58) La nostra Storia

La nostra storia - Film (2020) - MYmovies.it

Il biglietto d’acquistare per “La nostra storia” è : Omaggio (Con Riserva)

“La nostra Storia” è un film del 2020 diretto da Fernando Trueba, scritto da Héctor Abad Faciolince, David Trueba, basato sul romanzo omonimo dello scrittore Héctor Abad Faciolince
Cast Artistico:
Javier Cámara
… Héctor Abad Gómez

Nicolás Reyes Cano
… Quiquin (Héctor niño)

Juan Pablo Urrego
… Héctor

Patricia Tamayo
… Cecilia Faciolince

Maria Tereza Barreto
… Mariluz (as Maria Teresa Barreto)

Laura Londoño
… Clara

Elizabeth Minotta
… Vicky

Kami Zea
… Marta

Whit Stillman
… Dr. Richard Saunders

Laura Rodriguez
… Barbara

Sinossi:
La vita di Héctor Abad Gómez, eminente dottore e attivista per i diritti umani nella polarizzata e violenta Medellin degli anni ’70. Un uomo di famiglia preoccupato non solo per i propri figli ma anche per quelli delle classi svantaggiate, la sua casa era intrisa di vitalità e creatività, il risultato di un’educazione basata sulla tolleranza e sull’amore. Nulla poteva predire che un terribile cancro avrebbe portato la vita di una delle sue amate figlie. Spinto dalla tristezza e dalla rabbia, Héctor si dedicò alle cause sociali e politiche dell’epoca. Ma la società intollerante di Medellin lo avrebbe molestato fino a farlo definitivamente tacere.

Recensione:
In un ‘epoca dove i supereroi cinematografici dominano la scena attirando rispetto e curiosità delle generazioni più giovani, non bisognerebbe mai dimenticare come nella vita reale esistano uomini meritevoli d’ analoga attenzione.
Uomini che hanno sfidato la corruzione, l’avidità e l’ignoranza dei politici di turno avendo a cuore il benessere della collettività.
Uomini che hanno pagato con la vita, il voler essere fedeli a sé stesso non piegando mai la testa.
Come dovremmo definirli questi uomini: Mosche bianche, folli o se preferite eroi civili?
Paese che vai e tragiche storie d’eroismo o resistenza civile ci imbattiamo sempre più spesso.
Il Premio Oscar Fernando Trueba fa conoscere allo spettatore italiano la vita ed opere del Dott. Hector Abada Gomez , medico colombiano dal carattere mite, compassionevole quanto determinato nel difendere il diritto alla salute per tutti i cittadini di Medellin.
Una storia di straordinaria normalità raccontata attraverso gli occhi di Hector, unico figlio maschio in una famiglia tutto al femminile, trasmettendo allo spettatore un senso umanità, semplicità, credibilità
“La nostra storia” ha una struttura narrativa semplice, lineare forse prevedibile nello sviluppo e piuttosto compassata nel ritmo, ma dotata comunque di un ‘anima ed identità narrativa.
Lo spettatore è piacevolmente “trascinato” all’interno dell’affollata, simpatica ed unita famiglia Gomez, dove il Dott Gomez e sua moglie crescono i figli all’insegna dell’educazione, rispetto e tolleranza.
L’ intuizione registica di caratterizzare l’intreccio narrativo con l’utilizzo del colore o del bianco nero sullo schermo si è rivelato creativamente efficace dando così forza al flusso di ricordi e creando una maggiore connessione emotiva del pubblico con la famiglia Gomez.
“La nostra storia” ha , a nostro modesto parere, il pregio di poter contare sulla bellissima, poetica ed intensa interpretazione di Javier Cámara capace di scomparire nei panni del Dott Hector , facendolo rivivere senza mai cadere nel retorico e passaggi buonisti.
Invece l’aspetto negativo del film riguarda la lunghezza eccessiva alias 136 min che oggettivamente potevano essere sensibilmente ridotti, evitando passaggi ripetitivi o poco funzionali .
“La nostra storia” tocca con abilità e sensibilità le corde emotive del pubblico che non potrà non amare e condividere l’umanesimo scientifico del Dottor Gomez .
Un medico che fino all’ultimo momento ha nobilitato il giuramento di Ippocrate applicandolo con rigore in ogni aspetto e rapporto della sua vita.

176) Dell’Amore e Di Altri Demoni (Gabriel Garcia Màrquez)

“Dell’Amore e Di Altri Demoni” è un romanzo scritto da Gabriel Garcia Marquez e pubblicato da Mondadori Editore nell’ottobre 2020.

Sinossi:
Da un’antica tomba nel convento delle clarisse di Cartagena emerge una lunghissima chioma rossa. Dal singolare evento, cui il giovane García Márquez, allora cronista alle prime armi, si trovò ad assistere, scaturisce questo affascinante racconto pubblicato nel 1994, con il quale Gabo torna alle atmosfere di Cent’anni di solitudine e ai temi dell’Amore ai tempi del colera: la passione erotica che diventa malattia, metafora della letteratura e della vita. Al centro della vicenda, ambientata in una Cartagena de Indias perduta in un vago e oscuro passato coloniale, sospeso tra il possibile e il misterioso, c’è la passione innaturale e distruttiva che vede protagonisti una bellissima bambina morsa da un cane rabbioso, un medico negromante e un giovane esorcista posseduto dal mal d’amore. Costruito con la logica di Calderón de la Barca e l’ironia di Cervantes, Dell’amore e di altri demoni vive di una prosa insolitamente scarna ed essenziale. Una scrittura decantata e limpida che dà vita a pagine di struggente poesia e di emozionato pudore con cui Gabriel García Márquez riesce ad avvincere il lettore, trascinandolo in un enigmatico universo capace di travolgere i sensi e i sentimenti.
Recensione:
Il mio “lockdown” letterario è iniziato con la dotta quanto appassionata lettura del romanzo di Gabriel Garcia Marquez.
Confesso che fino a pochi giorni fa avevo letto poco del Maestro colombiano , così la mia cara cognata colombiana Marcela ha voluto porre rimedio alla mia lacuna.
“Dell’Amore e Di altri Demoni” mi ha colpito per la sensibilità, umanità e profondità del testo unità alla vivacità e freschezza dello stile messo in campo da Marquez.
“Dell’Amore e Di altri Demoni” trascina il lettore dentro una storia in cui l’amore, l’odio e l’ignoranza sono gli assoluti protagonisti al punto da condizionare tragicamente l’esistenza dei protagonisti.
“Dell’Amore e Di altri Demoni” è il racconto di una figlia mai amata, compresa ed infine abbandonata al proprio destino da una coppia di genitori impegnati ad odiarsi e ignorarsi reciprocamente piuttosto che svolgere il loro ruolo genitoriale.
il Marchese Casalduero e la sua giovane seconda moglie Bernarda – Sierva María hanno “delegato” la cura e crescita della figlia ai servi della faccenda.
Così Sierva viene educata secondo le antiche tradizioni africane ad adorare i loro dei, a parlare le loro lingue, a vivere allo stato brado.
Un giorno mentre Sierva è al mercato con la serva yoruba che la alleva, viene morsa da un cane rabbioso senza però manifestare alcun sintomo della malattia.
Venuto a conoscenza dell’accaduto il Marchese, temendo per la vita della figlia e colto da un tardivo senso di colpa, riprende con sé la bambina, confondendo i suoi comportamenti selvaggi – troppo spesso mutuati dalle selve feroci – con le manifestazioni tipiche della rabbia.
Le voci che circolano e lo scandalo che serpeggia inducono il Marchese a rivolgersi dalle cure della medicina alle ricette del Santo Uffizio.
Chiusa nel convento di Santa Clara, Sierva María viene affidata agli esorcismi di un giovane prete, Cayetano Delaura, il quale è convinto, pur sapendola sotto lo scandaglio severo dell’Inquisizione, che la ragazzina non sia posseduta da alcun demone.
Il giovane prete travolto dall’incontenibile passione pur di rimanere vicino all’amata Sierva metterà in gioco la propria credibilità e financo la sua esistenza
Un amore “folle” unirà queste due anime di fatto da sempre sole e mai oggetto d’affetto.
L’amore declinato ai tempi della Santa Inquisizione. Gabriel Garcia Marquez ci racconta dapprima i timidi e teneri approcci di Cayetano nei riguardi della recalcitrante Serva e successivamente la decisione della ragazza di concedersi credendo alle promesse amorose di Cayetano
Ambientato in Colombia ai tempi dell’Inquisizione scritto partendo dal ritrovamento di una lunga chioma rossa tra le tombe sfondate di un convento, Dell’amore e di altri demoni, ci appare come una narrazione delicata ed al contempo struggente.
Amore, fede, peccato e lussuria rappresentano le diverse tappe di una via crucis amorosa oltre che esistenziale.
García Márquez costruisce un intreccio semplice, magari crudo in alcuni passaggi, carico di patimento riempendolo di personaggi ricchi di chiaroscuri, di contraddizioni e per questo realisticamente umani e terreni.
“Dell’Amore e Di altri Demoni” è una lettura forte, spiazzante, forse poco “natalizia”, ma che lascia un segno evidente, quasi rabbioso del proprio passaggio nella mente e cuore del lettore

83) Monos – Un Gioco da Ragazzi

“Monos – Un gioco da ragazzi” è un film del 2019 diretto da Alejandro Landes , scritto da Alexis Dos Santos, Alejandro Landes , con : Julianne Nicholson, Moises Arias, Jorge Román, Laura Castrillón, Sofia Buenaventura, Julian Giraldo, Paul Cubides, Deibi Rueda, Karen Quintero.

Sinossi:
Un gioco da ragazzi – Monos, film diretto da Alejandro Landes, racconta la storia di un gruppo di giovani che vivono nelle zone montuose più isolate e remote della Colombia. Qui i sette ragazzi si allenano a combattere armati durante tutto il giorno, ma il loro non è un campo di addestramento giovanile. Gli adolescenti portano con loro un ostaggio, una donna americana che identificano semplicemente come “la dottoressa” (Julianne Nicholson). Quando, però, si ritrovano alle calcagna dei veri e propri soldati, i giovani dovranno fuggire nella giungla per sopravvivere…
Recensione:
“Il film “Monos – Un gioco da ragazzi” di Alejandro Landes, già vincitore in autunno del London Film Festival, è uno “Spira mirabilis” (si rimanda a questo articolo, per apprezzare degnamente la definizione) oppure una sofisticata per quanto angosciosa metafora della condizione in cui sono costretti a vivere i giovani colombiani di oggi?

Si tratta di un insopportabile esercizio stilistico e registico oppure vanno sottolineati il talento e la creatività messi in campo del giovane regista? E che dire della sceneggiatura? Incomprensibile, caotica, dispersiva, fondata sul nulla, oppure capace di disegnare una storia che, per quanto sospesa nel tempo e nello spazio, riesce nell’intento di rappresentare le contraddizioni politiche e sociali del Paese sudamericano? continua su

“Monos – Un gioco da ragazzi”: un thriller teso nella Colombia di oggi

199) La Tierra y La Sombra / Un Mondo Fragile

Il biglietto d’acquistare per “La Tierra y la Sombra” è : Ridotto
“La Tierra y la Sombra /Un mondo fragile” è un film del 2015 scritto e diretto da Cesar Augusto Acevedo, con: Haimer Leal, Marleyda Soto, Edison Raigosa, Hilda Ruiz, Jose Felipe Cardenas.

Ha ancora un senso oggi avere un legame affettivo con la propria terra, origini?
Per un figlio è più forte il legame materno o la responsabilità nei confronti della sua nuova famiglia?
Sono domande talmente intime e complesse a cui è arduo dare risposta.
“La Tierra y la Sombra” di Cesar Augusto Acevedo, uscito nelle nostre sale a settembre 2015 con il titolo “Un mondo fragile”, è il primo film colombiano ad aver ottenuto un importante premio (Camera d’or Cannes 2015) a un Festival internazionale del Cinema, ha soltanto il lodevole merito di fornire risposte non banali oltre che spingere lo spettatore a un’intima ed autentica riflessione .
Il sottoscritto avendo perso due anni fa l’appuntamento in sala, ha colto con sincera curiosità l’invito della cara Marcela, fidanzata colombiana di mio fratello, nel recuperare questa pellicola grazie alla bella e poco conosciuta realtà dello “Scoprir” 6 Mostra di Cinema Iberoamericano, sostenuto anche dal lodevole impegno dall’istituto Cervantes di Roma oltre che da ben 13 Paesi di lingua spagnola (Spagna, Colombia, Portogallo, Messico per citarne alcuni)
“La Tierra y la Sombra” è una storia lineare, semplice, e scarna sul piano drammaturgico quanto forte, poetica, profonda ed avvolgente nel raccontare e mostrare la forza e bellezza dei legami familiari da una parte e come dall’altra possano essere causa di dolore ed ostacolo per il progresso e futuro della stessa famiglia.

Alfonso(Leal), anziano campesino che ha lasciato la sua famiglia e la sua terra diciassette anni prima, ritorna a casa.
La scelta di tornare è dovuta al grave stato di salute del figlio a causa di una malattia respiratoria. Tollerato a fatica dalla vecchia consorte Alicia(Ruiz), che non gli perdona il passato, Alfonso partecipa con valore e pudore all’economia domestica famigliare, accudendo figlio e il nipote Manuel(Cardenas) in assenza delle donne, occupate in una piantagione di canna da zucchero. Subentrate nella raccolta a Geraldo(Raigosa), suocera e nuora combattano ogni giorno contro l’asprezza del mestiere e l’illegittimità di un regime lavorativo che pretende produttività in cambio di un salario misero e mai puntuale. Esperanza (Soto) vorrebbe andar via ma Geraldo è bloccato dall’affezione e dall’affetto che porta a quella madre ostinata a restare e resistere nella sua fattoria mentre la campagna intorno brucia sotto il vento del ‘progresso’.
Acevedo ci porta in una Colombia poca conosciuta non solamente sul piano geografico (Valle del Cauca), ma in particolare anche a livello sociale e culturale, e ciò nonostante lo spettatore non può non vedere e sentire tante somiglianze con la nostra contradditoria società, soprattutto nel sofferente Mezzogiorno.
La pellicola ha un ritmo narrativo eccessivamente blando, a tratti statico, penalizzando in parte la visione e l’intensità del pathos.
“La Tierra y la Sombra” è un affresco familiare denso d’emozioni rappresentate più dai gesti e sguardi che dalle parole ma che in modo efficace trasmettano il messaggio dell’agognata pacificazione e ripartenza per un futuro più dignitoso.
L’intero cast si rivela d’ assoluto talento, esperienza e carisma dando ottimo esempio di recitazione corale e di convincente alchimia anche umana oltre artistica.
Il finale agrodolce commuove il pubblico nella conferma che la famiglia è allo stesso tempo croce e delizia.

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”