117) Hotel Gagarin

“Hotel Gagarin” è Un film di Simone Spada. Con Claudio Amendola, Luca Argentero, Giuseppe Battiston, Barbora Bobulova, Silvia D’Amico. Commedia, 93′. Italia 2018

Sinossi:

Cinque italiani squattrinati e in cerca di successo vengono convinti da un sedicente produttore a girare un film in Armenia. Appena arrivati all’hotel Gagarin, un albergo isolato nei boschi e circondato soltanto da neve, scoppia una guerra e il produttore sparisce con i soldi. I loro sogni vengono infranti, ma nonostante tutto la troupe trova il modo di trasformare questa esperienza spiacevole in un’occasione indimenticabile, che farà ritrovare loro la spensieratezza e la felicità perdute.

Recension

Un vincitore è solo un sognatore che non si è mai arreso, recita una celebre frase del Premio Nobel per la Pace Nelson Mandela. Ma com’è la vita di un uomo senza sogni? Un uomo che si è arreso oppure non ha il coraggio di immaginare per sé qualcosa di diverso dalla propria – magari triste – quotidianità?

Il cinema è la fabbrica dei sogni per eccellenza, e grazia a lui anche le persone più semplici possono permettersi di viaggiare e scoprire luoghi mai visti prima, siano essi reali o meno.

“Hotel Gagarin”, dell’esordiente Simone Spada, è un omaggio a questa nobile funzione della settima arte, oltre a essere un intenso, corale e sincero invito a non smettere mai di sognare e credere in una seconda possibilità.

La storia è quella di un eterogeneo gruppo di italiani, accomunati dal fatto di essere infelici e considerati marginali e falliti dalla società, prede perfette, quindi, per un discutibile produttore cinematografico che progetta di realizzare, con fondi europei, una pellicola ambientata in Armenia.

Gli sceneggiatori giocano e ironizzano sul mal costume tutto italiano di presentare improponibili progetti all’Unione Europea con l’intenzione truffaldina di intascarne i fondi senza poi realizzare in pratica niente di concreto.

“Hotel Gagarin” rivela di possedere una doppia anima creativa e una duplice identità drammaturgica. Da una parte è la classica commedia leggera, ironica e malinconica costruita sulle contraddizioni e i limiti della nostra società e degli italiani, ben rappresentati da un cast di talento e personalità, dove spicca la performance di Silvia D’Amico nel ruolo di Patrizia, che dietro un sorriso e una finta superficialità culturale e morale nasconde le ferite esistenziali di una giovane donna.

continua su

http://paroleacolori.com/hotel-gagarin-una-commedia-sulla-rinascita-e-la-magia-del-cinema/

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110) Si Muore Tutti Democristiani

Il biglietto da acquistare per “Si muore tutti democristiani” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Si Muore Tutti Democristiani” è un film di Pietro Belfiore, Davide Bonacina, Andrea Fadenti, Andrea Mazzarella, Davide Rossi (III). Con Walter Leonardi, Massimiliano Loizzi, Marco Ripoldi, Paolo Rossi, Valentina Lodovini. Commedia, 89′. Italia, 2017.

Sinossi:

Enrico, Fabrizio e Stefano sono amici e colleghi di una vita. Si barcamenano tra video per sindacati, matrimoni, piccoli video per il sociale, mantenendo una “purezza etica” a cui loro tengono molto e agognando di poter tornare a realizzare documentari. Improvvisamente arriva la proposta lavorativa che potrebbe cambiare le loro vite: un grosso documentario per una Onlus che si occupa di immigrazione. Una proposta troppo bella per essere vera, e infatti dopo pochi giorni scoppia un grosso scandalo che coinvolge il capo della Onlus. Cosa decideranno di fare i nostri eroi? Rifiuteranno in nome dell’etica oppure accetteranno rischiando di compromettere i loro valori?

Recensione :

Oggi è ancora possibile rifiutare un lavoro per motivi politici o ideologici oppure questo è diventato un lusso per pochi – solitamente per persone ricche di famiglia?

Da giovani ci si può permettere di essere idealisti, intransigenti, incorruttibili, ma una volta giunta la maggiore età e con essa le responsabilità tutti sono costretti prima o dopo a imparare l’arte del compromesso. Perché a fine mese, in un modo o nell’altro, bisogna arrivarci…

“Si muore tutti democristiani”, presentato nella sezione Panorama Italia di Alice nella città 2017, è l’atteso esordio al cinema del gruppo noto come Il Terzo Segreto di Satira.

Personalmente ho seguito con discreto interesse il loro percorso online, riscontrando nei video una certa qualità, e un’ironia dissacrante e un cinismo cortese nel mostrare il non sense della società contemporanea.

Il passaggio dal web al cinema non è semplice – in tanti, negli anni, hanno fallito miseramente – perché i due mondi sono diversi sia per lo stile, il linguaggio e la scrittura dei video che per il tipo di pubblico che ne fruisce.

Nel complesso “Si muore tutti democristiani” è un esordio dignitoso, che ha dalla sua alcuni spunti narrativi interessanti, che spingono alla riflessione, e dei momenti spassosi. Appare evidente, però, che i ragazzi del TSS debbano ancora lavorare molto per trovare una chiara identità anche al cinema. continua su

http://paroleacolori.com/si-muore-tutti-democristiani-etica-morte-o-sopravvivenza/

68) Una Festa Esagerata

Il biglietto da acquistare per “Una festa esagerata” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Una Festa Esagerata” è un film di Vincenzo Salemme. Con Vincenzo Salemme, Massimiliano Gallo, Tosca D’Aquino, Iaia Forte, Nando Paone. Commedia, 90′. Italia, 2018

Sinossi:

Napoli. A casa Parascandolo fervono i preparativi per la festa per il diciottesimo compleanno di Mirea, figlia di Gennaro (Salemme), geometra e piccolo imprenditore, e dell’ambiziosa Teresa (D’Aq). La donna ha deciso di fare le cose in grande, e non ha badato a spese. Ma il giorno tanto atteso il signor Scamardella, l’anziano del piano di sotto, muore. Cosa fare adesso?

Recensione:

Può un onesto lavoratore, un uomo perbene, un padre e marito amorevole sopravvivere al diciottesimo compleanno della figlia, soprattutto se la moglie – ambiziosa e senza scrupoli – ha deciso di trasformarlo nell’evento dell’anno?

Vincenzo Salemme si pone la domanda, adattando per il grande schermo uno spettacolo teatrale di successo. Il risultato – “Una festa esagerata” – è una commedia agrodolce che racconta i limiti, i vizi e i paradossi non solo di Napoli ma di tutta la società italiana, dove spesso a soccombere sono i buoni e gli onesti.

Protagonista Gennaro Parascandolo (Salemme), piccolo imprenditore edile napoletano rispettoso della legge, novello Don Chisciotte all’interno della sua stessa famiglia dove la moglie Teresa (D’Aquino) ambisce al salto di qualità sociale e vede un’opportunità di farlo organizzando la festa della figlia Mirea (Del Vecchio).

Nonostante la riscrittura della sceneggiatura per il cinema, si avverte l’origine teatrale della storia, sia nella struttura che nell’intreccio. Quello che si perde, soprattutto, è il messaggio di fondo, ovvero la solitudine dell’uomo onesto nel mondo di oggi.

Nonostante Vicenzo Salemme e tutto il cast abbia dato prova di talento, esperienza, vis comica e naturalezza nel calarsi nei rispettivi personaggi, questi risultano talvolta caricaturali. continua su

http://paroleacolori.com/una-festa-esagerata-vincenzo-salemme-e-la-solitudine-dell-uomo-onesto/

66) Il Sole a Mezzanotte

Il biglietto da acquistare per “Il sole a mezzanotte” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Un sole a mezzanotte” è un film di Scott Speer. Con Bella Thorne, Patrick Schwarzenegger, Rob Riggle, Quinn Shephard, Suleka Mathew. Drammatico, 91′. USA, 2018

Sinossi:

Katie ha diciassette anni, adora la musica e ama profondamente suo padre, genitore, educatore, amico. Orfana di madre, Katie è affetta da Xeroderma Pigmentoso, una rara patologia genetica che causa ipersensibilità alla luce del sole. Costretta dalla culla a un’esistenza ritirata e oscurata dietro vetri speciali, Katie guarda passare la vita degli altri e prova a vivere la sua con l’aiuto di Morgan, l’amica del cuore. Sotto alla sua finestra scorrazza da sempre anche Charlie, il ragazzo con lo skate che le ha rubato il cuore alle elementari. Seduta in stazione a cantare una delle sue canzoni, una notte lo incontra e tra loro nasce qualcosa. Katie vorrebbe fuggire ma l’amore è come il sole, impossibile proteggersi.

Recensione:

Avviso ai lettori over18: “Il sole a mezzanotte” di Scott Speer difficilmente sarà un film adatto a voi, soprattutto se romanticismo e desiderio di realizzare i propri sogni sono concetti poco familiari.

Ma se avete amato le favole – in particolar modo le eroine Disney come Cenerentola – forse, oltre ad ammirare Bella Thorne (qui trovate l’intervista alla presentazione romana della pellicola), c’è materiale su cui lavorare.

Per tutti quei giovani, invece, che pensano ancora di poter cambiare il mondo, ma invece di agire preferiscono lamentarsi, chiusi tra le mura rassicuranti di casa, la visione del film è quanto mai urgente.

Essenzialmente per due motivi. Il primo è che “Il sole di mezzanotte” spinge a rivalutare la propria condizione, sentendosi fortunati per il semplice fatto di non essere malati (nel caso specifico, malati di Xeroderma pigmentoso, alias XP). Il secondo, che attraverso la storia e le scelte della protagonista Katie Prince (Thorne) invita al coraggio e all’azione.

Dopo questo piccolo esordio paternalistico, passiamo al film vero e proprio. “Il sole a mezzanotte” è sicuramente pensato per un pubblico di teenager, venuti su con storie come “Tutta colpa delle stelle” e “Noi siamo tutti”, dove amore e morte sono quasi due lati di una sola medaglia, quindi preparati e sensibili alle tematiche.

Purtroppo, guardando al piano drammaturgico, registico e in parte anche recitativo la speranza dei produttori di cavalcare l’onda del successo del genere appare poco realizzabile. È probabile che il “brand” Bella Thorne trascini il film al successo commerciale, ma che questo lasci qualche traccia sul pubblico…continua su

http://paroleacolori.com/il-sole-a-mezzanotte-teen-movie-con-bella-thorne/

263) Dickens-L’uomo che inventò il Natale

Il biglietto da acquistare per “Dickens – L’uomo che inventò il Natale” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Dickens -l’Uomo che inventò il Natale”Un film di Bharat Nalluri. Con Dan Stevens, Jonathan Pryce, Christopher Plummer, Simon Callow, Bill Paterson. Biografico, 104’. Irlanda, Canada, 2017

 

Sinossi:

Sei mesi dopo una trionfale tournée americana, Charles Dickens rientra a Londra dove lo attendono debiti e crisi creativa. Padre di una famiglia numerosa e figlio di un padre dissipatore, Charles è a caccia di denaro e di ispirazione. Illuminato all’improvviso dalle favole di una giovane domestica irlandese, decide di scrivere un racconto per l’ormai prossimo Natale. Ma i suoi editori, delusi dalle vendite dei libri precedenti, rifiutano di investire su quel bizzarro abbozzo di spiriti e vecchi avari. Ostinato e appassionato, Charles trova un illustratore e un’alternativa. In compagnia dei suoi personaggi, lavorerà duramente per sei settimane venendo a capo della sua storia e chiudendo per sempre i conti col passato.

Recensione:

Chi spera di fare della scrittura la propria fonte di sostentamento principale rischia di dover affrontare, prima o dopo, tutta una serie di problemi e incubi. Il blocco creativo, le recensioni negative, la delusione dei lettori. E ancora, lo sconcerto di passare dallo status di rock star a quello di scribacchino e il flop di un romanzo dopo averne scritto uno di successo.

Pensate che stia esagerando? Ebbene, cari aspiranti scrittori, forse vi farà piacere sapere che niente meno che Charles Dickens, a 31 anni e nel pieno della popolarità, si ritrovò a vivere una situazione di questo tipo.

Lo scrittore, dopo aver conquistato critica e lettori con romanzi come “Il circolo Pickwick” e “Oliver Twist” e aver raggiunto con il tour promozionale niente meno che gli Stati Uniti venne meno alle aspettative con i lavori successivi (“Barnaby Rudge” e “Chuzzlewit”). E si ritrovò a dover mantenere la famiglia e fare i conti con editori sfiduciati e problemi assortiti.

“Dickens – L’uomo che inventò il Natale” di Bharat Nalluri non è altro che un inedito, divertente e toccante dietro le quinte letterario che porta lo spettatore/lettore a scoprire come prese forma uno dei più famosi racconti natalizi di sempre.

“Canto di Natale” fu per Dickens una sfida artistica, imprenditoriale, e soprattutto un duro e sincero confronto con se stesso e con i propri demoni interiori. Il personaggio di Scrooge, ad esempio, non è altro che la personificazione della parte più oscura e rabbiosa dello scrittore stesso, che nonostante i successi continuava a essere forte. continua su

http://paroleacolori.com/dickens-l-uomo-che-invento-il-natale-una-storia-umana-e-piena-di-speranza/

262) Wonder (2 Recensione)

Il biglietto da acquistare per “Wonder” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre.

“Wonder ” è un film di Stephen Chbosky. Con Julia Roberts, Jacob Tremblay, Owen Wilson, Mandy Patinkin, Ali Liebert, Daveed Diggs. Drammatico, 113′. USA, 2017

Data di uscita italiana: 21 dicembre 2017

Sinossi:

Non c’è bambino che abbia letto il romanzo “Wonder” della scrittrice americana R. J. Palacio che non abbia cercato di immaginarsi il volto del piccolo protagonista, Augustus Pullman detto Auggie. Il bambino soffre della sindrome di Treacher Collins, una patologia che trasforma il viso di chi ne è colpito in una sorta di quadro di Picasso, e il romanzo inizia con il suo ingresso in una scuola pubblica, dopo un’infanzia passata a studiare in casa a causa delle lunghe degenze ospedaliere e delle molteplici operazioni chirurgiche. Auggie è terrorizzato all’idea di confrontarsi con quei bambini “normali” che in passato hanno spesso reagito con scherno o paura al suo aspetto fisico, ma può contare sul sostegno di due genitori coraggiosi e pieni di attenzioni per questo figlio dotato di grande intelligenza e senso dell’umorismo.

Recensione :

Essere cinico fino all’ultimo, oppure regolarsi un po’, anche in virtù del fatto che mancano pochi giorni a Natale? Credere che anche nel 2017 le favole possano diventare realtà, oppure constatare con estremo disincanto che solo al cinema certe storie hanno diritto di cittadinanza, c’è poco da fare?

Il vostro cronista è preda di dubbi amletici, di emozioni controverse neanche fosse un novello Innominato di manzoniana memoria, davanti al compito di scrivere la recensione di “Wonder” di Stephen Chbosky, tratto dall’omonimo romanzo di successo.

Non si tratta di un brutto film – tagliamo la testa al toro! -, anzi, sarà probabilmente il titolo più gettonato dalle famiglie nel periodo delle feste, almeno da quelle che vogliono evitare l’animazione.

Allora qual è il mio problema, vi starete chiedendo perplessi? A dire la verità, solo uno. Come devo considerare, e quindi trattare, “Wonder”? Come una commovente favole moderna, che porta quindi a sospendere ogni forma di giudizio e raziocinio? Oppure come una storia vera, che ci ricorda ancora una volta quanto orribile e brutale possa essere la vita di tutti i giorni?

Protagonista della storia, comunque la si voglia interpretare, è Auggie Pullman, 10 anni, affetto dalla sindrome di Treacher Collins, che porta a una radicale alterazione della struttura ossea del volto di chi ne soffre, che nei casi più gravi arriva a somigliare a un quadro di Picasso.

Dopo aver studiato a casa per tutta la vita, Auggie è pronto a iniziare la scuola media e a mostrarsi ai compagni e al mondo. Il film non è altro che il diario di bordo di un anno vissuto tra alti e bassi dal nostro giovane e coraggioso eroe, che privo dello scudo materno dovrà trovare la forza e soprattutto il coraggio di dimostrare prima a stesso e poi agli altri che la sua “deformità” è un valore aggiunto piuttosto che un ostacolo.

“Wonder” può essere considerato come la versione edulcorata e buonista di “Elephant Man di David Lynch. Lo spettatore accompagna infatti il protagonista alla scoperta di questo nuovo e sconosciuto mondo che è la scuola, rimanendo colpito dalle dinamiche relazionali tra compagni di classe, tra rivalità, antipatie e bullismo. continua su

http://paroleacolori.com/wonder-un-film-che-parla-a-tutti-delle-differenze-che-rendono-unici/

260) Wonder

Il biglietto d’acquistare per “Wonder” è : Sempre

“Wonder” è un film del 2017 diretto da Stephen Chbosky, scritto da Stephen Chbosky, Steve Conrad,Jack Thorne, tratto dall’omonimo romanzo di R.J Palacio, con : Julia Roberts, Owen Wilson, Jacob Tremblay, Daveed Diggs, Mandy Patinkin, Sonia Braga, Ali Liebert, Emma Tremblay, Noah Jupe.

Sinossi :
L’omonimo libro di R.J. Palacio in poco tempo è diventato un caso letterario in tutto il mondo, un esempio concreto e cartaceo dell’assunto “mai giudicare un libro dalla copertina”, né un bambino dal suo aspetto.
L’adattamento cinematografico di Wonder vede il giovane Jacob Trembley(Room) nel ruolo del protagonista August “Auggie” Pullman, bambino affetto dalla Sindrome di Treacher Collins in procinto di frequentare la quinta elementare in una scuola pubblica locale. Costretto precedentemente a studiare a casa a causa dei numerosi interventi chirurgici al viso, è la prima volta che August si unisce a una classe di coetanei, mangia alla mensa della scuola o parte in campeggio coi compagni. Nonostante le preoccupazioni di mamma Isabel(Julia Roberts) e papà Nate (Owen Wilson) sostiene gli sguardi curiosi e diffidenti degli studenti con fierezza e dignità, facendo il suo ingresso nella scuola pubblica come un supereroe, o piuttosto come un astronauta deciso a piantare la sua bandiera in un mondo distante e inesplorato. Mentre la famiglia, i nuovi compagni di classe e tutti quelli intorno a lui si sforzano per accettarlo, lo straordinario viaggio di Auggie li unirà tutti dimostrando che non puoi omologarti quando sei nato per distinguerti.

Intervista /Recensione a Leon Sapienza
Ciao a tutti,
Io e lo zio Roberto dobbiamo parlavi del film “Wonder” che abbiamo visto al cinema prima di tutti. Non volevo scrivere un ‘altra recensione, ma pur di non sentire più lo zio, ho accettato di farmi intervistare
Roberto: Allora Leo, ti è piaciuto “Wonder”?
Leon: Si zio. Per me è un 10 su 10!
Roberto: Uhm, addirittura 10?! Non ti sembra un po’ esagerato? Hai pianto durante il film? Sai molti giornalisti adulti si sono commossi vedendo le difficoltà del giovane protagonista Auggie.

Leon: No zio non ho mai pianto. In effetti ho visto alcuni adulti seduti vicino a me che piangevano. Li guardavo e pensavo: ma perché fanno così? Sai zio, credo che in giro ci siano persone anche più strane di te.

Roberto: Grazie Leon, sei gentile… Consiglieresti ai tuoi amici di vedere Wonder?
Leon: Si certo, è un bel film. Wonder che va visto con la tutta famiglia. Mi sono divertito molto a vederlo.

Roberto: Non ti sei mai spaventato, intristito, davvero?
Leon: Zio, ma quante volte te lo devo dire?!! No, non ho mai pianto, né ha avuto paura. Sono grande ormai eh!

Roberto: Si scusami Leo, hai otto anni ormai, dimenticavo.
Augee, il protagonista di questa storia, ha 11 anni e fin dalla nascita è stato costretto a convivere con una brutta e dolorosa deformazione facciale. Dopo che per nove anni ha studiato con la sua amorevole ed apprensiva madre, è arrivato per lui il momento di confrontarsi con i suoi coetanei. “Wonder” racconta l’anno scolastico di Auggie all’ingresso in prima media e le sue difficoltà a relazionarsi con i suoi nuovi compagni.
Leon: Zio ma stai raccontando il film!! Non puoi farlo, se no poi la gente non va più al cinema!
Roberto: eh Leon, tranquillo non faccio spoiler.
Leon: Spoiler? Che cosa significa? continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-26/

245) Il Domani tra noi

Il biglietto da acquistare per “Il domani tra di noi” è:
Neanche regalato (con riserva). Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre

“Il domani tra noi ” è un film di Hany Abu-Assad. Con Kate Winslet, Idris Elba, Beau Bridges, Dermot Mulroney, Linda Sorensen, Vincent Gale. Azione, 103′. USA, 2017
Tratto dal romanzo “Le parole tra di noi” di Charles Martin
Data di uscita italiana: 23 novembre 2017

Sinossi:
Due sconosciuti si incontrano al check-in di un aeroporto prima di imbarcarsi sull’ultimo volo disponibile. Alex è una fotoreporter in viaggio per partecipare alle sue nozze, Ben è un medico di ritorno per un’operazione chirurgica prevista il giorno seguente. Quando il volo viene annullato per maltempo, Alex propone a Ben di affittare un piccolo aereo privato. In piena tempesta, però, il pilota ha un malore e perde il controllo dell’aereo che precipita sulle montagne del Colorado. Alex e Ben sopravvivono nonostante le ferite, ma sanno che a causa di un errore del pilota i soccorsi non arriveranno e la loro unica possibilità è scendere a valle, alla ricerca del primo segno di civiltà.

Recensione

Siete single? Non credete al vero amore, dopo aver vissuto una cocente delusione o una tragedia? Nessun problema. Andate a vedere “Il domani tra di noi” con Kate Winselt e Idris Elba, e in un sol colpo non vi sentirete più le persone più sfigate del pianeta e ricomincerete a sperare di poter trovare l’amore.

Come? Basta semplicemente schiantarsi con un aereo su una montagna in pieno inverno, e sopravvivere tre settimane nel mezzo al nulla tra animali feroci, temperature siderali, mancanza di cibo. E il gioco è fatto.

No, cari lettori, non vi sto prendendo in giro, sto solamente riassumendo la trama del film di Hany Abu-Assad che, nonostante la presenza e l’impegno della Winslet e di Elba, si candida a vincere, l’anno prossimo, numerose Pernacchie D’Oro. continua su

http://paroleacolori.com/il-domani-tra-di-noi-odissea-tra-avventura-e-romanticismo/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

223) Mr Ove

Il biglietto d’acquistare per “Mr Ove” è: Sempre (Con Riserva)

“Mr Ove “ è un film del 2015 scritto e diretto da Hannes Holm, tratto dal romanzo di Fedrik Backman “ L’uomo che metteva in ordine il mondo”, con : Rolf Lassgård, (voce italiana di Massimo Lopez), Bahar Pars, Johan Widerberg, Ida Engvoll, Filip Berg.

Sinossi: Mr. Ove (Rolf Lassgård) è un burbero cinquantanovenne che per molti anni prima ricopriva il ruolo di Presidente dell’Associazione dei condomini. A lui però non importa niente di essere stato sollevato dall’incarico, infatti continua a sorvegliare rigidamente la vita di quartiere, bacchettando senza riguardo il vicinato: non perdona chi parcheggia l’auto in doppia fila e chi sbaglia la differenziata, condanna il disordine e gli schiamazzi, il calpestio dei tacchi, il latrare dei cani e il vagabondare dei gatti (specialmente di un randagio spelacchiato che per ripicca continua a fare pipì davanti alla sua porta). Operaio da 43 anni presso le industrie Saab, Ove viene mandato in pensione e da quel momento già vedovo dell’amata moglie Sonja(Engvoll), progetta il suicidio per poterla riabbracciare.
L’atteggiamento intransigente di Ove si ammorbidisce dopo l’incontro con l’iraniana Parvaneh (Bahar Pars), la nuova vicina, da poco trasferita nella casa di fronte con il marito e i due figlioletti. Smessi i panni di ispettore del vialetto, insieme a quelli di vigilante dei parcheggi e della spazzatura, l’inquilino solitario si apre a una tenera e inaspettata amicizia.
Recensione:
Mr Ove è una persona rompiscatole, burbera, schematica, maniacale, onesta ed incapace di relazionarsi con diplomazia con il suo prossimo.
Sulla carta Mr. Ove è una persona da evitare con cura, ma l’uomo è allo stesso la personificazione dell’antico e saggio proverbio” L’abito non fa il monaco”.
Mr Ove è sì tutte queste cose, ma è anche un uomo giusto, un grande lavoratore, determinato e soprattutto è stato un marito fedele e profondamente innamorato di sua moglie Sonja.
Mr Ove ha avuto una vita piena di sofferenze e lutti, avendo perso in poco tempo entrambi i genitori e la sua casa natia per colpa della cattiveria ed ottusità dei “colletti bianchi). Eppure Mr. Ove non si è mai arreso, rimanendo coerente con sé stesso e i suoi principi.
Mr Ove è una straordinaria e bellissima storia d’amore dove lo spettatore prende parte al primo e causale incontro su un treno tra due persone diverse ed opposte come la colta e bella Sonja e il ruvido e giovane Ove, avendo la conferma come il vero Amore possa superare ogni barriera sociale e culturale.
Sonja è stato tutto per Mr Ove, un tornado che gli ha cambiato la vita.
Come dice lo stesso protagonista alla sua vicina iraniana “la mia vita è stata nulla prima di Sonja e lo è adesso senza di lei”
Mr Ove è un Gigante buono, che nasconde le proprie fragilità, dolori e sensibilità dentro un’armatura fatta di regole, urla e schemi. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-19/

219) La ragazza nella Nebbia – Il Film

Il biglietto da acquistare per “La ragazza nella nebbia” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre.

“La ragazza nella nebbia” è un film di Donato Carrisi. Con Toni Servillo, Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, Galatea Ranzi, Michela Cescon. Thriller, 127′. Italia, Francia, Germania, 2017

Sinossi;La sedicenne Anna Lou – brava ragazza dai lunghi capelli rossi appartenente ad una confraternita religiosa molto conservatrice – scompare dal paesino montano di Avechot. A interessarsi del caso è l’ispettore Vogel (Servillo), che ha una reputazione professionale da salvare e una propensione a fare leva sui mass media. E dato che ad Avechot si sono appena trasferiti un professore di liceo (Boni) con moglie (Guidoni) e figlia, chi meglio di un estraneo alla comunità può candidarsi come principale sospettato?

Recensione:

Questo weekend sarà ricordato, al cinema, non solo per la consueta e aspra battaglia al botteghino, ma anche per l’attesa sfida tra Diego De Silva e Donato Carrisi.

Entrambi gli autori hanno voluto partecipare in modo attivo alla realizzazione degli adattamenti dei loro bestseller, “Terapia di coppia per amanti” e “La ragazza nella nebbia”, firmando la sceneggiatura il primo, cimentandosi nella regia il secondo.

Abbiamo già parlato della delusione provata per l’operato di De Silva, e memori di quello eravamo alquanto preoccupati per “La ragazza nella nebbia”, avendo amato molto il romanzo (qui la mia recensione). Come sempre sarà il pubblico a decretare il vincitore di questa inedita sfida, ma a mio modesto parere Carrisi batte De Silva 3-0!

“La ragazza nella nebbia”, per chi non avesse letto il romanzo, offriva già il materiale per una perfetta sceneggiatura, con la sua scrittura incalzante, avvolgente, intensa, precisa, curata e capace di tenere il lettore inchiodato alla pagina fino all’ultimo.

La vera sfida, semmai, era quello di non rovinare questo gioiello dalle grandi potenzialità. E i miei dubbi – come quelli di molti critici – non riguardavano tanto le capacità di Carrisi come sceneggiatore ma come regista. Ebbene, lo scrittore ha dimostrato di avere le potenzialità e il talento per stare con successo dietro la macchina da presa.

“La ragazza nella nebbia” conserva, nel complesso, nella sua versione cinematografica la potenza e la profondità drammaturgica del libro, anche se con delle sostanziali differenze narrative. Come lo stesso Carrisi ha dichiarato in conferenza stampa (su Parole a Colori l’intervista completa): “Mi sono potuto concedere il lusso di uccidere l’autore al primo giorno di set, lavorando alla sceneggiatura in tranquillità”. continua su

http://paroleacolori.com/la-ragazza-nella-nebbia-un-thriller-che-porta-alla-luce-il-mostro-dentro-di-noi/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”