23) Rinascere -Il Film

Il biglietto d’acquistare è : Omaggio (Con Riserva)

“Rinascere” è un film di Umberto Marino. Con Alessio Boni, Giancarlo Commare, Gea Dall’Orto, Salvatore Nicolella, David Coco. Biopic, drammatico. Italia 2022

Recensione:

Tutti sognano. Tanti progettano. Alcuni sperano. Solamente in pochi, però, riescono a vincere sfide impossibili.

Un atleta è, per definizione e indole, persona votata al sacrificio, pronto a qualsiasi rinuncia per amore dello sport e del successo. Partecipare all’Olimpiade può rappresentare il momento più alto di una carriera, ma per arrivarci il percorso è irto di ostacoli.

Manuel Bortuzzo, giovane promessa del nuoto italiano, aveva messa in conto tutto questo, quando si era trasferito a Roma per gareggiare e allenarsi con i migliori. Nella capitale aveva anche incontrato Martina, il suo primo grande amore.

Sembrava procedere tutto per il meglio per l’atleta trevigiano quando, il 2 febbraio 2019, rimane vittima innocente e inconsapevole di un regolamento di conti fra delinquenti. Due colpi di pistola indirizzati alla persona sbagliata e Manuel perde l’uso delle gambe e finisce su una sedia a rotelle. La sua carriera sembra finita e il sogno di partecipare alle Olimpiadi svanito per sempre…

“Rinascere” di Umberto Marino è il racconto sincero, accorato, intenso della sfida fisica e soprattutto esistenziale intrapresa – e vinta, ci sentiamo di dire – da Manuel Bortuzzo nell’accettare la sua nuova condizione e, insieme al padre Franco, porsi l’obiettivo di “riprendersi tutto”. continua su

18) La donna per me

Il biglietto d’acquistare per “La donna per me” è : Di pomeriggio

“La donna per me” è un film di Marco Martani. Con Andrea Arcangeli, Alessandra Mastronardi, Stefano Fresi, Cristiano Caccamo. Commedia. Italia 2022

Sinossi:

Cosa faresti se ti potessi togliere qualsiasi dubbio prima di prendere la decisione più importante della tua vita? Cosa succederebbe se, per magia, potessi vivere assecondando tutti i tuoi desideri più profondi? Tutto questo sta per succedere ad Andrea, un ragazzo di trent’anni alla vigilia del matrimonio con Laura, conosciuta all’università e con cui da allora ha costruito la sua vita. Qualche dubbio di troppo trasforma l’esistenza di Andrea che si risveglia ogni giorno in una vita diversa, in un se stesso diverso e in realtà in cui Laura non è mai stata la sua compagna. Scoprendo le mille declinazioni che avrebbe potuto prendere la sua vita, da single scapestrato e sciupafemmine a rockstar di successo, Andrea deve fare però i conti con la mancanza di Laura. Cercherà di rompere l’incantesimo?

Recensione:

Il matrimonio è l’inizio di un percorso condiviso che porta gioia e appagamento oppure “l’unica guerra in cui si dorme con il nemico”? Difficile a dirsi. I romantici, che credono nell’amore eterno, vi risponderanno nel primo modo. I cinici, che magari temono di rimanere intrappolati firmando il fantomatico “pezzo di carta”, nel secondo.

Quel che è certo è che molte donne sognano il grande giorno e l’abito bianco e vivono l’attesa del matrimonio con gioia, mentre per gli uomini è più complicato. Più ci si avvicina al sì e più i dubbi si moltiplicano: sarò capace di essere fedele? Resisterò alle tentazioni? Sto facendo la scelta giusta?

“La donna per me” di Marco Martani affronta proprio questo “dramma maschile” degli ultimi giorni e ore da single, mescolando con discreta efficacia creativa e ironia due precedenti: “Canto di Natale” di Charles Dickens e “Ricomincio Da capo” di Harold Ramis continua su

10) Il Commissario Montalbano -Il Metodo Catalanotti

“Il Metodo Catalanotti” è un film di Alberto Sironi, Luca Zingaretti. Con Luca Zingaretti, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Antonia Truppo, Greta Scarano, Sonia Bergamasco. Commedia, drammatico, 117′. Italia 2021

Sinossi:

Il commissario e i suoi uomini sono chiamati a fare luce sull’omicidio di un uomo, ucciso con una coltellata al petto. Tutto parrebbe condurre al giro dell’usura, ma troppe cose non tornano. Per venire a capo della matassa di indizi e assicurare alla giustizia il colpevole, Salvo dovrà andare oltre le apparenze e indagare nelle pieghe della vita del defunto e nelle sue “ossessioni” per il teatro e l’arte tragica. Intanto l’arrivo di una nuova giovane collega, Anna, scuote profondamente Montalbano.

Recensione:

Quando, due anni fa, terminai la lettura di “Il metodo Catalanotti”, la mia prima esclamazione fu un secco: “Minchia, Maestro!”. Espressione colorita, lo so, ma legittima davanti a un finale inaspettato e sconvolgente. Perché voglio premetterlo, questa storia ha rappresentato un vero terremoto per i lettori.

Ho incominciato fin dal quel giorno a immaginare quali sarebbero state le decisioni della Rai e di Palomar riguardo agli attori che avrebbe composto il cast dell’inevitabile, futuro adattamento.

Poi il destino, nel giro di pochi mesi tra luglio e agosto del 2019, ci ha privati prima del maestro Camilleri, subito dopo del regista Alberto Sironi. Al terremoto letterario si è sommato lo shock emozionale per produzione e attori, portando a una lunga riflessione. continua su

40) La Concessione del Telefono

“La Concessione del Telefono” è un film di Roan Johnson. Con Alessio Vassallo, Fabrizio Bentivoglio, Corrado Guzzanti, Thomas Trabacchi, Federica de Cola, Dajana Roncione. Drammatico, 135’. Italia 2020

Vigata, seconda metà del XIX secolo. Pippo Genuardi, classe 1856, è un commerciante di legnami con il pallino per le nuove tecnologie e un talento naturale per cacciarsi nei guai. Desideroso di ottenere la concessione per una linea telefonica privata, inizia a scrivere lettere alle autorità competenti, senza sapere di avere avviato una rocambolesca catena di eventi che lo portano a essere considerato un pericolo per lo Stato e a essere guardato con crescente ostilità da un malavitoso locale.

Ma quale uomo sano di mente può chiedere informazioni per ottenere una linea telefonica casalinga?

Probabilmente questa bizzarra domanda posta dal grottesco prefetto campano Marascianno al ligio questore Monterchi racconta più di tante parole perché “La concessione del telefono” sia stato uno dei romanzi storici più riusciti e divertenti usciti dal genio creativo quanto ironico di Andrea Camilleri.

C’era molto attesa per il terzo adattamento televisivo della serie “C’era una volta Vigata”, realizzato dalla Palomar. E se già in “tempo di pace” questi film danno la possibilità di riflettere sui limiti e le contraddizioni della nostra società, oggi, in piena “guerra al Coronavirus”, colpiscono ancora di più, evidenziando come certi atteggiamenti di chi ci governa tendano a peggiorare col passare degli anni ..continua su

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39) La Rete di Protezione – Film TV – Il Commissario Montalbano

Ha ancora senso scrivere la recensione di un film, di una serie tv, di uno spettacolo teatrale (visto in streaming, naturalmente) ai tempi del Coronavirus? Ci sarà qualcuno interessato a leggerla, tra flash-mob sul balcone e paura?

Probabilmente no, ma nonostante la situazione precaria ho deciso comunque di accettare l’invito della direttora Turillazzi e parlarvi del nuovo episodio del Commissario Montalbano, “La rete di protezione”, andato in onda su Ra1. Fosse solo per regalare a me stesso qualche minuto di normalità.

Il sottoscritto ha poche certezze nella vita, una di queste è il valore letterario di Andrea Camilleri. Nessun racconto o romanzo scritto dal Maestro mi ha mai veramente deluso. Al loro interno ho sempre trovato un messaggio, uno spunto di riflessione, un’opportunità per sorridere.

Ma quando, tre anni fa, ho letto “La rete di protezione”, non ne ho avuto purtroppo un’impressione molto positiva:

Mi permetto di dire che probabilmente è l’indagine meno riuscita del commissario Montalbano. Solo sul finale, infatti, per quanto costruito in modo magistrale, si ritrovano gli elementi che hanno reso celebre la serie.

Rileggendo oggi queste mie parole mi rendo conto di quanto possano adattarsi anche all’adattamento televisivo. La puntata denota infatti criticità narrative e debolezze strutturali, e si fatica più del dovuto a entrare dentro la storia e a empatizzare con i personaggi continua su

“La rete di protezione”: recensione del nuovo episodio di Montalbano

32) Salvo amato, Livia mia – Il Commissario Montalbano

“Salvo amato, Livia Mia” è un film di Alberto Sironi, Luca Zingaretti. Con Luca Zingaretti, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Rosario Lisma, Angelo Russo. Drammatico, 110′. Italia 2020

Sinossi:

Agata, una giovane archivista, viene trovata morta a Vigata, uccisa da innumerevoli colpi alla testa con un oggetto contundente. Agata è figlia della parrucchiera di Livia, e l’eterna compagna del commissario Montalbano ne era diventata amica quando la giovane archivista si era trasferita a Genova per lavoro. Dunque Livia torna a Vigata per abbracciare i genitori della defunta, e Salvo avvia un’indagine che si rivelerà molto complessa e svelerà i segreti più nascosti di alcuni abitanti del paese.

Recensione:

Dal 9 marzo torna su Rai 1 il commissario Montalbano, con due nuovi episodi della serie, “Salvo amato, Livia mia” e “La rete di protezione”.

Prima che in tv è stato possibile godere al cinema del primo dei due, in un evento di tre giorni inteso anche come un omaggio allo scrittore Andrea Camilleri e al regista Alberto Sironi, scomparsi rispettivamente a luglio e ad agosto 2019.

“È inutile girarci intorno – ha dichiarato un commosso Luca Zingaretti in conferenza stampa -, il successo di Montalbano si basava e si basa su tre pilastri: la scrittura di Andrea, il talento di Alberto nel curare gli adattamenti tv dei romanzi e l’alchimia che negli anni si è creata tra i membri del cast. Nel giro di pochi mesi sono venuti a mancare due su tre di questi pilastri”.

A Zingaretti è toccato il compito arduo di raccogliere l’eredità registica di Sironi, supportato dalla Palomar, dai colleghi e dai tecnici, e mettersi dietro la macchina da presa e non solo davanti. Due episodi da intendere come un tributo, un saluto, prima del possibile gran finale.

Perché l’estate scorsa è stato girato un terzo episodio, “Il metodo Catalanotti”, che presenta un finale aperto quanto clamoroso per la vita sentimentale del nostro commissario. Ma questo lo vedremo solamente nel 2021, una scelta produttiva molto probabilmente concordata con Sellerio. continua su

“Salvo amato, Livia mia”: dal 9 marzo torna il commissario Montalbano

115) Prima che la Notte

“Prima che la notte” è un film tv di Daniele Vicari. Con Fabrizio Gifuni, Lorenza Indovina, Dario Aita, David Coco, Selene Caramazza, Fabrizio Ferracane, Carlo Calderone.

Chi era Giuseppe Fava? Perché è così urgente che il pubblico televisivo e in modo particolare i giovani conoscano la storia di questo giornalista siciliano, ucciso dalla mafia locale il 5 gennaio 1984?

“Io ho un concetto etico del giornalismo: ritengo che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella siciliana rappresenti una forza essenziale. Un giornalismo fatto di verità impedisce la corruzione, frena la violenza, la criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili. Pretende il funzionamento dei servizi sociali. Tiene continuamente all’erta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o calcolo, della verità si porta sulla coscienza tutti i dolori che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, le violenze che non è stato capace di combattere. Il suo stesso fallimento!”

Fava firmò questo editoriale dopo che il suo editore aveva provato a censurarlo, nel 1980. E le sue parole rendono l’idea della caratura morale e del modo di pensare di questo giornalista, scrittore, drammaturgo, uomo carismatico, affascinante, solare, ironico, amante della vita e delle donne.

Il film tv “Prima che la notte”, in onda su Rai 1 il 23 maggio, in occasione della giornata della legalità, inizia il suo racconto proprio a partire da quell’anno.

Giuseppe Fava (Gifuni), sebbene abbia ottenuto numerosi successi professionali a Roma, decide di tornare a Catania accettando la proposta di un facoltoso imprenditore di fondare e dirigere un nuovo giornale. Il ritorno a casa ha un carattere privato: l’uomo vuole infatti definire il rapporto con la moglie Linda (Indovina), nonostante il loro matrimonio sia, di fatto, finito da tempo.

Fava si getta con entusiasmo nella nuova avventura professionale, formando una redazione di giovani giornalisti – carusi – tra cui anche il figlio Claudio (Aita), e dando vita a un giornale alternativo, scomodo e coraggioso, che parlava della mattanza in corso nelle strade di Catania, del boss mafioso Nitto Santapaola, dei quattro Cavalieri del lavoro, ribattezzati dell’Apocalisse, collusi con la malavita. continua su

http://paroleacolori.com/prima-che-la-notte-su-rai-1-il-film-tv-sul-giornalista-siciliano-giuseppe-fava/

41) La Mossa del Cavallo – C’era una volta Vigata

“La Mossa del Cavallo ” è un film di Gianluca Maria Tavarelli. Con Michele Riondino, Ester Pantano, Cocò Gullotta, Antonio Pandolfo, Giovanni Carta, Giancarlo Ratti.

Dopo essere stato bacchettato da Andrea Camilleri in conferenza stampa (qui il pezzo con l’intervista), il vostro cronista non vorrebbe reiterare la scorrettezza, recensendo negativamente “La mossa del cavallo“, in onda su Rai 1 il 26 febbraio, ma purtroppo anche il capo direttore Turillazzi non scherza, quanto a punizioni.

Non me ne voglia chi di dovere, ma la trasposizione del primo romanzo storico di Camilleri, edito da Sellerio, voluta in chiave western per omaggiare il cinema di Sergio Leone e poi quello di Quentin Tarantino, convince poco e soprattutto finisce per svilire la natura del libro e gran parte delle sue potenzialità.

“La mossa del cavallo” avrebbe dovuto raccontare il ritorno a casa di un siciliano, Giovanni Bovara (Riondino), nuovo ispettore capo ai mulini, che seppure nato a Vigàta si è formato al Nord, a Genova. Un uomo preciso, integerrimo, che rifiuta, e quasi rinnega, le proprie origini, parla con inflessione genovese e fatica a comprendere il siciliano dei suoi sottoposti e degli arroganti e collusi superiori.

Giunto a Montelusa nell’autunno del 1877, Bovara si illude di poter applicare il proprio metodo di lavoro in una realtà tragicamente opposta. Un uomo onesto in Sicilia – sembra dire Camilleri col suo libro e col suo film -, però, rischia di fare una brutta fine: o viene ucciso, o viene fatto passare per pazzo oppure viene accusato d’essere lui il criminale.

È quanto succede all’ispettore, che per salvarsi dall’ingiusta accusa deve dismettere gli abiti dell’onesto servitore dello Stato e riprendere quelli del siciliano, furbo, disincantato e scaltro.

Michele Riondino è un ottimo attore, che ha dato negli anni prove del suo talento e della sua poliedricità (non ultimo nel ruolo del giovane Montalbano), ma questa volta, nonostante gli sforzi, si ha la sensazione che il risultato non sia del tutto all’altezza.

Il suo Giovanni Bovara, a nostro modesto parere, riesce solamente in parte ad avvicinarsi al personaggio originale. All’inizio, ad esempio, non si percepiscono lo sdegno e il rifiuto per la mentalità siciliana, e la successiva conversione, quindi, risulta forzata.

http://paroleacolori.com/la-mossa-del-cavallo-un-western-nella-sicilia-di-montalbano/

28) La Giostra Degli Scambi

“La Giostra Degli Scambi” è un film di Alberto Sironi. Con Luca Zingaretti, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Sebastiano Lo Monaco, Angelo Russo, Roberto Nobile, Giovanni Guardiano, Desirée Noferini, Fabrizio Bentivoglio, Sonia Bergamasco. Giallo, 110′. Italia, 2018

Rieccolo! Sta per tornare su Rai 1 con due nuovi casi (“La giostra degli scambi” e “Amore”), tratti dai libri di Andrea Camilleri, il Commissario Montalbano interpretato da Luca Zingaretti. Appuntamento in prima serata lunedì 12 e lunedì 19 febbraio.

Il fil rouge che accomuna i due episodi, che escono a cavallo di San Valentino, manco a dirlo, è l’amore. Lo ha sottolineato anche Alberto Sironi nelle sue note alla regia. “Chi più di Camilleri ha saputo raccontare le mille anime del sentimento? Dal frenetico impulso degli innamoramenti giovanili, con quel desiderio ardente di bruciarsi nel piacere, alla quiete dell’amore coniugale fino agli amori senili dove il desiderio si trasforma in tenerezza”.

E anche il protagonista, Zingaretti, ha voluto ribadirlo in conferenza stampa: “Quando ho avuto modo di rivederle, sono rimasto colpito dalla bellezza e dalla profondità di queste due storie. Viviamo in uno stato di crisi economica perenne, la paura – del terrorismo, del futuro – è diventata una compagna costante delle nostre giornate. Ma forse proprio l’amore è l’unico antidoto a quest’epoca di incertezza”.

A chi gli chiede fino a quando presterà il volto all’amatissimo Commissario, Zingaretti risponde in modo onesto: “Continuerò a interpretare questo ruolo finché proverò piacere a farlo. Ogni anno mi ritrovo per qualche mese in compagnia di vecchi amici, più che colleghi, e sono sempre emozioni diverse e sincere”.

La “storia d’amore” tra Montalbano e la Rai dura ormai da quasi vent’anni. Sono 32, infatti, gli episodi trasmessi dalla tv di Stato dal 1999, quando andò in onda “Il ladro di merendine”, a oggi – con oltre 140 repliche, e ascolti record.

Cosa dunque dobbiamo aspettarci di nuovo da “La giostra degli scambi” e “Amore”? Niente, se mai la conferma di un ingranaggio narrativo e recitativo che non sembra accusare stanchezza o passaggi a vuoto. Uno dei valori aggiunti della serie, a nostro modo di vedere, è l’introduzione di anno in anno di nuovi personaggi, attori e attrici di talento che contribuiscono a rendere Montalbano un evergreen.

LA GIOSTRA DEGLI SCAMBI: DUE CASI, UN SOLO COLPEVOLE
Nell’approcciarsi al primo dei due nuovi casi, in onda oggi, lunedì 12 febbraio, siete invitati a non essere precipitosi nel giudicare i fatti. Le apparenze, infatti, il più delle volte ingannano.

La quiete di Vigata è scossa da una serie di inspiegabili rapimenti di ragazze per mano di un misterioso uomo incappucciato. L’unico punto di contatto tra le vittime: sono tutte cassiere in banca. continua su

http://paroleacolori.com/il-commissario-montalbano-amore-protagonista-nei-due-nuovi-casi/

25) In punta di piedi

“In Punta di Piedi ” è  un film di Alessandro D’Alatri. Con Bianca Guaccero, Cristiana Dell’Anna, Marco Palvetti, Giorgia Agata. Drammatico. Italia, 2018

Angela è una giovane che coltiva un grande sogno: diventare una ballerina di danza classica. Ma Angela vive a Secondigliano, un quartiere della periferia nord di Napoli dove le attività criminali come lo spaccio di droga costituiscono per molti la principale fonte di guadagno. La sua famiglia è coinvolta in questi traffici – il padre è il capo di un gruppo camorristico noto come “gli scissionisti”. Angela deve affrontare grandi difficoltà per perseguire le sue passioni, sostenuta dalla madre Nunzia, che la iscriverà a una scuola, e da Lorenza, un’insegnante, tra le prime ad accorgersi del talento della piccola.

Nel 2000 ci siamo emozionati e abbiamo ballato con “Billy Elliot” di Stephen Daldry, condividendo il sogno del giovane protagonista di diventare un ballerino, nonostante la dura avversione del padre minatore.

Nel 2013, abbiamo scoperto grazie a Marco Pontecorvo e al suo “L’oro di Scampia” come anche in un luogo apparentemente abbandonato dallo Stato sia possibile costruire qualcosa di bello e legale, grazie all’azione di persone determinate come il maestro di judo Gianni Maddaloni.

Il nuovo tv-movie di Rai 1 “In punta di piedi”, diretto da Alessandro D’Alaltri, promette di unire i due piani, con una storia – d’ispirazione reale – di malavita e passione per la danza, di drammi familiari e voglia di riscatto. Una storia che ha subito convinto il produttore Luca Barbareschi e gli sceneggiatori, quando l’hanno letta sul giornale.

La particolarità del film è che propone una prospettiva femminile e sincera sulla realtà camorristica, di per sé maschilista e chiusa, evidenziando come le donne dei quartieri degradati, sebbene spesso poco istruite e costrette al silenzio da mariti-padroni, possano dimostrare personalità e coraggio inaspettati quando in gioco c’è il futuro dei figli.

Protagonista è Angela (Agata), la figlia di un boss locale col sogno di diventare ballerina classica, ma anche Lorenza (Guaccero) ex ballerina di successo che nonostante le difficoltà ambientali desidera offrire un’opportunità alle ragazze di Secondigliano e Nunzia (Dell’Anna), madre di Angela e moglie fedele e innamorata di Vincenzo, che ha sempre accettato e condiviso le scelte del suo uomo.

“In punta di piedi” è un film toccante e originale, apprezzabile per la passione e la professionalità profusi dal cast, in cui spicca per bravura e naturalezza la giovane Giorgia Agata.

Nonostante le grandi potenzialità della storia, la messa in scena risulta piuttosto forzata e poco incisiva, i dialoghi e la sceneggiatura retorici, stereotipati, incapaci di trasmettere un senso di veridicità. continua su

http://paroleacolori.com/in-punta-di-piedi-tv-movie-anticamorra-al-femminile/