48) Marcel !

“Marcel !” è Un film di Jasmine Trinca. Con Alba Rohrwacher, Maayane Conti, Giovanna Ralli, Umberto Orsini, Dario Cantarelli. Drammatico, 93′. Italia 2022

Sinossi:

Una madre e una figlia e un cane. La madre è un’artista di strada che mette in scena con successo il suo stretto rapporto con l’animale fatto di timore della perdita unito a grande sensibilità reciproca. La figlia osserva sentendosi non altrettanto considerata. Vive con i nonni anziani e, suonando il sax, cerca di ottenere la tanto agognata approvazione materna.

Recensione:

Non me ne voglia la brava e simpatica Jasmine Trinca, ma sono in sincera difficoltà nello scrivere la recensione del suo primo film da regista, “Marcel!”, presentato al Festival del cinema di Cannes.

La sensazione è che il risultato finale, quello che il pubblico si trova davanti, sia ben lontano da ciò che l’attrice romana aveva in mente.

Personalmente ho percepito “Marcel!” come il doloroso e sofferto racconto delle difficoltà incontrate da una figlia nel rapporto con l’eccentrica madre. Oggi il passato non fa più male, ma ha comunque condizionato la sua esistenza. Invece quella figlia, oggi divenuta una regista esordiente, ha dichiarato alla stampa che il film è un modo per dire grazie alla madre. continua

20) Friends -The Reunion

“Friends – The Reunion” è uno speciale diretto da Ben Winston. Con Jennifer Aniston, Courteney Cox, Lisa Kudrow, Matt LeBlanc, Matthew Perry, David Schwimmer. 2021. 104′

Recensione:

La nostalgia è un sentimento diffuso, comune, universale. Guardare vecchie foto, rivedere un film o una serie tv che abbiamo amato ci porta a ripensare al tempo passato, trasmettendoci un senso di (piacevole) malinconia. Ma percorrere il viale dei ricordi può rivelarsi una scelta saggia quanto scellerata…

Negli ultimi anni costruire grandi eventi riunendo i componenti del cast originale di show di successo del passato va molto di moda. Peccato che gli anni passino per tutti, e vedere certi “personaggi” attempati, rifatti o irriconoscibili non necessariamente fa felice il fan di un tempo.

È disponibile da fine maggio su Sky e NOW “Friends: The Reunion”. La serie, con le sue 10 stagioni per un totale di 236 episodi, ha segnato un’epoca televisiva, conquistando più generazioni in tutto il mondo. L’ultimo episodio, trasmesso il 6 maggio 2004, venne visto da circa 52,5 milioni di persone, diventando il quarto finale di serie più visto della storia della tv, nonché l’episodio più visto del decennio.

A diciassette anni di distanza, il canale HBO MAX ha richiamato in servizio i protagonisti di “Friends” per uno show-omaggio trasmesso in contemporanea in tutto il mondo il 27 maggio. Per una notte abbiamo potuto ritrovare Rachel, Chandler, Monica, Ross, Phoebe e Joey, e ridere con loro nei set iconici della serie, come il bar e l’appartamento. continua su

31) The Human Voice

Il biglietto da acquistare per “The human voice” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“The Human Voice” è un cortometraggio di Pedro Almodóvar. Con Tilda Swinton.
Drammatico, 30′. USA, Spagna 2020

Sinossi:

Una donna sta aspettando che l’ex amante passi a ritirare le valigie che lei ha preparato per lui. L’amore è finito, resta solo il tempo dell’attesa. Con lei c’è un cane, anche lui abbandonato e in attesa del suo padrone. La donna esce di casa per comprare un’ascia e una tanica di benzina: si prepara a distruggere le cose del suo uomo, aspettando la chiamata che metterà fine al rapporto. Quando il telefono squilla, la donna, risvegliatasi da un sonno profondo causato dalle pillole, inizia un monologo disperato che la porta dall’ansia alla supplica, dalla rabbia alla rivalsa e infine al fuoco purificatore che distrugge lo stesso set in cui il film è stato girato…

Recensione:

Uno degli eventi più attesi della Mostra del cinema di Venezia 2020, il cortometraggio “The human voice” di Pedro Almodóvar, con protagonista assoluta Tilda Swinton, arriva al cinema.

Girato poco dopo la fine del lockdown, il corto è la prima collaborazione tra il regista spagnolo e l’attrice inglese, ma se prestiamo fede alle parole pronunciate dai due in conferenza stampa non resterà l’unica.

“The human voice” adatta per il cinema l’omonima pièce teatrale di Jean Cocteau, modernizzandone la storia e riscattando per molti versi la figura della donna, che da vittima passiva è resa qui protagonista. continua su

3) Sai tenere un segreto?

Il biglietto da acquistare per “Sai tenere un segreto?”:
Neanche regalato (con riserva). Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Sai tenere un segreto?” è un film di Elise Duran. Con Alexandra Daddario, Tyler Hoechlin, Laverne Cox. Commedia, 95′. USA 2019

Sinossi:

Pensando di star per morire a causa di uno incidente aereo, Emma rivela tutti i suoi segreti a uno sconosciuto. In un secondo momento, la ragazza scopre che quello che riteneva essere uno sconosciuto non è altri che Jack, l’amministratore delegato della sua compagnia, il quale ormai conosce ogni umiliante dettaglio riguardo la sua vita.

Recensione:

Si sente spesso dire che in punto di morte si avverta il bisogno di aprirsi completamente, e rivelare tutti i proprio peccati e segreti, per avere la coscienza a posto nell’aldilà… Ma se il pericolo di dipartita prematura non si concretizzasse, una volta vuotato il sacco? Come sarebbe non avere più segreti?

“Sai tenere un segreto?” di Elise Duran, evento speciale ad Alice nella città 2019, è la trasposizione cinematografica del romanzo di Sophie Kinsella, uscito in Italia per Mondadori col titolo “Sai tenere un segreto?” nel 2016. Una trasposizione, purtroppo, piuttosto deludente. continua su

133) Guida romantica ai posti perduti

Il biglietto da acquistare per “Guida romantica a posti perduti” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Guida romantica ai posti perduti” è un film di Giorgia Farina. Con Clive Owen, Jasmine Trinca, Irène Jacob, Andrea Carpenzano, Teco Celio, Edoardo Gabbriellini. Drammatico, 106′. Italia 2020

Sinossi:

Benno e Allegra: lui ha superato i cinquanta, è inglese e beve come un dannato; lei, vent’anni di meno, è una blogger di viaggi, con molta fantasia. Entrambi vivono mentendo e non hanno alcuna intenzione di cambiare. Vicini di casa senza essersi mai conosciuti, tutto cambia il giorno in cui lui sbaglia pianerottolo. Il caso porta la strana coppia in una fuga verso posti perduti o dimenticati dove, sostenendosi a vicenda, si riscoprono l’una grazie all’altro.

Recensione:

Quando il nostro equilibrio mentale viene meno, facendoci scoprire deboli, fragili, soli, molto spesso reagiamo chiudendoci, anche fisicamente, al mondo. Lo sanno bene Benno e Allegra, i protagonisti di “Guida romantica a posti perduti” di Giorgia Farina, evento speciale delle Giornate degli autori a Venezia.

I protagonisti del film sono due persone infelici, che non si conoscono nonostante siano vicini di casa da sei anni. Un incontro casuale dà il là a un road movie alla ricerca di luoghi sconosciuti e unici in giro per l’Italia e l’Europa.

La storia è intrisa di sofferenza, dolore e abbandono ma ha anche elementi freschi e briosi e un tocco favolistico che non guasta. La sceneggiatura firmata da Giorgia Farina e Carlo Salsa è piuttosto classica nella struttura e lineare nello sviluppo, ma contiene anche quel tocco umanità e malinconia che permettono allo spettatore di apprezzare ciò che vede. continua su

“Guida romantica a posti perduti”: un viaggio catartico per due anime sole

100) Famosa

Locandina italiana Famosa

Il biglietto d’ acquistare per “Famosa” è: Ridotto
“Famosa” è un film del 2019 diretto da Alessandra Mortelliti, con: Jacopo Piroli, Adamo Dionisi, Gioia Spaziani, Matteo Paolillo, Beatrice Bartoni, Ginevra Francesconi, Manuela Mandracchia, Massimiliano Rodi, Andrea Giannini, Tania Lettieri.

Sinossi:

In un piccolo paese della provincia di Frosinone si svolge la vita di Rocco, un ragazzo prossimo ai diciotto anni incompreso e solitario con il sogno segreto di trasferirsi nella Capitale dove pensa di poter esprimere il suo lato artistico. Osteggiato da un padre brutale e da una madre bigotta, considerato il matto del paese, Rocco trova conforto nell’amore provato verso un suo compagno di classe, in una zia piuttosto stramba e in una ragazza illuminata. Testardo e disperato riuscirà ad intraprendere il tanto agognato viaggio ma la realtà che lo attende non sarà quella sperata

Recensione :

 

Ho riflettuto lungamente in che modo iniziare la recensione di questo film non riuscendo a trovare la frase, la parola giusta per riassumerlo pienamente.
Una difficoltà creativa legata al fatto che “Famosa” di Alessandra Mortelliti è una storia bella quanto amara, sincera quanto tragica, una favola dal finale cupo ed angosciante nei confronti dell’uomo e della società
“Famosa” ci racconta, mostra come in questa società non ci più spazio per la gentilezza, cortesia, amore e tolleranza.
Chi ancora sostiene che in provincia si viva meglio che in città, si illude o peggio ancora mente sapendo di mentire.
Alessandra Morelliti conduce lo spettatore in un piccolo mondo in cui tutti si conoscono e le maldicenze e i pregiudizi sono all’ordine del giorno.
Un mondo in cui non è consentito sognare, poter essere sé stessi e vivere secondo la propria indole e natura.
Un mondo cattivo e vuoto che non può accettare, comprendere e rispettare Rocco, un’anima sensibile, diversa, schiva.
Rocco ama ballare, vorrebbe partecipare ad un famoso talent a Roma. Il ragazzo è “imprigionato “dentro un corpo che non rispecchia la bellezza e purezza della propria anima.
Rocco è vittima di bullismo da parte dei compagni di classe che lo irridono chiamandolo “Fiorellino”. È il “perfetto pazzo del paese” agli occhi dei suoi concittadini.
La situazione, se possibile, è ancora più difficile e dolorosa in famiglia, dove è osteggiato e picchiato dal padre (Dionisi) e non protetto dalla madre (Spaziani).
Rocco può contare esclusivamente sull’affetto e compressione della bizzarra e solitaria zia (Mandracchia) che lo sostiene nel suo sogno di trasferirsi a Roma.
“Famosa” è uno spietato, amaro e sgradevole affresco delle nuove generazioni più interessate a farsi i selfie e divertirsi più che sentire ed ascoltare chi gli sta accanto.
La solitudine di Rocco è resa meno pesante dall’amicizia con un’eccentrica ragazza, appassionata dei manga giapponesi, e soprattutto dalla scoperta del primo amore fatto di sguardi, silenzi e baci segreti con compagno di classe, ma fidanzato con la bella del paese.
Nonostante questi due bei incontri, Rocco decide comunque di partire per Roma realizzando il suo sogno di partecipare al talent.
La parte romana di Famosa va considerata come una sorta di rilettura oscura e violenza dell’esperienza di Pinocchio nel mondo dei Balocchi.
Rocco pensa d’aver trovato aiuto e protezione da un amico della zia, ma in vero l’uomo lo spinge con l’inganno verso “le grinfie” di un predatore sessuale.
Roma ha tradito le aspettative di Rocco mostrandogli il volto peggiore e subdolo, costringendo il ragazzo al mesto quanto infausto ritorno a casa.
Rocco è interpretato dal bravissimo Jacopo Piroli che regala allo spettatore una performance artistica di assoluto livello interpretativo ed umano.
Jacopo Piroli illumina la scena con una recitazione impreziosita da un lavoro davvero notevole compiuto sul corpo, sugli sguardi e soprattutto sui silenzi davvero funzionali al racconto.
“Famosa” scuote, commuove, indigna lo spettatore. L’infelice storia di Rocco rievoca con le dovute differenze due altre storie di diversi ripudiati e cacciati dalla società: The Elephant Man di David Lynch ed il Gobbo De Notre Dame della Disney.
Rocco non ha deformazioni fisiche, ma è visto come “un mostro” dalla famiglia e dalla sua comunità che gli infligge un ‘umiliante via crucis di scherno.
Il finale tragico lascia sgomenti e delusi perché l’amico Rocco non diventerà “Famosa” come ballerino, come avrebbe voluto e soprattutto meritato dopo averlo finalmente sulla scena…

133) L’età giovane

Il biglietto da acquistare per “L’età giovane” è:
Neanche regalato (con riserva). Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“L’età giovane” è un film di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne. Con Idir Ben Addi, Olivier Bonnaud, Myriem Akheddiou, Victoria Bluck, Claire Bodson. Titolo originale: Le jeune Ahmes. Drammatico, 84′. Belgio 2019

Sinossi:

Ahmed ha 13 anni ed è entrato nella spirale dell’integralismo musulmano grazie all’indottrinamento di un imam che, tra le altre cose, gli ripete che la sua insegnante di lingua araba, anch’essa musulmana, è un’apostata. Ahmed che venera un cugino martire dell’Islam, decide allora di procedere autonomamente e di passare all’azione nei suoi confronti.

Recensione:

Dopo otto giorni qui a Cannes, doveva arrivare, era nell’aria. Adesso il buon Thierry Fremaux può vantarsi di aver presentato al pubblico non una ma ben due “Spira Mirabilis” – chi mi segue da qualche tempo sa di cosa parlo! – in questa edizione del Festival.

Dopo “Jean” di Bruno Dummot, inserito nella sezione Un certain regard, i fratelli Dardenne decidono infatti di suicidarsi artisticamente con il loro nuovo film, “L’età giovane” (Le jeune Ahmed), presentato nella competizione principale.

Scrivere parole così tranchantes nei confronti dei registi belgi dispiace, ma è davvero dura salvare qualcosa in quello che si rivela un naufragio narrativo e stilistico. Dopo la débâcle del 2016 de “La ragazza senza nome” i Dardenne hanno provato a rinnovarsi finendo però per restare ancora prigionieri della loro idea di cinema.

Lo spunto di partenza del film – spiegare come un giovane francese possa trasformarsi in un integralista, nonostante la sua famiglia sia moderata – poteva anche essere interessante. Peccato che nell’evidenziare le reazioni di chi lo circonda, il personaggio di Ahmed rimanga tristemente immobile, chiuso nelle sue convinzioni. continua su

“L’età giovane”: integralismo e cattivi maestri nel film dei Dardenne

192) Il Bene Mio

“Il Bene mio” è un film di Pippo Mezzapesa. Con Sergio Rubini, Sonya Mellah, Dino Abbrescia, Francesco De Vito, Michele Sinisi. Drammatico, 94’. Italia 2018

Sinossi:

Elia è l’ultimo abitante di Provvidenza, un paese fantasma nella campagna pugliese i cui abitanti, dopo un devastante terremoto, si sono trasferiti al paese nuovo. Ma Elia non molla: “Questa è casa mia”, ripete ostinatamente, e si strugge nel ricordo della moglie Maria, la maestrina di Provvidenza deceduta a causa del terremoto. I suoi unici contatti umani sono con il migliore amico Gesualdo, che gestisce un’agenzia di viaggi, e con Rita, ex collega di Maria, che porta ad Elia viveri e notizie. Il sindaco di Provvidenza Nuova, che è anche suo cognato, è il più deciso ad allontanare Elia dal paese vecchio, al punto da richiedere l’intervento della forza pubblica e far edificare un muro intorno all’abitato, con tanto di filo spinato. Ma proprio quando Elia sta per essere circondato, all’interno di Provvidenza Vecchia comincia ad avvertire una presenza: sarà il fantasma di Maria, venuto a riprendersi il suo cocciuto marito?

Recensione:

Le parole pronunciate dovrebbero avere un valore, un senso, un significato, rispettare ciò che diciamo e promettiamo essere un impegno quasi sacro. Invece sempre più spesso, diventano relative, transitorie, quasi insignificanti.

È che è molto semplice, a caldo, prendere posizione e fare proclami, servendosi di termini eclatanti. Difficile, se mai, è confermare coi fatti quanto millantato a parole – il caso del crollo del ponte Morandi a Genova è solo l’ultimo esempio in ordine di tempo.

“Il bene mio” di Pippo Mezzapesa, presentato nelle Giornate degli autori alla Mostra del cinema di Venezia, è la piccola grande storia di resistenza o se preferite di resilienza di un uomo semplice davanti all’amnesia collettiva e alla sciagurata tendenza italica di non esigere la realizzazione degli impegni da parte del politico di turno.

Elia, uno straordinario e intenso Sergio Rubini, è rimasto l’unico abitante di Provvidenza, piccolo centro pugliese devastato anni prima da un terremoto in cui hanno perso la vita tanti innocenti. Tra le vittime, anche la moglie dell’uomo insieme agli alunni della sua classe. continua su

http://paroleacolori.com/il-bene-mio-un-film-che-sottolinea-il-valore-del-recupero-e-della-memoria/

21) Grace Jones: Bloodlight and Bami

“Grace Jones : Bloodlight and Bami” è un film di Sophie Fiennes. Con Grace Jones, Jean-Paul Goude, Sly & Robbie. Documentario, 116′. Gran Bretagna, Irlanda, 2017

Al cinema il 30 e 31 gennaio 2018

Sinossi:

Né un biopic né un film concerto, nonostante ospiti una dozzina di hit interpretate da Grace Jones sui palchi di tutto il mondo, da “Slave to the Rhythm” a “Pull Up to the Bumper”, fino alle più recenti, personali “Hurricane” e “William’s Blood”. Piuttosto, un diario, un pedinamento autorizzato, la cui produzione ha abbracciato un arco temporale di circa dieci anni, riuscendo ad avere accesso agli aspetti più privati della storia familiare della performer.

Recensione:

Chi è Grace Jones? Perché mai dovrei andare al cinema a vedere un film su questa donna? Sono alcune delle domande che, da ignorante completo in campo musicale, mi sono fatto quando ho ricevuto l’invito per assistere all’anteprima stampa di “Grace Jones: Bloodlight and Bami” di Sophie Fiennes.

Come qualsiasi capra su questa Terra, ho chiesto aiuto all’amico Google per colmare i vuoti. Appurato che Grace Jones è stata prima una top-model, poi una icona del pop e infine anche un’attrice, che ha segnato in modo profondo gli ultimi trent’anni, ho sperato che il film della Fiennes potesse aiutarmi a rendere meno imbarazzante il mio status di nerd senza speranza.

Purtroppo – per me e per la comunità nerd – “Grace Jones: Bloodlight and Bami” fallisce in questa missione pedagogica e culturale, con il suo non essere né un documentario classico né un omaggio all’artista. La regista compie l’errore di pensare che nessuno, oggi, possa ignorare chi sia Grace Jones, dando molto per scontato. continua su

http://paroleacolori.com/grace-jones-bloodlight-bami-un-ritratto-anticonvenzionale-della-performer/