15) Sono felice, dove ho sbagliato? (Diego Da Silva)

“Sono Felice, dove ho sbagliato ?” è un romanzo scritto da Diego Da Silva e pubblicato il 15 Marzo 20022 da Einaudi .
Sinossi:
Vincenzo Malinconico è tornato ed è alle prese con un’ingiusta causa. D’amore. Già, c’è di mezzo l’amore anche stavolta, ma un tipo d’amore con cui Malinconico non ha avuto ancora a che fare, professionalmente parlando: l’amore impantanato, quello di chi pensa di avere diritto a un risarcimento per il dolore. Perché è proprio questo che gli chiedono gli Impantanati, sei donne e due uomini uniti in una strampalata associazione: di intentare una causa epocale per danni da sinistri sentimentali. E l’assurdo può sembrare a tratti possibile, al più eccentrico avvocato d’insuccesso di sempre.

L’amore può ingolfare una vita, metterla in attesa, in balia degli anni che passano. Tutti conosciamo coppie sfinite da rapporti senza futuro: amori dove i progetti, i desideri e persino i diritti ristagnano. A volte è proprio il legame, il problema. I rapporti di forza, il tempo sul groppone, il presente che dà dipendenza. Poi capita che una mattina la parte debole si svegli e decida che è venuto il momento di fare i conti. È quello che succede nella sesta avventura di Vincenzo Malinconico, l’avvocato delle cause perse ancor prima d’essere discusse, quando Veronica, la sua compagna, gli manda in studio una coppia di amici che gli chiedono d’intentare, con una class action, una causa epocale per l’infelicità di coppia. La pretesa dei due, apparentemente demenziale (ma Malinconico è avvezzo a questo genere di situazioni), si basa su un assunto neanche così sbagliato: se esiste un diritto privato, perché la sfera privata dei sentimenti non dovrebbe andare soggetta alla stessa legge che regola i rapporti patrimoniali? Fosse per Malinconico la chiuderebbe lì, anche perché ha altro di cui occuparsi (Alagia che sta per farlo diventare nonno, Alfredo in fibrillazione per il suo primo cortometraggio, uno strano figuro che lo pedina), ma finisce per cedere alle insistenze del suo socio Benny e si ritrova a partecipare con lui agli incontri degli Impantanati. E noi lo sappiamo bene: quando Malinconico si fa trascinare in una situazione che gli sta stretta, sbrocca ma riesce persino a divertirsi. Sicuramente a farci divertire come non mai, in questo che è uno dei romanzi più mossi e vivi di Diego De Silva. Fra risate, battibecchi, colpi di scena e ordinarie drammaturgie familiari, Malinconico riuscirà ad articolare una stralunata difesa. Ma di sé stesso, soprattutto.

Recensione:
Se la felicità è una chimera, l’infelicità sentimentale è invece qualcosa di tangibile, presente e sfortunatamente un dolore universale.
Tutti almeno una volta nella vita abbiamo sofferto per amore ed altresì abbiamo fatto soffrire.
L’amore è un sentimento potente quanto destabilizzante.
Vogliamo l’amore, un compagno, ma allo stesso modo evitiamo di caderci dentro questo pozzo senza fondo.
Le relazioni tossiche possono produrre danni enormi, ma sono quelle “in stallo” di cui dobbiamo realmente preoccupare.
Si può essere infelici vivendo una storia del genere?
La risposta è , purtroppo, un sì tragicomico.
L’infelicità può essere oggetto di disputa legale? Un gruppo di infelici innamorati potrebbe unirsi in una class action contro i propri partner alias carnefici
Quello che potrebbe apparire sulla carta come una “boutade” /provocazione per la penna creativa di Diego Da Silva è stato lo spunto narrativo vincente per scrivere una nuova e divertente avventura legale del nostro caro avvocato Vicenzo Malinconico.
In attesa di vedere in autunno su Rai l’attesa trasposizione televisiva, il lettore può gustarsi una storia davvero gustosa ed allo stesso tempo agrodolce .
Pietro Da Silva conferma pienamente le sue doti narrative e stilistiche firmando un intreccio brioso, ironico, divertente e mai banale.
Il lettore da una parte sorride amaro sull’infelicità amorosa del bizzarro gruppo che reclama giustizia in un tribunale e dall’altra partecipa allegramente invece alla condizione paradossale che si trova a vivere il nostro avvocato: è felice.
La sua vita privata e sentimentale procedono bene, tutti i pezzi del suo puzzle esistenziale si sono incastrati.
Malinconico fatica ad accettare questa condizione, ne è intimorito.
La felicità improvvisa e piena esiste davvero si chiede ad un certo punto Malinconico, immaginando nefasti colpi di coda.
Da Silva affronta il tema della felicità nei rapporti regalandoci spunti di riflessione e condivisione osservando i dialoghi dei protagonisti di questo romanzo.
Anche gli infelici cronici come Vincenzo Malinconico possono vivere un lieto fine.

72) Sono contrario alle emozioni (Diego De Silva)

“Sono contrario alle emozioni” è un romanzo scritto da Diego De Silva e pubblicato l’otto aprile 2014 da Einaudi Editore.

Sinossi:
Cosa accade quando Vincenzo Malinconico, re dei rimuginatori, si perde definitivamente nel rimugino? Se sei uno che prende sul serio i pensieri, che fa continuamente bilanci su quello che fa, anche mentre lo fa, ti basta un niente per lanciarti nelle domande più peregrine, quali: le emozioni che proviamo nell’ascoltare le canzoni che amiamo sono vere? Proviamo davvero quello che sentiamo? Cos’è quel piccolo freddo che ci assale dopo aver visto un film che ci ha commosso il cuore e il cervello? E da dove nasce il desiderio improvviso di prendersi un cane? E perché davanti a una notizia di malasanità ci monta dentro un’indignazione democratica, anche se l’ultima volta che siamo scesi in piazza è stato per aggiungere un grattino alla macchina? Nei tentativi di analisi amorose fai-da-te per ricomporre il senso di una storia finita, nelle recensioni estemporanee di brani, eventi, persone, nella ricerca vaga di un centro di gravita – anche se non è permanente va bene lo stesso -, le riflessioni prendono corpo in un libro agile dove la scrittura si palesa al lettore in una delle sue versioni più artigianali ed efficaci: quella di strumento per capire come la pensiamo sulle cose.

Recensione:
Non me voglia il caro avvocato Malinconico, ma stavolta è il lettore ad essere molto contrariato.
Lo so, caro avvocato, Lei non ha alcuna responsabilità diretta, ma le tocca comunque sorbirsi queste mie lamentele.
Diego De Silva stavolta ha sbagliato completamente il bersaglio.
“Sono contrario alle emozioni” è narrativamente, creativamente contrario allo spirito ed al buon senso della buona letteratura.
Arrecando così un significativo danno alla reputazione del suo celebre personaggio.
“Sono contrario alle emozioni” è un insieme di note, riflessioni e critiche musicali prive di collegamento e funzionali inserite nella vita disastrata dell’avvocato Malinconico.
Il nostro cinico avvocato è caduto in depressione dopo essere stato mollato dalla bella collega Alessandra. Non riesce a dare un senso a questa sofferenza, dolore, decidendo così d’iniziare un percorso terapeutico.
La terapia secondo Malinconico poteva essere un interessante spunto narrativo per raccontare in modo diverso, magari graffiante una grave malattia come è la depressione.
Il rapporto tra medico e paziente vissuto attraverso gli occhi del nostro avvocato. Invece Diego De Silva “spreca” gran parte di questo potenziale narrativo,
Il lettore si sforza di comprendere se e quali fossero le intenzioni autoriali e psicologiche di De Silva nello scrivere questo romanzo.
Uno sforzo reso vano da una lettura dispersiva, noiosa e caotica.
“Sono contrario alle emozioni” è una sorta di zibaldone di pensieri dell’autore, mascherato dietro la sicura figura di Malinconico, temendo un probabile flop commerciale.
Un “escamotage” letterario molto discutibile, che Diego De Silva avrebbe dovuto, potuto risparmiarsi /ci, fermandosi un turno.
“Sono contrario alle emozioni” spinge, ahimè, il lettore poco avvezzo alla lettura di ripetere tale esperienza almeno con l’incolpevole Vincenzo Malinconico.

71 ) Mancarsi – La Donna Di Scorta (Diego De Silva)

“Mancarsi” è un romanzo scritto da Diego De Silva e pubblicato nel gennaio 2013 da Einaudi

Sinossi:
Diego De Silva fa un passo a lato, si allontana dalle irresistibili vicende di Vincenzo Malinconico e ci regala una semplice storia d’amore. Semplice per modo di dire, perché la scommessa è tutta qui: nel nascondere la profondità in superficie, nel tratteggiare desideri e dolori, speranze e rovine, con poche parole essenziali, dritte e soprattutto vere. Perché, come diceva Fanny Ardant ne La signora della porta accanto, solo i racconti scarni e le canzoni dicono la verità sull’amore: quanto fa male, quanto fa bene. Solo lì si cela l’assoluto. Cosi De Silva prende i suoi due personaggi e li osserva con pazienza, li pedina, chiedendoci di seguirlo – e di seguirli – senza fare domande. Irene vuole essere felice, e quando il suo matrimonio inizia a zoppicare se ne va. Nicola è solo, confusamente addolorato dalla morte di una donna che aveva smesso di amare da tempo. Anche lui, come Irene, è mosso da un’assoluta urgenza di felicità. Anche lui vuole un amore e sa esattamente come vuole che sia fatto. Sarebbero destinati a una grande storia, se solo s’incontrassero una volta nel bistrot che frequentano entrambi. Ma il caso vuole che ogni volta che Nicola arriva, Irene sia appena andata via. Se le vite di Nicola e Irene non s’incontrano fino alla fine, le loro teste invece s’incontrano nelle pagine di questo libro: i pensieri, le derive, il sentire si richiamano di continuo, sono ponti gettati verso il nulla o verso l’altro. Forse, verso l’attimo imprevisto in cui la felicità finalmente abbocca.

“La Donna di Scorta” è un romanzo scritto da Diego De Silva e pubblicato nel aprile 2014 da Einaudi.

Sinossi:
Un uomo sposato e una giovane single s’incrociano su un marciapiede in una mattina di pioggia. Subito s’innamorano. Ma i ruoli di quella che potrebbe sembrare una normale relazione fra amanti, s’invertono fin dall’inizio. Livio, antiquario radicato in una solida vita matrimoniale, si trova invischiato in un rapporto privo di gerarchie che la sua normalità non può reggere: Dorina non vuole prendere il posto di sua moglie. Non chiede niente di più di quello che Livio è disposto a darle, sconvolgendo in questo modo l’assetto ordinato della vita di lui. Il romanzo mette a nudo un sentimento vero e autosufficiente che non ricatta, non pretende, non ha bisogno di sacrifici, riconoscimenti, ma nel puro desiderio dell’altro trova la sua ragion d’essere.

Recensione Unica:
Ero curioso di leggere questi due romanzi di Diego De Silva, avendo percepito dalla lettura delle due  sole sinossi che in qualche modo fossero legati da un filo rosso narrativo.
Una sensazione confermata dopo averli letti entrambi.
Anche se scritti in momenti diversi De Silva ha realizzato una sorta di manifesto sull’infedeltà coniugale o se preferite una chiave di lettura “tollerabile per accettare il triangolo amoroso e/o vedere la perdita di un coniuge mal sopportato come il primo segno per rinnamorarsi una seconda volta.
“Mancarsi” e “La Donna di Scorta” vanno assolutamente letti uno dietro l’altro per cogliere il senso più profondo del messaggio amoroso messo in campo da Silva.
L’amore non può essere considerata una proprietà privata né una persona può reclamarne l’esclusività.
L’innamoramento secondo De Silva sfugge a qualsiasi regola, codice, imposizione travolgendo tutto e tutti.
Un uomo può amare contemporaneamente la propria moglie e la giovane amante, non trovando il coraggio né la forza di scegliere.
Un’indecisione deprecabile in linea generale, ma nella storia tra Livio e Dorina, vede quest’ultima stranamente non interessata a reclamare maggiore spazio, visibilità e tempo rispetto alla famiglia di Livio.
Livio ama Dorina, ma allo stesso tempo è irritato dalla natura pacifica e tranquilla dell’amante.
Livio vorrebbe vedere, sentire una Dorina nelle vesti dell’amante appassionata, arrabbiata, esigente.
Ma Dorina non gli concederà mai questo sazio.
La loro storia travolgente, intensa finirà con la modalità straordinariamente normale voluta da Dorina.
Invece Nicola è rimasto improvvisamente vedovo. Costretto a piangere una moglie che purtroppo non amava più.
Un lutto che se da una parte si è rivelato paradossalmente liberatorio, dall’altra ha obbligato il protagonista a guardarsi dentro e comprendere se sia ancora capace d’amare.
Irene invece ha detto basta ad un matrimonio che la rendeva ogni giorno più triste e vuota emotivamente.
Nicola e Irene sono soli per motivi diversi, ma entrambi cercano, vogliono una seconda chance d’amare ed essere amati.
Il Destino in versione romantica gli darà una mano, facendoli causalmente incontrare in un luogo caro ad entrambi.
“Mancarsi” rievoca nella struttura narrativa e soprattutto nel continuo sfiorarsi dei due protagonisti, il celebre quanto romantico film americano “Insonnia d’amore” di Nora Ephron con protagonisti i bravissimi Tom Hanks e Meg Ryan.
“Mancarsi” ci spinge a credere, sperare che la fine di un amore, di un matrimonio non debba per forza significare la fine di tutto, anzi.
Diego De Silva regala vivide e sincere emozioni al lettore tramite questi due scritti , facendoci riflettere sulla nostra intima e personale idea sull’amore di coppia.

65) I valori che contano (avrei preferito non scoprirli ) – (Diego De Silva)

“I valori che contano (avrei preferito non scoprirli) “è un romanzo scritto da Diego De Silva e pubblicato il 3 Giugno da Einaudi.

Sinossi:
Se non vi è mai successo di nascondere in casa una ragazza in mutande appena fuggita da una retata in un bordello al quarto piano del vostro palazzo, non siete il tipo di persona a cui capitano queste cose. Vincenzo Malinconico lo è. Dovrebbe sapere che corre un rischio bello serio, visto che è avvocato, e invece la fa entrare e poi racconta pure un sacco di balle al carabiniere che la inseguiva e va a bussargli alla porta. È così che inizia “I valori che contano (avrei preferito non scoprirli)”, il romanzo in cui Malinconico – avvocato di gemito, più che di grido – oltre a patrocinare la fuggiasca in mutande (che poi scopriremo essere figlia del sindaco, con una serie di complicazioni piuttosto vertiginose), dovrà affrontare la malattia che lo travolgerà all’improvviso, obbligandolo a familiarizzare con medici e terapie e scatenandogli un’iperproduzione di filosofeggiamenti gratuiti – addirittura sensati, direbbe chi va a cena con lui – sul valore della pena di vivere. Un vortice di pensieri da cui uscirà, al solito, semi-guarito, semi-vincente e semi-felice, ricomponendo intorno a sé quell’assetto ordinariamente precario che fa di lui, con tutti i suoi difetti e le sue inettitudini, una persona che sa farsi voler bene, pur essendo (o forse proprio perché è) un uomo così così.

Recensione:
Solamente quando si vede la morte in faccia, molti comprendono la bellezza della vita e la fortuna di poter contare su chi ti ama e protegge davvero.
Il cancro è allo stesso tempo una iattura quanto un’opportunità nel cambiare stile ed atteggiamenti di vita.
Quando sei malato scopri o forse riscopri i veri valori e quali sono le reali priorità.
Questa nuova consapevolezza esistenziale e profonde ed intime considerazioni si palesano a chi si imbatte con il “brutto male”.
Poteva il nostro amato avvocato Malinconico sottrarsi a questo processo di revisione e cambiamento?
Ovviamente no, anche se il caro avvocato, scopertosi malato, più che altro “subirà” i cambiamenti delle persone che gravitano alla sua vita.
Malinconico è uno spettatore “passivo” della sua malattia, facendosi guidare nella ricerca del migliore chirurgo e poi oncologo senza mai opporre resistenza.
“I valori che contano” è il nuovo episodio della saga del celebre avvocato che ci piace vederlo come il momento della maturità professionale e forse della stabilità affettiva per Malinconico.
“I valori che contano” è una storia agrodolce in cui temi scabrosi come il cancro, la chemioterapia ed infine la morte sono affrontati, descritti con un tono leggero, quasi distaccato e vagamente ironico, senza risultare mai irriverente ed offensivo.
Diego De Silva ci regala una storia intesa, commovente, quasi inaspettata per questa saga, mantenendo però uno stile brioso e disincantato che consente al lettore di non sentire il peso o l’angoscia di tali tematiche.
“I valori che contano” è una lettura piacevole, calda, densa di umanità e sincerità ben celati dallo sfottente e disarmante cinismo di Malinconico.
L’uomo Vincenzo, forse per la prima volta ha davvero paura di non farcela, scoprendosi debole e fragile.
Invece è “circondato” dall’affetto e protezione della sua nuova compagna Veronica, dagli amici e dai suoi figli.
Vincenzo Malinconico si scopre così ricco sul piano affettivo. ed inaspettatamente rivalutato anche in campo professionale.
“I valori che contano” è infatti anche la storia della turbolenta quanto bella pacificazione del rapporto tra un padre ed una figlia.
Il primo è il sindaco e la seconda ha deciso di fare nella vita l’escort come professione.
Malinconico, nel pieno del suo dramma personale, si ritroverà invischiato in questa complessa e scabrosa “affair familiare” salvando prima la figlia del sindaco da uno pericoloso scandalo giornalistico e poi favorendo chiarimento e riavvicinamento tra i due.
“I valori che contano” pur essendo forse il romanzo più sentimentale, buonista e strappalacrime firmati da Diego De Silva, dona sorriso e gioia al lettore felice d’aver sostenuto e condiviso con l’amico Malinconico anche questo difficile passaggio.
Sarebbe meglio non doverli scoprire, ma in fondo certi valori è preferibile possederli, lo garantisce Vincenzo Malinconico

37) Mia Suocera Beve ( Diego De Silva)

“Mia suocera beve” è un romanzo scritto da Diego De Silva, pubblicato da Einaudi nel Dicembre 2010.
Sinossi:
Vincenzo Malinconico è un avvocato semi disoccupato, semi divorziato, semi felice. Ma soprattutto è un grandioso filosofo autodidatta, uno che mentre vive pensa, si distrae, insegue un’idea da niente facendola lievitare. E di deriva in deriva va lontano, con l’aria di sparare sciocchezze dice cose grosse sull’amore, la giustizia, il senso della vita.
Intorno a lui capitano eventi straordinari, ma più straordinari ancora sono i pensieri stravaganti e fuori luogo di cui ci mette a parte in tempo reale, facendoci ridere e riflettere, trascinandoci nella sua testa sgangherata e bellissima.
Al centro del romanzo questa volta c’è un sequestro di persona ripreso in diretta dalle telecamere di un supermercato. Ad averlo studiato ed eseguito è il mite ingegnere informatico che ha progettato il sistema di videosorveglianza. Il sequestrato è un boss della camorra che l’ingegnere considera responsabile della morte accidentale del suo unico figlio.
Il piano è d’impressionante efficacia: all’arrivo della televisione, l’ingegnere intende raccontare il suo dramma e processare in diretta il boss. La scena del sequestro diventa così il set di un tragicomico reality, con la folla e le forze dell’ordine che assistono impotenti allo «spettacolo».
La sola speranza d’impedire la tragedia è affidata, manco a dirlo, all’avvocato Vincenzo Malinconico, che l’ingegnere incontra casualmente nel supermercato e «nomina» difensore d’ufficio.
Malinconico, con la sua proverbiale irresolutezza, il suo naturale senso del ridicolo, la sua insopprimibile tendenza a rimuginare, uscire fuori tema, trovare il comico nel tragico, il suo riepilogare e riscrivere gli eventi recenti della sua vita privata (la crisi sentimentale con Alessandra Persiano, le incomprensioni dell’ex moglie e dei due figli, l’improvvisa malattia dell’ex suocera), riuscirà a sabotare il piano dell’ingegnere e forse anche quel gran pasticcio che è la sua vita.
Recensione:
Ho affrontato con il sorriso questo mio secondo appuntamento letterario con l’avvocato Vincenzo Malinconico mentre osservavo il mio Paese scivolare ora dopo ora nella più desolante quanto drammatica anarchia psicotica.
È stato un vero piacere leggere in che modo l” anti eroe” Malinconico abbia affrontato e risolto il sequestro e poi il processo mediatico messo in piedi da un padre desideroso d’avere giustizia per il proprio figlio ucciso “erroneamente” dalla camorra.
“Mi suocera beve” è una storia tragicomica in cui il lettore non avvertirà mai un brusco cambio dei toni e dello stile per merito di un impianto narrativo calibrato quanto attento nel dosare i toni e tempi del pathos e dell’emozione.
Una lettura divertente, brillante avendo allo stesso tempo una valenza sociopolitica nel dare il giusto risalto ad importanti e delicate tematiche quali malagiustizia e l’errato e grottesco utilizzo dei media.
Diego De Silva è riuscito a dare vita ad un personaggio in cui chi più o chi meno si identifica dovendo quotidianamente “lottare” o con una ex moglie, con l’indisciplina e poca comunicazione con i propri figli, sopravvivere ad un lavoro insoddisfacente e non ultimo casi estremi fare “da compagnia” alla suocera malata.
Vincenzo Malinconico è un filosofo, un cinico, un saggio, un povero cristo. Ogni lettore leggendo questo romanzo arriverà alla sua personale convinzione su questo personaggio davvero unico nelle sue contraddizioni e limiti, ma sempre mosso da un’umanità e senso di giustizia al punto d’essere amato e poi rimpianto dalle donne della sua turbolenta vita sentimentale.
Ora che più mai, state a casa, leggendo e sorridendo insieme all’amico Malinconico.

36) Non avevo capito niente ( Diego De Silva)

“Non avevo capito niente” è un romanzo scritto da Diego De Silva e pubblicato il 10 Febbraio 2014 da Einaudi Editore.

Sinossi:
Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome, come fossero persone di famiglia. È stato appena lasciato dalla moglie, ma cerca con ogni mezzo di mantenere un legame con lei e i due figli adolescenti. Un giorno viene improvvisamente nominato difensore d’ufficio di un becchino di camorra detto “Mimmo ‘o burzone” e, arrugginito com’è, deve ripassarsi il Bignami di diritto. Ma ce la fa, e questo è solo il primo dei piccoli miracoli che gli capitano. Il secondo si chiama Alessandra: la pm più bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero. E intanto Vincenzo riflette sull’amore, la vita, la delinquenza, la musica: su tutto quello che attraversa la sua esistenza e la sua memoria, di deriva in deriva.
Recensione:
In uno dei momenti più drammatici, complessi e tragicamente imprevedibili del nostro Paese .
Un Paese “infettato” dalla paura e dal panico piuttosto che dal vero “corona virus”, urgeva farsi una risata , almeno io ne sentivo il bisogno .
Ovviamente nessuna risata sguaiata , irrispettosa, bensì una distrazione capace di farmi alleggerire lo stato di “perenne tensione” in cui ero caduto leggendo i giornali ed ascoltando i talk show in TV
Ci voleva uno stacco letterario. Così ho deciso d’ approfondire la conoscenza dell’ avvocato Vincenzo Malinconico , partendo dal primo romanzo della fortunata serie.
“Non avevo capito niente” è un libro brioso, brillante, ironico quanto cinico nel descrivere magistralmente le disavventure del caro Malinconico incapace di riprendersi, dopo 2 anni, dalla dolorosa separazione con la moglie Nives.
Una “separazione sui generis” perché Nives anche se formalmente impegnata, illude l’ex marito concedendosi alcuni incontri clandestini.
Vicenzo Malinconico si è perso nella selva oscura dell’amore e dell’insicurezza ritrovandosi in una prematura crisi di mezz’età
Non gli piace il suo lavoro, è stato ferito, umiliato dall’ex moglie e soprattutto teme di perdere l’affetto e la fiducia dei suoi 2 figli.
“Non avevo capito bene” scritto magistralmente da Diego De Silva fatta scattare da parte del lettore un’immediata quanto sincera empatia con il protagonista che si eleva come buffo “simbolo” dell’uomo medio o se preferite normale, ma “portatore” di sensibilità ed umanità superiore alla media.
Il lettore si immedesima nei pensieri, emozioni dell’uomo Malinconico, sorride per le gaffe professionali e personali dell’Avvocato , ammirando l’armoniosa imperfezione del personaggio.
Malinconico ha tanti limiti, contradizioni, non è esente da colpe eppure “seduce” per la sua goffa onestà e candore, rivelandosi così un insospettabile latin lover.
“Non avevo capito niente” è una lettura profonda, sincera quanto divertente in cui dramma e commedia si alternano sapientemente sulla scena mantenendo sempre una coerenza narrativa e costanza nei toni fino all’ultima pagina del libro.
Nell’epoca del corona virus e del timore del contatto fisico è altamente consigliato trascorrere del tempo con l’avvocato Vincenzo Malinconico.

218) Terapia di coppia per amanti -Il Film

“Terapia di coppia per amanti” è un film di Alessio Maria Federici. Con Ambra Angiolini, Pietro Sermonti, Sergio Rubini, Franco Branciaroli, Anna Ferzetti. Commedia, 97′. Italia, 2017
Data di uscita italiana: 26 ottobre 2017

Sinossi:Viviana (Angiolini) e Modesto (Sermonti) sono amanti, entrambi sposati e con un figlio a testa. Il loro rapporto è talmente tormentato che decidono di sottoporsi ad una terapia di coppia: o meglio, Modesto si adegua alle richieste di Viviana, ma mantiene un laconico distacco nei confronti del terapista, il professor Malavolta (Rubini), star di una trasmissione televisiva che si chiama Jung-le Fever, soprattutto quando scopre che il terapista ha a sua volta problemi di relazione. Riusciranno Viviana e Modesto a vivere la loro storia d’amore senza soffocare nella conflittualità?

Recensione :

Ci sono due Diego De Silva oppure siamo di fronte a una persona afflitta da personalità multipla? È la domanda che mi sono fatto al termine della proiezione di “Terapia di coppia per amanti”, attesa trasposizione del romanzo dello scrittore napoletano.

Come può una stessa persona aver scritto un romanzo divertente, intimo, originale su un tema delicato e controverso come l’amore clandestino, romanzo che ha conquistato critica, pubblico e non ultimo il vostro inviato (qui la mia recensione) e la scialba sceneggiatura dell’adattamento cinematografico?

Il film “Terapia di coppia per amanti”, infatti, è una delusione quanto mai inaspettata sul piano drammaturgico e dello sviluppo narrativo, con un ritmo monocorde e scarso pathos. I dialoghi risultano per lo più banali, retorici e freddi; Modesto e Viviana, ottimi personaggi nel romanzo, caricaturali e finti.

Nel suo romanzo Diego De Silva sdogana il tema del tradimento, mettendo da parte ogni critica morale per mostrare come i sentimenti possano nascere anche nelle peggiori condizioni. Nel passaggio dalla pagina al grande schermo, però, la storia perde in autenticità, romanticismo, intensità e umanità, nonostante l’impegno e la discreta alchimia tra i due protagonisti, Ambra Angiolini e Pietro Sermonti. continua su

http://paroleacolori.com/terapia-di-coppia-per-amanti/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

104) Terapia di coppia per amanti (Diego De Silva)

de silva

“Terapia di Coppia per Amanti” è un romanzo di Diego De Silva e pubblicato nel 2015 da Einaudi Editore.

La fedeltà e la monogamia sono ormai delle vetuste e sbiadite utopie.
Il matrimonio è una prigione, dove una volta tornati in sé, si desidera fuggire e cercando nella figura dell’amante la classica ora d’aria.
Sono cinico penserete? No, ho solamente letto per la prima volta lo scrittore De Silva e in particolare il suo nuovo romanzo.

Ho avuto modo di conoscere Diego De Silva, lo scorso autunno, nelle vesti di brillante sceneggiatore per il film “Dobbiamo Parlare” di Sergio Rubini, rimanendo colpito dalla qualità della scrittura. Ho così deciso di dare una chance al suo romanzo.
Già il titolo particolare, fa intendere al lettore come in qualche modo leggerà una storia non propria politicamente corretta ed ecumenica.
Infatti, i protagonisti di questa storia d’amore sono Modesto e Viviana, coppia di amanti da tre anni.
Il lettore bigotto scoprendo questa notizia smetterà di leggere questa recensione, non volendo conoscere che cosa provano e pensano due adulteri. E sarebbe un errore. Bisogna conoscere il proprio avversario per tenere saldo il proprio matrimonio
La scelta di De Silva di raccontare il legame sentimentale e non solo passionale della coppia è sicuramente atipica e originale oltre a incuriosire
Modesto e Viviana si trovano dopo tre anni di relazione clandestina di fronte a un bivio: lasciarsi o amarsi alla luce del sole.
La coppia si ama, ma ha paura di ammetterlo pubblicamente. Non è più una storia di sesso, bensì è il racconto di due anime che vogliono davvero costruirsi un futuro insieme.
I due litigano, si punzecchiano, si arrabbiano come fossero come una coppia di coniugi.
Al punto che Viviana convince lo scettico Modesto ad andare in terapia di coppia da un noto terapeuta per risolvere le tensioni della coppia.
Perché in fondo una coppia di amanti che cosa ha di diverso da una coppia ufficiale?
La struttura narrativa decida dall’autore è nel complesso funzionale all’idea fondamentale del romanzo: sdoganare la figura dell’amore clandestino. Perché se è vero Amore non può essere considerato di Serie B.
Personalmente non sono d’accordo con la teoria dell’autore, ma il suo stile e la capacità di mostrare con bravura i punti di vista dei due amanti sono degni di menzione.
La lettura è gradevole, fluida e nel complesso divertente. La prima parte è più brillante e dinamica rispetto alla seconda in cui si nota un ritmo più compassato e soprattutto una sterzata verso un finale scontato e molto da fiction.
Il lettore leggendo questo romanzo, magari da solo, avrà modo di confrontare le proprie esperienze con quelle dei protagonisti e magari trovando la soluzione ideale per capire che cosa fare della propria storia, sia essa lecita o clandestina, ma è pur sempre d’amore.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

“Couple’s Therapy for Lovers” is a novel by Diego De Silva and published in 2015 by Einaudi Editore.

Fidelity and monogamy are now old-growth and faded utopias.
Marriage is a prison, where once recover themselves, you want to escape and trying to figure lover classical air now.
Are cynical think? No, I only read for the first time the writer De Silva and particularly his new novel.

I got to know Diego De Silva, last fall, in bright robes screenwriter for the film “We need to talk” by Sergio Rubini, being impressed by the quality of writing. So I decided to give a chance to his novel.
Already the particular title, it suggests to the reader as somehow read a story does not own politically correct and ecumenical.
In fact, the protagonists of this love story are Modesto and Viviana, a pair of lovers for three years.
The bigot player discovering this news will stop reading this review, not wanting to know what they feel and think two adulterers. It would be a mistake. You have to know your opponent to keep balance their own wedding
The choice of De Silva to tell the love relationship and not just passion of the couple is definitely atypical and original addition to intrigue
Modesto and Viviana are after three years of clandestine opposite relationship at a crossroads: leave or to love each other in broad daylight.
The couple loves, but is afraid to admit it publicly. It is no longer a story of sex, but it is the story of two souls who really want to build a future together.
The two fight, taunt each other, they get angry as they were as a married couple.
To the point that Viviana convince the skeptic Modesto to go to couples therapy by a famous therapist to resolve the tensions of the couple.
Because after a couple of lovers what’s different from an official couple?
The narrative structure is the author decides the functional complex fundamental idea of the novel: clear the clandestine love figure. Because if it is true love it can not be considered to Serie B.
Personally I do not agree with the author’s theory, but his style and the ability to show skills with the views of the two lovers are worthy of mention.
Reading is pleasant, smooth and entertaining complex. The first part is the most successful and dynamic than the second where we see a more measured pace and above all a change of direction towards a final and very obvious from fiction.
The reader reading this novel, perhaps alone, will be able to compare their experiences with those of the protagonists and maybe finding the ideal solution to figure out what to do with their history, be it legal or illegal, but it’s still love.

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html