95) Belle

Il biglietto d’acquistare per “Belle” è : Sempre (Con Riserva)

“Belle” è un film d’animazione di Mamoru Hosoda. Con Kaho Nakamura, Rina Izuta, Tina Tamashiro, Kôji Yakusho, Sometani Shôta. Animazione, 122′. Giappone 2021

Sinossi:

Suzu, una liceale di 17 anni, vive nelle campagne della Prefettura di Kochi con il padre, dopo aver perso la madre in giovane età. La prematura perdita ha fatto chiudere Suzu in se stessa e l’ha allontanata dal padre e dalla cosa che più amava fare: cantare. Dopo aver capito che scrivere musica è il suo unico scopo nella vita, Suzu scopre un mondo virtuale noto come U, dove assume il ruolo di Belle, un avatar che in poco tempo le permette di diventare una cantante di fama mondiale. La comparsa di una misteriosa creatura, un drago, nell’universo virtuale la porterà a vivere una mirabolante avventura…

Recensione:

La vita di tutti giorni può essere mediamente complessa, faticosa, piena di delusioni, insoddisfacente. Gli adulti sono obbligati a fare di necessità virtù e sopportarla, non fosse altro che per senso di responsabilità.

Ma se sei una timida liceale in una cittadina periferica del Giappone, che vive sola col padre dopo che la madre è morta sacrificandosi per una bambina in pericolo, allora il quotidiano può apparirti davvero insostenibile.

“Belle” del maestro dell’animazione nipponica Mamoru Hosoda arriva a Londra dopo aver incantato il pubblico ai Festival di tutto il mondo (cominciando da Cannes)

Hosoda affronta con delicatezza e umanità tematiche universali e attualissime come l’elaborazione del lutto, il bullismo, il timore di non essere all’altezza delle aspettative degli altri e dei propri sogni e la conseguente “fuga” dietro uno schermo. Tanti temi, ma tutto sviluppati alla perfezione nella sceneggiatura.

E c’è di più, perché in “Belle” viene inserito anche il tema della violenza sui minori in ambito familiare, attraverso una personale rielaborazione della fiaba “La Bella e la Bestia”.

Suzu ha un talento nascosto: ha una voce bellissima, ma si vergogna a esibirsi in pubblico. Così, come molti coetanei incompresi, emarginati, arrabbiati o semplicemente annoiati, decide di costruirsi un’identità virtuale nell’universo virtuale di U, e diventa Belle. In poco tempo, grazie al suo talento, Belle diventa una stella, ma i demoni sono arrivati anche in questo pacifico mondo altro. continua su

65) I Croods 2 – Una Nuova Era

Il biglietto da acquistare per “I Croods 2 – Una nuova era” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Croods 2” è un film di Kirk De Micco, Chris Sanders, Joel Crawford. Con Alessandro Gassman,
Virginia Raffaele, Benedetta Porcaroli, Francesco Pannofino, Alice Pagani.
Animazione, 95′. USA 2021

Sinossi:

Il piccolo Guy è diventato grande e ha perso i genitori, che prima di scomparire gli hanno detto di seguire sempre la luce e andare in cerca del Domani. Lungo la via incontra i Croods che lo accolgono come un figlio nonostante il capofamiglia Grug sia geloso delle attenzioni che la figlia Hip riserva al nuovo arrivato: ma quello fra Guy e Hip è un amore adolescente e non conosce barriere. I Croods però si imbatteranno in un mondo nuovo più evoluto del loro, capitanato dalla famiglia dei Superior: Filo, Speranza e la figlia teenager Aurora. I Superior erano amici fraterni dei genitori di Guy e sperano di abbinare Aurora al ragazzo, ma dovranno vedersela con l’impavida Hip e con la sua simpatica, anche se impresentabile, famiglia. E tutti dovranno capire dove risieda il loro Domani.

Recensione:

Dopotutto, domani è un altro giorno» diceva, fiduciosa, Rossella O’Hara al termine di “Via con il vento”. Per i Croods, la scombinata famiglia preistorica protagonista dei film d’animazione, invece, il Domani assume un diverso significato…

Preparatevi a vivere una divertente quanto avventurosa rivisitazione della mitologica ricerca del Sacro Graal, con i simpatici protagonisti alle prese con mille pericoli, un nuovo mondo, un clan rivale più evoluto.

“I Croods 2 – Una nuova era” è nel complesso un buon sequel, equilibrato dal punto di vista narrativo e stilistico.

Gli sceneggiatori sono stati bravi e creativi a inserire nella storia tematiche delicate come il primo amore e l’eterno scontro tra tradizione e innovazione, senza perdere il tono leggero e ironico che ha caratterizzato la serie fin dall’esordio. possiamo valutarlo complessivamente un riuscito sequel basato su un giusto equilibrio narrativo e stilistico.

Lo spettatore osserva divertito la crescente tensione esistenziale e culturale – o sarebbe meglio dire radical chic – che si crea tra le famiglie Croods e Superior. I primi, per quanto cavernicoli, sono pronti a tutto per difendere il proprio branco. I secondi, invece, rappresentano l’evoluzione, l’uomo che si sente al centro dell’universo. continua su

59) Spirit Il Ribelle

Spirit - Il ribelle - Film (2021) - MYmovies.it

Il biglietto d’acquistare per “Spirit- Il Ribelle” è : Di pomeriggio

“Spirit -il Ribelle” è un film d’animazione diretto da Elaine BoganEnnio Torresan , scritto da Aury Wallington

Isabela MercedLucky Prescott (voce originale)
Eiza GonzálezMilagro Navarro (voce originale)
Julianne Moorezia Cora (voce originale)
Jake GyllenhaalJim (voce originale)
Mckenna GraceAbigail Stone (voce originale)
Marsai MartinPru Granger (voce originale)
Andre BraugherAl Granger (voce originale)

Sinossi:

Spirit – Il Ribelle, film diretto da Elaine Bogan e Ennio Torresan, racconta la storia di Lucky Prescott (Isabela Merced voce originale), una ragazza che si trasferisce dalla sua casa in città in piccolo paesino di frontiera, Miradero. La giovane vive con sua zia Cora (Julianne Moore voce originale), perché sua madre è morta quando era ancora in fasce. Le uniche cose che sa del genitore defunto è che era una stuntman, che andava a cavallo e che aveva un carattere ribelle.
Proprio come sua madre, anche Lucky è restia a rispettare le regole, scappando spesso di casa, causando non poche preoccupazioni alla zia, che stanca di stargli dietro decide di mandarla da suo padre Jim (Jake Gyllenhaal voce originale) nel paesino di Miradero. Nella sua nuova casa la giovane sembra annoiarsi ogni giorno di più, fino a quando non incontra Spirit, un cavallo selvaggio e ribelle proprio come lei. Lucky si affeziona presto al suo nuovo amico, i due insieme vivranno inaspettate e coraggiose avventure.

Recensione:

Siamo abituati a vedere film western dove i protagonisti sono uomini forti, brutti, sporchi e sovente cattivi, mentre ee donne hanno  ruoli marginali o “destinate ad essere salvate dal bruto di turno.

Nel selvaggio west, la libertà di scelta, il coraggio, il talento, la voglia di dimostrare il proprio coraggio è sempre stato declinato al maschile.

“Spirit-Il Ribelle”  ha il merito di ribaltare questa vecchia e sciocca visione maschilista , raccontando con uno stile semplice, lineare quanto brillante il coming age della giovane protagonista Lucky desiderosa di seguire le orme materne.

“Spirit -Il Ribelle” è anche il racconto di una bella amicizia tra Lucky e l’indomabile cavallo Spirit costruito con pazienza  basandosi  sul reciproco rispetto.

I due registi Bogan-Torresan  mettono in scena una storia divertente, appassionante, colorata e musicale partendo da uno  script magari non originale e piuttosto prevedibile nello sviluppo narrativo, ma comunque  funzionale ed adeguato per il pubblico più giovane.

Lo spettatore segue con simpatia e curiosità le avventure da neo cavallerizza di Lucky e delle sue due amiche Pru ed Abigail trasmettendo il messaggio d’emancipazione ed indipendenza evidenziando la positiva anomalia  di questa porzione del selvaggio west.

“Spirit “ è un film d’animazione  piuttosto basico nella grafica e costruzione dei personaggi , ma “elevato”  da una colonna sonora azzeccata e trascinante.

Lo spettatore è coinvolto emotivamente in questa avventura / coming age in ambito western ed dal taglio  femminile ,  rivelatosi una scelta narrativa vincente unendo anche il tema dell’amicizia con i cavalli ed una sincera “sorellanza” tra le ragazze.

Lucky è il simbolo di una generazione che desidera , vuole seguire il proprio istinto, affermare la propria identità non mostrando alcun timore ed incertezza.

In conclusione Spirit è un film complessivamente godibile, fresco, moderno, stimolante che consigliamo di vedere alle giovani spettatrici che sognano un futuro da donne libere e magari  cavalcando sulle verdi praterie della vita.

151) Calamity

Il biglietto da acquistare per “Calamity” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Calamity” è un film di Rémi Chayé. Animazione, 85′. Francia, Danimarca 2020

Sinossi:

1863, un convoglio nel West in America. Martha Jane ha bisogno di imparare a prendersi cura dei cavalli per guidare il carro di famiglia. Solo che finisce per indossare pantaloni e tagliarsi i capelli. Lo scandalo provocato dal suo carattere ribelle e austero la costringerà ad affrontare molti pericoli.

Recensione:

Apparirà strano a molti, in particolare alle nuove generazioni, ma nel vecchio e selvaggio West ci fu una donna capace di superare le distinzioni di genere, diventando una pistolera leggendaria. Sto parlando di Calamity Jane.

La portata della sua storia vi apparirà in tutta la sua grandezza e originalità, se pensate che, all’epoca, il destino delle donne era quello di diventare mogli e madre, massaie, non certo avventuriere.

Ma chi era Calamity Jane prima diventare una leggenda? Il film d’animazione “Calamity”, del regista Rémi Chayé, presentato in concorso ad Alice nella città, prova a rispondere a questa intrigante domanda, con una storia di indipendenza e coraggio.

Lo spettatore viene portato indietro nel West del 1863. Martha Jane è molto lontana per indole e talenti dalle sue coetanee. La ragazza desidera infatti cavalcare, imparare a guidare un carro, lanciare il lazzo, non sentendosi inferiore ai coetanei maschi, che supera spesso in destrezza.

“Calamity” è un film d’animazione semplice nello stile di racconto e lineare nello sviluppo. Nonostante il gran potenziale del personaggio (che per certi versi ricorda la Merida del disneyano “Ribelle – The brave”), però, l’intreccio risulta solamente a tratti davvero coinvolgente e incisivo. continua su

146) Wolfwalkers

Il biglietto da acquistare per “Wolfwalkers” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto*. Sempre.

“Wolfwalkers” è un film di Tomm Moore, Ross Stewart. Con Honor Kneafsey, Eva Whittaker, Sean Bean.
Animazione, 103′. Irlanda, Stati Uniti 2020

Sinossi:

Robyn, giovane apprendista cacciatore, viaggia con il padre in Irlanda per aiutare a cacciare l’ultimo branco di lupi. Tutto cambia quando Robyn salva Meth, una ragazzina dallo spirito libero che appartiene a una misteriosa tribù, e diventa sua amica…

Recensione:

Leggendo le recensioni dei colleghi d’oltreoceano si sarebbe tentati di pensare che “Wolfwalkers”, presentato in anteprima al Toronto Film Festival e adesso a Londra, sia il miglior film d’animazione dell’anno.

Potrebbe anche essere, ma bisogna considerare prima di tutto che nel 2020, causa Covid, la concorrenza non è stata molta. I cartoon usciti in sala si contano sulle dita di una mano, e alle defezioni si è aggiunto da pochi giorni anche l’atteso “Soul” della Pixar, che vedremo soltanto su Disney+.

In generale, io consiglio sempre cautela prima di gridare al capolavoro, di qualsiasi genere questo sia. “Wolfwalkers”, nello specifico, è sicuramente un bel film – che completa la trilogia irlandese dei registi Tomm Moore e Ross Stewart – ma non esente da criticità narrative e limiti strutturali. continua su

77) Bunuel nel labirinto delle tartarughe

Il biglietto d’acquistare per “Bunuel nel labirinto delle tartarughe” è: Ridotto (Con riserva)

“Bunuel nel labirinto delle tartarughe” è un film d’animazione diretto da Salvador Simo, scritto da Eligio Montero e Salvador Simo basato sulla novel graphic “Bunuel nel Labirinto delle Tartarughe”.
Sinossi:
Buñuel – Nel labirinto delle tartarughe, film diretto da Salvador Simó, racconta in forma animata un capitolo della storia del il cineasta spagnolo Luis Buñuel e di come abbia realizzato il suo terzo film, Terra senza pane. L’uscita nel 1930 del suo primo lungometraggio di stampo surrealista, L’âge d’or, realizzato sulla sceneggiatura dell’amico e pittore Salvador Dalì, ha causato molto scalpore tanto da gridare allo scandalo. Il film viene censurato subito dopo la sua uscita e Buñuel si vede costretto a far ritorno nella sua patria, in Spagna, dove decide di girare la sua terza opera.
L’ispirazione gliela regala una delle zone più povere del paese, nota come Las Hurdes, sita nell’Estremadura. Qui la popolazione vive in condizioni disagiate, non ci sono strade né elettricità e la miseria lascia spazio alla diffusione di diverse malattie. L’intento di Buñuel è documentare la situazione con un film che denunci le condizioni precarie di Las Hurdes. Grazie ai finanziamenti del suo amico, lo scultore Ramón Acín, il regista si avventura nella regione spagnola per raccontare l’estrema la miseria e consegnare alla storia un’altra pietra miliare della sua cinematografia.
Recensione:
C’è sempre un momento, un passaggio, un episodio nella vita di un grande artista che ne segna lo spartiacque esistenziale oltre che artistico.
Per il grande Luis Bunuel fu quello di poter contare sulla generosità del fraterno amico Ramon Acin, poeta e pittore anarchico, che vinta inaspettatamente la lotteria accettò di produrre il documentario “Las Hurdes” del giovane cineasta.
Luis Bunuel dopo la rottura artistica e personale con Salvador Dalì e le roventi polemiche suscitate con l’uscita del suo film “L’age d’or” aveva trovato un “muro di gomma” da parte di produttori e finanziatori per poter sviluppare nuovi progetti.
Siamo nella Spagna degli anni 30, sei anni prima dello scoppio della guerra civile ed il cinema di Bunuel è considerato oltraggioso, blasfemo e fuori dall’ortodossia cinematografica dell’epoca.
Il giovane Bunuel desideroso di dimostrare il valore e soprattutto determinato a staccarsi dalla fastidiosa ombra di Dalì decise con l’amico Acin insieme con due fidati operatori francesi di realizzare nel 1932 l’inedito documentario sulla parte più povera e disagiata della Spagna: Las Hurdes.
“Bunuel nel labirinto delle tartarughe” è una sorta di “backstage” del documentario, ma raccontato, mostrato sotto forma di film d’animazione.
Salvador Simo in modo sapiente unisce l’animazione ad alcune immagini di repertorio ottenendo il risultato di trascinare spettatore dentro una storia d’amicizia e di rinascita creativa.
Salvador Simo e Eligio Montero firmano uno script delicato, profondo, toccante capace di scavare dentro l’anima tormenta di Luis Bunuel portandolo alla luce i nodi irrisolti dell’artista con la figura paterna ed i sentimenti di rabbia e risentimento provati dopo “il tradimento” per mano dall’ex amico Dali.
“Bunuel nel labirinto delle tartarughe” va letto drammaturgicamente come una doppia sfida vissuta dall’artista che durante quella difficile quanto faticosa produzione riuscì nella tormentata catarsi umana e professionale gettando cosi le basi per essere acclamato e riconosciuto come grande regista.
“Bunuel nel labirinto delle tartarughe” ha vinto il premio Miglior Animazione Europea 2019 agli EFA – European Film Awards trovando la giusta chiave di racconto e soprattutto nell’abilità di toccare le giuste corde emotive dello spettatore. Quest’ultimo si immedesima nel travaglio interiore del giovane regista e lo sostiene in questo viaggio decisivo.
“Bunuel nel labirinto delle tartarughe” pur presentando dei passaggi narrativi prolissi ed alcuni momenti ridondanti a livello registico e lenti sul piano del ritmo rimane complessivamente una visione piacevole, intensa quanto stimolante.
Lo spettatore soprattutto più giovane sarà da una parte invogliato nell’approfondire la vita e soprattutto la cinematografia di Luis Bunuel e dall’altra rimarrà sinceramente colpito e commosso dalla grande amicizia tra il regista e Ramon Acin. Se la Settima Arte annovera giustamente Bunuel nel proprio Pantheon, una parte di questo spazio spetta al coraggioso e lungimirante Acin.

152) Spie sotto copertura

Il biglietto da acquistare per “Spie sotto copertura” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Spie sotto copertura” è un film di Nick Bruno, Troy Quane. Con Will Smith, Tom Holland, Karen Gillan, Rashida Jones, Ben Mendelsohn, Masi Oka. Animaziome, 101′. USA 2019

Sinossi:

Lance Sterling è il migliore agente segreto del mondo. Ma il capo dell’Intelligence, scottata di recente da una missione disastrosa, vuole affiancargli una squadra di supporto. Lance invece ama giocare da solo e ritiene di non aver bisogno dell’aiuto di nessuno. Walter Beckett è un inventore che progetta congegni per agenti segreti e tutti pensano che sia un tipo strano. Quando Walter incontra Lance pensa che insieme possano fare la differenza, ma il miglior agente segreto del mondo non ha nessun intenzione di ascoltare le sue idee rivoluzionarie. Peccato che, per errore, Walter trasformi Lance in un… piccione, e da quel momento l’agente segreto dovrà affrontare il rischio in veste di pennuto, senza essere nemmeno capace di volare. E Walter sarà l’unico a potergli dare una… zampa.

Recensione:

Come si fa ad avvicinare i più piccoli alla saga di James Bond, spiegando con semplicità in cosa consiste il lavoro dell’agente segreto “con licenza di uccidere”? Se sudate freddo davanti all’impresa tranquilli, da oggi c’è “Spie sotto copertura” a fare il lavoro sporco.

Quella diretta da Nick Bruno e Troy Quane è un brillante esempio di pellicola d’animazione capace di mescolare divertimento e perle di saggezza, in una sceneggiatura gradevole, lineare e avvincente.

Al di là dell’azione e delle risate, “Spie sotto copertura” è anche la storia dell’inaspettata e sincera amicizia tra il più fico e quotato degli agenti segreti, Lance Sterling, e il più nerd degli inventori, Walter Beckett, che si ritroveranno a unire i rispettivi talenti per sconfiggere una grave minaccia.

Una storia ricca di colpi di scena e gustosi cambi di genere, che conquista lo spettatore anche grazie alla vivacità e ricchezza drammaturgica. Oltre a James Bond, è facile riconoscere i riferimenti ad altri celebri saghe e film, da “Terminator” a “Independence Day”. continua su

“Spie sotto copertura”: 007 a misura di famiglie, tra risate e invenzioni

135) La Famosa invasione degli orsi in Sicilia

Il biglietto da acquistare per “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“La Famosa Invasione degli Orsi In Sicilia” è un film di Lorenzo Mattotti. Con Toni Servillo, Antonio Albanese, Linda Caridi, Maurizio Lombardi, Corrado Invernizzi. Animazione, 82′. Francia, Italia 2019

Sinossi:

Tonio, figlio del re degli orsi, viene rapito dai cacciatori nelle montagne della Sicilia. In seguito a un rigoroso inverno che minaccia una grande carestia, il re decide di invadere la piana dove vivono gli uomini. Con l’aiuto del suo esercito e di un mago, riesce a vincere e a ritrovare Tonio. Ben presto, però, si renderà conto che gli orsi non sono fatti per vivere nella terra degli uomini.

Recensione:

Ed arrivò finalmente il giorno del primo italiano in concorso a Cannes. È stato presentato nella sezione “Un certain regard” il film d’animazione “La famosa invasione degli orsi in Sicilia” di Lorenzo Mattotti, talentuoso disegnatore e scrittore stavolta impegnato nelle vesti di regista.

La pellicola – che adatta per il grande schermo un racconto scritto e illustrato, nel 1945, da Dino Buzzati – da una parte racchiude in sé la linearità narrativa e la bellezza stilistica dei film d’animazione d’antan, dall’altra veicola con grande efficacia e incisività tematiche importanti quanto universali.

Nessuna forma di governo o società può funzionare se non vengono rispettate le leggi naturali. Ogni specie deve poter vivere nel proprio habitat, senza imporre agli altri la propria visione del mondo. E ogni padre, anche se di professione re, dovrebbe concedere al figlio di crescere seguendo le proprie attitudini e i propri interessi.

“La famosa invasione degli orsi in Sicilia”, chicche ideologiche a parte, non brilla particolarmente per estetica ed effetti visivi. La regia di Lorenzo Mattotti è comunque pulita, precisa, essenziale ma intensa. continua su

“La famosa invasione degli orsi in Sicilia”: un film che rispetta Buzzati

61) Wonder Park

Il biglietto da acquistare per “Wonder park” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Wonder Park” è un film di David Feiss. Con Luigi Esposito, Rosario Morra, Francesco Facchinetti, Mila Kunis, Jennifer Garner. Animazione, 85′. USA, Spagna 2019

Sinossi:

June, una ragazza piena d’immaginazione, scopre nel bosco un incredibile parco divertimenti – chiamato Wonderland. Nonostante sia pieno di fantastiche giostre e animali parlanti, il parco si trova in uno stato di grande caos. La ragazza scoprirà presto che Wonderland è frutto della sua immaginazione ed è lei l’unica in grado di riportare tutto all’ordine. Insieme a questi animali fantastici, June dovrà salvarlo, riportando la meraviglia in Wonderland.

Recensione:

Un bambino dovrebbe avere, nei primi anni di vita, la certezza che i suoi genitori lo amino incondizionatamente e che in futuro potrà ottenere tutto ciò che vuole. Se così non fosse il momento più felice e spensierato della vita sarebbe rovinato.

I bambini sono campioni nell’arte di immaginare. E proprio da questo presupposto prende il là “Wonder park”, un film d’animazione classico, semplice, lineare sul piano stilistico e narrativo, ma coraggioso e innovativo nel voler rimarcare la bellezza di vivere in una famiglia “tradizionale”, dove regnano amore, sensibilità e sostegno reciproco.

Ma la pellicola, per quanto colorata e leggera, cerca anche di spiegare, con delicatezza e sensibilità, agli spettatori più piccoli come anche gli adulti, i genitori, non siano immuni dalle malattie o dagli altri eventi negativi della vita. continua su:

http://paroleacolori.com/wonder-park-un-film-d-animazione-semplice-ma-emozionante/

36) Asterix e il segreto della pozione magica

Il biglietto da acquistare per “Asterix e il segreto della pozione magica” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Asterix e il segreto della pozione magica” è un film d’animazione di Alexandre Astier, Louis Clichy. Con Christian Clavier, Guillaume Briat, Alex Lutz, Alexandre Astier, Elie Semoun. Animazione, 85′. Francia 2018

Sinossi:

Il druido Panoramix sta invecchiando: è caduto da un albero e si è rotto una gamba, segno che non ha più quell’agilità che sembrava renderlo invulnerabile. Insieme agli abitanti del villaggio si mette dunque in cerca di un successore cui rivelare il segreto della pozione magica che dona a chiunque la beva una forza sovrumana. Ma il consesso dei druidi, che aveva schedato i possibili candidati alla successione del più potente di tutti, mescola le schede, e Panoramix è costretto a tenere una lunghissima serie di audizioniper selezionare il prescelto (rigorosamente maschio, giacchè l’ingresso nella Foresta dei Carnuti è vietato ai non druidi e “naturalmente” alle femmine). Il rischio è quello di affidare il segreto della pozione magica a qualcuno che potrebbe non farne buon uso, o di rivelare incautamente a terzi la formula prodigiosa…

Sinossi:

Tempus fugit, scrivevano i latini. L’uomo moderno sostiene di non temere niente e nessuno, eppure il sopraggiungere dei primi segni della vecchiaia, la perdita della propria brillantezza, fanno – giustamente! – dubitare anche il più saggio e coraggioso della propria invincibilità. Grandi pensatori e letterati del passato hanno affrontato la questione, non ultimi Cicerone e Seneca.

Recensione:

Quando si invecchia è naturale cercare un successore, un allievo, qualcuno a cui tramandare le proprie conoscenze ed esperienze. E per quanto possa apparirvi repentino, è facile passare dal mondo classico a una galassia lontana lontana, pensando a uno dei più celebri rapporti maestro-allievo della storia del cinema, quello tra Obi-Wan Kenobi e Anakin Skywalker.

Immaginate adesso di mescolare le riflessioni dei saggi latini e lo sviluppo del tema fatto nella saga di Star Wars e di ripensare il tutto in chiave gallica e animata, utilizzando uno stile leggero ma incisivo e toni ironici e canzonatori. Ecco, avrete così un’idea di cosa aspettarvi da “Asterix e il segreto della pozione magica”.

Quello di Alexandre Astier e Louis Clichy è un film magistralmente scritto e diretto, capace di parlare ai giovani di tematiche lontane da loro come il senso della vita e il sopraggiungere della vecchiaia. La struttura narrativa è agile, lineare, intensa, fluida, mai noiosa o banale. continua su

http://paroleacolori.com/asterix-e-il-segreto-della-pozione-magica-un-film-divertente-e-riuscito/