61) Wonder Park

Il biglietto da acquistare per “Wonder park” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Wonder Park” è un film di David Feiss. Con Luigi Esposito, Rosario Morra, Francesco Facchinetti, Mila Kunis, Jennifer Garner. Animazione, 85′. USA, Spagna 2019

Sinossi:

June, una ragazza piena d’immaginazione, scopre nel bosco un incredibile parco divertimenti – chiamato Wonderland. Nonostante sia pieno di fantastiche giostre e animali parlanti, il parco si trova in uno stato di grande caos. La ragazza scoprirà presto che Wonderland è frutto della sua immaginazione ed è lei l’unica in grado di riportare tutto all’ordine. Insieme a questi animali fantastici, June dovrà salvarlo, riportando la meraviglia in Wonderland.

Recensione:

Un bambino dovrebbe avere, nei primi anni di vita, la certezza che i suoi genitori lo amino incondizionatamente e che in futuro potrà ottenere tutto ciò che vuole. Se così non fosse il momento più felice e spensierato della vita sarebbe rovinato.

I bambini sono campioni nell’arte di immaginare. E proprio da questo presupposto prende il là “Wonder park”, un film d’animazione classico, semplice, lineare sul piano stilistico e narrativo, ma coraggioso e innovativo nel voler rimarcare la bellezza di vivere in una famiglia “tradizionale”, dove regnano amore, sensibilità e sostegno reciproco.

Ma la pellicola, per quanto colorata e leggera, cerca anche di spiegare, con delicatezza e sensibilità, agli spettatori più piccoli come anche gli adulti, i genitori, non siano immuni dalle malattie o dagli altri eventi negativi della vita. continua su:

http://paroleacolori.com/wonder-park-un-film-d-animazione-semplice-ma-emozionante/

231) Ghostland – La Casa delle Bambole

Il biglietto da acquistare per “La casa delle bambole – Ghostland” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre

“La Casa delle Bambole – Ghostland” è un film di Pascal Laugier. Con Crystal Reed, Taylor Hickson, Rob Archer, Emilia Jones, Adam Hurtig, Anastasia Phillips. Horror, 91′. Francia, Canada 2018

Sinossi:

Beth è una ragazza con la passione per Lovecraft e i racconti dell’orrore, che ama anche scrivere. La sorella maggiore Vera non apprezza molto queste sue inclinazioni, mentre la mamma la incoraggia. Le tre si trasferiscono nella isolata e spettrale casa della defunta zia Clarissa. Nella casa ci sono parecchie bambole, di cui l’anziana signora faceva collezione. Beth, turbata, ha le sue prime mestruazioni, mentre Vera è insofferente alle attenzioni che la mamma riserva alla sorella. Un furgone dei gelati le ha però seguiti.

Recensione:

Avviso allo spettatore: per comprendere e soprattutto apprezzare fino in fondo la validità drammaturgica e la creativa del nuovo film di Pascal Laugier, “La casa delle bambole – Ghostland”, è vivamente consigliato un rapido approfondimento su due aspetti (va bene anche con il contributo di Wikipedia).

Il primo è Howard Phillips Lovecraft, spesso citato nel film come H. P. Lovecraft, il secondo il disturbo noto come fuga psicogena o dissociativa.

Mi rendo conto che possa apparire stravagante presentare un film horror unendo uno dei maestri della letteratura di genere a una patologia psichiatrica, ma in fondo non è proprio dal “mondo dei pazzi” che sono usciti i personaggi più spaventosi e le migliori storie horror?

“La casa delle bambole – Ghostland” è un film al contempo disturbante, violento e crudo e delicato, fragile e commovente. Volendo utilizzare una sola frase: è un riuscito e sconvolgente “inganno della mente”.

Laugier mette in scena un avvincente, cupo e doloroso gioco di specchi, in cui l’utilizzo dei flashback più che a chiarire le idee serve a confondere maggiormente lo spettatore disperso formalmente dentro una casa ma in realtà incastrato dentro un labirinto mentale in cui è labile il confine tra realtà e follia.

Il film – che rievoca “Ghost stories” di Jeremy Dyson e Andy Nyman e “Shutter Island” di Martin Scorsese -, nonostante alcune criticità narrative e limiti strutturali, tiene inchiodato lo spettatore alla sedia fino all’ultima scena. Merito di un convincente e talentuoso cast e di uno sviluppo credibile.

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