dickens rientra a Londra dove lo attendono debiti e crisi creativa. Padre di una famiglia numerosa e figlio di un padre dissipatore, Charles è a caccia di denaro e di ispirazione. Illuminato all’improvviso dalle favole di una giovane domestica irlandese, decide di scrivere un racconto per l’ormai prossimo Natale. Ma i suoi editori, delusi dalle vendite dei libri precedenti, rifiutano di investire su quel bizzarro abbozzo di spiriti e vecchi avari. Ostinato e appassionato, Charles trova un illustratore e un’alternativa. In compagnia dei suoi personaggi, lavorerà duramente per sei settimane venendo a capo della sua storia e chiudendo per sempre i conti col passato.

Recensione:

Chi spera di fare della scrittura la propria fonte di sostentamento principale rischia di dover affrontare, prima o dopo, tutta una serie di problemi e incubi. Il blocco creativo, le recensioni negative, la delusione dei lettori. E ancora, lo sconcerto di passare dallo status di rock star a quello di scribacchino e il flop di un romanzo dopo averne scritto uno di successo.

Pensate che stia esagerando? Ebbene, cari aspiranti scrittori, forse vi farà piacere sapere che niente meno che Charles Dickens, a 31 anni e nel pieno della popolarità, si ritrovò a vivere una situazione di questo tipo.

Lo scrittore, dopo aver conquistato critica e lettori con romanzi come “Il circolo Pickwick” e “Oliver Twist” e aver raggiunto con il tour promozionale niente meno che gli Stati Uniti venne meno alle aspettative con i lavori successivi (“Barnaby Rudge” e “Chuzzlewit”). E si ritrovò a dover mantenere la famiglia e fare i conti con editori sfiduciati e problemi assortiti.

“Dickens – L’uomo che inventò il Natale” di Bharat Nalluri non è altro che un inedito, divertente e toccante dietro le quinte letterario che porta lo spettatore/lettore a scoprire come prese forma uno dei più famosi racconti natalizi di sempre.

“Canto di Natale” fu per Dickens una sfida artistica, imprenditoriale, e soprattutto un duro e sincero confronto con se stesso e con i propri demoni interiori. Il personaggio di Scrooge, ad esempio, non è altro che la personificazione della parte più oscura e rabbiosa dello scrittore stesso, che nonostante i successi continuava a essere forte. continua su

http://paroleacolori.com/dickens-l-uomo-che-invento-il-natale-una-storia-umana-e-piena-di-speranza/

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262) Wonder (2 Recensione)

Il biglietto da acquistare per “Wonder” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre.

“Wonder ” è un film di Stephen Chbosky. Con Julia Roberts, Jacob Tremblay, Owen Wilson, Mandy Patinkin, Ali Liebert, Daveed Diggs. Drammatico, 113′. USA, 2017

Data di uscita italiana: 21 dicembre 2017

Sinossi:

Non c’è bambino che abbia letto il romanzo “Wonder” della scrittrice americana R. J. Palacio che non abbia cercato di immaginarsi il volto del piccolo protagonista, Augustus Pullman detto Auggie. Il bambino soffre della sindrome di Treacher Collins, una patologia che trasforma il viso di chi ne è colpito in una sorta di quadro di Picasso, e il romanzo inizia con il suo ingresso in una scuola pubblica, dopo un’infanzia passata a studiare in casa a causa delle lunghe degenze ospedaliere e delle molteplici operazioni chirurgiche. Auggie è terrorizzato all’idea di confrontarsi con quei bambini “normali” che in passato hanno spesso reagito con scherno o paura al suo aspetto fisico, ma può contare sul sostegno di due genitori coraggiosi e pieni di attenzioni per questo figlio dotato di grande intelligenza e senso dell’umorismo.

Recensione :

Essere cinico fino all’ultimo, oppure regolarsi un po’, anche in virtù del fatto che mancano pochi giorni a Natale? Credere che anche nel 2017 le favole possano diventare realtà, oppure constatare con estremo disincanto che solo al cinema certe storie hanno diritto di cittadinanza, c’è poco da fare?

Il vostro cronista è preda di dubbi amletici, di emozioni controverse neanche fosse un novello Innominato di manzoniana memoria, davanti al compito di scrivere la recensione di “Wonder” di Stephen Chbosky, tratto dall’omonimo romanzo di successo.

Non si tratta di un brutto film – tagliamo la testa al toro! -, anzi, sarà probabilmente il titolo più gettonato dalle famiglie nel periodo delle feste, almeno da quelle che vogliono evitare l’animazione.

Allora qual è il mio problema, vi starete chiedendo perplessi? A dire la verità, solo uno. Come devo considerare, e quindi trattare, “Wonder”? Come una commovente favole moderna, che porta quindi a sospendere ogni forma di giudizio e raziocinio? Oppure come una storia vera, che ci ricorda ancora una volta quanto orribile e brutale possa essere la vita di tutti i giorni?

Protagonista della storia, comunque la si voglia interpretare, è Auggie Pullman, 10 anni, affetto dalla sindrome di Treacher Collins, che porta a una radicale alterazione della struttura ossea del volto di chi ne soffre, che nei casi più gravi arriva a somigliare a un quadro di Picasso.

Dopo aver studiato a casa per tutta la vita, Auggie è pronto a iniziare la scuola media e a mostrarsi ai compagni e al mondo. Il film non è altro che il diario di bordo di un anno vissuto tra alti e bassi dal nostro giovane e coraggioso eroe, che privo dello scudo materno dovrà trovare la forza e soprattutto il coraggio di dimostrare prima a stesso e poi agli altri che la sua “deformità” è un valore aggiunto piuttosto che un ostacolo.

“Wonder” può essere considerato come la versione edulcorata e buonista di “Elephant Man di David Lynch. Lo spettatore accompagna infatti il protagonista alla scoperta di questo nuovo e sconosciuto mondo che è la scuola, rimanendo colpito dalle dinamiche relazionali tra compagni di classe, tra rivalità, antipatie e bullismo. continua su

http://paroleacolori.com/wonder-un-film-che-parla-a-tutti-delle-differenze-che-rendono-unici/

260) Wonder

Il biglietto d’acquistare per “Wonder” è : Sempre

“Wonder” è un film del 2017 diretto da Stephen Chbosky, scritto da Stephen Chbosky, Steve Conrad,Jack Thorne, tratto dall’omonimo romanzo di R.J Palacio, con : Julia Roberts, Owen Wilson, Jacob Tremblay, Daveed Diggs, Mandy Patinkin, Sonia Braga, Ali Liebert, Emma Tremblay, Noah Jupe.

Sinossi :
L’omonimo libro di R.J. Palacio in poco tempo è diventato un caso letterario in tutto il mondo, un esempio concreto e cartaceo dell’assunto “mai giudicare un libro dalla copertina”, né un bambino dal suo aspetto.
L’adattamento cinematografico di Wonder vede il giovane Jacob Trembley(Room) nel ruolo del protagonista August “Auggie” Pullman, bambino affetto dalla Sindrome di Treacher Collins in procinto di frequentare la quinta elementare in una scuola pubblica locale. Costretto precedentemente a studiare a casa a causa dei numerosi interventi chirurgici al viso, è la prima volta che August si unisce a una classe di coetanei, mangia alla mensa della scuola o parte in campeggio coi compagni. Nonostante le preoccupazioni di mamma Isabel(Julia Roberts) e papà Nate (Owen Wilson) sostiene gli sguardi curiosi e diffidenti degli studenti con fierezza e dignità, facendo il suo ingresso nella scuola pubblica come un supereroe, o piuttosto come un astronauta deciso a piantare la sua bandiera in un mondo distante e inesplorato. Mentre la famiglia, i nuovi compagni di classe e tutti quelli intorno a lui si sforzano per accettarlo, lo straordinario viaggio di Auggie li unirà tutti dimostrando che non puoi omologarti quando sei nato per distinguerti.

Intervista /Recensione a Leon Sapienza
Ciao a tutti,
Io e lo zio Roberto dobbiamo parlavi del film “Wonder” che abbiamo visto al cinema prima di tutti. Non volevo scrivere un ‘altra recensione, ma pur di non sentire più lo zio, ho accettato di farmi intervistare
Roberto: Allora Leo, ti è piaciuto “Wonder”?
Leon: Si zio. Per me è un 10 su 10!
Roberto: Uhm, addirittura 10?! Non ti sembra un po’ esagerato? Hai pianto durante il film? Sai molti giornalisti adulti si sono commossi vedendo le difficoltà del giovane protagonista Auggie.

Leon: No zio non ho mai pianto. In effetti ho visto alcuni adulti seduti vicino a me che piangevano. Li guardavo e pensavo: ma perché fanno così? Sai zio, credo che in giro ci siano persone anche più strane di te.

Roberto: Grazie Leon, sei gentile… Consiglieresti ai tuoi amici di vedere Wonder?
Leon: Si certo, è un bel film. Wonder che va visto con la tutta famiglia. Mi sono divertito molto a vederlo.

Roberto: Non ti sei mai spaventato, intristito, davvero?
Leon: Zio, ma quante volte te lo devo dire?!! No, non ho mai pianto, né ha avuto paura. Sono grande ormai eh!

Roberto: Si scusami Leo, hai otto anni ormai, dimenticavo.
Augee, il protagonista di questa storia, ha 11 anni e fin dalla nascita è stato costretto a convivere con una brutta e dolorosa deformazione facciale. Dopo che per nove anni ha studiato con la sua amorevole ed apprensiva madre, è arrivato per lui il momento di confrontarsi con i suoi coetanei. “Wonder” racconta l’anno scolastico di Auggie all’ingresso in prima media e le sue difficoltà a relazionarsi con i suoi nuovi compagni.
Leon: Zio ma stai raccontando il film!! Non puoi farlo, se no poi la gente non va più al cinema!
Roberto: eh Leon, tranquillo non faccio spoiler.
Leon: Spoiler? Che cosa significa? continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-26/

245) Il Domani tra noi

Il biglietto da acquistare per “Il domani tra di noi” è:
Neanche regalato (con riserva). Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre

“Il domani tra noi ” è un film di Hany Abu-Assad. Con Kate Winslet, Idris Elba, Beau Bridges, Dermot Mulroney, Linda Sorensen, Vincent Gale. Azione, 103′. USA, 2017
Tratto dal romanzo “Le parole tra di noi” di Charles Martin
Data di uscita italiana: 23 novembre 2017

Sinossi:
Due sconosciuti si incontrano al check-in di un aeroporto prima di imbarcarsi sull’ultimo volo disponibile. Alex è una fotoreporter in viaggio per partecipare alle sue nozze, Ben è un medico di ritorno per un’operazione chirurgica prevista il giorno seguente. Quando il volo viene annullato per maltempo, Alex propone a Ben di affittare un piccolo aereo privato. In piena tempesta, però, il pilota ha un malore e perde il controllo dell’aereo che precipita sulle montagne del Colorado. Alex e Ben sopravvivono nonostante le ferite, ma sanno che a causa di un errore del pilota i soccorsi non arriveranno e la loro unica possibilità è scendere a valle, alla ricerca del primo segno di civiltà.

Recensione

Siete single? Non credete al vero amore, dopo aver vissuto una cocente delusione o una tragedia? Nessun problema. Andate a vedere “Il domani tra di noi” con Kate Winselt e Idris Elba, e in un sol colpo non vi sentirete più le persone più sfigate del pianeta e ricomincerete a sperare di poter trovare l’amore.

Come? Basta semplicemente schiantarsi con un aereo su una montagna in pieno inverno, e sopravvivere tre settimane nel mezzo al nulla tra animali feroci, temperature siderali, mancanza di cibo. E il gioco è fatto.

No, cari lettori, non vi sto prendendo in giro, sto solamente riassumendo la trama del film di Hany Abu-Assad che, nonostante la presenza e l’impegno della Winslet e di Elba, si candida a vincere, l’anno prossimo, numerose Pernacchie D’Oro. continua su

http://paroleacolori.com/il-domani-tra-di-noi-odissea-tra-avventura-e-romanticismo/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

223) Mr Ove

Il biglietto d’acquistare per “Mr Ove” è: Sempre (Con Riserva)

“Mr Ove “ è un film del 2015 scritto e diretto da Hannes Holm, tratto dal romanzo di Fedrik Backman “ L’uomo che metteva in ordine il mondo”, con : Rolf Lassgård, (voce italiana di Massimo Lopez), Bahar Pars, Johan Widerberg, Ida Engvoll, Filip Berg.

Sinossi: Mr. Ove (Rolf Lassgård) è un burbero cinquantanovenne che per molti anni prima ricopriva il ruolo di Presidente dell’Associazione dei condomini. A lui però non importa niente di essere stato sollevato dall’incarico, infatti continua a sorvegliare rigidamente la vita di quartiere, bacchettando senza riguardo il vicinato: non perdona chi parcheggia l’auto in doppia fila e chi sbaglia la differenziata, condanna il disordine e gli schiamazzi, il calpestio dei tacchi, il latrare dei cani e il vagabondare dei gatti (specialmente di un randagio spelacchiato che per ripicca continua a fare pipì davanti alla sua porta). Operaio da 43 anni presso le industrie Saab, Ove viene mandato in pensione e da quel momento già vedovo dell’amata moglie Sonja(Engvoll), progetta il suicidio per poterla riabbracciare.
L’atteggiamento intransigente di Ove si ammorbidisce dopo l’incontro con l’iraniana Parvaneh (Bahar Pars), la nuova vicina, da poco trasferita nella casa di fronte con il marito e i due figlioletti. Smessi i panni di ispettore del vialetto, insieme a quelli di vigilante dei parcheggi e della spazzatura, l’inquilino solitario si apre a una tenera e inaspettata amicizia.
Recensione:
Mr Ove è una persona rompiscatole, burbera, schematica, maniacale, onesta ed incapace di relazionarsi con diplomazia con il suo prossimo.
Sulla carta Mr. Ove è una persona da evitare con cura, ma l’uomo è allo stesso la personificazione dell’antico e saggio proverbio” L’abito non fa il monaco”.
Mr Ove è sì tutte queste cose, ma è anche un uomo giusto, un grande lavoratore, determinato e soprattutto è stato un marito fedele e profondamente innamorato di sua moglie Sonja.
Mr Ove ha avuto una vita piena di sofferenze e lutti, avendo perso in poco tempo entrambi i genitori e la sua casa natia per colpa della cattiveria ed ottusità dei “colletti bianchi). Eppure Mr. Ove non si è mai arreso, rimanendo coerente con sé stesso e i suoi principi.
Mr Ove è una straordinaria e bellissima storia d’amore dove lo spettatore prende parte al primo e causale incontro su un treno tra due persone diverse ed opposte come la colta e bella Sonja e il ruvido e giovane Ove, avendo la conferma come il vero Amore possa superare ogni barriera sociale e culturale.
Sonja è stato tutto per Mr Ove, un tornado che gli ha cambiato la vita.
Come dice lo stesso protagonista alla sua vicina iraniana “la mia vita è stata nulla prima di Sonja e lo è adesso senza di lei”
Mr Ove è un Gigante buono, che nasconde le proprie fragilità, dolori e sensibilità dentro un’armatura fatta di regole, urla e schemi. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-19/

219) La ragazza nella Nebbia – Il Film

Il biglietto da acquistare per “La ragazza nella nebbia” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre.

“La ragazza nella nebbia” è un film di Donato Carrisi. Con Toni Servillo, Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, Galatea Ranzi, Michela Cescon. Thriller, 127′. Italia, Francia, Germania, 2017

Sinossi;La sedicenne Anna Lou – brava ragazza dai lunghi capelli rossi appartenente ad una confraternita religiosa molto conservatrice – scompare dal paesino montano di Avechot. A interessarsi del caso è l’ispettore Vogel (Servillo), che ha una reputazione professionale da salvare e una propensione a fare leva sui mass media. E dato che ad Avechot si sono appena trasferiti un professore di liceo (Boni) con moglie (Guidoni) e figlia, chi meglio di un estraneo alla comunità può candidarsi come principale sospettato?

Recensione:

Questo weekend sarà ricordato, al cinema, non solo per la consueta e aspra battaglia al botteghino, ma anche per l’attesa sfida tra Diego De Silva e Donato Carrisi.

Entrambi gli autori hanno voluto partecipare in modo attivo alla realizzazione degli adattamenti dei loro bestseller, “Terapia di coppia per amanti” e “La ragazza nella nebbia”, firmando la sceneggiatura il primo, cimentandosi nella regia il secondo.

Abbiamo già parlato della delusione provata per l’operato di De Silva, e memori di quello eravamo alquanto preoccupati per “La ragazza nella nebbia”, avendo amato molto il romanzo (qui la mia recensione). Come sempre sarà il pubblico a decretare il vincitore di questa inedita sfida, ma a mio modesto parere Carrisi batte De Silva 3-0!

“La ragazza nella nebbia”, per chi non avesse letto il romanzo, offriva già il materiale per una perfetta sceneggiatura, con la sua scrittura incalzante, avvolgente, intensa, precisa, curata e capace di tenere il lettore inchiodato alla pagina fino all’ultimo.

La vera sfida, semmai, era quello di non rovinare questo gioiello dalle grandi potenzialità. E i miei dubbi – come quelli di molti critici – non riguardavano tanto le capacità di Carrisi come sceneggiatore ma come regista. Ebbene, lo scrittore ha dimostrato di avere le potenzialità e il talento per stare con successo dietro la macchina da presa.

“La ragazza nella nebbia” conserva, nel complesso, nella sua versione cinematografica la potenza e la profondità drammaturgica del libro, anche se con delle sostanziali differenze narrative. Come lo stesso Carrisi ha dichiarato in conferenza stampa (su Parole a Colori l’intervista completa): “Mi sono potuto concedere il lusso di uccidere l’autore al primo giorno di set, lavorando alla sceneggiatura in tranquillità”. continua su

http://paroleacolori.com/la-ragazza-nella-nebbia-un-thriller-che-porta-alla-luce-il-mostro-dentro-di-noi/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

218) Terapia di coppia per amanti -Il Film

“Terapia di coppia per amanti” è un film di Alessio Maria Federici. Con Ambra Angiolini, Pietro Sermonti, Sergio Rubini, Franco Branciaroli, Anna Ferzetti. Commedia, 97′. Italia, 2017
Data di uscita italiana: 26 ottobre 2017

Sinossi:Viviana (Angiolini) e Modesto (Sermonti) sono amanti, entrambi sposati e con un figlio a testa. Il loro rapporto è talmente tormentato che decidono di sottoporsi ad una terapia di coppia: o meglio, Modesto si adegua alle richieste di Viviana, ma mantiene un laconico distacco nei confronti del terapista, il professor Malavolta (Rubini), star di una trasmissione televisiva che si chiama Jung-le Fever, soprattutto quando scopre che il terapista ha a sua volta problemi di relazione. Riusciranno Viviana e Modesto a vivere la loro storia d’amore senza soffocare nella conflittualità?

Recensione :

Ci sono due Diego De Silva oppure siamo di fronte a una persona afflitta da personalità multipla? È la domanda che mi sono fatto al termine della proiezione di “Terapia di coppia per amanti”, attesa trasposizione del romanzo dello scrittore napoletano.

Come può una stessa persona aver scritto un romanzo divertente, intimo, originale su un tema delicato e controverso come l’amore clandestino, romanzo che ha conquistato critica, pubblico e non ultimo il vostro inviato (qui la mia recensione) e la scialba sceneggiatura dell’adattamento cinematografico?

Il film “Terapia di coppia per amanti”, infatti, è una delusione quanto mai inaspettata sul piano drammaturgico e dello sviluppo narrativo, con un ritmo monocorde e scarso pathos. I dialoghi risultano per lo più banali, retorici e freddi; Modesto e Viviana, ottimi personaggi nel romanzo, caricaturali e finti.

Nel suo romanzo Diego De Silva sdogana il tema del tradimento, mettendo da parte ogni critica morale per mostrare come i sentimenti possano nascere anche nelle peggiori condizioni. Nel passaggio dalla pagina al grande schermo, però, la storia perde in autenticità, romanticismo, intensità e umanità, nonostante l’impegno e la discreta alchimia tra i due protagonisti, Ambra Angiolini e Pietro Sermonti. continua su

http://paroleacolori.com/terapia-di-coppia-per-amanti/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

216) Una Donna Fantastica

 

Il biglietto da acquistare per “Una donna fantastica” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre (con riserva).

“Una Donna Fantastica” è un film di Sebastian Lelio. Con Daniela Vega, Francisco Reyes, Luis Gnecco, Aline Küppenheim, Amparo Noguera. Drammatico, 104′. Cile, Germania, 2017

Sinossi: Santiago del Cile. Orlando (Reyes), un ultracinquantenne imprenditore tessile, ha una soddisfacente relazione con Marina (Vega) e intende festeggiarne il compleanno con un viaggio alle cascate di Iguazu. La sera della ricorrenza ha un malore in seguito al quale cade dalle scale di casa. Marina lo porta all’ospedale e avvisa il fratello che sopraggiunge. Orlando è deceduto e Marina viene invitata dalla ex moglie a tenersi lontana dalle esequie e dalla sua famiglia. Non perché sia l’amante ma perché è un transgender.

Recensione:

A cura di Vittorio De Agrò

Le coppie solide e affiatate formate da uomini di mezza età e donne molto più giovani sono piuttosto comuni, oggi, e non dovrebbero più fare tanto rumore. Uso il condizionale, perché anche se in teoria dovremmo esserci abituati a rapporti di questo tipo, la tentazione di giudicarli, definendoli magari di mero interesse è sempre in agguato.

Eppure il biblico “chi è senza peccato scagli la prima pietra” dovrebbe essere applicato anche all’amore, perché alla fine ognuno di noi ha le sue magagne e chi siamo, quindi, per giudicare quelle degli altri?

Sebastian Lelio, autore dell’acclamato “Gloria”, torna sul grande schermo con un’altra delicata storia d’amore, che ha come protagonisti Marina (Vega) e Orlando (Reyes), cameriera in un ristorante e talentuosa cantante nei ritagli di tempo, lei, imprenditore di successo, lui.

La grande differenza d’età non sembra essere un problema per loro. Ma i nodi vengono al pettine nel momento del bisogno, quando un malore uccide l’uomo. E Marina si ritrova spogliata di ogni diritto, non essendo legalmente sposata con lui.

Ma in realtà quello che spinge la ex moglie di Orlando ad allontanarla è il fatto che Marina non sia una donna, ma un transgender.

“Una donna fantastica” è un film straziante, tragico, commovente e poetico sulla vera essenza dell’amore, e al contempo su quanto ancora nel 2017 i diritti civili possano essere ignorati e derisi dalla società oltre che dallo Stato. continua su

http://paroleacolori.com/una-donna-fantastica-di-storie-damore-e-diritti-umani-inalienabili/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

213) Ritorno in Borgogna

Il biglietto d’acquistare per “Ritorno in Borgogna” è: Di pomeriggio.

“Ritorno in Borgogna” è un film del 2017 diretto da Cédric Klapisch, scritto da Cédric Klapisch, Santiago Amigorena, con : Pio Marmaï, Ana Girardot, María Valverde, François Civil, Jean Marc Roulot, Karidja Touré, Florence Pernel, Jean-Marie Winling, Eric Caravaca.

Sinossi:
Ritorno in Borgogna vede protagonisti tre fratelli proprietari di un grande vigneto nella regione francese. Informato della malattia terminale del padre, Jean(Pio Marmaï) torna a casa dopo dieci anni di assenza per aiutare la sorella Juliette (Ana Girardot) e il fratello Jérémie (François Civil) nella gestione della tenuta di famiglia. Ricostruire il legame non è facile e i rapporti ormai incrinati minacciano di interferire nella raccolta. La morte del padre poco prima della vendemmia infatti, investe i tre figli di responsabilità più grandi di loro. Con l’avvicendarsi delle stagioni e la collaborazione costante, i tre aspiranti viticoltori riscoprono e reinventano i loro legami familiari, grazie alla passione per il vino che li unisce fin da bambini.

Recensione:

Se amate vivere in città perché desiderat ogni comodità, il caos non vi turba e soprattutto vi fa sudare freddo il solo pensiero di sporcarvi i costosi vestiti e le scarpe firmate con la polvere della terra, allora “Ritorno in Borgogna” non è decisamente il film adatto a voi.
La vita agreste si ama o si detesta, non esistono vie di mezzo.
Oggi molti professionisti sognano e dicono, almeno a parole, di voler lasciare la rumorosa e inquinata città per trasferirsi armi e bagagli nella quiete e sana campagna.
Ma quanti poi, in concreto, sono quelli che compiono realmente questo cambiamento così radicale? Pochi, davvero pochi.
Chi scrive, prima d’essere un improbabile critico cinematografico, è stato ed è soprattutto un produttore agrumicolo, che insieme ai suoi due fratelli, tenta di condurre con tanta fatica e rare soddisfazioni economiche, da vent’anni, l’azienda agricola familiare lasciata in eredità dal comune padre.
Avrete quindi compreso da questa mia lunga premessa, poiché al sottoscritto invece la visione di “Ritorno in Borgogna” abbia suscitato, anche se a tratti, delle belle e sincere emozioni e soprattutto evocato tanti e vividi ricordi.
Cedric Klapisch, alla sua decima fatica cinematografica, ha voluto inserire e fondere insieme due tematiche a lui molto care: l’amore per il vino e per la Borgogna trasmesso dal proprio padre e il desiderio di raccontare, mostrare ed analizzare le dinamiche e i conflitti affettivi all’interno di una famiglia.
La malattia e morte di un genitore, è un incipit drammaturgico già visto se non abusato in precedenti pellicole, ma risulta necessario ed utile in questo caso per motivare il ritorno a casa di Jean, che appare un po’ “un figliol prodigo “e un po’ “Ulisse” in versione francese.
È un ritorno fisico quanto soprattutto esistenziale per Jean, che dopo tanto peregrinare necessità di stabilità per comprendere le vere priorità della propria vita.
È un ritorno al nucleo familiare, alla condivisione con i due amati fratelli ed alle tradizioni della famiglia rappresentante dalla conduzione e coltivazione dei vigneti di famiglia da parte dei tutti e tre fratelli.
Klapisch opta per uno stile e impostazione registica quasi da docufiction, almeno nella prima parte, per far conoscere all’ignoto pubblico prima la difficile, lunga e laboriosa fase del raccolto dell’uva e poi la successiva vendemmia.
Allo stesso tempo queste fasi rappresentano le delicate e sensibili metafore di quanto possa essere arduo e faticoso elaborare la morte di un padre per i figli.
Una scelta drammaturgica ed autoriale che si rivela solamente in parte convincente, dando troppo spazio e tempo alla parte “informativa” sulla vita dei campi, senza essere però mai completamente incisiva ed avvincente. continua su

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

212) Monster Family

Il biglietto da acquistare per “Monster family” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Monster Family” è un film d’animazione di Holger Tappe. Con Max Gazzè, Carmen Consoli, Valerio Abbondanza. Animazione, 96′. Germania, 2017
Sinossi: Emma crede di telefonare a un negozio di costumi, ma ha sbagliato numero e si ritrova a parlare con Dracula, che rimane ammaliato dalla sua voce. Per conquistarla decide di servirsi della strega Baba Yaga e fare in modo che trasformi Emma in una vampira. La donna, insieme al marito e ai due figli, viene colpita dalla magia della strega dopo una festa in maschera, ma anche la sua famiglia è trasformata insieme a lei: il padre in un mostro di Frankenstein, la figlia in una mummia e il figlio in un uomo-lupo. Mentre cercano di obbligare la strega a cancellare la maledizione, con l’aiuto di una collega di Emma figlia dei fiori, Dracula usa tutti i suoi poteri per corteggiare la donna, fino a portarla nel suo castello.

Recensione: Una figlia teenager e una madre che vanno d’accordo. Una coppia che continua ad amarsi, nonostante i figli. Forse tutto questo è possibile solo in una famiglia di mostri!

Il film d’animazione “Monster family” affronta con garbo, ironia e creatività la complessità delle dinamiche familiari.

Il regista Holger Tape, per evitare di realizzare una pellicola retorica, melensa o pedagogica su temi assai controversi, si affida alla divertente e brillante sceneggiatura di David Safier e Catharina Junk, che mescola l’elemento fantasy con le problematiche quotidiane di una famiglia – con particolare attenzione alla figura della donna.

Destreggiarsi nel triplice ruolo di moglie, madre e capofamiglia non è semplice, specialmente se il marito è assente o troppo concentrato sul lavoro. E allora può capitare di cedere alla tentazione e lasciarsi corteggiare da un altro uomo… Ma che succede se “l’uomo” in questione è Dracula, il principe delle tenebre?

“Monster family” mostra allo spettatore, con i toni della commedia, la complessità dei legami familiari e come, nonostante siano forti, non bastino di per sé a scongiurare una crisi. Momenti di difficoltà possono sempre capitare, ciò che conta è trovare le motivazioni per riprendersi. continua su

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Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”