177) Oggi faccio azzurro (Daria Bignardi)

“Oggi faccio azzurro” è un romanzo scritto da Daria Bignardi e pubblicato da Mondadori nel novembre 2020.

Sinossi:
«Mi chiamo Gabriele, come l’arcangelo» aveva detto, «ma qui in Germania è un nome da donna. Il tuo invece che razza di nome è?»
Galla si chiama così in onore dell’imperatrice Galla Placidia: «Darmi quel nome è stato uno dei pochi gesti coraggiosi di mia madre». Da quando è stata lasciata dal marito, improvvisamente e senza spiegazioni, passa le giornate sul divano a fissare la magnolia grandiflora del cortile, fantasticando di buttarsi dal balcone per sfuggire a un dolore insopportabile di cui si attribuisce ogni colpa. Esce di casa solo per vedere la psicanalista Anna Del Fante o per andare in carcere. «Da quando Doug mi ha lasciata sto bene solo dentro. Canto con altre dieci volontarie in un coro di detenuti tossicodipendenti. Anche io devo disintossicarmi.»
Durante il primo viaggio da sola, a Monaco di Baviera, entra per caso in un museo dove è allestita la mostra della pittrice tedesca Gabriele Münter. Galla, che da ragazza studiava arte, ricorda solo che la Münter era nel gruppo del Cavaliere Azzurro con Vasilij Kandinskij. Ma quel giorno le sue opere «così piene di colore e prive di gioia» la ipnotizzano.
Da quel momento la voce di Gabriele entra nella vita di Galla: la tormenta, la prende in giro e intanto le racconta la sua lunga storia d’amore con Kandinskij, così simile a quella di Galla con Doug.
Mentre il dialogo tra le due si fa sempre più animato, la strada di Galla incrocia quella di altri due pazienti di Anna Del Fante: Bianca, un’adolescente che non riesce più ad andare a scuola, e Nicola, seduttore compulsivo e vittima di attacchi di panico. Le imprevedibili conseguenze di questo incontro potrebbero cambiare le vite di tutti e tre.
Una storia irresistibile – a tratti comica e a tratti struggente – che mescola leggerezza e profondità, grazia e tenerezza, esplorando il nostro rapporto con il dolore, che è poi il nostro rapporto con noi stessi.
Recensione:
Inutile girarci intorno sono rimasto perplesso, seguendo, da tempo, con interesse e piacere l’attività di Daria Bignardi come autrice.
Ho valutato su questo blog mediamente positivamente gli ultimi suoi scritti.
Ma questa volta con “Oggi faccio azzurro”, ho avvertito netta la sensazione che la brava e poliedrica Bignardi si sia un po’ persa sul piano narrativo e creativo.
“Oggi faccio azzurro” è un romanzo strano, difficilmente catalogabile, dispersivo, caotico, evidenziando l’assenza di una chiara e decisa identità letteraria, missione autoriale.
“Oggi faccio azzurro” appare diviso tra un romanzo e/o diario di finzione, finendo così per risultare un ibrido poco comprensibile sebbene complessivamente ben scritto e fruibile nella lettura.
Che cosa voleva raccontarci l’autrice?
Che cosa voleva mostrarci?
Quali riflessioni voleva sollecitarci?
Sono queste alcune delle domande che mi sono posto durante la lettura, che sfortunatamente non hanno trovato adeguate risposte.
“Oggi faccio azzurro” mi ha vagamente ricordato due romanzi letti in momenti diversi, ma accomunati dal fatto che avessero come protagonisti uomini e donne molto depresse e tentate dal suicidio: “Non buttiamoci giù” di Nick Hornby e “Il primo giorno della mia vita “di Paolo Genovese.
Se volessi allargare il raggio al genere cinematografico potrei citare almeno un paio di titoli italiani in cui i personaggi alias pazienti si ritrovano costretti a fare amicizia dopo che il loro analista è morto o impossibilitato a curarli: “Ma che colpa abbiamo noi” di Carlo Verdone e “Confusi e Felici” di Massimiliano Bruno.
Daria Bignardi aggiunge il proprio tocco ad un intreccio piuttosto prevedibile inserendo l’elemento pittorico/storico con l’intento di dare un taglio più “fresco” alle fasi di un doloroso e sofferto divorzio vissuta dalla protagonista.
Il risultato finale è però piuttosto deludente, non riuscendo a sovvertire l’impasse narrativo, lasciando così il lettore emotivamente tiepido.
L’”escamotage” della voce della pittrice Gabriele Munter come controcanto alla protagonista o se preferite eccentrico Grillo Parlante si dimostra interessante solamente all’inizio, per poi divenire ripetitivo, ridondante e non decisivo per un incisivo quanto auspicabile salto di qualità della storia.
Dispiace scriverlo, da sincero fan della Bignardi, ma “Oggi faccio azzurro” è una piccola grande delusione rispetto ai precedenti lavori.
Una lettura garbata, lineare, citazionista che alla fine lascia poco del proprio passaggio nella mente e cuore del lettore.

235) Storia Della Mia Ansia (Daria Bignardi)

“Storia della Mia Ansia” è un romanzo scritto da Daria Bignardi e pubblicato da Mondadori Editore nel Febbraio 2018.
Sinossi:
Un pomeriggio di tre anni fa, mentre stavo sul divano a leggere, un’idea mi ha trapassata come un raggio dall’astronave dei marziani. Vorrei raccontare così l’ispirazione di questo romanzo, ma penso fosse un’idea che avevo da tutta la vita. “Sappiamo già tutto di noi, fin da bambini, anche se facciamo finta di niente” dice Lea, la protagonista della storia.
Ho immaginato una donna che capisce di non doversi più vergognare del suo lato buio, l’ansia. Lea odia l’ansia perché sua madre ne era devastata, ma crescendo si rende conto di non poter sfuggire allo stesso destino: è preda di pensieri ossessivi su tutto quello che non va nella sua vita, che, a dire il vero, funzionerebbe abbastanza. Ha tre figli, un lavoro stimolante e Shlomo, il marito israeliano di cui è innamorata. Ma la loro relazione è conflittuale, infelice.
“Shlomo sostiene che innamorarci sia stata una disgrazia. Credo di soffrire più di lui per quest’amore disgraziato, ma Shlomo non parla delle sue sofferenze. Shlomo non parla di sentimenti, sesso, salute. La sua freddezza mi fa male in un punto preciso del corpo.” Perché certe persone si innamorano proprio di chi le fa soffrire? E fino a che punto il corpo può sopportare l’infelicità in amore?
Nella vita di Lea improvvisamente irrompono una malattia e nuovi incontri, che lei accoglie con curiosità, quasi con allegria: nessuno è più di buon umore di un ansioso, di un depresso o di uno scrittore, quando gli succede qualcosa di grosso.
Recensione:
L’idea di morire ci spaventa?
Ovviamente si
Scoprire d’aver un cancro ed obbligandoci, senza alcuna certezza di guarigione, a dolorosi cicli di chemioterapia può renderci preda dell’angoscia e dell’ansia?
Si, naturalmente.

Avere il cancro è indubbiamente una sciagura.
Non è assolutamente un dono.
Chi riceve questa drammatica diagnosi, si può sentire, semmai, come il vincitore di una malaugurata lotteria all’incontrario.
E come reagirebbe, se dovesse ritrovarsi in questa infausta condizione, una persona già ansiosa di per sé e magari in crisi esistenziale e soprattutto sentimentale con il secondo marito?
Daria Bignardi affronta con coraggio, sensibilità ed un pizzico d’ironia queste scomode e complesse tematiche firmando una storia intensa, coinvolgente senza mai sconfinare nella banalità e/o nel retorico.
“Storia della mia ansia”, come dichiarato dalla stessa autrice, è il “romanzo più impegnativo” della propria carriera.
Daria Bignardi ha trovato il giusto equilibrio narrativo ed emotivo tra l’aspetto autobiografico ed il desiderio di dare spazio alla propria creatività , facendo risaltare l’ esperienza e piena maturazione come autrice.
Daria Bignardi racconta di sé stessa e della sua esperienza da paziente attraverso i personaggi ben calibrati, credili e potenti di questa storia, portando il lettore con grazia e talento dentro la storia e facendolo entrare in empatia con i secondi.
“Storia della mia ansia” “utilizza” il cancro come escamotage drammaturgico per raccontare il travagliato quanto decisivo passaggio esistenziale della protagonista.
Lea è una donna “quasi” di mezz’età, una madre, 2 volte moglie e soltanto alla fine una paziente oncologica, e con questa molteplice “definizione” che il lettore impara a conoscerla, ad ascoltarne i pensieri e comprenderne dubbi, tentazioni amorose e momenti di umano sconforto.
“Storia della mia ansia” è una lettura preziosa, calda, commovente, a tratti anche ruvida, ma proprio per quest’ultimo aspetto davvero universale e caldamente consigliata sia ad un pubblico femminile che maschile.
Un esempio da seguire qualora il Destino dovesse riservarci sgradite sorprese.

149) Santa Degli Impossibili (Daria Bignardi)

La santa degli Impossibili

“ Santa Degli Impossibili” è un romanzo scritto da Daria Bignardi e pubblicato nel Maggio di quest’anno dalla Mondadori.

Cosa è la felicita? Essere infelici è sbagliato? Come si capisce se un individuo è soddisfatto della propria vita o medita di suicidarsi?

E’ arduo rispondere a questi quesiti sia dal punto di vista esistenziale che sotto i mero profilo medico.

L’uomo è carne e ossa, ma anche spirito e anima senza sapere con precisione dove finiscono i primi e inizino i secondi. La loro convivenza permette all’uomo di vivere , di crearsi una famiglia e magari di pensare con fiducia al futuro. Eppure questa convivenza è assai problematica e difficile. Basta poco per farla incrinare e provocare lesioni difficili da sanare.

Esisono casi, neanche troppi rari, che queste lesioni ci siano in un individuo già dalla nascita comportando uno stato di melanconia che molti scambiano per depressione o pigrizia.

Essere melanconici di per sé non è un dramma, è un modo di vivere che però presuppone un estrema sensibilità e fatica nell’approcciarsi alla vita e a chi ruota intorno alla propria vita.

Questo è il caso di Mila, una giovane donna di quarant’anni, moglie e madre di tre bellissimi figli.

Mila ha studiato Lettere all’Università, è diventata giornalista di successo presso il Corriere della Sera, eppure non è felice. La sua vita le scorre tra le dita senza che possa essere veramente protagonista. Ha scelto di stare più con i figli decidendo così di lasciare il giornale, ma in casa soffre, il rapporto con il marito Paolo è logoro, forse arrivato al punto di non ritorno.

Una vita che Daria Bignardi ci mostra dai punti di vista di Mila stessa, di Paolo e della figlia maggiore Maddi evidenziando come la protagonista nella sua esistenza abbia affrontato anche tragedie familiari e di come abbia sempre tenuto duro e cercato di trovare il suo spazio nel mondo. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/la-santa-degli-impossibili/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, Nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

“The Holy Of Impossible” is a novel written by Daria Bignardi and published in May this year by Mondadori.

What is happiness? Being unhappy is wrong? How can I tell if an individual is satisfied with their lives or thinks about committing suicide?

It ‘hard to answer these questions both in terms of existential under mere medically.

Man is flesh and blood, but also the spirit and soul, not knowing exactly where they end the first and start the second. Their coexistence allows man to live, to start a family and maybe thinking the future with confidence. Yet this coexistence is very problematic and difficult. Very little is needed to make it crack and cause injury difficult to heal.

Esis cases, either too rare, that these injuries are there in an individual from birth leading to a state of melancholy that many mistaken for laziness or depression.

Be melancholy in itself is not a drama, it’s a way of life but requires an extreme sensitivity and effort in approaching life and play around to their lives.

This is the case of Mila, a young woman of forty, wife and mother of three beautiful children.

Mila studied literature at the University, he has become successful journalist at the BBC, but not happy. Her life flows through your fingers without it being really protagonist. He chose to stay more with the children deciding to leave the newspaper, but in the house suffers, the relationship with her husband Paul is worn, perhaps reached the point of no return.

A life that Daria Bignardi shows us the point of view of Mila same, Paul and the older daughter Maddi highlighting how the protagonist in its existence has dealt also family tragedies and how he always held out and tried to find his place in the world . continues on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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48) L’amore che ti meriti (Daria Bignardi)

bignardi

“L’Amore che ti meriti “ è un libro scritto da Daria Bignardi e pubblicato nell’ottobre 2014 dalla Mondadori.
Possiamo vivere con serenità il presente e pensare con ottimismo al futuro se riusciamo a far pace con il nostro passato soprattutto se riguarda la nostra famiglia.
La famiglia è un entità che ci protegge e nello stesso ci allontana in cui a volte sono proprio i genitori , anche se involontariamente, a condizionare le esistenze dei propri figli avendo loro stesso dei conti irrisolti con il passato.
Non si può scappare dai fantasmi del passato che il più delle volte sembrano essere dei veri personaggi di qualche romanzo a metà strada tra il noir e il giallo.
Questo capita ad Antonia , futura mamma e promettente scrittrice di gialli ambienti in Emilia, quando la madre Alma le rivela la verità sulla presunta morte avvenuta anni prima di suo fratello Marco.
Antonia ,da donna curiosa decide di investigare e soprattutto di conoscere meglio il passato di sua madre anche per poterla aiutare a vivere meglio il suo presente condizionata come è dai sensi di colpa.
Un romanzo che al lettore può apparire come un doppio diario in cui si alternano i ricordi e le emozioni che provano Alma e Antonia. La prima ricorda ed evoca i ricordi d’infanzia, i suoi genitori e soprattutto l’affetto che lo legava al compianto fratello Maio. Antonia invece con decisone e curiosità si lancia in questa particolare indagine con lo sfondo di Ferrara, città natale della madre iniziando così a conoscere diversi personaggi in qualche modo collegate ad Alma e che lentamente le permettono di costruire il puzzle della verità seppure ben celata nelle nebbie del passato.
Antonia più avanti procede nelle sue indagini più viene a contatto con verità amare e imprevedibili che hanno segnato tutta la famiglia di Alma, a cominciare dai suoi genitori che pur di vivere il proprio amore fecero delle dolorose e delicate scelte d’amore.
Una storia che man mano il lettore si addentra nelle pagine diventa una piccola e fascinosa matrioska in cui ogni bambolina contiene un pezzo della storia che spazia dall’olocausto ad amori segreti fino ai caldi e turbolenti anni 60/70 in cui le droghe erano un potente calamità per i giovani.
Un romanzo che ha anche buon respiro introspettivo e psicologico senza però risultare lento o pesante.
Il lettore è al fianco di Antonia in questa indagine ricca di colpi di scena e avvincente e nello stesso tempo coglie tutta la malinconia e il vuoto affettivo che caratterizzano l’esistenza di Alma.
Avevo letto in passato altri romanzi di Daria Bignardi eppure devo dire che quest’ultimo risulta il più convincente e riuscito della serie, non solo perché ben scritto, fluido e avvolgente nella struttura narrativa, ma soprattutto perché si evince da parte dell’autrice un calore e una passione inedita che riversa con bravura e talento nelle pagine creando così empatia con il lettore e generando un pathos narrativo molto intenso ben dosato nei toni e soprattutto nel ritmo sempre costante. Lo stile è pulito, attento, semplice e nello stesso tempo riesce con poche e accurate pennellate a descrivere al lettore il fascino di Ferrara riuscendo a farli immaginare i luoghi e in fondo amandoli e soprattutto facendoli venire voglia di assaggiare il famoso pasticcio di maccheroni.
Antonia investiga per sé e per sua madre e in questa ricerca il lettore non potrà non immedesimarsi e soprattutto nel coraggio di aprire certe porte e scoprire alcuni inconfessabili segreti sullo zio Marco.
Segreti che possono cambiare e sconvolgere un esistenza e la nostra protagonista nel riuscito e intenso finale deciderà cosa farne e in qualche modo il lettore anche se magari non d’accordo con la scelta non potrà non pensare tra sé che in fondo che per amore forse è anche giusto mentire o omettere particolari di una verità.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

Youcanprint: http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/amiamoci-nonostante-tutto-ebook.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore International presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

“Love you deserve” is a book written by Daria Bignardi and published in October 2014 by Mondadori.
We can live with serenity the present and think about the future with optimism if we can make peace with our past, especially if it concerns our family.
The family is an entity that protects us and at the same distance us that sometimes it is the parents, even if unintentionally, affect the lives of their children having their own accounts with unresolved past.
One can not escape the ghosts of the past that most often appear to be real characters of some novel halfway between noir and yellow.
This happens to Antonia, mother-and promising mystery writer environments in Emilia, when the mother Alma reveals the truth about the alleged death years before his brother Marco.
Antonia, by curious woman decides to investigate and especially to learn more about the past of her mother also to be able to help you live better his present condition as it is with guilt.
A novel that the reader can look like a double diary alternating memories and emotions they feel Alma and Antonia. The first recalls and evokes childhood memories, his parents and especially the affection that bound him to the late brother Maio. Antonia instead with decision and curiosity launches into this particular investigation into the background of Ferrara, the birthplace of his mother and so begin to learn about the different characters in some way connected to Alma and slowly allow it to build the puzzle of the truth even if well hidden in the mists of the past.
Antonia later proceeds in its investigations more comes in contact with truth and love unpredictable that marked the entire family of Alma, beginning with her parents in order to live your love story made the painful and delicate choices of love.
A story as the reader delves pages becomes a small and charming Matryoshka doll in which each contain a piece of history that ranges from the Holocaust to crushes up to hot and turbulent years 60/70 in which drugs were a powerful disaster for the young.
A novel that also has good breath psychological and introspective but not be slow or heavy.
The reader is at the side of Antonia in this survey full of twists and thrilling at the same time captures all the melancholy and the emotional void that characterize the existence of Alma.
I had read in the past other novels by Daria Bignardi yet I must say that the latter is the more convincing and successful series, not only because well written, fluid and enveloping in the narrative structure, but mainly because it is clear from the author’s warmth and a passion that pours with unusual skill and talent in the pages thus creating empathy with the reader and generating a very intense narrative pathos well balanced in tone and especially in the rhythm constant. The style is clean, careful, simple and at the same time manages with few strokes and accurate to describe to the reader the fascination of Ferrara managing to get them to imagine the places and basically loving and above all making me want to taste the famous macaroni.
Antonia investigates for himself and his mother, and in this study the reader can not help but empathize and especially the courage to open certain doors and discover some shameful secrets on Uncle Mark.
Secrets that can change and disrupt an existence and our protagonist in the successful and intense final will decide what to do and somehow the player even if he does not agree with the choice will not think to himself that after all that love is perhaps also right to lie or omit details of a truth.

56. Le Invasioni Barbariche

invasioni
“Le invasioni barbariche” è un talk show, in onda su LA7, curato e condotto da Daria Bignardi.
La prima puntata è andata in onda il 20 aprile 2005.
Esistono varie tipologie di talk show nella nostra televisione:urlato, sensazionalistico , volgare, d’approfondimento,d’intrattenimento, quasi tutti uniti nella povertà di contenuti e molto noiosi e ripetitivi.
Una”mosca bianca” in questo mare di tristezza sono sicuramente “Le invasioni barbariche” di Daria Bignardi.
Negli anni per merito della conduttrice e degli autori il programma si è costruito una solida e chiara identità
Le interviste di Daria Bignardi sono diventate un appuntamento imperdibile.
Nel corso degli anni si sono alternati nel salotto delle”Invasioni personaggi di vario tipo e genere. Politici, cantanti,scrittori,attori o “star per caso”, si sono confessate, spesso, “con il cuore in mano”senza imbarazzo per merito di un ambiente “accogliente” e “sicuro”
Daria Bignardi non solo è una brava e preparata giornalista, ma ha anche l’eleganza e il garbo di una perfetta padrona di casa. Riesce, quasi sempre, a far conoscere al pubblico la parte meno conosciuta dell’ospite.
Le sue interviste sono ironiche, ben costruite,originali, mai eccessive o volgari.
Ovviamente molto dipende anche dalla verve dell’ospite di turno.
Ricordo ad esempio lo “scontro” tra la Bignardi e Alemanno, all’epoca sindaco di Roma, restio a mostrare la croce celtica indossata
In quest’ultima edizione, Renzi lanciò in diretta l’ hashtag “enricostaisereno”.., sappiamo tutti poi come è andata a finire.
La trasmissione nel corso degli anni ha subito dei cambiamenti , ma le interviste sono rimaste centrali.
Mi piaceva, lo confesso, il gioco delle “dieci domande” che la Bignardi faceva all’ospite.
Divertente ed ormai consuetudine, “la birretta” che viene bevuta durante le interviste.
La regia è semplice, ordinata e adeguata al tono e allo stile della trasmissione.
“Le invasioni” piacciono perché l’educazione e lo stile alla fine pagano sempre.
Lo spettatore a casa, dopo una giornata frenetica, vuole rilassarsi.
La Bignardi porta, nelle case degli italiani, attualità e gossip senza mai ripetersi.
La forza delle parole, a volte, vince sui grandi effetti speciali e sulle produzioni.
In America hanno, da tempo, Il David Letterman Show, noi Le Invasioni.
Programmi per molti versi diversi, ma entrambi vincenti perché “ fanno compagnia” allo spettatore e soprattutto fanno sorridere, cosa rara di questi tempi.
Le invasioni ogni mercoledì su La7 alle 21:15
Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”, la Notting Hill italiana
E-book:
http://www.lulu.com/content/e-book/essere-melvin—tra-finzione-e-realt%c3%a0/14432679
Cartaceo:
http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/essere-melvin—tra-finzione-e-realt%c3%a0/14446842