15) The Rental

Il biglietto da acquistare per “The Rental” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“The Rental” è un film di Dave Franco. Con Alison Brie, Jovani Ridler, Toby Huss, Dan Stevens, Jeremy Allen White, Sheila Vand. Thriller. USA 2020

Sinossi:

Charlie e Mina, partner in uno studio di grafica, decidono di prendersi una meritata vacanza.Insieme alla moglie di lui, Michelle, e al fidanzato di lei, Josh, fratello di Charlie, affittano via internet una magnifica villa sul Pacifico e partono per il weekend. Giunti sul posto, l’incontro con lo scorbutico gestore dell’abitazione direziona la vacanza sul binario sbagliato. La tensione con l’uomo sarà il primo di una serie di conflitti e incidenti che porteranno a galla i conflitti latenti nelle due coppie. Cosa e chi separerà Charlie, Michelle, Mina e Josh?

Recensione:

Se non vedete l’ora che si allentino le varie restrizioni internazionali per partire per una meritata vacanza, magari in compagnia di una o più coppie di amici… forse la visione del film “The Rental”, disponibile su Prime Video, non è quello che fa per voi.

L’esordio alla regia di Dave Franco, anche sceneggiatore, è una storia dal discreto potenziale narrativo e psicologico che però viene sfruttato male prima in fase di scrittura, poi di messa in scena.

Il risultato è una via di mezzo tra un thriller psicologico e un horror splatter anni ‘90, un ibrido che però non riesce ad attingere positivamente da questi due generi ma rimane sospeso, incerto, senza una chiara identità. continua su

89) Eurivision – La Storia Dei Fire Saga

Il biglietto d’ acquistare per “Eurovision Song Contest – La storia dei Fire Saga” è : Omaggio (con Riserva)

“Eurovision Song Contest – La storia dei Fire Saga” è un film del 2020 diretto da David Dobkin , scritto da Will Ferrell, Andrew Steele , con : Will Ferrell, Rachel McAdams, Pierce Brosnan, Dan Stevens, Demi Lovato, Melissanthi Mahut.

Sinossi:
Quando a Lars e Sigrit, aspiranti musicisti, viene data la possibilità di rappresentare il loro paese alla più grande competizione musicale del mondo, l’Eurovision Song Contest, finalmente avranno la possibilità di dimostrare che ogni sogno che si ha è un ideale per cui valga la pena lottare.
La commedia segue le vicende di Lars e Sigrit, due musicisti con un sogno ambizioso: vincere l’Eurovision Song Contest, una celebrazione canora che vede partecipare musicisti di tutta Europa, ma non solo, con un vasto e imprevedibile range di talenti, dal chitarrista che suona una ballata, alla band pop con coreografie di luci e balletti. Lars ha perso la madre quando era ancora piccolo e questo trauma lo ha colpito talmente profondamente da arrestare in un certo senso il suo sviluppo, lasciandolo in uno stato di perenne infantilismo, anche da adulto. Quando nel 1974 guarda le finale degli Eurovision alla TV con gli ABBA che cantano Waterloo, gli si apre un nuovo mondo oltre il dolore della perdita e da quel giorno il suo sogno è vincere gli Eurovision per il suo paese, l’Islanda.
Durante la visione di quelle finali era presente anche una ragazzina di nome Sigrit, uno spirito molto introverso che non parla mai. In quel momento Sigrit comincia a cantare a voce alta insieme a Lars, e da quel giorno i due sono inseparabili e formano una band, i Fire Saga. Lars e Sigrit vivono in una cittadina di nome Húsavík; lei fa l’insegnante di musica, lui fa il parcheggiatore, ma sono entrambi molto dediti alla loro musica e alla loro band, specialmente Lars.
Nonostante tutti in paese non prendano sul serio Lars, Sigrit gli è fedelissima e crede in lui al 100%. A causa di un incidente che costa il posto ai prescelti per rappresentare l’Islanda agli Eurovision, i Fire Saga sono scelti per partecipare alla gara, con grande disappunto di tutto e per la felicità di Lars e Sigrit. Purtroppo Lars è talmente preso dal suo sogno che finalmente si sta realizzando che non si accorge che Sigrit è innamorata di lui…
Recensione:
Pur avendo poco “feeling” con la musica e soprattutto detestando i reality musicali, ho sempre seguito con simpatia l’Eurovision.
Rappresentando questa manifestazione, almeno per me, una gioiosa e colorata festa , magari un po’ trash e provocatoria , ma attraversata da un sincero sentimento di fratellanza europea .
Così ho accusato il colpo quando, causa pandemia , l’organizzazione dell’Eurovision è stata costretta ad annullare la competizione
C’era bisogno di una scossa, di un segnale che potesse riportare almeno un po’ di felicita e gioia sul volto di milioni di fan rimasti orfani dell’Eurovision.
Con questo spirito cinematografico e musicale va accolto e giudicato il nuovo film di David Dobkin prodotto e distribuito sulla piattaforma Netflix
“La storia dei Fire Saga” in un mondo senza Covid 19, l’avremmo liquidata come operazione trash, insulsa, sguaiata e da dimenticare quanto prima.
Vivendo purtroppo la fase di convivenza con il virus, anche il nostro gusto cinematografico deve cambiare o se preferite adeguarsi al momento.
“La storia dei Fire saga” è un film eccessivo, caotico, narrativamente debole quanto prevedibile e ciò nonostante lo spettatore non smette di vederlo desideroso di conoscere gli sviluppi canori e soprattutto sentimentali della coppia formata da Lars e Sigrit.
Lars (Ferrell) e Sigrit (Mc Adams) sono una coppia grottesca, inverosimile quanto tenera e buffa nel sostenersi e volersi reciprocamente in modo sincero e senza alcuna remora.
Lars e Sigrit si sono piaciuti, amati al primo sguardo o meglio alla prima nota della canzone degli Abba. Hanno deciso fin da bambini di condividere insieme il sogno della musica.
“La Storia dei Fire Saga” è anche la più comica e surreale storia d’amore del 2020 vissuta , cantata e risolta insieme al pubblico dell’Eurovision.
“La storia dei Fire Saga” appare come una scombinato quanto brioso via di mezzo tra il parodistico ed l’ omaggio alla prestigiosa manifestazione canora, alternando piacevoli momenti musicali ad altri passaggi completamente forzati e scollegati rispetto all’intreccio narrativo esistente.
Il film non ha una linearità drammaturgica evidenziando come la messa in scena sia più improntata a soddisfare lo spettatore a livello visivo e sonoro piuttosto che colpirlo su quello stilistico e registico.
Dobkin e l’altro sceneggiatore mischiano le carte dello script inserendo generi differenti: musical, spy story e romance.
Una miscela narrativa mal armonizzata e di cui non si sentiva alcun bisogno.
L’interpretazione anche canora di Rachel Mc Adams rappresenta il quid in più del film , offrendo allo spettatore l’opportunità d’apprezzare una volta di più il talento e poliedricità della bella e brava attrice canadese.
Il personaggio Sigrit ,seppure limitata, condizionata da uno script non sempre coerente, buca lo schermo conquistando le simpatie del pubblico grazie alla personalità , esperienza e fascino scenico della Mc Adams.
“La storia dei Fire Saga” , nonostante le criticità sopracitate, rimane una visione complessivamente godibile , colorata e regalando un buon piacevole pretesto per cantare e ballare in questa travagliata estate.

263) Dickens-L’uomo che inventò il Natale

Il biglietto da acquistare per “Dickens – L’uomo che inventò il Natale” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Dickens -l’Uomo che inventò il Natale”Un film di Bharat Nalluri. Con Dan Stevens, Jonathan Pryce, Christopher Plummer, Simon Callow, Bill Paterson. Biografico, 104’. Irlanda, Canada, 2017

 

Sinossi:

Sei mesi dopo una trionfale tournée americana, Charles Dickens rientra a Londra dove lo attendono debiti e crisi creativa. Padre di una famiglia numerosa e figlio di un padre dissipatore, Charles è a caccia di denaro e di ispirazione. Illuminato all’improvviso dalle favole di una giovane domestica irlandese, decide di scrivere un racconto per l’ormai prossimo Natale. Ma i suoi editori, delusi dalle vendite dei libri precedenti, rifiutano di investire su quel bizzarro abbozzo di spiriti e vecchi avari. Ostinato e appassionato, Charles trova un illustratore e un’alternativa. In compagnia dei suoi personaggi, lavorerà duramente per sei settimane venendo a capo della sua storia e chiudendo per sempre i conti col passato.

Recensione:

Chi spera di fare della scrittura la propria fonte di sostentamento principale rischia di dover affrontare, prima o dopo, tutta una serie di problemi e incubi. Il blocco creativo, le recensioni negative, la delusione dei lettori. E ancora, lo sconcerto di passare dallo status di rock star a quello di scribacchino e il flop di un romanzo dopo averne scritto uno di successo.

Pensate che stia esagerando? Ebbene, cari aspiranti scrittori, forse vi farà piacere sapere che niente meno che Charles Dickens, a 31 anni e nel pieno della popolarità, si ritrovò a vivere una situazione di questo tipo.

Lo scrittore, dopo aver conquistato critica e lettori con romanzi come “Il circolo Pickwick” e “Oliver Twist” e aver raggiunto con il tour promozionale niente meno che gli Stati Uniti venne meno alle aspettative con i lavori successivi (“Barnaby Rudge” e “Chuzzlewit”). E si ritrovò a dover mantenere la famiglia e fare i conti con editori sfiduciati e problemi assortiti.

“Dickens – L’uomo che inventò il Natale” di Bharat Nalluri non è altro che un inedito, divertente e toccante dietro le quinte letterario che porta lo spettatore/lettore a scoprire come prese forma uno dei più famosi racconti natalizi di sempre.

“Canto di Natale” fu per Dickens una sfida artistica, imprenditoriale, e soprattutto un duro e sincero confronto con se stesso e con i propri demoni interiori. Il personaggio di Scrooge, ad esempio, non è altro che la personificazione della parte più oscura e rabbiosa dello scrittore stesso, che nonostante i successi continuava a essere forte. continua su

http://paroleacolori.com/dickens-l-uomo-che-invento-il-natale-una-storia-umana-e-piena-di-speranza/