215) Origin (Dan Brown)

“Origin” è un romanzo scritto da Dan Brown e pubblicato nell’ottobre 2017 da Mondadori Editore.

Sinossi: Robert Langdon, professore di simbologia e iconologia religiosa a Harvard, è stato invitato all’avveniristico museo Guggenheim di Bilbao per assistere a un evento unico: la rivelazione che cambierà per sempre la storia dell’umanità e rimetterà in discussione dogmi e principi dati ormai come acquisiti, aprendo la via a un futuro tanto imminente quanto inimmaginabile. Protagonista della serata è Edmond Kirsch, quarantenne miliardario e futurologo, famoso in tutto il mondo per le sbalorditive invenzioni high-tech, le audaci previsioni e l’ateismo corrosivo. Kirsch, che è stato uno dei primi studenti di Langdon e ha con lui un’amicizia ormai ventennale, sta per svelare una stupefacente scoperta che risponderà alle due fondamentali domande: da dove veniamo? E, soprattutto, dove andiamo? Mentre Langdon e centinaia di altri ospiti sono ipnotizzati dall’eclatante e spregiudicata presentazione del futurologo, all’improvviso la serata sfocia nel caos. La preziosa scoperta di Kirsch, prima ancora di essere rivelata, rischia di andare perduta per sempre. Scosso e incalzato da una minaccia incombente, Langdon è costretto a un disperato tentativo di fuga da Bilbao con Ambra Vidal, l’affascinante direttrice del museo che ha collaborato con Kirsch alla preparazione del provocatorio evento. In gioco non ci sono solo le loro vite, ma anche l’inestimabile patrimonio di conoscenza a cui il futurologo ha dedicato tutte le sue energie, ora sull’orlo di un oblio irreversibile. Percorrendo i corridoi più oscuri della storia e della religione, tra forze occulte, crimini mai sepolti e fanatismi incontrollabili, Langdon e Vidal devono sfuggire a un nemico letale il cui onnisciente potere pare emanare dal Palazzo reale di Spagna, e che non si fermerà davanti a nulla pur di ridurre al silenzio Edmond Kirsch. In una corsa mozzafiato contro il tempo, i due protagonisti decifrano gli indizi che li porteranno faccia a faccia con la scioccante scoperta di Kirsch… e con la sconvolgente verità che da sempre ci sfugge.

Recensione
A cura di Roberto Sapienza
Caro Dan,
Spero che non ti offenda se mi permetto di scriverti in questo modo informale, sebbene tu sia uno degli scrittori più apprezzati e letti al mondo, mentre il sottoscritto è invece uno sconosciuto blogger e soprattutto un lettore diversamente ignorante.
Ma trovo il coraggio di scriverti questa lettera aperta, essendo diventato un tuo grande fan, dopo aver letto anni fa il tuo best seller “Il Codice da Vinci,” grazie al prezioso consiglio del mio caro amico Giovanni.
I tuoi romanzi hanno sempre provocato polemiche, critiche e dividendo storici, cattolici e semplici lettori.
Personalmente ritengo che, se uno scrittore o un ‘artista in generale ,con il proprio lavoro suscita una qualsiasi reazione o emozione nel pubblico, ha comunque vinto la sua personale scommessa.
L’Artista ha il compito di scuotere la società dall’apatia e dall’immobilismo intellettuale e morale mai come oggi dilagante e soffocante.
Tu, Dan, con i tuoi precedenti romanzi hai assolto pienamente a questa missione oltre che a conquistare con merito, a mio modesto avviso, gli elogi dei critici letterari per la qualità, profondità, incisività dei tuoi testi.
Ma stavolta con “Origin, caro Dan, onestamente non ho compreso fino in fondo quale fosse il tuo messaggio.
Il cuore drammaturgico, filosofico e soprattutto spirituale della tua ultima fatica è rappresentata dal personaggio di Edmond Kirsch, quarantenne miliardario e futurologo, che prima d’essere brutalmente ucciso si apprestava ad affrontare la madre di tutte le sfide per uno scienziato: dimostrare l’inutilità della religione.
Kirch si chiede e soprattutto domanda ai suoi illustri invitati, tra cui il suo ex professore ed ora caro amico Robert Langdon, e soprattutto ai milioni di utenti collegati nel mondo “Da Dove Veniamo? E dove stiamo andando?”
“Origin” ruota intorno a queste due semplici e straordinarie domande e come, durante una lunga e ansiogena notte, Langdon e la sua ultima compagna d’avventura la bella Ambra, futura Regina di Spagna, possano darvi risposta onorando la memoria del comune amico Edmond.

Dan non hai voluto rischiare nulla confermando o se preferisci ripetendo lo stesso impianto e intreccio narrativo dei tuoi ultimi lavori.
Ti sei voluto affidare all’”usato sicuro”, forse anche per pigrizia creativa, e mi duole scriverlo finendo per rivelarsi un grave errore.

Hai voluto affrontare il delicato e complesso conflitto tra scienza e fede utilizzando il genere thriller che ben presto appare inadeguato e povero per contenere il pathos e la profondità etica e spirituale di una contesa antica quanto moderna.
Chi ti scrive è un credente pigro, distratto, fortemente convinto che la scienza possa davvero migliorare ed aiutare la qualità di vita dell’umanità, ma più mi addentravo nella lettura del tuo romanzo, più sentivo crescere dentro di me un forte e crescente sentimento di opposizione alla tua idea di mondo migliore e più giusto.
L’uomo può e deve credere ai progressi della scienza, della tecnologia, ma in egual modo non può e non deve sentirsi “arretrato” nel credere, sperare in un’entità, Dio, chiamala come preferisci, a cui affidarsi nei momenti di sconforto, paura ed attesa che possono verificarsi nell’arco di una vita.
“Origin” è un ottimo romanzo, caro Dan, come sempre il tuo stile è semplice, lineare quanto incalzante, avvolgente. Ancora una volta hai confermato il tuo talento nel costruire una storia capace d’incuriosire il lettore “costringendolo” a divorare le pagine del libro per arrivare all’atteso finale.
Ma almeno per me, “Origin” è una delusione sul piano creativo, ideale ed esistenziale.
Nonostante tutto, caro Dan, continuerò a credere …ed a ritenerti un brillante autore, perché in fondo la fede sia essa religiosa o letteraria può vacillare, ma mai venire meno.
Con stima ed affetto
Roberto

148) L’uomo che vide l’infinito

infinito

Il biglietto da acquistare per “L’uomo che vide l’infinito” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Matt Brown. Con Dev Patel, Jeremy Irons, Devika Bhise, Toby Jones, Stephen Fry. Drammatico, 108′. 2015

Basato sul libro omonimo di Robert Kanigel.

La matematica per molti è qualcosa di noioso e soprattutto incomprensibile. Quanto tempo abbiamo passato nella vana speranza di comprendere equazioni e formule, e trovando aride le lezioni dei vari professori?

Eppure c’è anche chi ritiene lo studio della matematica fascinoso e appassionante. Un nerd, senza dubbio – penserete voi. Nell’Uomo che vide l’infinito allo spettatore vengono presentate la vita e le scoperte matematiche di Sriinivasa Ramanujan (Patel), un ragazzo indiano di umili origini che attirò l’attenzione di un burbero ed eccentrico professore di Oxford, Hardy (Irons), con le sue idee, nel 1913. Inviato a studiare al Trinity College, a Ramanujan viene poi chiesto di dimostrare la validità scientifica delle sue teorie.

Può la vita di un genio matematico appassionare il grande pubblico? Era una scommessa ardua e difficile da vincere, per il regista Matt Brown. A suo favore ha giocato la straordinarietà del protagonista di questa storia, che dall’India arrivò a sorprendere gli accademici inglesi con la forza delle sue idee e scoperte, dimostrando, per certi versi, che un asiatico non era inferiore agli europei a livello intellettuale.

Il film racconta soprattutto il rapporto tra il matematico e il suo mentore e amico, il professor Hardy, che rappresenta il formalismo accademico e la rigidità della società dell’epoca, destinata presto a crollare sotto i colpi del devastante conflitto mondiale. Hardy, pur riconoscendo il genio di Ramanujan, cerca di imbrigliarlo dentro regole e dimostrazioni, perché ieri come oggi il mondo accademico si dimostra spesso cieco di fronte alla creatività e cerca di far prevalere l’anzianità sul merito.

Una disputa tra istinto e ragione, “L’uomo che vide l’infinito”, che cerca di dimostrare come questi due estremi possano convivere e se, eventualmente, uno dei due debba prevalere. Un genio deve sottomettersi a protocolli rigidi oppure può seguire soltanto le proprie idee?

La matematica è una scienza fondata sui fatti, su certe e meticolose dimostrazioni, eppure Ramanuajan, nella sua breve esistenza, sconvolse questo stato di cose, contribuendo con i suoi studi a modernizzare il campo di studi. continua su

Al cinema: L’uomo che vide l’infinito

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

59) Risorto

Risorto
Il biglietto d’acquistare per “Risorto” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre

“Risorto” è un film d’animazione del 2016 di Kevin Reynolds, scritto da Kevin Reynolds e Paul Aiello, con: Joseph Fiennes,Tom Felton, Maria Botto, Luis Callejo, Antonio Gill, Richard Atwill, Cliff Curtis.

Vi siete mai chiesti cosa fareste se un giorno, per caso, vi giungesse la notizia che un vostro caro defunto è tornato dalla morte, sano, vegeto e allegro? Quale sarebbe la vostra reazione? Gridereste al miracolo o dubitereste della salute mentale di chi ha messo in giro codesta voce?
Ebbene, duemila anni fa, con le dovute e rispettose diversità, successe qualcosa di analogo con Gesù Cristo quando, dopo essere stato processato da Ponzio Pilato e crocifisso dai Romani, è resuscitato al terzo giorno, come scrivono le sacre scritture.
Attenzione, non voglio addentrarmi sul terreno scivoloso e assai ostico della fede e dei Vangeli, non è il mio mestiere, bensì desidero aiutarvi a comprendere l’idea particolare e affascinante che i due autori hanno voluto dare alla pagina più importante e mistica, non solo del Cristianesimo, ma dell’intera umanità.
Credere o no alla vittoria di Gesù Cristo sulla morte e sul fatto che egli sia stato davvero il Messia: una domanda che è alla base della fede e, in particolar modo, della religione cristiana e di quale fu la reazione dei Romani e di Ponzio Pilato a tale avvenimento.
Per loro, almeno secondo la scelta narrativa degli autori, Gesù rappresentava un potenziale pericolo per l’Impero, rischiando di mettere a repentaglio la coabitazione con le autorità religiose ebraiche filo-governative. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201603122964/articoli/palcoscenico/cinema/2964-risorto-indagine-sulla-fede-con-joseph-fiennes

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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The buy for “Risen” ticket is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“Risen” it is a Kevin Reynolds in 2016 animated film, written by Kevin Reynolds and Paul Aiello, with: Joseph Fiennes, Tom Felton, Maria Botto, Luis Callejo, Antonio Gill, Richard Atwill, Cliff Curtis.

Have you ever wondered what you would do if one day, by chance, reach you the news that one of your deceased loved one has returned from death, healthy, well and cheerful? What would be your reaction? You would cry miracle dubitereste or mental health of those who have messed around MISUSE voice?
Well, two thousand years ago, with all due respect and diversity, something similar happened with Jesus Christ when, after being tried by Pontius Pilate and crucified by the Romans, was resurrected on the third day, as they write the scriptures.
Attention, I will not go on the slippery ground and very difficult of the faith and of the Gospels, it is not my job, but I want to help you understand the special and fascinating idea that the two authors have wanted to give the most important page and mystical, not only of Christianity, but of all humanity.
Believe it or not the victory of Jesus Christ over death and the fact that he is indeed the Messiah: a question that is the basis of faith and, in particular, the Christian religion and what was the reaction of the Romans and Pontius Pilate to that event.
For them, at least according to the choice of the authors narrative, Jesus represented a potential danger to the Empire, threatening to undermine the coexistence with the Jewish religious authorities pro-government. continues on

http://www.mygenerationweb.it/201603122964/articoli/palcoscenico/cinema/2964-risorto-indagine-sulla-fede-con-joseph-fiennes

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

44) God’s Not Dead

God's Not Dead

Il biglietto d’acquistare per “God’s Not Dead” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) sempre

“God’s Not Dead” è un film del 2016 di Harold Cronk, scritto da Chuck Konzelman e Cary Solomon ispirato dal romanzo omonimo “A God’s Not Dead: Evidence for God in an Age Of Uncertainty” di Rice Broocks, con: Kevin Sorbo, Shane Harper; David A.R. White, Dean Cain.

Abbiamo ancora oggi bisogno di credere, pregare, affidarci a Dio?

Avere fede, seguire i dettami di una religione può aiutarci a vivere una vita più serena?

Ha un senso vivere una vita seguendo i dieci comandamenti cristiani per avere la speranza di avere dopo la morte, la beatitudine eterna?

Sono domande che ogni persona credente almeno volta si è posta, mostrando dubbi e fragilità di fronte alla fede.

Oggi credere in Dio non è facile osservando la brutalità e l’orrore del mondo in cui viviamo.

Sareste disposti a scrivere su un foglio bianco magari su richiesta di un vostro insegnate la frase: Dio è morto?

Si? Magari senza problemi se ciò possa garantirvi un buon voto agli esami finali.

Ebbene “God’s Not Dead” è ispirato alla storia vera di Josh Wheaton (Harper) giovane matricola di filosofia che decise di sfidare il suo professore Jeffrey Radisson (Sorbo), quando quest’ultimo nel primo giorno del suo corso chiese ai suoi studenti di sottoscrivere la frase: Dio è morto.

Essendo Josh, però, un fervente cristiano e non volendo rinnegare la propria fede, accetta il subdolo invito di Radisson di difendere contro di lui la sua tesi in aula.

Inizia così un Processo sulla Fede, i due uomini sono decisi a dimostrare l’uno all’altro la validità delle proprie idee e convinzioni dando vita a uno scontro dialettico – filosofico assai intenso e avvincente sull’esistenza di Dio. L’intero film è incentrato sulla domanda come e se la fede debba contare nella nostra vita . Lo spettatore nelle pause tra i tre momenti di dibattito tra i due protagonisti, segue le vicende di altri personaggi che in qualche modo sono legati da un filo rosso, trovandosi a un bivio della loro esistenza in cui la ricerca della felicità passa attraverso l’accoglimento o il ritorno alla fede.

Un film che se da una prospettiva laica e cinica può essere stucchevole e retorico, dall’altra non può non intrigare e incuriosire come esistano comunque tanti uomini e donne pronte a tutto pur di difendere ciò in cui credono.

Il duello verbale e religioso tra Wheaton e Radisson non è altro quello che viviamo ogni giorno dentro noi stessi divisi tra l’edonismo imperante e il desiderio di spiritualità, lacerati dalla pressione di dover seguire una sorta di ateismo glamour e il dover nascondere il nostro bisogno di credere in qualcosa di puro ed eterno.

Un film impegnativo e critico sulla società e sulla sua decadenza spirituale, ma che nella sua messa in scena presenta limiti strutturali abbastanza evidenti che ne depotenziano la forza e l’efficacia narrativa ed emotiva. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-gods-not-dead/

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “God’s Not Dead” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“God’s Not Dead” is a Harold Cronk 2016 film, written by Chuck Konzelman and Cary Solomon inspired the novel “A God’s Not Dead: Evidence for God in an Age of Uncertainty” Rice Broocks, with: Kevin Sorbo, Shane Harper; David return receipt White, Dean Cain.

We still need to believe, pray, trust in God?

Have faith, follow the dictates of a religion can help us live a more peaceful life?

It has a way to live a life following the ten commandments for Christians to have hope to have after death, eternal bliss?

These are questions that every believer at least once it is placed, showing doubts and fragility in the face of faith.

Today, belief in God is not easy watching the brutality and horror of the world in which we live.

Would you be willing to write on a blank sheet maybe on request of one of your taught the phrase: God is dead?

Yes? Perhaps without problems if it can guarantee you a good grade to the final exams.

Well “God’s Not Dead” is inspired by the true story of Josh Wheaton (Harper) Young freshman philosophy that decided to challenge his professor Jeffrey Radisson (Sorbo), when the latter in the first day of his course he asked his students to sign the phrase: God is dead.

Being Josh, though, a fervent Christian and not wanting to renounce their faith, accepts the Radisson subtle invitation to defend against him his thesis in the classroom.

Thus began a process on Faith, the two men are determined to prove to each other the validity of their ideas and convictions resulting in a dialectical confrontation – very intense and compelling philosophical about the existence of God. The entire film focused on the question whether and how the faith should have in our lives. The audience in the breaks between the three moments of the debate between the two main characters, follows the lives of other characters that somehow are linked by a common thread, lying at the crossroads of their existence in which the pursuit of happiness through the acceptance or return to the faith.

A film that if a secular perspective and cynical can be cloying and rhetorical, the other can not fail to intrigue and intrigue as there are still many men and women ready to do anything to defend what they believe.

The verbal duel between Wheaton and religious and Radisson is simply what we live each day within ourselves divided between the prevailing hedonism and the desire for spirituality, torn by the pressure of having to follow a sort of glamor atheism and having to hide our need to believe in something pure and eternal.

A challenging and critical film about the company and its spiritual decadence, but in its staging presents fairly obvious structural limitations that depotenziano strength and narrative and emotional effectiveness. continues on

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-gods-not-dead/

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being Melvin”

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275) Dio esiste e vive a Bruxelles

dio esiste

Il biglietto d’acquistare per “Dio esiste e vive a Bruxelles” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre

“Dio esiste e vive a Bruxelles” è un film del 2015 scritto e diretto da Jacovan Dormael, con : Benoît Poelvoorde, Yolande Moreau, Catherine Deneuve, Pili Groyne

Dio è buono e giusto. Il Paradiso è un luogo di Amore, pace e beatitudine eterna.
Queste e altre cose ci vengono insegnate al catechesi e ripetute dal sacerdote in chiesa ogni santa domenica.

Siamo davvero convinti che non esista come in ogni storia, un ‘altra versione della Bibbia?
E se Dio esistesse davvero e vivesse a Bruxelles? Magari vivendo in un brutto e squallido appartamento con moglie e figlia di 10 anni sconosciuta ai più?
E se Dio fosse burbero, cattivo,misogino, violento e dispettoso? Un Dio del vecchio Testamento 2.0 che trova piacere a mettere a dura prova gli uomini con le sue leggi della sfiga universale scritte al computer?
I teologi si tranquillizzino, non voglio creare una setta né mettere in discussione i dogmi sacri della Chiesa cattolica bensì semplicemente sto riportando la versione di Jacovan Dormael del cristianesimo e delle sue origini.
Per Dormael, Dio (Poelvoorde) è un pessimo padre di famiglia che ha ridotto la moglie al silenzio, fatto scappare di casa JC, figlio prediletto, che è sceso sulla terra per farsi la propria strada e opprime la piccola EA(Groyne).
EA non accettando i metodi di Dio nel gestire l’umanità e stanca dei sui rimproveri e cattiverie decide di lasciare la casa del padre e di visitare Bruxelles e di conoscere il mondo e l’umanità.
EA è anche dispettosa e volendo mettere in discussione l’autorità paterna decide di rivelare ad ogni uomo la data della propria morte tramite sms.
Una rivelazione che sconvolge l’umanità , costringendo ogni singolo uomo a riflettere sulla propria vita e valutare cosa fare del tempo che gli resta da vivere.
Come valutare questo film?: Blasfemo? Capolavoro? Esempio di satira?
E’ sicuramente un film originale, particolare e in qualche modo visionario e poetico.
Giocare con la religione con il rischio di risultare offensivi non è da tutti e Jacovan Dormael dimostra coraggio, creatività e una scrittura davvero pungente e sarcastica.
Un testo davvero complesso che alterna al suo intero momenti di pura comicità ad altri molti alti e intensi sul piano filosofico e religioso.
E’ assai probabile che un film del genere in Italia non sarebbe mai fatto né pensato.
Non a caso il Belgio l’ho candidato come miglior film straniero agli Oscar.
Il cinema deve sapere osare, criticare e far riflettere soprattutto con la forza dl sorriso e dell’ironia.
Il paradosso e limite di questa pellicola risiede proprio nella vastità di temi e nell’ambizione creativa dell’autore
Volendo puntare al Cielo come un novello Icaro, le ali della sceneggiatore si bruciano per troppo volere. Il testo con il trascorrere dei minuti diventa caotico, confusionario e cripto diventando così pesante da digerire per lo spettatore oltre che appesantito dall’eccessiva lunghezza del film. La regia è di talento, visionaria, ricca di metafore, colorata e ispirata eppure è discontinua nel ritmo e soprattutto dispersiva nel portare avanti con chiarezza e forza il filo rosso della storia.
Benoît Poelvoorde è un Dio assolutamente da applausi per come riesce ad essere divino e umano allo stesso modo dando dimostrazione di talento e personalità scena.
Il resto del cast è allo stesso modo di buon livello e capace di dare un buon contributo alla riuscita del film.
Cosa ci insegna dunque questo film? Difficile da stabilire, in gran parte dipende dalla propria sensibilità e fede. Sicuramente lo spettatore uscendo dalla sala ha la certezza che anche nell’alto dei Cieli se a comandare fosse una Donna, il mondo sarebbe davvero un posto migliore.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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The ticket purchase for “God exists and lives in Brussels” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“God exists and lives in Brussels” is a 2015 film written and directed by Jacovan Dormael, with Benoît Poelvoorde, Yolande Moreau, Catherine Deneuve, Pili Groyne

God is good and just. Paradise is a place of love, peace and eternal happiness.
These and other things we are taught the catechism, and repeated by the priest in church every Sunday holy.

We truly believe that there is, as in every story, an ‘other version of the Bible?
And if God really existed and lived in Brussels? Maybe you are living in an ugly and squalid apartment with his wife and 10 year old daughter unknown to most?
And if God were surly, bad, misogynistic, violent and spiteful? A God of the Old Testament that 2.0 is pleased to put a strain on men with its laws of universal jinx written to the computer?
Theologians tranquilize, do not want to create a sect nor to question the sacred tenets of the Catholic Church but I’m just reporting the version of Jacovan Dormael of Christianity and its origins.
For Dormael, God (Poelvoorde) is a very poor family man who has reduced his wife to silence, JC did run away from home, favorite son, who came down to earth to get their own way and oppresses the small EA (Groyne).
EA is not accepting God’s ways in managing humanity and tired of the accusations and nastiness decides to leave his father’s house and to visit Brussels and to know the world and humanity.
EA is also mischievous and wanting to question parental authority decides to reveal to every man the date of his death via SMS.
A revelation which upsets humanity, forcing each man to reflect on their life and assess what to do with the time he has left to live.
How to evaluate this film ?: Blasphemous? Masterpiece? Example of satire?
It ‘definitely an original film, particular and somewhat visionary and poetic.
Playing with religion at the risk of being offensive is not for everybody and Jacovan Dormael demonstrates courage, creativity and writing really biting and sarcastic.
A really complex text that alternates its entire moments of pure comedy to others many ups and intense on the philosophical and religious.
It ‘very likely that such a film in Italy would not have ever done or thought.
No coincidence that Belgium I nominated for Best Foreign Film at the Oscars.
Film must know dare criticize and give pause especially by force dl smile and irony.
The paradox and the limit of this film lies in the breadth of topics and creative ambition of the author
Wanting to point to the sky like a new Icarus, wings writer will burn for too willing. The text with the passing of minutes becomes chaotic, confusing and krypton making it heavy to digest for the viewer as well as burdened by the excessive length of the film. The director is talented, visionary, full of metaphors, colorful and inspired yet it is discontinuous in the rhythm and especially distracting to carry on with clarity and force the thread of the story.
Benoît Poelvoorde is a God absolutely applause for how it manages to be divine and human alike demonstrating talent and personality scene.
The rest of the cast is similarly good level and capable of giving a good contribution to the success of the film.
What do we learn then this film? Difficult to establish, largely it depends on their sensitivity and faith. Surely the viewer out of the room has the certainty that even in the highest command if it were a woman, the world would be a better place.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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80) Se Dio Vuole

se dio vuole

Il biglietto d’acquistare per “Se Dio vuole”: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Edoardo Falcone. Con Marco Giallini, Alessandro Gassman, Laura Morante, Ilaria Spada, Edoardo Pesce, Enrico Oetiker, Carlo De Ruggieri. Commedia, 87′. 2015

Si può ridere della fede? Si può discutere dell’operato e dell’esistenza di Dio senza per questo essere accusati di blasfemia o risultare irriverenti? Si possono prendere in giro gli estremismi dei cattolici, in modo bonario, s’intende?

Se fossimo inglesi risponderemo con un tranquillo “of course”, magari sorseggiano il tè pomeridiano, ma siamo in Italia e qui abbiamo il Papa e il Vaticano. E si sa, da sempre nel nostro paese chi tocca il Papa e i Santi viene messo alla gogna. Questo almeno fino a ieri pomeriggio.

Perché, cosa è successo ieri pomeriggio, vi chiederete perplessi. Niente di più semplice della visione di una commedia italiana al cinema. Il titolo? “Se Dio vuole”.

So che il vostro primo istinto sarà quello di alzare gli occhi a cielo e sospirare che il cinema italiano è ormai morto da tempo. Personalmente non sono d’accordo con questo pessimismo perché in questi primi mesi dell’anno ho già visto incoraggianti segnali di risveglio e un certo fermento di idee nuove.

La commedia come la intendevano gli antichi latini era un modo elegante e delicato ma puntuale di raccontare la società con i suoi limiti, le sue illusioni e i suoi peccati facendo ricorso all’arte del sorriso e della provocazione, cercando al contempo di pungolare e far riflettere lo spettatore. È a questa accezione che cerca di rifarsi il mondo del cinema nostrano.

Lo spettatore di “Se Dio vuole” conosce da subito l’illustre, quadrato e scontroso cardiochirurgo Tommaso (Giallini), uomo sicuro di sé, del suo talento e dalla sua vita. Ha una bella famiglia alle spalle, composta dall’apparentemente soddisfatta moglie Carla (Morante) e dai due figli, Andrea (Oetiker) e Bianca (Spada).

Tommaso considera la figlia, sposata per giunta con un fallito e scroccone agente immobiliare di nome Gianni (Oesce), intellettualmente alla stregua di un’ameba. Tutte le sue speranze sono riposte in Andrea, che dovrebbe seguire le sue orme come medico. Quando però il figlio gli comunica di voler entrare in seminario e diventare prete si apre una vera e propria tragedia familiare.

Tommaso da ateo convinto ritiene che la vocazione sia un modo per buttare alle ortiche un futuro roseo e cerca in tutti modi di far cambiare idea al figlio. Così quando scopre che l’uomo che ha spinto Andrea al gran passo, è Don Pietro(Gassman) un prete davvero atipico e veramente 2.0, decide di organizzare un piano per screditarlo.
Don Pietro prima di diventare prete, ha avuto un passato burrascoso e particolare e Tommaso è convinto di poter dimostrare la sua vera natura.
Ma come spesso accade nell’incontro tra due uomini di mondi diversi a cambiare è chi ha in mente di incastrare l’altro.
Così Tommaso e Don Pietro cominciano a frequentarsi e lavorare insieme facendo così nascere un sentimenti mento di amicizia e rispetto che porta Tommaso a rivedere le sue posizioni e soprattutto a modificare i suoi rapporti con la famiglia che sembra sul punto di rompersi.
Un testo ben scritto, agile, fluido, divertente e per un certo verso dissacratorio, ma in un modo elegante e delicato senza così turbare le anime del pubblico benpensante e magari bigotto. Gli autori descrivono con bravura ed efficacia l’ateismo e frivolezza della nostra società e di come oggi la figura pastorale venga poco considerata e vista come un “lavoro” poco edificante. Nello stesso tempo lo spettatore è invitato a riflettere su cosa significhi oggi essere credenti e avere fede e come forse il Vaticano dovrebbe cambiare “spartito” per avvicinare i fedeli magari con dei preti simili a “Don Pietro” considerati dai giovani come amici e leader prima che guide spirituali
L’esordio alla regia di Edoardo Falcone è sicuramente positivo, meritevole di encomio nella sua semplicità e naturalezza nel dirigere senza avere l’ambizione e soprattutto la presunzione di inventarsi nulla riuscendo a costruire un prodotto piacevole, divertente e accogliente con ottimo e costante ritmo narrativo.
La coppia inedita Giallini- Gassman funziona, convince e risultando credibile nei rispettivi ruoli dimostrando talento, intensità e regalando nei giusti tempi e modi i momenti comici alternandoli con quelli più introspettivi e drammatici senza mai appesantire e rallentare il pathos del racconto.
Meritevoli di menzione anche Ilaria Spada e Edoardo Pesce per la capacità mostrate di dare ai loro personaggi una verve scenica scandita dal giusto mix di comicità e presenza fisica senza risultare mai sopra le righe
Il resto del cast è comunque lodevole per professionalità e dà un buon contributo alla riuscita del film.
Il finale del film, anche se in parte drammatico, è sicuramente toccante e delicato anche grazie all’intensa interpretazione di Marco Giallini che non può scuotere la coscienza anche del più ateo spettatore portandolo sui titoli di coda a pensare che non è mai troppo tardi per credere.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.cavinatoeditore.com

The ticket purchase for “God willing”: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

A film by Edward Falcone. With Marco Giallini, Alessandro Gassman, Laura Morante, Ilaria Spada, Edward Fish, Henry Oetiker, Carlo De Ruggieri. Comedy, 87 ‘. 2015

You may laugh of faith? You can discuss the work and the existence of God without being accused of blasphemy or be disrespectful? You can make fun of the extremes of Catholics, so good-natured, of course?

If we were English reply with a quiet “of course”, maybe sipping afternoon tea, but we are in Italy and here we have the Pope and the Vatican. And you know, always in our country who touches the Pope and the Saints is pilloried. This at least until yesterday afternoon.

Why, what happened yesterday afternoon, you ask perplexed. Nothing more simple vision of an Italian comedy at the cinema. The title? “If God wants it”.

I know your first instinct will be to raise his eyes to heaven and sigh that Italian cinema is now long dead. Personally I do not agree with this pessimistic because in these first months of the year have already seen encouraging signs of awakening and a ferment of new ideas.

The comedy like the ancient Romans had wanted an elegant and delicate but precise to tell the company with its limitations, its illusions and his sins by having recourse to the art of the smile and provocation, while seeking to goad and reflect the viewer. It is in this sense that seeks to rebuild the world of Italian cinema.

The audience of “God willing” knows immediately the illustrious, square and grumpy heart surgeon Thomas (Giallini), self-confident man, his talent and his life. He has a beautiful family behind, composed by the seemingly satisfied wife Carla (Morante) and his two sons, Andrew (Oetiker) and Bianca (Sword).

Thomas considers his daughter, married to boot with a failed and scrounger realtor named Gianni (Oesce), intellectually the same way as an amoeba. All hopes are pinned on Andrew, who would follow in his footsteps as a physician. But when his son informed him of wanting to enter the seminary and become a priest opens a real family tragedy .

Thomas atheist believes that a vocation is a way to ditch a rosy future and tries in every way to change his mind to his son. So when he finds out that the man who drove the great Andrea step, is Don Pietro (Gassman), a priest really unusual and really 2.0, he decided to organize a plan to discredit him.
Don Pietro before becoming a priest, has had a tumultuous history and particular and Thomas is convinced he can prove his true nature.
But as often it happens in the encounter between two men from different worlds to change is who he plans to fit each other.
So Thomas and Don Pietro began dating and work together thus giving birth to a chin feelings of friendship and respect that leads Thomas to review its position and especially to revise its relations with the family that seems about to break.
A well-written text, agile, fluid, fun and irreverent to some extent, but in a way so elegant and delicate without disturbing the souls of the public right-thinking and maybe bigoted. The authors describe with skill and effectiveness atheism and frivolity of our society today and how the pastoral figure is scarcely considered and seen as a “work” unedifying. At the same time the viewer is invited to reflect on what it means today to be a believer and have faith and as perhaps the Vatican should change “score” to bring the faithful perhaps with priests like “Don Pietro” seen by young people as friends and leaders first that spiritual guides
The directorial debut of Edward Falcone is definitely positive, worthy of praise in its simplicity and naturalness in the lead without having the ambition and especially the presumption of being able to invent anything to build a nice product, fun and welcoming with excellent and steady narrative rhythm .
The unusual couple Giallini- Gassman works, convinces and making it credible in their roles demonstrating talent, intensity and giving the right times and ways the comic moments alternating with the more introspective and dramatic without ever weighing it down and slow the pathos of the story.
Also worthy of mention Ilaria Sword and Edward Fish for the ability shown to give their characters a verve stage marked by the right mix of comedy and physical presence without being never over the top
The rest of the cast is still commendable professionalism and gives a good contribution to the success of the film.
The end of the film, although in part dramatic, is certainly touching and delicate thanks to the intense interpretation of Marco Giallini that can not shake the conscience of even the atheist spectator bringing the closing credits to think that it is never too late to believe.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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