61) La Casa dei Ricordi (Donato Carrisi)

“La Casa dei Ricordi” è un romanzo scritto da Donato Carrisi e pubblicato da Mondadori Editore il 29 Novembre 2021

Sinossi:

Ascolterai ciò che ho da dire… fino in fondo. 

Un bambino senza memoria viene ritrovato in un bosco della Valle dell’Inferno, quando tutti ormai avevano perso le speranze. Nico ha dodici anni e sembra stare bene: qualcuno l’ha nutrito, l’ha vestito, si è preso cura di lui. Ma è impossibile capire chi sia stato, perché Nico non parla. La sua coscienza è una casa buia e in apparenza inviolabile. 
L’unico in grado di risvegliarlo è l’addormentatore di bambini. Pietro Gerber, il miglior ipnotista di Firenze, viene chiamato a esplorare la mente di Nico, per scoprire quale sia la sua storia. 
E per quanto sembri impossibile, Gerber ce la fa. 
Riesce a individuare un innesco – un gesto, una combinazione di parole – che fa scattare qualcosa dentro Nico. Ma quando la voce del bambino inizia a raccontare una storia, Pietro Gerber comprende di aver spalancato le porte di una stanza dimenticata. 
L’ipnotista capisce di non aver molto tempo per salvare Nico, e presto si trova intrappolato in una selva di illusioni e inganni. 
Perché la voce sotto ipnosi è quella del bambino. 
Ma la storia che racconta non appartiene a lui.

Recensione:

Due anni fa avevo espresso più di una riserva sul romanzo “La Casa delle Voci” giudicandolo stilisticamente impeccabile e narrativamente originale, ma piuttosto freddo sul piano della suspense.

La “sfida autoriale” di Donato Carrisi d’affrontare il delicato quanto complesso mondo della psiche umana declinata in una cornice thriller se da un lato  rinnova il potenziale di poter gareggiare con i colleghi stranieri, dall’altra evidenzia nuovamente  come sia  una scrittura  di carattere più  cinematografico che letterario.

 “La casa di Ricordi” è  un sequel letterario che sinceramente  non ritenevamo necessario.

“La Casa dei Ricordi” conferma i pregi del primo romanzo,    ma amplificandone limiti e criticità espressi in precedenza.

Mi ritrovo ancora una volta in dissenso con la maggioranza dei lettori e critici  nel valutare negativamente il lavoro di Carrisi .

Una storia, un giallo, una caccia ad un mostro invisibile al di sotto degli abituali standard a cui Carrisi ci ha ben abituato

L’impianto narrativo risulta dispersivo, allungato e soprattutto poco centrato rispetto agli obiettivi autoriali di tenere insieme thriller classico e conflitto interiore.

“La Casa dei Ricordi” non incanta, non colpisce l’interesse  di nuovo lettore ed alla lunga annoia il  vecchio lettore.

Una seconda puntata che non aggiunge nulla al mondo sospeso di Pietro Gerber, rimasto bloccato dai demoni del proprio passato.

Una lettura che procede “a strappi” dando la sensazione al lettore che questo romanzo sia stato scritto senza avere le idee chiare  di come far evolvere la storia e soprattutto i personaggi.

Donato Carrisi compie, a nostro modesto parere, l’errore d’  insistere su una storia priva dell’adeguato respiro  per realizzare una saga letteraria.

“La Casa dei Ricordi” ci dispiace definirlo un forzato e pretestuoso esercizio autoriale risultando così un deludente lettura di fine anno.

3) Io sono l’Abisso (Donato Carrisi)

“Io sono l’abisso” è un romanzo di Donato Carrisi pubblicato da Longanesi Editore il 23 Novembre 2020.

Sinossi:
Sono le cinque meno dieci esatte. Il lago s’intravede all’orizzonte: è una lunga linea di grafite, nera e argento. L’uomo che pulisce sta per iniziare una giornata scandita dalla raccolta della spazzatura. Non prova ribrezzo per il suo lavoro, anzi: sa che è necessario. E sa che è proprio in ciò che le persone gettano via che si celano i più profondi segreti.
E lui sa interpretarli. E sa come usarli. Perché anche lui nasconde un segreto.
L’uomo che pulisce vive seguendo abitudini e ritmi ormai consolidati, con l’eccezione di rare ma memorabili serate speciali.
Quello che non sa è che entro poche ore la sua vita ordinata sarà stravolta dall’incontro con la ragazzina col ciuffo viola. Lui, che ha scelto di essere invisibile, un’ombra appena percepita ai margini del mondo, si troverà coinvolto nella realtà inconfessabile della ragazzina. Il rischio non è solo quello che qualcuno scopra chi è o cosa fa realmente.
Il vero rischio è, ed è sempre stato, sin da quando era bambino, quello di contrariare l’uomo che si nasconde dietro la porta verde.
Ma c’è un’altra cosa che l’uomo che pulisce non può sapere: là fuori c’è già qualcuno che lo cerca. La cacciatrice di mosche si è data una missione: fermare la violenza, salvare il maggior numero possibile di donne. Niente può impedirglielo: né la sua pessima forma fisica, né l’oscura fama che la accompagna.
E quando il fondo del lago restituisce una traccia, la cacciatrice sa che è un messaggio che solo lei può capire. C’è soltanto una cosa che può, anzi, deve fare: stanare l’ombra invisibile che si trova al centro dell’abisso.
Recensione:
L’odio come l’amore può presentare diverse, imprevedibili e soprattutto feroci sfumature.
L’odio si annida nell’animo umano provocando danni, traumi, ferite soprattutto se annidato nell’ambito familiare.
Vorremo proteggere i nostri figli da famelici predatori ed evitargli di subire qualsiasi tipo di violenza, ma sovente i pericoli si palesano nella figura materna.
Si dice che qualsiasi madre darebbe la propria vita per il bene di un figlio.
Un “dogma” tragicamente messo in dubbio nel corso della drammatica quanto avvincente lettura di questo romanzo.
“Io sono l’abisso” è un racconto amaro, crudo, doloroso con cui Donato Carrisi porta il lettore a vedere, toccare e respirare la parte più oscura e terribile dell’uomo.
Come dice lo stesso titolo del romanzo, la bellezza può diventare orrore. L’ingenuità tramutarsi in ferocia.
La mente di un bambino può uscire devastata se oggetto di abusi, violenze, umiliazioni soprattutto sul piano psicologico.
“Io sono l’abisso” ci racconta tre storie d’abuso, sofferenza e devastazione nate dall’illusione che la cattiveria non possa avere il volto della persona amata.
Scoprire invece che la realtà è ben diversa può far precipitare ognuno di noi dentro un pozzo nero da cui è quasi impossibile uscire.
“Io sono l’abisso” ci racconta di assassini, manipolatori, violentatori , determinati quanto abili nell’apparire invisibili o come un bel principe azzurro.
Donato Carrisi costruisce il romanzo su tre livelli narrativi o se preferite a tre voci inizialmente separate e distinte tra loro, ma che lentamente quanto inesorabilmente si sfioreranno fino a mescolarsi in un crescendo di colpi di scena, rivelazioni sconvolgenti.
L’intreccio rileva una solidità di scrittura, creatività ed abilità da parte dell’autore nel gestire e modulare con efficacia l’aspetto emozionale e psicologico dei personaggi.
“Io sono l’abisso” è un accurato e sofferto viaggio prima ancora d’essere l’indagine su un feroce serial killer che si muove nell’ombra.
“Io sono l’abisso” ispirato ad una storia vera lascerà da una parte un profondo segno nel cuore e mente del lettore e dall’altra avrà l’ulteriore conferma dello spesso internazionale di Donato Carrisi come Maestro di thriller ed indagatore dell’animo umano.

61) Andrà tutto Bene

“Andrà tutto bene” è una raccolta di racconti scritti da Ritanna Armeni, Stefania Auci, Alice Basso, Barbara Bellomo, Gianni Biondillo, Caterina Bonvicini, Federica Bosco, Marco Buticchi, Cristina Caboni, Donato Carrisi, Anna Dalton, Giuseppe Festa, Antonella Frontani, Enrico Galiano, Alessia Gazzola, Elisabetta Gnone, Massimo Gramellini, Jhumpa Lahiri, Florence Noiville, Clara Sánchez, Giada Sundas, Silvia Truzzi, Ilaria Tuti, Hans Tuzzi, Marco Vichi, Andrea Vitali e pubblicata da Garzanti Editore il 14 Maggio 2020.

Sinossi:
Oggi la paura ha un nuovo nome: Covid-19. Per sconfiggerlo, l’unica strada è rimanere a casa. Tra le quattro mura che ci hanno sempre protetto e che ora, però, sono diventate confini invalicabili. Sono diventate quasi un nemico. E invece, giorno dopo giorno, chi da sempre lavora con le parole ha scoperto che le stanze, le finestre, anche gli angoli più remoti di casa sono ali verso il mondo. Ognuno di loro ha così scelto il modo per dare vita a questa magia. Dalle loro case, ventisei scrittori tra i più importanti del panorama italiano hanno dato un senso a questi giorni scegliendo di fronteggiare l’emergenza anche con le armi della letteratura. Per portare la loro quotidianità ai lettori che li amano. E hanno deciso di farlo insieme alla casa editrice Garzanti, devolvendo tutto il ricavato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. C’è chi ha voluto parlare delle sue giornate, delle routine consolidate, delle novità che strappano un sorriso. Delle lacrime che non si riescono a fermare ma anche della forza della natura che scioglie il nodo in gola. Di convivenze forzate, come di distanze dalle persone care che sembrano insormontabili. C’è chi racconta di vicini sconosciuti che non lo sono più e del lavoro che cambia nei suoi strumenti ma non nella sua sostanza. Alcuni ammettono l’errore di aver pensato che non poteva essere tutto vero o danno voce agli animali che invece sono felici che sia tutto vero. Altri affidano le riflessioni su questi strani giorni alla voce dei personaggi amatissimi che hanno creato. Tutti sono sicuri che usciremo più consapevoli di quello che è davvero importante e che ci incontreremo, ci abbracceremo e passeggeremo presto tutti insieme. Sono sicuri che la solidarietà sarà il valore che porteremo con noi senza poterne più fare a meno. Tutti loro sono convinti che le parole, i libri, le storie, uniscono. Creano vincoli invisibili che spezzano ogni barriera. Mentre leggiamo non siamo mai soli. E siamo forti. E tutto appare come sarà. Perché andrà tutto bene.

Recensione:
Ma davvero tutto è andato bene?
La “Fase 2” è ormai iniziata da qualche settimana e nel Paese emergono chiari segnali d’insofferenza, rabbia e di rapida rottura della precaria tenuta sociale pre pandemia.
L’illusione che il Covid -19 potesse renderci persone migliori è stata spazzata via con la fine del lock down.
Gli italiani sono attraversati da sentimenti contrastanti sul loro futuro, ma purtroppo certi che difficilmente le risposte arriveranno dalle istituzioni.
Il Covid 19 ha stravolto abitudini, certezze obbligandoci ad una sospensione delle nostre attività e relazioni.
Come abbiamo vissuto e reagito al lockdown?
Ognuno ha seguito la propria ricetta, strada, soluzione.
Ci siamo scoperti cuochi, falegnami, elettricisti, divoratori di serie tv oltre che spaventati e compulsivi “sanificatori” della spesa settimanale.
Pensavamo che la quarantena avrebbe stimolato creatività, il desiderio di scrivere, leggere di ognuno di noi
Molti sostenevano che gli artisti ed in particolare gli scrittori avrebbero trovato maggiore ispirazione da questa tragica pandemia.
Ma anche gli artisti sono uomini e come tali si sono ritrovati spiazzati, spaventati e bloccati di fronte alle immagini di morte e svuotamento delle strade rilanciate dalle TV di tutto il mondo.
No, non è andato tutto bene.
Ma ammettere d’avere paura, scrivere delle proprie fragilità, insicurezze è il primo passo per uscire dall’angolo.
“Andrà tutto bene” nato per un nobile quanto concreto scopo benefico ha permesso di riunire i migliori autori ed autrici della Garzanti.
“Andrà tutto bene” è uscito prima ad aprile in versione e- book, balzando subito in vetta alle classiche.
Un successo editoriale che mai come in questo caso è stato applaudito da tutti.
“Andrà tutto bene” ci racconta le paure, i dubbi, insicurezze vissute dai nostri amati autori durante il lock down.
Sono racconti semplici, lineari sul piano narrativo e forse un po’ melensi a livello emozionale, ma tutti accomunati da una sincera e profonda umanità che spazza via ogni criticità letteraria.

Questa raccolta probabilmente non vincerà i più prestigiosi premi letterari, ma avrà comunque il merito d’aver unito il lettore allo scrittore.
Facendo sentire il primo, almeno per qualche ora, sulla stessa “barca” del secondo.
Il lettore si immedesima nelle parole dell’autore di turno, avendo provato le stesse sensazioni e stati d’animo.
Paura e senso di protezione verso i propri cari, pigrizia, senso d’impotenza e sconforto e financo inaspettate amicizie da “balcone” sono alcuni delle tematiche affrontante, magistralmente descritte nei racconti
“Andrà tutto bene” parla di noi e di come questa pandemia ci abbia colti di sorpresa mentre eravamo freneticamente impegnati ad inseguire vanamente il tempo oltre che le persone.
Ci siamo lasciati alle spalle tanti, troppi morti. Purtroppo non siamo cambiati. Il mondo non è cambiato.
La “fase 2” rischia d’essere peggiore della Fase 1, ma almeno a livello letterario cerchiamo di viverla meglio comprando e leggendo buoni libri come questo.
Allora, forse, andrà tutto bene…

150) La Casa delle Voci (Donato Carrisi)

“La Casa delle Voci” è un romanzo scritto da Donato Carrisi e pubblicato da Longanesi Editore nel Dicembre 2019

Sinossi:
Gli estranei sono il pericolo. Fidati soltanto di mamma e papà.
Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l’addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall’altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un’adulta. Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un’illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un’adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio. O forse non ha semplicemente visto. Forse l’assassina è proprio lei.
Recensione:
La mente umana è probabilmente il “meccanismo” più misterioso, affascinante, complesso quanto pericoloso mai costruito
Per gli stessi studiosi, scienziati è impossibile poterne scoprirne ogni aspetto, particolarità.
Nessun manuale di psichiatria, neurologia sarà mai in grado d’evidenziare, mostrare le infinte sfumature e caratteristiche della mente.
La mente è forte quanto fragile nel delicato ruolo di protezione della persona dall’orrore e paure provenienti dal mondo esterno.
Leggendo sul web gli entusiasti giudizi di critica e pubblico, confesso altresì la mia personale delusione nei confronti del nuovo romanzo di Donato Carrisi.
Dovrei ritenere d’aver preso un grande abbaglio letterario nel valutarlo?
Eppure i primi sono gli stessi che hanno bocciato gli ultimi romanzi di Carrisi che al contrario tanto erano piaciuti al sottoscritto.
Chi avrà dunque ragione?
“La casa delle Voci” è un giallo ben scritto, carico di suspense e magistralmente costruito nel regalare al lettore continui colpi di scena, ma nonostante ciò l’intreccio narrativo e lo stile non convincono come in passato
Donato Carrisi strizza l’occhio ad almeno tre pellicole cinematografiche di culto: Il Sesto Senso, Inception e Shutter Island.
I tre registi (Scorsese, Nolan e M. Night Shyamalan) si spinsero al loro limite artistico nel raccontare e mostrare la mente umana spiazzando e soprattutto incantando visivamente lo spettatore.
Ma “La casa delle voci” essendo “ancora” un libro non possiede la stessa forza ed intensità di racconto delle sopracitate pellicole.
Le parole, monologhi, dialoghi pronunciati dai personaggi di Carrisi appaiono più adatti ad uno script cinematografico più che per un romanzo.
“La casa delle voci” appare bloccato in una dimensione letteraria poco funzionale alle proprie caratteristiche e potenzialità.
Il lettore rimane colpito dalla storia e coinvolto dal serrato rapporto tra lo psicologo Pietro Gerber e la misteriosa paziente Hanna, ma senza mai raggiungere una vera e profonda empatia con i personaggi.
“La casa delle voci” è un romanzo “splendidamente” freddo nonostante i temi trattati e privo di quella necessaria umanità nell’affrontare i tormenti e soprattutto i segreti più reconditi dell’animo umano.
“La casa delle voci” è l’ottimo punto di partenza di un adattamento cinematografico che, a nostro modesto parere, colmerà le lacune strutturali ed emotive presenti sfortunatamente nell’opera letteraria

171) Fiori sopra l’Inferno (Ilaria Tuti)


“ Fiori sopra l’Inferno” è un romanzo scritto da Ilaria Tuti e pubblicato da Longanesi Editore nel Gennaio 2018.
Sinossi:
«Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l’inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa. Sono un commissario di polizia specializzato in profilino, e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura».
Recensione:
“Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Da ragazzina volava fare la fotografa, ma ha studiato Economia.
. Ama i romanzi di Donato Carrisi…”

Generalmente le note biografiche dell’autore le leggo quando mi ritrovo a metà lettura dell’opera letteraria, per non farmi influenzare nel giudizio dal suo passato umano e professionale.
Ma Ilaria Tuti ha rappresentato la classica e proverbiale eccezione al mio consolidato e rigido schema, avendomi subito colpito alcuni passaggi e soprattutto il suo principale di riferimento letterario.
Il lettore leggendole può subito cogliere l’anima, creatività e versatilità dell’autrice e comprendere come queste doti abbiano decretato l’immediato e meritato successo di critica e pubblico di questo romanzo.
“ Fiori sopra l’inferno” è un romanzo capace di conquistare ed avvolgere il lettore fin dalle prime pagine trascinandolo dentro una storia in cui alternano costantemente orrore e bellezza, amore e morte all’interno di una chiusa e misteriosa comunità montanara.
Una comunità caratterizzata da terribili segreti, gelosie ed ipocrisie che rievocano nel lettore l’atmosfera e tensione del primo Twin Peaks.
“ Fiori sopra l’inferno” è un romanzo intenso, cupo, violento quanto delicato come soltanto pochi e talentuosi autori sono capaci di realizzare oltre che stimolare la fantasia e colpire cuore del lettore.
Ilaria Tuti si rivela una degna “allieva” di Donato Carrisi nel talento ed abilità di raccontare e descrivere i personaggi con uno stile chiaro, semplice, diretto oltre a firmare una struttura narrativa efficace quanto “cinematografica”.
Teresa Battaglia è uno dei quei personaggi letterari destinati a vivere ben oltre le pagine di un romanzo riscontrando l’apprezzamento, la simpatia ed affetto del lettore come è stato negli anni per il commissario Montalbano ed il vice questore Schiavone.
Teresa Battaglia è una donna ruvida, spigolosa essenziale quanto intuitiva nel proprio lavoro. E’ dotata di una sensibilità ed umanità che le permette di vedere la profondità dell’animo umano non temendone la parte più oscura e brutale.
Teresa Battaglia può essere considerata come l’alter ego femminile del vice questore Rocco Schiavone, anche se abbiamo trovato molte similitudini caratteriali e soprattutto emotive ed esistenziali con il ruvido quanto geniale Dottor House della serie tv.
Ilaria Tuti ha anche il merito d’aver dato vita a un personaggio femminile nuovo e diverso nel panorama letterario italiano, evitando fortunatamente qualsiasi tentazione romantica e sessuale assolutamente fuori luogo sul piano narrativo.
“ Fiori sopra l’inferno” è una lettura totalizzante e sconvolgente fino all’ultima pagina che non potrà non segnarvi nel profondo ed allo stesso tempo regalandovi una sincera ed amara commozione anche per il presunto carnefice, a sua volta vittima della follia umana di voler piegare, ai propri voleri, Madre Natura.

7) L’uomo del Labirinto (Donato Carrisi)

“L’uomo del Labirinto” è un romanzo scritto da Donato Carrisi e pubblicato nel dicembre 2017 da Longanesi.

Sinossi:
L’ondata di caldo anomala travolge ogni cosa, costringendo tutti a invertire i ritmi di vita: soltanto durante le ore di buio è possibile lavorare, muoversi, sopravvivere. Ed è proprio nel cuore della notte che Samantha riemerge dalle tenebre che l’avevano inghiottita. Tredicenne rapita e a lungo tenuta prigioniera, Sam ora è improvvisamente libera e, traumatizzata e ferita, è ricoverata in una stanza d’ospedale. Accanto a lei, il dottor Green, un profiler fuori dal comune. Green infatti non va a caccia di mostri nel mondo esterno, bensì nella mente delle vittime. Perché è dentro i ricordi di Sam che si celano gli indizi in grado di condurre alla cattura del suo carceriere: l’Uomo del Labirinto. Ma il dottor Green non è l’unico a inseguire il mostro. Là fuori c’è anche Bruno Genko, un investigatore privato con un insospettabile talento. Quello di Samantha potrebbe essere l’ultimo caso di cui Bruno si occupa, perché non gli resta molto da vivere. Anzi: il suo tempo è già scaduto, e ogni giorno che passa Bruno si domanda quale sia il senso di quella sua vita regalata, o forse soltanto presa a prestito. Ma uno scopo c’è: risolvere un ultimo mistero. La scomparsa di Samantha Andretti è un suo vecchio caso, un incarico che Bruno non ha mai portato a termine… E questa è l’occasione di rimediare. Nonostante sia trascorso tanto tempo. Perché quello che Samantha non sa è che il suo rapimento non è avvenuto pochi mesi prima, come lei crede. L’Uomo del Labirinto l’ha tenuta prigioniera per quindici lunghi anni. E ora è scomparso.
Recensione:
Nulla è come sembra.
Attenzione, le apparenze inganno.
Sarebbero stati , magari, degli azzeccati sottotitoli  per il nuovo romanzo di Donato Carrisi, ma rischiando di rovinare , nel finale,  l’effetto sorpresa al lettore  .
“L’uomo del labirinto” è la conferma, se ancora c’è fosse stato bisogno, che Donato Carrisi è un autore di thriller dal respiro e caratura internazionale, ben lontano dai canoni e qualità dei suoi “colleghi” italiani.
“L’uomo del labirinto” inchioda il lettore alla lettura fino all’ultima pagina facendolo immergere in una storia di malvagità, ferocia e follia senza fine, mostrando con chiarezza e drammatica autenticità il lato più oscuro e terribile dell’uomo.
Donato Carrisi porta il lettore dentro una storia che avrebbe fatto la gioia di Federica Sciarelli e degli autori “Chi l’ha visto”, avendo come protagonista la giovane Samantha Andretti rapita mentre si dirigeva a scuola e scomparsa nel nulla per quindici anni.
Quante storie del genere in questi anni abbiamo letto sui giornali, ascoltato ai Tg.
L’Italia è purtroppo anche il Paese dei misteri e come bambini innocenti vengano rapiti non avendone più nessuna notizia.
Emanuela Orlandi, Denise Pipitone, solo per citare i nomi più eclatanti, di una lista tragicamente lunga di ragazzi strappati all’amore della propria famiglia.
Samantha Andretti è riuscita a fuggire dal suo aguzzino, il coniglio Bunny, e seppure ferita ed in gravi condizioni psicologiche con l’aiuto del Dottor Green, noto profiler del FBI, è chiamata a collaborare per dare un volto al suo carceriere affinché possa essere catturato.
Il lettore assiste con il fiato sospeso e con crescente pathos ed angoscia all’alternarsi dei colloqui tra il Dottor Green e Samantha in ospedale e all’indagine parallela svolta da Bruno Genko, investigatore privato, gravemente malato ma determinato a scoprire l’identità del rapitore, per onorare la promessa fatta anni fa ai genitori della ragazza.
Il lettore assiste a questa drammatica corsa contro il tempo caratterizzata da queste due linee narrativa apparentemente parallele e diverse, ma che invece lentamente ed inesorabilmente si toccheranno fino a fondersi in un finale spiazzante e sorprendente.
“L’uomo del labirinto” è un magistrale gioco di specchi, un vero labirinto psicologico costruito da Carrisi dove il lettore pensa, si illude d’aver raggiunto la porta per conoscere la verità per poi trovarsi invece in un vicolo cieco.
Chi è Bunny?
Chi è Samantha?
Come ha fatto la donna a scappare?
Chi cerca giustizia e chi invece sta depistando le indagini?
Donato Carrisi mescola con maestria, talento e creatività continuamente le carte sfidando il lettore nel rispondere a questi interrogativi leggendo tra le righe di un’ intreccio narrativo solido, avvolgente e pieno di colpi di scena.
“L’uomo del labirinto” rivela al lettore come ognuno di noi possa perdersi nella parte più buia ed inesplorata della propria anima caratterizzata dall’ inquietudine, rabbia, dolore, malvagità trasformandosi in un mostro capace di qualsiasi nefandezza ed atrocità ed essere, in apparenza un uomo perbene, magari un padre di famiglia.
“L’uomo del labirinto” è un pugno nel stomaco e soprattutto un monito per il lettore a non dimenticare tutte le Samantha ancora oggi “scomparse”.

219) La ragazza nella Nebbia – Il Film

Il biglietto da acquistare per “La ragazza nella nebbia” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre.

“La ragazza nella nebbia” è un film di Donato Carrisi. Con Toni Servillo, Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, Galatea Ranzi, Michela Cescon. Thriller, 127′. Italia, Francia, Germania, 2017

Sinossi;La sedicenne Anna Lou – brava ragazza dai lunghi capelli rossi appartenente ad una confraternita religiosa molto conservatrice – scompare dal paesino montano di Avechot. A interessarsi del caso è l’ispettore Vogel (Servillo), che ha una reputazione professionale da salvare e una propensione a fare leva sui mass media. E dato che ad Avechot si sono appena trasferiti un professore di liceo (Boni) con moglie (Guidoni) e figlia, chi meglio di un estraneo alla comunità può candidarsi come principale sospettato?

Recensione:

Questo weekend sarà ricordato, al cinema, non solo per la consueta e aspra battaglia al botteghino, ma anche per l’attesa sfida tra Diego De Silva e Donato Carrisi.

Entrambi gli autori hanno voluto partecipare in modo attivo alla realizzazione degli adattamenti dei loro bestseller, “Terapia di coppia per amanti” e “La ragazza nella nebbia”, firmando la sceneggiatura il primo, cimentandosi nella regia il secondo.

Abbiamo già parlato della delusione provata per l’operato di De Silva, e memori di quello eravamo alquanto preoccupati per “La ragazza nella nebbia”, avendo amato molto il romanzo (qui la mia recensione). Come sempre sarà il pubblico a decretare il vincitore di questa inedita sfida, ma a mio modesto parere Carrisi batte De Silva 3-0!

“La ragazza nella nebbia”, per chi non avesse letto il romanzo, offriva già il materiale per una perfetta sceneggiatura, con la sua scrittura incalzante, avvolgente, intensa, precisa, curata e capace di tenere il lettore inchiodato alla pagina fino all’ultimo.

La vera sfida, semmai, era quello di non rovinare questo gioiello dalle grandi potenzialità. E i miei dubbi – come quelli di molti critici – non riguardavano tanto le capacità di Carrisi come sceneggiatore ma come regista. Ebbene, lo scrittore ha dimostrato di avere le potenzialità e il talento per stare con successo dietro la macchina da presa.

“La ragazza nella nebbia” conserva, nel complesso, nella sua versione cinematografica la potenza e la profondità drammaturgica del libro, anche se con delle sostanziali differenze narrative. Come lo stesso Carrisi ha dichiarato in conferenza stampa (su Parole a Colori l’intervista completa): “Mi sono potuto concedere il lusso di uccidere l’autore al primo giorno di set, lavorando alla sceneggiatura in tranquillità”. continua su

http://paroleacolori.com/la-ragazza-nella-nebbia-un-thriller-che-porta-alla-luce-il-mostro-dentro-di-noi/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

157) La ragazza nella nebbia ( Donato Carrisi)

“La ragazza nella nebbia” è un romanzo scritto da Donato Carrisi e pubblicato nel 2015 da Longanesi Editore.

C’è qualcuno che crede ancora alla validità ed efficacia della giustizia svolta nei tribunali veri?
In Italia purtroppo i processi si celebrano nei talk show con la presenza di accusa e difesa e di esperti più o meno attendibili, cinicamente pilotati dal conduttore di turno.
È il trionfo della Giustizia spettacolo sullo Stato di diritto e su ogni tipo e forma di garantismo per un imputato esposto alla pubblica gogna.
Non importa se esistono davvero delle vere ed inconfutabili prove per determinare la colpevolezza di un imputato, ai medi basta anche un semplice sospetto per creare “un mostro” da gettare in pasto alla famelica opinione pubblica.
È possibile dire e fare di tutto in questi processi mediatici, tranne che rispettare, onorare la vittima e dargli giustizia.
Donato Carrisi, prendendo amaramente spunto dall’involuzione e malfunzionamento della nostra giustizia e il degrado professionale e morale dei media, nel 2015 ha dato alle stampe “La ragazza nella nebbia” che è diventato ben presto un successo di pubblico e critica, al punto che il prossimo autunno ne vedremo la trasposizione cinematografica con protagonisti Toni Servillo e Jean Reno e con Carrisi stesso all’esordio come regista.
Ho voluto per una volta invertire il mio abituale schema ovvero prima vedere il film e poi leggere il libro, per valutare i pregi e difetti delle due operazioni.
Ero desideroso di regalarmi una nuova storia di Donato Carrisi, dopo averlo “scoperto” con grande piacere ed entusiasmo qualche mese fa con “Il Maestro delle Ombre” e dopo aver letto sul web bellissime ed appassionate recensioni su “La ragazza nella Nebbia” e l’attesa dei fan per il film.
Ebbene dopo aver “divorato” il libro in pochi giorni, posso ampiamente comprendere l’attesa ed entusiasmo dei fan di Carrisi.
“La ragazza nella nebbia” è un romanzo dal respiro molto cinematografico per la bravura, talento e creatività di Carrisi di costruire una struttura narrativa dove fino alla fine il lettore non riesce a stabilire con certezza chi sia il buono, chi l’ambizioso, chi la vittima e chi veramente il mostro di una storia ideata e scritta in modo magistrale ed inappuntabile.
Il lettore è spinto a nutrire fin da subito una certa antipatia nei confronti dell’ambizioso agente speciale Vogel, anche se nell’apertura del romanzo Carrisi lo descrive come sconvolto e con i vestiti sporchi di sangue e condotto nello nello studio dello psichiatra Flores, a cui è stato chiesto di sottoporlo a perizia psichiatrica. Vogel è arrivato nello sperduto paesino montanaro di Avechot, ufficialmente per risolvere il caso di Anna Lou Kastner, ragazza del luogo misteriosamente scomparsa senza lasciare traccia, gettando nella disperazione i genitori e creando turbamento nella serena e pacifica comunità.
In vero Vogel non cerca la verità, ma il modo di riscattare la propria immagine di successo, “sporcata” dall’insuccesso professionale e mediatico verificatosi in un altro caso.
Vogel conosce il suo mestiere e soprattutto sa bene come manipolare ed indirizzare i riflettori dei media in modo da creare un caso mediatico per la sua indagine cinica e spietata nell’individuazione del mostro “perfetto” da consegnare all’opinione pubblica.
E nel caso della scomparsa Anna Lou Vogel decide di “affidare” il ruolo di mostro a Martini, professore di liceo appena trasferitosi con la propria famiglia nella cittadina, per tentare di cancellare “la cosa” che ha rischiato di distruggere l’integrità e serenità della sua stessa famiglia.
Maritini è travolto dai sospetti, senza una vera e concreta prova, ed alla fine pure arrestato dopo un’indagine condotta più in Tv che in una sala d’interrogatorio di un commissariato.
Vogel è dunque il poliziotto cattivo e invece Martini è l’agnello sacrificale offerto ai famelici media in cerca di un mostro da buttare in prima pagina?
Carrisi ci fa credere fino a tre quarti del romanzo di leggere un nuovo “caso Tortora” evidenziando l’insano ed infausto legame tra Vogel e una parte dei media interpretata dalla spregiudicata reporter Stella Honer.
Invece come nei migliori romanzi gialli, lo scrittore pugliese cambia le carte in tavola, a poche pagine dalla fine, con una serie di colpi di scena ben costruiti ed inseriti con abilità nella storia, e facendo saltare ogni certezza narrativa fin qui accertata ed ipotizzata dal lettore,
Donato Carrisi si conferma un autore di talento scrivendo storie avvincenti di respiro internazionale, cariche di pathos e ritmo, e utilizzando uno stile efficace e sensibile nel tenere il lettore incollato alla lettura del romanzo fino all’ultima pagina.
Il finale è sorprendente quanto cupo e terribile suscitando il lettore da una parte un angosciante stupore e dall’altra la voglia di vedere presto la rappresentazione cinematografica del romanzo.

56) Il Maestro delle Ombre ( Donato Carrisi)

carrisi

“Il Maestro delle Ombre” è un romanzo scritto da Donato Carrisi e pubblicato il 1 dicembre 2016 da Longanesi Editore.

Quando hai la fortuna d’incontrare una bella donna, dentro di te si scateno tante emozioni: eccitazione, curiosità, desiderio di conoscerla, il tuo cuore aumenta in modo esponenziale i propri battiti.
Sono emozioni oserei dire naturali di fronte alla scoperta di una bellezza che sconvolge la tua vita e i parametri di Paradiso in cielo.
Anche se potrà apparirvi eccessivo come paragone, ma quando mi capita di leggere il romanzo di un autore magari già famoso per il resto del mondo, ma non per il sottoscritto, è di rimanerne travolto dal talento, dalla fluidità della scrittura e soprattutto nell’abilità nel trascinarmi completamente dentro la storia, provo le stesse forti emozioni.
Questa più che recensione è una dichiarazione d’amore letterario nei confronti dello scrittore Donato Carrisi, che conoscevo solamente da spettatore avendolo visto all’opera come bravo conduttore televisivo su Rai Tre.
La sua fama come autore di romanzi gialli, mi era nota, avendo letto sul web e sui giornali le recensioni entusiastiche dei critici e soprattutto di semplici lettori.
Così nella mia ormai famosa lista di libri natalizi avevo deciso di aggiungere anche il suo ultimo romanzo, deciso finalmente di conoscere e soprattutto verificare il talento conclamato di Carrisi.
Ebbene, dopo aver letteralmente “divorato” in pochi giorni “Il Maestro delle Ombre” posso solamente aggiungere, a quanto già scritto e detto sull’autore pugliese, che Donato Carrisi merita pienamente questi consensi e a mio avviso va collocato tra i grandi giallisti stranieri come Grisham e Patricia Cornwell dei primi tempi.
Donato Carrisi con “Il Maestro delle Ombre” conduce il lettore in una Roma moderna, ma nello stesso gotica, sconosciuta ed inquietante.
Non è la Roma di Suburra o di “Romanzo Criminale”, non è sporcata, infettata dalla criminalità, bensì l’autore accende il faro sull’anima della città, che ormai sembra destinata alla perdizione eterna.
Scrivi Roma e pensi al Vaticano e quanto paradossalmente nel cuore del cristianesimo, possano esserci forze maligne ed occulte all’interno della stessa Chiesa, capaci di negare ed annullare la parola di Dio.
Carrisi immagina una Roma al buio non solamente letterale a causa di un blackout elettrico improvviso, ma quanto piuttosto di un buio esistenziale e morale, in cui personaggi ufficialmente irreprensibili e rispettabili si muovono per sovvertire l’ordine secolare della Chiesa, manipolate e sedotte dall’ambizione e dal fascino di un male non tanto di stampo luciferino quanto piuttosto intimistico ed esistenziale.
Leggendo “Il Maestro delle Ombre” il lettore non potrà non ritrovare riferimenti cinematografici a pellicole come “Il giorno del giudizio”, “Il Silenzio degli Innocenti” trovando nelle pagine continui colpi di scena e un crescente pathos e costante ritmo narrativo, abilmente costruiti e sviluppati dalla sapiente penna dell’autore.
Marcus è un penitenziere, l’ultimo dei preti appartenenti all’ordine segreto che risponde al Tribunale delle Anime. È un cacciatore del buio, un investigatore dell’oscurità che indaga sulle scene dei delitti a nome del Vaticano per risolvere, con le sue incredibili capacità d’osservazione e deduttive, i casi che altrimenti rimarrebbero senza colpevole. All’inizio del romanzo si trova nudo e ammanettato in una sorta di prigione-tomba, senza ricordare nulla su come sia finito lì o su chi l’abbia gettato in quel pozzo tenebroso. Scampato miracolosamente ad una morte per inedia, l’unico indizio che trova è un biglietto, scritto di suo pugno ma del quale non ha memoria: Trova Tobia Frai, si legge, ed il riferimento è a un bambino scomparso anni prima e mai ritrovato, né vivo né morto. Come scoprire qualcosa di più, in una città immersa in un nuovo Medioevo? Marcus non fa in tempo a mettersi all’opera che viene contattato per un altro incarico: il cardinale Erriaga vuole che sia lui a nascondere le tracce della morte del vescovo Gorda, apparentemente deceduto a causa di un gioco erotico finito male. Quello che scoprirà il penitenziere, però, cambierà totalmente la situazione.
Anche Sandra Vega dovrà risolvere un mistero. La fotorilevatrice che in seguito ai lutti subiti nei libri precedenti aveva deciso di abbandonare il lavoro sul campo per passare ad una mansione d’ufficio, viene infatti chiamata nella sezione operativa allestita per l’emergenza blackout; la sera prima è stato ritrovato un telefonino contenente un video di inaudita violenza, un’eucaristia blasfema e raccapricciante accompagnata da una sinistra preghiera: “Il Signore delle ombre cammina con me”. Vega acconsente ad occuparsi del caso solo perché l’unico indizio che hanno sull’assassino è una goccia di sangue dovuta a epistassi, la stessa patologia di cui soffre Marcus (che Sandra ha conosciuto negli altri volumi della serie).
Un romanzo che presenta un impianto narrativo composto da diverse sotto storie altrettanto forti, coinvolgenti e torbide.
Il lettore segue con il fiato sospeso la lunga notte romana in compagnia di Marcus e Sandra alla ricerca della verità e della soluzione dei misteri di un’indagine, che neanche con l’arrivo dell’alba e della provvidenziale luce serviranno a svelare completamente.
Il finale, forse la parte meno riuscita del romanzo, consegna comunque al lettore solo delle parziali risposte e lasciando aperti tanti interrogativi per un prossimo romanzo, fin da ora già atteso dal sottoscritto e dai fan di Carrisi.