188) Mio Figlio

Il biglietto d’acquistare per “Mio Figlio” è: Di pomeriggio (Con Riserva)
Sinossi:
Julien e Marie hanno divorziato da qualche tempo, e in questo pesa il fatto che lui fosse sempre lontano per lavoro e lei non potesse contarci, né come marito né come padre di Mathys, che ora ha sette anni. La notizia della sparizione del bambino, durante la notte, dalla tenda dove dormiva insieme ai compagni di un campo invernale, richiama però immediatamente Julien sulle Alpi. E per ritrovare suo figlio, l’uomo si mostra disposto a tutto.
Recensione:
“Mio Figlio” è un film del 2017 diretto da Christian Carion, scritto da Christian Carion e Philippe Boëffard, con : Guillaume Canet, Mélanie Laurent, Olivier de Benoist, Antoine Hamel, Mohamed Brikat, Lino Papa.
Sono due i maggiori incubi per un genitore: dover assistere al funerale del proprio figlio o non aver avuto la possibilità di proteggerlo da un grave pericolo.
Due avvenimenti, che anche solamente immaginati, producono brividi di vero terrore e dolore nell’animo e cuore di qualsiasi genitore.
Se il genitore in questione è il padre che, a causa un sofferto divorzio si trova fisicamente lontano nel ricevere telefonicamente tale infausta notizia dall’ex moglie, ecco che l’incubo, se possibile. diventa ancora più spaventoso e devastante.
Parte da questa scioccante ed angosciante sequenza al telefono, la madre di tutti gli incubi per Julien (Canet) di professione geologo, richiamato d’urgenza in Francia dall’ex moglie Marie (Laurent) poiché Mathys, il loro unico figlio di 7 anni, è misteriosamente scomparso mentre si trovava in campeggio per la 1 volta
Lo spettatore sa poco e nulla dei motivi che hanno portato alla rottura del matrimonio di Julien e Maurice e perché il primo abbia deciso d’avere pochi e saltuari rapporti con suo figlio.
Ciò nonostante il pubblico si ritrova immerso in una storia misteriosa ed ambigua in pieno stile Twin Peaks, ambientata in una bella vallata di montagna innevata nel pieno dell’inverno.
Mathys sembra essere scomparso nel nulla e nonostante l’impegno della polizia non sembrano esserci tracce o speranze concrete per poterlo salvare.
Non ci sono né sospetti o indagati all’interno della comunità eppure Julien percepisce che qualcosa di sinistro all’interno di questa serena e pacifica comunità.
L’uomo inizia così una frenetica e concitata indagine personale che in alcuni momenti risulti sfociare in una disperata e folle individuazione di un colpevole a tutti i costi.
“Mio Figlio” è drammaturgicamente ideato e costruito intorno al personaggio di Julien ed alle sue improvvise reazioni emotive ed evoluzioni psicofisiche sempre a limite di un crollo.
Una scelta autoriale che si rivela vincente riuscendo fin da subito a creare un solido e sincero ponte emozionale con lo spettatore disposto a seguire e sostenere il protagonista nella sua rabbiosa, soffocante, angosciante e confusa indagine per capire che cosa sia accaduto al figlio. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-69/

110) Si Muore Tutti Democristiani

Il biglietto da acquistare per “Si muore tutti democristiani” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Si Muore Tutti Democristiani” è un film di Pietro Belfiore, Davide Bonacina, Andrea Fadenti, Andrea Mazzarella, Davide Rossi (III). Con Walter Leonardi, Massimiliano Loizzi, Marco Ripoldi, Paolo Rossi, Valentina Lodovini. Commedia, 89′. Italia, 2017.

Sinossi:

Enrico, Fabrizio e Stefano sono amici e colleghi di una vita. Si barcamenano tra video per sindacati, matrimoni, piccoli video per il sociale, mantenendo una “purezza etica” a cui loro tengono molto e agognando di poter tornare a realizzare documentari. Improvvisamente arriva la proposta lavorativa che potrebbe cambiare le loro vite: un grosso documentario per una Onlus che si occupa di immigrazione. Una proposta troppo bella per essere vera, e infatti dopo pochi giorni scoppia un grosso scandalo che coinvolge il capo della Onlus. Cosa decideranno di fare i nostri eroi? Rifiuteranno in nome dell’etica oppure accetteranno rischiando di compromettere i loro valori?

Recensione :

Oggi è ancora possibile rifiutare un lavoro per motivi politici o ideologici oppure questo è diventato un lusso per pochi – solitamente per persone ricche di famiglia?

Da giovani ci si può permettere di essere idealisti, intransigenti, incorruttibili, ma una volta giunta la maggiore età e con essa le responsabilità tutti sono costretti prima o dopo a imparare l’arte del compromesso. Perché a fine mese, in un modo o nell’altro, bisogna arrivarci…

“Si muore tutti democristiani”, presentato nella sezione Panorama Italia di Alice nella città 2017, è l’atteso esordio al cinema del gruppo noto come Il Terzo Segreto di Satira.

Personalmente ho seguito con discreto interesse il loro percorso online, riscontrando nei video una certa qualità, e un’ironia dissacrante e un cinismo cortese nel mostrare il non sense della società contemporanea.

Il passaggio dal web al cinema non è semplice – in tanti, negli anni, hanno fallito miseramente – perché i due mondi sono diversi sia per lo stile, il linguaggio e la scrittura dei video che per il tipo di pubblico che ne fruisce.

Nel complesso “Si muore tutti democristiani” è un esordio dignitoso, che ha dalla sua alcuni spunti narrativi interessanti, che spingono alla riflessione, e dei momenti spassosi. Appare evidente, però, che i ragazzi del TSS debbano ancora lavorare molto per trovare una chiara identità anche al cinema. continua su

http://paroleacolori.com/si-muore-tutti-democristiani-etica-morte-o-sopravvivenza/

65) Hostiles

Il biglietto da acquistare per “Hostiles – Ostili” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Hostiles” è un film di Scott Cooper. Con Christian Bale, Stephen Lang, Rosamund Pike, Wes Studi, Jesse Plemons, Ben Foster. Avventura, 127′. USA, 2017

Sinossi:

Il capitano Joe Blocker (Bale) è alla soglia della pensione quando, su richiesta del presidente degli Stati Uniti, gli viene ordinato di condurre fino al Montana il capo Cheyenne Falco Giallo, in fin di vita per una malattia terminale. Peccato che Joe abbia combattuto contro gli indiani fino a quel momento e abbia visto morire molti amici e commilitoni, alcuni proprio per mano di Falco Giallo. Al drappello si unisce anche Rosalie (Pike), una donna che ha visto trucidare la propria famiglia da una banda di ladri di cavalli Comanche.

Recensione:

Viviamo un’epoca storica in cui le divisioni, l’intolleranza, l’odio per chi è diverso sembrano diventate le basi fondanti della società. Lo straniero viene spesso identificato come il nemico, o almeno qualcuno da guardare con sospetto e diffidenza.

Paradossalmente più un Paese cerca di proporsi oggi come modello di democrazia e di libertà più, se analizzato approfonditamente, mostra di avere al suo interno, magari nel suo passato, tracce evidenti di razzismo.

Gli Stati Uniti sono l’esempio più lampante in questo senso, e il regista Scott Cooper, volendo rimarcare le contraddizioni sociali, politiche ed economiche che sta attraversando attualmente il suo Paese, si è servito della storia oltre che della propria creatività.

Il western “Hostiles – Ostili” ha aperto la 12° edizione della Festa del Cinema di Roma 2017 portando sul grande schermo l’ostilità tra indiani e bianchi, che ha prodotto nel corso del tempo carneficine e spargimenti di sangue, un conflitto ancora oggi non completamente sanato.

A dimostrare come né gli uni né gli altri si siano risparmiati in tal senso, basterebbero le prime due scene del film. La famiglia di Rosalie (Pike) viene aggredita e trucidata da una banda di indiani. Il capitano Jospeh J. Blocker (Bale) mette in atto una spietata retata contro una tribù innocente.

Da qui prende il via il film di Cooper, definito dallo stesso regista in conferenza stampa un atipico western dell’umanesimo. Lo spettatore deve prepararsi all’alternarsi di momenti di violenza inaudita e momenti di introspezione psicologica, spirituale ed esistenziale che probabilmente ai fan del genere potrebbero risultare un po’ indigesti. continua su

http://paroleacolori.com/hostiles-un-western-malinconico-con-dei-limiti-nella-sceneggiatura/