8) I segni del cuore – Coda

Il biglietto d’acquistare per ” I Segni del cuore -Coda” è : Di pomeriggio (Con Riserva)

“I Segni del Cuore – Coda” è un film di Sian Heder. Con Emilia Jones, Marlee Matlin, Troy Kotsur, Daniel Durant, Eugenio Derbez. Drammatico, 111′. USA, Francia 2021

Sinossi:

Ruby, una ragazza diciassettenne, è l’unica persona udente di una famiglia di persone sorde. Ogni mattina, prima di andare in classe, dove viene ignorata e presa in giro dalle altre studentesse, aiuta i genitori e il fratello a gestire l’attività di pesca ed è lei il referente principale per contrattare la vendita del pesce. Al tempo stesso ha una grande passione per il canto ed entra nel coro della scuola diretto dal maestro Bernardo Villalobos che con lei è molto severo, la rimprovera spesso per i suoi ritardi ma riconosce che ha un grande talento e cerca così di prepararla per l’audizione a una prestigiosa scuola. Ruby si trova ora a un bivio: seguire i propri sogni o continuare ad aiutare la sua famiglia?

Recensione:

Nel 2015 rimasi piacevolmente colpito dal film francese “La famiglia Bélier”. Gli sceneggiatori avevano affrontato con intelligenza e ironia il tema della disabilità, inserendolo in una commedia familiare leggera ma credibile. La sceneggiatura era ben definita, lineare, inclusiva e allo stesso tempo spiazzante; il cast di assoluto valore.

A sette anni di distanza, negli States si è pensato di realizzare un remake, modificando poco o nulla sul piano narrativo rispetto all’originale – l’unica differenza è che lì la famiglia protagonista, composta da tre non udenti e una ragazza udente che quindi per tutta la vita era stata interprete e voce degli altri, si occupava di agricoltura, qui di pesca.

Come ben sapete i rifacimenti incontrano alquanto di rado il mio gradimento – perché non sono molti quelli che dimostrano di avere un loro perché e di non voler semplicemente cavalcare l’onda di un precedente successo. continua su

231) Ghostland – La Casa delle Bambole

Il biglietto da acquistare per “La casa delle bambole – Ghostland” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre

“La Casa delle Bambole – Ghostland” è un film di Pascal Laugier. Con Crystal Reed, Taylor Hickson, Rob Archer, Emilia Jones, Adam Hurtig, Anastasia Phillips. Horror, 91′. Francia, Canada 2018

Sinossi:

Beth è una ragazza con la passione per Lovecraft e i racconti dell’orrore, che ama anche scrivere. La sorella maggiore Vera non apprezza molto queste sue inclinazioni, mentre la mamma la incoraggia. Le tre si trasferiscono nella isolata e spettrale casa della defunta zia Clarissa. Nella casa ci sono parecchie bambole, di cui l’anziana signora faceva collezione. Beth, turbata, ha le sue prime mestruazioni, mentre Vera è insofferente alle attenzioni che la mamma riserva alla sorella. Un furgone dei gelati le ha però seguiti.

Recensione:

Avviso allo spettatore: per comprendere e soprattutto apprezzare fino in fondo la validità drammaturgica e la creativa del nuovo film di Pascal Laugier, “La casa delle bambole – Ghostland”, è vivamente consigliato un rapido approfondimento su due aspetti (va bene anche con il contributo di Wikipedia).

Il primo è Howard Phillips Lovecraft, spesso citato nel film come H. P. Lovecraft, il secondo il disturbo noto come fuga psicogena o dissociativa.

Mi rendo conto che possa apparire stravagante presentare un film horror unendo uno dei maestri della letteratura di genere a una patologia psichiatrica, ma in fondo non è proprio dal “mondo dei pazzi” che sono usciti i personaggi più spaventosi e le migliori storie horror?

“La casa delle bambole – Ghostland” è un film al contempo disturbante, violento e crudo e delicato, fragile e commovente. Volendo utilizzare una sola frase: è un riuscito e sconvolgente “inganno della mente”.

Laugier mette in scena un avvincente, cupo e doloroso gioco di specchi, in cui l’utilizzo dei flashback più che a chiarire le idee serve a confondere maggiormente lo spettatore disperso formalmente dentro una casa ma in realtà incastrato dentro un labirinto mentale in cui è labile il confine tra realtà e follia.

Il film – che rievoca “Ghost stories” di Jeremy Dyson e Andy Nyman e “Shutter Island” di Martin Scorsese -, nonostante alcune criticità narrative e limiti strutturali, tiene inchiodato lo spettatore alla sedia fino all’ultima scena. Merito di un convincente e talentuoso cast e di uno sviluppo credibile.

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http://paroleacolori.com/la-casa-delle-bambole-ghostland-un-horror-labirintico-e-spiazzante/