95) Lasciati andare

Il biglietto da acquistare per “Lasciati andare” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto (con riserva); 5)Sempre.

Un film di Francesco Amato. Con Toni Servillo, Carla Signoris, Luca Marinelli, Verónica Echequi, Pietro Sermonti. Commedia, 102′. 2017.

A chi non è capitato, almeno una volta, di sentirsi dire da parenti e amici: “Lasciati andare! Vivi alla giornata!”?

Tutt’altro che impresa semplice per chi, come il sottoscritto, fa dello schematismo e della rigidità mentale e fisica quasi un punto d’onore.

Immaginate se le caratteristiche sopracitate fossero anche i tratti distintivi di un celebre psicoanalista, ebreo, separato dalla moglie anche se questa continua ad abitare nell’appartamento accanto, assai goloso e pigro.

Sì, forse non andreste mai da lui in terapia. Ma se questo psicoanalista avesse le fattezze e lo charme di Toni Servillo? Dai sorrisi che già appaiono sui vostri volti, immagino che adesso considerereste l’idea.

In “Lasciati andare” di Francesco Amato, Servillo torna al cinema, in una commedia italiana che per stile e ironia ricorda da vicino alcuni film di successo di Woody Allen.

Elia Venezia (Servillo) è un’analista ebreo che sembra ormai svolgere il suo lavoro svogliatamente, mostrando scarsa empatia per i pazienti. Durante le sedute finge soltanto di ascoltare i loro problemi, mentre di nascosto mangia con gusto gli amati bignè.

Quella di Elia è una vita piatta, sedentaria, votata al risparmio economico e affettivo, dopo la separazione dalla moglie Giovanna (Signoris).

Le conseguenze di una vita “poco sana” si fanno sentire quando il protagonista accusa un leggero malore, e su consiglio di un amico medico è quindi costretto a iniziare una regolare attività fisica per rimettersi in forma.

Elia così, come un alieno, sbarca nel mondo delle palestre, sentendosi sperduto ed incredulo.

Il fortuito e rocambolesco incontro con Claudia (Echequi), esuberante e problematica personal trainer spagnola, sconvolge la sua esistenza, portandolo, dopo tanto tempo, a uscire dal letargo emotivo oltre che da quello fisico.

Nel frattempo si ritrova anche, suo malgrado, ad essere il compagno delle tragicomiche avventure di Giovanna, causate dalla presenza di Ettore (Marinelli), ex fidanzato, attualmente galeotto, con qualche problema nella gestione della rabbia.

“Lasciati andare” è una commedia godibile, fresca, ironica, garbata, che regala più di un sorriso.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

28) L’Abbiamo Fatta Grossa

l'abbiamo fatta grossa

Il biglietto d’acquistare per “L’abbiamo fatta Grossa è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“L’Abbiamo Fatta Grossa” è un film del 2016 di Carlo Verdone, scritto da Carlo Verdone, Pasquale Plastino, Massimo Gaudosio, con Carlo Verdone, Antonio Albanese, Massimo Popolizio.

Nel nostro immaginario cinematografico, con il genere noir siamo soliti pensare a una storia buia, opaca, notturna in cui il protagonista è, generalmente, un ex fascinoso poliziotto, divenuto investigatore privato, costretto a indagare su misterioso omicidio e teso a salvare una bella donna, di cui fatalmente s’innamorerà. Ebbene, dimenticatevi questo cliché, se e quando deciderete di vedere il nuovo film di Carlo Verdone.
Infatti, l’artista romano, insieme agli sceneggiatori Plastino e Gaudosio ha deciso di riscrivere le regole genere del noir in maniera creativa e originale per il panorama italiano, mescolando insieme una colorata e solare commedia.
I puristi dei rispettivi generi staranno già scuotendo la testa. Ebbene, possiamo dire che il risultato finale di quest’operazione genetico-creativa non è riuscito perfettamente e lascia nel pubblico più di una perplessità. Ciononostante, non si può non lodare lo sforzo di Verdone, come lui stesso ha dichiarato in conferenza stampa, “di voler sterzare” dai canonici schemi narrativi dei suoi film, tentando di scrivere una nuova pagina della lunga e ricca carriera artistica che gli appartiene.
Così lo spettatore fa la conoscenza prima di Yuri Pelagatti (Albanese), attore di teatro preda di amnesie sul palcoscenico a causa della dolorosa separazione dall’amata moglie Giorgia e, in seguito, di Arturo Merlino (Verdone), aspirante scrittore di romanzi noir e, nella vita, squattrinato e improbabile investigatore privato che, al massimo, ha come incarico recuperare il gatto del vicino.
Yuri, deciso a sapere se la moglie lo tradisca con il suo avvocato, ingaggia lo scettico Arturo affinché inizi un pedinamento della moglie.
Durante il pedinamento Arturo si ritrova ad ascoltare e registrare, per errore, una conversazione tra un uomo e una donna, pensando che fosse la moglie di Yuri con l’amante.
Un equivoco che porta i due protagonisti a farsi coinvolgere in un’avventura rocambolesca che attraversa tutta Roma, quando vengono in possesso di una preziosa valigetta. Ben presto l’elegante e misterioso proprietario della valigetta (Popolizio) la reclama a sé, pronto a qualsiasi azione lecita e non. I due protagonisti finiranno travolti dagli eventi e considerati alla stregua dei criminali da punire per la cieca e sorda giustizia italiana.
Come dicevamo all’inizio, l’idea di costruire un “noir comico”, sebbene sia stata un’iniziativa lodevole e coraggiosa, presenta fin da subito grossi limiti e pecche sia nella struttura che nell’intreccio narrativo, dando l’impressione di un confuso pasticcio.
Il ritmo è lento, macchinoso e non aiuta la storia a carburare, solo raramente si colgono momenti brillanti e riusciti sul piano comico. La parte noir è debole e poco credibile, lasciando spazio a situazioni poco realistiche e approssimative.
Il film, nonostante i limiti sopra citati, riesce a mantenere una certa vivacità e interesse da parte dello spettatore per merito del talento e della personalità della coppia formata da Verdone e Albanese.
Una coppia artistica inedita ma che ha mostrato in scena affiatamento, coesione e capacità di dettarsi reciprocamente i giusti tempi comici e la suspense necessaria….continua su

http://www.mygenerationweb.it/201601302890/articoli/palcoscenico/cinema/2890-la-coppia-verdone-e-albanese-al-cinema-l-hanno-fatta-grossa

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

https://ilritornodimelvin.wordpress.com/acquista-libro-amiamocinonostante-tutto-vittorio-de-agro/

The ticket purchase for “We made Grossa is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“We Made The Big” is a film of 2016 by Carlo Verdone, written by Carlo Verdone, Pasquale Plastino, Massimo Gaudosio, with Carlo Verdone, Antonio Albanian, Massimo Popolizio.

In our imaginary film, with the film noir genre we usually think of a story dark, opaque, night in which the protagonist is usually a fascinating former policeman, now a private investigator, forced to investigate the mysterious murder and intended to save a beautiful woman , which inevitably fall in love. Well, forget that cliché, if and when you decide to see the new film by Carlo Verdone.
In fact, the Roman artist, along with screenwriters Plastino Gaudosio and decided to rewrite the rules of the noir genre in a creative and original for the Italian scene, mixing together a colorful and solar comedy.
Purists of the respective genres will already be shaking his head. Well, we can say that the end result of this operation genetic creative did not succeed and leaves the audience more of a concern. Nevertheless, one can not but praise the effort to Verdone, as he himself said at the press conference, “I want to steer” the canonical narrative patterns of his films, trying to write a new page in the long and rich career that belongs to him.
So the viewer gets to know before Yuri Pelagatti (Albanian), stage actor prey to amnesia on stage because of the painful separation from his beloved wife Giorgia and, later, Arturo Merlin (Verdone), an aspiring writer of crime novels and in life, penniless and unlikely private investigator who, at best, has the task to retrieve the neighbor’s cat.
Yuri, decided to find out if his wife is unfaithful to his lawyer, he hires the skeptic Arturo to start a stalking of his wife.
During shadowing Arturo finds himself playing and recording, by mistake, a conversation between a man and a woman, thinking it was the wife of Yuri with her lover.
One misconception that brings the two protagonists to get involved in an adventure that crosses all Rome daring, when in possession of a valuable briefcase. Soon the elegant and mysterious owner of the suitcase (Popolizio) the claim in itself, ready for any action lawful or not. The two players will end up overwhelmed, treated as criminals to be punished for the blind and deaf Italian justice.
As we said at the beginning, the idea of ​​building a “noir comedy”, although it was commendable and courageous initiative, has since undergone major limitations and flaws in both structure interweaving narrative, giving the impression of a confused mess.
The pace is slow, cumbersome and not help the story to carburetor, only rarely capture brilliant moments and managed in terms comedian. The noir part is weak and lacks credibility, allowing for situations unrealistic and rough.
The film, in spite of the above limits, can maintain a certain vivacity and interest by the viewer thanks to the talent and personality of the couple formed by Verdone and Albanian.
A pair artistic unpublished but showed staged harmony, cohesion and ability to mutually dettarsi the right comic timing and suspense needed …. more on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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254) The Final Girls

The final Girls

Il biglietto d’acquistare per “The Final Girls” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“The Final Girls” è un film del 2015 diretto da Todd Strauss-Schulson, scritto da M.A. Fortin, Joshua John Miller, con : Taissa Farmiga e Malin Åkerman; Alexander Ludwig,Thomas Middleditch, Alia Shawkat, Adam DeVine, Nina Dobrev e Chloe Bridges.

Lo confesso, avevo perso quasi completamente la speranza di poter dare, durante il Festival di Torino, un biglietto pieno a un film presente nel programma. Nonostante la varietà di titoli provenienti da tutto il mondo, fino a ieri sera nulla mi aveva convinto fino in fondo.
Non credevo possibile che un film horror, scelto all’ultimo momento, potesse invece regalarmi una serata piacevole e sorprendente.
Ebbene, “The Final Girls”, presentato nella sezione ”After Hours”, ha sorpreso in positivo il vostro cronista per natura e struttura del film.
Presentato come un horror, invero la pellicola si rivela come una commedia con venature splatter in cui su quest’ultima prevale l’ironia. Alcuni critici hanno voluto accostare questo film alla saga di “Scary movie” o comunque alla categoria ‘parodia di genere’.
Personalmente, non sono d’accordo con questa classificazione poiché “The Final girls” ha un suo potenziale narrativo e comico personale e originale che merita di essere evidenziati.
Nell’abc dell’horror con la parola “Final girl” si identifica la giovane ragazza che, sopravvissuta alla follia omicida del maniaco, si trova nella scena madre finale a doverlo combattere a costo della propria vita.
Il titolo stesso del film è un omaggio/parodia del genere, facendo capire da subito come gli autori abbiano deciso di muoversi ironizzando su molti luoghi comuni dei film horror e giocando con la storia del cinema.
L’incipit è molto classico: la giovane protagonista Max (Farmiga) perde l’amata madre Amanda (Akerman), attrice di horror cult di seri B, in un incidente stradale. Anni dopo Max, ancora traumatizzata dall’incidente e addolorata per la perdita, accetta di partecipare con alcuni amici alla proiezione di un vecchio film della madre in un cinema. A causa di un accidentale incendio, i ragazzi, per sfuggire alle fiamme, cercano rifugio dietro lo schermo e, inspiegabilmente, si trovano proiettati all’interno del film. Un film dentro il film ,come nel più classico metacinema, ma con la differenza che i ragazzi, sapendo come agisce l’assassinio, decidono di difendersi e di non commettere gli errori tipici dei personaggi di un film horror, come ad esempio ”Niente sesso”.. Il testo è brillante, ben scritto, fluido e regalan risate al divertito e coinvolto pubblico. Si assiste a una commedia nera in cui ogni personaggio è ben caratterizzato e costruito per prendere in giro i luoghi comuni dei personaggi horror, dimostrando come sia possibile divertire con poco. L’intreccio narrativo è agile, funzionale al progetto, ben sostenuto da una fotografia di qualità e in sintonia con l’idea del film, alternando colori intensi al bianco e nero.
La regia di Schulson è una delle note più positive per ispirazione artistica e per il talento dimostrato nel mettere in scena un film fresco, diverso e ironico, riuscendo a dargli un buon ritmo e pathos narrativo nei giusti momenti. continua su

http://www.mygenerationweb.it/201511292799/articoli/palcoscenico/cinema/2799-torino-film-festival-the-final-girls

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “The Final Girls” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always.

“The Final Girls” is a film of 2015 directed by Todd Strauss-Schulson, written by MA Fortin, Joshua John Miller, with: Taissa Farmiga and Malin Åkerman; Alexander Ludwig, Thomas Middleditch, Alia Shawkat, Adam DeVine, Nina Dobrev and Chloe Bridges.

I confess, I had almost completely lost hope of being able to give, during the Festival of Turin, a full ticket to a movie in the program. Despite the variety of titles from around the world, until last night nothing he had convinced me to the end.
I did not believe it possible that a horror movie, chose at the last minute, could instead give me a pleasant evening and surprising.
Well, “The Final Girls” presented in the “After Hours”, surprised positively your reporter for nature and structure of the film.
Billed as a horror, indeed the film is revealed as a comedy with streaks splatter when the latter prevails over the irony. Some critics have wanted to approach this film to the saga of “Scary Movie” or at least to the category ‘gender parody’.
Personally, I disagree with this classification as “The Final Girls” has its narrative potential and comedian personal and original that deserves to be highlighted.
In the ABC horror with the word “final girl” identifies the young girl who survived the killing spree of the maniac, is in the final stage mother to have to fight at the cost of his own life.
The title of the film is an homage / parody of the genre, making it clear from the start as the authors have decided to move ironic take on many clichés of horror movies and playing with the history of cinema.
The beginning is very classic: the young protagonist Max (Farmiga) loses his beloved mother Amanda (Akerman), actress of cult horror of serious B, in a car accident. Years after Max, still traumatized by the incident and saddened by the loss, agrees to participate with some friends to the screening of an old movie mother in a movie theater. Due to an accidental fire, the boys, to escape the flames, seeking refuge behind the screen and, inexplicably, are shown in the film. A film within the film, as in the classic metacinema, but with the difference that the kids, knowing how to act the murder, they decide to defend themselves and not make the mistakes typical of the characters in a horror movie, such as “No sex “.. The text is brilliant, well written, fluid and regalan laughter and the fun involved public. We are witnessing a black comedy in which every character is well characterized and built to make fun of the clichés of the horror characters, showing how you can have fun with little. The storyline is agile, functional design, well supported by a quality photography and in tune with the idea of the film, alternating between intense colors to black and white.
Directed by Schulson is one of the most positive for artistic inspiration and talent demonstrated in staging a film fresh, different and ironic, managing to give him a good rhythm and narrative pathos in the right moments. continues on

http://www.mygenerationweb.it/201511292799/articoli/palcoscenico/cinema/2799-torino-film-festival-the-final-girls

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html