242) I Medici

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I Medici: Il Segreto, nel nome della rosa.

C’é l’anteprima mondiale de I Medici! “Wow!”, dico io, “un filmone pazzesco”. Mhmm..no, una fiction.. Ah, ecco, appunto..uff, io non amo le fiction. Ma va beh, sará il nuovo E.R. o Grey’s Anatomy… Ah, no, é un film sulla storica dinastia fiorentina. Un colossal, o una fiction. Mi confondo.

Eh, sí, perché é questo il senso che ho dalla prima serata di questo imponente progetto di mamma Rai, a respiro internazionale.

Mi confondo perché c’é una fotografia da colossal, delle scene da film importante, riprese aeree e digitali…che neanche i demo delle tv 4k esposte nei centri commerciali fanno meglio. Ed in fatti la fiction é trasmessa in ultra hd. Questo per dire che c’é tanta roba tecnologica, c’é tanta opulenza di scene, attori (Hoffman in primis), abiti e mezzi, ma manca qualcosa. Senti che stai guardando un film da enormi investimenti ma percepisci un senso da Il Segreto da dopo Barbara D’Urso. Nella recitazione, in primis.

Attenzione peró, bravi gli attori (non li menziono né distinguo perché hanno fatto tutti un buon lavoro, anche quelli italiani, che peraltro hanno recitato in inglese) ma c’é quell’anima di fiction che urta con l’intenzione del film da grandi pretese. Ti senti come se, da che ti sentivi sicuro dal poter scegliere tra auto familiare o sportiva…di colpo ti inventano il suv: ok, all’inizio ti spiazza, non lo capisci, magari ti piace e lo compri, ma in fondo in fondo ti chiedi sempre che bisogno c’era di inventarlo.

Per il resto (o per l’inizio) ribadisco Hoffman: l’unico pilastro che mi sento di menzionare, definire. Interpreta Giovanni dé Medici, lo fa con soliditá ma si ha la percezione di una poca convinzione: forse l’etá avanza o il prodotto era l’unico disponibile da “abbracciare”.

Il figlio Cosimo, Richard Madden, dritto dritto da Games of Trones, anch’egli ha una recitazione che non ti lascia deluso, ma non ti emoziona…almeno a me. Insomma, dopo il primo episodio, dando fiducia all’evolversi del racconto nelle prossime puntate, posso consigliare questo prodotto a chi ama le fiction e magari cerca qualcosa di piú. Ma attenzione, non cadete in errore, non state vedendo né una puntata speciale de Il Segreto né uno spin-off del Il nome della rosa. Perché la confusione sará decisamente palpabile. Peccato, per me e per chi come me continua a chiedersi il perché delle fiction ma, contradditoriamente continua ad interessarsene.

Voto, da 1 a 5 (dove il massimo é 5): 3

Recensione

A cura di Lucas

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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179) Mr Coobbler e la bottega magica

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Il biglietto da acquistare per “Mr Globber e la bottega magica” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio (con riserva); 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Tom McCarthy. Con Adam Sandler, Cliff Smith, Ellen Barkin, Melonie Diaz, Elli, Steve Buscemi, Dustin Hoffman. Commedia, 99′. 2014.

Dimmi che scarpe indossi e ti dirò chi sei. Potrà sembrarvi una sciocchezza, ma se ci pensate la scelta di cosa mettere ai piedi distingue una persona da tutte le altre.

La scarpa è un accessorio estremamente personale e il calzolaio, mestiere ormai in via di estinzione, ogni giorno vede sfilare davanti a sé decine di persone e ha il compito di garantire comodità e benessere a ciascuna.

Il Premio Oscar Tom McCarthy, partendo dal vecchio proverbio “to walk man’ shoes”, che in italiano suona come “mettersi nei panni di qualcun altro”, ha deciso di mettere in scena una favola moderna che mostri quanto la vita possa essere imprevedibile ed eccitante anche se si fa, in apparenza, un mestiere umile.

Lo spettatore fa la conoscenza di Max (Sandler), malinconico calzolaio di New York che lavora nel negozio di famiglia senza prospettive per il futuro. Max non ha una donna, vive ancora con la madre ed è arrabbiato per l’abbandono improvviso e doloroso del padre Abraham (Hoffman).

Un’esistenza noiosa e ripetitiva, la sua, dove può contare almeno sull’amicizia del barbiere Jimmy (Buscemi), finché un giorno, per caso, si vede costretto a utilizzare una vecchia cucitrice del padre per completare un lavoro. Un imprevisto che per Max si rivela straordinario quando, calzando le scarpe appena finite, assume magicamente le sembianze del cliente.

Dopo l’incredulità iniziale, il calzolaio capisce di avere tra le mani l’opportunità di dare finalmente una scossa alla sua piatta e monotona esistenza. Un dono straordinario, certo, ma anche da usare con cautela. Max se ne renderà conto quando sarà coinvolto in un losco affare immobiliare ordito da una spregiudicata donna d’affari, interpreta da Ellen Barkin.

“Mr Cobbler e la bottega magica” è un film gradevole, divertente e allo stesso tempo malinconico e introspettivo, dove al centro ci sono l’importanza della figura paterna e il rapporto padre-figlio.

La sceneggiatura è ben scritta, lineare, toccante in alcuni momenti ma anche capace di regalare buoni spunti comici e riflessivi. continua su

Al cinema: Mr Cobbler e la bottega magica

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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