47) Il Caso Bramard (Davide Longo)

“Il caso Bramard” è un romanzo scritto da Davide Longo e pubblicato da Einaudi Editore nel Maggio 2014.

Sinossi:

Corso Bramard è stato il commissario più giovane d’Italia. Meditabondo, insondabile, introverso, capace di intuizioni prossime alla chiaroveggenza. Fino a quando un serial killer di cui seguiva le tracce ha rapito e ucciso la moglie Michelle e la piccola Martina. Da allora sono passati vent’anni. Corso vive in una vecchia casa dimessa tra le colline, insegna in una scuola superiore di provincia e passa gran parte del tempo arrampicando da solo in montagna, spesso di notte e senza sicurezze, nell’evidente speranza di ammazzarsi. Perché, come suole ripetere, “non c’è nessuna vita adesso”. Eppure qualcosa è rimasto vivo in lui: l’ossessione, coltivata con quieta fermezza, di trovare il suo nemico. Il killer che ha piegato la sua esistenza e che continua a inviargli i versi di una canzone di Léonard Cohen. Diciassette lettere in vent’anni, scritte a macchina con una Olivetti del ’72. Un invito? Una sfida? Ora, quell’avversario che non ha mai commesso errori sembra essere incappato in una distrazione. Un indizio fondamentale. Quanto basta a Corso Bramard per riprendere la caccia, illuminando una scena popolata da personaggi ambigui e potenti, un dedalo di silenzi che conducono là dove Corso ha sempre cercato il suo appuntamento, e il suo destino.

Recensione:

Non  avevo in programma di leggere “Il Caso Bramard”.

In questi anni  caratterizzati dall’ insaziabile desiderio di  recuperare , almeno in parte, le mie  gravose lacune letterarie  mai l’occhio era caduto su un romanzo di Davide Longo , magari ben esposto in qualche scaffale di una  conosciuta libreria.

La “mia lista” di romanzi  da leggere è  chiara . quasi piena fino alla fine dell’anno.

Il “destino” però  ha voluto che ci creasse “un buco” o se preferite un’attesa di qualche giorno prima di ricevere i nuovi libri desiderati.

Così la mia cortese libraria di  fiducia vedendomi vagare incerto nel suo negozio  alla ricerca di un capolavoro da leggere, mi ha  consigliato  Davide Longo “stimato” dai critici e soprattutto considerato dai librati   un autore dal buon successo editoriale.

Mi dispiace per la mia libraria, ma stavolta il suo sincero  quanto appassionato consiglio è stato “sprecato” .

“Il caso Bramard” non è un brutto romanzo, ma bensì “anonimo”

È un noir  scritto con uno stile asciutto, essenziale, lineare, ma purtroppo rivelatosi complessivamente privo di mordente.

Davide Longo firma un classico noir o se preferite poliziesco muovendosi all’interno di un impianto narrativo piuttosto scontato e prevedibile.

Il lettore avverte chiara la sensazione di vivere un   continuo e costante déjà-vu letterario inoltrandosi in una storia  dove si alternano giallo ed aspetto intimistico del protagonista.

Passato e presente si muovono su due rette parallele , ma destinate ad incrociarsi in un finale sì spiazzante , ma preparato in modo frettoloso e poco coerente e funzionale con quanto letto in precedenza

Ci troviamo davanti ad un intreccio drammaturgico “vecchio” già in partenza , evidenziando come  l’autore non sia  stato all’altezza di rinnovare o comunque adattare alle proprie esigenze creativa   fallendo così l’obiettivo più importante.

“Il Caso Bramard” è una lettura diretta, godibile quanto malinconia, ma raramente coinvolgente ed incisiva. Manca la “zampata” dell’autore che consenta di distinguersi ed elevarsi rispetto ad altri romanzi di genere.

Davide Longo sarà indubbiamente un autore apprezzato e le successive  indagini di Corso Bramard avranno  comprovati e convincenti  elementi di pathos. Ma per noi il “caso Longo” si chiude qui con misto di noia e delusione.

135) Troppo Freddo Per Settembre (Maurizio De Giovanni)

“Troppo freddo per Settembre” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni e pubblicato da Einaudi nel settembre 2020

Sinossi:
Cacciarsi nei guai, poi, quando tutto sembra perduto, risolvere la situazione con un colpo di genio e una buona dose di follia: non fa altro Gelsomina Settembre, detta Mina, tanto coscienziosa quanto incantevole – e suo malgrado provocante – assistente sociale presso il Consultorio Quartieri Spagnoli Ovest (per inciso, del Consultorio Est non c’è traccia). Sempre per una buona causa, però, per correre in aiuto di chi è stato meno fortunato di lei, cresciuta fra gli agi dell’alta borghesia, senza problemi a parte una madre e un fisico «ingombranti». Poco importa se, come accade in questo freddo gennaio, ciò significa mettersi contro una famiglia dal nome pesante, di quelle che nei vicoli della città vecchia decidono ogni cosa. Mina non si tira indietro, anzi, trascina con sé – in una missione di soccorso che corre parallela alle indagini della magistratura, condotte da una sua vecchia conoscenza – le amiche più care. E due uomini resi temerari solo dall’adorazione che hanno per lei.

Recensione:
Secondo appuntamento letterario in pochi mesi per l’assistente sociale Mina Settembre e possiamo già dire con grande convinzione come Maurizio De Giovanni abbia fatto “centro” anche questa volta.
Mina Settembre è già un personaggio letterario amato dai lettori e presto lo sarà anche dai telespettatori grazie all’attrice Serena Rossi.
Mai come in questo la scelta dell’attrice è stata davvero perfetta. Mentre leggevo questo secondo romanzo, immaginavo infatti l’attrice napoletana muoversi sulla scena regalando anima e soprattutto “sostanza” alle parole scritte da De Giovanni.
“Troppo freddo per Settembre” è, a mio modesto parere, uno dei migliori romanzi scritti da De Giovanni, capace nel coniugare magistralmente ironia e dramma in un intreccio narrativo mai banale, incalzante quanto intenso.
“Troppo Freddo per Settembre” costruito inizialmente come un classico giallo, nel corso dell’indagine si rivelerà come bellissima e commovente storia d’amore tra un nonno e la sua adorata nipote
Un nonno disposto al più grande sacrificio pur di garantire un futuro diverso alla propria nipote.
Mina Settembre combatterà la sua personale battaglia contro il pregiudizio sfidando altresì l’omertà del quartiere in nome della giustizia e della verità.
Un romanzo ben scritto, intenso, carico d’umanità che cattura il lettore fin dalle prime pagine, caratterizzato da un crescente ritmo e pathos.
“Troppo Freddo per Settembre” è anche il racconto di una ribellione ad un destino criminale già scritto ed anche in questo caso partito dalla coraggiosa azione di una madre oltre che nonna nel consentire al proprio figlio ed alla sua famiglia di vivere una vita nella legalità.
Amore, pregiudizio e un tocco di buffo romanticismo con le simpatiche schermaglie tra Mina ed il bello quanto impacciato ginecologo Mimmo rappresentano un avvincente e convincente mix drammaturgico ed emozionale di una bella storia originale.
Da una parte Il lettore non potrà non commuoversi con un finale inaspettato e catartico e dall’altro sognare con probabile svolta romantica per Mina.

121 ) L’invenzione di Noi Due (Matteo Bussola)

“L’invenzione di Noi due” è un romanzo scritto da Matteo Bussola e pubblicato da Einaudi Stile Libero nel Maggio 2020.

Sinossi:
«Cominciai a scrivere a mia moglie dopo che aveva del tutto smesso di amarmi». Così si apre questo romanzo, in cui Milo, sposato con Nadia da quindici anni, si è accorto che lei non lo desidera più: non lo guarda, non lo ascolta, non condivide quasi nulla di sé. Sembra essersi spenta. Come a volte capita nelle coppie, resta con lui per inerzia, per dipendenza, o per paura. Quanti si arrendono all’idea che il matrimonio non possa diventare che questo? Milo no, non si arrende. Continua ad amare perdutamente sua moglie, e non sopporta di non ritrovare più nei suoi occhi la ragazza che aveva conosciuto. Vorrebbe che fosse ancora innamorata, curiosa, vitale, semplicemente perché lei se lo merita. Ecco perché un giorno le scrive fingendosi un altro. Inaspettatamente, lei gli risponde, dando inizio a una corrispondenza segreta. In quelle lettere, sempre più fitte e intense, entrambi si rivelano come mai prima. Pian piano Milo vede Nadia riaccendersi, ed è felice, ma anche geloso. Capisce di essere in trappola. Come può salvarsi, se si è trasformato nel suo stesso avversario?

Recensione:
“L’amore è eterno, finché dura” è il titolo del film del 2004 di Carlo Verdone che ho rivisto con piacere qualche sera fa in TV.
Era commedia agrodolce sulla crisi e fine di un matrimonio , evidenziando i nuovi bisogni ed emozioni di una coppia di mezza età
Il matrimonio ci viene raccontato inizialmente come il coronamento di un sogno d’amoroso, la celebrazione di un’istituzione sacra e poco tempo dopo come una prigione o peggio come un ergastolo.
Nessuno ad oggi è può stabilire con assoluta certezza quali siano le regole per far funzionare un matrimonio e mantenere almeno parzialmente la passione che spinse due giovani innamorati al gran passo.
Sovente il matrimonio entra in crisi dopo anni di silenzi, reciproca indifferenza, lento quanto inesorabile logoramento emotivo.
Quanti romanzi, film, serie tv hanno raccontato questo “lungo addio” con toni drammatici, ironici o melanconici.
Non avevo mai letto nulla di Matteo Bussola e devo ammettere che è stata complessivamente una felice scoperta letteraria.
“L’invenzione di noi due” è una romantica, malinconica resa di un irriducibile marito innamorato alla dura realtà.
“L’invenzione di noi due” va letta, vissuta come una sorta di “Cyrano de Bergerac” per coppie sposate in crisi.
Il lettore si prepari a vivere un divertente e buffo gioco di seduzione letterario con cui Milo, il nostro protagonista spera di salvare il proprio matrimonio, riaccendendo l’interesse dell’amata moglie Nadia.
Milo ama Nadia come fosse il primo giorno, un amore nato “letteralmente” sui banchi del liceo e causalmente concretizzatosi anni dopo da adulti .
La scrittura ha unito Milo e Nadia, seppure il primo sia diventato cuoco, nonostante gli studi universitari di architettura e la seconda abbia inseguito il sogno di scrivere il romanzo della vita.
Milo non vuole rassegnarsi all’idea che il loro amore sia cambiato, disperso e probabilmente esaurito.
Milo mette per iscritto i propri pensieri, timori e frustrazioni realizza per la prima volta come la propria prospettiva sul matrimonio sia poco realistica e soprattutto incompatibile con quella di Nadia.
Il lettore leggerà questi scambi d’email in un crescendo di emozione, commozione e coinvolgimento auspicandosi un lieto fine anche se narrativamente debole e prevedibile.
Invece Matteo Bussola ci sorprende con un finale inaspettato, forse più giusto e coerente con il mondo reale, ma molto amaro per chi già pregustava un pieno di romanticismo.
“L’invenzione di noi due” è una ballata sull’amore, un alternarsi d’emozioni e ricordi ben strutturata e calibrata nei toni e nel ritmo, offrendo il suggerimento, al lettore, magari in crisi con il proprio partner, d’ affidarsi alla scrittura per risvegliare la passione sopita dalla noia del quotidiano.

134 ) Mio Fratello rincorre i dinosauri – storia Mia e Di Giovanni che ha un Cromosoma in Più ( Giacomo Mazzariol)

“Mio Fratello rincorre i dinosauri – storia Mia e Di Giovanni che un Cromosoma in Più” è un romanzo scritto da Giacomo Mazzariol e pubblicato nel giugno 2016 da Einaudi Editore.

Sinossi:
Hai cinque anni, due sorelle e desidereresti tanto un fratellino per fare con lui giochi da maschio. Una sera i tuoi genitori ti annunciano che lo avrai, questo fratello, e che sarà speciale. Tu sei felicissimo: speciale, per te, vuol dire «supereroe». Gli scegli pure il nome: Giovanni. Poi lui nasce, e a poco a poco capisci che sí, è diverso dagli altri, ma i superpoteri non li ha. Alla fine scopri la parola Down, e il tuo entusiasmo si trasforma in rifiuto, addirittura in vergogna. Dovrai attraversare l’adolescenza per accorgerti che la tua idea iniziale non era così sbagliata. Lasciarti travolgere dalla vitalità di Giovanni per concludere che forse, un supereroe, lui lo è davvero. E che in ogni caso è il tuo migliore amico. Con Mio fratello rincorre i dinosauri Giacomo Mazzariol ha scritto un romanzo di formazione in cui non ha avuto bisogno di inventare nulla. Un libro che stupisce, commuove, diverte e fa riflettere.
Insomma, è la storia di Giovanni, questa. Giovanni che ha tredici anni e un sorriso più largo dei suoi occhiali. Che ruba il cappello a un barbone e scappa via; che ama i dinosauri e il rosso; che va al cinema con una compagna, torna a casa e annuncia: «Mi sono sposato». Giovanni che balla in mezzo alla piazza, da solo, al ritmo della musica di un artista di strada, e uno dopo l’altro i passanti si sciolgono e cominciano a imitarlo: Giovanni è uno che fa ballare le piazze. Giovanni che il tempo sono sempre venti minuti, mai più di venti minuti: se uno va in vacanza per un mese, è stato via venti minuti. Giovanni che sa essere estenuante, logorante, che ogni giorno va in giardino e porta un fiore alle sorelle. E se è inverno e non lo trova, porta loro foglie secche. Giovanni è mio fratello. E questa è anche la mia storia. Io di anni ne ho diciannove, mi chiamo Giacomo.
Recensione:
Nell’epoca dei quasi quotidiani coming out urlati, raccontati, estorti in TV o sui social network sull’orientamento sessuale della presunta o vera celebrità, ci piace sottolineare come possano esistere altri tipi di “rivelazioni” davvero belli, sorprendenti e davvero coinvolgenti per tutti.
“Mio fratello rincorre i dinosauri” di Giacomo Mazziariol non è altro che il “coming out” compiuto dell’autore stesso nell’ammettere a sé stesso e dopo al mondo che avere un fratello “down” non può né deve essere vissuta come una vergogna.
Perché inizialmente Giacomo era felice della nascita di Giovanni (il nome scelto per il fratellino) potendo così “pareggiare” i conti con le due sorelle più grandi.
Giacomo pregustava di fare tante cose con il fratellino più piccolo “annunciato” come un bambino particolare / unico dai suoi stessi genitori.
È praticamente immediato il passaggio, per un bambino di 5 anni , da particolare a supereroe.
Un fratello supereroe è un evento da celebrare degnamente pensava il giovane protagonista.
Peccato che poi la realtà fosse un’altra. Giovanni è davvero unico. Infatti ha un cromosoma in più o se preferite nato con la sindrome di Down.
Giacomo scoprirà lentamente quanto inesorabilmente crescendo insieme al fratello che cosa significhi convivere con questa difficile condizione
L’adolescenza, il giudizio di compagni di scuola e degli amici, il timore di non piacere più porteranno Giacomo a “rimuovere/ omettere” Giovanni dalla propria vita.
Giacomo si sente a disagio, prova vergogna nel dover dire che ha un fratello down.
“Mio fratello rincorre i dinosauri” è il toccante, sincero, a tratti divertente racconto di crescita e maturazione compiuto dal protagonista nel comprendere o riscoprire i superpoteri del fratello.
Giacomo Mazziariol firma una storia appassionante, calda, diretta con uno stile di racconto semplice quanto efficace.
Il lettore legge con piacere ed interesse la storia della famiglia Mazzariol in cui non sono presenti traumi, odi, violenze, rancori, ma bensì sono raccontate le “normali” dinamiche emotive e relazioni di un nucleo familiare.
Entriamo in punta di piedi nella casa dei Mazzariol e poche dopo pagine la sentiamo nostra e soprattutto parte di questa bella famiglia.
“Mio fratello rincorre i dinosauri” è altresì la dimostrazione di come sia possibile per due genitori affrontare e vivere con semplicità ed amore l’arrivo di un quarto figlio “particolare” senza dover stravolgere l’armonia familiare o creando dissapori con gli altri figli.
“Mio fratello rincorre i dinosauri” è la storia di una famiglia unita nelle scelte importanti, capace d’aiutarsi e sostenersi a vicenda in un clima spontaneo ed accogliente.
“Mio fratello rincorre i dinosauri” è una lettura che scalda il cuore, dispensa sorrisi e gioia e soprattutto ci infonde una solida speranza sull’esistenza di storie di fratellanza e familiari da prendere come modello ed ispirazione.

12) Souvenir – Per I Bastardi di Pizzo Falcone (Maurizio De Giovanni)

“Souvenir- Per i Bastardi di PizzoFalcone” è un romanzo scritto da Maurizio De Giovanni, pubblicato da Einaudi nel dicembre 2017.

Sinossi:
A ottobre il tempo è ancora indeciso. Un giorno fa caldo, quello dopo il freddo e l’umidità ridestano la gente dall’illusione di una vacanza perenne e la riportano alla realtà. Anche il crimine, però, si risveglia. Un uomo viene trovato in un cantiere della metropolitana privo di documenti e di cellulare; qualcuno lo ha aggredito e percosso con violenza. Trasportato in ospedale, entra in coma senza che nessuno sia riuscito a parlargli. Di far luce sull’episodio sono incaricati i Bastardi, che identificano la vittima: è un americano in villeggiatura a Sorrento con la sorella e la madre, un’ex diva di Hollywood ora affetta da Alzheimer. Recandosi a più riprese nella cittadina del golfo, vestita fuori stagione di un fascino malinconico, i poliziotti si convincono che la chiave del caso sia da ricercare in fatti accaduti là molti anni prima. Incrociando il presente con un passato che hanno conosciuto solo al cinema, i poliziotti di Pizzofalcone, ciascuno sempre alle prese con le proprie vicende personali, porteranno alla luce un segreto custodito con cura per cinquant’anni, una storia d’amore e di sacrificio indimenticabile come un vecchio film.
Recensione:
Si può davvero rinunciare , senza rimpianti, all’Amore, quello vero, unico, capace di cambiare e sconvolgere un’intera esistenza?
“Lontano dagli occhi lontano dal cuore”, “Il tempo guarisce ogni ferita” recitano due saggi e condivisibili proverbi. Ciò nonostante una coppia d’amanti, saranno sempre uniti da un legame forte e profondo immune a qualsiasi evento esterno.
Amare, scegliere una persona significa anche accettare, nel bene e male, qualsiasi conseguenza derivante da questa scelta.
Non si può scappare dal passato, figurarsi dall’amore della vita.
Maurizio De Giovanni stupisce i suoi lettori e in parte la critica, firmando una nuova indagine della popolare saga de “I Bastardi di Pizzo Falcone”, avendo come cuore pulsante e vitale dell’intero intreccio narrativo, una bella, struggente quanto clandestina storia d’amore iniziata negli anni 50, e tornata alla luce ai giorni nostri dopo la vile aggressione a un turista americano nel quartiere di Pizzo Falcone
Una scelta drammaturgia, per alcuni versi sorprendente, quella decisa dall’autore ma che riflettendo con più calma ed attenzione, non dovrebbe suscitare stupore e soprattutto delusioni tra i fan più accaniti, come invece sta accadendo leggendo sul web alcuni giudizi dei fan sul nuovo romanzo.
“Souvenir”, a nostro modesto parere, rientra perfettamente nella cornice narrativa ed umana costruita nel tempo da Maurizio De Giovanni per I Bastardi di PizzoFalcone
Anche in “Souvenir” emergono il talento e soprattutto sensibilità dell’autore nel delineare, descrivere rappresentare i profili umani, caratteriali psicologici dei nuovi personaggi armoniosamente mescolati con i vecchi e amati Bastardi.
L’autore offre al lettore gli ideali presupposti per tuffarsi dentro una storia avvolgente, drammatica, carica di passione e di mistero, non facendo venire meno il pathos per l’aspetto poliziesco e una crescente curiosità per una positiva risoluzione dell’indagine.
“Souvenir” racconta e mostra al lettore come nessuna persona possa ritenersi immune al sentimento amoroso e come una persona per amore sia disposta a qualunque sacrificio e trovando altresì il coraggio e la forza di sfidare anche l’ira della criminalità organizzata.
Nessuna ricchezza, nessuna popolarità e successo professionale possono essere paragonati ed equiparati alla bellezza e gioia, seppure breve, d’aver conosciuto e vissuto un vero e sincero amore
In una società dove imperversano brutalità, ferocia e malvagità, ci piace pensare che siano ancora possibili atti di generosità e speranza, come quelli magistralmente raccontati nel segnale, un doveroso e sentito “souvenir” a meravigliose storie d’amore ,oggi , difficilmente ripetibili.