71 ) Mancarsi – La Donna Di Scorta (Diego De Silva)

“Mancarsi” è un romanzo scritto da Diego De Silva e pubblicato nel gennaio 2013 da Einaudi

Sinossi:
Diego De Silva fa un passo a lato, si allontana dalle irresistibili vicende di Vincenzo Malinconico e ci regala una semplice storia d’amore. Semplice per modo di dire, perché la scommessa è tutta qui: nel nascondere la profondità in superficie, nel tratteggiare desideri e dolori, speranze e rovine, con poche parole essenziali, dritte e soprattutto vere. Perché, come diceva Fanny Ardant ne La signora della porta accanto, solo i racconti scarni e le canzoni dicono la verità sull’amore: quanto fa male, quanto fa bene. Solo lì si cela l’assoluto. Cosi De Silva prende i suoi due personaggi e li osserva con pazienza, li pedina, chiedendoci di seguirlo – e di seguirli – senza fare domande. Irene vuole essere felice, e quando il suo matrimonio inizia a zoppicare se ne va. Nicola è solo, confusamente addolorato dalla morte di una donna che aveva smesso di amare da tempo. Anche lui, come Irene, è mosso da un’assoluta urgenza di felicità. Anche lui vuole un amore e sa esattamente come vuole che sia fatto. Sarebbero destinati a una grande storia, se solo s’incontrassero una volta nel bistrot che frequentano entrambi. Ma il caso vuole che ogni volta che Nicola arriva, Irene sia appena andata via. Se le vite di Nicola e Irene non s’incontrano fino alla fine, le loro teste invece s’incontrano nelle pagine di questo libro: i pensieri, le derive, il sentire si richiamano di continuo, sono ponti gettati verso il nulla o verso l’altro. Forse, verso l’attimo imprevisto in cui la felicità finalmente abbocca.

“La Donna di Scorta” è un romanzo scritto da Diego De Silva e pubblicato nel aprile 2014 da Einaudi.

Sinossi:
Un uomo sposato e una giovane single s’incrociano su un marciapiede in una mattina di pioggia. Subito s’innamorano. Ma i ruoli di quella che potrebbe sembrare una normale relazione fra amanti, s’invertono fin dall’inizio. Livio, antiquario radicato in una solida vita matrimoniale, si trova invischiato in un rapporto privo di gerarchie che la sua normalità non può reggere: Dorina non vuole prendere il posto di sua moglie. Non chiede niente di più di quello che Livio è disposto a darle, sconvolgendo in questo modo l’assetto ordinato della vita di lui. Il romanzo mette a nudo un sentimento vero e autosufficiente che non ricatta, non pretende, non ha bisogno di sacrifici, riconoscimenti, ma nel puro desiderio dell’altro trova la sua ragion d’essere.

Recensione Unica:
Ero curioso di leggere questi due romanzi di Diego De Silva, avendo percepito dalla lettura delle due  sole sinossi che in qualche modo fossero legati da un filo rosso narrativo.
Una sensazione confermata dopo averli letti entrambi.
Anche se scritti in momenti diversi De Silva ha realizzato una sorta di manifesto sull’infedeltà coniugale o se preferite una chiave di lettura “tollerabile per accettare il triangolo amoroso e/o vedere la perdita di un coniuge mal sopportato come il primo segno per rinnamorarsi una seconda volta.
“Mancarsi” e “La Donna di Scorta” vanno assolutamente letti uno dietro l’altro per cogliere il senso più profondo del messaggio amoroso messo in campo da Silva.
L’amore non può essere considerata una proprietà privata né una persona può reclamarne l’esclusività.
L’innamoramento secondo De Silva sfugge a qualsiasi regola, codice, imposizione travolgendo tutto e tutti.
Un uomo può amare contemporaneamente la propria moglie e la giovane amante, non trovando il coraggio né la forza di scegliere.
Un’indecisione deprecabile in linea generale, ma nella storia tra Livio e Dorina, vede quest’ultima stranamente non interessata a reclamare maggiore spazio, visibilità e tempo rispetto alla famiglia di Livio.
Livio ama Dorina, ma allo stesso tempo è irritato dalla natura pacifica e tranquilla dell’amante.
Livio vorrebbe vedere, sentire una Dorina nelle vesti dell’amante appassionata, arrabbiata, esigente.
Ma Dorina non gli concederà mai questo sazio.
La loro storia travolgente, intensa finirà con la modalità straordinariamente normale voluta da Dorina.
Invece Nicola è rimasto improvvisamente vedovo. Costretto a piangere una moglie che purtroppo non amava più.
Un lutto che se da una parte si è rivelato paradossalmente liberatorio, dall’altra ha obbligato il protagonista a guardarsi dentro e comprendere se sia ancora capace d’amare.
Irene invece ha detto basta ad un matrimonio che la rendeva ogni giorno più triste e vuota emotivamente.
Nicola e Irene sono soli per motivi diversi, ma entrambi cercano, vogliono una seconda chance d’amare ed essere amati.
Il Destino in versione romantica gli darà una mano, facendoli causalmente incontrare in un luogo caro ad entrambi.
“Mancarsi” rievoca nella struttura narrativa e soprattutto nel continuo sfiorarsi dei due protagonisti, il celebre quanto romantico film americano “Insonnia d’amore” di Nora Ephron con protagonisti i bravissimi Tom Hanks e Meg Ryan.
“Mancarsi” ci spinge a credere, sperare che la fine di un amore, di un matrimonio non debba per forza significare la fine di tutto, anzi.
Diego De Silva regala vivide e sincere emozioni al lettore tramite questi due scritti , facendoci riflettere sulla nostra intima e personale idea sull’amore di coppia.

34) Perfetti Sconosciuti

perfetti sconosciuti

Il biglietto d’acquistare per “Perfetti Sconosciuti” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“Perfetti Sconosciuti” è un film del 2016 di Paolo Genovese, scritto da Paolo Genovese, Rolando Ravello, Filippo Bologna, Paola Mammini, con Giuseppe Battiston, Anna Foglietta, Marco Giallini, Edoardo Leo, Valerio Mastandrea, Benedetta Porcaroli, Alba Rohrwacher, Kasia Smutniak

Tra pochi giorni sarà San Valentino e molte coppie s’interrogheranno sul se e come festeggiarlo. Un modo originale potrebbe essere vedendo il nuovo film di Paolo Genovese.
Attenzione, però, non pensiate di assistere alla solita commedia romantica e melensa che strizza l’occhio ai buoni sentimenti e fa sospirare la vostra compagna. “Perfetti Sconosciuti” è tutt’altro che un inno all’amore, per una coppia potrebbe diventare piuttosto una sorta di sfida per stabilire se il rapporto è davvero solido o se, in fondo, presenta dei lati oscuri, cause di possibile rottura.
Genovese, insieme agli altri autori, s’interroga su quale sia la formula più giusta affinché un rapporto o un matrimonio funzionino e reggano a qualsiasi problema.
Parlare? Raccontarsi tutto? Dire la verità, sempre e comunque? O Amarsi è invece piuttosto un equilibrio tra omissioni e piccoli segreti.
Immaginate di trascorrere una serata in compagnia dei vostri amici più cari e di decidere, per noia o solo per curiosità, di sfidarli a mettere sul tavolo i rispettivi cellulari e di far leggere e ascoltare a tutti i presenti ogni email, sms, whatsup che riceviate. Cosa mai potrebbe succedere? Siete certi di avere nulla da nascondere?
Lo spettatore, in questo modo, diventa divertito osservatore della cena tra vecchi amici composta dalle coppie Eva (Smutniak) e Rocco (Giallini), Carlotta (Foglietta) e Lele (Mastandrea), Bianca (Rohrwacher) e Cosimo (Leo) e dal neo divorziato Peppe (Battiston). Eva, psichiatra brillante ma incapace di comunicare con la figlia Sofia (Porcaroli), lancia la sfida/provocazione agli amici di vivere una serata diversa e di dimostrare se davvero tra di loro non ci siano segreti e che la loro amicizia sia davvero sincera e limpida.
Il resto del gruppo, seppure riluttante, accetta la provocazione, dando vita a una serie di confessioni laiche su loro stessi e sulla natura dei rapporti dagli sviluppi imprevisti, in alcuni casi comici e in altri drammatici.
È come se i protagonisti fossero obbligati a denudarsi non dei vestiti bensì della propria anima e a raccontare ai presenti le difficoltà personali e, soprattutto, la complessità e le contraddizioni dello stare insieme.
Negli ultimi due anni il cinema italiano, prima con “Il Nome del figlio” di Francesca Archibugi e dopo con “Dobbiamo Parlare” di Sergio Rubini, ha tentato, con successo, di mettere in scena le dinamiche della coppia italiana chiudendola dentro uno spazio, cercando di sollevare la polvere da sotto il tappeto. Paolo Genovese, però, pur proponendo lo stesso schema ‘teatrale’ nel suo impianto narrativo, è riuscito a dare al suo film un taglio più frizzante e vivace senza mai essere statico. Seppure girato in un unico ambiente, il regista, con bravura e talento, permetta allo spettatore, come lui stesso ha dichiarato in sala stampa, di essere parte coinvolta della discussione tra i diversi personaggi, fornendo loro differenti prospettive con delle felici e riuscite scelte registiche. Ha saputo unire al meglio la teatralità del testo con una direzione, semplice e naturale, di stile televisivo, ma efficace e incisiva.
La sceneggiatura è sicuramente il punto di forza del film, ben scritta, calibrata, curata e mai banale, capace di costruire le personalità e sfumature dei singoli personaggi in maniera credibile e veritiera. continua su

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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The ticket purchase for “Perfect Strangers” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always.

“Perfect Strangers” by Paolo Genovese is a 2016 film, written by Paolo Genovese, Rolando Ravello, Filippo Bologna, Paola Mammini, with Giuseppe Battiston, Anna Foglietta, Marco Giallini, Edoardo Leo, Valerio Mastandrea, Benedetta Porcaroli, Alba Rohrwacher, Kasia Smutniak
In a few days it will be Valentine’s Day and many couples will share thoughts on whether and how to celebrate it. An original way could be seeing the new film by Paolo Genovese.
Beware, though, do not think to attend the usual romantic comedy and gooey that winks to the good feelings and makes us sigh your partner. “Perfect Strangers” is anything but a hymn to love, a couple could get quite a challenge to determine whether the relationship is really solid, or if, after all, has its dark sides, causes of possible rupture.
Genovese, along with other authors, is uncertain as to which is the right formula in order for a relationship or a marriage work and direct it to any problem.
Speak? Tell everything? Tell the truth, anyway? O Loving each other is rather a balance between omissions and little secrets.
Imagine spending an evening in the company of your closest friends, and to decide, out of boredom or just out of curiosity, to challenge them to put on the table their phones and to read and listen to all present every email, text message, you receive whatsup . What could happen? Are you sure you have nothing to hide?
The viewer, in this way, it becomes amused observer of dinner with old friends composed by Eva couples (Smutniak) and Rocco (Giallini), Carlotta (Foglietta) and Lele (Mastandrea), Bianca (Rohrwacher) and Cosimo (Leo) and the neo divorced Peppe (Battiston). Eva, brilliant psychiatrist but unable to communicate with his daughter Sofia (Porcaroli), launches the challenge / challenge friends to live a different night and to prove if indeed between them there are no secrets and that their friendship is really sincere and clear .
The rest of the group, albeit reluctantly, accept the challenge, creating a number of secular confessions about themselves and the nature of reports from unforeseen developments, in some cases, comedians and other dramatic.
It is as if the characters were forced to strip naked no clothes but of his own soul and to tell those present personal difficulties and, above all, the complexity and contradictions of being together.
In the last two years the Italian cinema, first with “The son’s name” by Francesca Archibugi and later with “We Speak” by Sergio Rubini, tried, successfully, to stage the dynamics of Italian couples closing it inside a space, trying to lift the dust from under the carpet. Paolo Genovese, however, despite proposing the same ‘theatrical’ diagram in his narrative, he managed to give his film a more sparkling and lively cut never be static. Although shot in a single environment, the director, with skill and talent, let the viewer, as he himself said in the press room, of being party to the discussion between the different characters, giving them different perspectives with the happy and successful directorial choices . Has successfully combined the best theatricality of the text with a direction, simple and natural, of TV-style, but effective and incisive.
The script is definitely the strength of the film, well-written point, calibrated, maintained and never banal, capable of building their personalities and nuances of the individual characters in a credible and truthful. continues on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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124) Verso l’Infinito (Jane Hawking)

verso l'infinito

“Verso l’ infinito” è un libro scritto tra il 1999 e il 2014 da Jane Hawking e pubblicato in Italia nel 2015 da Piemme Edizioni.
“Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna” recita un saggio e antico modo di dire che mai nel caso della storia umana e professionale di Stephen Hawking, l’uomo dei buchi neri, si possa ritenere adeguato.
Sì perché senza la moglie Jane, probabilmente il mondo non avrebbe potuto conoscere il genio del cosmologo inglese. Pochi mesi fa è uscito con grande successo di pubblico e di critica il film “La teoria del tutto” che raccontava il dietro le quinte della vita pubblica della coppia, evidenziando ed esaltando come un uomo piegato da una grave malattia degenerativa condannato a una morte rapida è riuscito negli anni a stupire il mondo della scienza anche per merito dell’amore, della forza e della fedeltà alla causa della moglie Jane
Incuriosito dalla figura di Jane Hawking ho deciso di leggere la sua autobiografia per comprendere e valutare se questa donna sia stata una moglie coraggiosa e innamorata o una badante votata al martirio.

Jane è stata tante cose per Stephen: fidanzata, moglie, madre, badante, organizzatrice e centro del suo mondo. Jane per amore ha sacrificato tutto scegliendo di restare affianco al marito per venticinque anni tra tanti sacrifici fisici e morali ,rallentando oltre modo i suoi universitari e di fatto rinunciando ad ogni possibilità di carriera. E’ stata anche una storia d’amore bella, intensa e passionale come dimostrano i loro tre figli: Robert, Lucy, Tommy.
Jane accompagna il lettore nella sua vita di tutti i giorni, nelle scelte quotidiane, mostrandoci senza vergogna le sue debolezze e incertezze sempre vinte dal legame unico che la legava a Stephen, un uomo geniale, ma che dal punto di vista della sensibilità dimostra di essere assai sotto la media facendo emergere un forte e smisurato egoismo.
E’ difficile prendere posizione sulla coppia Jane-Stephen stabilendo dove finisca l’amore e inizi la compassione e il senso del dovere. Una storia che sublima il concetto di amore coniugale e nello stesso tempo mostra come però per quanto possa essere grande la fiamma alla fine si possa spegnere per stanchezza di vario tipo e forma…. continua su

http://www.passionelettura.it/recensioni-libri/verso-linfinito/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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“Towards the ‘infinite’ it is a book written between 1999 and 2014 by Jane Hawking and published in Italy in 2015 by Edizioni Piemme.
“Behind every great man is a great woman,” says a wise old saying that never in the case of human and professional story of Stephen Hawking, the man holes blacks, it may be considered appropriate.
Yes, because without his wife Jane, probably the world could not have known the genius of the English cosmologist. A few months ago came out with great success and critical acclaim the film “The theory of everything” which told the behind the scenes of the public life of the couple, highlighting and exalting as a man bent from a severe degenerative disease doomed to a quick death He has managed over the years to amaze the world of science for about love, strength and loyalty to the cause of his wife Jane
Intrigued by the figure of Jane Hawking I decided to read his autobiography to understand and evaluate if this woman was a brave and loving wife or a caregiver voted to martyrdom.

Jane was so many things to Stephen: girlfriend, wife, mother, caregiver, and the organizing center of his world. Jane has sacrificed everything for love by choosing to remain next to her husband twenty-five years of great sacrifice physical and moral, as well as slowing down its university and actually relinquishing any possibility of career. E ‘was also a love story beautiful, intense and passionate as evidenced by their three children: Robert, Lucy, Tommy.
Jane takes the reader into her life everyday, daily choices, shamelessly showing its weaknesses and uncertainties always won by the unique bond that bound her to Stephen, a brilliant man, but from the point of view of the sensitivity proves to be much below average, thus a strong and boundless egotism.
It ‘hard to take a position on the pair Jane-Stephen setting where love ends and beginnings compassion and sense of duty. A story that enhances the concept of conjugal love and at the same time, however, shows that no matter how great the flame at the end you can turn off to fatigue of various types and forms of continuing ….

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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93) Sarà il mio tipo ?

il mio tipo

Il biglietto d’acquistare per “Sarà il mio tipo ?” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Sarà il mio tipo?” è un film del 2015 scritto e diretto da Lucas Belvaux, tratto dal romanzo”Pas son genre” di Philippe Vilain, con: Émilie Dequenne, Loïc Corbery, Sandra Nkake, Charlotte Talpaert, Anne Coesens.
Quale è il segreto per la coppia perfetta? Chi è la coppia perfetta?
È necessario condividere ideali,passioni,interessi e orientamenti politici per amarsi? I saggi dicono che “ i poli opposti si attraggono e che in amore vince chi fugge”
L’Amore, fortunatamente, non è una scienza esatta, e ancora oggi possiamo osservare delle coppie in apparenza mal assortite ma che eppure funzionano alla faccia di tutto e tutti.
Per sopravvivere all’amore e far funzionare una coppia occorre essere romantici o cinici e disillusi?
Lo spettatore se lo chiede osservando la storia di Clement(Cobery), professore di filosofia, bello,giovane, colto e allergico alle relazioni stabile e ai figli e di Jennifer (Dequenne) parrucchiera, ragazza madre, amante del karaoke, fan di Jennifer Aniston e romantica tout court.
Due persone agli antipodi che probabilmente non si sarebbe mai incontrate se il destino non avesse deciso per loro spendendo Clement ad insegnare filosofia per un anno ad Arras piccola cittadina a un ora e mezzo da Parigi. Per il giovane professore parigino fino al midollo è come scontare una pena alla Silvio Pellico, ma l’incontro fortuito con Jennifer cambia la sua storia. Nasce tra un loro un alchimia non solo fisica ma soprattutto di anime seppure cosi diverse, in qualche modo completandosi a vicenda. Iniziano così una relazione fatta di letture, di passione e di confronti serrati su cosa sia l’amore e vivere una relazione. Due modi di pensare, di amare e di relazionarsi si confrontano in maniera semplice e diretta per cui allo spettatore è difficile prendere posizione. Si può tifare per l’ingenua e romantica Jennifer oppure prendere atto che i sentimenti sono un prodotto comunque a scadenza e quindi fare nostri i dubbi nichilisti di Clement.
Una commedia sull’amore che evita di cadere in sciocchi e scontati sentimentalismi e piuttosto con un testo asciutto, snello e ricco di spunti invita lo spettatore a riflettere sulle dinamiche della coppia e su quali e quanti compromessi bisogna compiere per far funzionare un rapporto. L’autore ci mostra due differenti modi d’approcciare l’amore e di manifestarlo senza prendere le parti di nessuno evidenziandone però di entrambi pregi e difetti. Sembra di ascoltare e vedere la messa in scena di un saggio amoroso con tempi e modi teatrali e ciò penalizza il film rendendolo un po’ compassato e lento e non sempre frizzante come dovrebbe essere una commedia sull’amore.
La regia è pulita, lineare, attenta a far risaltare le qualità artistiche e interpretative della coppia che si rivela talentuosa, affiatata e credibile negli dialoghi, negli sguardi e soprattutto nel mostrare i differenti sentimenti dei due personaggi.
Il finale in qualche modo contro corrente e malinconico, conferma che l’amore può cambiare un individuo, ma a volte non è sufficiente per vivere felici e contenti.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

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Vittorio De Agrò e Cavinato Editore  presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “Will my type?” Is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“It will be my type?” Is a 2015 film written and directed by Lucas Belvaux, based on the novel “Pas son genre” of Philippe Vilain, with: Emilie Dequenne, Loïc Corbery, Sandra NKake, Talpaert Charlotte, Anne Coesens.
What is the secret to the perfect couple? Who is the perfect couple?
You need to share ideals, passions, interests and political orientations to love each other? The sages say that “the opposite poles attract each other and that love conquers those fleeing”
Love, fortunately, is not an exact science, and even today we can observe couples seemingly mismatched but yet work in the face of all odds.
To survive, to love and to work a couple must be romantic or cynical and disillusioned?
The viewer asks if observing the history of Clement (Cobery), professor of philosophy, beautiful, young, educated and allergic to stable relationships and children and Jennifer (Dequenne) hairdresser, single mother, lover of karaoke fan of Jennifer Aniston and romantic tout court.
Two people at the antipodes that probably never would have met if fate had not decided for them by spending Clement teaching philosophy for a year at Arras small town an hour and a half from Paris. To the young professor Parisian to the core is like to serve a sentence Silvio Pellico, but the chance meeting with Jennifer changes his story. Born between them an alchemy not only physical but most of souls though so different, somehow complementing each other. Thus begins a relationship made up of readings, passion and respect tightened on what love and live a report. Two ways of thinking, to love and to relate are compared in a simple and direct that the viewer is difficult to take a stand. You can cheer for the naive and romantic Jennifer or take note that the feelings are still a product to maturity and then our doubts nihilists of Clement.
A comedy about love that avoids falling into silly and obvious sentimentality and with a text rather dry, lean and full of ideas invites the viewer to reflect on the dynamics of the couple and of which and how many compromises you have to make to run a report. The author shows us two different ways of approaching the love and manifest it without taking sides but no highlighting both strengths and weaknesses. We seem to hear and see the staging of an essay with the time and manner of love theater and this penalizes the film making it a bit ‘stiff and slow and not always as hot as it should be a comedy about love.
The direction is clear, straightforward, careful to bring out the artistic qualities and interpretation of the couple reveals talented, close and credible in the dialogues, in looks and especially in showing the different feelings of the two characters.
The final somewhat against the tide and melancholy, confirms that love can change a person, but sometimes it is not enough to live happily.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

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