73) Sweet girl

Il biglietto da acquistare per “Sweet girl” è:
Neanche regalato (con riserva). Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Sweet girl” è un film di Brian Andrew Mendoza. Con Jason Momoa, Isabela Moner, Manuel Garcia-Rulfo, Amy Brenneman, Adria Arjona. Azione, 110′. USA 2021

Sinossi:

Quando sua moglie si ammala di cancro e la malattia progredisce rapidamente verso una condanna a morte, Raymond Cooper riceve una speranza: un farmaco sperimentale che potrebbe migliorare le condizioni della donna. Il giorno in cui dovrebbe iniziare le nuove cure, però, il farmaco viene ritirato da una manovra sporca di una “big pharma”, che vuole tagliare le gambe alla concorrenza. Raymond, contrariando la figlia Rachel, giura vendetta pubblicamente, telefonando al manager della compagnia farmaceutica mentre questo è in diretta TV. Successivamente, un giornalista che ha raccolto informazioni sulla corruzione del gruppo lo contatta, ma la situazione prende molto presto una tragica piega.

Recensione:

I manager delle cosiddette “big pharma” sono un bersaglio facile, contro cui indirizzare l’odio generale – già di per sé sono abbastanza detestati dall’opinione pubblica, diciamocelo. “Sweet girl” di Brian Andrew Mendoza, disponibile su Netflix, quindi, avrebbe potuto avere vita facile nel conquistare il pubblico.

Prendete un marito e padre innamorato e affettuoso; una malattia mortale che un farmaco sembra poter curare – o quanto meno rallentare; un colosso farmaceutico che briga, con metodi più o meno legali, per far ritirare il suddetto farmaco dal mercato. Metterli insieme in una storia convincente era possibile.

Gli sceneggiatori di “Sweet girl”, invece, hanno dato vita a un intreccio inverosimile, caotico, contraddittorio. Una sceneggiatura contraddistinta da troppi buchi narrativi e salti temporali ingiustificati, senza una linearità. continua su

39) Run

Il biglietto da acquistare per “Run” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Run” è un film di Aneesh Chaganty. Con Sarah Paulson, Kiera Allen, Pat Healy, Erik Athavale, Sharon Bajer,
Bradley Sawatzky. Thriller, 90′. USA 2020

Sinossi:

Chloe è una ragazza disabile che vive con la madre, Diane, che l’ha cresciuta in totale isolamento, controllando ogni sua mossa e ogni suo gesto. Solo ora che è cresciuta, Chloe inizia a notare che quello di sua madre è un atteggiamento sinistro ed esageratamente maniacale. Questa morbosità spinge la ragazza a mettere in discussione il loro rapporto e a indagare in casa, alla ricerca di qualcosa che possa permetterle di comprendere più a fondo perché la madre si comporti così…

Recensione:

Una madre ama, protegge, accudisce il proprio figlio fin dalla nascita, senza se e senza ma, a maggior ragione se questo ha dei problemi di salute, magari dalla nascita. Perché una madre desidera solo il meglio, per il proprio “piccolo”, e sogna di vederlo sempre felice e sereno.

Questo in linea di principio. Ci sono alcune madri, però, incapaci di accettare che la propria creatura prenda il volo e diventi autonoma e adulta. Per queste donne l’amore materno si trasforma in vera e propria ossessione… perché amare qualcuno è un bene, ma amarlo tanto da impedirgli di vivere la propria vita è una malattia.

Aneesh Chaganty, alla seconda regia dopo “Searching” del 2018, nel suo “Run” mostra proprio come la maternità possa cambiare una donna e la sua mente, spingendola a compiere atti incredibili, impensabili e persino criminosi.

Il film è un thriller psicologico – o, come ha scritto qualcuno online, “un horror senza spargimenti di sangue” -, costruito sul simbiotico rapporto creatosi negli anni tra Diane (Paulson) e la figlia Chloe (Allen), costretta su una sedia a rotelle fin da bambina. Le due sembrano vivere in perfetta armonia in un quadro quasi da Mulino bianco, quando all’improvviso le certezze della ragazza sulla madre entrano in crisi. continua su

95) Lucania – Terra sangue e Magia

“Lucania- Terra e Magia” è un film di Gigi Roccati. Con Giovanni Capalbo, Angela Fontana, Pippo Delbono, Maia Morgenstern, Christo Jivkov. Drammatico, 85′. Italia 2019

Sinossi:

Lucania: è qui che vivono Rocco e Lucia, un padre severo, legato alla terra come un albero, e una ragazza selvatica, muta dalla morte della madre Argenzia, che ha il dono di vedere e di sentirne l’anima. Un giorno Rocco respinge l’offerta di Carmine, un autotrasportatore che gli chiede di seppellire materiali tossici nella sua terra in cambio di denaro e, scopertosi in grave pericolo, decide di fuggire a piedi per mettere in salvo la figlia.

Recensione:

Vivere nel Terzo millennio dovrebbe farci sentire felici e fortunati, trattandosi di un’epoca storica segnata da grandi conquiste sociali ed economiche, e da continue scoperte scientifiche e tecnologiche.

Peccato che osservando la realtà del nostro Paese viene spontaneo chiedersi se l’Italia partecipi o meno di questo clima. A un Nord industriale, ricco e modernizzato continua a contrapporsi un Sud ancorato a una vita rurale e tradizionale, e restio a qualsiasi forma di cambiamento.

Con il suo secondo film, “Lucania – Terra sangue e magia”, Gigi Roccati cerca di raccontare l’anima “agricola” dell’Italia, residuale ma quanto mai combattiva, con una storia ambientata nella bella e magica Basilicata.

La storia di Rocco e della figlia Lucia, per quanto ambientata ai nostri giorni, sembra sospesa nello spazio e nel tempo. Si percepisce fin da subito l’ambizione di mescolare tradizione e modernità, spiritualità e cultura popolare, inserendo nell’intreccio anche la tematica delicatissima dello smaltimento illegale dei rifiuti. continua su

“Lucania – Terra sangue e magia”: racconto di una realtà dimenticata

154) Mia Madre non lo deve sapere (Chiara Francini)

“Mia Madre non lo deve sapere” è un romanzo scritto da Chiara Francini e pubblicato da Rizzoli nel maggio 2018.

Sinossi:
Chiara lo sa: l’amore guarisce qualsiasi ferita, asciuga ogni lacrima, riassesta le ammaccature dell’anima. Fin da bambina, glielo avevano insegnato i suoi due papà, Giancarlo e Angelo, allevandola a poesia e Galatine, tolleranza e Natale-tutto-l’anno. È grazie a questa palpitante certezza che Chiara riesce di nuovo a sorridere alla vita dopo che babbo Giancarlo ha lasciato per sempre lei, papà Angelo e tutta la loro variegata famiglia di zie eccentriche, Supreme e amiche tatuate. La crisi con Federico, per fortuna, è superata e insieme hanno eletto a loro nuovo nido il Voilà, quella casa nel Ghetto di Roma che tanto era già stata importante per Giancarlo e Angelo. Federico ne adora il bagno per via della carta da parati verde in rilievo, Chiara ci sente tutto il calore di un grembo in cui mettersi in posizione fetale. Ma la vita è un susseguirsi di scherzi, dispetti e imprevisti, e nessun luogo, nemmeno il Voilà, può dirsi sicuro. Un venerdì, infatti, mentre Angelo come d’abitudine frigge triglie per tutti, suona alla porta Eleonora, la mamma-non mamma di Chiara. Con sé ha un trolley e un motivo segreto per cui ha abbandonato Londra. E ora si installa proprio al Voilà. Muta, immobile, rigida presenza. Ingombrantissima, assordante. Ma che cosa vorrà? Sciuperà il germoglio di felicità appena spuntato tra Chiara e Federico? Porterà con sé altre sciagure? Dopo lo straordinario successo di Non parlare con la bocca piena che ha rivelato il generoso talento narrativo di Chiara Francini, prosegue in questo romanzo la storia di Chiara e degli altri personaggi in una trama sorprendente che va ad arricchirsi di temi e protagonisti nuovi. I lettori vi troveranno non solo le ruvidità e la dolcezza di un rapporto madre-figlia che nasce, ma un’improbabile combriccola femminile che si riscatta con l’azzardo, colpi di scena e tutto un caleidoscopio di emozioni raccontate con sensibilità e ironia. E una conclusione che fa bene: «Condividere è come il lievito. Fa la felicità profumata e croccante».
Recensione:
Tanti, troppi, a mio modesto parere, sono  saliti sul carro vincente di Luca Guadagnino dopo i successi di critica del film “Chiamami con il Tuo nome”, senza averne visto neanche fotogramma.
Figurarsi leggerne almeno una pagina dell’omonimo romanzo di Andrè Aciman !
Altrettanti numerosi sono stato quelli che, colpiti dalla “furia radical chic”, si sono lanciati nell’invettiva social contro Lorenzo Fontana, neo ministro leghista alla Famiglia, responsabile di un ‘ improvvida quanto infelice esternazione sulle “famiglie arcobaleno”.
Ogni eccesso è difetto recita un vecchio e saggio proverbio.
Sono necessarie: misura, pazienza, intelligenza, amore e soprattutto una buona dose d’ironia nell’ affrontare, risolvere ed infine codificare , nella società d’oggi, l’evoluzione e trasformazione della parola ” famiglia” .
L’invito è  di ridurre   la vostra frenesia social e  di fare piuttosto un salto  nella più vicina libreria per comprare il brillante, colorato, ed intenso secondo romanzo di Chiara Francini.
Aspettando il possibile sequel di “Chiamami con il tuo Nome”, il lettore quest’estate  potrà gustarsi piuttosto il ritorno di Chiara e della sua allegra e variopinta famiglia, già conosciuti e amati con “Non si parla con la bocca piena”, convincente esordio letterario dell’artista toscana.
“Mia madre non lo deve sapere” è un romanzo delicato, intimo, profondo, toccante che conduce il lettore a scoprire, stavolta sì in modo opportuno, elegante e poetico, come e quanto amore si possa dare e ricevere all’interno di un nucleo familiare non “tradizionale”.
“Mia madre non lo deve sapere” è anche il racconto della “prima” controversa convivenza sotto lo stesso tetto tra la protagonista Chiara e l’eccentrica ed algida madre Eleonora, dopo che quest’ultima è stata cacciata di casa e spogliata d’ogni avere dal ricco marito londinese.
Eleonora consapevole di non possedere alcun istinto materno, compì una scelta controversa quanto sincera nell’affidare Chiara all’amore della coppia composta da Angelo e Giancarlo.
Una scelta rivelatesi giusta e felice per tutti oltre a dimostrare che una figlia può essere cresciuta felicemente e serenamente anche da due papà.
“Mia madre non lo deve sapere” ci insegna allo stesso tempo come non sia mai tardi per una madre “biologica” poter costruire un sincero rapporto affettivo con la propria figlia.

“Mia madre non lo deve sapere” è un romanzo ironico, garbato, frizzante in cui si alternano, in modo efficace ed armonioso, momenti di malinconia ad altri di grande allegria e tenerezza ben incarnati dai diversi e briosi personaggi che bussano alla porta del “Voilà”.
Chiara Francini conferma ,con questo brioso secondo romanzo, le proprie doti creative e letterarie e soprattutto permette al lettore di cogliere ed apprezzare bellezza purezza e maturità della donna prima ancora dell’artista.
“Mia Madre non lo deve sapere” è una lettura irrinunciabile della vostra, nostra estate!.

123) Julieta

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Il biglietto da acquistare per “Julieta” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Pedro Almodóvar. Con Emma Suarèz, Adriana Ugarte, Rossy De Palma, Inma Cuesta, Darío Grandinetti. Drammatico, 99′. 2016.

Uscita in Italia: 26 maggio 2016

La prima vera delusione del Festival di Cannes arriva, per il vostro inviato, con il film in concorso diretto da Pedro Almodóvar, “Julieta“. I commenti negativi della stampa spagnola erano già arrivati alle mie orecchie, provocandomi una certa ansia e preoccupazione. Essendo però un estimatore di Almodóvar ho deciso di confidare nel suo talento e dargli una chance, senza pregiudizi. Ebbene Julieta, purtroppo, può essere definito il punto più basso della lunga e creativa carriera del regista spagnolo.

Preparatevi a vedere un brutto film tv, uno di quelli che generalmente la Rai propina al pubblico la domenica sera.

Almodóvar è famoso per la bravura e sensibilità nel raccontare il mondo femminile con tutte le sue sfumature, cogliendone sempre appieno lo spirito. Purtroppo, questa volta, qualcosa è andato storto.

Lo spettatore conosce Julieta (Suarez), una bella donna di mezz’età che è sul punto di lasciare Madrid per trasferirsi in Portogallo con il fidanzato Lorenzo (Grandinetti) quando incontra casualmente, per strada, una vecchia amica della figlia Antía, che le parla della ragazza. Julieta, da oltre 10 anni lontana dalla figlia, prende quell’incontro come un segno e decide di non partire più e tornare nel suo vecchio appartamento.

Usando l’escamotage di una lettera – che Julieta scrive alla figlia – veniamo a conoscenza del passato della protagonista. Nei flashback la vediamo giovane (Ugarte), una brillante professoressa di Letteratura classica. Scopriamo anche come si sono conosciuti lei e Xoan, il padre di Antía, e come la loro fosse una storia d’amore bella e appassionante, finché un tragico evento non sconvolge le vite di tutti i personaggi.

Anita incolpa la madre di ciò che è successo e, dopo esserle stata comunque vicina durante una brutta depressione, decide di prendere le distanze e farsi una propria vita. Lo spettatore percepisce così il dolore di una madre rifiutata e allontanata dalla figlia, figlia che da quel momento considera come morta.

Nonostante il tema fortemente emotivo, il film manca di nerbo e incisività narrativa, scorre via in maniera banale, senza lasciare nulla allo spettatore. continua su

Festival del cinema di Cannes | In concorso | Julieta

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket to buy for “Julieta” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

A Pedro Almodóvar film. Emma Suarez, Adriana Ugarte, Rossy De Palma, Inma Cuesta, Darío Grandinetti. Drama, 99 ‘. 2016.

Output in Italy: May 26, 2016

The first real disappointment of the Cannes Film Festival comes to your correspondent, in direct competition with the film by Pedro Almodóvar, “Julieta.” The negative comments in the Spanish press had already reached my ears, causing me some anxiety and concern. However, being an admirer of Almodóvar I decided to trust in his talent and give it a chance, without prejudice. Julieta Well, unfortunately, can be defined as the lowest of the Spanish director long and creative career point.

Get ready to see a bad TV movie, one of those who usually Rai propina to the public on Sunday evening.

Almodóvar is famous for the skill and sensitivity in telling the women’s world with all its nuances, capturing more fully the spirit. Unfortunately, this time, something went wrong.

The viewer knows Julieta (Suarez), a beautiful middle-aged woman who is about to leave Madrid to move to Portugal with her boyfriend Lorenzo (Grandinetti) when he meets by chance on the street, an old friend of Antía daughter, who speaks of the girl. Julieta, for more than 10 years away from his daughter, takes the meeting as a sign and decided not to leave and go back to his old apartment.

Using the ploy of a letter – that Julieta wrote to his daughter – we learn about the past of the protagonist. In flashbacks we see young (Ugarte), a brilliant professor of classical literature. We also discover how they met her and Xoan, the father of Antía, and how their story was a beautiful and passionate love, until a tragic event does not upset the lives of all the characters.

Anita blames the mother of what has happened and, seeing he was still close during a bad depression, she decided to distance themselves and make up their own life. So the viewer perceives the pain of a mother refused and moved away from her daughter, the daughter that henceforth considers as dead.

Despite the highly emotional issue, the film lacks narrative backbone and incisiveness, runs off in a trivial, without leaving the viewer anything. continues on

Festival del cinema di Cannes | In concorso | Julieta

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being Melvin”

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105) Floride

floride

Il biglietto d’acquistare per “Floride” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

Floride è un film del 2016 diretto da Philippe Le Guay, scritto da  Philippe Le Guay Jérôme Tonnerre, con :  Jean Rochefort , Sandrine Kiberlain.

Che cosa temiamo di più: la morte? Invecchiare? O trascorrere la parte finale della nostra esistenza senza avere più ricordi?

Un corpo può essere curato, ma se ad ammalarsi è la mente, tutto si complica.

Claude (Jean Rochefort) è un simpatico e arzillo vecchietto che rifiuta l’idea di dover aver bisogno di una badante. E’ stato un brillante imprenditore, ha avuto due mogli e due belle figlie: Carol (Sandrine Kiberlain) e Juliette (Coline Beal).

Carol ha preso il suo posto alla guida dell’azienda dopo che Claude ha scelto di ritirarsi, mentre Juliette vive in Florida, negli Stati Uniti.

Per quanto Carol si sforzi di essere una figlia affettuosa e premurosa, per Claude è Juliette la figlia del cuore.

“Florida” è un film incentrato su come un uomo sia chiamato ad affrontare e vivere la propria vecchiaia e soprattutto su quanto sia importante avere una famiglia nella parte finale dell’esistenza.

Claude non se ne rende conto, ma lentamente la sua mente confonde e mescola passato e presente, non riuscendo più a essere autosufficiente.

E’ anche il delicato e toccante rapporto tra padre e figlia e di come spesso sia difficile trovare le parole giuste per comprendersi e soprattutto nell’ ammettere il reciproco amore.

Carol ama suo padre al punto di nascondergli una tragica verità sulla sorella che potrebbe devastarlo.

Sì, perché Claude è una persona in apparenza sorridente e vitale, ma in vero è un uomo consumato da un dolore che solo un padre può provare quando perde una figlia.

Raccontare i sentimenti è difficile, mostrarli in pubblico lo è anche di più.

Eppure Jean Rochefort, nonostante la veneranda età, ha la forza e intensità di un ragazzino. continua su

http://dreamingcinema.it/florida/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “Floride” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

Floride is a 2016 film directed by Philippe Le Guay, written by Philippe Le Guay Jérôme Tonnerre, with: Jean Rochefort, Sandrine Kiberlain.

What we fear the most: death? Getting older? Or spend the final part of our existence no longer have memories?

A body can be cured, but if the mind is to get sick, everything is complicated.

Claude (Jean Rochefort) is a smart and sprightly old man who rejects the idea of having to need a caregiver. It ‘was a brilliant entrepreneur, he had two wives and two beautiful daughters: Carol (Sandrine Kiberlain) and Juliette (Coline Beal).

Carol took his place at the helm after Claude chose to retire, while Juliette lives in Florida, in the United States.

As Carol strives to be a loving and caring daughter of Claude Juliette she is the daughter of the heart.

“Florida” is a movie about how a man is called to face and live their old age and especially of how important it is to have a family at the end of existence.

Claude does not realize it, but slowly his mind confuses and mixes past and present, no longer able to be self-sufficient.

It ‘also the delicate and touching relationship between father and daughter and how it is often difficult to find the right words to understand each other and especially in’ to admit the mutual love.

Carol loves her father so far as to conceal a tragic truth about the sister who could destroy it.

Yes, because Claude is a person smiling and vital appearance, but it is a man consumed by a grief that only a father can feel when losing a daughter.

Telling the feelings is difficult, show them in public it is even more.

Yet Jean Rochefort, despite the venerable age, has the strength and intensity of a boy. continues on

http://dreamingcinema.it/florida/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

130) Contagious

contagioius

Il biglietto d’acquistare per “Contagious” è:1) Neanche Regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre
“Contagious” è un film del 2015 diretto da Henry Hobson, scritto da John Scott 3, con : Arnold Schwarzenegger, Abigail Breslin, Joely Richardson.
Il legame tra un padre e una figlia è pressoché indissolubile, in cui l’amore supera ogni tipo di problema e avversità. Un padre è agli occhi della propria figlia il principe azzurro che non tradisce mai e una figlia per un padre sarà sempre la bambina da difendere e accudire.
Probabilmente queste vi sembreranno frasi scontate e un pò retoriche eppure hanno un loro potenza e fascino al punto di poter farne lo spunto per un film ufficialmente “horror” come “Contagious”, ma che in vero ha un dna prevalentemente drammatico e intimistico.
Il “pretesto” di raccontare una bella, profonda e tragica storia d’amore tra padre e figlia ambientandola in un futuro e ipotetico mondo dove la popolazione sta morendo vittima di un virus che rende zombi e in cui la speranza è venuta meno permette all’aspetto emotivo di emergere in maniera forte e di esaltare la bravura degli interpreti e nello stesso tempo di strizzare l’occhio allato commerciale magari però facendo scuotere la testa ai “puristi” del genere.
Arnold Schwarzegger è Wade . umile agricoltore, ma soprattutto un padre affettuoso e apprensivo che decide di riportare a casa l’amata figlia Maggie(Breslin) fuggita via e sfortunatamente morsa da uno zombie e destinata a trasformarsi in una di loro
Ed è qui che l’autore decide una svolta narrativa diversa non raccontando gli zombi e la paura che essi tradizionalmente trasmettano, ma bensì l’inquietudine, il dolore di un padre nel dover dire addio alla figlia.
La telecamera segue in maniera cupa, soffocante, angosciante il conto alla rovescia della trasformazione di Maggie mostrando la sofferenza umana di Wade e la paura della ragazza e di come il loro legame sia più forte di tutti.
Schwarzegger è in questo un caso “un Terminator” intimo,debole, malinconico e disperatamente impotente di fronte al destino. I suoi occhi, il suo sguardo stavolta prendono il posto dei muscoli spiazzando ed emozionando lo spettatore per una recitazione semplice, intima e intesa capace di usare uno stile sottomesso e discreto senza mai eccedere in pietismo e forzature sceniche.
Abigail Breslin si conferma un’attrice emergente di talento e dotata di una notevole personalità nel riuscire a rendere il suo personaggio credibile e d’impatto creando cosi con Arnold una coppia riuscita e ricca di sfumature suscitando empatia e coinvolgimento con il pubblico
La regia è sicuramente interessante e di valore riuscendo a creare la giusta e calibrata atmosfera alla storia dettando con opportunità i tempi del racconto garantendo un buon pathos narrativo anche se nella parte centrale il ritmo è meno avvolgente e dirompente forse a causa di un intreccio narrativo carente in dialoghi e sviluppo avendo voluto dare priorità ai silenzi e sguardi dei personaggi.
Il finale è molto poetico, struggente , sebbene tragico, regalando al commosso spettatore una intensa e tenera rappresentazione dell’Amore probabilmente in una delle forme più alte.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e  Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.cavinatoeditore.com

he ticket purchase for “Contagious” is: 1) Even Gifted 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Contagious” is a film of 2015 directed by Henry Hobson, written by John Scott 3, with: Arnold Schwarzenegger, Abigail Breslin, Joely Richardson.
The bond between father and daughter is almost unbreakable, where love overcomes all sorts of problems and adversity. A father is in the eyes of his daughter the prince who never betrays and a daughter to a father will always be the little girl to defend and look after.
Probably these sentences will seem obvious and somewhat rhetorical yet have their power and charm to the point of being able to make it the starting point for a film officially “horror” as “Contagious”, but that in truth has a predominantly dna dramatic and intimate.
The “excuse” to tell a good, deep and tragic love story between father and daughter, setting it in a future, hypothetical world where the population is dying victim of a virus that makes zombies and where hope has failed allows all ‘ emotional aspect to emerge strongly and to enhance the skill of the performers at the same time winking beside doing business but maybe shake his head at the “purists” of the genre.
Arnold Schwarzegger is Wade. humble farmer, but also a loving father and apprehensive deciding to bring home his beloved daughter Maggie (Breslin) ran away and unfortunately bitten by a zombie and destined to become one of them
And it is here that the author decides a turning narrative than not telling the zombies and the fear that they traditionally convey, but rather the anxiety, the pain of a father in having to say goodbye to his daughter.
The camera follows in a dark, suffocating, agonizing countdown of the transformation of the human suffering of Maggie showing Wade and the fear of the girl and how their bond is stronger than all.
Schwarzegger is in this case a “Terminator” intimate, weak, sad and desperately helpless in the face of fate. His eyes, his gaze this time take the place of the muscles crowding and thrilling the audience for a drama simple, intimate and understanding capable of using a style subdued and discreet never exceeded in pietism and forcing stage.
Abigail Breslin confirms actress emerging talented and has a great personality in being able to make his character believable and impact thus creating a successful couple with Arnold and nuanced arousing empathy and involvement with the public
The direction is certainly interesting and worth being able to create the right atmosphere and calibrated to the history with opportunities dictating the timing of the story, ensuring a good narrative pathos although in the central part the pace is less enveloping and disruptive perhaps due to a poor storyline in dialogues and development having wanted to give priority to the silences and glances of the characters.
The finish is very poetic, poignant, tragic though, giving the viewer an intense emotional and tender depiction of Love probably in one of the highest forms.

112 ) E’Arrivata mia Figlia !

è arrivata mia figlia 2

Il biglietto d’acquistare per “È arrivata mia figlia!” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre

Un film di Anna Muylaert. Con Regina Casé, Camila Márdila, Michel Joelsas, Karine Teles, Helena Albergaria. Drammatico, 114. 2015

Le governanti vecchio stampo, quelle donne che dedicavano la vita alla cura di una casa e soprattutto di una sola famiglia, sono ormai una specie in via d’estinzione. Oggi va di moda la figura della colf o della cameriera a ore, che presta servizio presso datori di lavoro differenti.

Ai tempi dei nostri nonni, invece, avere la governante era la normalità, almeno nelle famiglie benestanti. Della vita privata di quelle donne si sapeva molto poco, ma spesso le rinunce e i sacrifici che dovevano fare per garantire una vita dignitosa e possibilmente un futuro migliore del proprio ai figli erano enormi.

Allora le differenze sociali erano molti forti, i ruoli di padrone e governante/cameriera ben distinti. È ancora così? In tanti probabilmente direbbero un “no” convinto, eppure quando per lavoro si deve “servire” e “accudire” ancora oggi è facile avere la mentalità del “il padrone ha sempre e comunque ragione”.

Questa è la storia, o sarebbe meglio dire la vita, di Val (Casé), donna brasiliana di mezz’età, da oltre vent’anni al servizio di una ricca famiglia di San Paolo. Val si è dedicata con tutta se stessa alle faccende e ha cresciuto con amore Fabinho (Joelas), il figlio della coppia.

L’esistenza semplice della donna cambia quando un giorno riceve la telefonata della figlia Jessica (Mardila) che le chiede ospitalità per potersi preparare agli esami d’ingresso alla prestigiosa Facoltà di architettura.

L’arrivo di Jessica rompe gli equilibri tra Val e i suoi padroni perché la ragazza, cresciuta lontana dalla madre, non accetta la sua filosofia di vita e l’atteggiamento accondiscendete e servizievole nei confronti i potenti, mostrando invece di possedere grande personalità e voglia di emergere…. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-e-arrivata-mia-figlia/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “You got my daughter!” Is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

Directed by Anna Muylaert. With Queen Casé, Camila Márdila, Michel Joelsas, Karine Teles, Helena Albergaria. Drama, 114. 2015

The old-style rulers, those women who devoted their lives to the care of a home, especially a single family, are now an endangered species. Today it is fashionable figure of the maid or waitress in hours, serving at different employers.

At the time of our grandparents, instead, to have the housekeeper was the norm, at least in wealthy families. Privacy of those women knew very little, but often the sacrifices and the sacrifices they had to do to ensure a dignified life and possibly a better future of their children were huge.

Then social differences were many strong, the roles of master and housekeeper / maid distinct. It is still the case? Many would probably say “no” convinced, but when you have to work to “serve” and “care” is still easy to have the mentality of “the Master always right.”

This is the story, or should I say the life, of Val (Casé), Brazilian woman of middle years, for over twenty years in the service of a wealthy family in Sao Paulo. Val has dedicated itself with all of herself to the business and has grown with love Fabinho (Joelas), the couple’s son.

The mere existence of the woman changes when one day receives a call from daughter Jessica (Mardila) who asks her hospitality in order to prepare for entrance exams to the prestigious School of architecture.

The arrival of Jessica breaks the balance between Val and his bosses because she grew up far away from the mother, she does not accept his philosophy of life and attitude accondiscendete and obliging towards the powerful, showing instead of owning great personality and desire to …. continued emergence of

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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